Quattro nomi di registi importanti del cinema vengono oggi chiamati in causa su questo blog poiché dobbiamo dare l'addio all’attrice francese Nathalie Baye, che aveva 77 anni.
Famosa soprattutto in Francia, dove aveva lavorato con grandi registi come, appunto, François Truffaut per Effetto Notte del 1973, L’Uomo Che Amava Le Donne del 1977 e La Camera Verde del 1978, e con Jean-Luc Godard in Si Salvi Chi Può (La Vita) del 1980 (da non confondere con il precedente quasi omonimo film comico con Louis DeFunes) e Detective del 1985.
Era nota anche a livello internazionale per aver recitato anche in Prova A Prendermi di Steven Spielberg (era la madre del protagonista, interpretato da Leonardo DiCaprio).
Nathalie era affetta da una grave malattia neurodegenerativa.
È stato un infarto improvviso invece la causa della morte di Patrick Muldoon
a soli 57 anni (anche cantante ogni tanto), noto per la parte da cattivo in Melrose Place e nel cast del primo Starship Troopers, film questo piuttosto spernacchiato appena uscito, anche per i problemi di sceneggiatura che, anche se partivano da un'idea originale, prendevano involontariamente spunto da Fanteria Dello Spazio, un romanzo di Robert A. Heinlein (se siete stati lettori di Urania dovete conoscere questo nome), ed era stato anche criticato per certi riferimenti che avevano fatto pensare al fascismo.
In realtà poi i molti sequel arrivati successivamente hanno fatto pure in modo che questo primo episodio
diretto da Verhoeven (l'unico della saga) fosse persino rivalutato.
Fans o non fans di Dawson's Creek, purtroppo è di ieri la notizia della morte di James Van Der Beek,
il biondino Dawson della serie tv anni 90 che ha lanciato anche Joshua Jackson e Katie Holmes, quest'ultima in realtà forse più nota, oltre che per il Batman di Nolan, per essere stata la moglie di Tom Cruise dopo Nicole Kidman. Anche Michelle Williams si è ritagliata una sua carriera e l'abbiamo ritrovata in moltissime pellicole fra cui THE GREATEST SHOWMAN
Ma torniamo a James che da tempo era malato di cancro e forse dei quattro è stato anche quello che ha avuto una carriera meno luminosa, anzi lui stesso ci scherzava sopra dicendo che era diventato più famoso per quel ben noto meme in cui piange piuttosto che per altro.
James aveva solo 48 anni, ma si sa che quella malattia non ha età.
Un altro attore ci ha lasciato, ma dobbiamo andare molto indietro nel tempo perché si tratta di Bud Cort che nel 1971 aveva interpretato il film Harold & Maude
(me lo ricordo ancora quel curioso poster appeso nel cinema che frequentavo) dove era un ragazzino ossessionato dalla morte che stringeva amicizia con una vecchina scampata all'Olocausto.
Anche Bud non ha avuto poi una grande carriera nel cinema anche perché è stato vittima di ben due gravissimi incidenti e se n'è andato anche lui ieri a 77 anni.
Nel 1986 è passata dalle nostre parti, proprio il 26 gennaio, la Cometa di Halley e il prossimo giro lo farà nel 2061.
Quindi vedrò di tenermi pronto per quella data, ma nel frattempo ricordo che tale cometa era finita l'anno prima nel film di Tobe Hooper che seguiva il grande successo di Poltergeist (che era basato su un soggetto di Spielberg, ma un pò troppo horror per gli standard di Steven), ovvero Space Vampires, il cui titolo originale era Lifeforce, ma stavolta quello nostrano non era tutto matto inventato come tante altre volte poiché era esattamente quello provvisorio usato durante la lavorazione.
Stava lì nel film questa cometa poiché nella sua coda vi si nascondeva una enorme astronave aliena che una joint-venture britannica e americana decide di andare visitare secondo il vecchio adagio "curiosity killed the cat".
Difatti sti furboni come souvenir si portano sulla terra a Londra tre umanoidi trovati all'interno dell'astronave, due maschi e una femmina chiusi dentro a bare di cristallo e poi arriva il Principe Azzurro che...
No non è esattamente la storia di Biancaneve, e anzi ben presto i tre si rivelano dei succhiatori di energia vitale che riducono le loro vittime a mummie rinsecchite.
Al che ti parte un casino a non finire dove i due maschi vengono uccisi, mentre la femmina se ne va bella nuda
(si tratta dell'attrice modella Mathilda May con tutti i suoi perché a posto) in giro per Londra a cercare altre pappe che c'ha sempre un certo languorino che, per dirla come un famoso spot di un pò di tempo fa, non è proprio fame, ma piuttosto voglia di qualcosa di buono.
Taaac! Ricordo sbloccato con Ambrogio e la bella signora in giallo, non nel senso di Jessica Fletcher?
E la "space girl", come viene chiamata (con la "a" perché le cinque con la "i" e le zeppone arriveranno negli anni 90),
lo trova quel qualcosa di buono in uno dei terrestri che l'hanno portata giù, un buongustaio che in italiano ha la voce di Luke Skywalker (Claudio Capone) con il quale scoppia l'amore fino all'epilogo finale spoilerato (pensa te) nella locandina italiana lassù in alto, mentre quella originale era tutt'altra cosa, ma forse graficamente più bruttina.
Non è male come film che potremmo definire fantahorror erotico, ma è finito subito nei B-movie forse perché distribuito dalla Cannon Film che ne produceva a iosa e infatti in tv sarà trasmesso su quei circuiti secondari come Odeon Tv dove i B-movie abbondavano e spesso sono passati anche QUI dalle mie parti.
B-movie suo malgrado anche a causa di un doppiaggio pessimo dove, per dire, sentiamo pronunciare "Helley" il nome della cometa, e lo potremo vedere in home video distribuito dalla Multivision i cui prodotti era usuale trovare in quei famosi cestoni degli autogrill e supermercati a prezzi irrisori.
A sorpresa invece ci troviamo (non in un cestone) un Patrick Stewart pre-Star Trek e pre-X-Men.
Anche la musica si è occupata della Cometa di Halley grazie a Irene Grandi che ha presentato la CANZONE con quel titolo, scritta da Francesco Bianconi dei Baustelle, al Festival di Sanremo del 2010.
Allora cominciamo per gradi prendendola un pò larga perché parto dal 1945, quando cinque aerosiluranti denominati Squadriglia 19 o Volo 19 scomparvero il 5 dicembre durante un'esercitazione della marina statunitense, ma vedrete che piano piano arriverò a questo famoso film.
Erano partiti da Fort Lauderdale quei cinque velivoli, con complessivamente 14 persone di equipaggio e avrebbero dovuto fare ritorno nello stesso punto, ma qualcosa in corrispondenza di quello che sarà poi chiamato il Triangolo Delle Bermude non andò come previsto.
Le comunicazioni radio riportavano frasi concitate dei piloti nel panico che non riuscivano a stabilire una posizione e una conseguente rotta.
Tutto ciò portò all'interruzione delle comunicazioni e alla fine gli aerei vennero dati per dispersi.
Le successive ricerche in quella che si supponeva fosse la zona della sparizione identificarono si dei velivoli sul fondo dell'oceano, ma i numeri di serie non erano quelli della squadriglia.
Ed ecco che con tale mistero Steven Spielberg apriva il suo Incontri Ravvicinati Del Terzo Tipo in cui Francois Truffaut, per una volta nei panni di attore e non di regista, trovava cinque aerei in pieno deserto in ottime condizioni ancora perfettamente operativi
e che risulteranno essere proprio quelli del Volo 19, con però nessuna traccia dei 14 componenti l'equipaggio.
Ecco, su Incontri Ravvicinati credo che adesso non ci sia nulla da aggiungere dopo aver visto anche l'edizione estesa che ti portava anche dentro all'astronave.
Certo è che la quantità di film nata sull'idea del Triangolo Delle Bermude che si mangia aerei e navi sarebbe enorme, con anche cose squisitamente trash nello stile della famosa famiglia Cardona di cui ho già parlato QUI.
Tuttavia studi approfonditi hanno stabilito che gli aerei non spariscono nel Triangolo delle Bermude a causa di fantascientifici misteri irrisolti (ma va?), ma piuttosto per colpa di condizioni meteorologiche estreme dovute alle zone tropicali e per ben più banali errori umani.
Diciamo che molte delle notizie di incidenti sono state semplicemente esagerate o mescolate con elementi di fantasia di cui il cinema ha fatto tesoro e ha contribuito così alla nascita di tale leggenda.
Ma, come un gatto che si morde la coda, senza nessuno che si fosse messo a creare tali leggende, forse non avremmo avuto nemmeno quel gran film di Steven...
Quello che avevo definito poco tempo fa come "cinema dipinto", dopo i suoi grandi rappresentanti italiani ha perduto anche uno dei nomi internazionali che hanno contribuito a rendere mitiche le saghe di Indiana Jones e di Ritorno Al Futuro.
Sto parlando di Drew Struzan che è mancato a 78 anni perché erano suoi infatti i poster originali disegnati che accompagnavano quei film, insieme a molti altri, come I Goonies, le riedizioni del 1997 della saga di Star Wars e i successivi film, La Cosa, ma non per l’edizione italiana, Hook e tanti ancora.
Per cui, come nel caso dei suoi colleghi italiani ENZO SCIOTTI e RENATO CASARO, ecco una galleria delle opere realizzate da Struzan, qui sopra autoritrattosi, e che, guarda caso, sono tutti relative a film che tengo stretti nel cuore.
È con grande dispiacere poi che ho appreso della morte di Ace Frehley, 74 anni, chitarrista co-fondatore dei mitici Kiss che spesso capitano su queste pagine web.
Ace (The Spaceman) aveva lasciato la band all'inizio degli anni 80 senza essere certo il più grande chitarrista del mondo, ma sicuramente aveva creato con i compagni il sound e l'immagine della band.
Altro nome della musica mancato di recente è quello di D'ANGELO, cantante soul probabilmente poco conosciuto in Italia (sicuramente i Kiss hanno avuto più popolarità, per dire), ma invece con un grande seguito negli stati uniti. Il suo vero nome era Michael Eugene Archer e aveva solo 51 anni.
Ho visto un film oppure uno spot Amazon come quelli visti di recente dove c'è un protagonista che, grazie al colosso dell'e-commerce, trova una soluzione ad un problema, ma tutto ciò in versione extended?
Questo è il piccolo, ma significativo dubbio che mi è rimasto dentro dopo la visione di War Of The Worlds nella nuova, ennesima versione 2025 presentata su Prime Video (appunto Amazon) che, al contrario delle precedenti edizioni dove il titolo italiano era La Guerra Dei Mondi, stavolta mantiene il titolo originale e dove il protagonista è Ice Cube nel ruolo di un analista della CIA che, già che c'è, con i mezzi mica da poco che ha a disposizione, sorveglia anche la figlia Faith futura mamma, il relativo genero, e il figlio.
Come comprimari vi ritrovo Clark Gregg probabilmente per un contratto con gli Amazon Studios, dato che l'avevo già rivisto in G20) dal mondo degli Avengers,
e l'ex "Desperate Housewife" Eva Longoria, sempre benvenuta anche se con un minutaggio molto ridotto e pure un ruolo non così fondamentale.
Tutto il film, ma proprio tutto viene visto tramite videoscreen da computer, da cellulari e da telecamere di sorveglianza, il che può dare qualche fastidio se si pensa di stare per vedere qualcosa di tradizionale.
Fastidio che può arrivare anche dal fatto che si mostra che la nostra privacy viene totalmente violata in mille modi come già accadeva nel film Nemico Pubblico con Will Smith e GENE HACKMAN,
ma questo è un altro discorso perché in effetti succede davvero e spesso siamo noi stessi a dare il permesso di farci violare acconsentendo a cose che non capiamo quando apriamo un sito internet (occhio!), mentre è di una natura diversa la spinosa vicenda degli audio di Raoul Bova (che poi chemmenefrega ammè?).
E, mentre la versione originale del 1953 diretta da Byron Haskin mostrava dei pseudo dischi volanti fluttuanti molto più semplici da realizzare grazie a dei cavi che li tenevano sospesi, qui, come nel romanzo e nella versione di Steven Spielberg con Tom Cruise, ci sono i tripods
che inizialmente camminano seminando morte e distruzione, ma sempre tutto filtrato attraverso schermi, per cui potremmo anche paragonarlo ad un cugino di BLACK MIRROR, per restare negli esempi più recenti, ed escamotage che probabilmente ha anche permesso di risparmiare sugli effetti speciali che così non fa nulla se non sono sempre perfetti dato che le immagini sono spesso balenghe, sgranate, pixelate a mosaico come quando la nostra tv digitale non riceve bene il segnale.
Addirittura posso affermare che tali effetti speciali erano molto più realistici nel brutto quarto episodio di Scary Movie,
dove si parodiava proprio la versione di Spielberg, ma purtroppo non faceva ridere quasi mai.
C'è da dire che tutto ciò paradossalmente rende la storia più reale, un po' come aveva fatto Orson Welles nel 1938 alla radio portando in scena l'invasione extraterrestre narrata nel romanzo di H.G. Wells come fosse una radiocronaca in diretta, e seminando il panico tra gli ascoltatori che si erano sintonizzati poi quando il programma era già cominciato e avevano preso tutto come fosse la realtà.
Le critiche verso il film sono state parecchio feroci definendolo addirittura "il peggior film dell'anno" (ma siamo solo a poco più della metà, dai), mentre per me il film ha funzionato poiché ho usato il metodo di valutazione che ultimamente utilizzo per valutare anche le serie tv, cioè i colpi di sonno che stavolta non mi hanno preso, perciò lo considero una cosa positiva, con solo quel piccolo tarlo che Amazon ci abbia giocato davvero a farsi lo spot, e se lo vedrete capirete.
Poi, vabbè, senza nulla togliere al lavoro di Steven e Tom nel 2005 (ma anche quello aveva avuto le sue critiche negative all'epoca), il classico del 1953 rimane un grande film
anche per gli effetti speciali pazzeschi per l'epoca (ripeto... 1953!), e non ci sono storie...
Tempo d'estate che si avvicina e anche tempo di bagni in mare, sempre che ci si riesca ad arrivare dopo estenuanti code in autostrada.
Estate che nel 1975 venne segnata da un film tutt'altro che invogliante a farti entrare in acqua e sto parlando di quando il 20 giugno di 50 anni fa usciva nelle sale statunitensi Lo Squalo, capolavoro di un allora ventottenne Steven Spielberg
che da noi invece arriverà il 19 dicembre come fosse un puccioso film di Natale (???).
Ma ovviamente in Italia nessuno rimase fregato nonostante il periodo festivo, questo grazie ad un battage pubblicitario che già allora aveva funzionato benissimo con i TG e i giornali che parlavano di come questo film avesse terrorizzato gli spettatori americani.
Certo le scene di tensione con lo squalone (Bruce, come era stato battezzato dai tecnici) c'erano eccome, eppure quelle più efficaci furono quelle in cui la sua presenza era solo suggerita tipo dal tema ossessivo (tum tum, tum tum, tum tum) ideato da John Williams.
Questo anche seguendo le indicazioni di Steven che, visto che gli squali meccanici
(erano tre a seconda dei movimenti che dovevano fare) non sempre funzionavano come dovevano poiché girare in mare aperto non era una cosa facile (Cameron con le sue maxi piscine e la CGI doveva ancora arrivare), aveva preferito il classico vedo-non vedo che farà anche sexy, ma non era questo il caso.
Anzi, forse mi ripeterò, ma uno dei momenti migliori del film è stato il racconto sull'Indianpolis (che non c'è nel libro da cui è tratta la sceneggiatura) fatto dal cacciatore di squali Quint (Robert Shaw) dove non vedi altro che lui e gli altri due (Roy Scheider e Richard Dreyfuss) che lo ascoltano, e puoi solo immaginare anche tu seguendo le sue parole.
Forse è proprio questo suo non mostrare che lo fa funzionare ancora oggi, nel senso che, se non fosse per gli outfit anni 70, potrebbe sembrare un film uscito adesso.
Ottimo il doppiaggio originale, ma andiamo meno bene con il ridoppiaggio fatto nel 2004, con bravi professionisti, che però sembrano poco convinti e siccome non è l'unico caso del genere ne avevo fatto un POST DEDICATO.
Nei seguiti Spielberg non mise mano e fece bene poiché si sa che dopo tre film il pesce puzza...
Lasciatemi salutare oggi per l'ultima volta un po' di nomi più o meno di fama, ma che magari avete già visto anche se non sapete proprio come si chiamano, come Giovanni Di Cosimo trombettista della band di Propaganda Live, già nella formazione all'epoca di quando il programma era sulla Rai e si chiamava Gazebo, ovvero quello ora su La7 che ti fa capire la politica meglio di tanti TG, con l'aggiunta che fa anche sorridere.
Giovanni ci ha lasciati improvvisamente a 61 anni e, per una macabra coincidenza, sempre da Propaganda Live era già mancata ad aprile Valentina Del Re, 44 anni e violinista del gruppo, la quale stava lottando da tempo con una malattia.
Ancora come la SCORSA SETTIMANA, dal mio mondo televisivo fantascientifico di Spazio 1999, devo segnalare la scomparsa di Clifton Jones, 87 anni, ovvero l'addetto dei computer David Kano.
Cognome questo che diventerà anche uno dei prodotti italo-disco di grande successo con ANOTHER LIFE dove la voce solista però non era ovviamente Clifton, ma Glen White. Locato più indietro nel tempo del cinema neorealista in bianco e nero era Enzo Staiola, cioè l'attore bambino di Ladri Di Biciclette che se n'è andato ad ormai 85 anni.
Addio anche al "fratello" di Renato Pozzetto, ovvero Pietro Ghislandi, 68 anni, che faceva il controcampo inquadrato di spalle nel film È ARRIVATO MIO FRATELLO
del 1985 nelle scene dove i due personaggi di Pozzetto, con caratteri opposti, apparivano entrambi, e l'anno dopo arrivò in finale a Fantastico dove qualcuno lo ricorderà come ventriloquo con il pupazzo Sergio.
Sempre legato al cinema, ma sopratutto ai programmi tv della Gialappa's, anche il nome di Gianfranco Butinar, comico imitatore, ma che aveva interpretato Franco Califano (uno dei suoi tanti personaggi in repertorio) in Non Escludo Il Ritorno.
Gianfranco aveva 51 anni e lo ha stroncato un infarto.
Infine dal cinema simile a quello della mitica FAMIGLIA CARDONA segnalo anche la scomparsa a 93 anni di Manuel Zarzo, attore spagnolo che è apparso anche in diverse pellicole italiane semi-scrause di fine anni 70 con alieni, quelle nate dopo il grande successo di Incontri Ravvicinati Del Terzo Tipo, ma di livello (e budget) parecchio più basso come INCONTRI CON GLI UMANOIDI,
film italiano in circolazione anche come Uragano Sulle Bermude - L'Ultimo S.O.S., cosa che, come ho già detto altre volte, non è mai un buon segno trovare questi cambi di titolo e lo dico perché un amico aveva noleggiato una VHS (non ricordo quale) e presto si è accorto che stava vedendo lo stesso film che aveva visto qualche anno prima e non era Psycho di Gus Van Sant.
Tra i suoi tanti film girati in Italia c'è anche la dualogia dei SETTE UOMINI D'ORO di Marco Vicario (quello SPAZIALE non c'entra) dove era Alfonso lo Spagnolo.
Addio quindi a Giovanni, Valentina, Clifton, Enzo, Pietro, Gianfranco e Manuel.
Era il giugno del 1985, e per la precisione era il giorno 7, quando usciva nelle sale americane uno dei film fondamentali degli anni 80 ovvero I Goonies, pellicola che verrà ripetutamente citata in opere cinematografiche e televisive successive quando si parla di ragazzini e mistero.
Per l'Italia il film diretto da Richard Donner, sceneggiato da Chris Columbus e prodotto da Steven Spielberg (che trio, eh?) arriverà il 20 dicembre dello stesso anno, ovvero quel periodo coincidente con le festività natalizie cominciando così a far rivaleggiare la Amblin con il colosso Disney.
Gli allora ragazzini sono nel frattempo cresciuti e Sean Astin, dopo essere stato Sam nella trilogia de Il Signore Degli Anelli, lo abbiamo ritrovato anche in Stranger Things nel ruolo di Bob.
Josh Brolin digitalizzato È stato il colossale Thanos per la Marvel (ma non solo), mentre il ciccio Chunk, ovvero Jeff Cohen, ha lasciato da tempo il cinema e i chili in eccesso ed ora è diventato avvocato.
Corey Feldman nonostante abbia continuato nel cinema non è riuscito a mantenere la popolarità ricevuta allora, provando
anche a riciclarsi come cantante, mentre è andata molto meglio a Ke Huy Quan, premio Oscar per EVERYTHING, EVERYWHERE, ALL AT ONCE e co-protagonista nella seconda stagione della serie LOKI.
Purtroppo qualcuno non c'è più ed è l'ex giocatore di football americano John Matsuzak, l'interprete di Sloth, che è mancato nel 1989 a soli 38 anni per un'intossicazione dovuta ad un antidolorifico.
Nel film c'è anche una fulminea apparizione di Cyndi Lauper alla quale era stata affidata la canzone THE GOONIES R GOOD ENOUGH il cui videoclip è lui stesso un minifilm. E dopo essere tornato nelle sale in versione 4k, nel frattempo è stato annunciato anche il sequel che uscirà nell'estate del 2026 (ma potrebbe anche andare all'anno successivo) con quasi tutti i protagonisti dell'epoca che già si erano riuniti per festeggiare il compleanno di Ke Huy Quan, e una nuova squadra di ragazzini, un po' come abbiamo visto nei più recenti sequel dei gloriosi Ghostbusters.
L'importante, cari miei producers con il simbolo del dollaro stampato nelle pupille, è non fare delle porcherie immonde come purtroppo abbiamo già visto in certi sequel non richiesti, sennò vi avverto che come minimo vi beccate la maledizione di Willy L'Orbo, eh...