lunedì 12 giugno 2023

CLEOPATRA DEL 1963 E QUEL TIPO DI FILM DALLA LUNGHEZZA IMPORTANTE

 Anche oggi si parla di cinema in questa galassia, il che non sarebbe una novità se non fosse che lo si fa dal punto di vista di chi ci lavora dietro, e c'era un periodo (lontanissimo) in cui proliferavano i kolossal tipo Cleopatra che compie proprio oggi 60 anni, I Dieci Comandamenti, Via Col Vento, i quali erano kolossal non solo per l'ingente dispiego di mezzi e denaro, e nel caso di Cleopatra si era partiti da un budget di circa 2 milioni di dollari che sono diventati 44 (!!!), con mille peripezie per portarlo a termine e con la 20th Century Fox sull'orlo del fallimento, terminando così l'era dei peplum; quei film erano kolossal anche per la durata oversize, dopodiché il cinema cominciò a standardizzarsi sui 90 minuti per le commedie leggere e 120 se invece era una cosa più di spessore.


Sempre parlando di Cleopatra con Liz Taylor e Richard Burton, l'idea iniziale era stata infatti di dividerlo in due parti da far uscire una dopo l'altra, ma alla fine è uscito come un blocco unico (per non dire mattone, secondo alcuni, ma io non lo dico perché a me tutto sommato piace quel genere di cinema). 
Questo discorso sul minutaggio era stato fatto perché i film molto lunghi, secondo un ragionamento esclusivamente a scopo di lucro, non erano ben visti dai produttori dato che riducevano il numero di proiezioni giornaliere e di conseguenza gli incassi.

Lo diceva proprio il personaggio di Barry Lapidus (Colin Hanks) in THE OFFER (una delle poche cose imbroccate da Paramount+) che, per quanto antipatico, considerando il cinema come un'industria e non come una vera arte, non aveva tutti i torti e per tale motivo nella serie si scontrava con Francis Ford Coppola, regista de Il Padrino, che invece aveva la mano che gli scappava sempre un po' troppo sulla lunghezza (APOCALYPSE NOW ne sarà ancora di più un chiaro esempio).

Il problema in effetti ora si pone meno poiché i film vanno quasi subito sulle piattaforme dopo fugaci apparizioni in sala e il pubblico sceglie liberamente se guardare uno spettacolo che dura tre ore tutto in una volta o spezzarlo in due. 
Anche per questo motivo ormai le serie tv non sono diventate altro che dei lunghi film divisi in 6, 8, 10 o più parti poiché la storia si dipana durante la sequenza degli episodi, mentre un tempo ogni episodio era un momento a sé stante e capivi tutto anche se non avevi visto i precedenti perché la storia si concludeva (salvo piccole eccezioni) in quei 45/50 minuti standard.

Questa cosa invece viene spiegata in IRMA VEP, la surreale serie di Assayas dove Renée il regista alter ego di Olivier dice chiaramente che nella sua testa lui sta lavorando ad un lungo film e non ad una serie tv classica.
Insomma, sono i tempi che cambiano, ma i kolossal ci sono sempre, anche se adesso hanno una forma e una distribuzione diverse. 
Tornando ancora a Cleopatra, che è la festeggiata di oggi con i suoi 60 anni (nel senso della pellicola), Liz Taylor nel film parlava in italiano pure lei grazie sempre a Rita Savagnone che ho già citato più volte quando si parla di doppiaggio... quello fatto bene... 
Tale doppiaggio presenta invece a tratti anche la voce di Claudia Razzi nell'edizione home video del 2002

poiché sono state integrate molte scene inedite rispetto all'edizione originale.
Ma anche in questo caso il lavoro è stato fatto bene con anche Michele Kalamera che prende il posto di Emilio Cigoli a dare la voce a Martin Landau (Rufio) in quelle scene inedite, essendo legato all'attore dai tempi di SPAZIO 1999 in tv, e in più lo aveva già doppiato anche nella prima stagione di Missione Impossibile, la serie dalle mille MASCHERE DI GOMMA alla Diabolik

molto prima che Tom Cruise ne prendesse possesso. 

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