domenica 8 novembre 2026

TANTO TEMPO FA... DICIAMO TRE SECOLI

 Tre secoli sono una bella cifra eh? Specie se si parla di un libro che tuttora, alla faccia degli anni, fa sempre piacere leggere.


Era infatti il 1726 quando venne pubblicato I Viaggi Di Gulliver, ma con il titolo Viaggi In Vari Paesi Lontani Del Mondo; anzi, originariamente il titolo del manoscritto era addirittura il chilometrico Travels Into Several Remote Nations Of The World. In Four Parts. By Lemuel Gulliver, First a Surgeon, And Then A Captain Of Several Ships. 
È arcinota la storia raccontata come un diario in cui il chirurgo Gulliver (appunto) salpa in direzione delle Indie Occidentali ma un temporale lo fa naufragare sull'isola di Lilliput; si risveglia il mattino dopo sulla spiaggia, legato in tutto il corpo e circondato da piccoli uomini, che appaiono come formiche al suo cospetto. 
Comincia così la prima di una serie di avventure raccontate ne I Viaggi Di Gulliver, capolavoro dello scrittore irlandese Jonathan Swift, pubblicato a Londra il 26 ottobre del 1726, oppure, secondo alcune fonti era il 28, ma su tre secoli non stiamo lì a spaccare il secondo (tant'è che ne parlo a quasi metà novembre😁). 
Il libro si presentava in apparenza come un romanzo d'avventura, camuffando, in maniera non tanto velata, una salace allegoria della società del tempo, del sistema inglese in particolare. 
In una settimana la prima edizione andò a ruba, rendendo l'opera uno dei classici del genere. 
Solo più tardi, e grazie alle numerose modifiche apportate rispetto al testo originale, lo si rese un romanzo per l'infanzia, fonte d'ispirazione per film e cartoni animati. 

In questo caso la trasposizione cinematografica più popolare risale al 1939 (due nomination agli Oscar), diretta da Dave Fleischer e prodotta dal fratello Max, uno che con l'animazione ci faceva colazione mescolando spesso anche scene reali a disegni, e difatti fu lui ad introdurre il Rotoscope così caro alla Disney e utilizzato qui.

La versione più recente è invece quella modernizzata del 2010 con Jack Black nel ruolo del protagonista. 
Ma, frugando nei ricordi, nel mezzo, oltre al film tv con Ted Danson,

io ci metto anche un'altra versione tipo commedia musicale con pupazzi animati di Tinin e Velia Mantegazza, realizzata dalla tv italiana nel 1968, con musiche e canzoni di Fabrizio De André (una chicca che molti non sanno) e Gian Piero Reverberi, collaboratore de Le Orme e in seguito fondatore del Rondò Veneziano. 
In questa produzione, disponibile su RaiPlay, gli attori in carne ed ossa

(Gulliver era l'attore Arturo Corso) interagivano con i pupazzi. 
E chi se la ricorda alzi la mano! 

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Non c'è moderazione per i commenti perché sono un'anima candida e mi fido.
Chi spamma invece non è gradito per cui occhio!
Tengo sempre pronto il blaster.

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