Il film Love Me Tender, distribuito in Italia con il titolo Fratelli Rivali e diretto da Robert D. Webb, segna lo storico esordio cinematografico di Elvis Presley nel 1956 ed è l'unica pellicola dove nei titoli di testa e in locandina (quella originale) il suo nome appariva ancora come co-protagonista.
Infatti il protagonista principale era Richard Egan che divenne il suo più grande sostenitore, difendendo pubblicamente il talento e l'umiltà del ragazzo contro le critiche che arrivarono addosso al Re del Rock'n'Roll in versione attore criticato anche per il tono di voce nei dialoghi, giudicato troppo acuto e acerbo rispetto ai colleghi esperti.
Ma c'era di buono che la sua sola presenza bastava a soddisfare i giovani dell'epoca dato che nei cinema i fans (specie "le" fans) urlavano così forte ogni volta che Elvis appariva sullo schermo da coprire interamente i dialoghi parlati del film.
Il successo fu immediato e i costi di produzione vennero coperti subito nei primi tre giorni di programmazione.
In realtà la pellicola doveva intitolarsi The Reno Brothers, ma fu cambiato per sfruttare l'incredibile successo radiofonico della CANZONE OMONIMA che vendette un milione di copie già in prevendita (uscirà nel settembre-ottobre del 1956) e, si racconta, venne registrata quasi in segreto da Elvis il 23 agosto sul set durante una pausa di lavorazione del film con anche la presenza di un giovane Dennis Hopper intrufolatosi di nascosto a spiarlo.
La canzone, famosissima ballata romantica, riprende il brano tradizionale della Guerra Civile Americana AURA LEE (quindi i diritti di utilizzo erano liberi) e fu scritta da Vera Matson mentre suo marito Ken Darby curò il testo che però venne poi accreditato ad Elvis Presley per questioni di marketing.
Il disco, presentato il 9 settembre all'Ed Sullivan Show, ha quindi raggiunto il primo posto nelle classifiche USA ed è diventato uno dei pezzi più noti e amati del repertorio di Elvis.
Tornando al film che ha debuttato negli Stati Uniti con una prima il 15 novembre 1956 al Paramount Theater di New York, per poi essere distribuito ufficialmente il 21 novembre 1956 (da noi arriverà il 7 febbraio del 1957), si tratta di un classico western inframmezzato da brani musicali dove i fratelli Reno combattono per i Confederati e partecipano ad un assalto a un treno unionista, ignorando che la guerra sia già finita.
Il maggiore dei fratelli, Vance (interpretato da Richard Egan), viene creduto morto in battaglia, così il fratello minore Clint (Elvis Presley) rimasto a curare la fattoria e convinto della morte di Vance, ne sposa la fidanzata Cathy (Debra Paget).
Ma Vance torna a sorpresa vivo e vegeto e scoppia quindi un triangolo amoroso, con in più le indagini dell'esercito sul denaro rubato durante l'assalto al treno.
Esordiente qui l'Elvis attore, ma con tanta voglia di fare e i risultati arriveranno in breve tempo con tutta una serie di film leggeri, a livello dei nostri musicarelli degli anni 60, quelli con i nomi della musica italiana che tanto andavano di moda allora.
Oggi innanzitutto, anche se siamo in ritardo, facciamo gli auguri di Buon Compleanno a Cher
che ha compiuto nei giorni scorsi 80 anni, e le battute sul suo aspetto sinteticamente giovanile saranno già fioccate a mille, per cui non è il caso di infierire oltre.
Piuttosto il titolo del post si riferisce ovviamente al film MAMMA MIA! CI RISIAMO! dove lei era la mamma di Meryl Streep anche se hanno solo tre o quattro anni di differenza.
Continuiamo invece con un lutto nel mondo dei videogames di Star Wars per la morte di Tom Kane
che è stato un doppiatore statunitense specializzato nel dare la voce a personaggi iconici come Yoda, l'ammiraglio Ackbar, Boba Fett, Qui-Gon Jinn e C-3PO.
Altro suo ruolo importante, insieme a molti altri, quello del Professor Utonium ne Le Superchicche.
Tom aveva 64 anni e nel 2020 era stato colpito da ictus che gli aveva portato gravi problemi motori e di linguaggio.
Se n'è andato anche l'attore Michael Keating, 79 anni, ben noto in U.K. per la serie di fantascienza Blake's 7, inedita in Italia.
È stato anche il reverendo Stevens di Eastenders, altra serie britannica di lunga data pure quella mai vista da noi.
Conosciuto da noi invece era George Eastman,
pseudonimo di Luigi Montefiori, visto in moltissimi Western all'italiana e action movies sempre nostrani e molto spesso ispirati a grandi titoli hollywoodiani.
George aveva 83 anni.
Infine l'addio a Dick Parry,
83 anni, che per milioni di ascoltatori è stato prima di tutto un suono caratteristico dei Pink Floyd.
Suonava lui infatti il sax soft di Us And Them, quello nervoso di Money, o ancora la lunga parte sostenuta nella suite di Shine On You Crazy Diamond.
Assoli diventati parte dell’identità stessa dei Pink Floyd.
Auguri quindi a Cher e purtroppo addio a Tom, Michael, Dick e George.
A volte il destino è così, nel senso che lavori nel mondo del cinema coprendo incarichi quali segretario di produzione, montatore, aiuto regista, scenografo, tutto ciò per film western, drammatici o comunque cose del genere, finché nel 1973 ti affidano la regia di un poliziesco mixato (goffamente) con il Kung-Fu (questo perché Bruce Lee e i suoi emuli imperavano) dal titolo 7 Ore Di Violenza Per Una Soluzione Imprevista,
generi che appunto andavano entrambi forte negli anni 70, e pensi che per questo motivo sia un punto d'arrivo.
Non è stato così per Michele Massimo Tarantini che subito dopo si è trovato a dirigere Alvaro Vitali e Lilli Carati in La Professoressa Di Scienze Naturali e tale genere comico-scollacciato gli rimarrà appiccicato addosso con insegnanti, dottoresse, tassiste, poliziotte,
tutte sexy, tutte discinte e infatti il suo primo vero successo commerciale è stato la commedia sexy del 1975 La liceale che ha lanciato anche la carriera di Gloria Guida (pure lei legata a quei film).
Da allora, Tarantini (nella foto sopra è ovviamente quello a sinistra, mentre a destra vediamo la "poliziotta" Edwige Fenech) mancato nei giorni scorsi a 77 anni, è diventato uno dei registi più importanti e di maggior successo nel genere della commedia sexy all'italiana esportata anche all'estero e imitata da film come Porky's.
Beh... anche questo dopotutto è cinema, mentre la musica piange Albert Mazibuko,
una delle voci e membro originale del gruppo vocale africano dei Ladysmith Black Mambazo di cui avrete sentito parlare nel 1986, all'epoca della pubblicazione di Graceland di Paul Simon perché hanno cantato in quel suo album molto etnico in tre brani di cui uno è questa DIAMONDS ON THE SOLES OF HER SHOES.
Lunedì di pasquetta, con il tempo buono tornano anche i merendini sui prati e ben pochi staranno a leggere i blog di qualsiasi genere, per cui oggi lo dedico ad un film misconosciuto uscito dieci anni fa dal titolo The Bad Batch con anche Jason Momoa e Keanu Reeves (su Netflix).
È il secondo lungometraggio di Ana Lily Amirpour, dopo A Girl Walks Home Alone At Night che aveva destato un certo interesse dei critici.
Intanto siamo nella solita civiltà distopica vista mille e mille volte in pellicole simili a Mad Max (anzi io ci ho forse notato un riferimento a DRIVE-IN 2000), in un deserto texano trasformato in una sorta di discarica umana per gli “indesiderabili” della società americana (appunto i “Bad Batch” cioè il "lotto difettoso") che potrebbe benissimo essere quella che vuole Make America Great Again.
In questa categoria c'è Arlen (Suki Waterhouse) che viene espulsa oltre il confine e abbandonata,
ma catturata quasi subito da un gruppo di cannibali che le tagliano via un braccio e mezza gamba perché la fame è una brutta bestia.
Nonostante il grave handicap la ragazza riesce lo stesso a fuggire, ma non dico come perché DEVE essere una sorpresa.
Incontra un vagabondo silenzioso
(irriconoscibile Jim Carrey) che la raccoglie e poi un salto di cinque mesi (con protesi alla gamba) con una comunità semi-civilizzata dominata dalle luci al neon e da un enigmatico guru (Keanu Reeves col baffo che pare un attore porno degli anni 70).
Ed è qui che la sua strada si incrocia con quella di Miami Man (Jason Momoa con nome tatuato sul petto), un cannibale muscoloso alla ricerca della figlia.
Il film francamente a parte le discrete musiche ipnotiche non è un granché perché dopo un inizio così "forte" si perde spesso in lentezze inutili che forse vorrebbero fare l'effetto di Sergio Leone (2 ore così qui sono troppe) oppure strizza l'occhio (riuscendovi solo in parte) a Tarantino e Rodriguez.
Tuttavia lo cito oggi perché il mezzo su cui viaggia Jason Momoa
è il mitico CN 250 dell'Honda (unica volta che l'ho visto in un film a dire il vero) che fu introdotto sul mercato secondo alcuni nell'aprile del 1986 mentre per altre fonti era il 1988 (forse la messa in commercio italiana).
È uno scooter che a quasi 40 anni dalla sua messa in produzione, continua a richiamare appassionati e detrattori e ha avuto il pregio che quando arrivò sul mercato non esisteva nulla di simile.
In Giappone, di CN 250 se ne vedono ancora tantissimi, molti di questi anche estremamente elaborati, rappresentando un vero e proprio culto, e anche l'Italia non é da meno.
Esportato in altri Paesi anche con il nome Helix o Spazio, ha un baricentro bassissimo, seduta da poltrona con gambe distese che ti permette, volendo, anche lunghissime percorrenze senza nessun problema al cavallo (anche un bel giro nel lunedì dall'angelo, quindi), manubrio tipo chopper, un fanale di vetro (e non quelli di plastica che col tempo si opacizzano) incastonato nel muso lungo mezzometro con quel becco che per molti è brutto, ma chi lo guida rimane perfettamente protetto dall'aria proprio grazie a quella forma, ai deflettori laterali (i cosiddetti boomerang) e al parabrezza suo di serie (che nel film è stato rimosso), mentre il passeggero invece rimane esposto ad ogni turbolenza possibile come su tutti gli scooter.
Se guarderete il film (mi rivolgo a chi ne sa qualcosa di motori) non fate caso al rumore che fa lo scooter che pare quello di un due tempi, poiché capita quasi sempre che i rumori vengano ridoppiati (anche specialmente esplosioni, vento eccetera) e chissà perché hanno scelto quello per il CN che invece è un quattro tempi molto tranquillo.
La seconda stagione di Fallout viene concentrata soprattutto sul Ghoul/Cooper Howard
e i moltissimi flashback che ci rivelano molto del suo passato prima di quell'evento che ha costretto la popolazione nei Vault, cioè dei rifugi antiatomici mentre all'esterno i sopravvissuti o mutati hanno continuato una vita tornata alle regole della legge del più forte, dove se un uomo con la pistola incontra un uomo (o una donna) col fucile...
Si, non è un Western però l'atmosfera è quella con l'aggiunta di creature mostruose a complicare ulteriormente la faccenda.
Ci sono anche due camei: uno di McCauley Culkin ormai cresciuto ben bene (pare Taika Waititi biondo) e un altro fulmineo di Clancy Brown, l'ex Kurgan di HIGHLANDER (vedi che quando si parlava ieri del diavolo...).
Tuttavia c'è meno mistero ed effetto sorpresa che nella STAGIONE PRECEDENTE che a me aveva gasato tantissimo e penso che, da quello che avevo scritto, si capisse chiaramente.
Qui (a parte un paio di colpi ben assestati) sembra quasi come se le cose andassero avanti senza una sceneggiatura ben precisa.
Jonathan Nolan e Lisa Joy stanno nuovamente passando la crisi che ha avuto in pochi episodi INVERSO - THE PERIPHERAL tanto da essere cancellata da Prime Video una seconda stagione? Vedremo...
Forse potreste rimanere straniati nel vedere questa famosa locandina non esattamente come la ricordavate.
Certo, perché si tratta di Balla Coi Lupi, strapremiato agli Oscar, ma la locandina però riporta il nome di Renato Casaro, ovvero colui che l'aveva disegnata e che è mancato pochi giorni fa ormai prossimo ai 90 anni, come tre anni fa ci aveva lasciati anche ENZO SCIOTTI, altro artista del poster cinematografico perché ai tempi si usava fare così ed era molto meglio di certi brutti photoshop attuali,
prendendo come esempio fra le più brutte locandine (o copertine di dvd/Blu-ray) quella di Furiosa.
Ecco allora, come avevo fatto per Enzo, una breve galleria di altre sue opere, tutte firmate da Renato che probabilmente aveva una certa predilezione per il western all'italiana, mentre Sciotti, se ricordate, si era indirizzato più verso horror e thriller.
E dico opere perché di vere e proprie opere artistiche si tratta.
Quel bizzarro nome di Uccello Scalciante apparteneva al personaggio di Balla Coi Lupi, lo sciamano dei Sioux, che gli era valso la candidatura all'Oscar, a lui come a Kevin Costner, che invece l'aveva anche vinto per quel film nel 1990.
Sto parlando di Graham Greene, l'attore omonimo dello scrittore inglese, il quale è morto a 73 anni.
Attore canadese di origine nativa americana, era nato nella riserva delle sei nazioni di Brantford, in Ontario, e aveva iniziato a lavorare in teatro, al cinema e in tv negli anni Ottanta.
Dopo il successo di Balla Coi Lupi era rimasto legato al ruolo del nativo americano in diversi film storici e western.
Ovviamente non manca oggi anche l'addio ad Emilio Fede, mancato a 95 anni dopo essere stato giornalista nonché direttore e conduttore del Tg4, e, suo malgrado, anche protagonista del web
con tutti i meme che ha fatto nascere con quel suo atteggiamento un tantino arrogante verso i suoi sottoposti (Paolo Brosio ne sa qualcosa) e, al contrario, al limite del servile verso le alte sfere nell'epoca di Berlusconi (sarò anche canaglia, ma è così), pubblicando anche alcuni libri che se lo fa Bruno Vespa della diretta concorrenza perché non poteva farlo lui?
Addio anche a Joe Bugner, 75 anni e pugile britannico, ma anche attore in un paio di film con Bud Spencer
(Lo Chiamavano Bulldozer e Uno Sceriffo Extraterrestre) e in uno con la coppia Spencer - Hill al completo, ovvero Io Sto Con Gli Ippopotami, fino al più recente che era Cinderella Man diretto da Ron Howard.
Come pugile Bugner era famoso per essere rimasto in piedi sul ring come Rocky sia contro Mohammed Alì che contro Joe Frazier.
Quel 1 agosto del 2005 avrebbe cambiato tutto anche nel cinema poiché partiva da quella data il divieto dell'Unione Europea di pubblicizzare prodotti a base di tabacco come invece accadeva anche nei film degli anni 70
con certi pacchetti rossi e bianchi in bella vista (allora non si chiamava ancora product placement) e gente che fumava come dei turchi, quei turchi delle fiction che ora vanno fortissime su Canale 5, al punto da farsi assegnare la prima serata e che invece pure loro adesso non possono farlo in scena.
Pensate che anche X-Files aveva un personaggio che continuamente fumava,
e infatti la serie (non per quel motivo credo) è finita nel 2002 con due ritorni nemmeno troppo eclatanti una quindicina di anni dopo.
Tempi che cambiano, è vero, e anche in meglio se non contiamo le sigarette elettroniche e gli svapatori che sanno ancora di più di dipendenza.
Ma adesso, da parte di una canaglia che non ha mai fumato in vita sua, la vera domanda è:
ma francamente ce lo avreste visto voi un Clint Eastwood al cinema senza quel sigaro?
Chi ha qualche anno in più sul groppone non può non aver mai sentito parlare dei 4+4 di Nora Orlandi che erano coristi continuamente al lavoro nelle sale di registrazione degli anni 50/60/70 fino ai primi anni 80, in contrapposizione (ma non concorrenza) con I Cantori Moderni di Alessandroni (Alessandro, il fischiatore di Ennio Morricone).
Entrambe le formazioni partecipavano a dischi e colonne sonore dove in queste facevano perlopiù i classici ooooh, aaaah, papapaaaa o dabadabadà sulle musiche di autori tipo Armando Trovajoli, Pino Donaggio, Guido e Maurizio De Angelis, che magari sembra anche una cosa ridicola detta così, ma i Manhattan Transfer faranno poi esattamente le stesse cose per esempio in Birdland e cacchio se le faranno bene... In particolare I Cantori Moderni erano specializzati nelle soundtrack western di Ennio Morricone, e nella formazione erano passati anche le due sorelle Bertè e ANNIBALE GIANNARELLI, voce della colonna sonora di Lo Chiamano Trinità e vincitore di The Voice Senior nel 2022, mentre i 4+4 di Nora Orlandi erano fissi nelle trasmissioni Rai dal Festival Di Sanremo
a Canzonissima (anche se in quest'ultima si utilizzava il playback) e inizialmente le voci erano solo 4, infatti si chiamavano I 2+2 di Nora Orlandi, che vediamo molto giovane (e, permettetemi, bella) nella foto d'epoca qui sotto.
Quando i quattro mollarono, Nora non si perse d'animo e amplió la formazione con otto nuovi elementi, mai del tutto fissi, anzi molto spesso sostituibili, fra i quali sono passati anche Marco Ferradini e Santino Rocchetti, nonché una giovane Silvia Annichiarico al suo debutto nel mondo dello spettacolo.
Purtroppo il primo giorno di quest'anno appena iniziato si è portato via proprio Nora Orlandi che aveva nel frattempo raggiunto i 91 anni.
Perciò da queste pagine web così legate a musica e cinema non poteva mancare un saluto da parte mia.
Con lei il signore qui sopra, che si chiamava Brenton Wood, non c'entra, se non solo per il motivo che al Festival Di Sanremo del 1969, dove i 4+4 c'erano sul palco, venne stranamente abbinato a Rosanna Fratello per cantare la canzone Il Treno che veniva presentata con due arrangiamenti completamente diversi e decisamente rhythm'n'blues nel caso del cantante di colore.
Brenton, cantante soul statunitense, è mancato ad 83 anni e nel 1967 fece il botto con GIMME LITTLE SIGN, singolo che avevo sepolto negli archivi della mia memoria (sicuramente anche la vostra di voi che leggete) e l'ho rispolverato quindi per l'occasione, e che nel tempo ha poi avuto molte cover fra le quali quella di DANIELLE BRISEBOIS che la portó al Festivalbar nel 1995 (qui nel video viene presentata con un lungo cappello introduttivo da Federica Panicucci) prodotta da Gregg Alexander (New Radicals), e la VERSIONE SKA secondo l'usanza di Giuliano Palma & The Bluebeaters.
Addio Nora, con un grazie per aver fatto la storia della musica italiana, e addio Brenton.
Attenzione nipoti e nipotini perché oggi è la Festa Dei Nonni che dal 2005 è stata introdotta ufficialmente dallo Stato italiano.
Ci sarà chi non gliene frega meno di niente, ne sono sicuro, che la considera solo un'altra trovata commerciale, ma il punto è che se avete ancora almeno un nonno dei quattro che di solito ci toccano come regola (lo facevano notare i Beatles sul treno nel film A HARD DAY'S NIGHT), un piccolo pensierino (anche un Nontiscordardime che è il fiore ufficiale) gli farà solo che piacere specie se, appunto, quel nonno magari vive ormai da solo e i nipotini son diventati "oni".
Ricordiamoci che sono sempre i nonni che danno una mano ai figli quando gli impegni di lavoro non permettono di gestire al meglio la prole.
Ed è proprio di un nonno, che purtroppo è mancato di recente, di cui si parla oggi, un nonno famoso con ben sette nipoti avuti da otto figli provenienti da tre matrimoni, uno dei quali con Rita Coolidge che i fans di 007 magari ricordano sicuramente per ALL TIME HIGH da Octopussy. Lo so che se solo si volesse, vista l'influenza mediatica che hanno avuto e hanno tuttora, si potrebbero infilare i Beatles e James Bond in ogni post, ma tant'è.
Il nonno di cui sto parlando è Kris Kristofferson,
88 anni e superstar di quel country che da noi magari conosciamo giusto per una manciata di canzoni dato che non è così al top come negli Stati Uniti, specie nel Texas dove tuttora si indossano di routine stivali e cappelli da cowboy e dove era nato Kris, a Nashville, città del famoso festival immortalato nel film omonimo di Robert Altman.
E anche nel cinema Kris aveva fatto alcune apparizioni intorno agli anni 80 mentre la sua carriera musicale aveva avuto alti e bassi a causa di problemi di alcolismo. Il suo debutto era stato come autore di SUNDAY MORNING COMING DOWN incisa da Johnny Cash (la canteranno anche insieme in seguito in uno show natalizio qui sopra), mentre la sua ME AND BOBBY MCGEE sarà coverizzata, fra gli altri, anche da Janis Joplin, ma pubblicata poi solo in Pearl, l'album della cantante simbolo del movimento hippy, uscito postumo. Dalle nostre parti invece diamo l'addio a Glauco Mauri, 94 anni, mai stato nonno, ma attore e regista teatrale che aveva partecipato anche a diverse produzioni in prosa televisive e radiofoniche, e con la particolarità (e direi anche onore) di aver doppiato Peter Cushing nel 1977 nel primo Guerre Stellari.
Un augurio a tutti i nonni, quindi, e un addio a Kris e Glauco.
Nei giorni scorsi abbiamo perso un nome storico delle sceneggiature cinematografiche.
Sto parlando di Sergio Donati, 91 anni, scrittore che aveva messo la firma sui più bei film di Sergio Leone come C'Era Una Volta Il West e Giù La Testa, ed altre pellicole sempre divise tra genere western e action, compreso quel fantathriller religioso che, nonostante qualche ingenuità, non era niente male e il titolo era HOLOCAUST 2000.
Sempre sul tema del Western di Leone, Donati aveva scritto anche un libro dal titolo C'Era Una Volta Il West (Ma C'Ero Anch'Io),
dove raccontava fatti, aneddoti e retroscena di quel mondo e genere cinematografico che lui stesso aveva contribuito a creare.
Altro nome legato in prima persona al cinema è quello di Gena Rowlands,
94 anni, la quale, pochi anni dopo il suo debutto, diventerà la moglie di John Cassavetes che la diresse nel 1959 in Ombre, film d'esordio del regista.
Anche la musica perde un suo rappresentante in Jack Russell, frontman dei Great White, gruppo hair rock che negli anni 80 aveva piazzato alcuni pezzi di successo dove forse il più famoso era ROCK ME.
Spero che a qualcuno il titolo parafrasato del post abbia ricordato un vecchio film comico/western con Tomas Milian, perché così perlomeno avrei la certezza di non ricordare solo io i suoi due film sul personaggio di Provvidenza, cacciatore di taglie alquanto bizzarro simile a Charlot, dove la comicità era di grana molto grossa, a livello appunto di comiche, ma all'epoca funzionava.
L'altro film, per dovere di cronaca, era il sequel Ci Risiamo, Vero Provvidenza? e in entrambi si sentiva la vera voce di Tomas perché non veniva doppiato da qualcun altro, ma si autodoppiava, e dava al personaggio quel qualcosa di ancora più bizzarro.
Inoltre era della partita anche Ennio Morricone che aveva curato in entrambi i film le musiche.
La butto lì nel caso voleste darci un'occhiata, dato che rientrano uno peggio dell'altro nei parametri del trash così caro a questo blog, e che tanto il primo sta lì bello bello su Prime Video.
Certo è che, non posso negarlo, a rivederli adesso si sente tutto il peso del mezzo secolo che hanno sulla schiena.
Introduzione a parte, che alla fine era un semplice gioco di parole, ma sempre con il cinema di mezzo, questo 9 agosto del 1974 (che non c'entra nulla con il West se non che si parla di America e i due film di cui sopra erano là ambientati, ma girati invece alla periferia di Roma) fu un giorno fatidico per l'allora presidente americano Richard Nixon, poiché fu quel giorno in cui presentò le dimissioni essendo stato beccato con le mani in pasta per il famoso Scandalo Watergate, quello delle intercettazioni che Robert Zemeckis in Forrest Gump ci mostrava come se fosse stato scoperto, per puro caso, proprio dal protagonista del suo film.
Gerald Ford prenderà il posto di Nixon alla guida del Paese, ma la vicenda in realtà stava andando avanti dal 1972 con quelle intercettazioni illegali legate anche alla vicenda del Vietnam, atte a cercare di fare rileggere Nixon nonostante tutti gli remassero contro perché quella stramaledetta guerra non la voleva nessuno e i suoi reduci infatti non venivano esattamente trattati da eroi come infatti mostra Oliver Stone in NATO IL QUATTRO LUGLIO (ma anche Rambo di Ted Kotcheff ha qualcosa da dire a riguardo).
Vicenda quindi politica, certo, ma con il suo bel collegamento al cinema che tanto ci piace come, oltre al film di Zemeckis, TUTTI GLI UOMINI DEL PRESIDENTE di Alan J. Pakula e il finale di THE POST di Steven Spielberg, giusto per citarne un paio.
E a leggere queste cose magari ti viene da pensare che la politica brutta, coi ministri magna magna e corruzione varia, non sia solo in Italia, anzi... vedi che in America sono sempre stati avantissimo!!!
Concludo con un'altra parafrasi di una battuta tratta dal secondo film con Milian:
Con perizia e con pazienza, chi ti frega... non è solo Provvidenza...