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giovedì 29 gennaio 2026

ANDIAMO A VEDERE UN FESTIVAL DI 60 ANNI FA

 Quest'anno il Festival di Sanremo si fa attendere perché arriverà verso la fine di Febbraio con tutta la bagarre che si sta creando sull'uso dell'autotune, permesso da noi anche se criticato, ma rigorosamente vietato all'Eurovision Song Contest (ricordiamo la terrificante esibizione al naturale di Mahmood e Blanco), e vero motivo per cui l'anno scorso il vincitore Olly non vi ha rappresentato l'Italia lasciando invece il compito a Lucio Corsi.


C'è da dire che se la commissione sanremese vietasse l'autotune, circa metà dei cantanti di quest'anno non sarebbero presenti, quindi, nel frattempo torniamo indietro esattamente di 60 anni, magari con una Panda 30 modificata con il Flusso Canalizzatore e un bel pieno di plutonio, e ci ritroviamo nel 1966, quando dal 27 al 29 gennaio si è tenuta la kermesse canora più famosa e più criticata. 
Compie infatti 60 anni oggi NESSUNO MI PUÒ GIUDICARE,


portata al Festival da Caterina Caselli abbinata alla versione di Gene Pitney (ma questa presto dimenticata). 
Non vince, ma si aggiudica il podio con il secondo posto diventando dai giorni successivi il 45 giri più venduto e da far suonare nei mangiadischi grazie a quel mood beat che l'ha resa un successo. 
E pensare che in origine era stata pensata come un tango, ma Caterina non era d'accordo a cantare una canzone definita da lei "da vecchi", e quindi il brano venne modificato con l'arrangiamento che poi è risultato azzeccato. 
Alcune piccola curiosità partendo dal rifiuto della canzone quando venne proposta ad Adriano Celentano, probabilmente ancora con l'arrangiamento originale. 
Il brano poi lo abbiamo trovato anche in TITANE, film che tanto deve a Cronenberg, in una scena di ammazzamento totale.
Altra curiosità è che stranamente non ne venne tratto un musicarello, ma darà il titolo, molti anni dopo, ad un divertente FILM con Paola Cortellesi, Raoul Bova e molti altri.
Chi vinse quell'edizione del Festival? 
Domenico Modugno abbinato a Gigliola Cinquetti con Dio Come Ti Amo, canzone senza dubbio intensa e struggente, ma, se mi conoscete, saprete già che anche per i miei gusti avrebbe vinto la Caselli. 
E in coda aggiungo un altro compleanno, quello di Amiii Stewart per i suoi 70 anni, regina delle discoteche nel 1979 con KNOCK ON WOOD

un altro di quei casi in cui una cover diventa più famosa dell'originale e anche migliore. 
Auguri ad entrambe. 

lunedì 19 maggio 2025

ALL' EUROVISION HA VINTO UN CAPOLAVORO O UNA CORAZZATA?

 Gabry Ponte, colui che ha nel mondo portato il verbo di Blue Da Ba Dee Da Ba Daa vendendo millemila copie finisce ultimo all'Eurovision Song Contest?


Apriti cielo! 
Scherzi a parte, nel perculare l'Italia e i suoi stereotipi probabilmente è rimasto più simpatico il caffeinomane Tommy Cash che, tra l'italiano maccheronico e i suoi balletti sgangherati, si è preso il terzo posto presentando una performance dinamica e divertente, mentre Gabry, se ricordate, aveva portato uno show ben più corposo alla selezione di San Marino con tanto di ballerine trecciate e di rosso vestite che replicavano il videoclip sul palco,

ma è anche vero che là nella piccola repubblica erano in undici, cioè sette più le quattro ballerine, mentre qui a Basilea invece c'era quel limite delle sette persone presenti sul palco. 
Il nostro venerato Lucio Corsi si è dovuto accontentare della quinta posizione, ma raggiunta onestamente senza "fumi e raggi laser" (cit. Battiato) e ricevendo anche i complimenti di Ed Sheeran per la sua canzone

(che il rosso musicista stia meditando un duetto?) presentata leggermente modificata rispetto all' esecuzione sanremese, ma sempre con quel look glam anni 70, un incrocio tra i Kiss e David Bowie. 
Degli altri ne avevo già parlato QUI, perciò non sto a ripetermi, mentre per il vincitore, rappresentante dell'AUSTRIA, non ho commenti da fare se non che avevo trovato la sua canzone una delle più noiose presentate a Basilea.

Certo dietro c'è tutto un messaggio di sofferenza e poi il fatto che un uomo canti così come un contralto-soprano ha fatto sicuramente effetto, senza dimenticare che la canzone in tv è stata presentata in bianco e nero e si sa che, quando nel cinema vuoi fare il regista figo, devi fare una pellicola dal sapore vintage perlomeno a prima vista, come, per dire, Paola Cortellesi con C'È ANCORA DOMANI
Ma è un attimo che, anche con il bianco e nero, finisci invece a fare una nuova Corazzata Kotiomkin e ti prendi quei famosi

che forse, secondo il rag. Fantozzi Ugo, non definiscono esattamente un capolavoro... 

venerdì 23 febbraio 2024

C'È ANCORA DOMANI, OVVERO PAOLA CORTELLESI TUTTOFARE

 Paola Cortellesi diventa per la prima volta regista e si autodirige in C'è Ancora Domani, pellicola che ha fatto parlare di sé anche per le parallele violenze domestiche che ogni giorno riempiono le cronache, e film che finalmente sono riuscito a vedere.


E mi sono fatto prendere in giro anch'io da Paola, come tutti coloro che l'hanno visto prima di me, perché lei riesce a sorprenderti in ogni scena con quello che succede dopo, che non è mai quello che ti aspetti compreso quel finale che pensavi andasse a parare da tutt'altra parte. 
Già dalle prime inquadrature Paola ti frega perché parte con un 4:3 che ti pare di vedere un film di DeSica (padre, eh... beninteso) e invece poi si allarga in 16:9 mettendoci pure una colonna sonora anacronistica, ma che ci sta perfettamente. 
Mantiene comunque il bianco e nero per tutto il film che è una scelta perfetta per farti restare nell'atmosfera del dopoguerra che mette proprio male immaginare a colori, e periodo in cui si svolge la storia di Delia, vessata al lavoro perché donna e perciò sottopagata rispetto ad un uomo appena assunto, e menata dal marito Ivano,

un Valerio Mastandrea così in parte che ti viene per forza da odiarlo, basta che non stai a pensare troppo che potrebbe essere l'ispettore Ginko coi baffi che parla come L'ARMADILLO di Zerocalcare.
Nella drammaticità della vicenda non mancano momenti divertenti come il sorriso alla cioccolata, oppure assurdi, o meglio, surreali in cui le botte che prende Delia da Ivano diventano un balletto un po' come succedeva nel videoclip di TRY,

la canzone di Pink in cui lei duettava con un ballerino in una danza che palesemente mostrava mosse di lotta anche violenta. 
Certo, se ti metti a paragonare la regia di Paola con quella che potrebbe aver dato un più esperto artigiano del settore, magari ci trovi delle imperfezioni, ma probabilmente non sarebbe stato più lo stesso film così sentito e vissuto da tutti gli attori in scena che ho sentito liberi di esprimersi al meglio. 
Perché davvero in nessun momento mi è venuto da pensare che fosse una finzione forzata come si vede troppo spesso specialmente nei prodotti per la tv (già avevo detto che la serie PETRA, sempre con Paola, ma non diretta da lei) non mi aveva entusiasmato per niente) o altri film a cui lei ha partecipato come l'orrendo LA BEFANA VIEN DI NOTTE, per dirne uno. 
Qui c'è realismo e, anzi, direi proprio neorealismo come credo fosse l'intenzione fra bianco e nero, formato e scenografie. 
E sai che, per dirla tutta, non l'avrei visto nemmeno male nominato agli Oscar come miglior film straniero? 

giovedì 6 gennaio 2022

LA BEFANA VIEN DI NOTTE (E FA DAVVERO PAURA!!!)

 Per questa Epifania ho deciso di indossare il mio miglior vestito da canaglia per parlare molto, ma molto male di un film perché voglio fare un regalo dell'Epifania a tutti e mettervi in guardia contro una delle cose più brutte che mi sia capitato di vedere sul piccolo schermo l'anno scorso, quando la Rai ha mandato in onda il 5 gennaio 2021, data che non scorderò mai, questo film firmato da Michele Soavi, regista con una certa rispettabilità nel campo dell' horror nostrano seppure non allo stesso livello dei maestri Dario Argento e Mario Bava.


Com'è, come non è, Michele si è messo a dirigere Paola Cortellesi e Stefano Fresi in una roba così brutta, ma brutta brutta, che fa davvero paura, ma solo nel senso di quanto è brutta la storia e per come è realizzata. 
Peccato davvero perché la bravura di Paola qui viene messa in ombra da tutto quello che le sta intorno. 
Quindi buona Epifania e trovatevi altre cose da vedere che ce ne sono sicuramente😛.

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