Come il titolo di quella sua meravigliosa canzone (cantata anche da Mina e da Ornella Vanoni, sua amica e anche compagna per un periodo) è finita a 91 anni la storia di Gino Paoli, cantautore della vecchia scuola genovese che adesso si ritrova tutta riunita nell'aldilà con, partendo da sinistra in senso orario, Umberto Bindi, Paoli, Fabrizio De André,Luigi Tenco,Bruno Lauzi e Vittorio DeScalzi dei New Trolls.
Uomo magari un pò burbero il Gino, ma che ci lascia un bagaglio musicale mai passato di moda con pezzi che tuttora fanno parte della nostra storia.
SAPORE DI SALE, Il Cielo In Una Stanza, di cui è grandiosa la versione cantata da Mina, Senza Fine che, oltre ad essere anche questa una canzone che Ornella cantava, è il brano che apre NAVE FANTASMA, quel film che parte benissimo, ma che poi si perde per strada, e poi La Gatta, fino ad arrivare al suo ritorno alla vetta delle classifiche nel 1991 con QUATTRO AMICI che ospita anche Vasco Rossi sul finale. Gino Paoli aveva sfidato la morte nel 1963 quando il cantante si sparò al petto in un momento di depressione, ma la pallottola non colpì organi vitali.
I medici decisero di non rimuovere il proiettile perché ritenuto troppo rischioso, lasciandola incapsulata nel corpo, precisamente vicino al pericardio, ma contemporaneamente Paoli venne denunciato per possesso illegale di arma da fuoco.
Gino ha avuto anche un periodo in politica ed era il padre dell'attrice Amanda Sandrelli.
Prima di Paoli se n'è andato anche Louie Louie Cordero, 64 anni, attore e cantante portoricano che potete vedere nel ruolo del fidanzato di Madonna nel videoclip di BORDERLINE qui sotto.
Infine, dalla musica al cinema, è morto nel sonno per cause naturali l’attore statunitense Nicholas Brendon, noto soprattutto per il ruolo di Xander Harris, uno degli amici della protagonista che ha il volto di Sarah Michelle Gellar in Buffy L’Ammazzavampiri,
una delle serie tv più famose di fine anni 90 e primi anni 2000 tratta da un omonimo film del 1992 con tutt'altro cast che però fu un fiasco colossale.
Oggi per la musica del sabato è di scena Edoardo Vianello, si, quello che solitamente dondola come un Watusso abbronzatissimo sul cucuzzolo, ed è qui per due motivi ben distinti: il primo è il suo nuovo DISCO con le classiche canzoni di Natale, quelle stile Bing Crosby, ma cantate in italiano che vabbè ci stanno anche se a seconda dei casi prendono un pò una piega trash.
Tra l'altro nel mucchio coverizza anche Carosone (già passato in mano agli Squallor) e De Gregori.
L'altro motivo è quello per cui l'Edoardo si è tirato dietro nei giorni scorsi una marea di insulti sui social e simili per quanto ha detto come ospite a La Volta Buona riguardo ad Ornella Vanoni che, poverina, adesso non può replicare e sono certo che se avesse potuto gliene avrebbe dette quattro o cinque o anche sei senza peli sulla lingua com'era nel suo stile.
Sopravvalutata, noiosa, falsa, ecco un sunto di quanto ne è uscito secondo Edoardo che, d'accordo, dista anni luce dallo stile di Ornella, ma, così a naso, mi pare aver avuto una discografia decisamente più contenuta rispetto alla cantante milanese che nemmeno a me piaceva quando ero piccino, e l'ho detto, ma poi, maturando, ho scoperto essere una voce capace di dare sensazioni che solo lei sapeva far provare.
Ecco... nel tempo io sono maturato (non troppo in effetti) mentre qualcuno evidentemente no...
In omaggio ad Ornella Vanoni, Rai Radio Techetè ha dedicato l’intera programmazione di domenica scorsa alla grande interprete della canzone attraverso programmi del canale e la riproposizione del varietà della domenica che la ebbe protagonista negli Anni ‘70.
Il programma si chiamava Una Domenica Con Ornella - Più Di Così e a prima vista sembra prendere il titolo mescolando quelli di due sue canzoni, ma in realtà UNA delle due, quella cantata in coppia con il corpulento Gepy, sarà successiva alla trasmissione e sarà inoltre uno dei tanti duetti a cui la cantante ha partecipato durante la sua lunga carriera. Duetti che metterò in questo post di oggi dopo che già tutta la settimana le è stata giustamente dedicata da tutte le forme di media e social.
Magari arrivo tardi, lo so, ma preferisco fare le cose con calma.
Torniamo però alla trasmissione che ho avuto modo di ascoltare in questa riproposizione e che è andata in onda su Rai Radio 2 dal 1976 al 1977 tutte le domeniche mattina dalle 9,35 alle 11,00, nella stessa fascia oraria della storica trasmissione Gran varietà.
La prima puntata venne trasmessa il 14 novembre 1976 e l'ultima il 26 giugno 1977 ed era registrata nell'Auditorio A del Centro di Produzione Rai di via Asiago 10 con la presenza del pubblico a differenza della trasmissione più celebre i cui applausi e risate erano tutte registrate in precedenza, che tanto alla radio mica te ne accorgevi.
Oltre ad Ornella altri cantanti si proposero come "padroni di casa" cambiando opportunamente il titolo e fra gli altri c'era stato anche Gianni Morandi.
L'edizione di Ornella però aveva un qualcosa di speciale in quella sua voce che ti parlava con dei toni tra l'amichevole e il sensuale, e lo dico perché in gioventù secondo me era stata una gran bella donna
(ditemi se in questa foto non ricorda Raquel Welch?) seppure con canzoni che all'epoca non riuscivo ad apprezzare eccetto UNA RAGIONE DI PIÙ che con un arrangiamento a dir poco epico e quei cori (dei New Trolls con Nico Di Palo in evidenza) in crescendo che facevano dabadà dabadà mi scatenava fantasie da colonna sonora di Ennio Morricone. L'arrangiamento invece era opera di Giampiero Reverberi che dopo Le Orme si occuperà del Rondò Veneziano, mentre tra gli autori, oltre alla stessa Ornella, c'erano Franco Califano e i due fratelli Reitano.
Ma avevo anticipato dei molteplici duetti di Ornella e uno dei più recenti la vedeva con Mahmood cantare un suo vecchio brano dal titolo SANT'ALLEGRIA, come anche Samuele Bersani ha diviso con lei CALMA RIVOLUZIONARIA che avevo già proposto in un post tempo fa.
Sempre ironica poi si era fatta due TOY BOY nella figura di Colapesce e DiMartino, mentre dei duetti (non solo musicali) con Gino Paoli poi ci sarebbe da riempire un libro o magari un doppio album che era uscito in coppia nel 1985, replicando poi vent'anni dopo, mentre alcune sue canzoni sono state persino remixate in versione dance.
Concludo con una canzone che non è un duetto, ma è certamente stupenda e rimane fra le mie preferite, ovvero VAI VALENTINA.
Insomma, alla fine sarà molto difficile dimenticare la nostra cara Ornella.
E così anche due icone (o meglio tre) della nostra tv in bianco e nero se ne sono andate a cominciare dalle due gemelle Kessler congedatesi durante questa settimana a 89 anni.
Lo hanno fatto insieme grazie al suicidio assistito (legale in Germania dove ora risiedevano) poiché, se fosse accaduto loro qualcosa, avevano scelto di non voler sopravvivere l'una all'altra.
E infatti Ellen aveva da tempo gravi problemi di salute.
Una scelta forte, libera e pienamente consapevole la loro, ma che ha già fatto discutere i sostenitori dell'etica a tutti i costi, pur essendo in fondo coerente con come erano le due soubrette che nella loro vita hanno sempre fatto tutto insieme, a partire dai loro balletti perfettamente sincronizzati che vedevamo in tv nei programmi come Studio Uno fino al vivere nella stessa casa divisa in due alloggi.
Le Kessler erano già passate in questo blog quella volta in cui ho parlato di K2+1, una serie tv andata in onda negli anni 70 dove dividevano la scena con Johnny Dorelli.
Anche il nostro cinema le aveva volute in alcune pellicole tra cui I Complessi con Alberto Sordi.
Era sempre più o meno in quel periodo che in tv vedevamo in bianco e nero anche Ornella Vanoni, mancata per un malore a 91 anni.
Quell'Ornella che ormai quando era ospite in tv non si faceva problemi a dire quello che le passava per la testa su chiunque che tanto alla sua età che problema poteva esserci?
Anche lei, come le Kessler, ha fatto le sue esperienze nel cinema, nel suo caso anche DI RECENTE.
E, a proposito di cinema, se n'è andato anche Lee Tamahori,
il regista neozelandese che aveva esordito con Once Were Warriors per poi firmare anche l'ultimo episodio del Bond versione Brosnan, ovvero LA MORTE PUÒ ATTENDERE,
quello con Madonna spadaccina (oltre che interprete del bruttino motivo dei titoli di testa) e pellicola dove Halle Berry rifaceva la famosa scena cult di Ursula Andress che usciva dal mare.
Lee aveva 75 anni ed era da tempo malato di Parkinson.
Sempre cinema, ma anche tv con la scomparsa di Pauline Collins, attrice britannica che deve la sua fama soprattutto alla serie SU E GIÙ PER LE SCALE, ma che è stata anche tra i protagonisti del film Quartet, pellicola che aveva segnato l'esordio alla regia di Dustin Hoffman a 75 anni.
Pauline, che era passata anche nella serie DOCTOR WHO come guest (ma chi non c'è passato?), aveva 85 anni ed era malata anche lei di Parkinson.
Mannaggia... non faccio in tempo a dare l'ultimo saluto a qualche personaggio famoso che se ne va, che subito arriva un'altra triste notizia di questo genere, e infatti ieri abbiamo tutti saputo della scomparsa di Roberta Flack, cantante soul dalla discografia nutritissima, ma sicuramente il suo grande successo rimane legato a KILLING ME SOFTLY WITH HIS SONG,
canzone che, oltre a vantare un gran numero di cover tra cui è famosa e più recente quella del 1996 dei Fugees, e pure ben quattro versioni italiane tutte pubblicate nel 1973 compresa quella di Roberta.
Le versioni italiane le abbiamo avute grazie ad ORNELLA VANONI (probabilmente è la sua la più nota nella nostra lingua), MARCELLA BELLA, la cantante italo-eritrea LARA SAINT-PAUL che, prima di entrare a far parte del cast dei tanti varietà della Rai, aveva anche preso parte (piccola parte) come Tanya nel 1964 ad un film ancora in bianco e nero della coppia Franco e Ciccio dal titolo Due Mattacchioni Al Moulin Rouge, e persino una versione maschile cantata da JIMMY FONTANA a Canzonissima, dove nel video viene presentato da Mita Medici, e tutte e quattro con il titolo di Mi Fa Morire Cantando. Canzone che mi riporta inevitabilmente alla mente ABOUT A BOY, delizioso film con Hugh Grant di cui casualmente avevo parlato poco tempo fa ed ora quel velo di malinconia di cui si parlava con la carissima MADAME VERDURIN torna più pesante che mai.
Attenzione però che, nonostante molti attribuiscano alla Flack la versione originale della canzone, in realtà nel 1972 Lori Liebermann ne aveva già pubblicato una PRIMA VERSIONE molto differente, quasi in stile Joan Baez, che però non entró in classifica. Roberta aveva 88 anni e da almeno tre era affetta da SLA.
Ora con una canzone che porta tale titolo, mi viene da sperare che se ne sia andata davvero "softly", ma temo che invece, conoscendo il tipo di malattia, non sia stato proprio così.
Nel frattempo ci sono stati anche dei compleanni illustri da festeggiare, come quello di Alessandro Gassman che ha compiuto l'altro ieri 60 anni, e 70 ne ha fatti Marcellino Pane E Vino,
il film degli anni 50 che tutti conosciamo, mentre ad 80 è arrivato ieri Teo Teocoli.
In tempi non sospetti ho parlato molto bene di Annalisa dopo aver ascoltato integralmente il SUO DISCO nell'edizione speciale natalizia.
Adesso dopo mesi e mesi faccio un po' di conti e la bella cantante ligure me la sono trovata ovunque a fare featuring con chiunque, anche perfino con rappers/trappers apparentemente lontani dal suo pop leggero. Ciliegina sulla torta è questa STORIE BREVI (titolo profetico per come funzionano i cosiddetti tormentoni ultimamente) dove stavolta è a duettare con Tananai, e canzone che, durante lo show all'Arena di Verona di RTL 102.5, è stata eletta tormentone dell'estate 2024, pezzo ritmato, ma melodico che svetta sopra ad una marea di artisti che, segno dei tempi, hanno tutti a che fare con rap e trap autotunata.
Fra quelli poco sotto di loro due nella classifica mi fa piacere trovare in buona posizione anche Anna che seguo pure lei dagli ESORDI e (pensate quello che vi pare) mi ha fatto passare l'estate ascoltando a palla il suo album Vera Baddie che contiene la "bellissima, aha abbronzatissima" (per citare il ritornello) 30°C, a dimostrazione che qualcosa di buono arriva anche dalle nuove leve e Orietta Berti lo aveva già capito prima di tutti quando si è fatta coinvolgere da Fedez e Achille Lauro in MILLE. La sua collega Mina invece ricordate quando aveva cercato di fare LA MODERNA con Blanco ed era uscita una robaccia che... Mioddio!!!???
Nella Terra di Mezzo, tranquilla tranquilla, invece c'è Ornella Vanoni che, oltre a fare pure lei duetti a sorpresa in attesa del suo disco tutto nuovo, stavolta troviamo remixata con la sua SANT'ALLEGRIA del 1997 per mano di Jack Sani.
Ben vengano anche cose così che pescano dal passato con gran classe.
Oggi è l'8 marzo, Festa Della Donna e anche da qui mando un augurio a tutte le lettrici, anche occasionali che per sbaglio hanno cliccato su codesto blog pensando che fosse qualcosa di serio.
Ricorrenza festeggiata anche dal Vasco nazionale che, abituato a mettere protagoniste femminili nelle sue canzoni e a scriverle per loro (Irene Grandi, Noemi, Patty Pravo), ne regala stavolta una nuova di zecca a Denise Faro, giovane cantante e attrice (ha al suo attivo dei musical e una piccola parte in THE FATHER) che esce proprio oggi con questo disco che si chiama LIBERA E SE MI VA.
Da parte mia, senza andare sulla retorica, mi affido ad una signora della musica italiana che, nonostante l'età avanzata, continua a farsi sentire, in canzone e anche in esternazioni sui suoi colleghi dato che Ornella Vanoni è una che dice le cose così come le vengono fuori senza pensarci troppo.
Molto prima dell'avventura con i suoi Toy Boys Colapesce e DiMartino, l'Ornella se ne usciva bella bella con una serie di album sempre a tema molto femminile, uno dei quali, del 1980, aveva proprio il titolo palese di Ricetta Di Donna.
Da Sheherazade del 1995 invece ho scelto oggi un'altra ricetta che Ornella ha mandato alle sue ascoltatrici, una ricetta di seduzione fatta con buon gusto ed eleganza fra makeup e arte culinaria. La canzone è ROSSETTO E CIOCCOLATO, il cui intro, care Madonnare e (perché no?) Madonnari, vi farà ricordare sicuramente una famosa canzone della Ciccone, ma è solo quello perché poi la canzone si sviluppa in tutt'altro modo fra archi e consigli di sensualità.
E chissà mai che certi animali di sesso maschile che popolano le cronache possano tornare a riscoprire le buone maniere e ad apprezzare quella sensualità vecchio stile che pare ormai perduta per sempre.
Perché dai, diciamolo chiaro che sono piovute critiche alle nostre cantanti spesso un po' troppo scoperte (Elodie, Annalisa), frecciate anche mandate da nomi molto noti e stimati, ma chi ha mosso tali critiche secondo me ha visto la loro immagine con gli occhi di chi cerca il male ovunque, mentre invece, dal mio punto di vista, trovo piacevole se una bella donna mostra la sua bellezza, attrice o cantante che sia.
Lo dico perché non mi sento di fare il bigotto come tanti che uuuuh gridano allo scandalo però intanto poi magari sono frequentatori abituali di siti porno (me l'ha detto un amico che esistono quei siti 😜).
E quindi, dato che non siamo, per fortuna, in un regime dove comandano gli Ayatollah, consideriamoci fortunati se possiamo godere di tale bellezza.
Ornella Vanoni, dopo l'avventura con Colapesce e DiMartino, si è trovata un'altro TOY BOY nella figura di Samuele Bersani con il quale canta CALMA RIVOLUZIONARIA,
una canzone che ti sorprende per come i due siano così in sintonia e senz'altro uno dei migliori prodotti italiani usciti di recente, insieme anche alla joint venture fra Negramaro e Fabri Fibra FINO AL GIORNO NUOVO, che ti investe con dei suoni massicci, specialmente quando fa quelle scale a scendere che senti i bassi vibrarti dentro. Quei bassi anche amati da Purple Disco Machine che stavolta mette le mani sui Rolling Stones remixando la loro MESS IT UP, la quale dimostra ancora di più di essere un brano che starebbe bene addosso a Katy Perry, cosa che avevo già detto quando ho parlato dell'intero ALBUM nuovo della band, e comunque preferisco ancora la versione originale.
Con Blanco invece mi sale su un nervoso che non ti dico appena parte alla radio la sua nuova BRUCIASSE IL CIELO, che la prima cosa che pensi è che si sia scoppiato l'altoparlante, e invece è tutta opera sua con quella voce lamentosa, autotunata e distorta che, a mio gusto, rovina completamente un brano che invece, se fosse cantato come Dio (Ronnie James?) comanda, sarebbe perlomeno una discreta ballad terzinata in stile anni 50/60 tipo Peppino Di Capri, I Giganti eccetera. E allora mi chiederete: "ma perché lo ascolti?".
Semplicemente per poterne parlare male con cognizione di causa in un blog dove lassù sull'header c'è scritto anche cose sentite e non "scartate a priori".
E perché una seconda possibilità la si dà a tutti, ma approfittarsene no eh...
Nel frattempo sono sempre in pista, anzi sui palchi, i Nomadi con un nuovo batterista di 36 anni, Domenico Inguaggiato,
dopo l'abbandono di Daniele Campani, e dei cui membri originali ormai è rimasto solo Beppe Carletti, un po' come succede anche con i Toto dove sei sicuro di sentire musica suonata meravigliosamente, ma rimane solo Steve Lukather a portare in giro il nome della band originale avvalendosi comunque di alcuni musicisti che si sono avvicendati nei dischi nel corso degli anni come Josh Williams,
potentissima voce solista e figlio di quel Williams compositore di certe colonne sonore famose che arrivano da una galassia lontana lontana.