mercoledì 9 dicembre 2020

IO E I LED ZEPPELIN E QUALCUN ALTRO CHE CONOSCIAMO

 Oggi un post che mi è stato suggerito da Lory e che ho intitolato ispirandomi ad un delizioso film del 2005. Più volte ho dichiarato i miei gusti in fatto di musica e più volte ho ribadito che sono onnivoro, dai Pink Floyd ad Achille Lauro, dai Cugini Di Campagna ai Ramones.


Molto raramente ho nominato i Led Zeppelin, tipo è successo proprio ieri in questo post su ARANCIA MECCANICA (che no, non c'entra nulla con la band), ma non perché non mi piacciano, piuttosto perché non mi sento così ferrato come dovrei essere in materia di quel gruppo che ha inventato il genere Hard Rock inanellando una serie di album storici, ma anche qualche piccolo passo falso che, però, se sei un vero fan alla tua band del cuore lo riesci a perdonare. Il fatto è che principalmente ho sempre amato di più quell'altra band che dai Led Zeppelin ha preso parecchio in sound e in setup nonché presenza scenica. Sto parlando dei Queen che, come gli Zeppelin partono "in volo" con due album che portano il loro nome, Queen e Queen II (due dischi stupendi lontani anni luce da Radio Gaga e A Kind Of Magic), anche se si racconta in giro che in realtà la band di Page, Plant, Bonham e Jones gli ellepì li avrebbero voluti intitolati solo con il nome del gruppo;

il "II" infatti sembra come aggiunto malamente sulla copertina in seguito come il logo della casa discografica per distinguere le due opere. Lo scherzone del titolo invece era perfettamente riuscito nel IV album,

quello di Stairway To Heaven, dove non era riportato nulla, se non dei simboli esoterici

che contribuiranno ad alimentare le leggende sataniche sulla band e sul disco che se lo suoni al contrario... tutte balle ovviamente, come Paul McCartney e la copertina di Abbey Road. Ma sai com'è... all' epoca la fantasia viaggiava di più perché Internet e Wikipedia non esistevano (eh, si stava meglio quando si stava peggio, signora mia...) così ti facevi dei castelli in aria... tipo quello di ALEISTER CROWLEY, appunto, mentre nel mondo del cinema ci pensava ENRICO LUCHERINI a creare le leggende. Facezie a parte, le pose di Mercury sul palco

non possono non ricordare quelle di Plant,

spesso e volentieri con camicia aperta fino alla cintola, mentre Freddie dalla sua preferiva indossare spesso e volentieri delle pratiche tutine da accademia di danza girate al contrario.

Curiosamente però dal punto di vista musicale, secondo me le similitudini tra le due band si troveranno a piccole dosi distribuite nei vari album, tipo la cavalcata di KEEP YOURSELF ALIVE,

il loro primo singolo, o ancora di più GREAT KING RAT

sempre nel primo album, che ricordano piuttosto da vicino in molti passaggi la zeppeliniana IMMIGRANT SONG,

oppure in News Of The World, dove GET DOWN MAKE LOVE

pare una versione scarna e rallentata di WHOLE LOTTA LOVE, specialmente nella parte degli orgasmi.

E si che gli amici me lo dicevano pure che quelli della Regina copiavano quelli del Dirigibile, però cacchio, SOMEBODY TO LOVE,

la prima canzone loro che ho sentito, a me piaceva un sacco, e dei Led Zeppelin non aveva proprio niente. E poi all'epoca l'unico dirigibile che conoscevo era quello del programma per bambini di Tony Santagata

che poi ha passato il comando a Mal con Maria Giovanna Elmi (meravigliosa) come hostess Azzurrina.

Quello che i Led Zeppelin non hanno mai messo nella loro musica sono quelle contaminazioni assurde in cui sguazzava Mercury alla grande, cioè il Charleston, l'operetta, la lirica. E mentre Jimmy Page è stato uno dei primi che ha dettato le regole della chitarra hard (c'erano anche i Deep Purple di Blackmore, prima che Ritchie venisse preso dalle manie medievali, dei quali Made In Japan è un must che deve esser presente in ogni casa come il contatore dell' acqua), Robert Plant ha sostenuto quel tono di voce per molti inarrivabile (come anche Ian Gillan d'altronde) e lo stare sul palco ammiccando sexy, Bonzo Bonham è stato preso d'esempio da migliaia di batteristi per il suo drumming, i suoi passaggi, le chiusure, i fill (Moby Dick era anche usata come sigla di un programma radiofonico Rai), e John Paul Jones ha dato sempre del suo meglio nel formare con il collega la parte ritmica e non solo, perché John Paul era anche il responsabile degli arrangiamenti e dei suoni di tastiera. Le contaminazioni ad un certo punto sono arrivate anche nei Led Zeppelin e hanno fatto storcere il naso ai fans che si aspettavano un percorso basato su puri dischi hard rock come quelli passati e invece hanno sentito arrivare influenze folk e progressive; sempre quel discorso di cui ho parlato QUI che secondo alcuni se fai musica devi essere sempre uguale a te stesso, e poi gli stessi ti criticano che fai tutti i dischi uguali... uffa, mai contenti eh?. Ma tornando al mio primo approccio vero con questi ragazzi, esso è stato quindi con quel film visto durante una rassegna di pellicole di un certo livello, di cui possiedo anche la mia copia in casa, cioè THE SONG REMAINS THE SAME,

per me un bel film anche se la critica ne ha parlato malissimo specialmente per le sequenze di fantasia. Pensa un po'che a me invece quelle sequenze piacciono da matti, forse perché mi piacciono pure certi film di TARSEM SINGH. Ma sono strano, lo so... Fatto sta che anche in tempi più recenti i Led Zeppelin hanno continuato a giocare sulle copertine dei dischi: In Through The Out Door,

del 1978 e registrato a casa degli Abba, è stato distribuito inizialmente avvolto in carta da pacchi marrone totalmente anonima e la cover vera e propria era a sorpresa la stessa foto, ma presa da sei angolazioni diverse a seconda della copia che acquistavi. Sarà anche l'ultimo vero disco della band a causa della morte prematura di Bonham, e infatti il successivo Coda è solo una raccolta di registrazioni precedenti ritoccate giusto per onorare il contratto con la bieca casa discografica che, ok è addolorata se uno di loro è morto, ma il contratto parla chiaro eh... Da allora, le pochissime apparizioni in pubblico hanno visto Jason Bonham prendere il posto del padre, eccetto quella volta a Philadelphia in occasione del LIVE AID, dove alla batteria è apparso a sorpresa, grazie ad un volo in Concorde, Phil Collins che poco prima aveva suonato in Gran Bretagna con i suoi Genesis e Jimmy era completamente ubriaco o peggio:

l' occhiata che Robert dà a Jimmy al 21esimo secondo è esplicativa. Fa piacere ritrovare pure IMMIGRANT SONG

in tempi recenti nella scena di apertura di Thor Ragnarok, ma d'altronde era quasi d'obbligo che ci fossero i Led Zeppelin dato che il loro soprannome è "Martello Degli Dei" come recita il testo della canzone...


5 commenti:

  1. Wow, che onore, il mio nome in un post, GRAZIE GRAZIE GRAZIE!
    Come ti scrissi per me è stato più un riscoprirli, e anch'io ho trovato da subito diverse analogie con i Queen. Il riferimento Plant/Mercury ci sta tutto. Due icone, due band, due storie incredibili, epoca di festini surreali...la morte di Bonham tragicamente assurda ha segnato il loro destino. Anche Plant aveva avuto un incidente che aveva rallentato la loro carriera. Bello leggere queste storie, sono diventate delle leggende queste band, grazie anche alla cinematografia che spesso usa i loro pezzi.
    Grazie di questo regalo!

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    1. Prego. Ho messo un po'tutto quello che so a riguardo e non è certamente tutto poiché da imparare ce n'è sempre. Spero di aver fatto cosa gradita a tutti.

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  2. A me senz'altro, perché non è così scontato che fai una richiesta e venga accolta.
    Hai scritto l'essenziale e l'hai fatto bene, non potevi fare un'enciclopedia, ma spesso questi post sono dei veri trampolini di lancio, danno gli input per fare nascere delle curiosità e fare delle ricerche a nostra volta.
    Poi tu hai un modo divertente di raccontare, non annoi di certo. Grazie davvero ancora.

    Fammi sapere se sei riuscito quantomeno a trovarlo il film in rete, ci tengo. Buona giornata!

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    1. Beh, dato che non sono né giornalista né scrittore, scrivo così come mi viene e molto spesso divago un po'. Ma mi fa piacere se oltre alle curiosità posso portare anche un po' di buonumore. Che serve tanto... Grazie

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  3. Grazie a te che ci tieni compagnia!

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