mercoledì 30 marzo 2022

WEST SIDE STORY SECONDO STEVEN SPIELBERG

 Da tempo immemore Steven Spielberg raccontava a tutti che sognava di dirigere un suo West Side Story e alla fine sto matto l'ha fatto per davvero finendo anche nominato agli Oscar 2022, ma poi non si è portato a casa nulla.


Si aggiunga che il film del 1961 l'aveva diretto quel Robert Wise che con la fantascienza (come Steven) ha avuto diversi contatti come ULTIMATUM ALLA TERRA, ANDROMEDA, ed è stato pure sull'ENTERPRISE, per cui il cerchio si chiude. 
Ma com'è la nuova versione? 
Beh, se non fosse per la definizione dell'immagine e il suono, avrei giurato di vedere il film originale del 1961 perché, al contrario di altri casi di remake, l'ambientazione temporale è esattamente la stessa, senonchè poi ecco che ti arrivano i tocchi di classe di Spielberg con le sue luci piazzate come lui solo sa fare (E.T., Jurassic Park, Incontri Ravvicinati Del Terzo Tipo) e lo vedi nelle scene tipo il primo incontro di Maria e Tony sotto le gradinate

oppure nella chiesa, nel deposito del sale, ma comunque in ogni scena dove ci siano luci che non servono solo ad illuminare il set, ma che fanno davvero la scenografia e quando le vedi in mezzo ad un bosco in un altro film come THE ADAM PROJECT fanno esattamente il loro lavoro, cioè la citazione del maestro.

Lezione che anche J.J. Abrams con i suoi lens flare buttati a muzzo prova a mettere in pratica tutte le volte, ma il risultato non è mai come quello che si vede nei film di Spielberg. 
Maestro che in effetti, se vogliamo dirla tutta, non ha sempre azzeccato i film negli ultimi anni, e rimettersi in gioco con un prodotto che risale al 1957, anno del musical e quindi con delle canzoni che suonano inevitabilmente mooolto datate, poteva apparire una scelta azzardata. 
Ma io amo i musical e perciò non faccio testo, mentre conosco gente che gli viene l'orticaria appena in un film la gente comincia a cantare e ballare per la strada senza essere in un flash mob. 
Ecco, per quelle persone West Side Story è da evitare come la peste anche se i numeri di ballo sono davvero perfetti

con le musiche originali leggermente riarrangiate, ma fondamentalmente restano quelle. 
Quelle canzoni di cui parlavo prima sono comunque molto belle e famose (America, Maria, Tonight), anche se risalgono al 1957 e l'età la mostrano tutta per parecchi momenti sdolcinati e melodrammatici, mentre se prendi un'opera rock come Tommy degli Who regge già un po' meglio il passare degli anni perché l'ha detto anche Damiano dei Maneskin in diretta tv che "Rock'n'roll never dies". 
La storia è un po' una Romeo E Giulietta in versione newyorkese, e lo si sapeva già dal 1957 questo, ma voglio precisare che parlando del classico di Shakespeare, secondo me non è il caso di fare il confronto con il bellissimo film di Baz Luhrmann con DiCaprio, che per me resta uno dei migliori film del regista australiano e rimane una cosa a sé stante per com'è portata ai tempi moderni mantenendo però il linguaggio aulico. 
Qui gli antagonisti, invece di essere due famiglie, sono bande di ragazzi newyorkesi e portoricani come abbiamo già visto ne La Febbre Del Sabato Sera e le due fazioni si scontrano mentre fra Maria e Tony nasce un'amore che "non s'ha da fare". 
Tutto secondo il copione e le usanze del cinema di un tempo, ma con tocchi tecnici che ti fanno capire che è una pellicola del 2021, tant'è che ci vedrei diretto proprio da Steven quello spot vintaggio-futurista della DAYGUM.
Si, ma il resto del film? 
Beh raga... quello ve lo guardate 😉 che tanto se conoscete Shakespeare... 
E posso assicurare che le due ore e mezza non pesano per niente dato che, se la firma è di Spielberg, puoi stare certo che non viene fuori una roba brutta come CATS

2 commenti:

  1. Film molto bello, il tocco del maestro si vede e si sente. Però non mi ha entusiasmata granché, salvo per l'interpretazione magistrale di Ariana De Bose e per le coreografie, tutte perfette!

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    1. Un lavoro molto raffinato però non è mai stato uno dei miei Musical preferiti. Sono più legato a Jesus Chris Superstar, Tommy, Rocky Horror, lo sai.

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Tengo sempre pronto il blaster.

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