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giovedì 9 ottobre 2025

BUONGIORNO MAMMA! 3: I NUOVI MUTANTI

 Chi si è approcciato alla visione della terza stagione di Buongiorno Mamma! potrebbe essere rimasto spiazzato non riconoscendo più né Jacopo né Michelino, l'ultimogenito della famiglia Borghi piena di problemi grossi che abbiamo imparato a conoscere nelle due stagioni precedenti.


Questo perché ci sono stati due drastici cambi nel cast e, se nel caso del rosso Michelino la differenza non è così evidente poiché si tratta di un bimbo in crescita, molto più eclatante è il cambio faccia di Jacopo (nella foto sopra con la camicia grunge) che non è più interpretato da Oscar Matteo Giuggioli, il quale all'epoca delle riprese era già impegnato sul set della seconda stagione dedicata agli 883 dove recita e balla come Mauro Repetto. 
In partenza si vociferava che il personaggio sarebbe apparso poco nella stagione mettendo nella sceneggiatura che sarebbe andato all'estero, cosa che invece non è stata mantenuta e infatti Jacopo versione 2.0 entra ed esce continuamente dalla scena in ogni episodio. 
E ha voglia Thomas Berger Christensen, il suo sostituto, a fare le pose sghembe e le facce un po' stralunate che Oscar (molto più simile fisicamente a Stewart Copeland dei Police) portava in scena

abbinate stavolta ad una pessima recitazione biascicata (ma in linea con le fiction italiane, eh). 
Non è la stessa cosa, ma vabbè. 
Altro grosso problema è che (UUUUH SPOILER!!!) la Mamma del titolo non è più tra noi, deceduta durante un periodo temporale che si colloca tra le due ultime stagioni e le cose ci vengono spiegate tramite dei flashback con presente Maria Chiara Giannetta parruccata malissimo, e anche lei già presa da altri impegni per cui appare per un minutaggio molto breve. 
Tutto ciò inoltre porta ad un evidente distacco dalla storia vera di partenza alla quale la fiction si era ispirata, ma che nonostante tutto continua a ribadirlo ad ogni apertura di episodio. 
Storia che nella prima stagione inoltre era furbescamente sottolineata da EVERYBODY HURTS,

probabilmente la più bella canzone dei R.E.M., quella tipica da accendini durante il concerto, messa lì con chissà quale pagamento dei diritti d'autore e mai più risentita nelle stagioni successive in favore delle musiche originali scritte per la fiction che sono anche quelle belle, in effetti, con qualche evidente ispirazione a TORI AMOS (non dite di no).

Tutto questo ha portato ad un calo degli ascolti su Canale 5 e una quarta stagione non è più tanto sicura. 
Ma in effetti... perché si deve insistere così ostinatamente su un soggetto snaturando completamente il suo punto di partenza? 
Ah, ecco, si...
Sono le regole dello show business... 
E allora continuiamo a farci del male... 

mercoledì 4 giugno 2025

ANGELINA JOLIE E IL MEZZO SECOLO

 Dopo la giornata di ieri dedicata a livello mondiale alla bicicletta che uso spesso e con la quale (non con la mia) sono stati alimentati anche i concerti dei Coldplay, oggi facciamo tanti auguri per i suoi 50 anni ad Angelina Jolie, magari non prolifica come una volta nel cinema,


ma sempre attuale magari su altri campi come la beneficenza. 
Ricordo invece un periodo tipo poco più di 20 anni fa dove non si parlava altro che di lei anche per la relazione con Brad Pitt dove sembravano la coppia più bella del mondo.

Naturalmente per molti è l'incarnazione di Lara Croft portata con delle protesi al cinema in due film francamente non così eccelsi anzi, molto meglio quello più recente dove l'eroina dei videogames aveva invece il volto di Alicia Vikander. Per caso avevo visto non molto tempo fa uno dei film più recenti in cui appare Angelina

e probabilmente non molto famoso, cioè Quelli Che Mi Vogliono Morto dove fa la parte di una ex paracadutista/vigile del fuoco ritiratasi come guardia forestale su una torretta di vigilanza nel Montana per espiare i sensi di colpa dovuti ad una tragedia che non aveva saputo evitare. 
Ok quello è il classico spiegone di partenza tipo Ace Ventura - Missione Africa dove vediamo Jim Carrey ritiratosi come monaco buddista dopo non essere riuscito a salvare un procione in una evidente parodia di Cliffhanger.

Qui invece siamo un pochino più seri e l'Angelina torna in azione tipo Lara per salvare un bambino testimone di un omicidio inseguito da due killers dei quali uno ha la faccia ben nota di Nicholas Hoult, e pellicola dove si fa rivedere anche Jon Bernthal. 
Non fosse per la faccia un po' plasticosa della nostra neo cinquantenne

(a me ricorda un po' questi tizi qui sopra che conoscete di sicuro, non posso farci nulla), potrebbe anche essere credibile, ma vabbè, la tensione c'è e almeno questo ti fa godere il film. 
Sempre meglio di quel FAMOSO ALTRO FILM per il quale al suo posto hanno preso Alessia Merz... 
Comunque ancora auguri Angelina! 

sabato 22 febbraio 2025

SONO SOLO CANZONETTE - EDOARDO BENNATO: IL FILM CON TANTA A.I., MA USATA BENE

 Me lo sono goduto davvero questo film documentario dal titolo Sono Solo Canzonette - Edoardo Bennato e diretto da Stefano Salvati, uno che con la musica ha sempre avuto molto a che fare in quanto regista di moltissimi videoclip e, purtroppo per lui, anche di quel JOLLY BLU che gode di una pessima fama.


Per questo lo metto oggi nel sabato che di solito dedico alla musica perché infatti nel film se ne sente eccome. 
Qui infatti si racconta il cantautore Edoardo Bennato grazie anche ai contributi tipo di Max Pezzali, Jovanotti, Ligabue, Mogol, Paolo Conte, Dori Ghezzi, Marco Giallini, Carlo Conti, Leonardo Pieraccioni (per il quale ha scritto la colonna sonora di Il Principe E Il Pirata) da una parte, e dall'altra tanti altri, amici, parenti e collaboratori che lo hanno accompagnato durante la sua lunga carriera fin dagli esordi.

Quegli esordi che lo vedevano bambino insieme ai suoi due fratelli Eugenio e Giorgio (che È MANCATO poco più di un anno fa) esibirsi in trio. 
E qui entra in gioco l'A.I. che prende vecchie foto d'epoca come quella qui sopra e le anima come fossero dei filmati con un risultato abbastanza credibile, ma che non inganna troppo. 
Cosa che sopperisce alla mancanza di vero materiale video, e magari sarebbe stato utile anche a Pierluigi Zaia per migliorare quel DOCUMENTARIO SUI ROCKETS, che dopo che lo hai visto ti lascia un senso di incompiuto. 
Anzi prendi esempio da Stefano come si fa un documentario musicale, caro Pier.

Con l'intelligenza artificiale qui vengono ricreati artificialmente anche momenti live del Bennato dei primi anni 70 forse però esagerando un po' con quel pubblico posticcio che sembra uscito da Woodstock, mentre QUESTO SOPRA della durata di un'ora invece è vero, del 1979, preso dalla Tv Svizzera e non utilizzato nel film. 
Anzi qualcuno ha criticato il film proprio perché da nessuna parte c'era un avviso che dicesse che l'A.I. sarebbe intervenuta con un uso così massiccio.
Certo però che se nel 2025 non ti accorgi del trucchetto così evidente allora qualche problema c'è e non sta nel film.


La parte del leone nel racconto la fanno i due più famosi concept album cioè Burattino Senza Fili e Sono Solo Canzonette, tralasciando invece il terzo dell'ideale trilogia È Arrivato Un Bastimento ispirato alla fiaba del Pifferaio Di Hamelin che non fu un flop, ma quasi, e viene appena accennato. 
Vero flop invece era stato NON FARTI CADERE LE BRACCIA, il suo primissimo LP quando venne pubblicato nel 1973 con la famosa copertina del fiammifero,

al punto che il discografico che aveva Edoardo sotto di lui gli disse che forse non era il suo mestiere. 
Parole che il tizio dovette rimangiarsi quando vide poi Bennato riempire gli stadi nel 1980 come solo le rockstar internazionali riuscivano a fare, e di conseguenza anche quel primo disco sarà rivalutato pienamente anche se era ancora un lavoro molto melodico, lontano dalle invettive tipo quelle di MENO MALE CHE ADESSO NON C'È NERONE e Salviamo Il Salvabile.

Dal primo album Edoardo recupererà Un Giorno Credi per rimetterla anche nel suo secondo I Buoni E I Cattivi, temendo di averla perduta visto lo scarso successo di vendite, ma il tempo dirà il contrario. 
Ed è ancora in forma Edoardo dato che l'ho visto in concerto pochi anni fa iniziare lo show sempre con chitarra, tamburello a pedale, armonica e kazoo, per continuare poi con un'ottima band, e posso dire a quelli che hanno detto che a Sanremo era senza voce, che si sbagliano e non lo hanno capito.
Anzi, rimane lui uno dei migliori sulla piazza anche se i suoi dischi nuovi non hanno più quella forza che scaturiva dai solchi di La Torre Di Babele, quello che contiene Cantautore e Venderò (tutti titoli presenti nel live lassù in alto), disco che lui da solo nel 1976 era stato già una vera rivoluzione. 
L'anno dopo sarebbe arrivato l'album su Pinocchio e... Boom! 

CANTA APPRESS' A NUJE Edo, e per noi non sono solo canzonette le tue. 

giovedì 2 gennaio 2025

FATTI MANDARE A FAR LA NAJA...

 Anno iniziato alla grande con quel buontempone di Angelo dei Ricchi & Poveri e tutti gli altri in playback su Rai1, mentre nel 2005, dopo 143 anni e precisamente il primo gennaio di vent'anni fa, finiva quello che era il servizio militare obbligatorio per il quale ti arrivava la famosa cartolina rosa e ti mandavano da qualche parte lontano da casa a far la guerra per finta.


Lo cantava anche Vasco Rossi in quel PEZZO PAZZESCO che è Per Quello Che Ho Da Fare... Faccio Il Militare, e periodo che per molti, specie i ragazzi del sud, aveva segnato un grande cambiamento nella vita e finito il servizio "mettevano la firma" per rimanere nell'esercito o nei Carabinieri perché perlomeno si aveva la certezza di un lavoro che già allora non era facile trovare.

Sul fatto che poi fosse un lavoro poco pagato rispetto al rischio che i componenti della benemerita devono affrontare ogni giorno, e mi riferisco a vicende come la strage di Capaci o Nassiriya, questo è un altro discorso. 
C'era invece chi non voleva farlo il militare e si inventava difetti fisici inesistenti da esibire alla visita di leva, o tendenze psicolabili, o ancora cercava di farsi passare per omosessuale come in Un Mercoledì Da Leoni,

filmone surfista di John Milius che non c'entra nulla con le Notti Da Leoni che arriveranno più di recente. 
Nemmeno i vip erano immuni da tale consuetudine e quelli più grandicelli ricorderanno Gianni Morandi in tv a cantare con la divisa militare e i capelli corti (infatti ho scelto lui come foto di apertura),

come poi anche Jovanotti negli anni 90, con i due successivamente legati da una grande amicizia. 
Lorenzo aveva anche vinto il famoso Telegatto durante il periodo di leva, perché comunque, grazie alle licenze rimaneva sempre attivo, e questo è il COLLEGAMENTO in video fatto durante il programma di Canale 5 condotto da Lorella Cuccarini e un Red Ronnie ancora nel pieno delle sue facoltà mentali.

Ma anche Adriano Celentano c'è passato per la naja, come pure Fiorello. 
Chi l'aveva scampata invece era stato il mio quasi omonimo Bobby Solo che da sempre ha una malformazione al nervo uditivo destro e, come dicevo prima, nell'esercito non ti prendono se hai qualche difetto.

 
Questo mi accomuna ancora di più con il cantante romano poiché pure io ero stato scartato alla visita di leva per i postumi di un brutto incidente di cui avevo raccontato molto tempo fa in UN POST. 
E, visto il mio carattere che mi porta ad evitare per quanto possibile scontri fisici, e pure il fisico sminchio tipo Timothee Chalamet che avevo allora, mi sono sempre considerato molto fortunato perché sarei stato sicuramente la vittima preferita dei classici scherzi che si fanno sotto la naja. 
Max Pezzali invece aveva scelto il servizio civile (opzione possibile solo negli anni più recenti) e, come si vede nella SERIE TV, lo ha svolto nella Croce Rossa. 
Questo perché erano tempi molto diversi da quando il servizio militare era stato istituto, e infatti Alberto Fortis in A VOI ROMANI cantava che "non è più tempo di guerre"...

Nel frattempo lo sappiamo che le cose sono molto cambiate... 

mercoledì 1 gennaio 2025

SI RIPARTE CON UN ANNO NUOVO DI ZECCA

 Ecco appena iniziato il nuovo anno per il quale non faccio previsioni che mica son Nostradamus, seppure qualche volta ci abbia preso tipo parlando di un'eventuale CARRIERA SOLISTA di Damiano David dei Maneskin.


Comunque BORN WITH A BROKEN HEART, la canzone con cui si è messo in proprio, è pure molto bella e si distacca nettamente dal sound della band, al punto che la prima volta che l'ho sentita alla radio non avevo capito assolutamente che fosse lui.

Non essendo un veggente, non avrei potuto nemmeno prevedere quel grande successo (meritato o di marketing) legato a Taylor Swift, prezzemolina che in questi 366 giorni (era un anno bisestile questo) è stata al centro di tg, post sui social e quant'altro nel bene e nel male (male perché gli haters ci sono ovunque).

Il mio punto di vista l'avevo espresso già in UN POST, ma come gusto personale, piuttosto che le discussioni su di lei e sulle nostre Elodie, Annalisa ed Emma poco vestite sui palchi, ho sentito più da vicino la SCOMPARSA di Richard Tandy, nome che ai più non dirà nulla, ma era il tastierista della Electric Light Orchestra, e con loro ho degli ottimi ricordi musicali riguardanti i miei primi approcci con la musica che non fosse quella che in casa portavano i miei genitori.

E, come fosse un brutto scherzo dopo la sua partecipazione a Via Dei Matti Numero 0, quell'ultimo giorno dell'anno di ieri si è portato via anche il cantautore Paolo Benvegnú a 59 anni.

Notizie ottime invece per quanto riguarda Elton John che, nonostante abbia portato in giro il suo Farewell Tour, ha dichiarato che tornerà presto a fare musica e nel frattempo ha ripubblicato un suo vecchio SINGOLO NATALIZIO tutto rock'n'roll, che magari non è un capolavoro, ma nel mucchio il Reginald ci sta sempre bene.

Per quanto riguarda il cinema rimane un grande classico delle feste LA STORIA INFINITA, film che, nonostante gli anni che son 40, riesce ad invecchiare ancora molto molto bene senza bisogno di riedizioni digitali come quelle che Lucas aveva fatto per Guerre Stellari, mentre gli ultimi giorni del 2024 hanno portato via Olivia Hussey, 73 anni, che aveva debuttato giovanissima in Romeo E Giulietta di Zeffirelli

e tornerà poi a lavorare con il regista per il Gesù Di Nazareth dove interpretava Maria. 
Sempre in campo cinematografico purtroppo, nonostante il grande successo che lo scorso anno ha avuto WOLFS, il film con George Clooney e Brad Pitt, è di dicembre la notizia che non avrà un secondo capitolo poiché Jon Watts si è risentito molto del fatto che la pellicola non sia stata distribuita al cinema come invece era stato concordato.

Seguito invece che ci sarà in televisione su Sky per le avventure degli 883 dopo la PRIMA STAGIONE che si intitolava Hanno Ucciso L'Uomo Ragno, e proseguirà con Nord Sud Ovest Est, esattamente come la discografia del duo. 
E meno male dico io, perché quel finale, mannaggia, ci ha lasciato tutti lì con un grosso MA... da mettersi le mani nei capelli. 
Oh... a proposito di capelli, è mancato ad 83 anni anche Cesare Ragazzi,

quello che negli anni 80 aveva avuto "un'idea meravigliosa" per chi aveva problemi di calvizie, cioè un parrucchino di capelli veri attaccato col nastro biadesivo. 
Per il resto, tornando alle serie tv, adesso ho Squid Game 2 da gustare anche se come al solito è divisa in due blocchi 

(e da quello che ho visto per ora sembra ancora più dura della stagione precedente) come ci sono anche i Goonies di Star Wars che, mannaggia, questi mi escono con un solo episodio alla settimana, ma va bene lo stesso perché perlomeno Skeleton Crew è una cosa fatta bene (solo un po' troppo spesso buia) e non solo per i ragazzini come tanti hanno detto...

Che poi, diciamolo chiaro, noi che amiamo ancora alla follia la prima trilogia di Guerre Stellari, siamo ancora ragazzini dentro anche con un altro anno sulla schiena... 
O no? 

martedì 3 dicembre 2024

...E UN BEL GIORNO ARRIVA UNA COSA CHIAMATA PLAYSTATION

 Era il 3 dicembre del 1994 quando la Sony entrava per la prima volta nel mercato dei videogiochi sfornando la PlayStation nella sua prima versione, sicuramente ormai obsoleta per la grafica, la potenza e quant'altro, ma so per certo che i collezionisti sono pronti a pagare fior di quattrini per averne una.


Personalmente sono passato per quel periodo solo successivamente con la versione 2 della consolle, spaccadomi le retine per giocare fino a tarda ora a Need For Speed Underground 2, dove le auto erano pimpate come quelle di Fast & Furious.

Fare quelle corse virtuali mi gasava talmente tanto che poi la mattina dopo andavo al lavoro con la mia utilitaria e mi sembrava di essere sulla macchina dei Flintstones... per dire.

Da quel primo modello di consolle ne è passata di acqua sotto i ponti e sono pure spariti molti negozi che vendevano e noleggiavano i giochi (Blockbuster) in favore del download online. 
Cosa che a pensarci sembra un'infinità di tempo e invece sono solo trent'anni, cioè nemmeno il viaggio di Ritorno Al Futuro. 
Nel senso che se Marty McFly partisse adesso, dato che nel film faceva un salto indietro di 40 anni, oggi finirebbe dritto negli anni 80 dove i giochi, quelli belli, erano solo nelle sale giochi dentro ai cabinati

come in quella Jolly Blue (la sala giochi... piena di giochi...) che Cisco rilevava pieno di speranze nella SERIE TV sugli 883 (non mi stancherò mai di ripeterlo, la serie che tutti devono vedere), mentre in casa potevi avere solo delle cose minimali che si, ci giocavi, ma gli "arcade" erano tutta un'altra cosa. 
Con la prima PlayStation invece quel mondo "arcade" lo avevi in casa pure tu e infatti per questo motivo le sale giochi stavano perdendo clienti (e la X-Box non c'era ancora).

Non potevi certo avere il mitico Dragon's Lair di Don Bluth, che girava su videodisco, ma tantissimi altri titoli quelli si. 
Titoli che poi in futuro diventeranno anche dei film, ma, lo sappiamo bene, non sempre con risultati decenti... 

sabato 23 novembre 2024

BRUCE HORNSBY & THE RANGE CON GLI 883 (MA SOLO SUL BLOG)

 Ma si, dai, che due giorni di seguito di musica ci stanno se proprio oggi cade il compleanno di Bruce Hornsby che in questo sabato 23 novembre fa 70 anni.


La sua THE WAY IT IS è accreditata come Bruce Hornsby & The Range, cioè la band con cui lavorava all'epoca poiché in carriera il Bruce ne ha passate diverse, pure i Grateful Dead nella reunion degli anni 90, della quale è mancato nei giorni scorsi il bassista e co-fondatore con Jerry Garcia, PHIL LESH. 
Non ho mai ascoltato per intero quel LP, ma il singolo è uno dei miei dischi preferiti che, con quel sound malinconico, mi capitava di passare alla radio in quel 1986 così pregno di bella musica e concerti live. 
Però Bruce, pianista questo Bruce e lo si sente già dall'intro e poi con quel lungo assolo di piano in mezzo alla canzone, non mi è mai capitato nemmeno di vederlo dal vivo e mi sono accontentato del suo 45 giri. 
Di tutt'altra pasta invece l'altro disco che ho avuto modo di ascoltare di recente dopo il traino della SERIE TV, cioè l'album di esordio degli 883 intitolato Hanno Ucciso L'Uomo Ragno che qualche anno fa era uscito in edizione rimasterizzata extended con anche i due brani che erano stati rifiutati all'epoca da Cecchetto, cioè IL PROBLEMA, e da Pierpaolo Peroni, cioè LASCIALA STARE.

Nel caso della seconda do pienamente ragione a Pierpaolo perché è una canzone parecchissimo brutta, mentre l'altra invece mi trova in disaccordo con Cecchetto dato che secondo me ha anche il suo perché pur non essendo un capolavoro.

Completano gli extra un paio di demo e dei remix tipo Con Un Deca che si ascolta per pochi secondi anche nella serie quando i due incontrano Mario Fargetta che ci sta lavorando su. 
E comunque riascoltarlo per intero questo disco mi ha fatto un piacere immenso perché quel primo album degli 883 è un disco ruspante, ingenuo, è vero, ma ciò che conta è che è davvero bello perché dimostra che i ragazzi venticinquenni degli anni 90 sapevano ancora fare musica. 
E non fatemi dire altro... 

venerdì 15 novembre 2024

HANNO UCCISO L'UOMO RAGNO - LA LEGGENDARIA STORIA DEGLI 883... E CHE STORIA!

 La prende un po' larga Sydney Sibilia per raccontare la storia degli 883.


Parte infatti dall'800 spiazzandoti un po' perché non lo facevi così vecchio Max Pezzali e nemmeno di origini teutoniche, ma presto capiremo il vero motivo di quel salto nel passato. 
E ora, a fronte di ciò, non venitemi a dire che il mio post è troppo lungo, eh...😜. 
In Hanno Ucciso L'Uomo Ragno, la serie su Sky, fisicamente tutti gli attori non assomigliano pe'nniente agli originali (il finto Repetto somiglia molto più a Stewart Copeland dei Police, per dire...), però è la recitazione che li rende identici, come succedeva con Danny Boyle e i SUOI Sex Pistols, e infatti Elia Nuzzolo è bravissimo a rifare il modo di esprimersi di Max che, se avete sentito alcune sue interviste, sembra sempre fra il vago e l'imbarazzato; nelle frasi del copione ci avrei solo aggiunto qualche "tendenzialmente" e "fondamentalmente" che sono due parole molto usate da Pezzali in quelle occasioni

(e qui viene da cantare "gli anni in motorino sempre in due"). 
Sex Pistols che poi c'entrano attivamente nella formazione musicale di Pezzali che ascoltava tutta new wave lontana dal pop facile e Nuzzolo lo sottolinea nella serie con tutto un set di magliette a tema. 
Mauro Repetto, che qui ha il volto di Oscar Matteo Giuggioli visto già in diverse fiction come BUONGIORNO MAMMA!, invece amava il pop tamarro da discoteca e risulta essere il più fuori di testa fra i due, anzi, è quello che più di Max ha dato il "La" per l'inizio dell'avventura musicale in duo. 
Quello che poi li porterà alla separazione, evento che rimane fuori dalla serie, è perfettamente in linea con il carattere del Mauro che vediamo in video.

Cisco, il carissimo amico di Max nominato in diversi brani, invece non l'ho mai visto nella sua versione originale, ma nella serie è proprio come me lo immaginavo dalle canzoni degli 883 ed è interpretato dal comico Davide Calgaro lanciato da Zelig. 
Insomma un cast che funziona perfettamente anche se non c'è di mezzo un novello Leonardo DiCaprio (che un paio di giorni fa ha festeggiato il mezzo secolo), anzi, forse funziona proprio perché gli attori hanno quel tanto di anonimo che basta per non cadere invece nel problema che ho già esposto sull'attore americano, cioè che nei suoi film ci vedo sempre lui e non il personaggio che interpreta. 
Persino in KILLERS OF THE FLOWER MOON per me era sempre lui anche se faceva il babbeo. 
Ma è sicuramente un problema solo mio, lo so perché DiCaprio non credo sia mai stato interpellato per questa serie tv. 
Stop alle divagazioni però perché, come accadeva in Mercoledì, la serie spinoff degli Addams, dove Tim Burton dirigeva solo i primi quattro episodi, anche qui Sydney, che finora non ha mai sbagliato un film (come Dustin Hoffman per Luca Carboni), dirige solo i primi due che, in effetti, così come si conclude il secondo, cioè con il Festivalbar, potrebbero benissimo essere un suo film fatto e finito. 
Alice Filippi e Francesco Ebbasta si occupano invece di raccontare tutto quello che c'è stato nel mezzo ovvero i sei episodi successivi che, proprio come succedeva nella serie di Boyle, riescono ad prenderti anche se non sei fan di quel genere musicale. 
So infatti che certi all'inizio hanno snobbato la serie dicendo "ma chissenefrega degli 883 che facevano musica finta tutta campionata" (vero, ma solo per il primo LP e, in parte, il secondo), salvo poi ricredersi quando si sono trovati davanti un vero e proprio film (appunto quei primi due episodi) che ti racconta una bella storia come Sibilia sa sempre fare, e dal quale non riesci a staccarti. 
Ed è comunque tanta, ma tanta roba da raccontare.

Così tanta che anche Mauro Repetto sta raccontando la sua versione in teatro fra monologhi e canzoni in uno show dal titolo Alla Ricerca Dell'Uomo Ragno. 
Perché anche la sua è stata un'avventura da raccontare, sicuramente anche più pazza di quella di Max, mollando tutto quando il duo era al top e partendo per l'America con l'intenzione di fare cinema, ma soprattutto per cercare di conoscere la modella Brandi per la quale aveva perso la testa. 
Voci maligne invece dicono che tale separazione sia stata indotta e supportata dal manager Cecchetto (che nella serie infatti ne esce come uno che pensa solo ai soldi) al quale, dopo due album, interessava tenere solo il personaggio cantante Max per affiancargli le sue due nuove scoperte, cioè due nuove coriste, le sorelle, Paola e Chiara.

Mauro infatti contemporaneamente al terzo disco di Pezzali cioè La Donna, Il Sogno E Il Grande Incubo che manteneva il nome 883 e conteneva alcune canzoni firmate anche da Repetto che cantava anche in una canzone già registrata prima di mollare, se ne usciva da solista con un suo singolo orribile dal titolo BACIAMI QUI

con relativo album allegato (che andò malissimo) dal titolo Zucchero Filato Nero. 
Repetto poi tornerà in Italia dopo poco tempo con le classiche pive nel sacco per rifarsi una vita e una famiglia negli uffici di Disneyland Paris, finché per tutta questa serie di congiunzioni astrali gli 883 tornano adesso contemporaneamente su più fronti. 
Anche perché la serie ha come base il libro autobiografico di Max Pezzali I Cowboy Non Mollano Mai - La Mia Storia e anche Max 90, quindi è giusto sentire anche l'altra metà degli 883 che su Sky sono raccontati in quello che sta diventando il prodotto televisivo più visto di questi ultimi tempi. 
Questo forse anche perché fino a poco tempo fa stavamo a celebrare gli anni 80 in tutte le salse, ma adesso giustamente tocca al revival dei 90, vedi anche IL RITORNO, non a caso, degli Oasis che tornano si ad esibirsi insieme, ma per tutto il resto del tempo staranno a debita distanza con due management separati.

A proposito, a scanso di malintesi e scazzottate, i due verranno pagati solo dopo aver portato a termine ogni concerto, data per data. 
Sicuramente i migliori rappresentanti di quegli anni 90 per l'Italia sono proprio quei due ragazzi di Pavia che sono partiti da zero e ce l'hanno fatta a raggiungere il successo come confermano anche gli ascolti della serie su Sky.
Il finale rimane aperto perché infatti si parla già della seconda stagione che non mancherò assolutamente di vedere perché, come ho già scritto, c'è ancora tanto da raccontare, e dove forse ci sarà anche il momento dell'addio di Mauro a Max.
Sono andato lungo?
Ma è solo perché sugli 883 c'è tanto da dire... 

giovedì 8 agosto 2024

ADDIO AD UN GRANDE ATTORE DI TEATRO, ANCHE AL SERVIZIO DI BORIS, E AD UN "COLLEGA"

 Nei giorni scorsi mentre già si disputavano queste benedette Olimpiadi piene di polemiche sessuali e igieniche (la Senna forse non è poi così pulita come i fransuà vogliono far credere, eh?) è mancato un nostro famoso attore di teatro, cioè Roberto Herlitzka che aveva 86 anni.


Molto teatro nella sua lunga carriera, si, però anche cinema avendo interpretato Aldo Moro in Buongiorno Notte di Marco Bellocchio ed essendo anche nel cast del film premio Oscar La Grande Bellezza di Sorrentino dove faceva la parte di un cardinale. 
Senza dimenticare anche che in tv lo avevamo visto in Boris nel ruolo di Orlando Serpentieri, personaggio con il quale ironizzava su se stesso proprio dando vita ad un bravissimo attore di teatro che veniva coinvolto nella sgangherata fiction diretta da Renè Ferretti. 
Altro addio che ci porta in un mondo completamente diverso lo dò ad un collega, ma molto più in grande di me per quanto riguarda le radio, dato che io bazzicavo solo nelle radio locali (che sono rimaste pochissime), mentre Massimo Cotto era una delle voci del colosso Virgin Radio. 
Massimo aveva 62 anni ed oltre ad essere dj aveva anche aiutato diversi cantanti italiani a scrivere dei libri biografici. 
Sto parlando per esempio di Max Pezzali con Non Ho Ucciso L'Uomo Ragno, VITTORIO DESCALZI con Una Volta Suonavo Nei New Trolls, e Ligabue con È Andata Così - Trent'Anni Come Si Deve, dal quale è stata tratta la DOCUSERIE su RaiPlay. 
Addio Roberto e Massimo. 

sabato 1 giugno 2024

LA CANZONE BRUTTA DI MAX PEZZALI, MA, PER FORTUNA, C'È DI MEGLIO

 Questo sabato potrei dire con quasi assoluta certezza che DISCOTECHE ABBANDONATE, il nuovo singolo di Max Pezzali può vincere il premio per la peggiore canzone dell'anno poiché dubito che possa uscire qualcosa in grado di superarne il primato.


Max, che già ha una voce agli antipodi del melodioso, canta con l'autotune o una diavoleria simile che ipersatura per fare il moderno (???) con il risultato che già ho sottolineato sulle voci maschili effettate in questo modo, cioè che quasi sempre diventano odiose (nel caso di Ghali, non so perché, ma non succede), mentre su quelle femminili lo trovo a volte quasi piacevole. 
Max rientra appunto nella maggioranza delle voci maschili effettate e se si aggiunge anche la sua caratteristica di buttare gli accenti delle parole un po' a caso, la comprensione del testo (brutto già di suo) diventa molto complicata. 
Forse non per niente le parole delle migliori canzoni degli 883 avevano la firma di Mauro Repetto che però quando ha provato a cantare era pure peggio di Max. 
Di buono il brano ha che strumentalmente sembra un pezzo di Den Harrow degli anni 80... ma brutto. 
Per fortuna ci sono cose molto più interessanti che prendono sempre spunto da quegli anni 80, in particolare dalla canzone Safety Dance dei Men Without Hats (provate a cercarla su YouTube) i cui suoni e mood ho ritrovato in LONELY DANCERS di Conan Gray che se la canta su due registri vocali totalmente differenti

al punto che quando l'ho sentita alla radio ero convinto che si trattasse di una coppia tipo i Roxette. 
Anche qui c'è il suono synth e l'arrangiamento quarantennale come nella canzone di Pezzali ma, anche se non ho ancora analizzato bene il testo in inglese, sono sicuro che sia meno brutto di quello di Max, così sulla fiducia. 
Eh... se mi vengono da dire le dico senza girarci intorno, per cui per me rimane fastidioso come sempre anche il modo di cantare a mascella stretta che ha preso d'abitudine Irama anche nella sua nuova GALASSIE,

ma mai come sentire Pezzali eh. 
E sempre con il sound anni 80 c'è anche SHUT UP AND DANCE di Sophie & The Giants dove lei sarebbe sempre molto bella, ma conciata in modi un po' troppo strani per poter essere presentata in casa come la propria fidanzata.

Carina anche VABBÈ CIAO di Alfa che si fa perdonare quel PLAGIO SPUTATO sanremese di Vai con una canzone fresca fresca che alle nuove generazioni piace un sacco, sia la canzone che lui, perché ha il viso tipico del bravo ragazzo, che lui si che lo puoi presentare ai tuoi come fidanzato.

Beh, come si può vedere c'è di molto meglio che dover per forza ascoltare Pezzali che mi stava pure simpatico, giuro, ma oggi son così e certe cose brutte non gliele perdono. 

martedì 2 aprile 2024

MUCCHE ALLA RISCOSSA: UNA "VACCATA" DELLA DISNEY?

 Già da tempo la Disney come ce la ricordiamo, quella che come Dustin Hoffman non sbagliava un film, non era più tale e difatti già 20 anni fa la casa statunitense finiva per trovarsi davanti ad un ennesimo flop perché il 2 aprile del 2004 negli Stati Uniti usciva Mucche Alla Riscossa, 45esimo film d'animazione della casa del Topo.


Da noi lo vedremo il successivo 3 settembre giusto per constatare che era appena appena carino da farti sorridere, ma sicuramente a parlarne nel 2024 quasi nessuno se lo ricorda, nel senso che se sei capace citami il nome di almeno uno dei personaggi senza googolare. 
Niente, il vuoto assoluto. 
Ma la cosa del flop già si era verificata prima nel 2001 con Atlantis L'Impero Perduto (che nonostante ciò aveva anche avuto un successivo prodotto solo per home video) e poi con Il Pianeta Del Tesoro che rileggeva in chiave fantascientifica il classico di Stevenson L'Isola Del Tesoro scontrandosi malamente in quel Natale del 2002 contro lo Spirit della DreamWorks. 
In difesa però del prodotto disneyano io ammetto che invece un pochino lo avevo apprezzato per l'animazione mista alla CGI, per alcune trovate, e pure cantavo a squarciagola la canzone CI SONO ANCH'IO, come la cantava Pezzali nel film.

Casualmente poi, in questo stesso giorno, ma di 70 anni fa esatti, veniva approvato il progetto per la costruzione del primo parco di divertimenti Disneyland a Los Angeles e fu anche il primo ed unico inaugurato l'anno successivo da Walt Disney in persona. 
Da lì in poi ne sarebbero spuntati diversi altri ovunque nel mondo. 
E, per dirla tutta, anche altri flop sarebbero spuntati per la Disney nel cinema, specialmente in tempi recenti. 
Ma nessuno è perfetto, no? 

martedì 9 gennaio 2024

PEOPLE FROM CECCHETTO: DICIAMO CHE ALL'INIZIO IO E CLAUDIO ERAVAMO UGUALI

 La prima cosa che ho sentito dire da Claudio Cecchetto nel documentario (un altro trasmesso dalla Rai ed ora su Raiplay) mi ha fatto fare un salto sul divano perché anch'io come lui andavo in discoteca per cercare di cuccare, come tutti, ma poi mi perdevo ad ascoltare il DJ che metteva i dischi, per come li metteva in sequenza, in perfetta battuta come un brano unico.

Poi, vabbè, le cose sono andate in maniera diversa per me e per lui, con me che nel mio piccolo sono passato dietro alla consolle di radio e discoteche, mentre lui ti ha messo su una radio della madonna con personaggi che ancora adesso sono delle vere star, segno che Claudio è stato un vero talent scout come pochi. 
Jovanotti, Amadeus, 883, Gerry Scotti, Sabrina Salerno, Fabio Volo, Fiorello, Dj Francesco (Facchinetti), Leonardo Pieraccioni, sono tutti partiti da lì, dalla sua corte, dalla Deejay's Gang che negli anni 80 spensierati dopo i 70 intellettuali, dettava legge nell'etere radiofonico e poi anche nella televisione con Deejay Television.
Tutti sono lì a raccontare aneddoti, compreso Claudio, su quei "bei tempi", e, se posso dirlo, anche se non ho avuto la stessa fortuna di Cecchetto, posso comunque considerarmi fortunato perché in quel decennio, quello giusto, quello della musica e dei film più belli del mondo io c'ero. 
Diciamo che chi non c'era può solo rosicare.

Anche Linus, a quanto pare rosica anche se lui c'era, ma con Claudio non sono rimasti molto amici per tutta una serie di faccende loro. 
E difatti non viene nominato nemmeno una volta nei 93 minuti del documentario. 
Manco fossero i fratelli Gallagher, eh? 

martedì 3 ottobre 2023

NON HO UCCISO L'UOMO RAGNO - GLI 883 E LA RICERCA DELLA FELICITÀ, RACCONTATA DA MAURO REPETTO

 Mentre sta per uscire una serie tv dedicata a loro due, Mauro Repetto, ovvero il 50% danzante degli 883 degli esordi divisi con Max Pezzali, vi racconta, con l'aiuto del giornalista Massimo Cotto, le sue mirabolanti avventure in un libro dal titolo Non Ho Ucciso L'Uomo Ragno, dove chiarisce come sono andate le cose dopo il duo.


Intanto non è mai stato travestito da Pippo a Disneyland Paris, come molti insinuavano, ma è pur vero che ci ha lavorato impersonando vari personaggi come cowboys, fantasmi e marinai. 
Poi non è stato silurato da Claudio Cecchetto, ma fu una sua scelta ardita quella del 1994 di mollare tutto (erano all'apice del successo) per tentare la fortuna a Hollywood spinto dalla ricerca di una modella di nome Brandy vista durante una sfilata. 
Ma tutto finisce, per così dire, in vacca, e Mauro tenta quindi una sua carta solista con Zucchero Filato Nero, disco nato inizialmente in inglese, ma poi tradotto in italiano e trainato dal singolo BACIAMI QUI,

forse uno dei dischi più brutti dell'ultimo trentennio, anche perché mancava la parte di Max, cioè quello che smussava certi aspetti della scrittura di Mauro, il quale invece a sua volta stimolava il collega ad osare sempre di più. 
Erano infatti opera di Mauro molte frasi un po' "forti" contenute nei loro primi due dischi, che comunque ci stavano perfettamente in tale contesto. 
Nei giorni scorsi Mauro, ora sposato che vive a Parigi e con due figli, ha fatto un giro promozionale per presentare questo libro passando anche dai suoi vecchi amici di Radio Deejay Linus e Nicola, ospitata di cui posto il VIDEO,

in cui spiega la sua passione per il funky e l'interesse per le nuove leve tipo DOJA CAT (buongustaio) e non esclude anche un ritorno musicale. 
Ecco... 
Visto e sentito quanto eseguito da Mauro su Rai1 (una terrificante versione in inglese di FINALMENTE TU), sempre durante uno di questi passaggi promozionali con relativa intervista (la canzone la esegue in coda al video), magari parliamone dai...

Che forse quello non è così necessario. 

lunedì 28 agosto 2023

UNA VITA PER LA MOTO SENZA ESSERE PER FORZA JOHN HOLMES

 120 anni fa esatti veniva fondata a Milwaukee (la città di Happy Days) la fabbrica della Harley Davidson, moto rumorosa, pesante, lenta, ma con un grande fascino imitato da parecchie altre case anche giapponesi (per un po' ne ho anche avuto uno di quei pseudo cloni) e italiane.


Moto che riporta subito alla mente un film come Easy Rider dove i due protagonisti, Dennis Hopper (anche regista) e Peter Fonda (perché Jack Nicholson era solo il passeggero) guidano due Harley drasticamente modificate per trasformarle in chopper dalle forcelle anteriori lunghissime.

Addirittura per abbassare la seduta su quella di Fonda venne tolta la sospensione che stava sotto alla sella con il risultato che l'attore ebbe pure qualche grave inconveniente alla schiena. 
Film quello dove fumavano marijuana per davvero e certi dialoghi sconclusionati erano venuti fuori per l'effetto di tale sostanza. 
Ma l'iconico marchio della Harley-Davidson era già apparso in Il Selvaggio con Marlon Brando e in seguito lo rivedremo, per esempio, in Harley Davidson & Marlboro Man con Don Johnson e Mickey Rourke, Terminator 2 - Il Giorno Del Giudizio con Schwarzy, Ghost Rider con un diabolico Nick Cage, I Mercenari e Captain America - Il Primo Vendicatore, nonché nelle serie RENEGADE e Sons Of Anarchy.

Da ricordare che Max Pezzali e Mauro Repetto avevano battezzato il loro duo 883 (di cui è in arrivo il biopic in versione serie tv) in onore della passione del primo per tale moto, con la precisazione che la scelta era stata dettata dal prezzo siccome all'epoca era quello il modello più economico della casa del Wisconsin. 
Un po' come quando quarant'anni fa c'era stata la trovata dell'Alfa Romeo di fare una macchina alla portata di tutti rivelatasi poi un flop clamoroso perché veramente brutta.

Per fortuna, non è il caso dell'Harley 883 che, seppure scarna, è una moto dignitosa, mentre nel frattempo la casa madre ha messo in cantiere altri due modelli ancora più economici, X350 e X500, prodotti in Cina ad un prezzo competitivo verso il mercato degli scooteroni (costano la metà di un T-Max), e che in pratica sono delle Benelli Leoncino modificate, ma per il momento saranno disponibili solo per i mercati asiatico e sudamericano.

Ah... nonostante la fabbrica fosse nella stessa città di Fonzie, il personaggio di Happy Days guidava invece una Trumph Trophy 500 modificata. 
Nello stesso giorno, ma del 1963, cioè 60 anni dopo, Martin Luther King pronunciava quel famoso discorso che iniziava con "I have a dream...".
Due modi e tempi diversi di vivere l'America.

Questa è storia, ma anche quella a due ruote lo è. 

mercoledì 21 giugno 2023

ZEROCALCARE - QUESTO MONDO NON MI RENDERÀ CATTIVO (MA MI FARÀ PENSARE)

 Anvedi oh, la nuova serie arraffica di Zerocalcare su Netflix come sta a partì abbomba co' li Clash e poi tutti li brani che se sentono so' uno più bello dell'altro


tipo per esempio, oltre alla sigla sempre de Giancane, ci stanno i Cure, gli Oasis, i Chumbawamba, gli Hanson, The Connells, Lou Reed, gli 883 (questi in un contesto quasi da Trainspotting), e poi c'è sta pure Berlusconi, che nun canta però, ma anche Bridgerton, i Men In Black,

Indiana Jones, I Blues Brothers e tanto altro, tutto ad un ritmo che tte se sbatte'n faccia come 'na mazzata che in ogni episodio de mezz'ora ce stanno mille cose come pure il problema de li migranti e li nazisti. 
E pure te se strigne er core in certi momenti che stanno a diventà così de botto drammatici (succedeva anche nella serie precedente sul finale, mentre qui invece sta a capità spesso). 
C'ho avuto un solo dubbio che ho detto "oddio nun è possibile", cioè quanno arriva quello strano errore che sta a confonne il pilota di Jeeg Robot con Actarus di Goldrake,

ma chissà... 
Magari era voluto pe' mettemme alla prova. 
Valerio Mastandrea fa sempre parlà l'armadillo/coscienza del protagonista con momenti da rotolasse dal ride perché nun te li aspetti e per come so' parlati pure quelli arraffica come d'altronde tutti i dialoghi e tutte le trovate visive che cce stanno in ogni episodio; trovate che nun ve spoilero (anche se qualcosina, mannaggia, m'è scappata lassù). 

E mó s'annamo a pijà'n gelato mentre ce stamo a sentì THE STRUMBELLAS.

IRMA VEP E LA SUA PRIMA VOLTA

 Trent'anni fa esatti usciva in Italia il film Irma Vep diretto da Olivier Assayas e pellicola che probabilmente nessuno ha mai visto al...