mercoledì 12 agosto 2020

ADDIO A FRANCA VALERI

 Aveva appena festeggiato i suoi 100 anni, e purtroppo da un paio di giorni ci ha lasciati anche Franca Valeri, attrice di teatro, ma anche parte di quella storica tv in bianco e nero con la sua signorina snob, i monologhi al telefono e tutti i vari personaggi che ha incarnato nella sua lunga carriera.

Un abbraccio Franca.

martedì 11 agosto 2020

PER LA SERIE NOTTE HORROR: SGT. PEPPER'S LONELY HEARTS CLUB BAND - IL FILM: BRUTTO SI, MA PARLIAMONE

L'avevo detto che prima o poi l'avrei visionato e l'ho fatto anche prima di ogni aspettativa. Cosa si può dire di questo malfamato film? Innanzitutto servono un po' di informazioni preliminari (me l'han sempre detto che i preliminari sono importanti 😀).

Allora... Alla fine degli anni 70 Robert Stigwood della RSO RECORDS fa il colpaccio tra film e dischi con La Febbre Del Sabato Sera e con Grease ad un solo anno di distanza. Se si contano anche Jesus Christ Superstar e Tommy di qualche anno prima, viene da pensare che il nostro amico sia uno che ne capisce di musica e cinema e com'è, come non è, riesce sempre a trasformare in oro quello che tocca. Preso così da un delirio di onnipotenza il Robert decide di mettere le mani su qualcosa di sacro e inviolabile come Sgt. Pepper dei Beatles e fare un film tutto cantato, eccetto le poche parti recitate da George Burns, prendendo spunto da un musical che aveva avuto un discreto successo in teatro.

Chiama gli ormai strafidati Bee Gees ai quali aggiunge Peter Frampton e crea la nuova Banda Dei Cuori Solitari,

mentre affida ad Aerosmith (seconda scelta dopo i Kiss che erano impegnati a far QUESTO!), Earth Wind & Fire spaziali come sempre, Alice Cooper baffuto che pare Machete, Steve Martin ancora di colore grigio, Donald Pleasence parrucchinato da panico e molti altri, l'esecuzione di numeri musicali basati su canzoni tratte da Sgt. Pepper, Revolver e Abbey Road, fino alla scena finale con un maxicoro che contiene decine di grandi nomi della musica da Tina Turner a Dolly Parton per nominarne un paio, come dire "nella sceneggiatura non c'era un posto ma potete stare qui tutti insieme a far numero". 
Addirittura per riarrangiare le canzoni arriva il quinto Beatle, George Martin, per cui sulla carta pareva un vero e proprio kolossal, tant'è che Barry Gibb si lascia sfuggire una dichiarazione che comincia a far storcere il naso a parecchia gente: "Dopo il nostro Sgt. Pepper, quello dei Beatles non sarà mai esistito".

E vedi a gufarsi da soli? Alla sua uscita le cose infatti non sono andate esattamente come tutti speravano e il film è stato spernacchiato e messo alla berlina fino a farlo sparire dalla circolazione.

In effetti non è proprio uno di quei film indimenticabili a causa di una storia che definire favoletta è un complimentone, con un finale affidato ad un dorato Deus Ex Machina, che di nome fa Billy Preston, letteralmente imbarazzante.

Tutto sommato però, a me è piaciuto persino Xanadu di cui tutti parlano male e pure in questo film qualcosa di buono riesco a trovarlo lo stesso in mezzo a tanto kitsch. Primo fra tutti il momento dedicato agli Earth Wind & Fire che con la loro versione di Got To Get You Into My Life rileggono e rivoltano totalmente un brano di Revolver (revolver, rivoltare appunto 😀) rendendolo un classicone loro.

Anche molte altre canzoni si salvano, come la versione di Come Together degli Aerosmith, praticamente identica all' originale, mentre Nowhere Man per esempio diventa troppo melensa e Maxwell's Silver Hammer sottolinea il numero (bruttino) di Steve Martin che più che cantarla la recita, She Is Leaving Home viene fastidiosamente sintetizzata dalle voci delle gynoids del villain (in realtà la cantano i Bee Gees filtrati dal vocoder), insomma c'è del brutto (tanto tanto tanto), ma anche del buono, anche se effettivamente è poco per giustificare un film musicale.

Da notare anche il debutto cinematografico di Carel Struychen, il gigante di Twin Peaks, poi successivamente Lurch nella Famiglia Addams

e in tempi recenti appare ancora in Doctor Sleep, che qui veste invece i panni dello scagnozzo del villain.

Se si aggiunge l'audio monofonico che utilizzavano le sale di proiezone dell' epoca, questo va ancora a sfavore della pellicola che invece ora ho potuto seguire con uno splendido 5.1.

In breve, una pagina di cinema e musica da dimenticare e che consiglio solo se si vuole avere un incontro ravvicinato con il kitsch assoluto (cosa che mi capita di nominare spesso ultimamente), ma che comunque ho visto tutto sommato con piacere, dato che mancava nel mio bagaglio cinematografico. E per parlare di qualcosa, nel bene o nel male, bisogna comunque sapere di cosa si sta parlando.

L'ho già detto QUI e lo dirò sempre😀.

lunedì 10 agosto 2020

SOTTO IL SOLE DI RICCIONE (COME NEGLI ANNI 80, MA UN PO' MENO)

C'era una volta Sapore Di Mare di Vanzina e ora c'è Sotto Il Sole Di Riccione e nel cambio generazionale le differenze sono enormi;

prima su tutte è che il film si svolge per una buona parte con protagonisti i cellulari e le app per rimorchiare, cose che invece "a quei tempi" non esistevano assolutamente e l'impressione che hai subito è che ti divertivi di più.
Almeno questa è stata l'impressione che ho avuto vedendo questo film basato sulle canzoni dei The Giornalisti (ovvero Tommaso Paradiso solista e pure in scena sul palco con sponsor Radio Deejay in bella vista perché l' emittente ha da sempre una succursale estiva in codesto loco), perché il film alla fine è sì appena carino, per colpa di uno spirito decisamente diverso dalle commedie da spiaggia degli anni 80 alle quali vorrebbe fare il verso, nonostante la coppia di registi videoclippara (Younuts) sia anche complice dell'aiuto dietro le quinte chiesto ad Enrico Vanzina. 

Non migliorano la situazione nemmeno Isabella Ferrari (che da quei film arriva) e Andrea Roncato, pure lui con molta esperienza nel cinema estivo leggero. 

Luca Ward si impegna e cerca di "scatenare l' inferno" in qualche modo ma rimedia un risultato mediocre come tutto l' ambaradan dove i veri protagonisti sono i giovani attori provenienti per la maggiore da varie serie tv, web, youtube e simili. 

Cambiano i tempi e il cinema si adegua per raccontare le tecnologie, la vita coi social network, le piattaforme e tutto ciò che ne consegue, però non è detto che il risultato sia per forza di cose "buono perché attuale".

In breve non ce la vedo una sala gremita come negli anni 80 a ridere in coro per le gag, ma diciamo che è più adatto per funzionare nella dimensione televisiva di Netflix, anzi somiglia davvero molto più ad una fiction tv che ad un vero film.

Tuttavia con tutti i difetti che ha è sempre meglio di quell' altro film basato sempre su una vacanza sulla riviera romagnola, ma a Rimini, diretto da Luciano Ligabue e di cui ho parlato (molto male) QUI.


domenica 9 agosto 2020

LA METEORA INFERNALE (LA SCI FI VINTAGGIA, MA EFFICACE)

Un meteorite cade sulla terra e i suoi frantumi a contatto con l'acqua crescono a dismisura diventando dei monoliti giganteschi che poi crollano a terra frantumandosi in tanti pezzi che crescono di nuovo a dismisura diventando dei monoliti giganteschi che poi crollano a terra frantumandosi in tanti pezzi che crescono di nuovo a dismisura... e via così per un bel po'. 
In più, se qualche essere vivente viene a contatto con quei cristalli, si ritrova in men che non si dica pietrificato come se avesse incontrato la mitologica Medusa.
Girato ancora in bianco e nero, nonostante l'anno precedente Il Pianeta Proibito fosse già in Technicolor, ma tanto lo avevo visto ai tempi della tv in bianco e nero in una rassegna di film al pomeriggio dove c'era anche Atragon di Ishiro Honda, il film del 1957 non ha nomi altisonanti in cartellone, ma ha una bella resa sugli effetti speciali dei cristalli giganti che crollano su modellini di case avanzando inesorabilmente;
effetti artigianali che una moderna CGI forse riuscirebbe persino a rendere farlocchi.

sabato 8 agosto 2020

ALESSANDRA AMOROSO & BOOMDABASH - KARAOKE (E UN PO' DI PIERACCIONI)

Eeeee niente... ormai ogni estate non si scappa e ci tocca il tormentone della Amoroso, sempre con Boomdabash (ormai sembra esserne diventata Il Quinto Elemento, per dirla alla Besson),
nonostante sia stato dimostrato clinicamente che con l' emissione di quelle sue frequenze sonore può provocare effetti collaterali anche gravi.

In più questa volta, nonostante un testo furbetto con citazioni post-lockdown, siamo anche in prossimità di plagio (o semplice ispirazione dai) del famoso Pam Pam di Cecilia Gayle.

Fatto sta che il vero protagonista è Mr. Ketra, all' anagrafe Fabio Clemente
che tra questa band pugliese e il duo con Takagi, ce lo troviamo praticamente ovunque, segno che la sua produzione (come l'anno scorso con Giusi Ferreri e ancora prima con la Bertè, J-Ax, Fedez, Baby K) viene richiesta parecchio, proprio come negli anni 90 accadeva a Gabry Ponte degli Eiffel 65. Sta girando proprio in questi giorni infatti la nuova di Takagi & Ketra "Ciclone" con Elodie, Mariah e addirittura i Gipsy Kings (!!!)

dove si divertono a rifare il famoso film di Pieraccioni.
Ho paura quasi ad aprire la dispensa che magari Mr. Ketra me lo trovo pure lì, come succedeva a Fantozzi con il pane sfornato da Abatantuono...

venerdì 7 agosto 2020

LA REGINA DI VENERE (OVVERO COME TI FACCIO UN FILM CON LE COSE DEGLI ALTRI)

Chi lavora nel cinema saprà perfettamente quanto può costare la realizzazione di scenografie e di costumi che poi non verranno più utilizzati, o verranno distrutti salvo i pezzi che, per tradizione, i membri del cast si portano via per ricordo a riprese concluse.
Capita però, a volte, che un film a basso costo possa riutilizzare qualcosa rimasto da una pellicola precedente, tipo Il Pianeta Proibito di cui ho parlato QUI
E questo riciclo avviene a mani basse ne La Regina Di Venere con Zsa Zsa Gabor, dove le venusiane sono esattamente come noi tutti ce le siamo sempre immaginate,
di cui ecco anche la locandina originale:
dove ritroviamo le stesse divise dell' equipaggio guidato da Leslie Nielsen
e gli abiti di Connie Francis, nonché il pastrano di Walter Pidgeon, mentre le scenografie arrivano da altre pellicole di fantascienza.
La cosa comunque sarà passata quasi inosservata dato che il "Pianeta" è diventato un cult, mentre questo è a dei livelli kitsch che stanno a metà strada tra un videoclip di Lady Gaga e Ciao Nì di Renato Zero con un tocco di musical di Broadway, e sicuramente lo avranno visto solo dei malati di mente come il sottoscritto😂😂😂.

giovedì 6 agosto 2020

KURT RUSSELL, LA DISNEY E LA TRILOGIA DEL COLLEGE

Negli anni 60 un giovane Kurt Russell firma un contratto con quella casa di produzione fantasmagorica (allora) che adesso inspiegabilmente azzecca solo un film ogni tanto (il tremendo Artemis Fowl docet).
Per dieci anni il poco più che adolescente Kurt recita quindi in parecchie pellicole disneyane e in particolare in una non definita ufficialmente trilogia ambientata in un college, sempre con gli stessi protagonisti e con Cesar "Joker" Romero come villain.


Nel primo film Il Computer Con Le Scarpe Da Tennis, Dexter (Kurt) viene colpito da una scarica elettrica mentre cerca di sistemare il computer della scuola e invece di rimanere fulminato assimila tutta la memoria della macchina diventando egli stesso un computer vivente.

Nel 1995 la Disney ne ha fatto anche un remake per la tv, ma piuttosto sconosciuto.

Nel secondo Spruzza Sparisci E Spara, per una casualità, nel laboratorio di chimica si crea una vernice che rende invisibili con divertenti conseguenze.


Nel terzo L' Uomo Più Forte Del Mondo, a causa dell' accidentale mescolanza di sostanze, un mangime per mucche provoca agli animali una produzione di latte esagerata, e quando Dexter lo sperimenta su se stesso si ritrova con una forza da superman.

Ovviamente sono film leggeri con un plot abbastanza ripetitivo e gli effetti speciali sono il minimo sindacale, però divertono come un film Disney deve fare; inoltre Kurt ha il viso perfetto per incarnare il tipico ragazzone americano fisicato e bello, cosa che mi ha sempre fatto sospettare che il Fred Jones di Scooby Doo

e il Corey Anders di La Fantastica Jeannie,
le due serie di Hanna & Barbera, siano entrambi ispirati proprio a lui.
Per questa sua caratteristica da ragazzone, rivederlo anni dopo nei panni e barba di Jena (Snake) Plissken mi aveva fatto un effetto un po' straniante. Ma dopotutto in tempi recenti anche Daniel Radcliffe si trova dei ruoli sempre più lontani dal maghetto che l'ha reso famoso, anzi è stato fatto il suo nome (scherzando, ma non troppo) addirittura per un nuovo Wolverine(!!!),

Persino i vari Doctor Who, quando lasciano la serie finiscono quasi tutti a fare personaggi malvagi, perfidi, comunque negativi.

E pure Kurt con Tarantino la sua parte cattiva l'ha tirata fuori.
Come dire... se sei un attore bravo, sai interpretare qualsiasi cosa... anche un tostapane, se è il caso😀.


ADDIO A FRANCA VALERI

 Aveva appena festeggiato i suoi 100 anni, e purtroppo da un paio di giorni ci ha lasciati anche Franca Valeri, attrice di teatro, ma anche ...