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lunedì 25 maggio 2026

007: FUTURO INCERTO?

 Si sente in giro parlare di gravi difficoltà di Amazon nella produzione del prossimo James Bond dopo aver acquisito in toto il glorioso brand.


Qualcuno l'avrebbe sentito definire “vecchia e antiquata spia inglese”, incubo e noia, facendo temere già l’insuccesso di Bond 26, sempre che venga realizzato. 
Se la direzione creativa avrebbe come nomi Amy Pascal e David Heyman, già presenti dietro Spider-Man e Harry Potter, per la regia Denis Villeneuve, reduce dalla monumentale trilogia di Dune (di cui non sono sicuro di vedere il terzo capitolo), e Steven Knight per la sceneggiatura, l'opera al momento risulta ancora ben lontana dall’essere completata. 
Si parla infatti ormai del 2029-30 e non c'è mai stata prima una pausa così lunga tra due film della saga. 
Si parla di un Bond più giovane, come nel recente VIDEOGAME, nero, donna (qui siamo nella sindrome di Doctor Who) o ambientato negli anni 60. 
Sono stati fatti i nomi di Jacob Elordi, Callum Turner, Henry Cavill e Aaron Taylor-Johnson, ma soprattutto per gossip. 
Tenuto conto che il top dell'era Craig è stato Skyfall,

davvero un grande film, il prossimo dovrà portare risultati ancora più alti. 
E con tutta questa pressione sembra ripetersi l'effetto Connery quando tornò sul set di UNA CASCATA DI DIAMANTI (Mai Dire Mai era apocrifo), dato che molti chiedono ancora in scena Craig. 
È vero che il suo Bond alla fine di NO TIME TO DIE sembrava definitivamente spacciato, ma sappiamo bene che le risorse del cinema sono infinite, perciò chissà? 

lunedì 17 novembre 2025

ANDIAMO AL CINEMA CON L'UNESCO

 Ha compiuto ieri 80 anni l'UNESCO con i suoi luoghi considerati patrimonio nazionale e che spesso sono stati immortalati in pellicole famose a partire,


così senza un preciso ordine cronologico, da Indiana Jones E L'Ultima Crociata dove una delle locations era il monumento funerario di Petra noto come El Khasneh e lo si vede proprio nella scena finale. 
Come il sito naturale del Kenya Lake System ha fornito le scenografie e gli aironi

per La Mia Africa con Meryl Streep e il compianto ROBERT REDFORD. 
Il Parco Nazionale Tongariro in Nuova Zelanda invece lo abbiamo visto con varie locations dar vita alla trilogia de Il Signore Degli Anelli di Peter Jackson.

La nostra Roma ha visto girare in Vespa Audrey Hepburn con Gregory Peck in Vacanze Romane del 1953,

mentre altre due ruote hanno raccontato nel 2004 del giovane Ernesto Che Guevara ne I Diari Della Motocicletta su e giù per il Perù, in particolare davanti alla cittadella Inca di Machu Picchu.

Il musical Tutti Insieme Appassionatamente si avvale della vera Salisburgo in Austria,

mentre Alfred Hitchcock va in Marocco per L'Uomo Che Sapeva Troppo con James Stewart e Doris Day.

Ancora più indietro nel tempo Murnau per il suo Nosferatu del 1922 ci porta a Lubecca in Germania,

mentre Wadi Rum in Giordania ha visto girare il DUNE di Villeneuve, ma prima c'era stato il set di The Martian e ancora più indietro nel tempo quello di Lawrence D'Arabia.

La Lara Croft di Angelina Jolie si muove nel parco archeologico di Angkor in Cambogia,

mentre l'apertura di Spectre (poteva mancare James Bond?) mostra il centro di Città Del Messico durante i festeggiamenti per il Dia De Los Muertos con una spettacolare sequenza di apertura dall'alto dove Daniel Craig indossava imbragature di sicurezza poi cancellate in post produzione (e forse è anche la scena migliore del film).

La curiosità però è che tale festa pare sia diventata di portata cosi faraonica solo dopo le riprese del film che quindi, da quel giorno, avrebbe portato un valore aggiunto per i turisti. 
Insomma, anche con l'UNESCO si può parlare di cinema e, nella maggior parte dei casi, di grande cinema. 

venerdì 17 gennaio 2025

UN POST TUTTO PER DAVID LYNCH

 Ieri è stata una bruttissima giornata per quelli come me che adorano il cinema poiché a 78 anni se n'è andato David Lynch per un enfisema polmonare causato anche dal fumo, vizio che non riusciva ad abbandonare.


Lo stile di Lynch si può definire unico perché ogni suo film, anche il più realista, ti porta sempre in qualche modo in una dimensione onirica spesso assurda che se fosse in mano ad un'altro finirebbe sicuramente nel ridicolo e invece David sapeva come non oltrepassare mai quel limite che ti fa cadere nel trash. 
Tante volte il regista è stato nominato qui su questo blog, a partire da quando ho parlato del pessimo RIDOPPIAGGIO di Cuore Selvaggio, citando poi TWIN PEAKS con vari personaggi attoriali e musicali legati all'innovativa serie tv che pure loro hanno pensato di passare dall'altra parte. 
Parallelismi e situazioni nella serie di Lynch che si ritrovano in parte anche in prodotti più recenti dove lui non c'entrava, ma qualcuno ha imparato la lezione, e parlo di cose come  RIVERDALE e (di più) BROADCHURCH. 
Immancabile poi anche il paragone tra il suo Dune e QUELLO di durata monster di Denis Villeneuve dove, pur essendo un film non perfettamente riuscito quello di Lynch, vince perlomeno nelle scenografie così pazzesche e realizzate vere,

reali da toccare con mano senza CGI che invece adesso in quattro e quattr'otto con un buon equipaggiamento informatico metti gli attori dove ti pare. 
Ricordo anche il suo cameo in The Fabelmans di Steven Spielberg dove, con la benda sull'occhio, fa un burbero JOHN FORD che dispensa consigli.

Insomma Lynch il segno nel cinema lo ha lasciato eccome (anche nella tv, certo) e nessuno potrà mai cancellarlo. 
Addio David e grazie di tutto. 

mercoledì 23 novembre 2022

SLUMBERLAND - NEL MONDO DEI SOGNI: QUANDO INCEPTION INCONTRA ALICE IN WONDERLAND

 Quel colosso di Jason Momoa è sorprendente per come passa dalla solennità di un prodotto come DUNE, ad un ruolo in cui si diverte da matti a gigioneggiare tutto il tempo, cioè il fuorilegge Flip di Slumberland.


Il nuovo film di Netflix è in pratica una favola tratta da una famosa e vintaggissima serie a fumetti (nasceva nel 1905, ma non polemizziamo sulla mancanza di nuove idee dai) dove Jason, con un look a metà fra il suo AQUAMAN e il Cappellaio Matto di Alice,

divide la scena con la giovane Marlow Barkley che interpreta Nemo (che nei fumetti però era un maschietto), una ragazzina che, come nel libro di Lewis Carroll, si ritrova un un mondo tutto particolare composto da sogni ed incubi, che possono essere i propri, ma anche quelli di altre persone.

Da tale soggetto era già stato tratto Little Nemo, un film d'animazione del 1989 prodotto da Stati Uniti e Giappone che  passò quasi inosservato anche se a metterci le mani c'era anche Chris Columbus, il vero mago fra i maghi di Harry Potter.

Nel nuovo film Netflix quindi si è mantenuta l'idea di base, ma lavorandoci su per rendere il tutto più "wow", anche perché se confrontate le tavole dei fumetti siamo a livelli decisamente demodè.

Completa il cast Chris O'Dowd che finora non mi ha mai deluso in ogni film dove ha presenziato, e infatti ci si diverte e ci si meraviglia anche perché visivamente è un continuo tripudio di effetti speciali anche esagerati, però plausibili perché se siamo nei sogni può accadere qualsiasi cosa. 
E lo sa bene Christopher Nolan che ci ha fatto sopra uno dei suoi film più belli, cioè INCEPTION che più di una volta mi è tornato in mente guardando questo.

Ma il pubblico a cui è rivolto Slumberland è decisamente più giovane dello standard che segue Nolan, un pubblico che si meraviglia ancora quando vede un film così, proprio come mi sono meravigliato io nello stesso modo in cui nello scorso secolo, anzi, diciamo pure millennio (citando una presentazione che il Liga usa fare nei suoi concerti), guardavo i film della vecchia Disney. 
Per cui in mezzo a quel pubblico mi ci metto anch'io perché di diventare grande non ne ho ancora nessuna voglia e mi piace credere che il mondo dei sogni esista davvero. 

mercoledì 10 novembre 2021

IN VIAGGIO NEL TEMPO PERDE UNO DEI SUOI PROTAGONISTI

 La famosa e fortunata serie tv dal titolo Quantum Leap (da noi conosciuta come In Viaggio Nel Tempo) con protagonista Scott Bakula nei panni di Sam Beckett (ma in realtà in ogni episodio ne vestiva altri totalmente differenti e, in un paio di casi che mi ricordo, persino femminili) ha perso il co-protagonsta, cioè Dean Stockwell 


(a destra nella foto), ovvero il contrammiraglio Al Calavicci che in ogni episodio era l'unico aggancio di Sam con il presente apparendogli sotto forma di ologramma per aiutarlo nelle varie epoche in cui veniva sbalzato a causa di un incidente avvenuto durante un esperimento e, soprattutto, per cercare di riportarlo a casa. 
Dean è deceduto per cause naturali ad 85 anni il 7 novembre e la sua carriera di attore è stata decisamente lunga avendola iniziata ad 8 anni al fianco di Gregory Peck e poco tempo dopo è stato il protagonista di Il Ragazzo Dai Capelli Verdi diretto da Joseph Losey. 
Molto votato alle produzioni tv, con questa aveva toccato il top della popolarità, ma ha preso parte anche a parecchi film con parti secondarie, per esempio con David Lynch in Velluto Blu e nel famoso e discusso Dune di cui si sta tanto parlando in questi giorni per via del recente (e pure questo discusso) REMAKE DI DENIS VILLENEUVE. 
Tiratina di orecchie al sito Coming Soon che, nella fretta di pubblicare la notizia, ha confuso il titolo di In Viaggio Nel Tempo con A Spasso Nel Tempo,

il demenziale film con Boldi e DeSica dove un Dean in effetti c'era, ma era Dean Jones, attore disneyano della fortunata serie di Herbie, Il Maggiolino Tutto Matto e moltissimi altri, uno più bello dell'altro (eh, signora mia... Quella Disney quanto mi manca...) 

No, Dean Stockwell in quella pellicola non c'è mai stato, per fortuna sua, così possiamo ricordarlo per cose decisamente migliori. 
Goodbye Dean. 

mercoledì 3 novembre 2021

DUNE (PARTE 1, MA QUESTI MICA TE LO DICONO PRIMA)

 Posso dire una cosa in breve di questo Dune, film di cui tanto si parla, e cioè che è tanto bello visivamente quanto pesante nello svolgersi della storia.


Ma se negli anni 80 con Lynch non avevo colto le idee prese dal romanzo di Frank Herbert e che erano state poi riciclate da George Lucas pochi anni prima per Guerre Stellari, anche perché il romanzo non lo avevo mai letto, in questa nuova versione di Denis Villeneuve mi son balenati davanti agli occhi più di una volta parecchi fotogrammi tratti dalla saga di quella galassia lontana lontana, e non solo. 
I Fremen per esempio, che sono palesemente i Sabbipodi,


in mezzo a sabbia, tanta sabbia come su Tatooine e pure in quel trashissimo L'UMANOIDE con Richard Kiel e Corinne Clery, le discese dalle navi giù dalla rampa/portellone tutti belli schierati, i mezzi cingolati e quelli volanti,

questi ultimi che sono una sorta di libellule meccaniche ma che ti fanno ricordare i Caccia Ala-X, ma tipo fatti al contrario,

e l'arrivo di Jason Momoa che scende dal velivolo sembra preso proprio dal film di Lucas, come i costumi fatti con ampi tessuti grezzi secondo la moda Jedi. 
Nome questo dei cavalieri Jedi che non puoi non collegare a Giedi Primo, il pianeta di origine dei feroci Harkonnen (nome simile a quello di un famoso pilota di Formula 1, ma decisamente diversi nell'aspetto). 
E poi la città che ti appare in volo identica al palazzo della Tyrell di BLADE RUNNER,

anch'esso già di suo somigliante ad una piramide Azteca, anche se qui siamo in casa di Ridley Scott, ma vale lo stesso perché Villeneuve ne ha firmato il seguito. 
E Tremors, eh si degli anni 90, non avrà qualche debito pure lui verso Herbert?
Diverso invece l'effetto che mi ha fatto Stellan Skarsgaard che interpreta il Barone Harkonnen e mi ha ricordato tale e quale Marlon Brando in APOCALYPSE NOW nel modo di sfregarsi la crapa pelata, ma forse questa era solo una cosa mia perché da poco ho rivisto il film di Coppola. 
Quindi tutto un cortocircuito? Una citazione della citazione dell'ispirazione? Non saprei. 
Di sicuro però trovo che Timothee Chalamet,

così sminchio, sia decisamente adatto al ruolo di Paul Atreides che sogna Zendaya e vuole partire per conoscerla personalmente, anche se è facile così eh buongustaio... ma prova a fare gli stessi sogni magari con, chessò, Anna Mazzamauro o Angela Merkel...

Non è la stessa cosa... Come diceva Francesco Guccini nell'intro di Statale 17 dal vivo portando l'esempio fra due racconti identici, ma uno ambientato in America con una Pontiac che corre da Tucson a Omaha e l'altro in Emilia con una Millecento lanciata da Piumazzo a Sant'Anna di Pelago... 
Ma meglio lui dicevo, di quanto invece fosse fuori ruolo Kyle McLachlan con Lynch, troppo maturo e fisicato per essere credibile.

Il fatto fondamentale però è che anche la nuova confezione non è riuscita a farmi piacere la saga. 
Lo so, sono una brutta persona, ma mi sento di non attendere così spasmodicamente il seguito (dai, ditemi, alzate la mano quanti sono rimasti spiazzati dalla storia interrotta così a metà...) dove si vedrà Paul Atreides che cavalca i vermoni e che nel film di Lynch era una scena supportata da effetti speciali pezzenti virati con quel filtro rossastro che pare lo stesso di LA NOTTE DELLA COMETA


che è un B-Movie girato in economia, il che è tutto dire. 
Perlomeno qui con Denis l'impianto scenico è di livello elevatissimo, ma tuttavia non basta per farmelo apprezzare. 
E poi il doppiaggio... mi chiedo perché deve cambiare completamente le intensità delle voci, che qui hanno una funzione molto importante nella storia con il loro potere di condizionare gli altri. 
Voci che sono anche molto diverse da quelle degli attori originali e in particolar modo ci ritrovo quell'Ennio Coltorti ancora una volta fuori luogo tipo come quando doppia J. K. Simmons in JUSTICE LEAGUE e LA GUERRA DI DOMANI. 
Eh, ma quelli davvero bravi a fare quel certosino lavoro che è il doppiaggio, purtroppo li stiamo perdendo tutti, come ho già scritto diverse volte anche recentemente. 

FROM GENESIS TO REVELATION: NUOVA VESTE

 L'album di debutto dei Genesis, il primissimo in assoluto, si intitola From Genesis To Revelation, ma nella band ancora dovevano arriv...