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lunedì 17 novembre 2025

ANDIAMO AL CINEMA CON L'UNESCO

 Ha compiuto ieri 80 anni l'UNESCO con i suoi luoghi considerati patrimonio nazionale e che spesso sono stati immortalati in pellicole famose a partire,


così senza un preciso ordine cronologico, da Indiana Jones E L'Ultima Crociata dove una delle locations era il monumento funerario di Petra noto come El Khasneh e lo si vede proprio nella scena finale. 
Come il sito naturale del Kenya Lake System ha fornito le scenografie e gli aironi

per La Mia Africa con Meryl Streep e il compianto ROBERT REDFORD
Il Parco Nazionale Tongariro in Nuova Zelanda invece lo abbiamo visto con varie locations dar vita alla trilogia de Il Signore Degli Anelli di Peter Jackson.

La nostra Roma ha visto girare in Vespa Audrey Hepburn con Gregory Peck in Vacanze Romane del 1953,

mentre altre due ruote hanno raccontato nel 2004 del giovane Ernesto Che Guevara ne I Diari Della Motocicletta su e giù per il Perù, in particolare davanti alla cittadella Inca di Machu Picchu.

Il musical Tutti Insieme Appassionatamente si avvale della vera Salisburgo in Austria,

mentre Alfred Hitchcock va in Marocco per L'Uomo Che Sapeva Troppo con James Stewart e Doris Day.

Ancora più indietro nel tempo Murnau per il suo Nosferatu del 1922 ci porta a Lubecca in Germania,

mentre Wadi Rum in Giordania ha visto girare il DUNE di Villeneuve, ma prima c'era stato il set di The Martian e ancora più indietro nel tempo quello di Lawrence D'Arabia.

La Lara Croft di Angelina Jolie si muove nel parco archeologico di Angkor in Cambogia,

mentre l'apertura di Spectre (poteva mancare James Bond?) mostra il centro di Città Del Messico durante i festeggiamenti per il Dia De Los Muertos con una spettacolare sequenza di apertura dall'alto dove Daniel Craig indossava imbragature di sicurezza poi cancellate in post produzione (e forse è anche la scena migliore del film).

La curiosità però è che tale festa pare sia diventata di portata cosi faraonica solo dopo le riprese del film che quindi, da quel giorno, avrebbe portato un valore aggiunto per i turisti. 
Insomma, anche con l'UNESCO si può parlare di cinema e, nella maggior parte dei casi, di grande cinema. 

martedì 3 gennaio 2023

EMILY IN PARIS STAGIONE 3, COME DISSERO I VANILLA FUDGE: YOU KEEP ME HANGIN'ON

 Eccoci alla terza stagione coloratissima di EMILY IN PARIS, uno dei campioni di ascolti di Netflix, perché ok, è vero che c'è tanta fuffa su questa grossa ENNE rossa e alcune serie, come 1899, vengono cancellate dopo una sola stagione, però ogni tanto quella giusta la imbroccano.


Stavolta con la terza stagione troviamo coppie che scoppiano, ritorni di fiamma (perché te lo diceva pure Antonè che certi amori fanno dei giri immensi e poi ritornano), relazioni alternative, scarpe zeppatissime, stivaloni e outfit ancora più fantasiosi tipo quelli della cara amica Mindy, sempre più lanciata nella carriera musicale, tipo quando da sotto un mantello nero sorprende il pubblico svelando un'aderentissima tuta fluo per cantare un brano di Dua Lipa,

un po' come fece Achille Lauro sul palco dell'Ariston (ma sono entrambi debitori verso il videoclip HUMAN di Sevdaliza) oppure la vediamo disinvolta vestita in latex da dominatrice (viene detto chiaro e tondo nei dialoghi) per una serata al cinema all'aperto. 
Quindi tutto si evolve e tutto cambia, pur restando sempre nello standard che abbiamo visto nelle precedenti stagioni. 
Lily Collins, che qui vedremo con una nuova frangetta e sempre più somigliante ad una novella Audrey Hepburn,

ha trovato un'ottima collocazione sia come attrice che come produttrice, e per la quarta stagione è già al lavoro dopo il cliffhanger finale che tiene sospesi noi spettatori, ma anche i personaggi della serie, un po' tutti in bilico sulle decisioni sentimentali e, alcuni, anche lavorative. 
Un'ottima stagione questa terza, nonostante qualcuno abbia l'criticata definendola poco divertente e incapace di portare a scelte definitive. 
Non sono d'accordo, naturalmente, un po' perché il trend della "scelta o non scelta" è proprio un tema ricorrente perché anche "non scegliere" è comunque una scelta, ma forse io son anche di parte perché, lo ammetto, potrei guardare la serie anche con il volume a zero dato che mi basta vedere Lily e i suoi outfit sempre più incredibili.


In realtà, a dirla tutta la moda parigina che sfila sulle passerelle della moda non è meno pacchiana di quanto si vede qui, eh; difatti tali modelli indossati da Lily sono presi esattamente da lì.

E le stanno da favola alla Lily che adoro, ma lo faccio con la preghiera di non perdere ancora ulteriore peso. 
P.s.
La canzone che ho citato nel titolo del post, oltre alla cover fatta dal gruppo di Carmine Appice e da Kim Wilde, era uno dei tanti successi delle SUPREMES di Diana Ross.

mercoledì 16 dicembre 2020

EMILY IN PARIS - COSE GIÀ VISTE, MA DIVERTENTI

 Divertente serie su Netflix con la sopraccigliuta e stupenda Lily Collins (si, è la figlia di quel tale che fa il batterista e che, purtroppo, non sta più tanto bene) che pare tanto una Audrey Hepburn dei giorni nostri, e pure di Audrey Hepburn sono un grande ammiratore.


Lei è Emily Cooper, una ragazza di Chicago che viene inviata a lavorare a Parigi presso un' agenzia di marketing, scontrandosi da subito con la diffidenza dei colleghi francesi e specialmente della capa, Philippine Leroy Beaulieu (si, è la figlia di quel tale che è stato il grande Yanez di Sandokan), trovando poi piano piano degli alleati all' interno dell'agenzia, e anche fuori, che la aiuteranno a superare dei momenti difficili. Situazioni viste un po' già in Il Diavolo Veste Prada, Ugly Betty, Sex & The City, tutto mixato in dieci episodi di mezz'ora briosi e divertenti che alla fine lasciano un cliffhanger per una seconda stagione che, si dice, sarà preparata appena possibile. Covid permettendo. 

P.s. Gli stereotipi sono tanti, è vero, e molti hanno criticato la serie proprio per questo, ma sa intrattenere con leggerezza ed è ciò che in fondo conta.

CON QUELLA FACCIA UN PÒ COSÌ

 Ma sarà un effetto ottico o sono tracce di vita extraterrestre? Questo si domandavano in milioni tra spettatori e lettori di fronte alla f...