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sabato 15 agosto 2026

DUE SPICCI: IL RITORNO DI ZEROCALCARE

 Aho', ma quanto è 'na figata sta nuova serie Due Spicci de Zerocalcare?


E che musica, regà, che se sente co' ‘sto sfondo?
Giusta per er sabato de ferragosto. 
Che Dite, T'Appartengo de Ambra? 
Vabbè, l'avevo già detto pure N'ANTRA VORTA che me piaceva da morì (la canzone e l'Angiolini),

ma in realtà stavo a parlà dei JOY DIVISION, de MIKE OLDFIELD sbarbatello

e de un pezzo che spunta verso la fine del terz'episodio. 
Me ricordavo d'aveccelo sentito in un film, così, daje na cifra de ricerche ar volo e t'ho scoperto che era NIGHTCALL, l'apertura de Drive de Nicolas Winding Refn

(un film che te consiglio, cioè... na botta de violenza ma co' er core) e lo suonava Kavinsky sotto la regia de un Daft Punk (e se sente tutto, eh!). 
Mortacci... 
E mò tocca fà pure li seri che l'hanno trovato a Kavinsky stecchito dentro casa sua che c'aveva cinquant'anni...

Pare na barzelletta ma purtroppo è così!
E poi, regà, come sempre ce stanno citazioni a nastro: da Il Trono Di Spade a Batman, da Diabbolik ai Gunis (scritto proprio così, mortacci!), passando pè Bridgerton fino ad arrivà alle Tartallegre... ("Nun te fà mai accoltellà da uno che ascolta la trap... meglio Lucio Dalla" me fa morì), ma mica quelle de l'ovetto Kinder!

No, no: qui semo a li strozzini dde borgata (beh, co' quello che ce facevano spende pe' completà la collezzione, pure chi ha inventato quei pupazzetti c'aveva n'anima un po' da infame criminale!).
Nun te mancano le altre botte de pop che te pijo a lo scuro emotivo,

tipo TORN de quela Natalie Imbruglia e BOYS DON'T CRY de li mortacci d'i The Cure;

e manco le fijate più co' li pensieri a rota, che se piazzeno co' grazia in pezzi come THE SOUND OF SILENCE de Simon & Garfunkel.

A' centro però 'rimane la cifra de Giancane, che co' pezzi come NON TI RICONOSCO PIÙ (a sigla) je fa in musica er baratro emotivo de Zerocalcare, co' na caterva de coerenza e co' 'na botta de cinismo che te fa quasi robba 'na lacrimuccia sur divano letto.


Che ve devo dì? Eeee niente, pè mme Zerocalcare resta sempre uno dei pezzi forti de Netflix (semo alla terza serie e cche dovrebbe esse l'ultima, ma spero de no), come na carbonara venuta bbene, giusto così pè perdonalla pe' tutta la fuffa inutile che caccia fori l'artro tempo.

Praticamente è la fiera de quanno co' piú de quarant'anni realizzi che l'amicizia è na cifra importante, ma non è che te risolve i problemi co' na bacchetta maggica. E sai che c'è co' sti Due Spicci? I buffi della vita, e nun se parla solo de sordi, ma de tutte quelle scadenze emotive che hai co' l'universo e che non poi piú stralcià, così te svegli un giorno e capisci che le promesse che t'eri fatto a vent'anni erano chiacchiere e distintivo.

Non c'è piú er brodo di giuggiole dell'adolescenza; ora ognuno c'ha li cazzi sua e si rimbalza le responsabilità con Zero che nun fa er supereroe: sta lì che se la squaglia de fronte alle tragedie quotidiane tra risate amare e magone in gola, un po' come pijà un gancio in faccia dal tempo che passa.

Dimme na cosa: pure te, a na certa età, hai realizzato che stavamo a scherzà e ora ce tocca pagà er conto, o sei ancora convinto de potretela sfangare?


Allora je diamo l'addio a Kavinsky e poi... S’annamo a pijà er gelato! 

domenica 21 aprile 2024

LA LIBERTÀ NON È STAR SOPRA UN ALBERO A MAGNASSE ER GELATO

 Si, certo, il meteo è ancora un po' ballerino e a giorni roventi si alternano ancora altri che paiono autunnali (dicono anche che ciò sia dovuto a certi genialoni che in alcuni paesi manipolano gli eventi atmosferici per far piovere a comando e poi non riescono a tenere la situazione sotto controllo), ma pensando all'estate che sta arrivando, cosa c'è di più bello nelle calde notti afose di pensare ad un bel gelato?


Eh si lo sa bene anche Secco con il suo tormentone, peccato però che quest'anno a Milano, nella zona della movida, tale consuetudine rischi di essere bloccata da una regola tipo Gremlins, cioè che dopo mezzanotte non puoi farti beccare in giro a consumare nemmeno con una semplice bottiglietta d'acqua, e non perché sennò diventi un malefico mostriciattolo, ma perché fino a novembre un decreto vieterebbe tutto ciò, un po' come nel 2013 l'allora giunta comunale aveva provato a mettere in atto un provvedimento simile con scarso successo per contrastare il malcostume imperante in quelle zone. 
Adesso, invece di impiegare i tutori dell'ordine in un modo diverso e senz'altro più intelligente, questi ci riprovano e ovviamente i commercianti della zona insorgono dato che quelle ore sono in realtà quelle che fruttano di più, anche perché poi nei dintorni ci sono i supermercati aperti 24h su 24 e la gente andrebbe allora lì. 
Come dissimulare poi che stanno consumando generi alimentari e bevande? 
In America basta coprire con un sacchetto anche una bottiglia di whisky o vodka e per la legge sei a posto. 
Quindi, se questa bizzarria viene approvata, dopo la mezzanotte immagini come questa


non si vedranno più. 
Tutto ciò non è ancora definitivo eh, però son cose che fanno pensare alla libertà che non è star sopra un albero (forse nascosto tra le fronde il gelato riesci a mangiartelo in santa pace) e nemmeno un'opinione, come cantava un famoso milanese... 

venerdì 23 febbraio 2024

C'È ANCORA DOMANI, OVVERO PAOLA CORTELLESI TUTTOFARE

 Paola Cortellesi diventa per la prima volta regista e si autodirige in C'è Ancora Domani, pellicola che ha fatto parlare di sé anche per le parallele violenze domestiche che ogni giorno riempiono le cronache, e film che finalmente sono riuscito a vedere.


E mi sono fatto prendere in giro anch'io da Paola, come tutti coloro che l'hanno visto prima di me, perché lei riesce a sorprenderti in ogni scena con quello che succede dopo, che non è mai quello che ti aspetti compreso quel finale che pensavi andasse a parare da tutt'altra parte. 
Già dalle prime inquadrature Paola ti frega perché parte con un 4:3 che ti pare di vedere un film di DeSica (padre, eh... beninteso) e invece poi si allarga in 16:9 mettendoci pure una colonna sonora anacronistica, ma che ci sta perfettamente. 
Mantiene comunque il bianco e nero per tutto il film che è una scelta perfetta per farti restare nell'atmosfera del dopoguerra che mette proprio male immaginare a colori, e periodo in cui si svolge la storia di Delia, vessata al lavoro perché donna e perciò sottopagata rispetto ad un uomo appena assunto, e menata dal marito Ivano,

un Valerio Mastandrea così in parte che ti viene per forza da odiarlo, basta che non stai a pensare troppo che potrebbe essere l'ispettore Ginko coi baffi che parla come L'ARMADILLO di Zerocalcare.
Nella drammaticità della vicenda non mancano momenti divertenti come il sorriso alla cioccolata, oppure assurdi, o meglio, surreali in cui le botte che prende Delia da Ivano diventano un balletto un po' come succedeva nel videoclip di TRY,

la canzone di Pink in cui lei duettava con un ballerino in una danza che palesemente mostrava mosse di lotta anche violenta. 
Certo, se ti metti a paragonare la regia di Paola con quella che potrebbe aver dato un più esperto artigiano del settore, magari ci trovi delle imperfezioni, ma probabilmente non sarebbe stato più lo stesso film così sentito e vissuto da tutti gli attori in scena che ho sentito liberi di esprimersi al meglio. 
Perché davvero in nessun momento mi è venuto da pensare che fosse una finzione forzata come si vede troppo spesso specialmente nei prodotti per la tv (già avevo detto che la serie PETRA, sempre con Paola, ma non diretta da lei) non mi aveva entusiasmato per niente) o altri film a cui lei ha partecipato come l'orrendo LA BEFANA VIEN DI NOTTE, per dirne uno. 
Qui c'è realismo e, anzi, direi proprio neorealismo come credo fosse l'intenzione fra bianco e nero, formato e scenografie. 
E sai che, per dirla tutta, non l'avrei visto nemmeno male nominato agli Oscar come miglior film straniero? 

lunedì 25 settembre 2023

SPIDER-MAN: ACROSS THE SPIDER-VERSE, BELLO EH... PERÒ...

 Lo dico sinceramente: mi scoccia parecchio quando vedo un film e sul finale... non finisce, ma invece ti manda al seguito che arriverà più avanti.


È successo per DUNE, per FAST X, ma capitava già anche per il secondo episodio di Ritorno Al Futuro e per L'Impero Colpisce Ancora, con tutto il rispetto che nutro per codeste saghe, e si ripete adesso anche per questo Spider-Man: Across The Spider-Verse, film animato di due ore e mezza che con una durata già di suo non indifferente ti lascia lì in sospeso dopo averti letteralmente ubriacato di immagini a raffica realizzate in maniera strepitosa,

con effetti e animazione sublimi, certo, con talmente tanta roba messa lì a confondere anche quello che le mie povere retine riescono a ricevere, un po' come quando vedevo i Transformers di Michael Bay (e per fortuna BUMBLEBEE aveva portato un po' d'ordine). 
Cioè spettacolo davvero grandioso questo film, ma per l'ennesima volta mi tocca aspettare per sapere come finirà sta faccenda con Miles Morales nei guai seri perché finito in una Brooklyn alternativa come già capitava a Marty McFly (eddaje), ma anche a FLASH per dirla tutta, dopo aver seguito Gwen che era stata reclutata (anzi aveva insistito lei nonostante lo Spider-capo fosse scettico) in una squadra di spider-people in millemila spider-versioni (persino Bollywood style e punk, tutti derivanti dai fumetti) e a lui rodeva un po' sta cosa.

E adesso che posso fare? 
Come dissero Ale & Franz in un famoso blooper "Non ci aspetta che aspettare...", oppure posso citare RONIN e il dialogo fra Robert DeNiro e Stellan Skarsgård, il quale freme perché vorrebbe fare qualcosa, al che Robert gli risponde: "Stiamo già facendo qualcosa; stiamo aspettando..."

Allora nel frattempo "Annamo a pijà er gelato?"... 
Ah no... 
Era un'altro cartone quello. 

lunedì 26 giugno 2023

LA PROFEZIA DELL'ARMADILLO: QUANDO TI DICONO CHE IL LIBRO È MEGLIO DEL FILM

 La Profezia Dell'Armadillo è la famosa graphic novel di Zerocalcare che nel 2018 ha avuto una trasposizione cinematografica live action con risultati altalenanti.


Se da una parte i due protagonisti Zero e Secco sono perfettamente incarnati da Simone Liberati e Pietro Castellitto, dall'altra non è esaltante la regia che cala di ritmo parecchie volte in perfetto stile "troppo italiano" (cit. Stanis) e con una fotografia troppo spesso spenta che non aiuta nella visione.

Parlata romanesca ancora più accentuata che nelle due serie animate di Netflix (e nella PIÙ RECENTE c'è una gustosa scena proprio sulla dizione di Zero) che con la presa diretta rende a volte difficile la comprensione. 
Un paio di scene però sono davvero esilaranti come la mamma (Laura Morante) alle prese con il computer e l'intervista ad Adriano Panatta che ti porta per un attimo in un film di Nanni Moretti.

Però si ride in maniera molto diversa (appunto alla Moretti) da come ti succede quando leggi il fumetto che invece pesca a mani basse nelle manie e nelle serie tv anni 80 che hanno caratterizzato l'adolescenza di Zerocalcare. 
Oppure, se vogliamo un'altro riferimento, il film può sembrare più un'imitazione di SANTA MARADONA, cioè quel cult con Stefano Accorsi e LIBERO DERIENZO
Valerio Aprea fa l'armadillo/coscienza che però risulta più efficace nelle serie animate di Netflix, forse anche perché in quelle riceverà il doppiaggio di Valerio Mastandrea che anche qui comunque ne curava già i dialoghi.

Ma la famosa profezia di sto benedetto armadillo quindi quale sarebbe? 
Eccola: 
"qualsiasi previsione ottimistica fondata su elementi soggettivi e irrazionali spacciati per logici e oggettivi, destinata ad alimentare delusione, frustrazione e rimpianti, nei secoli dei secoli. Amen". 

sabato 11 dicembre 2021

X-FACTOR 2021: NON VA "MIKA" TANTO BENE... (MA ANCHE EMMA, MANUEL ED HELL RATON)

 Posso riassumere in breve l'ultima edizione di X-Factor vinta da BALTIMORA?

Credo di sì, e mi basta citare alcuni tormentoni che ho sentito ripetuti a nastro fin dalle audizioni: 
"Che dire?", "Hai spaccato", "A questo giro..." (Hell Raton), 
"Attitudine", "Contaminazione" , "Cazzo!", "Vari discorsi tecnici..."(Manuel Agnelli), 
"C'hai la cazzimm", "Prenditi il palco...", "Ti dico solo questo..." (Emma), 
"Qualsiasi cosa, ma pronunciata con l'accento sbagliato come Stanlio e Ollio..." (Mika). 
A fare da contorno a tutte queste frasi ci sono state poi anche delle canzoni perché nel programma di solito si usa così, canzoni in genere urlate da band che ho trovato francamente fastidiose e che si atteggiano per apparire internazionali come i Maneskin (si... provaci), quei Maneskin usciti proprio da qui ed ospiti d'onore della serata finale (insieme ad un'altra band famosa quasi quanto loro 😜 che forse avrete sentito nominare qualche volta, i Coldplay), oppure brani inquinati da voci autotunate, ma per fortuna presto perse per strada.

Trionfo zentai per quanto riguarda i costumi del corpo di ballo, forse scelti per rendere anonimi e tutti uguali gli altri intorno, proprio come nella bizzarra pratica giapponese di cui ogni tanto mi è già capitato di parlare, e non distogliere l'attenzione dal volto del concorrente. 
Forse anche il cambio di conduttore non ha giovato al programma e non me ne voglia Ludovico Tersigni dall'accento talmente romanesco che mme veniva da ddì: "ANNAMO A PIJA' ER GELATO?“,

ma prima, dove la diretta aveva degli inevitabili momenti loffi, poteva invece  contare sulle capacità quasi uniche di Ale Cattelan di ravvivare l'atmosfera e strapparti un sorriso lo stesso. 
Cosa che Ludovico ha provato a fare nell'apertura della serata finale urlando come un ossesso ottenendo solo un effetto da vocalist da discoteca anni 90. Ah... Nel marasma generale, come ho detto all'inizio ha vinto Baltimora (e ora dai, tutti a cantare TARZAN BOY... Hehehe, ma non è mica lui, dai...),
al secolo Edoardo Spinsante, continuamente incensato dal suo coach Hell Raton, ma ritengo che non ci sarà confusione con il prodotto tormentone anni 80 di Maurizio Bassi (che poi era anche la voce nei dischi), dato che, senza cattiveria alcuna, ne profetizzo una rapida scomparsa nell'oblio, come le vincitrici degli anni scorsi, CASADILEGO e SOFIA TORNAMBENE, perché mica tutti sono i Maneskin... che son bravi, ok, ma prima di tutto bisogna sapere che hanno alle spalle un management (prima italiano ed ora internazionale) con le strapalle che sa esattamente come muoversi e agire per creare il mito. 
E finora sta andando tutto bene... 
Finché dura, gloria ai Maneskin. 

martedì 30 novembre 2021

STRAPPARE LUNGO I BORDI: ADESSO SI CHE SI RIDE (CON INTELLIGENZA)

 Zerocalcare torna in video, ma stavolta con la dimensione che gli è più congeniale, cioè il disegno però animato, ma senza snaturare lo spirito originale, dopo il poco compreso film La Profezia Dell'Armadillo.


Ogni breve episodio è una sequenza di immagini e situazioni dove lo stesso Zerocalcare dà voce a quasi tutti i personaggi come una voce fuori campo che racconta quanto accade, eccetto l'Armadillo affidato a Valerio Mastandrea, e parla talmente a raffica (quasi come Bonolis) e talmente romanesco che a volte ti perdi qualcosa, ma se stoppi un attimo e ci pensi a ciò che ha detto lo capisci lo stesso, sennò ti metti a ridere in ritardo per la battuta o la situazione e ti perdi la scena successiva, così devi tornare indietro ecc ecc. 
Ma tanto è su Netflix e riavvolgi come ti pare. 
P. S. Si ride, ma non solo... 

FUMETTI IN TIVVÙ-U-U-UUU

 Vediamo chi si ricorda di Gulp! I Fumetti In Tv, un programma della Rai degli anni 70, che i più fortunati potevano già vedere a colori (i...