sabato 10 ottobre 2026

FROM GENESIS TO REVELATION: NUOVA VESTE

 L'album di debutto dei Genesis, il primissimo in assoluto, si intitola From Genesis To Revelation,


ma nella band ancora dovevano arrivare Phil Collins e Steve Hackett. 
Al loro posto (ai lati della foto sotto) c'erano Anthony Phillips alla chitarra e John Silver (si, come il pirata de L'Isola Del Tesoro, è vero) alla batteria, subentrato a Chris Stewart prima delle sessioni di registrazione dell'album. 
Il resto della band mostrava già Peter Gabriel (voce, flauto), Tony Banks (tastiere, pianoforte) e Mike Rutherford (basso, chitarra),

tutti e tre riconoscibili nonostante il look vagamente da mods. 
All'epoca erano tutti studenti tra i 16 e i 18 anni, e registrarono il disco in tre giorni ad agosto durante le vacanze estive. 
Pubblicato il 28 marzo del 1969 dalla Decca Records nel Regno Unito, l'album è in realtà un capitolo unico e musicalmente distante anni luce dal sound progressive rock che avrebbe reso la band leggendaria negli anni successivi. 
Il produttore era Jonathan King, ex allievo della stessa scuola dei cinque ragazzi, la Charterhouse School. 
Fu proprio lui a suggerire il nome Genesis, come per indicare l'inizio di una carriera. Sempre King ebbe questa idea di creare un concept album basato sulla Bibbia, che partisse dalla creazione (From Genesis) fino all'apocalisse (To Revelation).

Il singolo estratto fu THE SILENT SUN, un brano che si rifà agli anni pop dei Bee Gees (quelli ancora senza il falsetto di Stayn' Alive) e infatti Peter qui nel cantare ricorda molto Robin Gibb che all'epoca era il solista del trio di fratelli. 
Andavano forte anche gli Who, per cui King indirizzò i ragazzi verso uno stile simile a tutti quei punti di riferimento, come si può intuire in THE CONQUEROR

che nello stile sembra proprio una traccia rimasta fuori dall'album Tommy. 
Tuttavia quando un produttore ci mette tanto delle sue idee, finisce quasi sempre per snaturare il progetto e infatti fu sempre sua l'idea di arricchire le registrazioni con un'orchestrazione aggiuntiva di archi e fiati scritti da Arthur Greenslade e Lou Warburton, un pò come George Martin lavorava in post produzione sugli ultimi dischi dei Beatles (evidentemente anche i Fab Four erano stati un motivo di ispirazione per il produttore). 
Ma i cinque ragazzi che, al contrario, preferivano arrangiamenti acustici tra pianoforte e intrecci di chitarre a 12 corde, rimasero insoddisfatti da questa scelta pop commerciale fatta a loro insaputa.

Ed ecco che quindi è stata pubblicata ieri una massiccia riedizione deluxe (approvata da Gabriel, Banks, Phillips e Rutherford) che, ad un prezzo pazzesco, oltre all'edizione originale, include un nuovo mix stereo curato da Stephen W. Tayler pensato appositamente per dare risalto al vero suono della band, riducendo al minimo l'impatto dell'orchestra originaria, che comunque, tutto sommato, a me non dava poi così fastidio,

anzi, in questa FIRESIDE SONG, come attaccano gli archi, dopo i 50 secondi di introduzione con il pianoforte, sembra di sentire l'apertura di PENSIERO dei Pooh che arriverà due anni dopo (sarà un caso o qualcuno allora aveva già ascoltato i Genesis di importazione?),

e dove anche lì il solerte produttore che avevano allora, Giancarlo Lucariello, aveva aggiunto l'orchestra di Gianfranco Monaldi.
Adesso, avendo parlato infatti anche dei Beatles "ritoccati", qui nel nuovo missaggio l'effetto del lavoro fatto è un pochino meno drastico di quello rivolto all'album Let It Be di cui è uscita già tempo fa la versione "naked", cioè SENZA ORCHESTRAZIONE;

bella versione, ma l'apporto che in questo caso era stato di Phil Spector al posto di Martin, non era stato per nulla eccessivo, a mio modesto parere. 
Ma torniamo a noi per notare che al momento del lancio nel 1969, l'album dei novelli debuttanti Genesis vendette appena 650 copie circa. 
La colpa fu in gran parte di una bizzarra scelta grafica della Decca Records che, pensando di fare una cosa elegante, stampò una copertina completamente nera con il titolo stampato in oro, senza includere il nome della band "Genesis" forse perché già stava nel titolo. 
Tant'è che allora molti negozi di dischi britannici scambiarono l'album per un disco di musica religiosa e lo posizionarono nei reparti di classica o musica sacra, condannandolo all'invisibilità commerciale. 
Subito dopo questo insuccesso, i rapporti con Jonathan King si interruppero e la band cambiò rotta, reclutando come batterista John Mayhew, firmando per la Charisma Records e dando ufficialmente vita alla loro era progressive con l'album TRESPASS (1970).

Si, Phil (le cui condizioni di salute vanno purtroppo ogni giorno peggiorando) e Steve ancora non c'erano e arriveranno solo dal terzo album, cioè da Nursery Cryme in poi per cambiare ulteriormente il sound sempre in meglio. 
Concludo con un addio ad un collega, diciamo così se si può, poiché quando io giravo nelle piccole radio locali lui passava da Radio Montecarlo a 105, a 101, a RTL 102.5, eccetera partendo, nel 1969, da Radio Veronica, una storica emittente olandese che trasmetteva da una nave al largo delle coste dei Paesi Bassi, fuori dalle acque territoriali, per aggirare le leggi che all’epoca limitavano la radiodiffusione privata.

Sto parlando infatti di Federico Van Stegeren, detto L'Olandese Volante poiché era nato nei Paesi Bassi, ma aveva vissuto da sempre in Italia facendo lo speaker radiofonico e, a volte, anche il cantante. 
Aveva 76 anni. 
Addio Federico. 

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