Dopo il ritiro di John Deacon tanti anni fa, è arrivata da giorni la notizia che anche l'altra metà dei Queen non calcherà più i palchi dal vivo.
Brian May e Roger Taylor (79 e 77 anni) hanno infatti confermato che, dopo oltre cinquant'anni di strada e una vita intera spesa a tenere vivo il ricordo mai sopito della band, è arrivato il momento di fermarsi.
Certo, la scomparsa di Freddie e il silenzio blindato di John sono stati due macigni difficilmente rimovibili, e l'idea che quella sul palco di Londra, poche settimane fa, sia stata l'ultima volta in cui Brian e Roger hanno condiviso la scena lascia un sentimento di nostalgica tristezza.
Brian ha accennato a sporadici eventi, scherzando (o forse no?) anche sulle possibilità della A.I. che ha fatto tornare in concerto gli ABBA GIOVANISSIMI di un tempo (tra l'altro ne aveva già parlato anche Gene Simmons dei Kiss ipotizzando per la sua band una POSSIBILITÀ non così remota).
Nel frattempo faccio anche gli auguri a Fabri Fibra
per il mezzo secolo compiuto ieri, constatando che è uno dei rappers della vecchia scuola che mi sta più simpatico, per cui auguro anche a lui di poter eguagliare la carriera dei quattro musicisti britannici.
Fatto sta che possiamo essere sicuri al 100% che nessuno mai dimenticherà i Queen e quello che sono stati.
Certo, presentarsi in modo da farsi notare conta molto nel mondo della musica e l'hanno dimostrato in passato i KISS, i Residents, i DAFT PUNK, i ROCKETS e anche i nostrani Liberato e Tre Allegri Ragazzi Morti.
Nel caso del duo canadese ANGINE DE POITRINE (che significa Angina Pectoris) le loro strane maschere supportano un suono con influssi math rock e influenze che chi li sta osannando dice che spaziano dai Television a Frank Zappa.
C'è chi li ama e chi invece non li capisce, e fra questi secondi mi ci metto anch'io, ma ogni volta che apro uno dei social che frequento me li trovo davanti, per cui non posso rimanere indifferente al fatto che la loro promozione sta funzionando ed è per questo che ne parlo oggi.
C'è molta tecnica nelle loro esecuzioni, ma nel mio mondo non riesco proprio a definirla musica "musicale", ma piuttosto li vedo come esercizi atti a dimostrare qualcosa che non mi arriva nonostante questo grande battage mediatico a cui ci stanno sottoponendo da prima di Pasqua.
Perché questo mi sembra, ovvero una grande operazione di marketing costruita ad arte per far conoscere questi due che non sentirai mai passare nelle radio che invece mettono su le hit del momento (attenzione... non sto difendendo a spada tratta le canzoni di Sanremo).
Tengo a precisare che non sono uno di quelli che rifiuta a priori ogni novità musicale restando confinato in casa ad ascoltare i Genesis di Gabriel come se fosse ancora il 1975, anzi, a mio parere, basterebbe guardarsi meglio intorno per trovare nuovi artisti che, oltre alla tecnica fine a sé stessa, riescono a mettere insieme qualcosa di anche gradevole all'ascolto proprio come quella band britannica ha dimostrato in passato (ho citato i Genesis come esempio, ma vale per tutti gli artisti del passato).
Ma se voi che state leggendo li considerate, questi ADP, dei veri geni a tutti gli effetti, potete benissimo contraddirmi, magari dandomi delle motivazioni sensate.
Un Buon Natale a tutti voi che leggete, ma anche a chi non legge, dato che non faccio distinzioni di sorta (ma se non leggono però come fanno a sapere che gli faccio gli auguri? Vabbè....), e perché non passare questo Natale insieme ai Kiss, che vengono nominati abbastanza spesso nei miei post, putroppo anche per la scomparsa di ACE THE SPACEMAN, e che due anni fa, nella figura dei due fondatori Gene e Paul, hanno dato ufficialmente L'ADDIO alle scene come band?
Motivi validi, se andiamo a vedere, ce ne sono tanti.
Intanto i Kiss sono stati un gruppo sincero e senza falsi moralismi dato che dichiaravano tranquillamente di aver creato la band per i soldi e la gnocca, ed hanno raggiunto il successo facendone di tutte i colori, con e senza maschera, provando anche il grunge e l’unplugged, facendo anche UN FILM che faceva letteralmente schifo e UN ALTRO che non è mai esistito.
Magari negli ultimi tempi Paul non era più NEL MASSIMO delle sue facoltà vocali, è vero, ma tra zeppe, raggi laser e colate di sangue, un loro concerto è stato sicuramente uno spettacolo che nessun altro ha portato in giro con canzoni pure dai testi maschilisti, ok, ma tutto fa parte di quella sincerità di cui sopra mantenuta pure in epoche perbeniste e politicamente corrette, alla faccia di tanti bigotti che vanno a trovare da dire ai film che tanto ci hanno divertito.
Loro invece te lo dicono cantando all'unisono che questo è rocknroll che dura tutta la notte ed è festa ogni giorno, quasi come diceva anche Lucio Dalla in quella famosa canzone.
Perciò gli si perdonano anche i loro dischi live PALESEMENTE FINTI, ritoccati in studio (ma lo hanno fatto MOLTI DI PIÙ di quelli che potete immaginare), come i più recenti concerti con i cori preregistrati (anche questo lo fanno in tanti eccome, anche i "sacri" Pooh).
Sempre in tema natalizio concludo con un'altra foto che ci mostra la band in un'altra versione
pur sempre natalizia, e foto dalla quale è stato ricavato pure un puzzle di 500 pezzi,
ovvero uno di quei giochi/passatempo ormai desueti che i ragazzi di oggi, quelli che guardano sempre all'America e vanno lontano, molto lontano, magari nemmeno sanno che esistono.
Quello che avevo definito poco tempo fa come "cinema dipinto", dopo i suoi grandi rappresentanti italiani ha perduto anche uno dei nomi internazionali che hanno contribuito a rendere mitiche le saghe di Indiana Jones e di Ritorno Al Futuro.
Sto parlando di Drew Struzan che è mancato a 78 anni perché erano suoi infatti i poster originali disegnati che accompagnavano quei film, insieme a molti altri, come I Goonies, le riedizioni del 1997 della saga di Star Wars e i successivi film, La Cosa, ma non per l’edizione italiana, Hook e tanti ancora.
Per cui, come nel caso dei suoi colleghi italiani ENZO SCIOTTI e RENATO CASARO, ecco una galleria delle opere realizzate da Struzan, qui sopra autoritrattosi, e che, guarda caso, sono tutti relative a film che tengo stretti nel cuore.
È con grande dispiacere poi che ho appreso della morte di Ace Frehley, 74 anni, chitarrista co-fondatore dei mitici Kiss che spesso capitano su queste pagine web.
Ace (The Spaceman) aveva lasciato la band all'inizio degli anni 80 senza essere certo il più grande chitarrista del mondo, ma sicuramente aveva creato con i compagni il sound e l'immagine della band.
Altro nome della musica mancato di recente è quello di D'ANGELO, cantante soul probabilmente poco conosciuto in Italia (sicuramente i Kiss hanno avuto più popolarità, per dire), ma invece con un grande seguito negli stati uniti. Il suo vero nome era Michael Eugene Archer e aveva solo 51 anni.
"Dobbiamo fare un DISCO come Made In Japan dei Deep Purple!", questo è più o meno quanto disse Neil Bogart della Casablanca Records ai quattro Kiss che, dopo tre album pubblicati, continuavano a non avere il successo di vendite sperato nonostante i loro concerti fossero al contrario sempre ben affollati.
Ecco questo forse era il problema vero, cioè i Kiss erano senza dubbio una band da spettacolo live, ma ascoltare un loro disco registrato in studio non portava al pubblico le stesse emozioni e anche la critica era concorde a dare addosso a quei quattro fenomeni da baraccone mascherati.
Anzi, la casa discografica pareva ormai sull'orlo del fallimento proprio a causa loro dato che sulla band il Neil vi aveva investito un sacco di dollaroni pur essendo totalmente ignorante sul modo di gestire tale progetto (difatti in seguito si indirizzerà più che altro su prodotti da discoteca come Donna Summer e Village People).
Ma non era il momento di perdersi d'animo, e allora eccoli tutti pronti a registrare tutto quello che sarebbe uscito dal nuovo tour per metterlo su un disco live, magari doppio, per fare proprio come i Deep Purple.
Detto, fatto.
Purtroppo però il risultato delle registrazioni risultó essere parecchio scadente per via dei numerosi errori che lì per lì, nell'entusiasmo adrenalinico, non te ne accorgevi, ma sul documento audio stavano lì pesanti come una pietra tombale.
Passaggi di batteria sbagliati, stonature vocali, addirittura un solo di chitarra di Ace con lo strumento completamente scordato.
Non poteva certo andare su un disco quel macello.
E allora ecco che buona parte del lavoro viene corretto in studio risuonando con più precisione, ma anche molta più energia e ricantando le parti incriminate, aggiungendo anche qualcosa in più agli applausi del pubblico per farli sentire meglio e più partecipi.
E il 10 settembre del 1975 Alive! dei Kiss finalmente esce nei negozi con quelle famose foto di copertina che sembrerebbero scattate durante il concerto,
mentre invece erano state fatte il maggio precedente mettendosi in posa appositamente per il disco.
Beh, Gene "The Demon" Simmons per anni ha negato che il doppio album fosse stato ritoccato in studio, ma le bugie hanno le gambe corte e la verità era destinata a venire a galla per voce del suo fido compare Paul "Starchild" Stanley.
Tuttavia il ritocco in studio di un disco live è ben più frequente di quanto non si possa credere e ne avevo parlato a proposito del doppio KILLERS DEI QUEEN, ma se vogliamo possiamo citare in proposito anche i gloriosi Eagles.
Quello che conta comunque è che quell'album che oggi compie 50 anni, è stato quello che ha ribaltato la situazione sia per i Kiss che per la Casablanca Records diventando campione di vendite ed elogiato allora dalla critica per la incredible pulizia del suono...
Detroit è notoriamente la città dei Kiss, ma è anche il luogo di nascita della gloriosa Motown, la casa discografica di Berry Gordy dedicata alla musica black, nonché la città dei motori poiché un bel po' prima della band di Simmons & Stanley (qui sotto che puntano il dito) vi era stata fondata la Chrysler Corporation, esattamente un secolo fa.
Le auto prodotte dalla casa americana avevano di base una certa linea severa, importante e mantenuta quasi sempre negli anni grazie a certi particolari che non trovavi nelle auto delle altre case, e linea come per esempio vanta una delle più recenti sue vetture che è la Pt Cruiser (nella foto sopra con i due rockers), degli anni 2000, ma che pare uscita da un film di gangsters tipo Bonnie & Clyde.
Altro modello di grande successo è stata la Voyager, monovolume dalle dimensioni notevoli.
Casa, la Chrysler, che non capita oggi qui a caso in un blog dedicato alle opere audiovisive, dato che è legata anche al mondo del cinema essendo stato creato da loro il motore a testata emisferica che ha equipaggiato anche la Dodge Charger, si, quella di Dom Toretto
che, vabbè, lui ha pimpato appena un po' di più, ma fondamentalmente è quella che si è rivelata vincitrice diverse volte del campionato Nascar.
E a proposito di auto pimpate, fa parte della collezione personale di Gene Simmons
(e rieccoli i Kiss) il veicolo che appariva nella serie tv The Munsters (da noi I Mostri) che però non c'entra con la Chrysler dato che era stato ricavato mettendo insieme tre modelli d'epoca della Ford con relativo motore perfettamente funzionante.
Questo perché Gene,
(giuro, è lui questo qui) quando era ragazzo e la band ancora non esisteva, non si perdeva un episodio della serie in tv mentre, sempre a Detroit, ma per finta, il nostro Fred Bongusto si gustava i suoi SPAGHETTI, pollo e insalatina, compresa una tazzina di caffè, brano che era finito nella colonna sonora di Il Tigre dato che Fred ne aveva curato le musiche, e film di Dino Risi con Vittorio Gassman ed Ann Margret, l'attrice che pochi anni dopo troveremo nel film TOMMY degli Who.
Canzone questa che adesso capita anche di ascoltare durante Affari Tuoi.
Gabry Ponte, colui che ha nel mondo portato il verbo di Blue Da Ba Dee Da Ba Daa vendendo millemila copie finisce ultimo all'Eurovision Song Contest?
Apriti cielo!
Scherzi a parte, nel perculare l'Italia e i suoi stereotipi probabilmente è rimasto più simpatico il caffeinomane Tommy Cash che, tra l'italiano maccheronico e i suoi balletti sgangherati, si è preso il terzo posto presentando una performance dinamica e divertente, mentre Gabry, se ricordate, aveva portato uno show ben più corposo alla selezione di San Marino con tanto di ballerine trecciate e di rosso vestite che replicavano il videoclip sul palco,
ma è anche vero che là nella piccola repubblica erano in undici, cioè sette più le quattro ballerine, mentre qui a Basilea invece c'era quel limite delle sette persone presenti sul palco.
Il nostro venerato Lucio Corsi si è dovuto accontentare della quinta posizione, ma raggiunta onestamente senza "fumi e raggi laser" (cit. Battiato) e ricevendo anche i complimenti di Ed Sheeran per la sua canzone
(che il rosso musicista stia meditando un duetto?) presentata leggermente modificata rispetto all' esecuzione sanremese, ma sempre con quel look glam anni 70, un incrocio tra i Kiss e David Bowie.
Degli altri ne avevo già parlato QUI, perciò non sto a ripetermi, mentre per il vincitore, rappresentante dell'AUSTRIA, non ho commenti da fare se non che avevo trovato la sua canzone una delle più noiose presentate a Basilea. Certo dietro c'è tutto un messaggio di sofferenza e poi il fatto che un uomo canti così come un contralto-soprano ha fatto sicuramente effetto, senza dimenticare che la canzone in tv è stata presentata in bianco e nero e si sa che, quando nel cinema vuoi fare il regista figo, devi fare una pellicola dal sapore vintage perlomeno a prima vista, come, per dire, Paola Cortellesi con C'È ANCORA DOMANI.
Ma è un attimo che, anche con il bianco e nero, finisci invece a fare una nuova Corazzata Kotiomkin e ti prendi quei famosi
che forse, secondo il rag. Fantozzi Ugo, non definiscono esattamente un capolavoro...
Prime Video continua con gli scherzi natalizi, che forse non sa che si fanno a carnevale, ma vabbè...
Il film A Christmas Kiss - Un Natale Al Bacio, non è un film con la nota rock band di Detroit fondata da Gene Simmons e Paul Stanley, ma una commedia zuccherosa dove un'assistente si innamora del fidanzato della sua odiosissima capa dopo che è scappato un bacio malandrino in ascensore, ma lui fino all'ultimo non la riconosce perché lei era truccata in un modo che al confronto Lady Gaga pare una personcina timida e modesta.
Ecco, il film sulla piattaforma viene presentato come del 2024, ma qualcosa non mi quadra da subito perché già quel makeup cominciava a farmi pensare addirittura agli anni 80/90, e poi le immagini sembravano dei 4:3 ritagliati in 16:9, finché ad un certo punto salta fuori pure un Blackberry, ed io di Berry tollero solo Halle...
Mmmh... Qui "sola" ci cova.
Al che da un rapido controllo su internet allora scopro che il film in realtà è del 2011 ed è una delle solite produzioni a bassissimo costo fatte in serie delle quali si fa le scorte Tv8 per i suoi PALINSESTI NATALIZI.
Brutto, banale, recitato male, ma forse quindici anni fa poteva sembrare accettabile... per Tv8, che però non esisteva ancora perché nel 2011 era ancora MTV dopo che, da tv tutta musicale, aveva cominciato ad allargare il suo pubblico diventando un po' meno settoriale
(eh si, mandava in onda anche Neon Genesis Evangelion per cui la ringrazio tuttora) e con la quale ridevamo molto meglio per cose come Scrubs...
50 anni spaccati sono passati da quel 16 agosto del 1974, giorno fatidico che cambiò per sempre la storia della musica... vabbè... perlomeno quella di un certo tipo, dai.
Sarà quella infatti la prima data ufficiale in cui i mitici RAMONES si esibiranno al CBGB di New York, locale alternativo dove stavano muovendo i primi passi anche i Blondie, ma allora facendosi chiamare ancora Angel And The Snake.
In effetti, se bisogna dirla tutta, prima di quella data c'erano state due serate di prova al Performance's Studio, ma da dimenticare perché alla prima presenziarono pochissime persone, mentre la seconda registró addirittura il vuoto pneumatico.
C'è da dire anche che allora la formazione doveva ancora assestarsi e infatti da quel 16 agosto i Ramones diventeranno Joey, Johnny, DeeDee e Tommy.
Tre di loro poi rimarranno per sempre, mentre alla batteria nel corso degli anni arriveranno dei sostituti, ma sempre con il cognome d'arte Ramone che era un marchio di fabbrica come l'outfit composto da giubbotto di pelle nera, jeans e scarpe da ginnastica.
Saranno stati anche sempre uguali a loro stessi, è vero, ma funzionavano e anzi Joe Strummer diceva che senza di loro la scena punk non sarebbe mai nata o perlomeno non avrebbe avuto la rilevanza che ha avuto.
In breve i Ramones sono diventati presto la band di punta del CBGB e hanno avuto come apertura dei loro concerti altri gruppi esordienti, come, per esempio, i Talking Heads.
Chi ha avuto la fortuna di vederli più volte dal vivo nel corso degli anni avrà notato che lo show non cambiava di una virgola, sia che fosse tenuto nei piccoli club come quello di New York oppure in locations più grandi: cioè c'erano i quattro ragazzi sul palco a sparare a raffica PEZZI BREVISSIMI che iniziavano quasi sempre con il classico "one two three four!" e basta. Da quella prima data al CBGB dove il pubblico ancora scarso era formato da gente capitata lì per caso che manco sapeva cosa suonassero sti quattro, e travestiti arrivati da un locale vicino, piano piano la loro popolarità crebbe in maniera esponenziale e ne seguiranno altre di date sempre più affollate dove tra il pubblico ci saranno anche Andy Warhol e Lou Reed, finché non li vedremo partire in tour in giro per il mondo e finalmente arriveranno anche da noi in Italia negli anni 80, più o meno in quel periodo in cui anche i Kiss fecero un giretto nel Belpaese (ma senza già più Peter Criss sostituito da Eric Carr).
L'ho già detto in altre occasioni che il punto di forza dei Ramones era che non cantavano canzoni da incazzati, ma piuttosto nei testi si parlava invece di ragazze, di spiagge, di corse in moto, insomma di divertimento.
Questo perché in mezzo a loro c'era l'allampanato Joey che aveva una grande passione per la musica degli anni 50, quella della Motown (il loro End Of The Century sarà prodotto proprio da Phil Spector per volere di Joey), e in ogni disco ci infilava almeno una COVER di quei tempi, ma certo suonata come la sapevano suonare solo loro che sono arrivati fino al 1996 per poi sciogliersi.
Nei due decenni successivi tutti i membri originali sono deceduti per motivi diversi e di loro è rimasto solo il batterista Marky Ramone, successore ufficiale di Tommy, a portare in giro le canzoni della band
(lui è quello che fa il gestaccio col dito in mezzo ai suoi musicisti) mentre altri due musicisti che hanno fatto parte della band per breve tempo, cioè Richie (seconda chitarra) ed Elvis (batteria) hanno preso strade diverse, in particolare il secondo il cui vero nome è Clem Burke ed è entrato nei BLONDIE dato che il mondo del CBGB in fondo è piuttosto piccolo.
Mentre sto scrivendo queste righe poi ho sempre nel cuore la speranza che si realizzi davvero un film biopic su di loro, oppure una SERIE TV come quella di Danny Boyle sui Sex Pistols, perché di materiale ce ne sarebbe davvero.
Woodstock, oltre ad essere una città degli Stati Uniti, è legata a quel festival di musica e amore (e qualcos'altro) che ci riporta ai tempi dei figli dei fiori, capelli lunghi, pantaloni a zampa e simbolo della pace in bella vista.
Chi più chi meno ha visto il film concerto che però non mostra proprio tutti quelli che c'erano, ma va bene lo stesso anche se molte volte la qualità dell'audio non è esattamente perfetta.
Rimane mitica in quel festival del 1969 l'esibizione di Joe Cocker con WITH A LITTLE HELP FROM MY FRIENDS, cover di una canzone dei Beatles che diventa mille volte migliore dell'originale per un Joe che aveva solo 25 anni (!!!), ma ne dimostrava quasi il doppio. Beh, dopo 25 anni a qualcuno venne l'idea di rinnovare l'evento che, anche se porterà sempre il nome di Woodstock, sarà locato invece ad una decina di chilometri dalla città.
Evento che doveva essere tenuto il 13 e 14 agosto del 1994, cioè soli due giorni come scritto sul poster ("2 more days" che si aggiungevano idealmente ai tre del 1969), ma, a grande richiesta, venne aggiunta anche la data del 12, quindi alla fine è oggi che cade l'anniversario del secondo Woodstock.
Fra i pezzi grossi del Woodstock originale tornavano in questo "sequel" alcuni nomi come appunto Joe Cocker e Crosby Stills & Nash, mentre si aggiunsero altri invece della scena musicale più recente come i Cranberries, i Primus, i Nine Inch Nails e i Green Day, come pure degli altri veterani tipo Aerosmith, Bob Dylan (che aveva rifiutato la prima edizione) e Peter Gabriel.
Anche stavolta il tempo, come tradizione, mise la sua firma funestando con un mega acquazzone il concerto e riducendo il terreno ad una massa di fango che ispirò il pubblico a fare una battaglia a fangate in faccia mettendo in mezzo pure i GREEN DAY che stavano sul palco. Stessa sorte anche per altri che si sono dovuti esibire quel giorno e certo non dev'essere stato divertente per la strumentazione.
Stavolta oltre a Joe Cocker c'era anche il nostro tarocco italiano Zucchero, mentre i Guns'n'Roses rifiutarono (ma Slash ci andò lo stesso per suonare con Paul Rodgers) e stessa cosa per i Kiss che volevano presentarsi con Ace e Peter per fare una reunion storica, ma questi ultimi, nonostante una buona offerta economica da parte di Gene e Paul, dissero no, per cui non se ne fece niente.
Purtroppo sono solo i Pooh che riescono a fare le reunion così a comando, e a me fa pure piacere perché, nonostante Camillo (Roby Facchinetti) faccia ormai un po' tanta fatica a tenere le note alte come faceva invece in scioltezza 50 anni fa, le loro canzoni e i loro spettacoli sono sempre benvenuti.
Per la prossima edizione di Woodstock allora invitiamo anche loro?
Non sarebbe nemmeno così strano poiché i Pooh, racconta Red Canzian, fecero il loro primo tour americano quando l'ex Capsicum Red (band prog dove invece il ragazzo suonava la chitarra) fece l'ingresso in formazione, e ironizza dicendo che così avrebbero provato il nuovo bassista lontano dall'italia e se non fosse andato bene lo avrebbero lasciato là.
Come sono andate le cose invece lo sappiamo tutti e meno male che è così.
Correva l'anno 1974 ed era il 22 giugno, per una strana coincidenza era un sabato proprio come oggi, quando una allora già peperina quindicenne che di nome fa Madonna Louise Veronica e di cognome Ciccone, scappa di casa con un'amica per andare a vedere il suo primo concerto alla Cobo Arena di Detroit dove sul palco si esibisce un giovane David Bowie (questa settimana il Duca Bianco TORNA SPESSO ad occupare i miei post) che l'anno prima aveva appena fatto morire il suo personaggio alieno di Ziggy Stardust per proseguire la carriera con l'ennesima incarnazione musical/artistica.
Personaggio quello dell'alieno che due anni prima apparve in tv con quella dentatura approssimativa a Top Of The Pops cantando STARMAN insieme agli Spiders From Mars (su una base, ma con la voce live) scioccando i telespettatori con quel look glam così esagerato e ambiguo, ma certamente d'effetto per eseguire una canzone stupenda che ebbe pure una cover italiana fatta l'anno dopo da I Profeti con il titolo L'AMORE MI AIUTERÀ.
Magari ascoltarla così può far storcere il naso, ma all'epoca si coverizzava nella nostra lingua qualsiasi cosa e comunque questa versione di Starman è decisamente più dignitosa di quella volta che alla RCA venne in mente di far cantare David in italiano la sua Space Oddity che, grazie a Mogol, spero in una sua giornata no, diventò quella roba brutta che è RAGAZZO SOLO, RAGAZZA SOLA. La "sola" qui è proprio la canzone, altro che la ragazza, e spero proprio che David all'epoca non sapesse assolutamente quello che stava cantando.
Ma tornando a Madonna, il suo essere fan di David Bowie l'aveva portata ad omaggiare il cantante inglese nel giorno della notizia della sua morte in quel 2016 durante un suo concerto del Rebel Heart Tour a Houston in Texas, cantando la canzone REBEL REBEL (che calzava pure a pennello con il nome della tournée), ma durante quell'esecuzione si diceva che qualcosa fosse andato storto e la cantante si era accasciata sul palco alla fine del brano. Da quello che si vede invece a me pare solo un momento creato per fare scena, ma sai i giornalisti come "montano" bene le notizie quando si parla di star di quel calibro.
Casualmente oggi negli Stati Uniti è anche la Giornata Nazionale Del Bacio che, lo sappiamo tutti perché forse è una delle prime parole che si impara in inglese, si dice Kiss come la famosa band glam rock, appunto, di Detroit (due di loro sono ultrasettantenni, pensa te...),
ovvero il luogo del concerto di Bowie dove partecipò la Madonnina teenager...
E quindi tutto questo..., possibile che sia solo una dannata coincidenza?
Si, lo è assolutamente, ma proprio perché il mondo della musica alla fine è più piccolo di quanto si creda, e gira gira...
L'ho visto anch'io il povero AlBano cantare l'inno italiano in occasione della finale di Coppa Italia e l'ho visto perdersi fra le note cercando di aggiustare dei passaggi al volo dopo delle clamorose stecche e un finale che più raffazzonato non poteva essere.
Cos'è successo?
L'impressione che ho avuto è che il cantante pugliese, per mancanza di tempo o (spero davvero di no) per presunzione, abbia improvvisato tutto senza fare nemmeno una prova per trovare una tonalità adatta a lui.
Preferisco non infierire oltre poiché già ci sono state ovunque le reazioni sui social, sul web, sulle testate giornalistiche, ma, a dimostrazione che invece sulla giusta tonalità aveva già fatto delle performances eccellenti, posto quest'altro INNO eseguito da lui perfettamente pochi anni fa. La fondamentale differenza era che nel video qui sopra cantava sopra ad una base che gli ha dato quindi una nota ben precisa con cui partire, mentre stavolta era a cappella e così è andato un po' a caso secondo l'istinto traditore, prendendola troppo alta.
Potenza ne ha certamente ancora il "ragazzo", ma certe note alte dell'altra sera sono impossibili anche per uno con la sua esperienza e capacità musicale.
Madonna, per esempio adesso canta LIKE A VIRGIN due toni più bassa della versione originale del suo stesso disco e, vabbè, ora non stiamo a vedere le canzoni che invece ha fatto in playback nell'ultimo tour, faccenda che ha fatto girare le balle non poco a quelli che si son pagati dei biglietti salatissimi.
Non solo lei, però, ha scelto di tenere una tonalità più bassa, ma anche rock band come i Kiss hanno di recente suonato e cantato I WAS MADE FOR LOVING YOU riadattata un tono sotto con l'aggiunta di qualche coro preregistrato, però ricordo anche che purtroppo, nonostante l'escamotage tecnico, Paul Stanley (c'ha un'età) non era stato esattamente al suo massimo. Un altro espediente per eseguire dignitosamente una canzone che in originale sarebbe da urlare come dei pazzi, è quello di farne una versione acustica, quindi piu soft, il che giustifica anche un canto più sommesso e delicato su una tonalità meno "appesa".
Come gli U2 con la loro SUNDAY BLOODY SUNDAY riproposta solo chitarra e voci. Rimane pur sempre una canzone che, anche eseguita in questo modo, fa cantare lo stesso tutto uno stadio, si uno stadio come quello che ha sentito dal vivo AlBano...
Anche in questo 2023 posso dire di avere mantenuto una costante come mi ero prefissato, cioè quella di pubblicare un post ogni giorno riguardante i miei interessi principali ed anche eventi eclatanti.
Nessuna pretesa da parte mia di ergermi a critico cinematografico, televisivo o musicale, ma solo un semplice resoconto di quello che le mie rètine e padiglioni auricolari hanno potuto testare, a volte con piacere, altre con somma schifezza senza girarci troppo intorno.
Fra i grandi piaceri c'è stato il ritorno della PRIMA STAGIONE di Spazio 1999 in alta definizione su RaiPlay, una delle mie serie preferite, e so di non essere il solo, con appena arrivata, come annunciato a Lucca Comics, anche la seconda
che però era, come dicevo prima, una somma schifezza della quale si potranno salvare al massimo un paio di episodi, e lo dicevano anche gli attori che la stavano interpretando, ma ormai avevano firmato quel contratto e non potevano fare altro per non pagare penali altissime.
Per il cinema sospeso come il caffè a Napoli, cioè quello per cui ormai pare una consuetudine lasciare la storia lì a metà, nei miei gusti TOM CRUISE svetta su SPIDERMAN animato e la TORETTO family, con due ore e mezza che filano via bene fra salti nel vuoto in moto e scorribande in 500 pimpata sulle strade di Roma.
Gli addii famosi purtroppo ci sono stati inevitabilmente, ma di certo il personaggio che non è passato inosservato quest'anno è stato Morgan per tutta una serie di motivi che non devo certo ripetere, e pensa che non si tratta del suo nuovo disco con il testo scritto da Pasquale Panella, anche se c'entra comunque la musica, con solo un paio di punti in cui mi trovo in disaccordo con lui, cioè uno l'insulto gratuito a SELINUNTE, e l'altro lo sbeffeggiamento a X-Factor del disco di Annalisa, dato che io ho ascoltato per intero il suo E Poi Siamo Finiti Nel Vortice
e devo dire che invece come album è un prodotto pazzesco dal punto di vista della produzione anche se è certamente un disco pop leggero con nessuna pretesa cantautorale.
Ma davvero ce ne fossero dischi fatti così bene.
E lo dice uno che adora Battiato, Genesis e Bowie esattamente come Marco Castoldi, magari però forse con una mente più aperta e onnivora dell'ex Bluvertigo.
Un Morgan comunque superato sul filo di lana però da una faccendaccia di pandori malandrini (anche uova di Pasqua) che implicano invece la sua diretta nemesi.
Ok poi guerre e femminicidi che ti fanno domandare verso dove diavolo stiamo andando a finire (e non solo l'anno, benineteso), implorando un castigo divino che rimetta a posto tutto; poi però pensi che mille guerre e violenze del passato sono state sponsorizzate proprio dalla religione chiaramente travisata nei suoi contenuti e significati e ragioni di essere, per cui pensi che ci sia ben poco da fare e, anzi, forse ci meritiamo anche di peggio.
Ma torniamo sulla musica che invece viene sempre più contaminata dagli autotune sporcando, per colpa di Blanco, anche un disco di MINA, la quale viene a sorpresa pure remixata DANCE mentre di suo fa uscire un disco tutto nuovo, e francamente brutto, di cui non ho avuto proprio il coraggio di parlarne su queste pagine.
Ma forse per me l'evento musicale più eclatante di quest'anno, dopo il RITORNO dei Beatles, è stato l'addio definitivo dei Kiss veri e propri per lasciare il posto a quelli DIGITALI
che, al contrario degli originali, non invecchieranno mai e quindi probabilmente ne tornerò a parlare anche tipo nel 2123 e oltre dove mi troverete sempre ad attendervi, magari, chissà?, anch'io in versione digitale tipo Max Headroom.
A quanto pare è arrivato davvero l'ultimo concerto dei Kiss, tenuto il 2 dicembre al Madison Square Garden di New York, con alcune critiche sulle parti vocali preregistrate (Paul Stanley non è più quello di quando aveva 20 anni) e con sorpresa finale dell'annuncio che la band continuerà ad esistere nel tempo sotto forma di AVATAR DIGITALI grazie alla ILM di George Lucas, OPERAZIONE già testata con successo per gli Abba, che hanno portato in scena uno spettacolo sintetico al 50%, ma di grande impatto visivo.
E dato che è proprio l'impatto visivo quello che conta nella band di Simmons e Stanley, con i loro costumi, gli effetti speciali, gli allestimenti faraonici, senza nulla togliere alla parte suonata che però non si avvale certo di virtuosismi musicali, è venuta fuori questa idea balzana, ma che potrebbe anche funzionare in uno showbusiness dominato dalle super tutine (flop di The Marvels a parte, ma credo sia ormai chiaro anche a Kevin Feige che i super che vogliamo siano quelli di THE BOYS), mondo non così lontano dai Kiss poiché pure loro sono stati negli albi della Marvel anni fa, certo anche con un PESSIMO FILM sulla schiena dove mettono in mostra super poteri, ma all'epoca erano ragazzi e ci ragionavano poco sulle cose in favore di un entusiasmo del momento un po' fuori controllo.
Ci saranno quindi sempre i personaggi di The Cat e The Spaceman, ma ormai affidati ad Eric Singer e Tommy Thayer, dato che Peter Criss e Ace Frehley hanno da anni preso le distanze dalla band.
L'evento finale era già stato promosso a novembre da un LIGHT SHOW sull'Empire State Building, ma ancora non si sapeva nulla della band in versione digitale. Certo è che in fondo, nell'immaginario, questo nuovo passo è un'ulteriore consacrazione nel mondo fantasy per questi quattro personaggi e, come nel caso dei super-personaggi Marvel, e non solo, in cui le incarnazioni attoriali sono state molteplici, magari in futuro ci saranno anche due nuovi Demon e Starchild.
Correva l'anno 1981 e i Kiss avevano appena perduto il batterista Peter Criss (The Cat) che già da un paio d'anni non provava più interesse nella svolta pop che la band stava prendendo e si era rifugiato pesantemente nelle droghe finendo pure coinvolto in un grave incidente d'auto.
I tre rimasti chiamarono così come sostituto Eric Carr (The Fox).
Facile l'accostamento a Pinocchio eh?
Ma non ci metterei la mano sul fuoco che fosse davvero quello il riferimento.
Comunque le vendite di Unmasked, il disco dell'anno precedente che conteneva SHANDI,
erano andate maluccio anche se la canzone era carina e per la prima volta i quattro venivano in tour in Italia con tutto il loro circo di effetti truculenti.
Così un bel giorno capita che i due capoccia Gene Simmons e Paul Stanley siano lì che cercano qualcosa di nuovo per tornare a stupire il pubblico.
"Ehi Paul, Proviamo a fare una colonna sonora?"
"Maddeché Gene?"
"Niente, Paul, noi registriamo una colonna sonora e poi ci facciamo un film di eroi, demoni, cappa e spada."
"Uhmmm Gene sembra forte sta cosa, ma ti ricordi come è andata L'ALTRA VOLTA col film?"
"Si Paul, nammerda, ma stavolta vedrai, eh Ace cosa ne dici?"
"Awk! Io mi faccio un drink ragazzi poi quando siete pronti registro le mie parti, ma non mettetemi in mezzo con sta storia del film eh."
"Ok Ace, tanto pure la volta scorsa sul set c'è stata più la tua controfigura che te."
Tutta fantasia il dialogo con l'accento tipico di Detroit (la storia della controfigura però è vera), ma potrebbe essere andata proprio così perché l'intento di Gene e Paul era di stupire con un album sinfonico, con tanto di orchestra e synth, un po' sullo stile di Bat Out Of Hell di MEAT LOAF (ma firmato da JIM STEINMAN), per capirci, così richiamano il produttore Bob Ezrin che aveva lavorato con loro nel 1976 ai tempi di Destroyer, e mettono insieme in un concept album sta storia di un ragazzo e la sua iniziazione come eroe, con Ace Frehley che, appunto, lavorò a distanza solo per registrare le sue parti perché totalmente disinteressato al progetto.
Eric dal canto suo, essendo appena arrivato non poteva fare altro che star lì a guardare ed eseguire gli ordini.
Beh, se già i fan erano rimasti scossi dalla versione disco e poi pop della loro band preferita, a questo punto mollarono del tutto e Music From The Elder rimane il vero flop colossale nella carriera dei Kiss nonostante loro ce l'avessero messa tutta nella promozione con i singoli I, sicuramente il brano più vicino alla stile solito dei quattro, THE OATH, pubblicato solo in Giappone dove i Kiss, che in quel periodo presentavano anche un inedito look di Stanley e Gene con una chioma molto più corta del solito, hanno sempre fatto sfracelli, e A WORLD WITHOUT HEROES, ballad pure carina e intensa, che a me piace molto, ma con certi suoni parecchio fuori dal loro mondo, ed anche coverizzata da Cher che (momento gossip) per un po' di tempo aveva diviso il letto con Gene. In fondo non era tutto da buttare quel disco, anche se lo stesso Gene Simmons, col senno di poi, lo definisce "un album dei Kiss da voto zero, che se fosse dei Genesis sarebbe da due".
Inutile dire che, visti i risultati, quel famoso progetto del film di cui si parlava, non verrà mai realizzato.
Di quel periodo con Eric Carr alla batteria voglio poi condividere un articolo di giornale che mostra l'ignoranza dei giornalisti che non ci azzeccano un nome che sia uno da abbinare alle foto.
Meglio rifarsi invece con questo collage di foto che, come in un viaggio nel tempo, mostra i 4 componenti originali dei Kiss persino quando erano ragazzini, e direi già allora perfettamente riconoscibili.
La storia recente vede Gene e Paul, opportunamente parruccati, ancora sui palchi per un lungo tour d'addio (minato anche dal Covid-19) che, come nel caso di Elton John, sembra non finire mai.
E coi Kiss ci avviciniamo pure ad Halloween nel modo migliore, cioè già belli mascherati, mentre su una nota radio ho sentito nei giorni scorsi che consigliavano i costumi di BARBIE E KEN...
Quando si parla di tributi è facile che vengano in mente LE ROCAMBOLESCHE AVVENTURE DI ROBIN HOOD CONTRO L'ODIOSO SCERIFFO (come quella serie tv di Mel Brooks) dove lo sceriffo era appunto quello di Nottingham che riscuoteva le tasse senza troppa gentilezza, e una delle versioni più riuscite di tale personaggio è senza dubbio quella della Disney,
specie in un momento come questo in cui il governo si inventa maneggi per incrementare le casse dello Stato.
Ma per fortuna i tributi sono anche quelli musicali e a me piace trovare su YouTube delle band, il più delle volte amatoriali, che ricreano il sound dei loro idoli come i PERSONAGGI DEGLI ANNI 80 oppure i BEATLES, e ancora di più quando ne ricreano anche il look come nel caso dei KISS e DEPECHE MODE.
Un po' tutte le band famose (e anche solisti) hanno il loro tributo e non lo considero uno scimmiottamento come tanti denigratori sostengono, ma piuttosto un segno di quanto il lavoro degli originali sia stato apprezzato.
È infatti stavolta il caso degli ABBA TIME, assolutamente italiani, che ovviamente propongono uno show con canzoni e costumi dei quattro svedesi (ma sul palco sono in sei) con tanto di maschietti parruccati come Bjorn e Benny che li per lì fanno un po' buffo, ma il risultato poi è che tutto l'insieme ti porta come ad un concerto vero degli Abba,mentre quelli originali sono ricorsi ultimamente agli OLOGRAMMI DIGITALI a causa di un'età ormai un po' avanzata.
Sempre sulla scia della copia carbone è DANIELE SI NASCE, cantante che da oltre 20 anni si esibisce nei panni e nella voce di Renato Zero.Daniele, che di cognome fa Quartapelle ed è una classe 1968, aveva anche vinto un'edizione di Tali E Quali Show, cioè lo speciale in cui ad esibirsi non sono vip, ma persone più o meno qualunque.
Sempre italiani sono i PINK SONIC del chitarrista e cantante Francesco Pavananda dal lungo capello come il Gilmour degli anni 70, i quali portano sul palco un light show che sembra davvero preso in prestito dai veri Pink Floyd (versione appunto Gilmour) con fumi, laser eccetera.Meno fedeli visivamente, ma musicalmente ineccepibili sono i 7MA ONDA, tributo ufficiale ai gloriosi Nomadi dove la voce del cantante ricorda più il periodo di Danilo Sacco (non certo per l'hairstyle) e anche Yuri Cilloni, l'attuale frontman, piuttosto che Augusto Daolio.Dal punto di vista look invece i CAPOVOLTI sono lontani anni luce da Vasco Rossi di cui sono la tribute band, cioè niente cappellini, occhiali da lanciare, giubbotti di pelle e mosse copiate dall'originale, ma quello che conta è che sono anche loro ottimi musicisti (ben sette) e si avvalgono ogni tanto della presenza come guest di Maurizio Solieri, storica chitarra del rocker di Zocca e decisamente un valore aggiunto.Direi che anche per oggi nel post c'è n'è un po' per tutti i gusti.
In questi giorni fra Pasqua e 25 Aprile, alcuni attori famosi per cinema e serie tv purtroppo sono scomparsi.
Per esempio, se ricordate la famosa serie Alf, l'alieno mangiagatti (che mi faceva impazzire), Liz Sheridan che interpretava la vicina ficcanaso se n'è andata a 95 anni, ma è da ricordare anche, anzi forse di più, per il ruolo che ha avuto in Seinfeld dove era la madre di Jerry.
Jacques Perrin invece è mancato ad 80 anni ed era famoso per aver interpretato il ruolo di Salvatore da adulto in Nuovo Cinema Paradiso,
per poi tornare ancora a lavorare con Tornatore in Stanno Tutti Bene, ma la sua carriera cinematografica è stata davvero lunga tipo in film come La Ragazza Con La Valigia con la Cardinale e, qui come anche produttore, Z - L'Orgia Del Potere.
Salutiamo per l'ultima volta anche Robert Morse che, dopo una carriera cinematografica che parte dagli anni 50 e apparizioni in alcune serie tv come La Signora In Giallo, era diventato in pianta stabile Bertram Cooper di Mad Men,
e ci ha lasciati a 90 anni.
Una cosa particolare su Robert è che molti dei suoi film hanno quei titoli fantasiosi all'italiana che si usavano negli anni 60 e 70, come Cos'Hai Fatto Quando Siamo Rimasti Al Buio? oppure Come Far Carriera Senza Lavorare, ma stavolta erano così anche gli originali, o perlomeno molto vicini.
Per finire, un addio ad un'artista molto particolare: Cynthia Plaster Caster (vero cognome Albritton), scultrice che si era specializzata nei calchi in gesso dei genitali delle rockstar degli anni 60/70.
Non era mai riuscita però ad organizzare una mostra, per la quale l'avrebbe aiutata Frank Zappa, a causa dei pochi volontari, di cui uno famoso era stato Jimi Hendrix, così in seguito aveva fatto anche calchi di seni femminili.
Curiosità: la canzone dei Kiss,
PLASTER CASTER, debitrice di un certo sound in stile Who e probabilmente il brano migliore di Love Gun, album che vanta una copertina stupenda, come si può vedere qui sopra, era proprio dedicata a lei che, dopo una lunga malattia, è deceduta a 74 anni.