Non è il titolo di un cinepanettone, ma quello che accadrà ad una delle tradizioni natalizie della tv britannica e mondiale che il prossimo dicembre andrà clamorosamente in fumo.
Noi tutti whovians siamo ormai abituati a trascorrere le feste in compagnia del Signore del Tempo nell'annuale episodio speciale dell'amata e popolare serie di fantascienza Doctor Who, ma lo showrunner Russell T. Davies e lo studio Bad Wolf hanno annunciato da mesi ormai la cancellazione dello speciale natalizio 2026 precedentemente confermato.
L'ulteriore colpo di scena è che Davies ha lasciato il suo incarico.
Tuttavia nel giro del Dottore si sta pensando di investire nel futuro a lungo termine della serie per fare tornare il TARDIS di nuovo in tutto il suo splendore.
Al momento non c'è una nuova sceneggiatura e nessun attore è mai stato contattato per interpretare il prossimo Dottore
(nell'ultimo episodio eravamo rimasti che sembrava essersi rigenerato con l'aspetto di Rose, ovvero Billie Piper, ma non è detto).
Tra i tanti motivi di questi nefasti eventi uno è la partnership con la Disney che, a quanto pare, non ha funzionato come si sperava, e in effetti non è la prima volta che la Casa del Topo crea problemi verso titoli storici, vedi, per esempio Star Wars e tanti spinoff inutili fatti raschiando il fondo di quel barile che gli ha venduto George Lucas.
Quindi ci si trova anche qui davanti ad una SITUAZIONE SIMILE a quella che sta vivendo 007, altra icona britannica gravata ormai da mesi da voci mai del tutto fondate sul proseguimento della saga.
Che sia tutta colpa della Brexit? Mah...
In chiusura, già che siamo in discorsi di fantasia e di Disney, metto un omaggio per UN'AMICA magica e speciale che a volte si diverte a trasformarmi in un geco e mi tiene appiccicato al muro di casa sua.
Oggi, riferendomi ad un nostro discorso fatto sul suo blog, l'ho trasformata io con l'intelligenza artificiale che stavolta si è dimostrata un pochino più intelligente di quella usata da Brian May RECENTEMENTE.
Tempo fa avevo parlato del bellisimo film Disney LA RAGAZZA DEL MARE che raccontava l'impresa di Trudy Ederle, leggendaria nuotatrice statunitense, celebre per essere stata la prima donna ad attraversare a nuoto il Canale della Manica il 6 agosto del 1926.
L'avevo già fatto notare allora che l'attrice Daisy Ridley (la Rey di Star Wars) si presentava in maniera molto diversa rispetto alla vera Trudy più massiccia come si può vedere dalla foto qui sopra, ma questo non inficia il risultato finale del film perché lei ce la mette davvero tutta e sa rendersi credibile.
Quell'impresa di Trudy ha rivoluzionato il nuoto mondiale e ha sfidato i pregiudizi sulle donne nello sport dell'epoca.
Nata a New York da una famiglia di origini tedesche, la Ederle che, a causa di una grave infezione contratta da bambina, ha nuotato per tutta la vita con una parziale perdita dell'udito, alle Olimpiadi di Parigi del 1924 aveva conquistato una medaglia d'oro nella staffetta 4x100 stile libero e due medaglie di bronzo individuali.
Dopodiché due anni dopo, testarda e cocciuta come lei sola, per la leggendaria traversata era partita da Capo Gris-Nez (Francia) ed è arrivata a Kingsdown (Inghilterra) impiegando solo 14 ore e 34 minuti, battendo di quasi due ore il precedente record stabilito dagli uomini e, al suo rientro a New York, è stata accolta da oltre due milioni di persone con una parata trionfale.
Quindi se volete sapere di più di come si è svolta quella traversata con tutti gli imprevisti che si sono verificati (alcuni, dicono i ben informati, enfatizzati per lo schermo), non vi resta che guardare il film.
Sono passati 40 anni (era il 27 giugno del 1986) da quando negli USA usciva il film Labyrinth
diretto da Jim Henson e ispirato ai libri dello scrittore statunitense Maurice Sendak, e infatti in quell'estate io mettevo già in discoteca il pezzo UNDERGROUND dalla sua soundtrack per far ballare in pista, ed è anche per questo motivo che il film occupa il posto della musica del sabato, perché di musica dentro ce n'è tra i cinque brani firmati da David Bowie (cantati da lui però sono solo quattro) e le musiche di Trevor Jones.
Per vederlo in Italia abbiamo aspettato fino al 23 dicembre e il titolo era stato allungato in Labyrinth - Dove Tutto È Possibile, usanza dell'epoca che finalmente è stata messa da parte (quasi sempre) per lasciare i titoli così come l'autore li ha fatti.
Qui abbiamo l'adolescente Sarah (Jennifer Connelly) che non è soddisfatta della sua vita familiare (genitori separati, nuova matrigna... uff!!!) e si distrae leggendo libri che parlano di mondi fiabeschi, e collezionando pupazzi.
Una sera deve fare da baby-sitter al suo fratellino Toby (Toby Froud) che non la smette di piangere.
La ragazza ormai stremata invoca allora il re dei Goblin, Jareth protagonista di uno dei suoi libri, affinché si porti via il capriccioso bimbo.
E mica se l'aspettava che Jareth, un David Bowie con un look tra Patty Pravo e Tina Turner,
arrivasse davvero e se lo prendesse! Al che la povera Sarah gli chiede di restituirlo subito che ll'era tutto uno scherzo, un era mica vero (doveva avere origini toscane la Sarah), ma il re risponde beffardo con la voce di Tom Cruise (Roberto Chevalier) che se lo rivuole indietro ha tempo 13 ore per superare il labirinto che circonda il suo castello, altrimenti il piccolo diventerà uno dei tanti goblin del suo regno.
Inizia così la dura prova di Sarah durante la quale incontra bizzarri personaggi, e da alcuni trova anche aiuto come lo gnomo Gogol, il bestione Bubo, e Sir Didymus, un cane yorkshire che cavalca un "coraggioso" cane da pastore; ma gli ostacoli sono tanti e Jareth si diverte a rendere tutto ancora più complicato. Altra canzone famosa dalla colonna sonora, sempre cantata da Bowie e pubblicata come singolo, è MAGIC DANCE.
I pupazzi del film sono di Frank Oz, già creatore dei Muppets e del saggio Yoda di quella famosa saga, e David si ritrova per la seconda volta perfettamente a suo agio a collaborare con lui e i suoi "giocattoli" poiché era già stato ospite molti anni prima proprio del mitico Muppets Show.
Nessuna CGI era stata usata, ma solo effetti ottici ben congegnati, con un unico momento debole riguardante un effetto speciale in chromakey abbastanza pezzente per animare dei pupazzi rosa.
Ricordate un pò di tempo fa che su queste pagine abbiamo parlato del TRIO LESCANO?
Bene, su quello stile, ma quasi vent'anni dopo, le britanniche Beverley Sisters, che sono state attive soprattutto tra gli anni '50 e '60, sono diventate famose come il primo "girl group" del Regno Unito, probabilmente solo perché le Spice Girls ancora dovevano nascere.
Le sorelle, rinomate per le loro perfette armonizzazioni, erano: Joy Chinery (nata nel 1924 e scomparsa nel 2015), e le gemelle Teddie e Babs Chinery nate nel 1927.
Babs era deceduta nel 2018 e nei giorni scorsi anche Teddie se n'è andata dopo aver raggiunto i 99 anni.
Ecco il motivo per questo sabato di MUSICA REVIVAL così vintage (ma non solo).
Prima di cantare professionalmente, le sorelle lavoravano come segretarie e furono scoperte durante la Seconda Guerra Mondiale cantando per uno spot pubblicitario.
Hanno debuttato alla BBC Radio nel 1944 tenendo un loro show per ben sette anni e il loro stile è stato spesso paragonato a quello delle famose Andrews Sisters americane che erano contemporanee del succitato Trio Lescano e che Christina Aguilera ha omaggiato triplicandosi digitalmente nel videoclip di CANDYMAN.
Le loro canzoni più iconiche sono Sisters (lassù in alto il brano), e alcuni classici natalizi (si, fa un pò strano parlarne a giugno con il caldo che si è scatenato) come LITTLE DONKEY e I SAW MOMMY KISSING SANTA CLAUS, canzoni che contano anche versioni più moderne come, per esempio, QUEST'ULTIMA reinterpretata da John Mellencamp con uno spirito decisamente più country rock. Le Beverley Sisters hanno poi continuato ad esibirsi per decenni, spesso ospiti di programmi televisivi, e nel 2006 ciascuna di loro è stata nominata MBE (Membro dell'Ordine dell'Impero Britannico) dalla Regina Elisabetta II un bel pò di tempo dopo i Beatles, ma, a differenza dei quattro di Liverpool, non ci fu nessuna POLEMICA a riguardo.
Piaciuto il viaggio di oggi nel passato musicale molto remoto e anche un pò più recente?
In chiusura, non c'entra con le sisters, ma ci ha lasciato ad 86 anni anche l'artista degli effetti speciali Brian Johnson (omonimo del vocalist degli AC/DC), noto soprattutto per le miniature di SPAZIO 1999
(sue sono le iconiche Aquile), Alien e L'Impero Colpisce Ancora.
E comunque era tutto un preambolo per concludere dicendo: goodbye Teddie & Brian.
Welcome To Derry è la serie prequel di It, il celebre, lunghissimo romanzo di Stephen King dal quale sono già stati tratti un paio di adattamenti dai risultati altalenanti specie per la versione più recente.
La serie invece parte molto bene, peccato solo per una CGI spesso farlocca che fa rimpiangere gli ottimi lavori live in scena che si ottenevano negli anni 80 con certo più fatica e tempo, ma i risultati erano tutt'altra "COSA", e per troppi momenti in cui accade poco e niente.
L'impressione è anche quella di voler scavare troppo nel passato aggiungendo elementi che King non aveva mai preso in considerazione e infatti a mio parere non era in effetti così necessario mettere nella trama anche un sottotesto militare forse prendendo spunto da Stranger Things, ma soprattutto non sono sicuro che sia un bene andare a tutti i costi a voler rivelare le origini di un orrore che invece fa molta più paura se si tratta di un qualcosa che conosci meno, per cui, perlomeno di primo acchito, non sai come agire di conseguenza, e sennò che mistero è?
In pratica fa l'effetto dell'enorme spoiler del "no!... io sono tuo padre!"
fatto nei tre film di Star Wars in cui Anakin non è ancora diventato Dart Vader e che in L'Impero Colpisce Ancora all'epoca al cinema ci aveva sorpresi tutti proprio perché non sapevamo nulla del temibile signore nero e invece adesso quando arriva quella famosa scena, se malauguratamente hai visto la saga in ordine numerico e non di uscita al cinema, sai già tutto e non sobbalzi sulla sedia. TOO MUCH INFORMATION cantavano i Police...
Oggi innanzitutto, anche se siamo in ritardo, facciamo gli auguri di Buon Compleanno a Cher
che ha compiuto nei giorni scorsi 80 anni, e le battute sul suo aspetto sinteticamente giovanile saranno già fioccate a mille, per cui non è il caso di infierire oltre.
Piuttosto il titolo del post si riferisce ovviamente al film MAMMA MIA! CI RISIAMO! dove lei era la mamma di Meryl Streep anche se hanno solo tre o quattro anni di differenza.
Continuiamo invece con un lutto nel mondo dei videogames di Star Wars per la morte di Tom Kane
che è stato un doppiatore statunitense specializzato nel dare la voce a personaggi iconici come Yoda, l'ammiraglio Ackbar, Boba Fett, Qui-Gon Jinn e C-3PO.
Altro suo ruolo importante, insieme a molti altri, quello del Professor Utonium ne Le Superchicche.
Tom aveva 64 anni e nel 2020 era stato colpito da ictus che gli aveva portato gravi problemi motori e di linguaggio.
Se n'è andato anche l'attore Michael Keating, 79 anni, ben noto in U.K. per la serie di fantascienza Blake's 7, inedita in Italia.
È stato anche il reverendo Stevens di Eastenders, altra serie britannica di lunga data pure quella mai vista da noi.
Conosciuto da noi invece era George Eastman,
pseudonimo di Luigi Montefiori, visto in moltissimi Western all'italiana e action movies sempre nostrani e molto spesso ispirati a grandi titoli hollywoodiani.
George aveva 83 anni.
Infine l'addio a Dick Parry,
83 anni, che per milioni di ascoltatori è stato prima di tutto un suono caratteristico dei Pink Floyd.
Suonava lui infatti il sax soft di Us And Them, quello nervoso di Money, o ancora la lunga parte sostenuta nella suite di Shine On You Crazy Diamond.
Assoli diventati parte dell’identità stessa dei Pink Floyd.
Auguri quindi a Cher e purtroppo addio a Tom, Michael, Dick e George.
Ha appena compiuto ieri 70 anni L'Uomo Che Sapeva Troppo di Alfred Hitchcock,
perlomeno per la sua uscita negli Stati Uniti, mentre in Italia arriverà il 6 settembre dello stesso anno.
Film che è un remake di una pellicola precedente sempre di Alfred, ma di vent'anni prima, in bianco e nero e di produzione britannica, e che è famoso anche per la canzone QUE SERÀ SERÀ cantata da Doris Day. Inoltre, come si legge sulla fotobusta in alto, il film era stato girato a colori in VistaVision che è un formato cinematografico ad alta definizione introdotto dalla Paramount nel 1954.
Questo metodo raddoppia quasi la dimensione del fotogramma, garantendo un'immagine più nitida, dettagliata e panoramica, spesso utilizzata per kolossal e, più recentemente, per effetti speciali (l'ha usato George Lucas per Star Wars - Una Nuova Speranza per non perdere in qualità nei passaggi di post-produzione) e pellicole che ricercano una resa visiva superiore.
Nato come risposta alla televisione e al CinemaScope, offre un'immagine con grana finissima, colori pieni e profondità di campo elevata. ed è tornato in auge di recente per produzioni che cercano di ricreare un look epico e analogico, come il film The Brutalist.
Tornando al film di Hitchcock con James Stewart e la già citata Doris Day, questo racconta di una famiglia americana in vacanza che, dopo aver assistito accidentalmente a un omicidio a Marrakech, subisce il rapimento del figlio per evitare che rivelino i dettagli di un piano di assassinio politico internazionale.
E naturalmente c'è il classico cameo di Alfred che appare di spalle tra il pubblico che assiste ad uno spettacolo.
Stiamo parlando di quel vampiro che si chiama Edward Cullen che, con il volto emaciato di Robert Pattinson
ha fatto sospirare le ragazzine al cinema nella saga di Twilight della quale ho visto il primo film, molto carino, ma non i sequel (non è detto che non li recuperi prima o poi).
Oggi Robert, della nuova generazione di Hollywood dopo aver fatto il modello, compie 40 anni, per cui auguri, e la saga tratta dai libri di Stephenie Meyer gli ha dato quel lancio che gli serviva verso il successo dopo alcuni ruoli secondari come nel 2005 nel quarto capitolo della saga di Harry Potter.
Dopo TENET di Nolan, nel marzo 2022 si nasconderà pure lui sotto il cappuccio del Cavaliere Oscuro in THE BATMAN dove veste i panni del protagonista Bruce Wayne. Vampiri o cavalieri oscuri a quanto pare ce ne sono stati anche all'Eurovision Song Contest di ieri sera con la prima semifinale e arrivano dalla SERBIA
con un look molto goth, forse anche troppo, e comunque hanno passato il turno. Emozionante, quasi commovente invece l'esibizione del nostro SAL DA VINCI aperta da un boato del pubblico e conclusasi con una vera e propria ovazione per il cantante napoletano che è apparso lui stesso molto emozionato.
In chiusura permettetemi di aggiungere un altro piccolo omaggio fotografico realizzato con l'intelligenza artificiale (finché si usa così direi che non ci sono problemi) per una mia amica finlandese Rita (potete seguire il suo blog QUI) che sta scoprendo in questi giorni la saga di Star Wars e ne racconta le sue impressioni, ma che dal canto suo si sente molto affine allo Spock di Star Trek con i suoi ragionamenti strettamente legati alla logica.
Logica che sarebbe un bene se fosse seguita anche dai grandi potenti della Terra, ma sappiamo che non sempre è così...
"La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati".
Così recita l'articolo 1 della legge italiana che spiega cosa si ricorda nel Giorno Della Memoria. La scelta del 27 gennaio si riferisce proprio al giorno in cui, nel 1945, le truppe sovietiche dell'Armata Rossa entrarono ad Auschwitz e liberarono i pochi sopravvissuti allo sterminio, rivelando al mondo intero la follia nazista.
Ma una serie tv del 2015 tuttora disponibile su Prime Video perché è un prodotto Amazon, ovvero The Man In The High Castle, immagina che le cose siano andate diversamente, cioè qui vediamo che i nazisti hanno vinto la guerra e gli Stati Uniti ora sono divisi tra Germania e Giappone con in mezzo un territorio neutrale,
e con conseguenze non esattamente piacevoli.
Tratta dal romanzo La Svastica Sul Sole di Philip K.Dick, colui a cui dobbiamo Blade Runner, prende poi nelle stagioni successive alla prima delle direzioni diverse dallo scritto originale rimanendo comunque un ottimo prodotto anche se spesso un pò lento.
Lentezza che nel libro era ancora più marcata non essendo per nulla un racconto d'azione, mentre per la versione televisiva qualche piccolo guizzo era stato aggiunto per dare un pochino più di dinamica ad una storia di suo già terribilmente cupa e che di recente pare tornare d'attualità con certi personaggi che vogliono dominare il mondo come se giocassero a Risiko.
Purtroppo non si tratta di un gioco e non mi piace parlare di politica perché non ne capisco nulla.
Ma se, metti caso, dovesse accadere qualcosa anche dalle nostre parti, magari mi schiererò di nuovo al fianco dei ribelli come quella volta con la gente di Alderaan,
solo per dimostrare alla principessa di turno che non sono un "brutto idiota, presuntuoso, strapezzente e cafone".
Quello che avevo definito poco tempo fa come "cinema dipinto", dopo i suoi grandi rappresentanti italiani ha perduto anche uno dei nomi internazionali che hanno contribuito a rendere mitiche le saghe di Indiana Jones e di Ritorno Al Futuro.
Sto parlando di Drew Struzan che è mancato a 78 anni perché erano suoi infatti i poster originali disegnati che accompagnavano quei film, insieme a molti altri, come I Goonies, le riedizioni del 1997 della saga di Star Wars e i successivi film, La Cosa, ma non per l’edizione italiana, Hook e tanti ancora.
Per cui, come nel caso dei suoi colleghi italiani ENZO SCIOTTI e RENATO CASARO, ecco una galleria delle opere realizzate da Struzan, qui sopra autoritrattosi, e che, guarda caso, sono tutti relative a film che tengo stretti nel cuore.
È con grande dispiacere poi che ho appreso della morte di Ace Frehley, 74 anni, chitarrista co-fondatore dei mitici Kiss che spesso capitano su queste pagine web.
Ace (The Spaceman) aveva lasciato la band all'inizio degli anni 80 senza essere certo il più grande chitarrista del mondo, ma sicuramente aveva creato con i compagni il sound e l'immagine della band.
Altro nome della musica mancato di recente è quello di D'ANGELO, cantante soul probabilmente poco conosciuto in Italia (sicuramente i Kiss hanno avuto più popolarità, per dire), ma invece con un grande seguito negli stati uniti. Il suo vero nome era Michael Eugene Archer e aveva solo 51 anni.
Per chi ha vissuto gli anni 80, Asteroids era un videogame arcade della Atari, nato in realtà nel 1979,
dove dovevi bombardare degli asteroidi e tutti i frammenti che si formavano evitando di venire colpito dagli stessi, mentre per quelli dei 90 l'asteroide tipo è quello che minaccia la Terra in ARMAGEDDON con Bruce Willis eroe a stelle e strisce e Liv Tyler che domani compie gli anni e nel film piange a dirotto ascoltando le sue ultime parole, mentre poi arrivano gli Aerosmith che cantano quella famosa canzone (ma in un altro momento, sui titoli di coda).
Com'è, come non è, anche Brian May, chitarrista e voce dei Queen, ma anche laureato in astrofisica, riferendosi all'evento dell'impatto di Tunguska avvenuto nel 1908 in questa data del 30 giugno, ha deciso, insieme a dei colleghi legati al campo astronomico
(indovinate quale dei tre qui sopra è Brian... così a istinto), di darsi da fare per trovare delle soluzioni per prevenire tale tipo di minaccia cosmica per il nostro pianeta e dal 2015 hanno istituito l'Asteroid Day.
Magari senza andare personalmente a mettere delle cariche esplosive sul corpo celeste, ma con ben altri metodi meno rischiosi come quello sperimentato UN PAIO DI ANNI FA con quei nomi presi non a caso da Star Wars.
Certo è che però il film Armageddon, se fosse stato realizzato così secondo tali tecniche, forse sarebbe stato molto meno spettacolare...
Cinema e sport a volte si sono incontrati come nel caso di Nino Benvenuti, campione leggendario di pugilato che è mancato ieri all'età di 87 anni.
La sua "carriera" cinematografica certo non è stata così gloriosa come quella sportiva, ma lo posso ricordare con piacere in quel film "poliziottesco" di cui avevo visto le riprese (avevo raccontato l'esperienza QUI NEL BLOG) dal titolo Mark Il Poliziotto Spara Per Primo
(come Han Solo, aggiungerei io) e secondo episodio della saga interpretata da Franco Gasparri, il divo dei fotoromanzi.
Anche se non ho scritto l'anno del film, dovrebbe essere evidente guardando i jeans a zampa di Franco nella locandina.
Qualche anno prima invece Nino era stato su un set western con l'amico Giuliano Gemma per il film Vivi O Preferibilmente Morti
diretto da Duccio Tessari e con Oreste Lionello che lo doppiava e dove qui l'outfit invece era il classico che si vedeva in quel filone cinematografico caro a Sergio Leone.
Nel 2008 poi ha partecipato come consulente e attore nel film Carnera - The Walking Mountain, apparendo anche in alcune fiction televisive parallelamente al ruolo di commentatore nei programmi sportivi.
Lo Star Wars Day che, come GIÀ SAPPIAMO, cade oggi solo perché May The 4th suona simile all'iconica frase/tormentone "May the force be with you", continua a portare novità nel palinsesto della piattaforma Disney per far dimenticare certi flop, e novità invece come la nuova stagione di Andor di cui ancora devo vedere la prima, ma vabbè recupererò.
In realtà è uscita già da qualche settimana questa seconda stagione, come anche in Giappone i festeggiamenti per lo Star Wars Day si sono già tenuti (come da foto) dal 18 al 20 aprile, che mica abbiamo tempo da perdere qui eh...
Sempre a tema posso segnalare per esperienza personale un piccolo museo di Budapest dedicato alla saga che noi abbiamo conosciuto come Guerre Stellari.
Si sviluppa su due piani, ma nemmeno tanto estesi, dove puoi trovare materiali, mezzi, costumi, armi, tutte cose che sembrano davvero le originali tanto sono appositamente invecchiate e consumate.
Puoi sederti a chiacchierare amabilmente con Han Solo nella taverna di Mos Esley (tanto non spara per primo, tranquillo) oppure farti la foto con mantello jedi e spada laser davanti ad un green screen con lo sfondo che preferisci, preso naturalmente dagli scenari della saga.
Puoi metterti in posa come C3PO vicino a R2D2 (C1P8 per noi) o al fianco di Chube o di chi preferisci.
Per il cerchio della vita, purtroppo neanche questo può mancare ed è lutto nel rock per la morte a 74 anni di Les Binks (nessuna parentela con il famigerato Jar-Jar per fortuna sua), ex batterista dei Judas Priest,
band considerata come l'apripista del genere heavy metal e del look tutto pelle e borchie tipico del genere, anche se è pur vero che tale abbigliamento ha riscosso un notevole successo anche negli ambienti gay come si vede negli anni 80 nell'esilarante scena al Blue Oyster in Scuola Di Polizia.
Les ha militato nella band sul finire degli anni 70, cioè nel periodo di massimo fulgore durante il quale venne registrato in Giappone anche il live UNLEASHED IN THE EAST. Disco storico che (è capitato spesso per MOLTI ARTISTI) ha subito alcuni ritocchi in studio, anzi molti sostengono che siano state rifatte tutte le parti vocali perché il frontman Rob Helford in quei concerti era molto raffreddato e non aveva dato del suo meglio.
Les nel 1981 ha anche suonato la batteria per il nostro Eugenio Finardi nel disco omonimo che contiene le famose Trappole e F 104. Di Trappole, pezzo rock dai suoni synth elettronici, esiste anche la versione dal disco tutto in inglese Secret Streets dove diventa HOSTAGES e c'è sempre Les alla batteria poiché vengono riutilizzate le stesse tracce musicali. Da cinema e serie tv arriva anche la notizia della scomparsa di Jean Marsh, attrice britannica apparsa fra l'altro in Doctor Who negli anni 60 nel ruolo ricorrente di Sarah Kingdom (ma non si tratta della classica companion)
e poi negli anni 80 con altri personaggi guest sempre nella stessa longeva serie.
Fondamentale anche la sua apparizione in U.F.O., nell'episodio Progetto Foster (Exposed) nel ruolo di una delle operative della S.H.A.D.O. (l'organizzazione segreta contro le invasioni aliene) che, insieme ad altri dello staff tutti sotto mentite spoglie,
metteva alla prova Paul Foster per testare la sua idoneità a far parte di tale team.
Episodio che (piccola curiosità) venne girato dopo Salvataggio (Survival) dove invece Paul Foster (l'attore Michael Billington, candidato mancato per 007) era il classico personaggio guest e inizialmente non doveva far parte del cast fisso, ma alla produzione, specie nella figura di Sylvia Anderson, il giovane piacque molto perché aveva un grande fascino verso il pubblico femminile
(un particolare che mancava nel prodotto) e quindi venne inserito nella serie con quell'escamotage mettendo poi Salvataggio come episodio successivo.
Jean aveva 90 anni ed era stata anche la perfida Bavmorda in Willow che purtroppo ho dovuto ricordare POCHI GIORNI FA anche per Val.
Era inoltre una sua produzione la serie Su E Giù Per Le Scale degli anni 70 dove interpretava la cameriera Rose Buck
e che anticipava lo spirito di DOWNTON ABBEY, ispirando appunto Julian Fellowes per la sua futura serie di grande successo e che ne butterà le basi già per scrivere la sceneggiatura del film Gosford Park diretto da Robert Altman.
Dal mondo di Star Trek nasce lo spinoff Section 31, un film con Michelle Yeoh che, da come veniva presentato, pareva promettere tanto di buono anche da come parte bene, e che invece si perde presto in una noiosissima sequela di scene action tutte riprese con telecamera ballerina che dà un fastidio, ma un fastidio che non ti dico.
Eh, ma così è più facile mascherare scene non proprio perfette forse.
Sarà Perché Ti Amo, Sarà Quel Che Sarà, Sarà La Nostalgia, o sarà forse anche colpa mia che non sono così trekker da amare incondizionatamente tutto quello che viene proposto da quell'universo narrativo.
Ma comunque non tengo un comportamento differente nemmeno nei riguardi dell'altra saga spaziale più nelle mie corde, poiché se una serie o un film tratto da Star Wars è una cagata pazzesca, per usare le parole di un noto critico cinematografico, lo dico senza problemi e l'ho già fatto tempo addietro.
Magari invece per chi va ai raduni trekkers a dire "lunga vita e prosperità" facendo quel segno con la mano, questo è un film bellissimo...
Ma non voglio avercela con nessuno in questo giorno che è la Giornata Internazionale Del Bacio (che negli States viene celebrata anche il 22 GIUGNO).
Perciò tanti baci anche da una vecchia canaglia💋💋💋.
Eh, lo sapevamo tutti che Val non era più in gran forma da tempo, ma perlomeno pareva che fosse guarito da quel cancro alla gola che lo aveva colpito nel 2014, e comunque, nonostante il grave malanno che comportava importanti problemi alla voce, non aveva rinunciato a tornare nel ruolo di Iceman in TOP GUN MAVERICK.
Adesso a 65 anni se lo è portato via una polmonite il Val Kilmer che ci ha tenuto compagnia sia interpretando il Re Lucertola in The Doors di Oliver Stone, che sotto la maschera di Batman diretto da Joel Schumacher in uno di quei DUE FILM poco compresi soltanto perché Tim Burton aveva dato quella nota dark che adesso tutti volevano, dimenticando però la trashissima e coloratissima serie tv degli anni 60 verso la quale il regista aveva invece preferito indirizzarsi.
E, tanto per rimanere sul fantasy tra tutti i film da lui interpretati, era stato anche lo sbruffone, ma coraggioso, Madmartigan in Willow del 1988 diretto da Ron Howard (non c'entra con il personaggio dell'universo di Star Wars), con anche un tentativo di rinverdire i fasti de Il Santo, ma lì aveva dovuto scontrarsi con il colosso Roger Moore che il suo Simon Templar lo aveva anche portato nel carattere della sua incarnazione di James Bond, quindi davanti a tale istituzione non poteva esserci gara.
Ci mancherà molto Val.
Di tutt'altro mondo invece, cioè quel mondo che vent'anni esatti orsono vedeva la scomparsa di Giovanni Paolo II, faceva parte Suor Paola D'Auria
che Fabio Fazio aveva reso famosa come inviata sui campi di calcio, essendo lei tifosa della Lazio, ai tempi di Quelli Che Il Calcio.
Non parlo mai di politica volentieri perché non ne capisco e mi interessa davvero poco, ma le ultime dichiarazioni di Donald Trump mi fanno venire "un brutto presentimento", come dicono spesso i personaggi di Guerre Stellari come fosse un tormentone ricorrente, anche se il doppiaggio italiano di episodio IV, dove viene pronunciata per la prima volta, seppur rimanga un ottimo lavoro che nessuno deve toccare, purtroppo l'ha modificata quella frase come accadrà poi anche in La Minaccia Fantasma.
Il fatto è che ben poco "stellare" è la guerra in questione poiché è quella ormai triennale tra Russia e Ucraina, dove fino adesso abbiamo visto Kiev come vittima della potente Mosca ed ora il presidente americano, come fosse Alessandro Borghese, non conferma, ma anzi ribalta tutto intimando a Zelensky di non rompere più le balle e arrendersi che sennò...
Mah, se è pur vero che Trump infatti aveva dichiarato che avrebbe risolto tutte le guerre in corso, non avrei certo pensato che questi sarebbero stati i metodi, e vedi anche le faccende tra Israele e Palestina come stanno andando.
C'è qualcosa che non mi torna, ma non capisco cosa... Sarà quel brutto presentimento... che vi posto QUI in un collage di tutte le volte che è stato pronunciato nella saga.