domenica 26 maggio 2024

DA VICINO NESSUNO È NORMALE: LA PRIMA SERATA (DI NUOVO) PER CATTELAN

 Alessandro Cattelan dopo tanto tempo è tornato alla prima serata, con uno show a dir poco faraonico, ma che non gli ha risparmiato diverse critiche, prima fra tutte che assomiglia in maniera imbarazzante a Non Dimenticate Lo Spazzolino Da Denti che aveva condotto Fiorello 30 anni fa su Canale 5, sostituito poi da Gerry Scotti e Ambra Angiolini.


E quindi dai a scrivere sui social che, con Da Vicino Nessuno È Normale, Cattelan vuole essere come Fiorello, ma non ce la fa e papapì è papapà... 
Beh ferma un attimo eh, perché intanto Ale e Rosario hanno due modi ben diversi di condurre un programma e non c'è alcuna imitazione fra di loro, anzi vorrei avere io la parlantina di Cattelan e lo spirito di Fiore (vale anche viceversa). 
In secondo luogo il programma visto lunedì su Rai2 è in pratica una versione extended, extra large, extra tutto di quello che succedeva in seconda serata (se non addirittura a notte inoltrata) a Stasera C'è Cattelan, che, strutturato come talk show, in effetti funzionava meglio, questo lo dico anch'io. 
Tornano infatti con Ale sia la band degli Street Clerks, presi sotto la sua ala dai tempi di X-Factor, sia tutta una serie di volti già visti nella trasmissione precedente


pronti a prestarsi alle gag (vere o costruite che siano) che vengono create insieme al pubblico in teatro e intorno alla piscina esterna, due location tra le quali si divide il conduttore correndo come un forsennato da una parte all'altra. 
Come ho già detto prima, però preferisco il formato da talk show con scrivania e divano molto meno grandioso, ma senz'altro più interessante. 
In terzo luogo, forse Ale si è allineato alla tendenza del momento perché faccio notare che la tv, oltre a riciclare format pure brutti che arrivano dagli altri paesi, rinomina vecchi programmi e li spaccia come nuovi,

e sto parlando di Tris Per Vincere condotto da Nicola Savino su Tv8 che altro non è che il vecchio Gioco Dei Nove di Mediaset. 
Mentre Gerry Scotti si mette a confronto con il grande Mike Bongiorno, che proprio oggi avrebbe compiuto 100 anni, e resuscita La Ruota Della Fortuna, proprio come Carlo Conti che ha riportato in tv Il Rischiatutto. 
Eccallà... Tv novità? Mah... Direi di no... 
Però bisogna prendere atto che Ale ce la mette tutta e lo fa al meglio delle sue possibilità. 
E per questo si merita almeno un Bravo!

Ehm... No, non intendevo questo, che qualcuno in preda a ricordi vintaggi magari ha anche posseduto, ma va bene lo stesso 😁. 

6 commenti:

  1. Io e Lorenzo non ci perdiamo una sola puntata della Ruota della Fortuna. Mentre "Tris per vincere" ci annoia un po'.
    Cattelan mi piace, e ho provato a guardare il suo programma, ma mi è parso caotico e troppo costruito.
    Sì, anch'io ho pensato a delle similitudini col mio amatissimo Fiore, quando nell'intro del programma Ale riprendeva quel che accadeva col suo cellulare, proprio come Rosario fa a Viva Rai 2.
    Insomma, non credo che lo guarderò di nuovo.
    Molto meglio le interviste.

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    1. Potrebbe aver fatto il classico passo più lungo della gamba. Comunque il ragazzo si applica molto 😊.

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  2. L'ho visto a pezzi.....i 100 bambini in campo top!
    Mastandrea è un mito, diciamo però che mi è parso costruito il suo intento o forse così naturale da sembrare finto.. .
    Programma che riguarderei giusto....a pezzi 😁

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    1. Ti riconfermo per l'ennesima volta che l'ho visto su Rai play a pezzi anch'io 😁

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  3. Siccome adoro Gerry Scotti, quando posso mi guardo sempre la Ruota della Fortuna. I bambini erano molto stupiti quando ho spiegato loro che, quando lo conduceva Mike, non c'era il tabellone digitale e Antonella Elia doveva girare fisicamente le caselle con le lettere. Quello che mi colpisce però è l'ottusità di certi concorrenti, che non solo non riescono a ricostruire le frasi quando mancano dolo la Q e la H, ma sbagliano anche a leggere le lettere che già ci sono! Emozione? Mah...

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    1. Succede anche a L'eredità su Rai1 di non riuscire a completare una parola palesemente chiara. Lì c'è anche il fattore tempo che stringe.
      Insomma alla fine vincono sempre i format antichi eh?

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