Visualizzazione post con etichetta Lily Collins. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Lily Collins. Mostra tutti i post

giovedì 15 gennaio 2026

EMILY IN PARIS 5: INSOMMA...

 Abbiamo un problema e si chiama Emily In Paris Rome.


Si, perché l'ultima stagione della fino ad ora simpatica serie Netflix con Lily Collins l'ho trovata parecchio insopportabile negli episodi ambientati a Roma e nell'immaginario paese di Solitano (il set era nei dintorni di Ostia). 
Forse il fastidio più grosso, oltre al convento/albergo francamente assurdo, mi è arrivato dagli attori ospiti italiani

come Raul Bova e Anna Galiena che si autodoppiavano così male che manco un film porno è doppiato così... per sentito dire eh... 
Insomma, è pur vero che se si supera quella buona parte abbondante di girato italiano (va un pochinino meglio nell'escursione a Venezia), 

alla fine troviamo sempre la solita Emily con i comprimari di contorno, ma rispetto alla freschezza delle stagioni precedenti qualcosa è cambiato anche nella stessa Lily Collins sempre più spigolosa. 
E pensare che glielo AVEVO DETTO tempo fa di smetterla di perdere peso, ma lei testarda non mi sta mai a sentire... uff... 
Comunque anche la stessa Netflix ha mostrato poco interesse verso la nuova stagione perché non l'ha divisa in due o tre blocchi come invece fa con le cose che sa portargli molti spettatori. 
Vabbè... anche questa stagione l'abbiamo passata. 

martedì 24 settembre 2024

EMILY IN PARIS STAGIONE 4, PARTE SECONDA, MA STAVOLTA SI VA A ROMA

 Allora, è arrivato su Netflix il secondo blocco della QUARTA STAGIONE di Emily In Paris (ma perché deve essere così complicata la Enne rossa?) e ad un certo punto diventa Emily In Rome dato che la nostra protagonista finisce proprio nella capitale per una serie di motivi sentimentali, seguita dai colleghi per invece una serie di motivi professionali.


Per una serie di coincidenze che ci riportano a La Dolce Vita di Fellini, il motivo sentimentale si chiama Marcello con tanto di Fontana Di Trevi, ma senza entrarci dentro. 
Essendo quindi ambientata a Roma vi partecipa un certo numero di attori nostrani fra cui Anna Galiena e Raoul Bova che ridoppiandosi offrono una performance tremenda e non è la prima volta che noto questo fatto quando ci sono certe ospitate in fiction internazionali.

Altro cameo che invece non avevo per niente riconosciuto è quello di Rupert Everett barbuto. 
I detrattori della serie tv hanno sempre detto che questo è un prodotto che puoi mettere in sottofondo mentre stai facendo altro di più interessante perché nella mezz'ora di ogni episodio non succede praticamente nulla perciò non ti perdi niente, ed io mi sono sempre scagliato contro tale affermazione perché invece ci avevo sempre trovato freschezza, dialoghi frizzanti e colore come si sentiva in altre serie come Una Mamma Per Amica. 
Beh, in effetti stavolta ci sono parecchi cali di ritmo per cui un po' di più delle altre volte ci si annoia. 
Eh, se le cose le devo dire le dico, seppure Emily in questa seconda tranche con l'asticella dei costumi abbia raggiunto livelli di molto superiori poiché sfoggia fra le tante cose un altro outfit zentai camuffato sotto altri capi d'abbigliamento, ma che si fa notare lo stesso, ed anche un catsuit rosso con stivali d'ordinanza in coppia con l'amica Mindy.

E siccome molti degli abiti (spesso appunto improbabili) che la figlia di Phil (Collins) indossa sono presi direttamente dalle passerelle modaiole, pensa un po' se davvero tale moda diventasse un trend. 
Scomodo, ma originale senza dubbio e che non passerebbe certo inosservato. 

mercoledì 21 agosto 2024

EMILY IN PARIS STAGIONE 4, CON RIMANDO A SETTEMBRE...

 È tornata Emily In Paris con la quarta stagione su Netflix, ma siccome sta su questa piattaforma, anche lei non sfugge al solito trattamento dei due blocchi di episodi, e difatti per ora ne vediamo solo cinque, mentre gli altri cinque arrivano a settembre.


Lily Collins ormai lo sapete, occupa un posto nel mio cuore (dove tira sempre il vento, diceva Lucio) e gli outfit che sfoggia ogni volta non fanno che aumentare quello spazio che tengo per lei nel mio muscolo cardiaco con le vicende sentimentali che si stanno complicando sempre di più diventando un menage a trois se non a quater... 


A proposito di outfit è pazzesco quello qui sopra che Emily sfoggia nel quarto episodio durante una ballo mascherato, cioè una tuta intera mani e piedi compresi, tipo quelle da zentai, ma con la testa scoperta.
Ah, cos'è lo zentai? Beh sulla pratica giapponese leggermente fetish dello zentai trovate dei chiarimenti in QUESTO POST
E ci si sdoppia pure con quel costume, pensa te. 
E adesso aspettiamo settembre per la seconda tranche. 

martedì 3 gennaio 2023

EMILY IN PARIS STAGIONE 3, COME DISSERO I VANILLA FUDGE: YOU KEEP ME HANGIN'ON

 Eccoci alla terza stagione coloratissima di EMILY IN PARIS, uno dei campioni di ascolti di Netflix, perché ok, è vero che c'è tanta fuffa su questa grossa ENNE rossa e alcune serie, come 1899, vengono cancellate dopo una sola stagione, però ogni tanto quella giusta la imbroccano.


Stavolta con la terza stagione troviamo coppie che scoppiano, ritorni di fiamma (perché te lo diceva pure Antonè che certi amori fanno dei giri immensi e poi ritornano), relazioni alternative, scarpe zeppatissime, stivaloni e outfit ancora più fantasiosi tipo quelli della cara amica Mindy, sempre più lanciata nella carriera musicale, tipo quando da sotto un mantello nero sorprende il pubblico svelando un'aderentissima tuta fluo per cantare un brano di Dua Lipa,

un po' come fece Achille Lauro sul palco dell'Ariston (ma sono entrambi debitori verso il videoclip HUMAN di Sevdaliza) oppure la vediamo disinvolta vestita in latex da dominatrice (viene detto chiaro e tondo nei dialoghi) per una serata al cinema all'aperto. 
Quindi tutto si evolve e tutto cambia, pur restando sempre nello standard che abbiamo visto nelle precedenti stagioni. 
Lily Collins, che qui vedremo con una nuova frangetta e sempre più somigliante ad una novella Audrey Hepburn,

ha trovato un'ottima collocazione sia come attrice che come produttrice, e per la quarta stagione è già al lavoro dopo il cliffhanger finale che tiene sospesi noi spettatori, ma anche i personaggi della serie, un po' tutti in bilico sulle decisioni sentimentali e, alcuni, anche lavorative. 
Un'ottima stagione questa terza, nonostante qualcuno abbia l'criticata definendola poco divertente e incapace di portare a scelte definitive. 
Non sono d'accordo, naturalmente, un po' perché il trend della "scelta o non scelta" è proprio un tema ricorrente perché anche "non scegliere" è comunque una scelta, ma forse io son anche di parte perché, lo ammetto, potrei guardare la serie anche con il volume a zero dato che mi basta vedere Lily e i suoi outfit sempre più incredibili.


In realtà, a dirla tutta la moda parigina che sfila sulle passerelle della moda non è meno pacchiana di quanto si vede qui, eh; difatti tali modelli indossati da Lily sono presi esattamente da lì.

E le stanno da favola alla Lily che adoro, ma lo faccio con la preghiera di non perdere ancora ulteriore peso. 
P.s.
La canzone che ho citato nel titolo del post, oltre alla cover fatta dal gruppo di Carmine Appice e da Kim Wilde, era uno dei tanti successi delle SUPREMES di Diana Ross.

lunedì 28 marzo 2022

L'ULTIMO CONCERTO DI PHIL COLLINS

 Serata piena di commozione lo scorso sabato 26 marzo a Londra, quando Phil Collins a 71 anni ha dichiarato pubblicamente alla fine del concerto che quella sarebbe stata l'ultima volta che si esibiva (anche se già a dicembre dello scorso anno l'idea era già saltata fuori), poiché le sue condizioni di salute non gli permettono di continuare a sostenere lo sforzo necessario per altri concerti, anche se da tempo a sostituirlo alla batteria è suo figlio Nic, mentre fino al 2007 si smezzava i tamburi con Chester Thompson, lo storico "doppio" che ha sempre accompagnato dal vivo i tre Genesis rimasti, insieme a Daryl Stuermer, bassista e chitarrista, dopo l'addio di Gabriel e HACKETT.


Lo schiacciamento delle vertebre provocato proprio dal suonare la sua batteria, e i successivi interventi chirurgici piuttosto invasivi, ma necessari per evitare una paralisi, non gli permettono più di tenere le bacchette in mano per pestare sui suoi tamburi né di stare in piedi, infatti negli ultimi concerti Phil cantava sempre da seduto, non riuscendo più nemmeno a reggersi con il bastone.
A malincuore quindi COLLINS ha deciso di lasciare la storica band e, scherzando, ha detto che adesso dovrà cercarsi un lavoro vero, perché è ben nota la considerazione che molti hanno della professione del musicista, cioè che non sia una vera professione; non sanno, gli stolti, quanto lavoro ci sia dietro i 4 minuti standard di una canzone, per non parlare dell'organizzazione di un concerto live e della sua esecuzione.
Phil invece lo sa bene e ci si è giocato la salute. 
Certo è che, da buon papà di 5 figli, potrà comunque seguire la carriera sia di Nic che di Lily, ormai affermata attrice. 
Nel nostro cuore naturalmente speriamo tutti che, in un modo o nell'altro, Phil rimanga sempre nel giro della musica poiché quello che ci ha dato, con le band (plurale perché aveva infatti coltivato anche la sua passione per il jazz con i Brand X negli anni 70 e poi nei 90 con una Big Band con la quale aveva riletto i suoi successi in chiave strumentale) e da solista, ha fatto la colonna sonora di una cinquina di decadi che, personalmente, non riesco ad immaginare come sarebbero state senza il suo apporto. 
Al momento non è dato di sapere se Banks e Rutherford porteranno avanti la band lo stesso come alla fine degli anni 90 quando Collins aveva momentaneamente mollato, non per motivi di salute, e al suo posto di vocalist era subentrato il giovane, ma poco gradito, Ray Wilson, il quale però aveva forse più affinità con il timbro caldo di Peter Gabriel, piuttosto che quello più squillante di Phil, come viene dimostrato in questo live al fianco di Steve Hackett dove esegue benissimo la monumentale THE CARPET CRAWLERS,
mancando però in lui del tutto il lato carismatico che invece in Peter fa la differenza quando sta sul palco, e che invece il vocalist ufficiale di Hackett, NAD SYLVAN, ha perfettamente inglobato dentro di sé. 
E per conto mio sono contento di aver visto ancora in splendida forma Collins con i suoi Genesis dal vivo nel lontano 1992 con il THE WAY WE WALK TOUR.
Tieni duro Phil! 

mercoledì 16 dicembre 2020

EMILY IN PARIS - COSE GIÀ VISTE, MA DIVERTENTI

 Divertente serie su Netflix con la sopraccigliuta e stupenda Lily Collins (si, è la figlia di quel tale che fa il batterista e che, purtroppo, non sta più tanto bene) che pare tanto una Audrey Hepburn dei giorni nostri, e pure di Audrey Hepburn sono un grande ammiratore.


Lei è Emily Cooper, una ragazza di Chicago che viene inviata a lavorare a Parigi presso un' agenzia di marketing, scontrandosi da subito con la diffidenza dei colleghi francesi e specialmente della capa, Philippine Leroy Beaulieu (si, è la figlia di quel tale che è stato il grande Yanez di Sandokan), trovando poi piano piano degli alleati all' interno dell'agenzia, e anche fuori, che la aiuteranno a superare dei momenti difficili. Situazioni viste un po' già in Il Diavolo Veste Prada, Ugly Betty, Sex & The City, tutto mixato in dieci episodi di mezz'ora briosi e divertenti che alla fine lasciano un cliffhanger per una seconda stagione che, si dice, sarà preparata appena possibile. Covid permettendo. 

P.s. Gli stereotipi sono tanti, è vero, e molti hanno criticato la serie proprio per questo, ma sa intrattenere con leggerezza ed è ciò che in fondo conta.

C'È STATA UNA PRIMA VOLTA ANCHE PER I SEX PISTOLS

 Il 4 settembre del 1976 gli allora sudditi di Elisabetta II fecero un'esperienza scioccante ascoltando e vedendo per la prima volta in ...