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sabato 25 luglio 2026

THE RUBETTES - SUGAR BABY LOVE: UNA CANZONE PAZZESCA

 Quando parte con quel crescendo che, lo giurerei quasi di sicuro, ispirerà David Bowie per Let's Dance ti da già la carica.


Poi esplode con un falsetto che manco i Bee Gees te lo fanno così potente, e nonostante tutto ci provi ad andarci dietro a cantarla perché è irresistibile, ti tira dentro SUGAR BABY LOVE dei Rubettes che sono un gruppo pop e glam rock inglese fondato a Londra nel 1973. 
La band mi era rimasta impressa quando la vidi per la prima volta in tv, anche per il suo look fatto di completi e cappellini bianchi (classiche coppole) con il quale si sono sempre presentati immancabilmente anche ad ogni ospitata televisiva e non.

Tant'è che per un pò avevo pensato di adottarlo anch'io quel cappello. 
Mavalà... idea per fortuna accantonata. 
Ma c'è una storia dietro tutto ciò, perché I Rubettes non sono nati come una band tradizionale, ma come un esperimento in studio, cosa che poi nella discomusic, specie quella italiana, sarà una prassi normale (Kano, Peter Jacques Band, Den Harrow). 
I produttori Wayne Bickerton e Tony Waddington scrissero il brano "Sugar Baby Love" e cercavano dei musicisti per interpretarlo. 
E quell'urlo in falsetto iniziale fu inciso dal session man Paul Da Vinci (nessuna parentela con Sal, anche perché per entrambi si tratta di un nome d'arte fasullo).

Da Vinci (Paul) però era già sotto contratto con una casa discografica che lo voleva per una carriera solista. 
I due produttori allora rimasero con tre dei session men che avevano inciso il disco a cui aggiunsero altri musicisti per formare così una band da portare in tv a promuovere la canzone, ed erano Alan Williams (voce principale e chitarra), Tony Thorpe (chitarra e voce), Mick Clarke (basso), John Richardson (batteria) e Bill Hurd (tastiere). 
In seguito Alan Williams reincise la canzone riuscendo ad arrivare al falsetto di Paul, ma è risaputo che a Top Of The Pops, cantava in playback sulla voce originale registrata da Da Vinci come gli altri mimavano il "bop-shoo-waddy" ripetuto per tutto il brano. 
Come spesso succede dalle mie parti, parlo oggi dei Rubettes perché Tony Thorpe (quello che nella foto in alto è con gli occhiali che pare Elton John), chitarrista principale e co-vocalist storico, è scomparso il 18 luglio 2026 all'età di 80 anni ed era uno dei musicisti che non avevano suonato la registrazione originale, ma "assunto" in seguito. 
Esistono anche due cover in italiano di questa canzone.

La prima la cantava a Canzonissima (quella vera e non la BRUTTA ROBA della Carlucci) il mitico Mino Reitano con il titolo DOLCE ANGELO e bisogna dire che non si è mai tirato indietro il Mino nemmeno quando gli hanno proposto di rifare IN ITALIANO Basket Case dei Green Day (!!!);

la seconda cover si chiama DOLCE AMORE MIO ed era stata incisa da Fiorello, il re del Karaoke in tv, nel suo secondo album, ma la sua versione era stata un pò troppo ritoccata elettronicamente e perdeva tutto, anche perché mancava il famoso "bop-shoo-waddy" che sembra una cavolata, ma cacchio se conta!

Un altro gruppo italiano, LA QUINTA FACCIA, specializzato nel rifare brani internazionali di grande successo, l'aveva invece incisa pari pari in inglese presentandosi con lo stesso white look (coppole escluse) e quell'urlo in falsetto così ugguale ugguale che... miii, lasciatemi il beneficio del dubbio, ma per me era stato preso in qualche modo dal disco originale dei Rubettes.

Poi vedete voi... anzi... sentite! 

lunedì 19 gennaio 2026

SPRINGSTEEN - LIBERAMI DAL NULLA: NON È TUTTA ROSE E FIORI LA VITA DELLE STAR

 Springsteen - Liberami Dal Nulla è un film che racconta il Boss


in quel periodo successivo al grande successo di The River, un album doppio che tutti dovremmo avere. 
Il nostro Bruce lo vediamo all'inizio bello carico con tutta la E-Street Band sul palco in chiusura del tour, dopodiché cade in depressione con i ricordi del rapporto padre-figlio che riaffiorano, e si ritira in una casa isolata a tirare giù canzoni scarne con voce e chitarra che costruiranno la tracklist di Nebraska su un registratore a 4 piste tra le perplessità di Jon Landau, il produttore, e tutto lo staff che lo segue. 
Ma non solo, poiché nel mucchio Bruce scrive anche dei brani che poi, opportunamente arrangiati con la band al completo, finiranno due anni dopo in Born In The USA, ovvero il suo più grande successo commerciale.

Se sorvoliamo sul fatto che Jeremy Allen White nel film assomiglia più ad un giovane Dustin Hoffman che al vero Springsteen, e su quelle ripetute pose storte che tiene da seduto mentre conversa che mi sono parse un pò forzate


(ho contato almeno quattro scene praticamente identiche), c'è di buono che ha cantato lui davvero le canzoni come Timothee Chalamet aveva fatto in A COMPLETE UNKNOWN, il film su Bob Dylan anche lui ritratto in un preciso e circoscritto periodo della sua carriera. 
Carina la scena in cui balla con sua madre e che in pratica cita un video di pochi anni fa diventato virale. 
Film questo che magari non ti riempie le sale come ROCKETMAN e BOHEMIAN RHAPSODY, anzi l'ho visto di recente programmato in un cinema d'essai di quelli dove ti trovi con pochi cinefili intorno, ma perlomeno l'audio era ottimo, e che è lento, è vero, ma comunque ha il suo perché anche se non conosci appieno la discografia del Boss. 

sabato 3 gennaio 2026

MEL GIBSON E I SUOI 70 ANNI TRA MULLET ED EXTENSIONS

 Auguri a Mel Gibson per i suoi 70 anni ed età che, se gli proponessero un nuovo episodio di Arma Letale (foto mullet) o Mad Max, gli farebbe esclamare la frase del suo collega Murtaugh, ovvero "sono troppo vecchio per queste c@22@te" (ma sono sicuro che certi suoi colleghi invece accetterebbero).


E infatti Mel da tempo è passato dietro alla macchina da presa dopo un periodo in cui stava ancora contemporaneamente anche davanti come in Braveheart (momento extensions), poi con filmoni come La Passione Di Cristo, di cui arriverà il sequel nel 2027, e Apocalypto. 
Comunque anche la musica ha fatto parte del cinema d'azione di Mel e uno dei brani più famosi dei suoi film è WE DON'T NEED ANOTHER HERO,

cantata da Tina Turner che faceva Aunty Entity nel terzo episodio della saga di Mad Max. 
Pezzo dal tempo medio che mettevo anche in discoteca, ma con il pitch della velocità opportunamente alzato per renderlo più vivace.

Sempre il terzo episodio, ma di Arma Letale, quello dove entrava in scena Joe Pesci, ci faceva ascoltare ben due brani con Eric Clapton in duetto prima CON STING sui titoli di testa e poi CON ELTON JOHN su quelli di coda.

Adesso qualcuno mi dirà che la Disney lo ha fatto anche cantare il Mel essendo stato doppiatore per John Smith di Pocahontas, ma in realtà Gibson si era occupato solo delle parti recitate del film dato che anche in italia vengono sempre usate due voci diverse, una per la recitazione (qui c'era Pino Insegno) e l'altra per il canto affidato a cantanti veri. 
Auguri Mel!!! 

mercoledì 12 novembre 2025

WEIRD - LA STORIA DI AL YANKOVIC... E CHE STORIA!

 Chi mai avrebbe potuto interpretare in un film "Weird" Al Yankovic se non l'attore che dopo Harry Potter abbiamo visto nelle situazioni più "weird" al cinema, ma anche in teatro, ovvero Daniel Radcliffe?


Ed è su Prime Video questo film che racconta la vita del musicista specializzato in parodie di brani famosi con il testo modificato, un pò come faceva il QUARTETTO CETRA in quei musical per la tv dove rivisitavano i classici della letteratura cantando. 
Cioè, non siamo davanti ad un biopic che "vorrebbe" essere realista come BOHEMIAN RHAPSODY, oppure musical come ROCKETMAN e nemmeno scimmiesco come BETTER MAN, perché il film racconta si di Yankovic, ma lo fa in maniera completamente surreale inventando, sovvertendo gli eventi reali mettendoli anche al contrario (Michael Jackson nel film avrebbe copiato la sua Eat It) con però qualche spunto vero come quello di Madonna che si racconta sperasse davvero in una sua parodia.

E l'avrà con Like A Surgeon, ma mica c'era stata la relazione tra i due e tantomeno l'incontro con Pablo Escobar. 
Una scena in particolare però, e se avete visto il film avrete già capito quale, mi ha mostrato chiaramente un omaggio al nostro cinema italiano ovvero VIENI AVANTI CRETINO!,

o magari è solo un caso, ma davvero sembrava di rivedere il film con Lino Banfi e MOANA POZZI più o meno agli esordi e comunque ancora vestita. 
Il vero Al, oltre ad apparire nella tv che manda il videoclip di Eat It, interpreta uno dei due cinici discografici ai quali Daniel propone i suoi demo, e lo vediamo di nuovo poi sui titoli di coda in alcuni gustosi fotomontaggi. 

Insomma tutto il film, dove anche il finale è tutta invenzione, non è altro che una collezione di parodie (per esempio su Jim Morrison quando venne arrestato per atti osceni sul palco) e il bello è riuscire a coglierle tutte. 
Super consigliato, ma prima di vederlo ricordate quanto sono canaglia, eh!!! 

giovedì 6 novembre 2025

DUE CONTI IN TASCA A X-FACTOR 2025

 All'inizio non capivo come mai ad X-Factor Achille Lauro avesse incensato fino all'impossibile i Copper Jitters, tamarri decisamente inascoltabili, al limite del fastidio.


Poi, ragionandoci su, ho cominciato a pensare ad una strategia che vedrebbe da lui favorito solo uno dei tre che fanno parte della squadra mentre gli altri due, essendo poi l'eliminazione una cosa inevitabile nello show dove ne "resterà solo uno" (frase epica che ho già sentito da qualche parte), quindi gli altri due concorrenti sarebbero dei semplici agnelli sacrificali/carne da macello e il primo passo lo ha già fatto con quest'unica band di questa edizione già eliminata al primo live grazie a delle performances pessime, ma sempre lodate da Achille. 
Nel frattempo il Lauro continua con quelle frasi ripetute come "ma cosa stiamo vedendo", "ma che grande edizione questa", eccetera, il che, detto in termini tecnici, mi fa due palle così.

Per non parlare dall'arroganza mostrata verso Giorgia nel secondo live sovvertendo a suo piacimento l'ordine dei giudizi finali al ballottaggio creando un momento di gelo subito risolto (ma anche subìto lì per lì) dalla conduttrice sempre più brava nel suo ruolo. 
Vedremo stasera come andranno le cose tra tante pecche, si, ma di buono in questa edizione c'è che finora vengono scelti brani molto popolari; ricordo invece nelle scorse dei titoli che per conoscerli dovevi essere un vero appassionato indie (forse era l'influenza di Manuel Agnelli). Probabilmente anche gli altri tre giudici hanno una preferenza fra i loro tre protetti e per Jake direi che si può supporre che sia per la sua compaesana Delia

(molto scenica, ma due mashup identici non sono un pò troppo?), per Gabbani ovviamente PierC

(bravissimo eh, ma Rocket Man cantata così angelica nel primo live non mi ha convinto per niente perché ha perso tutto il pathos di Elton John), mentre per Paola non saprei dire la preferita, ma piuttosto avrei individuato la prossima vittima che vedo in Mayu 

caratterizzata da un modo di cantare dove si fa fatica a capire le parole specie nei passaggi bassi.
Stesso effetto che mi fa ogni esibizione del sedicenne Tomasi (squadra di Jake) dove, al contrario, la disperazione urlata messa nel cantare distorce ogni parola della canzone.

E le parole sono importanti, come diceva Nanni Moretti... 

sabato 26 aprile 2025

BETTER MAN: NON È STATO CAPITO?

 Inutile girarci intorno perché Better Man, il film che racconta l'ascesa, la caduta e la rinascita di Robbie Williams, ai botteghini è stato un flop clamoroso, ma questo non sempre vuol dire che sia un brutto film.


Anzi a me è piaciuto un sacco e, dico la verità, mi sono pure commosso, perciò nel mio caso forse vuol dire che ha funzionato. 
Certo è che a sfavore avrà giocato per molti il fatto di vedere il protagonista con le sembianze di una scimmia, anche se dannatamente somigliante a Robbie più di quanto potesse essere un attore truccato per renderlo somigliante a lui. 
Cosa questa che, nonostante l'effetto speciale sia assolutamente perfetto, può aver avuto un altro effetto non proprio speciale dato che la saga de Il Pianeta Delle Scimmie è tutt'altra cosa. 
E alla domanda rivolta a Robbie del perché di tale scelta, lui aveva risposto "Why not?", aggiungendo poi che nel periodo in cui giovanissimo a soli 16 anni era entrato a far parte dei Take That si sentiva come una scimmietta ammaestrata in un circo di proprietà di Nigel Martin Smith dove Gary Barlow era venerato come un dio essendo anche un buon autore e cantante. 
Era risaputo però che le ragazzine, dopo le prime esibizioni, già puntavano di più Robbie perché era già il più esuberante e figo allora mentre il biondino tendeva un po' al cicciotto.

L'estromissione dal quintetto a causa di certi suoi comportamenti che andavano contro le regole ferree imposte da Nigel lo porta in un periodo nero dal quale però, è risaputo, saprà uscirne con l'aiuto di Guy Chambers, autore dei suoi successi da solista, un po' come il sodalizio che aveva legato Elton John a Bernie Taupin. 
Questo paragone sembra non capitare poi così a caso poiché la regia è di Michael Gracey che ne arriva proprio dalla produzione del bellissimo ROCKETMAN e infatti certe sequenze fantasiose un po' ricordano il biopic su Elton John,


come l'apocalittica/onirica ESIBIZIONE a Knebworth dove Robbie fa letteralmente strage del suo passato e lo spettacolare momento musical di ROCK DJ in Regent Street, 

ma anche la recita da bambino dove già tirava fuori la sua ben nota faccia tosta, suo marchio di fabbrica sul palco. 
Per me quindi, per farla breve, si tratta di un film con tutte le cose a posto e che oggi sta di diritto come rappresentante della musica del sabato. 
Punto. 

venerdì 10 gennaio 2025

QUELLA CANZONE MI RICORDA QUALCOSA...

 Tramite un parente acquisito grazie ad una mia cugina che si era maritata con un personaggio avventuroso sempre in giro per il mondo, verso la fine degli anni 70 avevo scoperto un po' di musica che non conoscevo ancora e che potevo ascoltare sul suo compatto Philips, 


oggetto che ai cultori dell'hi-fi faceva certamente ribrezzo perché aveva degli altoparlanti biconici invece delle tre vie necessarie per assaporare la completa gamma di frequenze emesse, ma quello c'era (lo so che chi ha avuto in casa tali apparecchi non lo ammetterà mai nemmeno sotto tortura) e per me era pur sempre superiore al piccolo registratore K7, sempre della Philips, in mio possesso. 
La musica che per me era allora ancora da scoprire era quella racchiusa nei vinili della signora Joni Mitchell, degli elettrici THE BYRDS, e inoltre ho approfondito conoscenze che già gravitavano nel mio mondo tipo Elton John, di cui avevo solo un 45 giri, Cat Stevens, i primissimi Bee Gees, i Beatles (avevo raccontato TEMPO FA anche della loro cassetta col nastro riparato) e The Shocking Blue, cioè quelli originali di Venus che le Bananarama hanno poi fatta loro negli anni 80 (e che molti pensano invece che sia tutta farina del loro sacco).

Fra quelli che invece mi erano completamente sconosciuti c'era il trio folk statunitense Peter, Paul & Mary, battezzati così con i loro nomi come più tardi si firmeranno anche Crosby, Stills & Nash (ma loro coi cognomi), e specializzati soprattutto nelle cover di Bob Dylan, ma con all'attivo anche quella IF I HAD A HAMMER scritta da Pete Seeger e portata al successo da Trini Lopez, e che inoltre in Italia sarebbe diventata Datemi Un Martello cantata dalla tutto pepe Rita Pavone con un testo che perdeva ogni riferimento politico.

Del trio purtroppo è mancato nei giorni scorsi Peter Yarrow, 86 anni, per un tumore alla vescica, e quindi adesso rimane solo Paul dato che anche Mary se n'era andata nel 2009.
Un'altra curiosità sul trio è che nel 1960 usciva il loro primo album che conteneva STEWBALL, una classica canzone tradizionale folk che dalle prime strofe dovrebbe ricordare a tutti qualcosa che magari avete riascoltato proprio sotto le scorse festività.

Si, infatti è identica a HAPPY X-MAS (WAR IS OVER) di John Lennon, ma all'epoca non erano nemmeno ancora nati (artisticamente) i Beatles, perciò quello di John si può dire che fosse stato un plagio bello e buono, senonchè, siccome quel brano, essendo tradizionale, non era gravato da diritti d'autore, Lennon dichiarò poi di essersi solo "ispirato" a tale canzone e quindi non se ne fece nulla.

Anche Rino Tommasi ci ha lasciato a 90 anni. 
Il giornalista e commentatore sportivo televisivo era noto soprattutto per boxe e tennis.

Non solo addii comunque oggi poiché compie i suoi bei 80 anni Rod Stewart di cui ho parlato proprio pochi giorni fa per quel suo FAMOSO RECORD.

Quindi auguri Rod e addio Rino e Peter. 

sabato 15 giugno 2024

IL RE LEONE COMPIE OGGI 30 ANNI

 In Italia i film della Disney sono sempre stati gli appuntamenti fissi del Natale, mentre in America te li facevano spesso uscire persino in estate, come quel 15 giugno del 1994, quando le sale statunitensi, 30 anni orsono, cominciarono a proiettare Il Re Leone,


grandissimo successo dell'animazione con James Earl Jones a dare la voce possente di Darth Vader a Mufasa (per noi in Italia era Vittorio Gassman) e dove per le musiche ci avevano messo mano Hans Zimmer con Elton John, e alla nostra Ivana Spagna era capitato di cantare (benissimo) la versione italiana di Circle Of Life che, appunto conosciamo come IL CERCHIO DELLA VITA.

In Italia il film arriverà il 25 novembre, in preparazione, appunto, delle feste natalizie, ed eccola qui la colonna sonora ad occupare il post musicale del sabato, come con GHOSTBUSTERS la scorsa settimana. 
Qui le canzoni, come questa CAN YOU FEEL THE LOVE TONIGHT, che si ascolta sui titoli di coda cantata proprio da Elton John anche nell'edizione italiana, avevano certo un peso maggiore che nella commedia horror di Reitman.

Non per niente ne verrà ricavato anche un musical, nonché un sequel direct to video ed uno spinoff sempre per l'home video basato sui due simpatici Timon e Pumbaa che nel film di oggi fanno il loro show con la loro HAKUNA MATATA.

Ah già... C'è stato anche il remake in live action/CGI, un'altra delle cose inutili, anche se realizzato molto bene, che si inventa la Disney per fare cassa, ma è appunto una di quelle cose che il mio cervello rifiuta a priori avendo già apprezzato in pieno l'originale. 

sabato 30 marzo 2024

GIANNA NANNINI COME FREDDIE MERCURY ED ELTON JOHN

 Oh via... la Gianna Nannini su Netflix in un film, ma non è lei, cioè è lei ma la interpreta Letizia Toni in un biopic che si ferma al 1983, come il BRANO che apre il nuovo disco della rockeuse toscana.


Album questo che dal titolo fa pensare a quel suo successo di diciotto anni fa e invece, se ci si fa caso, è scritto in un modo diverso, cioè Sei Nel L'Anima, per puntare l'attenzione proprio sulla parola anima, provocandoti un cortocircuito che a prima vista ti fa pensare che sia una raccolta di successi. 
Invece quella famosa canzone non è contenuta qui perché sono tutti pezzi inediti e si apre a bomba il disco con quella 1983 appunto tiratissima tra cori e fiati, proseguendo bene anche con il singolo SILENZIO ma poi pare stancarsi subito la Gianna,

e dopo il primo impatto si spegne canzone dopo canzone. 
Francamente non lo si può definire come un lavoro perfettamente riuscito come invece lo erano quelli della grande decade pop anni 80, tipo i dischi nati dalla collaborazione con Conny Plank, ma invece il film Sei Nell'Anima, scritto invece come quella canzone e tratto dal suo libro Cazzi Miei, mi incuriosisce perciò lo vedrò.

Tutt'altro genere è quello di Cosmo, giovane cantautore indie che dichiaratamente si ispira al Battisti sperimentale tipo Anima Latina e difatti tempo fa aveva fatto uscire una bella cover di Abbracciala Abbracciali Abbracciati. 
Il suo album Sulle Ali Del Cavallo Bianco, e CANZONE omonima uscita il mese scorso come secondo singolo,

continua su quella strada fra suoni elettronici molto spesso stranianti e psichedelici, e pochi giorni fa era ospite da Cattelan, per cui speravo in una sua intervista per saperne di più. 
Invece è stato uno di quelli del nuovo corso del programma che vanno lì, fanno il loro pezzo in coda allo show e spariscono, e in particolare la canzone presentata era, come per rimanere in tema battistiano, il terzo estratto L'ABBRACCIO. 

Fra tante cose italiane interessanti e non, è uscito anche il nuovo album di Shakira, Las Mujeres Ya No Lloran, dove lei è bellissima come sempre, anzi di più, e per la quale forse sono un po' lontani i tempi delle super hit tormentoni come Whenever Wherever o Waka Waka, perché qui, oltre alla carina 

PUNTERIA, che a dispetto del titolo non c'entra nulla con i motori (qualche meccanico sicuro avrà pensato a quello per deformazione professionale), e che è cantata in coppia con Cardi B in un videoclip spettacolare e sexy con tanti effetti speciali e tanto rosa come Barbie insegna, e qualcos'altro che arriva dagli scorsi anni che era uscito già come singolo tipo BZRP MUSIC SESSIONS #53 con BZRP, appunto, dove, su certi passaggi che ricordano pure i Daft Punk, la bella Shakira faceva un vero e proprio dissing verso il calciatore Gerard Piquet che l'aveva tradita,

vicenda nota agli amanti del gossip (e ricordiamo nel mucchio anche il Featuring fatto per i Black Eyed Peas, ma non presente nel disco), tutto il resto è latineggiante all'ennesima potenza, il che è anche normale essendo lei colombiana e lo fa sentire come nel nuovo singolo ENTRE PARENTESIS dove la troviamo a duettare insieme ai Grupo Frontera e se il genere piace, allora è un disco da prendere a mani basse. 

A tal proposito preciso che non ho niente contro la musica latina, solo che per colpa dei vari Despacito e parenti stretti adesso ci sono momenti in cui patisco un po' certi generi abusati specie nelle serate estive. 
Genere che comunque riesce a far ballare anche i sassi quando arriva al momento giusto, ma nel mio caso si sa che "i duri non ballano", come il primo album della Steve Rogers Band, ma ci sono anche un libro e un film che non c'entrano nulla. 
Non è poi un problema grave questo mio perché presto tale avversione mi passerà di sicuro dato che arriverà sicuramente qualcosa di peggiore da trasmettere alla radio in estate. 

sabato 19 agosto 2023

DOLLY PARTON CANTA I QUEEN PER LE OLIMPIADI

 In vista delle prossime Olimpiadi del 2024 che si terranno a Parigi, gli americani scelgono come loro rappresentante musicale un'icona del country come Dolly Parton, dalle notevoli doti canore e, diciamolo, in passato anche fisiche nel senso di sexy nonostante ormai non abbia più un'età da ragazzina 18enne (già allora sulle scene) come quando aveva conosciuto il suo futuro marito.

Fin qui tutto bene anche perché fa sempre piacere rivedere Dolly, ma quello che invece mi ha lasciato un po' perplesso è stato sentirla (e soprattutto vederla) cantare WE ARE THE CHAMPIONS/WE WILL ROCK YOU dei Queen in occasione di queste prossime olimpiadi, come anticipazione di un disco che la vedrà cimentarsi in una trentina di canzoni di Led Zeppelin, Rolling Stones, Police, Beatles, Elton John e molti altri con, in alcuni casi, pure il duetto con gli interpreti originali. 

Adesso, dopo aver saputo ciò, sono molto curioso di sentire anche tutto l'intero album e spero che sia un po' meglio del singolo appena uscito che non mi ha convinto granché. 
È anche vero che personalmente avevo scoperto Dolly Parton solo nel 1978 con BABY I'M BURNING,

un 45 giri frizzantino pure quello un po' distante dal suo solito genere country & western, ma molto carino e divertente in stile Abba, perciò anche questa sua incursione nel rock potrebbe essere una sorpresa. 
Dicevo che fa piacere sapere che Dolly è ancora sulla breccia perché non molto tempo fa aveva avuto dei gravi problemi di salute che le avevano provocato una forte perdita di peso facendole sospendere tutti i concerti, e potrei sospettare che in effetti anche adesso non sia esattamente nel massimo della forma fisica poiché nel video la si vede cantare solo da seduta. 
E quella di cantare per il suo pubblico è stata sempre la sua priorità anche quando i medici le consigliavano di mettersi a riposo. 
Forse Dolly Parton è più Rockstar (questo è il titolo dell'album) di quanto non si possa immaginare. 

venerdì 7 luglio 2023

UN FAREWELL TOUR DAVVERO LUUUNGO PER ELTON JOHN

 Ormai è ufficiale che Elton John abbia deciso di dare l'addio alle scene, ma lo sta facendo con un tour che sembra non terminare praticamente mai dato che sono ormai tre anni abbondanti che gira gli stadi, e l'estate scorsa era passato anche da Milano proprio la sera che a Londra invece si festeggiava il GIUBILEO DELLA REGINA e per tale motivo non ha potuto esser presente alla grande festa.


In effetti adesso sarebbe stata definita la data finale del tour che dovrebbe essere quella di domani a Stoccolma, ma sappiamo che il nostro amico ha già passato una data molto importante perché ha tenuto l'ultimo concerto nel Regno Unito, con ospiti d'eccezione, lo scorso 25 giugno al festival di Glastonbury sul Pyramid Stage dove anche erano passati i Rolling Stones ancora quando c'era CHARLIE, con la differenza che loro invece di dare l'addio non ne hanno nessuna voglia. 
Certo il buon Reginald Kenneth Dwight ha una certa età ormai e ultimamente fra il bellissimo ROCKETMAN e le collaborazioni con Dua Lipa e BRITNEY SPEARS, nonché il suo spiritoso cameo in Kingsman Il Cerchio D'oro continua a far parlare di sé. 
Insomma, addio si, ma per ora non si ferma manco a riprendere il fiato per CANTARE.

Certo la voce non è più squillante come una volta, ma al pubblico piace perché è sempre quel personaggio sopra le righe che ha scritto la colonna sonora della tua vita e ti ci senti legato. 
E comunque ha già detto che anche dopo l'ultima data potrebbe essere che qualche sporadico live lo faccia ancora. Ma d'ora in poi con molta calma. 

martedì 31 gennaio 2023

AH... SE NASCEVO BEYONCÉ...

 Abbiamo sbagliato tutto nella vita gente, altro che fare il contrabbandiere spaziale o cantare in stile Elvis.


La strada giusta l'ha imbroccata Beyoncé che, pur con un PESSIMO DISCO all'attivo come il suo prodotto più recente (io continuo a pensarla così, ma datemi pure contro), è riuscita a strappare un ingaggio da 22 milioni di euro (!!!) per cantare un'ora a Dubai in un concerto privato come riportato dai giornali nei giorni scorsi, e chissà quanti avranno fatto il pensiero riportato nel titolo del post, io compreso, ma con il particolare che se io fossi nato Beyoncé adesso forse avrei un look un po' diverso dal mio solito, a seconda se fossi un po' più Bobby... 


...oppure più Han... 
Ehm... Terrificante eh? 
Si... forse avrei dovuto scrivere "explicit content" all'inizio del post 😜. 
Ma torniamo alla nostra lady che poco le importa se le son piovute addosso le critiche della comunità che la venera come una dea, ovvero la LGBTQ+ (non so se manca ancora qualche lettera o segno grafico all'appello tipo AEIOU-Ypsilon), per aver omesso dalla scaletta canzoni con contenuti omosessuali perché argomento non gradito in tale Paese.
Certo Dubai non sarà una piazza adatta quindi ad Elton John con il suo infinito tour d'addio che sta portando in giro, e nemmeno a Cristiano Malgioglio, cioè due artisti del medesimo spessore eh...

Qualche speranza però potrebbe averla Povia che, cantando di Luca che "ora sta con lei", si schiera quindi con i dubaiani, dubanesi, dubanqualcosa... 
Vabbè, quelli che stanno a Dubai. 
Ecco, qui si scherza eh sia chiaro, anche perché Elton John a Dubai ci ha suonato davvero nel 2017, mentre Malgioglio no, ma per contro lui sostiene di avere amanti anche là e, al contrario del cantante inglese, Cristiano ha pure la statuetta della famosa ditta Ferrigno di Napoli in via San Gregorio Armeno da mettere nel presepe insieme a tante celebrità.

A ben pensare, forse i più indignati dovrebbero essere invece coloro che si alzano alla mattina presto e sgobbano tutto il giorno (freddo o caldo che faccia) per uno stipendio che per fare quello preso dalla cantante ci vogliono 7 vite come i gatti, ma vissute contemporaneamente. 
Ma è pur vero che di botte di fortuna come è capitata a lei non ne arrivano tutti i giorni e quindi vale il prendi e porta a casa che tanto li spenderà sicuramente tutti in un botto fra abiti firmati, accessori, auto, case e quant'altro tipo pagare profumatamente i collaboratori del prossimo album a cui lavorerà, sennò non sarebbe Beyoncé, perché quello è un tenore di vita completamente diverso da come ce lo immaginiamo noi che invece viviamo sospesi "in bilico" (come cantano i Negramaro) non tra santi e falsi dei, ma fra mutui, bollette e spese condominiali, tanto che 22 milioni di euro non sappiamo nemmeno bene che forma abbiano. 
Eh si parlo per invidia, si un po', ma direi che è sana e giustificata... 

mercoledì 31 agosto 2022

31 AGOSTO: RICORDANDO LADY DIANA

 Sono passati esattamente 25 anni da quando in quel maledetto tunnel parigino abbiamo perduto Lady Diana, coinvolta in un incidente stradale che sembrava la scena di un film tamarro alla John Wick ed invece era una realtà che è stata fatale alla principessa diventata icona di stile, ma anche simbolo di una vita regale non come ci si aspetta possa essere, perché di solito ci si immagina quella delle favole, e invece no, per cui era diventata la "principessa triste".


Ad onor del vero anche ultimamente le vicende che hanno visto protagonista e vittima Meghan la consorte del principe Harry, hanno continuato in quel lavoro di demolizione del regno incantato così british e compassato, ma ormai con qualche crepa che ne minaccia la solidità. 
Ma torniamo al tema di oggi cioè l'anniversario di quella drammatica notte. 
Anniversario preceduto nel 2021 dall'uscita di Spencer, il film con Kristen Stewart che interpreta Diana nel periodo che la porterà a quel tragico evento, e pure film che non ho ancora visto, ma di cui molti hanno parlato già male, per cui dirò la mia solo dopo la visione che mica voglio raccontare balle. 
Intanto metto su la CANZONE che Elton John ha riciclato per il funerale di Lady D
dopo averla già dedicata a Marilyn Monroe nel bellissimo doppio album Goodbye Yellow Brick Road, uno dei punti fondamentali della discografia in assoluto. 
Cosa del riciclo quella per cui Elton John pare averci preso gusto, vedi prima con Dua Lipa ed ora con BRITNEY SPEARS.
Non fraintendete però: le due cantanti stanno benissimo eh... Si tratta solo di vecchi successi campionati e remixati per creare una canzone con un nuovo titolo dove fa da guest star la cantante di turno. 
E, con la discografia che il nostro Reginald ha alle spalle, secondo me ha solo l'imbarazzo della scelta nel ripescare 😉.
Cade oggi anche il giorno dell'addio a Michail Gorbachev,

mancato a 91 anni, l'uomo che aveva cambiato decisamente in meglio i rapporti fra la Russia ed il resto del mondo, mentre qualcun'altro adesso sta cercando di far tornare tutto come 40 anni fa. 
Addio ad entrambi, Diana, rinnovando il suo ricordo, e Michail. 

lunedì 6 giugno 2022

IL GIUBILEO DI PLATINO DELLA REGINA ELISABETTA II (CON PURE LIGABUE SUL PALCO)

 Tanti auguri e 100 di questi giorni alla Regina Elisabetta II, festeggiata da giovedì fino a ieri sera per i suoi 70 anni di regno, e in particolare sabato da una moltitudine di persone a far casino lì davanti a casa sua, ma lei, purtroppo a causa di un problema di salute, è apparsa solo in un simpatico video di apertura dell'evento insieme all'orsetto Paddington (come anni fa invece si lanciava con il paracadute scortata da 007 Craig), con un ologramma proiettato sul finestrino della carrozza, e poi finalmente domenica in persona con quel suo famoso COMPLETINO green screen.

Apertura di un grande concerto che è stata affidata ai QUEEN di cui, ormai mi sono rassegnato, Adam Lambert è diventato il frontman ufficiale dalle indubbie doti vocali e anche di un certo "peso",

seppure sia del tutto privo di quei toni caldi e sensuali che Freddie emetteva quando apriva bocca ed era grazie a quei toni particolari che sapeva farti innamorare senza distinzioni di sesso. 
C'erano Roger Taylor e Brian May a portare avanti il nome della band, nome che comunque preferiscono ancora scrivere Queen + Adam Lambert, mentre John Deacon se ne stava in pantofole a casa sua a seguire il tutto davanti alla tv, come da anni ormai ha scelto di fare.

Concertone che ha messo sul palco persino una rediviva DIANA ROSS a chiudere lo show, mentre prima di lei sono passati, fra gli altri, Alicia Keys, Craig David, Duran Duran e Andrea Bocelli.
ELTON JOHN invece è apparso con un video registrato perché la stessa sera stava allo stadio di San Siro per un concerto tutto suo e certi tour de force di suonare in due posti contemporaneamente li faceva solo Phil Collins quando era in salute. 
Qui da noi invece Ligabue lo stesso sabato non ha festeggiato la Regina, bensì molti meno anni (30) di onorata carriera personale, e finalmente è riuscito a tornare ancora una volta al Campovolo, evento più volte rimandato causa Covid-19, davanti a più di 100.000 fans.
Perché se Vasco torna in grande stile, Luciano non può essere da meno, ed ha presentato anche il nuovo singolo NON CAMBIEREI QUESTA VITA CON NESSUN'ALTRA
che si scrolla di dosso tutto per riprendere lo stile asciutto, ma annaffiato dal Lambrusco, del primo Liga anni 90.
God Save The Queen. 

ERA MEGLIO DOMANI ARRIVA PROPRIO DOMANI

 Attenzione perché arriva domani in Italia il film già campione d’incassi in Francia con quasi un milione di spettatori, la commedia Era Meg...