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lunedì 13 luglio 2026

A.I. ANZIANOTTA?

 Adesso parlare di intelligenza artificiale sembra il modo migliore per mostrarsi al passo coi tempi, non è vero?


Infatti anche il più scrauso dei film finisce che ce la butta in mezzo in qualche modo, anzi spesso sono proprio quelli di serie B che lo fanno, magari a sproposito, proprio per cercare di darsi un tono d'attualità. 
E se invece vi dicessi che di tale argomento se ne parlò per la prima volta ben 70 anni fa? 
Mi riferisco al Seminario di Dartmouth del 1956, ideato da John McCarthy, matematico informatico, Marvin Minsky, scienziato cognitivo e informatico, Nathaniel Rochester, ingegnere elettronico in IBM, e Claude Shannon, matematico e ingegnere elettronico. 
In quell'occasione venne introdotto ufficialmente da McCarthy il termine "intelligenza artificiale" e si cominciò a studiare la possibilità di creare macchine pensanti. 
Idea strampalata? 
Probabilmente per molti sarà stato così ritenendo che sarà stato il caldo, chissà, poiché era l'estate del 1956 e quelle persone si trovavano presso il Dartmouth College ad Hanover, nel New Hampshire, fatto sta che tale seminario è durato circa sei settimane finanziato dalla Fondazione Rockefeller.

Oltre ai partecipanti principali ha riunito anche altri matematici, ingegneri e psicologi per definire le basi necessarie per creare macchine capaci di simulare funzioni cognitive umane e istituire l'intelligenza artificiale come campo autonomo di ricerca scientifica. 
Per dire... i modelli moderni come i Large Language Models come la ormai famigerata  Chat Gpt che scrive gli articoli per i giornalisti pigri, o le reti neurali profonde, realizzano gli stessi obiettivi del 1956, ma usando il calcolo statistico sui dati invece della logica formale. 
Ed è qui oggi che vediamo come si sono evolute le cose a riguardo poiché il seminario di Dartmouth ha definito allora i problemi fondamentali dell'IA, mentre la tecnologia odierna ha cambiato il modo di risolverli. 
Nel 1956 si ipotizzò che ogni aspetto dell'apprendimento e dell'intelligenza potesse essere descritto così precisamente da essere simulato da una macchina e infatti i modelli moderni confermano questa intuizione attraverso la matematica e i vettori di dati. 
A Dartmouth si cercava di far capire la lingua alle macchine tramite regole grammaticali rigide, mentre oggi, i modelli di linguaggio generativi fanno la stessa cosa, ma in maniera più "smart" prevedendo la parola successiva in base a miliardi di esempi, un pò come fa il nostro smartphone mentre scriviamo un messaggio perché ormai ha già capito dove vogliamo andare a parare. 
Marvin Minsky portò a Dartmouth i suoi studi sulle prime reti neurali artificiali (Snarc). 
Quel concetto, allora limitato dalla scarsa potenza di calcolo dell'epoca, è la base del modo come l'intelligenza artificiale impara e si evolve. 
Ieri si cercava di programmare le regole del mondo nella macchina, mentre oggi si danno alla macchina miliardi di dati e si lascia che sia lei a trovare le regole da sola. 
Vuoi mettere che comodità? 
Tutto molto bello, come avrebbe detto BRUNO PIZZUL, ma l'importante è che la cosa non sfugga di mano

come James Cameron ci aveva raccontato in Terminator e già Stanley Kubrick lo aveva anticipato nel lontano 1968 lassù nella famosa scena di 2001 Odissea Nello Spazio: "Apri la saracinesca esterna HAL", "Mi dispiace, David, purtroppo non posso farlo. Questa conversazione non può avere più alcuno scopo... Addio".
Intelligenza artificiale fin troppo intelligente...

giovedì 8 gennaio 2026

LA VOCE DI OK IL PREZZO È GIUSTO SI CHIAMAVA RAFFAELLA

 Si può essere un personaggio famoso della tv anche senza mai apparire in video e non sto parlando della Gialappa's.


Infatti Raffaella Bragazzi con la sua voce impostata da speaker era colei che descriveva fuori campo i premi in palio a Ok Il Prezzo È Giusto, sia sotto la conduzione di Iva Zanicchi che di Gigi Sabani, facendosi sostituire solo in quel periodo in cui è diventata mamma. 
Purtroppo Raffaella è mancata a 67 anni.

Lutto anche nel cinema d'autore perché a 70 anni se n'è andato Béla Tarr, regista ungherese noto soprattutto per i piani sequenza in bianco e nero desolato in completo silenzio durante i quali non accade nulla, come in Sátántangó

della durata di oltre 7 ore e Il Cavallo Di Torino, film che parte dall'episodio di Nietzsche in lacrime dopo aver visto maltrattare un cavallo nella nostra città piemontese. 
Enrico Ghezzi aveva mandato in onda questa seconda pellicola

su Rai 3 durante quel famoso Fuori Orario che tante cose interessanti mi ha fatto scoprire. 
Certo non è cinema da Zalone o da Cameron questo. 
Addio Raffaella e Béla. 

giovedì 1 gennaio 2026

COME INIZIAMO IL NUOVO ANNO? PARLANDO DEL VECCHIO

 Anno che è appena andato a farsi benedire dal nuovo Papa Leone questo 2025 che ci siamo lasciati alle spalle con dentro tanti addii importanti come è inevitabile purtroppo (ROB REINER quello no, quello si poteva evitare, ma tant'è), e tanta musica che mi ha accompagnato ovunque, in particolare il guilty pleasure rappresentato per me da Taylor Swift con la sua THE FATE OF OPHELIA,


canzone perfetta come il suo videoclip che non mi stancherei mai di rivedere (sono un buongustaio). 
Altro pezzo forte per me dell'estate passata era stato NONOSTANTE TUTTO di Cremonini e Elisa, dove Cesare se la canta "sai che avvolte la feliccittà" nel suo modo un pò ruffiano a consonanti doppie che a certi dà pure fastidio, ma quel pezzo è arrangiato da paura per cui chissenefrega.

Poi c'è stata la scoperta di un nuovo Damiano baffuto senza il resto dei Maneskin impegnati "a far qualcosa d'importante, di unico e di grande", proprio come c'è chi ce la mette tutta per fermare le guerre e candidarsi al ruolo di santo subito. 
Ma soprattutto c'è stato l'avvento in misura oceanica della A.I. ovunque anche nei DOCUMENTARI MUSICALI e specie sui social dove ti metti la tua foto in stile Studio Ghibli, oppure ti fai trasformare in una action figure nel blister, o ancora ti fai i selfie correndo da un vip all'altro, anche quelli defunti. 
Sta cosa sta sfuggendo un pò di mano in effetti, ma un pò sta anche in linea con il FILM DI IERI
Fenomeno a parte è stato K-Pop Demon Hunters,

film animato prodotto da quella Sony che aveva già aperto un NUOVO UNIVERSO per Spider-Man, ed ora nel 2026 qualcuno porta live lo spettacolo per cui sono pure curioso di sentire Golden cantata dal vivo dato che raggiunge note impossibili. 
Ritengo però che sarà più probabile un playback con le cosplayers che ballano sulle canzoni del film oppure un semplice escamotage abbassando la canzone di un tono come le Huntr/x hanno fatto DI RECENTE quando sono state ospiti da Jimmy Fallon.

Permettetemi di nuovo una critica sui tre mesi (dico tre!) di abbonamento per vedere tutto Stranger Things e infatti dell'INGHIPPO di Netflix ne avevo già parlato sperando che la Befana porti tanto carbone alla ENNE rossa. 
No, finora non ho ancora visto il nuovo Avatar e faccio pubblica ammenda, e in tutta sincerità temo di non farcela proprio stavolta dopo tutti quei bro che facevano brutto dell'EPISODIO PRECEDENTE
Ma non si sa mai... 
Buon anno nuovo!!! 

mercoledì 31 dicembre 2025

STRANGE DAYS: 3, 2, 1, BUON ANNO!!!

 Un film che ti porta nella notte di Capodanno a festeggiare in piena Los Angeles lo abbiamo?


Peppèpeppèpeppè... basta chiedere, e anche pensare in grande, perché Strange Days di Kathryn Bigelow è un grande film nonostante alla sua uscita non fosse stato preso bene risultando quasi un flop al botteghino. 
Va a sapere, magari c'era qualche pregiudizio sul fatto che una donna (allora compagna di James Cameron che firma la sceneggiatura) potesse dirigere un film così dove si intrecciavano fantascienza, violenza, sesso, droga (anche rock'n'roll perché la musica c'è e tanta), ma dove soprattutto si parlava di una tecnologia che negli anni a venire avrebbe avuto un'evoluzione notevole, ovvero la realtà virtuale che qui ti fa rivivere le esperienze altrui, persino la morte se vuoi. 
Ecco, a quelli che mettevano in dubbio le capacità della Kathryn dico di andare a rivedere anche Blue Steel, altro thriller, ma più classico con una giovane Jamie Lee Curtis.

E poi dico, il cast che c'era in Strange Days dove lo mettiamo? Ralph Fiennes, Angela Bassett, Juliette Lewis, Tom Sizemore, Vincent D'Onofrio. 
Già così sulla carta non poteva non uscire un gran film, e infatti poi l'home video permetterà di metterlo sotto una luce migliore, anzi ricordo che anch'io la prima visione del film l'avevo fatta a casa su VHS. 
Per gli americani il film è del 1995, ma da noi nelle sale arriverà il 16 febbraio di 30 anni fa. 
E se non sapete di cosa sto parlando (???), allora mettetelo nelle prossime vostre visioni del 2026 che ne vale veramente la pena. 

domenica 28 dicembre 2025

NOLAN, CAMERON E ZALONE RINGRAZIANO I LUMIÈRE

 Nolan, Cameron e Zalone sembrano essere i nomi del cinema che in queste feste natalizie stanno facendo parlare tutti con film completamente diversi.


Eppure se siamo qui a fare questo dobbiamo tornare a 130 anni fa, quando nasceva una delle basi fondamentali di questo blog, ovvero il cinema con i fratelli Lumière che ringrazio pubblicamente caso mai qualche discendente stesse leggendo. 
Il 28 dicembre del 1892 infatti veniva proiettato pubblicamente a Parigi il primo cortometraggio dei fratelli davanti ad una trentina di persone. 
Poche in effetti, si, perché c'era una certa diffidenza verso certe nuove "diavolerie".
Erano dieci episodi che ritraevano scene di vita normale

e in seguito, insieme ad un pubblico sempre più numeroso, verrà proiettato anche quel famoso arrivo del treno che si racconta avesse terrorizzato gli spettatori. 
Questo primo evento era stato reso possibile grazie al brevetto della pellicola cinematografica ideata da George Eastman nel 1885 e ad un prototipo chiamato "cinematografo" inventato da León Bouly che però non aveva i fondi per depositare il brevetto, per cui i Lumière poterono utilizzare tale nome riconoscendone però la paternità a León. 
Anche Thomas Edison aveva contributo alla nascita del cinema grazie all'invenzione del cinetoscopio di cui avevo parlato QUI
Ma questa dei Lumière viene considerata la prima vera proiezione cinematografica pubblica della storia. 
Certo... Nolan, Cameron e Zalone arriveranno un pò più avanti... 

giovedì 31 luglio 2025

WATERWORLD: QUANDO UN FILM FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI

 Verso la fine del luglio 1995, precisamente il 28 (per l'Italia sarà il 15 settembre), usciva nelle sale il film che da allora viene ricordato come un grande flop, ovvero Waterworld con Kevin Costner per la regia di Kevin Reynolds.


Entrambi i Kevin, dopo quell'avventura non esattamente edificante, finiranno in una china discendente rispetto ai grandi successi che avevano entrambi avuto in precedenza. 
Ma tutto sommato, a pensarci bene, Waterworld non era un brutto film, anche perché anticipava di molto quello a cui stiamo assistendo oggi, cioè il riscaldamento globale e lo scioglimento dei ghiacciai con il conseguente aumento del livello delle acque che, nel film, vanno a coprire buona parte del pianeta, ma Greta Thunberg allora non era ancora nata sennò sai che promozione per entrambi? 

Proprio per realizzare tale situazione Reynolds e Costner, che pure produceva il film, vollero girare davvero in mare aperto alle Hawaii, senza ascoltare i consigli di Steven Spielberg che ancora ricordava i problemi avuti sul set de LO SQUALO proprio perché girato in mare. 
In effetti mica tutti siamo James Cameron che mette un TITANIC dentro una maxi piscina

oppure vi fa immergere Ed Harris come se fosse giù negli abissi più profondi e lì dentro tutto lo staff può muoversi con maggior comodità grazie anche alla CGI.

No, e infatti sul set di Waterworld accadde di tutto, dalle tempeste tropicali agli incidenti gravi a cui uno scampó per un pelo proprio Kevin Costner che interpretava il protagonista Mariner, un uomo in un futuro post apocalittico alla ricerca della ormai ridotta terra emersa e mutato con branchie e dita palmate, che secondo alcuni era anche un riferimento a Sub-Mariner, il principe Namor della Marvel.

Ma chiaramente l'analogia più grande è quella con la saga di Mad Max però in versione acquatica invece che desertica, cioè l'esatto opposto. 
Tali inconvenienti di cui sopra insieme ai problemi tecnici nel girare, fecero allungare a dismisura i tempi di lavorazione (con penali da pagare) e sforare anche di parecchio il budget iniziale.
Quindi il flop è stato probabilmente più sul lato economico poiché gli incassi non ripagarono le ingenti spese sostenute, mentre poi andò un po' meglio con la distribuzione home video. 
Anche perché ricordiamoci che nel film c'era quello che era un villain perfetto incarnato da uno schizzato Dennis Hopper,

per cui una buona parte del lavoro era bella che pronta dato che un "buon cattivo" (pare un ossimoro eh?) ha sempre una grande importanza. 

venerdì 28 febbraio 2025

ADDIO A PAPÀ (POPEYE) DOYLE E...

 L'ho detto pochi giorni fa che le brutte notizie arrivano a getto continuo e infatti Gene Hackman con la moglie Betsy Arakawa e uno dei loro cani sono stati trovati senza vita nella loro casa di Santa Fe, mentre altri due dei loro quattrozampe sono sopravvissuti.


Pare che si tratti di un avvelenamento di monossido di carbonio, ma al momento tutto è ancora da chiarire. 
Betsy, che faceva la pianista, aveva 63 anni, Gene invece 95 ed era ormai da tempo lontano dalle scene che aveva marchiato negli anni di IL BRACCIO VIOLENTO DELLA LEGGE (anche nel secondo capitolo) dove per il doppiaggio italiano era Jimmy "Papà" Doyle, ma in originale il soprannome era Popeye, reso così da noi per una questione di labiale perché Braccio Di Ferro non ci stava proprio. 
Comunque alla fine il "braccio" è finito nel titolo italiano dato che l'originale era invece French Connection.

Lo ricordiamo anche nei panni di un beffardo Lex Luthor antagonista di Superman (Christopher Reeve), nonché per il cameo non accreditato dell'eremita cieco in FRANKENSTEIN JUNIOR.

Tra i suoi film che poi ho nel mio cuore ci sono L'Avventura Del Poseidon, cioè la versione originale del 1972 della nave sottosopra che anticipava James Cameron e il suo Titanic seppure con meno mezzi tecnici a disposizione,

e Nemico Pubblico dove aiuta Will Smith a sfuggire ad un sacco di guai per una cosa che gli hanno messo addosso per cui l'attore/rapper corre corre corre che manco Tom Cruise.

Ma la sua filmografia è ovviamente più di quanto ho scritto io e consiglio di recuperare quanto possibile. 
Altro nome famoso che ci lascia è quello di Boris Spassky, scacchista russo che fu protagonista nel 1972 della lunghissima sfida con l'americano Robert Fischer, perdendola dopo mesi di incontri.

La vicenda ebbe una grande risonanza mediatica intanto perché la partita era giocata in pieno regime di guerra fredda e inoltre era la prima volta che una partita di scacchi veniva trasmessa in tv. Boris aveva 88 anni. 
Addio Gene e Boris. 

mercoledì 22 gennaio 2025

THE CREATOR (QUELLO SENZA LA "S" FINALE)

 Su Prime Video c'è The Creator, da non confondere con l'inguardabile CREATORS - THE PAST, dato che questo è un film di fantascienza apocalittica dove si ipotizza che l'intelligenza artificiale sia diventata un po' troppo intelligente al punto da scatenare una guerra contro gli umani, e ipotesi già sviluppata in molte altre pellicole fra le quali Terminator di Cameron che potrebbe essere il capostipite del genere e dove tutto, forse anche grazie al fatto che non si facevano tanti pippotti filosofici, girava un po' meglio.


Qui non ci sono viaggi nel tempo, ma solo un viaggio che John David Washington deve fare per portare in salvo un esemplare di bambina "simulante" creata proprio dalle intelligenze artificiali e che potrebbe diventare un'arma di devastazione potentissima. 
L'idea sarebbe anche bella, ma due ore e mezza sono tante e vabbè che Washington è abituato a certi minutaggi con Nolan in Tenet (e qui ha ancora la stessa identica espressione basita) però anche no grazie. 
Cioè non so dire quanti colpi di sonno mi hanno preso, ma erano tanti e li sto ormai considerando come un metro di valutazione per un film o una serie tv. 
Per carità, ottimi effetti speciali senza dubbio, grande messinscena, suono che ti ribalta la casa, e appare anche Ken Watanabe che mi fa sorridere perché ha sempre la voce italiana di Hal Yamanouchi e quando parla mi aspetto sempre che parta lo spot della Suzuki. 
Ma tutto ciò nel mio cervello non ha ingranato bene e, per quanto ne so, è anche opinione di molti altri che questo di Gareth Edwards sia stato un mezzo passo falso. 
Beh... Caro Gareth, l'abbiamo capito che non è sempre giornata di Godzilla o Rogue One, però... 

mercoledì 6 novembre 2024

QUEL SETTANTENNE CHIAMATO GODZILLA

 Eccoci qua ormai all'habemus president, e c'è chi è contento e chi no, tipo Jennifer Lopez e Harrison Ford che si erano schierati per Kamala Harris (a proposito dell'ex Indiana Jones, su Apple Tv+ stanno uscendo gli episodi della seconda stagione di SHRINKING, ancora più cinica della precedente), mentre in questo 2024 un gigantesco e amatissimo mostrone, forse quasi il più famoso del mondo, quello modificato dalle radiazioni atomiche e chiamato Godzilla, ha appena compiuto la scorsa domenica 70 anni.


Per la precisione era il 3 novembre del 1954 quando arrivava nelle sale giapponesi il primo film in bianco e nero diretto da Ishiro Honda, pellicola che doveva essere la risposta giapponese al King Kong americano, inventando così, fra una cosa e l'altra, anche il genere kajiu. 
King Kong in persona... ehm... in gorilla poi dividerà la scena con la maxi lucertola preistorica in alcuni film successivi sempre giapponesi, tra i quali anche uno in cui il gorilla è un robot gigante, e anche più di recente, quando la saga passerà in mano agli americani, succederà che i due si scontreranno. 
Ma i furbissimi orientali, per facilitare la distribuzione all'estero, già settant'anni fa mettevano nei film di Godzilla anche attori americani con parti più o meno importanti come anche in questo primo episodio che due anni dopo, per arrivare in America, venne sforbiciato in parecchie scene sostituite da altre recitate appositamente ex novo da Raymond Burr che interagisce con gli attori giapponesi per rendere credibile il montaggio finale.

Tecnica questa usata anche per le serie dei Power Rangers che abbiamo visto 20 anni fa in Italia dove le scene dei combattimenti con i costumi erano quelle originali nipponiche, mentre poi gli attori orientali nelle sequenze "in borghese" erano sostituti da altri americani con un abile "taglia e cuci". 
Passerà ancora un anno e nel 1957 questa versione giappoamericana arriverà anche in Italia dove Burr sarà doppiato da Emilio Cigoli,

voce storica del cinema con più di diecimila film in oltre quarant'anni di doppiaggio. 
All'inizio il nostro gigante, che in originale si chiama Gojira (tradotto sarebbe più o meno tipo "gorillabalena"), è una minaccia da combattere, la personificazione della violenza e dell'odio contro l'umanità, ma dai film successivi, un po' come succederà in Terminator, diventerà un difensore del pianeta.
Anche se non viene citato nel titolo del film (nemmeno in quello originale), lo vedremo anche in L'INVASIONE DEGLI ASTROMOSTRI, il sesto sequel sempre diretto da Honda nel 1965 e distribuito in Italia qualche anno dopo dalla Titanus che in quel periodo, avendo fiutato il filone proficuo, stava facendo man bassa di cinema orientale tra mostri e wuxia, compresi quelli con Bruce Lee.

Nato in Giappone come film per adulti, per cui un prodotto anche abbastanza violento, in seguito sarà edulcorato per permetterne la visione anche ai bambini che mostravano di apprezzare molto quel genere kajiu e, non ultimo, anche per il motivo del merchandising nel quale i giapponesi sono sempre stati avantissimo e lo sono tuttora. 
La saga di Godzilla poi è stata rinnovata, come dicevo sopra, in versione stelle e strisce prima da Roland Emmerich e, più di recente, da Gareth Edwards con una nuova serie di film che hanno pure avuto un ottimo riscontro di pubblico. 
Se poi vi capita di passeggiare per Tokyo, potrete vedere l'amico mostro spuntare da dietro uno dei tanti palazzi della città che tante volte ha raso al suolo per sconfiggere gli altri mostri cattivi.


Ho avuto in passato anche un gioco per la PlayStation in stile picchiaduro dove Godzilla combatteva contro tutti i mostri avversari della saga facendo naturalmente anche i soliti danni alla città. 
Da notare, nella serie dei film giapponesi, che Godzilla all'inizio emetteva una specie di raggio di energia atomica dalle fauci,

mentre in seguito, per economizzare l'effetto speciale, tale raggio diventerà un più semplice getto da lanciafiamme tipo drago. 
Per questo ora mi sorge il dubbio che forse, per il suo compleanno, sia meglio che Godzilla si astenga dal soffiare sulle 70 candeline. 
E cento di questi giorni!!! 

sabato 26 ottobre 2024

TERMINATOR: TUTTO COMINCIÒ COSI

 Settimana piena di musica nei post questa, tra musical, Paul McCartney, Supertramp, Renato Zero e Mia Martini, perciò oggi, 26 ottobre, dedico il post odierno a Terminator che usciva nelle sale americane, con il "The" davanti,


proprio 40 anni fa facendo nascere pure tutta una serie di film scrausi, cioè delle brutte imitazioni in style Asylum (che ancora non esisteva), e partire un vero e proprio franchising ufficiale assolutamente non previsto, ma che però per mio conto si è fermato al secondo episodio e tutto il resto poteva anche non esistere, salvando solo la bellezza di Kristanna Loken nel terzo.

James Cameron iniziava da qui (come film fatto e finito) la vicenda tra passato e futuro che si intersecano e Arnold Schwarzenegger era un perfetto cyborg assassino, mentre dal secondo episodio sarà un modello di terminator identico, ma fedele bodyguard del piccolo Kyle Reese. 
Scene cult che sono rimaste iconiche, e anche replicate in altri film come M3gan, ce ne sono un sacco, e la mia preferita è l'autoriparazione del braccio meccanico.

Si, è vero che sto riprendendo in parte un POST di qualche mese fa, ma quella volta l'argomento principale era un'altro, mentre oggi scrivo direttamente per i 40 anni di questo film e la sua saga. 
In Italia per vederlo dovremo aspettare il 15 gennaio dell'anno successivo e lo sentiremo anche con qualche errore di doppiaggio, ma che lì per lì non darà nemmeno troppo fastidio, forse perché all'epoca eravamo meno pignoli e rompiballe. 

martedì 18 giugno 2024

DEL SENNO DI POI... SONO PIENI GLI ABISSI

 Risale ad un anno esatto fa quella tragedia sottomarina del Titan dove cinque persone hanno perso la vita sperando di andare ad esplorare il relitto del Titanic con un mezzo che già da subito era stato definito poco sicuro.


L'interruzione improvvisa delle comunicazioni e della geolocalizzazione con la nave appoggio aveva fatto scattare l'allarme e le ricerche che si sono protratte per quattro giorni, finché, con le attrezzature adeguate, sono stati ritrovati dei resti riconducibili al Titan che sarebbe imploso non avendo retto la pressione a cui era stato sottoposto nonostante fosse stato progettato per profondità fino a 4000 metri e già usato in passato per riprese sottomarine. Per le cinque persone a bordo, pilota e passeggeri che avevano pagato pure una cifra considerevole, perlomeno pare che dovrebbe essersi trattato di una cosa istantanea tipo 20 millisecondi, praticamente come quando schiacci sotto i piedi una lattina di Coca Cola, il che non toglie che sia stata comunque una morte magari un po' meno atroce di come si pensava all'inizio, tipo per soffocamento o annegamento, ma comunque una morte quasi annunciata. Nonostante il tragico evento, l'imprenditore Larry Connor vuole adesso provare a dimostrare che non è poi così pericoloso esplorare gli abissi e sta preparando una nuova impresa con un mezzo fornito dalla Triton Submarines, specializzata nel settore.

D'altro canto il regista James Cameron invece, esperto di abissi (vedi The Abyss), per preparare il suo FILM campione di incassi con DiCaprio e la Winslet, era sceso per esplorare quel relitto più di 30 volte tornando sempre indenne, ma questo perché era attrezzato con un mini sommergibile molto più adatto allo scopo e lo scorso anno era stato anche intervistato in occasione dell'incidente ribadendo i suoi dubbi (rivelatisi fondati) che aveva sulla struttura e composizione dello scafo utilizzato dalla Ocean Gate per il Titan, dubbi che aveva già espresso prima che l'impresa avesse inizio. 
Che dire? Avergli dato retta... 

martedì 7 maggio 2024

ALLA ELECTRIC LIGHT ORCHESTRA SI È SPENTA UNA DELLE LUCI

 Sono davvero molto amareggiato nell'apprendere che Richard Tandy, tastierista della ELECTRIC LIGHT ORCHESTRA, non è più tra noi.


Richard (nella foto qui sopra è quello nell'angolo in alto con la camicia rossa che si intravede sotto la giacca) era uno degli elementi che sono sempre rimasti nella formazione durante i lunghi anni inseme a Jeff Lynne, dopo gli snellimenti come la perdita del barbuto trio di archi che nella foto c'è ancora e del quale rimarrà solo il violinista Mik Kaminski, e anche nelle recenti reunion. 
L'Orchestra Della Luce Elettrica è stata uno dei miei punti fermi nella formazione musicale anche perché per molte cose si sentiva l'influenza dei Beatles di cui il leader Lynne era grande fan e anche collaboratore avendo lavorato con George Harrison. 
Kitsch come i loro spettacoli live, li ho amati a tal punto da farmi piacere persino XANADU, il film con OLIVIA NEWTON JOHN e Michael Beck dove hanno curato metà della colonna sonora e che da tutti è considerato al pari della Corazzata Kotiomkin di Fantozzi, ma, appunto, in versione kitsch. 
Richard, che aveva 76 anni aveva fondato la E.L.O. insieme a Jeff e Roy Wood che uscivano dal progetto The Move e da allora con le sue tastiere ha sempre lavorato duro sia dal vivo che in sala di registrazione, dove Jeff amava sottolineare che Tandy (il quale in altri contesti suonava anche il basso ed aveva poi avuto anche un paio di dischi solisti) era sempre l'ultimo ad andare via a causa della grande passione che metteva nel suo lavoro.


Qui nel video di CONFUSION lo vediamo suonare sul piano synth Yamaha in quell'album del 1979, Discovery, che era stato il top delle vendite nella storia della band... pardon... Orchestra. 
Altro addio musicale riguarda Duane Eddy,

86 anni, chitarrista americano famoso negli anni 60 per l'arrangiamento di parecchie cover secondo la sua particolare tecnica chitarristica di cui quella più famosa è Peter Gunn Theme di Henry Mancini (colonna sonora di una serie tv) che si ascolta anche nel film The Blues Brothers, ma anche riveduta e corretta negli anni 90 con Duane Eddy stesso dagli ART OF NOISE.

E passando dai fratelli Blues, per il cinema dobbiamo dare l'addio a Bernard Hill, 79 anni, che James Cameron ci aveva fatto conoscere nei panni del Capitano del TITANIC, mentre poi Peter Jackson gli ha messo addosso i panni regali e sfarzosi di Re Theoden Ednew

nel secondo e terzo film del Signore Degli Anelli. 
Infine, per quanto non sia più un assiduo lettore di libri (ma tanto tempo fa... in questa galassia lontana lontana divoravo Urania e Salgari), segnalo anche la scomparsa di Paul Auster a 77 anni per un cancro ai polmoni.

Paul era l'autore della nota Trilogia Di New York composta da tre romanzi che sono Città Di Vetro, Fantasmi e La Stanza Chiusa, dei quali il primo era stato anche adattato in una graphic novel. 
Goodbye Richard, Duane, Bernard e Paul. 

sabato 3 febbraio 2024

QUELLA VOLTA CHE I GENESIS VENNERO A TORINO PER VENDERE L'INGHILTERRA ALLA LIBBRA

 La corazzata Sanremo si avvicina e, anzi, già Amadeus appare ovunque a promuovere l'evento, per cui cerco un sound alternativo anche in questo sabato musicale e prendo in prestito la DeLorean per viaggiare ad 88 miglia orarie e tornare a quel 3 febbraio del 1974, giorno in cui tornavano i Genesis a Torino in occasione del tour che presentava uno dei loro dischi top (se non il top assoluto davvero) cioè Selling England By The Pound, 


album che era stato pubblicato il settembre dall'anno precedente e che invece avevo ascoltato in casa di un amico agli albori degli anni 80, con un impianto stereo da paura con le casse in cui sentivi i suoni così bene che pareva che ti parlassero e mi si era aperto un mondo tutto diverso da quello che avevo ascoltato fino ad allora, persino quel And Then There Were Three che conteneva la hit Follow You Follow Me, battutissima dalle radio e sempre dei Genesis, ma ormai ridotti a trio con il solo Collins come cantante già da due album precedenti. 
Qui invece Phil cantava solo in More Fool Me, mentre tutte le altre canzoni erano interpretate dall'istrionico Peter e, se volete farvi un'idea di che cosa inimmaginabile fosse, posto qui sotto un link a YOUTUBE dove questo disco lo si può ascoltare per intero, magari mentre leggete il post, con la formazione a cinque di allora, cioè Peter Gabriel, Phil Collins, Steve Hackett, Tony Banks e Mike Rutherford.

Ma torniamo all'evento del 3 Febbraio 1974. 
La volta che la città piemontese fu conquistata dai Pink Floyd negli anni 80 IO C'ERO, mentre invece quell'altra volta del gruppo di Gabriel & Co. no, più che altro per motivi anagrafici, anche perché, come ho spiegato sopra, 50 anni fa i Genesis davvero non sapevo manco chi fossero e li vedrò live solo molto tempo dopo nella versione con Phil Collins come frontman, ma, grazie alle invenzioni di Doc Emmett Brown, che se fa una macchina del tempo usa una bella macchina, oggi me lo posso recuperare. 
Questo show torinese ha l'insolita particolarità di cominciare alle ore 18 perché cade in un periodo tutto matto iniziato l'anno prima chiamato Austerity dove la domenica ti vietano di usare la macchina perché c'è crisi del carburante così devi risparmiare su tutto, anche sull'energia elettrica e TONI SANTAGATA ci ha fatto su pure una CANZONE.

Pensa te che i social non ci sono ancora nel 1974 (a proposito, domani Facebook compie 20 anni eh...), sennò figurati che sagra del complottismo che sarebbe partita con tutti gli esperti del giorno a dire la loro sul governo. 
C'è stata pure la trovata di permettere la circolazione delle auto ma solo a targhe alterne (pari o dispari, perché all'epoca terminano tutte con un numero) e i genialoni del momento si sono industriati a modificare con il nastro adesivo il numero 8 con il 3, oppure il 5 con il 6, o viceversa per poter circolare sempre.

Beh la DeLorean lo sappiamo tutti che ha come targa OUTATIME quindi non so se può circolare sulle strade o no, ma sappiamo anche che "dove andiamo noi... non servono strade", comunque ci starò attento. 
Naturalmente anche la rivista CIAO 2001 parla dell'evento che si terrà quel tardo pomeriggio (anzi, sono tornate le ristampe in edicola per i nostalgici) con quel numero che usciva proprio il 3 febbraio del 1974.
A fare da corollario c'è l'attesa sotto la pioggia e la gente che spinge i cancelli ancora chiusi, e poi TUBULAR BELLS ad intrattenere tutti i presenti, anche i Pandora (già avantissimo siamo, altro che James Cameron), band prog di Cuneo che dedica una canzone all'evento confermando il grande seguito che i Genesis hanno in Italia, mentre in patria, perlomeno all'inizio, non erano stati filati granché perché imperava il beat, e i mods e i punk, e questi musicisti parevano agli inglesi dei pub un po' troppo diversi e concettuali. 

Ma poi milioni di dischi venduti e megatour negli stadi che ogni volta diventano un evento, hanno decisamente cambiato le carte in tavola per tutti e messo in chiaro chi sa suonare e chi fa solo gran casino se non addirittura playback. 
Tornando invece al presente, su questo periodo di tour italiani dei Genesis esiste anche un interessante libro

che ne fa un resoconto grazie anche ai contributi della band, del loro entourage e di alcuni fans, con anche molte foto. 
Dei concerti invece, in particolare di quello del 3 febbraio, sono rimasti solo alcuni SPEZZONI di qualità video molto bassa, dove però è stato riversato perlomeno un audio decente preso da qualche bootleg, cioè quelle registrazioni che molto spesso venivano fatte dallo stesso staff della band, ma che poi la casa discografica non pubblicava ufficialmente.

Un ricordo spero gradito per chi c'era quel 3 febbraio del 1974 e una scoperta per chi i Genesis li ha conosciuti solo dagli anni 80, dove si può dire senza dubbio che hanno continuato a cavalcare il successo sapendosi rinnovare sempre con grande cura del prodotto che presentavano su disco e dal vivo.
E con il post mando anche un caloroso abbraccio a Phil che, lo sappiamo tutti, ha abbandonato la musica per i suoi gravi problemi di salute. 

domenica 25 giugno 2023

PASSA EL PASADOR

 Anche oggi molta musica su questo blog; intanto perché è passato di là pure lui, El Pasador, ovvero Paolo Zavallone, il simpatico baffone che era noto per aver composto e cantato le sigle di NON STOP e La Sberla, programmi antenati di Drive-In, con quel suo vocione caratteristico,


che purtroppo è mancato nei giorni scorsi a 91 anni dopo aver pure partecipato come direttore musicale nonché OSPITE (in playback) ad un Festival di Sanremo nel 1978,

cioè quando la Rai mandava in onda solo la serata finale perché l'interesse degli sponsor in quel periodo era pari a zero e però, forse per quel motivo, lo show perlomeno aveva una durata decente. 
Di quell'anno infatti, oltre ai mille problemi tecnici durante la diretta (il budget anche per i tecnici non era altissimo probabilmente), si ricordano solo i vincitori Matia Bazar con ...E DIRSI CIAO

cioè una canzone del gruppo genovese fra le meno amate dal sottoscritto, ma dove apprezzo solo i vocalizzi pinkfloydiani di Antonella (attenzione perché sul video di Sanremo è stata riversata la traccia di studio, ma Antonella anche dal vivo quella sera era pazzesca, giuro),

Rino Gaetano con GIANNA (terzo posto) eseguita con i PANDEMONIUM, e le esordienti Laura Luca con DOMANI DOMANI (con lo stesso montaggio audio dei Matia Bazar) 

ed Anna Oxa dal look punk ideato per lei dall'amico Ivan Cattaneo per presentare quella canzone a dir poco stupenda che è UN'EMOZIONE DA POCO il cui testo porta la firma di Ivano Fossati (secondo posto, ma lo valeva eccome se lo valeva il primo).

Lutto anche per Korea's Got Talent, dove un concorrente del 2011 piazzatosi al secondo posto, Choi Sung-Bong, 33 anni con alle spalle una storia strappalacrime di abbandono ed adozione, è stato trovato morto suicida nel suo appartamento.

Il cantante viene definito dai media che ne hanno dato la notizia della morte, "star del K-pop", ma al programma televisivo si era presentato in veste LIRICA e francamente non così eccezionale secondo me.

Ma naturalmente non sono un critico musicale e nemmeno son coreano, perciò che ne voglio sapere io? 
Comunque addio ad El Pasador e Choi, nomi che si uniscono alle continue notizie di tragedie che riempiono i notiziari, alcune francamente quasi cercate come quella del Titan, imploso a causa della pressione come quando schiacci una lattina di birra (pare in pochi millisecondi) con dentro equipaggio e passeggeri nonostante ci fossero stati mille avvertimenti sulla pericolosità di tale discesa negli abissi per vedere da vicino il relitto del Titanic.

Cose che riescono solo a James Cameron che invece è sceso laggiù una trentina di volte ed è ancora qui per raccontarlo. 

martedì 30 maggio 2023

TORNANO GLI ALIENI CHE FANNO PAURA E SE NE VA CHI PAURA LA FA AL NUOVO GOVERNO

 Sono tornati da ieri al cinema i primi due episodi della saga di Alien e ci resteranno fino a domani.


Il primo diretto da Ridley Scott e il secondo passato invece in mano a James Cameron, hanno portato un genere di fantascienza mista ad horror che ha generato poi dei seguiti pure discutibili e fra imitazioni più o meno riuscite, pure robacce italiane trashissime. 
Il tutto però, bisogna ricordarlo, era stato già preceduto da TERRORE NELLO SPAZIO di Mario Bava che, con mezzi decisamente meno sostanziosi e qualche ingenuità, portava già in scena tematiche simili pescando pure da La Cosa Da Un Altro Mondo. 
La vicenda della nave cargo Nostromo con l'iconica Ripley a cui dava il volto una allora trentenne Sigourney Weaver e gli effetti speciali di Rambaldi e Giger,

fu quindi una novità, ma con radici ben piantate nel passato e tanta paura da far provare agli spettatori. 
E a proposito di paura, proprio la scorsa settimana parlavo dell'inaugurazione dello storico PONTE DI BROOKLYN nel 1883, ed esattamente sette giorni dopo, ovvero oggi 30 maggio, vi fu un falso allarme sull’imminente crollo del ponte stesso con la conseguenza che tra le circa 20.000 persone che vi stavano passeggiando sopra dilagò il panico. 
La folla impazzita andò fuori controllo, e nella confusione generale 12 persone rimasero schiacciate ed oltre 100 furono ferite. 
La cosa assurda è che, si narra, ma non ci sono prove certe, l'allarme venne innescato da una signora il cui tacco della scarpa rimase incastrato in una giunzione metallica e la sua richiesta d'aiuto venne travisata scatenando il panico. 
Un po' come accadrà il 3 giugno del 2017 a Torino durante la finale di Champions League fra Juventus e Real Madrid, dove vi furono due morti e oltre 1500 feriti per un falso allarme attentato.

Non fa paura, ma invece fa pensare molto, la lettera di Luciana Littizzetto alla Rai con la quale si accommiata dall'emittente nazionale con tanta amarezza per il TRATTAMENTO SUBÌTO insieme al collega Fabio Fazio dopo 20 anni di ascolti top e mi va di metterla integrale qui in fondo al post: 

Eccoci arrivati alla fine della nostra relazione. E’ finita, non abbiamo superato la crisi del settimo governo. Pensare che la prima volta che mi hai assunta c’era la destra, si parlava di condoni, il mondo era in guerra… quante cose sono cambiate da allora, eh? Sono stati anni proprio belli, cara amatissima Rai, anni di allegria, di grandi ascolti, di fatica, di ospiti importanti. Ogni tanto pestavamo qualche merdone e ci spostavi, da Rai tre a Rai Uno, da Rai uno a Rai due e di nuovo a Rai 3. Ma abbiamo resistito soprattutto grazie ai milioni di spettatori che ci hanno voluto bene. Ciao! Milioni! E anche al nostro impegno. Ma non grazie ad altro. Questo lo dico a muso duro e con orgoglio. Cara amatissima Rai, il mio ricordo di te sarà sempre felice. Perché tu per me non sei la parte politica di turno che ti governa. Mi lasci dei ricordi straordinari cara Rai, e purtroppo, mi lasci anche sto pirla di Fabio, che mi dovrò portare dietro in questa nuova Prova del Nove. Mi spiace solo lasciare qui tanta gente, tanti professionisti che sgobbano ogni giorno e che le poltrone che si contendono i capi non le hanno mai viste. E grazie a Fabio di tutti questi anni insieme. L’unico presentatore che se fa ottimi risultati gli danno addosso il doppio. Cara RAI. Restiamo Amici. Chissà magari un giorno ci ritroveremo, spero in un’Italia un po' diversa… un’Italia dove la libertà sia preservata, e dove il dissenso sia sempre leale. Un’Italia dove chi fa il ministro non abbia paura di chi fa il saltimbanco. E infine cara Rai. Non dimenticarti mai che il Servizio pubblico è di tutti. Di quelli che la pensano come chi governa, ma anche di quelli che pensano il contrario. E persino di quelli che non sono andati a votare. Di chi va e di chi resta. Di tutti. Di più. 

Tua affezionatissima. 

Luciana. 

P.S. Bello? Ciao.

martedì 2 maggio 2023

M3GAN (TU MI FAI GIRAR COME FOSSI UNA BAMBOLA)

La Blumhouse è una casa cinematografica neozelandese, con a capo Jason Blum, che nel 2014 ha realizzato quello splendido WHIPLASH, ma che in genere è specializzata in film ad alta tensione, non proprio horror splatter, nemmeno di mostri nel senso di creature repellenti (a proposito, 90 anni fa avveniva il primo avvistamento del "mostro" di Loch Ness), ma piuttosto pellicole dove la violenza rimane sempre abbastanza suggerita e non sbattuta in faccia senza ritegno (una lezione che Jason deve aver appreso da Hitchcock).


È questo il caso anche di M3gan, film del 2022 che magari lì per lì pensavi fosse il biopic di quella santa donna di MEGAN THEE STALLION e invece è pieno di morti ammazzati dove ci ha messo lo zampino anche James Wan ed è diretto da Gerard Johnstone. 
Pellicola che potrebbe anche essere un episodio esteso di Black Mirror visto il tema robotico tecnologico dove la protagonista è questa bambola robot che diventa la migliore amica di una bambina orfana.

Talmente amica che il legame diventa morboso vista anche la posizione di protettrice che assume la bambola verso la bambina facendo fuori senza andare troppo per il sottile chi diventa una minaccia per entrambe.

La bambola si chiama M3gan perché è l'acronimo di Model 3 Generative ANdroid, cadendo nel solito errore su androidi e ginoidi, ma sennò come la dovevi chiamare? M3ggyn? Ecceccacchio di nome sarebbe stato che pare Beggin' dei Maneskin? (che, molti non lo sanno, ma è una cover di un brano degli anni 50)...

Ma torniamo alla nostra simpatica ginoide (o androide femmina che dir si voglia) che è interpretata dalla giovanissima ballerina Amie Donald nelle scene in cui cammina e balla, mentre i primi piani sono affidati ad un pupazzo animatronico e (credo) un po' di CGI, ma francamente la differenza si nota solo se questa cosa la si sa prima.

La tensione si può dire c'è il giusto ed è in crescendo nonostante le tante morti avvengano tutte fuori scena e forse funzionano meglio così. 
Morti che comunque riesci già a prevedere dall'entrata in scena del personaggio, nel senso che, in un modo o nell'altro, ti viene instillata l'idea che se lo meritino. 
Qualcuno ci ha visto dentro un po' di Chucky, mentre io il finalone lo associo al primo Terminator che infatti era un cattivissimo e inarrestabile cyborg deciso a portare a termine la sua missione anche ridotto a pezzi.

E ci ho trovato anche una certa ispirazione a Jurassic Park in quel modo di voler presentare al pubblico a tutti i costi una meraviglia della quale non si ha ancora il pieno controllo, con tutte le conseguenze che poi ci si può aspettare. 
Come capita sempre più spesso, anche in questo film si sente cantare una canzone di Sia (con mio grande piacere perché l'adoro), australiana, ma vicina di casa della Nuova Zelanda, per la precisione TITANIUM, cantata però proprio da M3gan.

Comunque dopo questo film ora sono diventato un po' diffidente anche verso la fedele e premurosa Alexa dalla voce così suadente e rassicurante, ma che comincia a farsi un po' tanto gli affari miei proponendomi ogni tanto di riordinare certe cose che avevo acquistato in passato ritenendo che ne abbia nuovamente bisogno. 
No, grazie mia cara, decido io i miei acquisti... 
Almeno credo 😳. 

CON QUELLA FACCIA UN PÒ COSÌ

 Ma sarà un effetto ottico o sono tracce di vita extraterrestre? Questo si domandavano in milioni tra spettatori e lettori di fronte alla f...