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giovedì 11 giugno 2026

MONTY PYTHON'S FLYING CIRCUS SU PRIME VIDEO

 Da qualche mese il MONTY PYTHON'S FLYING CIRCUS è disponibile su Prime Video con il best of della prima stagione doppiata in italiano.


Caposaldo della comicità nonsense britannica, la serie ha reso celebre la frase di transizione "And now for something completely different" (E ora qualcosa di completamente diverso) che diventerà anche il titolo del loro primo film ideato per il lancio sul mercato americano dove la serie non era ancora stata trasmessa e infatti gli sketch del film erano un remake di quelli già visti in tv. 
Scritta e interpretata interamente dai fondatori Graham Chapman, John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Terry Jones e Michael Palin andò in onda nel Regno Unito nel 1969, ma in Italia è stata trasmessa solo nei primi anni 90 e già allora, in effetti con tutto quel periodo di mezzo, mostrava leggermente i segni del tempo; figuriamoci a vederla adesso nel 2026 quanto può fare pensare che diavolo ci sia di tanto comico in quello che fanno e dicono, poiché il tono estremamente surreale degli sketch viene talmente spinto lassù in alto da risultare poco assimilabile per noi che, nel caso della prima visione su Italia 1, fino ad allora ci eravamo nutriti dei nostri comici di cassetta come Lino Banfi, Alvaro Vitali, Paolo Villaggio, Renato Pozzetto & co. (si, pure Boldi e De Sica, questo perlomeno in film come Vacanze Di Natale), oppure Roberto Benigni e due altri nomi che mai dimenticheremo come Massimo Troisi e Francesco Nuti, ma qui eravamo su un livello molto diverso. 
E a maggior ragione erano ancora più differenti i nostri parametri televisivi comici basati su Zelig, Mai Dire Gol e simili dopo aver pure passato gli anni 80 in compagnia del Drive-In. 
Eppure la satira dei Monty Python, perlomeno in patria (ripeto, più di vent'anni prima) funzionava e le animazioni di Terry Gilliam


hanno ispirato quelle da intermezzo de Le Iene. 
Sempre parlando di nostri comici molto diversi dai Monty Python, ma tuttavia pure lui con un tono surreale molto marcato, oggi spegne 70 candeline Giobbe Covatta che deve gran parte del suo successo al Maurizio Costanzo Show.

Auguri Giobbe! 

domenica 8 febbraio 2026

APERTURA OLIMPIADI INVERNALI: BENE, MA NON BENISSIMO

 Non so se seguirò in tv le Olimpiadi Invernali, perlomeno non assiduamente, però l'apertura di venerdì quella l'ho vista e devo dire che lo spettacolo è stato grande,


e bene anche per le prime medaglie che da ieri hanno già cominciato ad arrivare, mentre posso definire ignobile l'altro spettacolo del giorno dopo con i soliti ennesimi disordini e scontri con la Polizia (ma perché, branco di idioti che non siete altro?).
Adesso per quanto riguarda la cerimonia di venerdì metto subito le cose in chiaro puntando il dito contro i mascheroni (qui sotto diretti da Matilda De Angelis) che ad un certo punto ballavano una Vamos A La Playa modificata facendola diventare Milano E Cortina (a proposito, uno dei tre NON era Peppe Vessicchio, eh...)

offrendo uno spettacolo così cringe che ha superato anche Mariah Carey imbalsamata al centro dello stadio, completamente "rah-peata" nel leggere un gobbo con scritto come pronunciare le parole (giuro!).

Non sono sicuro, ma credo che anche lei abbia usufruito del playback, come invece ha ammesso l'onnipresente Laura Pausini, che festeggia oggi con piadina e lambrusco i 20 anni del suo Grammy Award preso per il pop latino, ed esecutrice dell'inno italiano in versione un pò "pausinata" con un paio di modifiche alla melodia originale che, ok, davano enfasi, ma forse se esegui quel brano lo dovresti fare come Goffredo Mameli l'ha scritto, o meglio come Michele Novaro, che è il compositore della musica, l'ha pensato.

Sul fatto di eseguirlo in playback invece potrebbe essere che nessuno voleva rischiare l'EFFETTO ALBANO di qualche anno fa. 
Facendo i complimenti al management di Ghali che è riuscito ad infilarlo lì in mezzo come un cavolo a merenda giusto per promuovere il nuovo disco, un altro punto che devo criticare sono i commentatori Rai che durante le performances hanno quasi sempre continuato a parlare e parlare e ancora a parlare snocciolando informazioni per far vedere che ne sapevano, ma a me invece hanno ricordato gli Squallor di VACCA,

dove Gianni Boncompagni, guest-star nel brano, raccontava nello stesso modo vita, morte (soprattutto) e miracoli di tutti i componenti dell'orchestra che eseguiva il pezzo. 
Vabbè... di buono c'è che lo spettacolo perlomeno non è finito "in vacca", come si suol dire, poiché grande è stato l'entusiasmo che si è scatenato all'arrivo degli azzurri e concludo ricordando un grande azzurro del passato immortalato in un altrettanto grande film.



 

domenica 21 dicembre 2025

UN SECOLO PER UNA "XXXXXX" PAZZESCA

 Compie un secolo La Corazzata Potëmkin, ma quella vera e non quella storpiata nella saga di Fantozzi per una questione di diritti e per il modo poco elegante come veniva definita in quel secondo film sul ragioniere di Paolo Villaggio.


E quella vera di Eisenstein (e non Einstein) che 100 anni fa veniva proiettata per la prima volta al Teatro Bolshoi di Mosca, non aveva nemmeno la durata monster di oltre tre ore, anzi stava in poco più di 70 minuti finendo poi citata con la famosa carrozzina anche da Brian De Palma in Gli Intoccabili e in un altro paio di film. 
La cosa particolare è che questo film l'avevo conosciuto molti anni fa tramite la mia antologia scolastica dove venivano riportati anche i famosi fotogrammi di carrozzina, occhio e stivali dei soldati ovvero quelle scene che poi Fantozzi e colleghi saranno costretti a ricreare live come punizione. 
Se poi volete, mi metto nei panni del Prof. Guidobaldo Maria Riccardelli e organizziamo un bel cineforum natalizio dove potremo fare anche un bel dibattito sulla pellicola... 
O no? 

giovedì 27 marzo 2025

ANNO 1975: ARRIVA FANTOZZI

 Per arrivare a timbrare il cartellino d'entrata alle 8 e 30 precise, Fantozzi sedici anni fa cominciò col mettere la sveglia alle 6 e un quarto: oggi, a forza di esperimenti e perfezionamenti continui, è arrivato a metterla alle 7:51... vale a dire al limite delle possibilità umane! Tutto è calcolato sul filo dei secondi: cinque secondi per riprendere conoscenza, quattro secondi per superare il quotidiano impatto con la vista della moglie più sei per chiedersi come sempre senza risposta cosa mai lo spinse un giorno a sposare quella specie di curioso animale domestico, tre secondi per bere il maledetto caffè della signora Pina tremila gradi Fahrenheit! -, dagli otto ai dieci secondi per stemperare la lingua rovente sotto il rubinetto, due secondi e mezzo per il bacino a sua figlia Mariangela, caffellatte con pettinata incorporata, spazzolata dentifricio mentolato su sapore caffè, provocante funzioni fisiologiche che può così espletare nel tempo di valore europeo di sei secondi netti. Ha ancora un patrimonio di tre minuti per vestirsi e correre alla fermata del suo autobus che passa alle 8:01. Tutto questo naturalmente salvo tragici imprevisti...


E imprevisti che da quel 27 marzo del 1975 vedremo finalmente sul grande schermo del cinema per dare inizio ad una saga che per anni ci ha fatto ridere con Paolo Villaggio nei panni e baschetto del suo personaggio più famoso, il ragionier Ugo Fantozzi. 
Certo i primi due episodi, gli unici diretti da Luciano Salce, sono senza dubbio i migliori della serie per quel gusto amaro delle situazioni comiche che ti fanno ridere, si, ma sotto sotto mettono dentro anche tanta tristezza. 
Perlomeno questo era stato il sentimento che avevo provato io nella sala del cinema di seconda visione quando ho visto questo primo tragico Fantozzi finire nell'acquario dove nuotano i dipendenti dell'azienda dove lavora, non prima di aver subito le peggiori umiliazioni rivolte a lui e alla sua famiglia. 
Francamente non sono sicuro che un film come questo, se uscisse adesso dove si sta attenti a non dire mai una parola sbagliata per non offendere qualcuno, potrebbe passare appunto le rigide regole della censura. 
Difatti lo fa notare anche Alessandro Cattelan che sono anni che al cinema non si ritrova più a sganasciarsi dalle risate senza freni perché qualcosa è cambiato e probabilmente in peggio. 
Ma, per fortuna all'epoca non si badava a certe sottigliezze paracule e veniva portato sullo schermo tutto, ma proprio tutto senza mezzi termini.

Inoltre era stata azzeccata la scelta degli attori comprimari da Gigi Reder (Filini) ad Anna Mazzamauro (la signorina Silvani), da Liù Bosisio, sostituita nel secondo episodio da Milena Vukotic come signora Pina, a Plinio Fernando (Mariangela).

Compreso lui, il ragionier Ugo con il volto di Paolo Villaggio che in passato si era divertito a mettere in giro una leggenda fake che voleva Ugo Tognazzi e Renato Pozzetto come le prime scelte del casting, cosa poi smentita da lui stesso. 
Perché Paolo era fatto così, una vera canaglia, e mai ce ne sarà uno uguale, burbero, cinico e anche un po' bastardodentro.
Anzi, racconta Renato Pozzetto che al previsto debutto di Paolo al Derby di Milano dove l'attore era andato a chiedere di esibirsi perché aveva bisogno di denaro, Villaggio lì per lì non si presentò (pare che avesse già intascato l'anticipo) e lo andarono a prendere lui, Cochi ed Enzo (Jannacci) di forza dove alloggiava per scaraventarlo sul palco. 
Come dire... un debutto "mostruoso". 

lunedì 5 luglio 2021

FANTOZZI 50 ANNI E NON SENTIRLI (INFATTI MEGLIO LEGGERLI E VEDERLI)

 50 anni fa veniva pubblicato il primo libro di Fantozzi firmato da Paolo Villaggio, mancato 4 anni orsono, e da allora il mondo non è stato più lo stesso.


Per la verità il vero grande botto sarà qualche anno dopo con il primo film diretto da Luciano Salce, ma se il libro non avesse avuto quel potenziale al suo interno, di cui si resero conto tutti quelli che cominciarono a leggerlo, non avremmo avuto quella saga cinica e un pochino bastardadentro che tutti conosciamo. Per me i migliori restano i primi due film assolutamente perfetti, poiché tutti i seguiti diventavano man mano che andavano avanti un po' più allineati alla commedia più grossolana alla Boldi. Mentre nei primi due ridevo, si, ma ridevo con un retrogusto amarissimo che poi si è perso per strada. Dalle disavventure di Ugo Fantozzi sono nati dei modi di dire indissolubili tipo "mostruoso, vadi, cagata pazzesca" e scene culto come l'autobus preso al volo, che conosce anche chi non ha mai visto i film (improbabile), cosa che davvero ormai accade di rado in un cinema fatto con molto meno amore e invece più con l'occhio come Zio Paperone, con il simbolo del dollaro (o euro) stampato dentro. Ma a sua volta Fantozzi era un'evoluzione del personaggio televisivo Giandomenico Fracchia (di cui arriveranno anche un paio film negli anni 80 per cui lo vedremo anche contro Dracula) sottomesso al suo capo con il volto di Gianni Agus e lo ricordiamo tutti seduto scomodo su quella famosa poltrona - sacco, mentre nel libro invece era uno dei colleghi, le cui caratteristiche verranno ereditate e fuse insieme nei film con quelle del ragionier Filini. Evoluzione perché Fantozzi era si anche lui un ragionerie sottomesso di cui se ne approfittavano tutti, ma ogni tanto mostrava quel guizzo di ribellione che il suo collega invece non aveva. Ovviamente concludo celebrando Ugo Fantozzi, e naturalmente Paolo Villaggio, con i canonici 92 MINUTI DI APPLAUSI...

RAI ISORADIO: FINALMENTE ORA CI SIAMO

 Avete notato ultimamente come è cambiata in meglio Rai Isoradio? Era nata nel 1989 con un triste e piatto audio monofonico, un'esigenz...