venerdì 22 gennaio 2021

BOHEMIAN RHAPSODY - SECONDA VISONE CASALINGA

 È uscito da quasi un paio d'anni questo biopic ed ora è anche disponibile su Prime, così, dopo averlo visto doverosamente sul grande schermo al cinema quando ancora non avevo iniziato a curare sto blog, me lo sono riguardato a casa e... com'è?


Un gran bel film che rivisto adesso in confronto al superlativo ROCKETMAN ti accorgi che ha certo tutto un altro mood perché quello di Elton John è fondamentalmente un musical e questo no, ma comunque un bel film con i tempi tecnici studiati alla perfezione per raccontarti la nascita, l'ascesa, la crisi e la rinascita dei Queen e in particolare di Freddie Mercury, anzi è praticamente solo di lui che si parla perché degli altri tre vengono date solo delle piccole informazioni buttate lì. È pur vero che Freddie è stato l'immagine dei Queen e non me ne vogliano Paul Rodgers e Adam Lambert che sono bravissimi nel canto, ma l'animaccia animale di Mercury non l'hanno assolutamente ereditata (e John Deacon ha giustamente mollato subito perché non si sentiva di portare avanti una cosa così per forza). È vero che sul film molte sono state le critiche, per esempio sull'errata cronologia di alcuni brani come FAT BOTTOMED GIRLS

che non è precedente al 1975 come invece viene proposta nella pellicola, ma bisogna ammettere che montata in quel punto ci stava perfettamente... e muti. Altra cosa dichiarata dai precisini è che Freddie non confessò la sua malattia ai colleghi prima del Live Aid, ma lui stesso lo scoprì anni dopo; ma stiamo facendo un film ragazzi, un po'di pathos drammatico ci sta e poi non si sta dicendo una bugia, solo si anticipa un evento straconosciuto. La piccola pecca per i veri fans forse sta nel fatto che si sono trascurati i pezzi che suonavano negli anni dello storico LIVE AT THE RAINBOW

e all Hammersmith Odeon, ma si può capire la necessità di puntare sui brani più conosciuti dal grande pubblico. La scelta del cast è semplicemente straordinaria perché (anche grazie a trucco e parrucco in verità mai eccessivo se non per i dentoni di Rami) sembra di vedere i veri personaggi lì sullo schermo,

specialmente Brian May è lui spiccicato. Il buon Rami Malek con i suoi tratti orientali e una bella ed evidente (e sicuramente scomoda) protesi dentale rifà degnamente Freddie in tutti i suoi trascorsi privati e live, con mosse e playback perfetti al punto che più di una volta ci si dimentica che non sono i veri Queen. Specialmente nelle scene dei primi anni 70 è fisicamente identico (leggi magrezza) mentre forse sul palco del Live Aid il vero Freddie era leggermente più fisicato (macho).  Piuttosto, durante le parti recitate, il doppiatore italiano (lo stesso di Mr Robot) gli dà una tonalità un po'troppo "grossa" rispetto alla vera voce di Mercury che invece aveva sempre un tono fresco da ragazzino anche da adulto, mentre Rami nell'audio originale lo mantiene quasi identico. Certo che la prima scelta di casting che era caduta su Sacha Baron Cohen sarebbe stata ancora più azzeccata, ma con l'attore sappiamo com'è andata a finire (lo avevo raccontato QUI). Quindi, concedendo licenze registiche (peraltro travagliate a causa del cambio di regista in corsa) e sceniche (perché ricordiamo ancora che stiamo guardando un film e non un documentario) alla fine di questo pippotto, tutto si risolve nei versi di apertura della CANZONE che dà il titolo al film: "Is this the real life... is this just fantasy?"

And God Save The Queen...

giovedì 21 gennaio 2021

DEREK FLINT - L'AGENTE SEGRETO COSÌ SEGRETO CHE LO CONOSCONO DAVVERO IN POCHI

 Come anticipato a CASSIDY qualche giorno fa, ecco un post dedicato all' agente segreto sciupafemmine numero due nella classifica di popolarità mondiale, ovvero Derek Flint. Mentre in europa negli anni 60 nascono con Sean Connery i primi film dell'Agente 007 al servizio segreto di Sua Maestà, subito clonati in versioni all' italiana di cui ho parlato QUI, alcuni ridicoli, ma altri perlomeno dignitosi, in America non se ne stanno con le mani in mano e si inventano sia Matt Helm, con quel gigione di Dean Martin, che l'agente Flint, con quella faccia da schiaffi di James Coburn,


che con la sua dentatura particolare, a volte mi fa tornare in mente un personaggio di Albertone.

A differenza del collega del Regno Unito però Flint pare da subito una parodia (ma non come un film di Leslie Nielsen eh...) per la leggerezza con cui affronta le situazioni, sebbene non manchino scene d'azione e belle figliole ad ingentilire il tutto, specialmente nel secondo episodio dove è tutta al femminile l' organizzazione delle malvage che vogliono dominare il mondo.

E sempre il secondo episodio, anche se più cretino, è pieno di quello spirito colorato alla Austin Powers che te lo fa reggere fino alla fine, proprio se non lo prendi come un film serio. Il capo di Flint è quel Lee J.Cobb che qui si allinea al mood leggero della pellicola, ma in genere ha recitato parti di tutt'altro genere come in quel film della saga di MARK IL POLIZIOTTO che all'epoca, grazie alla mia biciclettina, ho avuto l'onore di vedere lì sul set mentre lo stavano girando proprio con Cobb che sbraitava in una cabina telefonica. Ma tornando a Flint, più che un agente con il classico Q che gli fornisce i gadget, sembra un McGyver con tanto ingegno e capacità di arrangiarsi con quello che ha sottomano e immancabilmente donnaiolo come ci si può aspettare, con le donzelle che non resistono al suo fascino... perché le varie Charlize Theron, Anne Parillaud, Milla Jovovich e Scarlett Johansson cazzute arriveranno solo molti anni dopo sennò sai che legnate ci sarebbero state. Ma appunto erano tempi diversi e le donne, anche se villain, mantenevano quel ruolo deciso dai cliché dell'epoca. Nel primo episodio si può gustare anche una breve sequenza in un italiano sgangherato perché l'azione si svolge anche a Rooomaaaa ...e no, senza Venditti però.

Ah scusa Antonè... non sapevo che stavi leggendo... 

A titolo informativo esiste persino la parodia all'italiana di Flint ed è Il Vostro Superagente Flit con Raimondo Vianello e Raffaella Carrà-Flit Girl.


Direi che non manca proprio nulla... ah no!!! Nel 1976 viene prodotto un film per la tv dal titolo Dead On Target che dovrebbe essere il pilot per una serie, ma nessuno se lo fila... anche perché non era più Coburn a dare il volto a Flint. Per cui niente trilogia, ma semplice dualogia (spero che si dica così) già pubblicata in cofanetto per Derek Flint, che magari non si ricordano tutti, ma almeno un po'di curiosità adesso spero di averla messa😀.

mercoledì 20 gennaio 2021

LUPIN III THE FIRST

 Fermo restando che la migliore serie di Lupin III rimane la prima, quella trasmessa sulle prime tv private con un alto tasso di violenza e scene action, animazione ancora molto scattosa e con quella sigla che, come direbbe Elio, "non c'entra un cazzo, ma che piace ai giovani", cioè PLANET O, ero già rimasto piuttosto deluso dalla trasposizione in LIVE ACTION di qualche anno fa, preferendo di gran lunga i corti di produzione italiana (e alcuni addirittura amatoriali) che ho già citato.


Qualche mese fa mi sono visto quindi anche questo nuovo film di animazione ad effetto 3d come i film della Pixar e, in effetti, le ambientazioni, gli oggetti, le scene action sono davvero ben realizzati, tanto che in molte immagini sembra di vedere un vero film e non un'animazione. Molto diversa è invece la resa dei personaggi che risultano molto più "finti" come se fossero quelle action figures tanto amate dai collezionisti. Forse è anche voluta la cosa proprio per lo spirito da otaku di vedere i propri oggetti da collezione muoversi in un vero film. Comunque se si supera questo piccolo lato tecnico, il film sa essere divertente nei limiti che ormai la saga di Lupin III ha da parecchio tempo. Tant'è che, come per mettere le cose in chiaro da subito, vediamo il nostro amico indossare la giacca rossa (pure quella con effetto plasticoso) e non quella verde degli esordi. E per mettere le cose ancora più in chiaro, se io dovessi fare il cosplayer, farei Lupin in giacca verde, appunto. Ma tanto, di più di tutti farei Daisuke Jigen perché è da sempre il mio preferito, vestito figo e misterioso come il "Grande Figlio Di Puttana" degli Stadio che "sotto l'ombra del cappello non ti fa capire mai se tira fuori il suo coltello (revolver) o ti chiede come stai?". E a Keanu Reeves gli farei fare Goemon che mi sembra adatto per lui. Ora lo chiamo e ci mettiamo d'accordo per il prossimo Lucca Comics... se ci sarà... e si accettano candidature per Fujiko😀

martedì 19 gennaio 2021

LE STREGHE (TREMATE CHE SON TORNATE... MA ANCHE NO)

 Da quel libro di Roald Dahl era già stato tratto il film diretto da Nicolas Roeg nel 1990 che però aggiustava un po'il finale dandogli un happy ending che non c'era.


Robert Zemeckis invece rimane più fedele alla conclusione del libro modificando però location e i personaggi, per cui dall' Inghilterra ci ritroviamo in Alabama e i protagonisti invece di avere origini norvegesi sono di colore, forse per giustificare nel cast la presenza di Octavia Spencer, bravissima come sempre però un po' troppo giovane come nonna (specie se ricordate l'altra nonna). Certo che quindi l'atmosfera generale già ti cambia parecchio dal freddo nordico al caldo e profondo sud. Il ruolo che fu di Anjelica Houston invece tocca ad Anne Hathaway che, nonostante sia trasformata e mutilata da una moderna CGI, non regge il confronto con la futura Morticia tutta makeup e prothetics, anzi la Anne mi ha fatto ricordare più volte Death Note, pensa te.


Ma colpa mia che guardo quelle cose giappe... Colpa mia anche se il congresso delle streghe mi ha fatto pensare ad un raduno di fans di Lady Gaga, ma ormai associo automaticamente il kitsch alla Germanotta come una volta lo si faceva con i costumi di Renato Zero (eeee... facile così). Roald Dahl di certo aveva qualcosa contro i bambini (magari gli bucava i palloni se giocavano sotto casa sua) o perlomeno, poco ma sicuro, si divertiva a tormentarli nei suoi libri (scherzo eh... anche perché Dahl brevettò un nuovo tipo di valvola per l'idrocefalia di cui era affetto il figlio, per cui in realtà era dalla parte dei piccoli). Comunque ne La Fabbrica Di Cioccolato li metteva in situazioni decisamente particolari, compressi, rimpiccioliti, gonfiati e via così, mentre in Le Streghe li trasforma in topi; no, la gallina è un'invenzione e, in alternativa, una canzone degli show di COCHI & RENATO.

Comunque sulla CGI ho da ridire parecchio perché risulta tremendamente finta in diversi momenti come in particolar modo il serpente sul braccio della prima strega che il piccolo protagonista incontra, cioè la sosia di Marge Simpson (parla pure come lei...), e pure il gatto della Strega Suprema. Il che è strano perché Robert ci ha fatto vedere cose incredibili nei suoi film. Poi però mi sovviene che ha anche diretto La Morte Ti Fa Bella dove in un tripudio di effetti speciali sforacchia, stiracchia, riaggiusta Goldie Hawn e Meryl Streep che manco lo facevano i fratelli Warner ai Looney Tunes, ma alla fine il film ti lascia lì con una faccia da mucca che guarda passare il treno (tipo: "Embè?"). Così pensi che anche il Robert ogni tanto la fa fuori dal vaso e, nonostante le musiche del fido Alan Silvestri e la buona caratterizzazione di Stanley Tucci (che pare Massimo Lopez) come direttore dell' albergo che nel 90 era stato invece interpretato da Rowan Atkinson (che pareva Mr.Bean... pensa un po', hehehe😀) rimane sì un film adatto per Halloween, il periodo in cui è uscito in streaming, ma niente più, nel senso che non troverà mai posto nella mia vetrinetta vicino alla trilogia di Ritorno Al Futuro, Chi Ha Incastrato Roger Rabbit e Forrest Gump.

lunedì 18 gennaio 2021

ADDIO A PHIL SPECTOR

 È morto a 81 anni a causa delle complicazioni per il Covid-19 Phil Spector,


il leggendario produttore/arrangiatore che ha lavorato anche sull' ultimo album dei Beatles, Let It Be, forse calcando un po' la mano con la sua mania di infarcire i brani di suoni maestosi, cioè quello che lui definiva "Wall Of Sound". Paul McCartney infatti ha disapprovato il suo lavoro specialmente su The Long And Winding Road, a suo dire resa troppo orchestrale e zeppa di cori celestiali fino a snaturare l'intento malinconico del brano. Curiosamente però nei concerti Paul suonerà spesso il brano proprio così arrangiato, forse perché è veramente un qualcosa di davvero maestoso e, sotto sotto, ne conviene anche lui😀. Tuttavia non collaborerà mai più con Phil, mentre John e George ricorreranno ancora a lui per i loro lavori solisti. In effetti Spector ce l'aveva proprio sta mania dell' orchestra a tutti i costi, arrivando persino a metterla in un album dei RAMONES, che divenne campione di vendita nella storia della band, End Of The Century, quello che ritraeva i quattro per la prima volta con magliette variopinte e dove nel singolo BABY I LOVE YOU

cover delle Ronettes, Phil trasformava i suoni dei quattro punk in quelli di un complessino anni 60. In realtà in quella canzone nessuno di loro ha mai prodotto una nota e l'unico che ha registrato è stato Joey con l'orchestra, anche perché l'idea di farsi produrre il disco da Spector era stata proprio sua in quanto grande fan dei suoi lavori. Per questo motivo la canzone non veniva eseguita durante il tour, ma solo nelle apparizioni tv promozionali in un BUFFO PLAYBACK,

mentre tutto il resto del repertorio si. In verità, prima della sua dipartita, Spector non se la stava passando per niente bene in quanto stava scontando una pena per aver ucciso con un colpo di pistola l'attrice Lana Clarkson e non mi stupisce il fatto che ci fosse un'arma in quanto gli stessi Ramones si sono visti puntare una pistola contro di loro durante le controverse registrazioni dell' album non esenti da accese discussioni. Ed era pur vero che ne avesse parecchie in casa seppure da lì ad uccidere una persona ce ne corre... Quindi genio si, ma anche tanto tanto fuori di testa e lo rappresenta bene Al Pacino in un film per la tv del 2014 che porta come titolo proprio Phil Spector e racconta di questa oscura vicenda con al fianco una splendida Helen Mirren.

Goodbye Harvey Phillip.

domenica 17 gennaio 2021

MASSIMO, IL CAMPIONE DELL' EREDITÀ

  Massimo Cannoletta, campione di lunga durata dell'eredità di Flavio Insinna,


ha un nome di battesimo che è già stato quello di un grande campione del telequiz ovvero il dottor Massimo Inardi del glorioso Rischiatutto di Mike Bongiorno.

Ma Massimo è anche il famoso Decimo Meridio, meglio conosciuto come Il Gladiatore dalle fattezze di Russel Crowe (mai più visto così fisicato) che al suo segnale ha scatenato l'inferno;

Massimo Cannoletta invece dalla sua ha scatenato l'inverno perché ci ha fatto passare le puntate dell'Eredità fino a Natale insieme a lui con la sua simpatia, la sua cultura e anche umiltà perché ha saputo sempre porsi in maniera piacevole e divertente creando dei simpatici siparietti con Flavio. Qualcuno sta mormorando che per lui non sia finita qui e che lo rivedremo in varie trasmissioni, magari come tuttologo opinionista rompimaroni. Onestamente spero di no, ma le scelte saranno le sue o di chi si prenderà la briga di consigliarlo, perché comunque è diventato a suo modo un personaggio. Intanto l'ho già sentito ospite di diverse trasmissioni in radio, perché in questa galassia lontana lontana non seguo solo cinema, tv e musica. Vedremo😀.

sabato 16 gennaio 2021

BRAVE RAGAZZE - OVVERO: RAPINATRICI PER FORZA (MA ANCHE PER GUSTO)

 Qualche settimana fa è andato in onda questo film, ma grazie a Raiplay l'ho recuperato comodamente quando ho potuto.


Negli anni 80 quattro donne, ognuna con problemi diversi, ma fondamentalmente legati ai soldi, si associano per fare una rapina in banca mascherate da uomini così nessuno le riconosce. Poi si sa, le rapine sono come le ciliege, una tira l'altra, e ci prendono talmente gusto che ne fanno ancora e ancora. Finché ci scappa anche il morto (ma in un'altra situazione) e il commissario, senza sospettare nulla si innamora pure di una di loro in un gioco del gatto e del topo finché... Film abbastanza divertente (forse in mano ad altri poteva essere migliore... tipo Sydney Sibilia... per dire) ispirato ad una vicenda realmente accaduta in Francia e con buoni interpreti: il commissario è Luca Argentero e le brave ragazze sono Ambra Angiolini, Serena Rossi, Ilenia Pastorelli e Silvia D'Amico, mentre il parroco del paese (Gaeta) è un divertente Max Tortora già a partire dal nome del suo personaggio che è Don Bachi ('emo fatto er Cantaggiro dirà in una scena con il commissario Morandi Giovanni detto Gianni dagli amici). Partecipa Stefania Sandrelli e Dirige Michela Andreozzi che si ritaglia anche una piccola parte e scrive la sceneggiatura con la collaborazione di Alberto Manni e Alessia Crocini.

BOHEMIAN RHAPSODY - SECONDA VISONE CASALINGA

 È uscito da quasi un paio d'anni questo biopic ed ora è anche disponibile su Prime, così, dopo averlo visto doverosamente sul grande sc...