lunedì 26 ottobre 2020

RATCHED... TANTO TEMPO FA...QUANDO QUEL CUCULO ERA LONTANO LONTANO...

 Se le nuove idee scarseggiano, non dobbiamo preoccuparci perché la cinematografia di 40 anni fa è pregna di personaggi interessanti che magari sono stati protagonisti o solo coprotagonisti di un capolavoro, tipo Norman Bates di Psycho che è stato rebootato adolescente in BATES MOTEL facendoci conoscere anche la sua mamma da viva. Pure Qualcuno Volò Sul Nido Del Cuculo del 1975 mostrava un personaggio decisamente particolare e iconico, cioè la caposala Mildred Ratched,


della quale questa serie su Netflix ci vuole raccontare le origini sue e del suo modo di comportarsi un tantino sopra le righe (ma mica solo lei!!!). Fotografia dai colori supersaturi e riprese che sembrano (giuro!) fatte da Stanley Kubrick, rendono ogni episodio ipnotico al punto giusto insieme ad una musica sempre presente e molto spesso ossessiva. Quindi una bella serie? Beh se la si prende davvero come un prequel del film di Milos Forman magari si può trovare da ridire su parecchie cose, mentre se la prendi come se fosse l'ennesima American Horror Story (l'autore è lo stesso) allora le cose funzionano molto meglio perché violenza, sadismo, splatter e sesso non mancano assolutamente. Ho visto alcuni episodi e personalmente mi hanno preso parecchio, ma so che invece i più tanti hanno definito la serie un flop proprio per il suo riferimento al film di Forman. Vedi a volte a confrontarsi col mito (o col Milos)? Meglio volare più basso...

domenica 25 ottobre 2020

X-FACTOR E IL CASO ROCCUZZO

 La nuova edizione di X-Factor ha già scatenato le polemiche ancora prima di arrivare ai live grazie ad Emma Marrone che, dopo essersi emozionata fino alle lacrime durante le audizioni di Roccuzzo


ed aver speso parole su come sia "nato per cantare" (parole sue), alla resa dei conti ha deciso di non portarlo ai Live che cominceranno giovedì prossimo in favore di altri tre ragazzi provinati. E così, come nelle migliori tradizioni ormai di quando non ti piace il finale di una serie tv, sono subito volati gli insulti sui social verso la cantante che occupa il posto di giudice per la prima volta nella storia della trasmissione. Tuttavia bisogna pensare che molte parti sono state tagliate, per cui una decisione così può apparire affrettata, mentre magari era stata più ponderata e motivata meglio di come si è visto. A discolpa sempre di Emma resta anche il fatto che la voce così particolare di Roccuzzo sarebbe di difficile utilizzo nell' industria discografica che, come ho avuto modo di spiegare in altri post, lascia poco spazio ai sentimenti veri in favore di bieche possibilità di profitto, motivo per il quale molti artisti preferiscono evitare le majors e firmare piuttosto contratti con piccole etichette indipendenti pur di non diventare dei pupazzi manovrati dai discografici. Quindi ora Roccuzzo la sua esposizione televisiva l'ha avuta e, se ha davvero i numeri per andare avanti, magari lo rivedremo anche senza l'aiuto di Emma. Basta però non rivederlo tipo a lamentarsi dalla D'Urso eh...

sabato 24 ottobre 2020

FRANCESCO BIANCONI - CERTI UOMINI, OVVERO: ALTRO CHE LE RIME "SOLE, CUORE, AMORE"

 Oggi post da bollino rosso perché si parla di canzoni con contenuti espliciti, come succede nel rap che anche lì mettono il bollone "explicit" sulla copertina del disco. Ma non di rap si tratta, bensì di musica cantautorale nella figura di Francesco Bianconi, leader dei Baustelle. I Baustelle hanno fatto cose interessanti e specialmente nell' ultimo album ci sono alcuni brani il cui arrangiamento con sound elettropop anni 80 ti fa saltare l'impianto stereo (tipo il brano Amanda Lear). Mi piace quella commistione tra il suono della voce di Francesco così DeAndreiano e la musica che sembra uscita da uno dei migliori album di Battiato. Non riesco però ad apprezzare un loro disco nella sua completezza. Ora Francesco Bianconi mette in standby la band e si concede un progetto solista dal titolo Forever e presentato da una canzone dal testo che definire particolare è un eufemismo: CERTI UOMINI, che consiglio di ascoltare con particolare attenzione.


Il brano è il terzo singolo che anticipa l'intero lavoro e parte proprio come se fosse Fabrizio DeAndrè a cantarla facendo una disamina sui vari caratteri maschili finché non arriva quel famigerato ritornello che (la stavo ascoltando su Radio DeeJay in macchina) per poco non mi fa andare a sbattere. In effetti anche con i Baustelle Francesco non ha mai girato molto intorno alle parole, cioè se doveva dire una cosa la diceva. Ma qui è ancora più diretto e disturbante al punto che non te l'aspetti. Non lesina nemmeno critiche verso i colleghi declamando:

"I cantanti ucciderebbero per apparire in un programma in televisione dove i discografici morti della Warner, della Universal e della Sony poi gli pubblicano la canzone" , 

parole sue estratte dal testo. Insomma, io sono canaglia, ma c'è chi mi surclassa di brutto...

venerdì 23 ottobre 2020

CARNIVAL ROW, UNA STORIA PIÙ ATTUALE DI QUANTO POSSA SEMBRARE

 Una popolazione oppressa da un regime di guerra, dittatura e violenza fugge dalla propria patria a bordo di imbarcazioni con la speranza di raggiungere una terra dove poter vivere dignitosamente, ma i naufragi vanificano molto spesso queste speranze e i fortunati che riescono ad arrivare alla terra promessa si riducono a fare lavori pesanti, umilianti (come la prostituzione), suscitando la diffidenza di chi si vede arrivare in casa questi stranieri e talvolta si arriva anche ad atti di violenza verso di loro... Parrebbe una cronaca dei nostri giorni sui migranti, vero? Invece è la trama di Carnival Row,


una serie del 2018 dove i "fatati" sono quelli che fuggono dal loro Paese e cercano di integrarsi in un luogo di fantasia che sembra esattamente la Londra vittoriana, bobbies compresi, con tutto quello che ne consegue. Cara Delevigne è una fata che sopravvive ad un naufragio e entra a lavorare come domestica presso una famiglia benestante, mentre Orlando Bloom è un ispettore di polizia che indaga su una serie di omicidi a danno proprio dei "fatati". Tra i due, che avevano avuto una relazione in passato, nascerà una collaborazione per risolvere il mistero. Non è male come idea e sono abbastanza buoni gli effetti speciali, e pure la recitazione (doppiaggio compreso) rende il tutto dignitoso, ma una fotografia perennemente scura e sporca non mi ha fatto apprezzare granché la messinscena. Non credo che la metterò tra le mie serie preferite.

giovedì 22 ottobre 2020

SPENCER DAVIS E RONNIE HANSON, DUE VITE PER LA MUSICA

 Questo blog parla sì, di cinema, musica e televisione, ma ricorda anche quando qualche personaggio importante in quei campi ci lascia e, in questo 2020 maledetto, di necrologi se ne trovano a bizzeffe se si scorre indietro, forse in media almeno uno alla settimana. Oggi è la volta di ben due personaggi della musica anche se impegnati da punti di vista diversi.


Il primo è Spencer Davis, fondatore dello Spencer Davis Group dove ha militato anche Steve Winwood, e ci ha lasciati all'età di 81 anni. Per chi non conoscesse la band, i Pooh, non ancora con la formazione storica, hanno realizzato il loro primo 45 giri coverizzando la loro KEEP ON RUNNIN'


che è  diventata VIENI FUORI.

Ma sono da ricordare anche GIMME SOME LOVIN',

famosa anche nella versione dei BLUES BROTHERS, e I'm A Man della quale ho parlato in occasione di QUESTO POST. L'altro personaggio quasi coetaneo invece è Ronnie Hanson, speaker dal tipico accento british (infatti trasmetteva in inglese) che è stato la prima voce di Radio DeeJay, la famosa emittente milanese quando era guidata da Claudio Cecchetto che l' aveva improntata sulla New Wave bandendo totalmente le canzoni in italiano, salvo ripensarci in seguito quando si è trovato fra le mani Jovanotti e gli 883. Ronnie ci lascia a 79 anni... 
Goodbye guys.

mercoledì 21 ottobre 2020

KICKBOXER - RETALIATION, OVVERO: ME LE VADO A CERCARE

 Pigramente steso sul divano ieri sera provo a testare i canali della tv, mettendo da parte per una volta i servizi streaming, e sul tardi mi capita di vedere una buona metà di questo film su Italia 1,


dopo un po' di stanco zapping tra Temptation Island e Giordano che delira su Retequattro. Ma attenzione: non è che sono rimasto a vedere il film perché seguito dei vari Kickboxer con Jean Claude VanDamme che torna anche qui come Rocky che allena il figlio di Apollo Creed, e nemmeno attirato dalla presenza di Christopher Lambert, che quando finisce nei seguiti è garanzia di "sola" (vero Highlander II?), oppure per Mike Tyson o Ronaldiñho (mancava solo un cameo di Topo Gigio ormai). No, la cosa che mi ha fatto fermare con il telecomando è stata un doppiaggio terrificante degno delle migliori parodie su Youtube. Non che in lingua originale il film avrebbe potuto avere un'altra faccia eh... Ed ho avuto ancora una volta la conferma che ormai è meglio stare sulle piattaforme streaming.

martedì 20 ottobre 2020

THE BOYS - STAGIONE 2: THE KIDS ARE ALRIGHT

Uso il titolo di un noto album degli Who per definire la seconda stagione di The Boys, che con la prima ha dato letteralmente un calcio negli zebedei al luccicoso mondo dei supereroi con le tutine colorate.


Perché diciamolo chiaramente, è più credibile un mondo Marvel o Dc oppure questo mondo in cui i supereroi (non tutti) sono degli stronzi, corrotti, maniaci, psicopatici, giusto per non calcare troppo la mano che poi qualcuno si offende? Senza alcun dubbio il mondo di The Boys è più vicino alla realtà di qualsiasi altro cinecomic visto finora (forse sarebbe d'accordo anche Martin Scorsese) e la seconda serie conferma il tutto. Certo qualche momento WTF si trova, tipo le branchie che cantano You Are So Beautiful ad Abisso in un momento allucinogeno con tutta la faccenda della sua riabilitazione dopo i comportamenti scorretti verso il gentil sesso, o Patriota che sul finale di stagione grida il suo delirio di onnipotenza facendo QUELLA COSA (attenzione... diciamo spoiler!) sopra la città, oppure ancora il rapporto che si instaura fra lui e Stormfront con quella scena del "bruciami le tette" che davvero non poteva essere nel fumetto perché Stormfront è donna solo nella serie tv. Tutte cose che ti lasciano un po con la faccia "meh", ma ci sono comunque il ritmo (anche se un po' meno rispetto alla prima stagione), le sorprese e lo splatter che tanto ci piace quando viene fatto così bene, e assicuro che, episodio dopo episodio le cose vanno in crescendo così tanto, ma così tanto che nemmeno riesci ad immaginarlo, e non mi dà alcun fastidio se la serie si discosta parecchio dal fumetto, dato che non l'ho mai letto; la mia impressione è che tutto sommato funzioni bene, scelte di sceneggiatura bislacche incluse che lasciano più spazio ai Sette che ai Boys, ma se appunto funziona... Perché diciamolo ancora più chiaramente: il nostro lato morboso ci fa essere più curiosi di cosa si cela veramente dietro ai patinati supereroi che abbiamo sempre immaginato come dei santi, dei buoni per antonomasia essendo "eroi", piuttosto che dietro ai "normali" che li vogliono smascherare. Ma ripeto, parlo sempre come uno che il fumetto non l'ha mai letto e sono pronto a rimangiarmi tutto se mi capiterà di sfogliare quelle pagine.

Molti amanti del binge-watching non hanno gradito la scelta di Prime di centellinare gli episodi uno alla sertimana dopo i primi tre pubblicati a settembre e questo ha portato anche critiche negative, ma personalmente il problema non mi tocca, tanto non ce l'ho mai fatta a spararmi una serie completa in una botta sola, nemmeno quelle da 30 minuti ad episodio.

RATCHED... TANTO TEMPO FA...QUANDO QUEL CUCULO ERA LONTANO LONTANO...

 Se le nuove idee scarseggiano, non dobbiamo preoccuparci perché la cinematografia di 40 anni fa è pregna di personaggi interessanti che mag...