Come il titolo di quella sua meravigliosa canzone (cantata anche da Mina e da Ornella Vanoni, sua amica e anche compagna per un periodo) è finita a 91 anni la storia di Gino Paoli, cantautore della vecchia scuola genovese che adesso si ritrova tutta riunita nell'aldilà con, partendo da sinistra in senso orario, Umberto Bindi, Paoli, Fabrizio De André,Luigi Tenco,Bruno Lauzi e Vittorio DeScalzi dei New Trolls.
Uomo magari un pò burbero il Gino, ma che ci lascia un bagaglio musicale mai passato di moda con pezzi che tuttora fanno parte della nostra storia.
SAPORE DI SALE, Il Cielo In Una Stanza, di cui è grandiosa la versione cantata da Mina, Senza Fine che, oltre ad essere anche questa una canzone che Ornella cantava, è il brano che apre NAVE FANTASMA, quel film che parte benissimo, ma che poi si perde per strada, e poi La Gatta, fino ad arrivare al suo ritorno alla vetta delle classifiche nel 1991 con QUATTRO AMICI che ospita anche Vasco Rossi sul finale. Gino Paoli aveva sfidato la morte nel 1963 quando il cantante si sparò al petto in un momento di depressione, ma la pallottola non colpì organi vitali.
I medici decisero di non rimuovere il proiettile perché ritenuto troppo rischioso, lasciandola incapsulata nel corpo, precisamente vicino al pericardio, ma contemporaneamente Paoli venne denunciato per possesso illegale di arma da fuoco.
Gino ha avuto anche un periodo in politica ed era il padre dell'attrice Amanda Sandrelli.
Prima di Paoli se n'è andato anche Louie Louie Cordero, 64 anni, attore e cantante portoricano che potete vedere nel ruolo del fidanzato di Madonna nel videoclip di BORDERLINE qui sotto.
Infine, dalla musica al cinema, è morto nel sonno per cause naturali l’attore statunitense Nicholas Brendon, noto soprattutto per il ruolo di Xander Harris, uno degli amici della protagonista che ha il volto di Sarah Michelle Gellar in Buffy L’Ammazzavampiri,
una delle serie tv più famose di fine anni 90 e primi anni 2000 tratta da un omonimo film del 1992 con tutt'altro cast che però fu un fiasco colossale.
Inevitabile, ma pur sempre un colpo al cuore la notizia della scomparsa di Claudia Cardinale, 87 anni e da tempo malata.
Una "grande bellezza" (per dirla alla Sorrentino) del cinema italiano, ma nata a Tunisi, citata anche da Vasco nel titolo del post che magari a qualcuno sarà sembrato strano, e riconosciuta anche a livello internazionale al pari di Gina Lollobrigida e Sofia Loren.
Anzi, in Francia, dove visse per lungo tempo, era stata addirittura additata sulle riviste come "la rivale di BB" (la Bardot) essendo lei la "CC" (come IBM e HAL, per chi vuol capire...) e di pari bellezza, tant'è che io nel suo viso ho sempre trovato una certa somiglianza anche con Raquel Welch,
con la quale divise la presenza nel film del 1966 Le Fate, ma non nelle stesse scene poiché si trattava di un film ad episodi non correlati tra loro.
Carriera decisamente costellata di titoli di grande successo e grandi nomi che la diressero come Visconti ne IL GATTOPARDO, con il quale, ricordava, sul set c'era un silenzio quasi religioso e non ti era permesso di cambiare una virgola di quello che voleva il regista.. Tutto il contrario di quello che Claudia sperimentó sul set con FEDERICO FELLINI, dove il regista amava ci fosse confusione e improvvisazione, ma, senza farsene accorgere, alla fine tutto andava sempre nella direzione che aveva deciso lui.
Claudia era già stata qui su queste pagine web in occasione di QUI COMINCIA L'AVVENTURA, un film, voluto dal produttore Franco Cristaldi, suo marito (che la aiutò moltissimo nei momenti di crisi anche per tenere nascosto un figlio avuto molto prima da giovanissima), per creare con MONICA VITTI una coppia alla Spencer & Hill, ma il risultato fu una pellicola poco omogenea che passava dal momento riflessivo a quello pseudo erotico, fino alla zuffa con sganassoni e stuntmen, ma fu un flop nella sua carriera.
Tuttavia per me ha lo stesso un certo valore affettivo come tante ALTRE TRASHATE di cui ho già avuto modo di parlare.
Piccola curiosità legale su Claudia che, a sua insaputa si vide apparire nelle foto interne dell'album Blonde On Blonde di Bob Dylan,
ma il cantautore venne immediatamente diffidato dall'utilizzare quella foto dell'attrice, per cui nelle successive ristampe del disco l'artwork interno sarebbe apparso così modificato.
Ovviamente per i collezionisti invece le copie con Claudia hanno un valore immenso.
Anche il mondo della musica piange la scomparsa ad 88 anni di Sonny Curtis, ex voce dei Crickets
dopo Buddy Holly.
Band quella dei Crickets che ispiró i Beatles nella scelta del loro nome rimanendo dell'ambito dell'entomologia.
Sonny, parallelamente alla collaborazione con la band, aveva portato avanti anche una carriera solista più mirata verso lo stile country e la sua canzone più famosa è I Fought The Law che vanta anche le bellissime versioni dei CLASH, dei Green Day e di Bruce Springsteen molto più energiche dell'originale.
Qualcuno appassionato di sitcom invece si ricorderà di LOVE IS ALL AROUND, tema del telefilm anni 80 Mary Tyler Moore che andava in onda su Canale 5. Canzone sempre di Sonny, ma da non confondere con l'omonima dei The Troggs che probabilmente ricordiamo di più grazie alla cover che i WET WET WET fecero negli anni 90 per la colonna sonora del delizioso Quattro Matrimoni E Un Funerale. Anche la musica italiana ha perso Fausto Amodei, 91 anni, noto per aver composto la canzone Per I Morti Di Reggio Emilia nel lontano 1960 per ricordare le vittime delle stragi avvenute durante il governo Tambroni come racconta MILVA nell'introduzione del VIDEO qui insieme a Fausto che l'accompagna con la chitarra. Addio Claudia, Sonny e Fausto.
Anno iniziato alla grande con quel buontempone di Angelo dei Ricchi & Poveri e tutti gli altri in playback su Rai1, mentre nel 2005, dopo 143 anni e precisamente il primo gennaio di vent'anni fa, finiva quello che era il servizio militare obbligatorio per il quale ti arrivava la famosa cartolina rosa e ti mandavano da qualche parte lontano da casa a far la guerra per finta.
Lo cantava anche Vasco Rossi in quel PEZZO PAZZESCO che è Per Quello Che Ho Da Fare... Faccio Il Militare, e periodo che per molti, specie i ragazzi del sud, aveva segnato un grande cambiamento nella vita e finito il servizio "mettevano la firma" per rimanere nell'esercito o nei Carabinieri perché perlomeno si aveva la certezza di un lavoro che già allora non era facile trovare.
Sul fatto che poi fosse un lavoro poco pagato rispetto al rischio che i componenti della benemerita devono affrontare ogni giorno, e mi riferisco a vicende come la strage di Capaci o Nassiriya, questo è un altro discorso.
C'era invece chi non voleva farlo il militare e si inventava difetti fisici inesistenti da esibire alla visita di leva, o tendenze psicolabili, o ancora cercava di farsi passare per omosessuale come in Un Mercoledì Da Leoni,
filmone surfista di John Milius che non c'entra nulla con le Notti Da Leoni che arriveranno più di recente.
Nemmeno i vip erano immuni da tale consuetudine e quelli più grandicelli ricorderanno Gianni Morandi in tv a cantare con la divisa militare e i capelli corti (infatti ho scelto lui come foto di apertura),
come poi anche Jovanotti negli anni 90, con i due successivamente legati da una grande amicizia.
Lorenzo aveva anche vinto il famoso Telegatto durante il periodo di leva, perché comunque, grazie alle licenze rimaneva sempre attivo, e questo è il COLLEGAMENTO in video fatto durante il programma di Canale 5 condotto da Lorella Cuccarini e un Red Ronnie ancora nel pieno delle sue facoltà mentali. Ma anche Adriano Celentano c'è passato per la naja, come pure Fiorello.
Chi l'aveva scampata invece era stato il mio quasi omonimo Bobby Solo che da sempre ha una malformazione al nervo uditivo destro e, come dicevo prima, nell'esercito non ti prendono se hai qualche difetto.
Questo mi accomuna ancora di più con il cantante romano poiché pure io ero stato scartato alla visita di leva per i postumi di un brutto incidente di cui avevo raccontato molto tempo fa in UN POST.
E, visto il mio carattere che mi porta ad evitare per quanto possibile scontri fisici, e pure il fisico sminchio tipo Timothee Chalamet che avevo allora, mi sono sempre considerato molto fortunato perché sarei stato sicuramente la vittima preferita dei classici scherzi che si fanno sotto la naja.
Max Pezzali invece aveva scelto il servizio civile (opzione possibile solo negli anni più recenti) e, come si vede nella SERIE TV, lo ha svolto nella Croce Rossa.
Questo perché erano tempi molto diversi da quando il servizio militare era stato istituto, e infatti Alberto Fortis in A VOI ROMANI cantava che "non è più tempo di guerre"...
Nel frattempo lo sappiamo che le cose sono molto cambiate...
L'universo espanso di Spiderman continua a produrre nuovi personaggi e stavolta è toccato a Madame Web,
un po' come succede per Star Wars che regolarmente partorisce spinoff a iosa, ma ultimamente non ne imbrocca più una giusta, e The Acolyte ne è l'esempio più recente.
Questo forse perché adesso tutte queste cose sono finite in mano alla Disney che, diciamolo, è un po' come il Vasco Rossi attuale, cioè molto diverso da com'era negli anni 80 (non parlo di età o prestanza fisica eh), al punto che, scherzando, molti sostengono che non sia più la stessa persona, ma un sosia come nella leggenda di Paul McCartney.
Ecco la Disney di adesso è una macchina tentacolare che produce per fare cassa e sembra che proprio non gliene freghi niente di fare le cose col cuore come invece erano stati realizzati i primi tre film della saga di quando ancora si chiamava Guerre Stellari dove tu spettatore ti divertivi un sacco perché non ti riempivano la testa di pippotti politico-filosofici, e dovevi solo goderti le scene con le spade laser e combattimenti in volo staccando il cervello per due ore, tant'è vero che quando lo staff tecnico lavorava al primo episodio del 1977 (Episodio IV) tutti erano convinti che fosse un film di serie B di poco conto fatto per i bambini.
Ecco quindi in breve cosa manca adesso: manca tutto il lato divertente percepito dallo spettatore bambino dentro anche se adulto fuori.
Madame Web non c'entra con la Disney e infatti è su AppleTv anche se è un prodotto Marvel, ma ha parecchi punti in comune con la situazione della Casa Del Topo, perché è un film nato dalla Sony con l'idea di ampliare appunto lo Spider-verse, con altri personaggi già presenti nei fumetti a cui i ragni hanno conferito poteri speciali e nel ruolo della protagonista ci troviamo Dakota Johnson, la quale è stata scelta come ripiego dopo il rifiuto di Charlize Theron e di Amy Adams (e già questo non è un buon segno).
Il risultato è questo film che onestamente non si può definire completamente brutto, però non ti gasa per niente e ti lascia poco e niente la voglia di vedere un seguito, cosa questa che, secondo i canoni attuali delle case di produzione, non è esattamente un punto a favore dato che ormai si pensa solo in termini di serialità e soldoni.
La Madame Web dei fumetti in realtà sarebbe una donna anziana che si chiama Cassandra Webb come nel film, che è costretta a rimanere collegata a macchinari tramite dei fili che darebbero l'idea di una ragnatela,
ma ciò non avrebbe permesso di mettere in mezzo molta azione perciò si stravolge tutto e voilà, ecco pronta una Cassandra giovane che vede le morti future e in certi casi riesce ad evitarle come ad evitare che il villain della situazione possa nuocere a tre altre sue colleghe dotate di superpoteri.
Insomma quegli abbiocchi che mi hanno preso secondo me indicano che il film non è stato granché,
ma sopratutto se cercate delle supertutine come nelle foto promozionali e come ci si può giustamente aspettare da un film sui superragni, nonché dalla copertina del Blu-ray in special steelbook edition (furbissime manovre di marketing per il fanservice),
vi posso spoilerare già che su due ore scarse qui ci saranno si e no 30 secondi in tutto, ed è un po' poco...
Grazie a Vasco per il titolo del post dato che oggi è la Giornata Mondiale per la libertà di stampa, cosa che in realtà, anche se dovrebbe, non è così normale in tutto il mondo, anzi...
Su tale tema anche il cinema ci ha lavorato più volte, per esempio con lo splendido Tutti Gli Uomini Del Presidente di Alan J. Pakula con Robert Redford e Dustin Hoffman, dove i due interpretano dei cronisti del Washington Post che mettono allo scoperto nientemeno che lo scandalo Watergate, problemino che nel 1974 porterà alle dimissioni dell'allora presidente Richard Nixon,
e vicenda citata anche da Robert Zemeckis in Forrest Gump.
Altro film giornalistico più recente è The Post di Steven Spielberg, con Tom Hanks e Meryl Streep, dove, anche loro giornalisti del Washington Post, ma nel 1971, decidono di smascherare le malefatte passate di ben quattro presidenti americani.
Sempre recente come produzione, ma ambientato invece ancora prima nel 1953 è Goodnight And Good Luck diretto da George Clooney che fa anche una parte nel film dove il protagonista è però David Strathairn nella parte di un anchorman della CBS che, durante il suo talk show decide di chiarire certe accuse di filocomunismo che sono state lanciate addosso a muzzo a diverse persone dandone la responsabilità all'allora senatore McCarthy
con tutte le conseguenze possibili quando vai a pestare certi piedi.
Anche l'Italia non è da meno su questo tema e il regista Marco Bellocchio racconta una vicenda con omicidio a sfondo sessuale e insabbiamenti voluti dai politici in Sbatti Il Mostro In Prima Pagina con Gian Maria Volontè.
Ma se tutto questo riguarda la carta stampata e l'informazione televisiva, certo non dimentichiamo quella libertà di stampa e di espressione che ora deve essere considerata anche sul web, dove anche un blog può fare un certo tipo di informazione, magari senza troppe pretese appunto come qui dalle mie parti, e dove basta un attimo per creare involontariamente una notizia fake, cosa che ogni giorno succede dato ci cascano anche i giornalisti veri che copiano e incollano senza verificare le fonti, e non quelli del cinema di cui ho parlato che invece vanno a scavare a fondo che più a fondo non si può.
Ma in questo modo abbiamo visto che anche lo stesso attimo può metterti nei guai se magari tocchi un personaggio o un argomento particolare.
Beh sicuramente in altri Paesi stanno peggio, perciò finché possiamo teniamoci la nostra libertà, vera o presunta che sia.
Oggi è l'8 marzo, Festa Della Donna e anche da qui mando un augurio a tutte le lettrici, anche occasionali che per sbaglio hanno cliccato su codesto blog pensando che fosse qualcosa di serio.
Ricorrenza festeggiata anche dal Vasco nazionale che, abituato a mettere protagoniste femminili nelle sue canzoni e a scriverle per loro (Irene Grandi, Noemi, Patty Pravo), ne regala stavolta una nuova di zecca a Denise Faro, giovane cantante e attrice (ha al suo attivo dei musical e una piccola parte in THE FATHER) che esce proprio oggi con questo disco che si chiama LIBERA E SE MI VA.
Da parte mia, senza andare sulla retorica, mi affido ad una signora della musica italiana che, nonostante l'età avanzata, continua a farsi sentire, in canzone e anche in esternazioni sui suoi colleghi dato che Ornella Vanoni è una che dice le cose così come le vengono fuori senza pensarci troppo.
Molto prima dell'avventura con i suoi Toy Boys Colapesce e DiMartino, l'Ornella se ne usciva bella bella con una serie di album sempre a tema molto femminile, uno dei quali, del 1980, aveva proprio il titolo palese di Ricetta Di Donna.
Da Sheherazade del 1995 invece ho scelto oggi un'altra ricetta che Ornella ha mandato alle sue ascoltatrici, una ricetta di seduzione fatta con buon gusto ed eleganza fra makeup e arte culinaria. La canzone è ROSSETTO E CIOCCOLATO, il cui intro, care Madonnare e (perché no?) Madonnari, vi farà ricordare sicuramente una famosa canzone della Ciccone, ma è solo quello perché poi la canzone si sviluppa in tutt'altro modo fra archi e consigli di sensualità.
E chissà mai che certi animali di sesso maschile che popolano le cronache possano tornare a riscoprire le buone maniere e ad apprezzare quella sensualità vecchio stile che pare ormai perduta per sempre.
Perché dai, diciamolo chiaro che sono piovute critiche alle nostre cantanti spesso un po' troppo scoperte (Elodie, Annalisa), frecciate anche mandate da nomi molto noti e stimati, ma chi ha mosso tali critiche secondo me ha visto la loro immagine con gli occhi di chi cerca il male ovunque, mentre invece, dal mio punto di vista, trovo piacevole se una bella donna mostra la sua bellezza, attrice o cantante che sia.
Lo dico perché non mi sento di fare il bigotto come tanti che uuuuh gridano allo scandalo però intanto poi magari sono frequentatori abituali di siti porno (me l'ha detto un amico che esistono quei siti 😜).
E quindi, dato che non siamo, per fortuna, in un regime dove comandano gli Ayatollah, consideriamoci fortunati se possiamo godere di tale bellezza.
Qualche sera fa stavo stendendo il bucato (lo faccio anch'io, embè?) con le mie fide cuffiette e dalla radio sento che James Blunt è tornato con un nuovo disco, BESIDE YOU,
carino, ma che passa e va così senza sfracelli, anzi abbastanza in sordina se non fosse per il fatto che già dalla prima battuta ricorda quel primo singolo dei Planet Funk, CHASE THE Sun, che già mi piaceva un sacco. Certo, si, se non fosse però che a sua volta il riff di tale canzone era stato preso pari pari da Alla Luce Del Giorno firmata da Ennio Morricone per il film METTI UNA SERA A CENA con Annie Girardot, quindi sono più propenso ad immaginare che James si sia ispirato all'originale del Maestro.
Torna con la tediosa inevitabilità di una stagione non amata (cit. Moonraker) anche Ligabue con il secondo singolo estratto dal nuovo album Dedicato A Noi, cioè UNA CANZONE SENZA TEMPO tutta dedicata a Rrrooomaaaa, calandosi come nei panni di un novello Venditti, ma francamente non la trovo granché eclatante, nel senso che magari l'omaggio alla città eterna sarà anche gradito, però mi fa sentire un Liga un po' stanco.
Non che a casa di Vasco, per citare il suo diretto antagonista, le cose vadano meglio in fatto di creatività eh, tanto più che il rocker di Zocca, dopo aver visto su RaiPlay È Andata Così, la bioserie sul Luciano di Correggio, ha realizzato per Netflix Il Supervissuto, giusto per non essere da meno.
E fatevelo un disco insieme prima o poi, magari davanti ad una piadina e un bicchiere di lambrusco, dai...
La notizia del giorno per me sovrasta qualsiasi altra di politica o di cronaca nera perché nel mio mondo particolare fatto di cinema, tv e musica, quest'ultima è la protagonista di oggi dato che Beatles e Rolling Stones suoneranno insieme per la prima volta nel prossimo disco della band di Jagger & Richards.
Naturalmente per quanto riguarda i Beatles si sta parlando di Paul McCartney con il suo basso, poiché ormai sono anni che Bill Wyman si è staccato dalla band, mentre per Ringo non è ancora chiaro se prenderà o meno il posto di Charlie Watts alla batteria, ma secondo il figlio Zak sarebbe un categorico no.
Quindi vedremo come verrà composto questo duetto che, a conti fatti, comporrebbe una band nuovamente completa (visti quali elementi sono rimasti da entrambe le parti) e sfata quella rivalità creata ad hoc all'epoca e sempre rimasta lì sul "sarà vero o no", anche perché le loro strade si sono spesso incrociate in tutti questi anni,
come per il primo singolo degli Stones che lo scrissero proprio Lennon & McCartney, e in seguito i due gruppi si omaggiarono a vicenda sulle copertine dei loro due album SGT.PEPPER'S LONELY HEARTS CLUB BAND e Their Satanic Majesties Requests realizzate tra l'altro dallo stesso fotografo, dove quello degli Stones fu un disco decisamente anomalo per le sonorità insolite, psichedeliche e sulle prime anche considerato non molto bene dalla critica, mentre in seguito venne preso come spunto di cover da diverse band, Kiss compresi.
John Lennon con Yoko Ono erano poi stati ospiti (e si vedono anche sulla copertina) nel video live The Rolling Stones Rock'n'Roll Circus degli Stones
girato nel 1968, ma che verrà pubblicato però in DVD e Bluray solo nel 1996 con tanti altri ospiti come The Who e Jethro Tull.
Quindi non ci resta che aspettare nemmeno tanto, dato che le voci parlano di qualcosa che potrebbe essere già pronto da ascoltare entro un mesetto.
Ed ora, sulla scia di questo, aspettiamo anche un disco con Vasco e Liga insieme che, davanti ad una piadina ed un bicchiere di lambrusco, ammettono di essere amici da sempre...
Mentre Medvedev annuncia che sta per partire la terza guerra mondiale, e i vari Paesi stanno rimuginando se sia giusto o no continuare a mandare forniture di armi (ma Vasco, quello vero, nel 1979 già ironizzava parlando di Russi e che se non c'erano le armi con cosa la facevamo la guerra? Coi bastoni?), noi pensiamo a cose decisamente più importanti, e quest'anno in vista dei prossimi Oscar che si terranno il 12 marzo, posso dire di aver fatto i compiti un pochino meglio degli anni precedenti, poiché delle dieci nominations come miglior film ne ho già visti esattamente la metà e in cuor mio spero che fra quei cinque ci sia anche il vincitore perché son tutti film molto diversi tra loro che mi hanno lasciato qualcosa di buono.
Ma non voglio gufare e posto semplicemente la lista delle nominations che è stata resa nota di recente in ordine alfabetico e con i link ai film che ho già avuto modo di vedere e ai quali ho dedicato un post:
Da qui a marzo, magari riesco anche a recuperare i titoli che mi mancano, ma intanto come extra ne ho visti anche un paio che appaiono nelle categorie minori come quella di animazione e sto parlando di RED che di sicuro non vincerà perché c'è Guillermone in lizza,
oppure la sceneggiatura non originale dove è nominato GLASS ONION - KNIVES OUT, anche questo con poche speranze di portare a casa una statuetta perché è bello, si, ma la pellicola tratta dal romanzo di Remarque (uno di quei classici che ci facevano leggere a scuola) anche se non l'ho ancora vista la credo molto più probabile per l'Oscar proprio per il background che ha.
Quindi si che mi sento già a buon punto, ma se finisco di leggere sto libro
magari riesco a clonarmi e ce la faccio anche a vederli tutti😜.
Attenzione però: non nei primi giorni di febbraio che mi impegneranno fino allo stremo perché Sanremo è Sanremo (e ho fatto pure la rima) e quindi anche Medvedev si dia una calmata.
Ah... come era prevedibile, quest'anno nessuna traccia di WILL SMITH E CHRIS ROCK, poiché il presentatore sarà Jimmy Kimmel.
Quando si parla di tributi è facile che vengano in mente LE ROCAMBOLESCHE AVVENTURE DI ROBIN HOOD CONTRO L'ODIOSO SCERIFFO (come quella serie tv di Mel Brooks) dove lo sceriffo era appunto quello di Nottingham che riscuoteva le tasse senza troppa gentilezza, e una delle versioni più riuscite di tale personaggio è senza dubbio quella della Disney,
specie in un momento come questo in cui il governo si inventa maneggi per incrementare le casse dello Stato.
Ma per fortuna i tributi sono anche quelli musicali e a me piace trovare su YouTube delle band, il più delle volte amatoriali, che ricreano il sound dei loro idoli come i PERSONAGGI DEGLI ANNI 80 oppure i BEATLES, e ancora di più quando ne ricreano anche il look come nel caso dei KISS e DEPECHE MODE.
Un po' tutte le band famose (e anche solisti) hanno il loro tributo e non lo considero uno scimmiottamento come tanti denigratori sostengono, ma piuttosto un segno di quanto il lavoro degli originali sia stato apprezzato.
È infatti stavolta il caso degli ABBA TIME, assolutamente italiani, che ovviamente propongono uno show con canzoni e costumi dei quattro svedesi (ma sul palco sono in sei) con tanto di maschietti parruccati come Bjorn e Benny che li per lì fanno un po' buffo, ma il risultato poi è che tutto l'insieme ti porta come ad un concerto vero degli Abba,mentre quelli originali sono ricorsi ultimamente agli OLOGRAMMI DIGITALI a causa di un'età ormai un po' avanzata.
Sempre sulla scia della copia carbone è DANIELE SI NASCE, cantante che da oltre 20 anni si esibisce nei panni e nella voce di Renato Zero.Daniele, che di cognome fa Quartapelle ed è una classe 1968, aveva anche vinto un'edizione di Tali E Quali Show, cioè lo speciale in cui ad esibirsi non sono vip, ma persone più o meno qualunque.
Sempre italiani sono i PINK SONIC del chitarrista e cantante Francesco Pavananda dal lungo capello come il Gilmour degli anni 70, i quali portano sul palco un light show che sembra davvero preso in prestito dai veri Pink Floyd (versione appunto Gilmour) con fumi, laser eccetera.Meno fedeli visivamente, ma musicalmente ineccepibili sono i 7MA ONDA, tributo ufficiale ai gloriosi Nomadi dove la voce del cantante ricorda più il periodo di Danilo Sacco (non certo per l'hairstyle) e anche Yuri Cilloni, l'attuale frontman, piuttosto che Augusto Daolio.Dal punto di vista look invece i CAPOVOLTI sono lontani anni luce da Vasco Rossi di cui sono la tribute band, cioè niente cappellini, occhiali da lanciare, giubbotti di pelle e mosse copiate dall'originale, ma quello che conta è che sono anche loro ottimi musicisti (ben sette) e si avvalgono ogni tanto della presenza come guest di Maurizio Solieri, storica chitarra del rocker di Zocca e decisamente un valore aggiunto.Direi che anche per oggi nel post c'è n'è un po' per tutti i gusti.
Mannaggia... non molto tempo fa, era ottobre 2021, scovando nei miei ricordi avevo parlato di I FORTI DI FORTE CORAGGIO, una vintaggia serie tv western comica che anticipava lo stile dissacrante di Mel Brooks ed ora scopro che in questi giorni è mancato Larry Storch,
ovvero il caporale Agarn, quello nella foto con il cappello chiaro, personaggio dalla mimica facciale sopra le righe e che in Italia aveva un ottimo doppiaggio di Renzo Palmer.
Aveva 99 (dico... 99!) anni e, com'è, come non è, era finito anche nel cast di quel tremendo film di Ezio Greggio, Il Silenzio Dei Prosciutti, ma si sa, errori ne facciamo tutti (non volevo fare la rima... è venuta così).
Se ne va in buona compagnia Larry, perché a 79 anni ci lascia anche Tony Sirico,
il mitico Paulie Gualtieri dei Sopranos, ma non solo, in quanto nella sua carriera si era specializzato nei ruoli inerenti la mafia e infatti lo avevamo già conosciuto nel 1990 grazie a QUEI BRAVI RAGAZZI di Martin Scorsese, mentre a 74 anni , a causa delle complicanze insorte durante un'operazione chirurgica, è deceduto Gregory Itzin,
noto per le serie tv The Mentalist e 24, e, a proposito di quest'ultima, non posso fare a meno di domandare se avete visto gli spot che stanno passando in questi giorni in tv con un Kiefer Sutherland
terribilmente imbalsamato dal botox o da qualche altra diavoleria di chirurgia plastica.
Un'altro attore che ci lascia con un'età ragguardevole, cioè 94 anni, è L.Q. Jones,
texano con un'infinità di partecipazioni a ruoli western e serie tv, e, in particolare, nei film diretti da Sam Peckinpah, regista sul quale può darvi tutti i lumi possibili CASSIDY nel suo blog dove ha recensito la sua opera omnia.
L.Q. aveva preso il suo nome d'arte dal personaggio del primo film che ha interpretato seguendo il consiglio dei produttori, mentre all'anagrafe era Justus Ellis McQueen.
Un addio anche ad un nome della musica vintaggia, cioè Junior Magli, il cui vero nome era Luigi Pazzaglini, esponente dell'epoca del beat italiano che aveva partecipato più volte alle varie manifestazioni canore di quegli anni compreso il Festival Di Sanremo del 1969 con ALLA FINE DELLA STRADA,canzone che interpreta con molta convinzione al Salone Delle Feste del Casinò, e che sarà coverizzata poi l'anno dopo da Tom Jones chiudendo un cerchio iniziato da Junior e la sua cover di Delilah, ovvero La Nostra Favola, canzone che verrà ripresa, con una promozione maggiore, anche da Jimmy Fontana.
Una gustosa curiosità su questa canzone sanremese è che a quel Festival fu presentata anche con un'ALTRA VERSIONE,come si usava all'epoca, cantata dai The Casuals, gruppo inglese il cui bassista era quell'Alan Taylor che diverrà produttore dei primi album di Vasco Rossi e che acquistò i diritti di Albachiara barattando una chitarra con il rocker di Zocca.
Ecco, sappiate che Vasco da quella canzone che tutti cantano non vede mai un euro di SIAE, ma lui è contento così perché ha sempre detto che grazie a quel baratto ha potuto iniziare la sua carriera.
Anche Orietta Berti, dopo averla inizialmente rifiutata, ci ha ripensato ed ha inciso pure lei una SUA VERSIONE della canzone di Junior nel 1971 per la trasmissione Canzonissima,motivata forse anche dal successo internazionale che Tom Jones ha dato al pezzo scritto dal famoso trio delle 3P, Pace-Panzeri-Pilat, dove il primo è Daniele Pace, futuro membro degli SQUALLOR (in questo caso membro non è un gioco di parole allusivo come le copertine dei loro dischi, no), il collettivo di autori blasonati della musica leggera prossimo a nascere esattamente nello stesso anno.
Goodbye Larry, Tony, Gregory, L.Q. e Junior, che messi così sembrano una banda come The Boys 😉.
Erano gli sgoccioli degli anni 80 (1989 per la precisione) e un bel giorno nella radio privata in cui bazzicavo arriva un 45 giri promozionale dalla Carosello, quell' etichetta per cui incideva il vero Vasco Rossi e non quel sosia che fa canzoni dalle grandi musiche suonate da musicisti della Madonna, ma con testi da prima elementare e che si capisce che è un impostore anche da quella famosa foto che lo mostra mentre attraversa le striscie pedonali di Zocca dove si vede in lontananza anche un Maggiolone Volkswagen, a piedi scalzi insieme a Giovanni, Giorgio e Riccardo, chiamato anche Ringo, come il famoso deejay radiofonico, e, anzi, si racconta che un gruppo inglese si sia ispirato proprio a quella foto per la copertina di un album.
Ma torniamo a noi e al disco in questione che mi era capitato tra le mani: si trattava di un singolo promozionale di una voce nuova e... Patapam!
Per me fu un colpo di fulmine quella canzone dal titolo DIALOGHI che presentava passaggi armonici molto particolari e una voce a tratti lirica, così affascinante a tal punto che mi ero registrato una cassetta dove girava di continuo lo stesso brano come quando metti il repeat sul cd.
La cantante era Irene Fargo, capelli a caschetto e bellezza da bambola di porcellana, che più avanti scoprirò chiamarsi in realtà Flavia Pozzaglio, ex voce di un coro polifonico e in seguito anche attrice teatrale e interprete di classici napoletani che, purtroppo, ci ha lasciati a soli 59 anni, cosa che mi ha toccato profondamente proprio per il fatto di averla scoperta così da subito, dal suo primo 45 giri (si dice che il primo disco non si scorda mai... o qualcosa del genere) facendomela sentire come un'amica anche se non l'avevo mai conosciuta di persona.
Invece al grande pubblico, e anche a chi sta leggendo, probabilmente sarà stata più nota per la sue due partecipazioni al Festival Di Sanremo, prima nel 91 con LA DONNA DI IBSEN grazie alla quale arrivò seconda nelle nuove proposte,e poi anche per COME UNA TURANDOT, dalle atmosfere dichiaratamente pucciniane, per la quale ottenne lo stesso piazzamento nel 92.Ma non ditemi che quel suo primo 45 giri di cui sopra, seppure poco conosciuto, non è una canzone meravigliosa sennò vengo lì a farvi la festa in meno di 12 Parsec.
Decisamente più famoso, se non altro per una carriera pluridecennale che parte dagli anni 60, era Tonino Cripezzi, da sempre pianista e diventato una delle due voci dei Camaleonti
dopo l'abbandono di Riki Maiocchi, mentre l'altro cantante è Livio Macchia, il bassista della band cioè il riccio col baffo dal timbro un po' più marcato.
Tonino aveva 76 anni ed è stato trovato senza vita in una camera d'albergo dopo un concerto, e la sua era quella voce dal caratteristico vibrato come se fosse collegato al Leslie dell'Hammond (un catafalco pesantissimo), come la si sente in questa cover dei Procol Harum, la famosa Homburg che per noi italiani era L'ORA DELL'AMORE.
Salutiamo per l'ultima volta anche Michiaki Watanabe, compositore giapponese di colonne sonore e noto nel giro degli anime per le sigle originali di un sacco di prodotti tipo Mazinga Z, Il Grande Mazinga, Ufo Robot Goldrake Contro Il Grande Mazinga, Jeeg Robot D'Acciao, insomma quasi tutti i più famosi robottoni, ma nel mucchio aveva messo le mani anche su Dragonball.
Michiaki aveva 96 anni ed è deceduto a causa di un'insufficienza cardiaca.
E per finire, giusto per non farci mancare nulla, anche il cinema è in lutto per la morte di Joe Turkel a 94 anni, attore che ricordiamo tutti per essere stato il capo della Tyrell,
la ditta creatrice di replicanti di BLADE RUNNER, ma in precedenza aveva ricoperto con Kubrick anche l'iconico ruolo dell'inquietante barista Lloyd di Shining, come si vede dalla sua foto autografata.
Tanti auguri e 100 di questi giorni alla Regina Elisabetta II, festeggiata da giovedì fino a ieri sera per i suoi 70 anni di regno, e in particolare sabato da una moltitudine di persone a far casino lì davanti a casa sua, ma lei, purtroppo a causa di un problema di salute, è apparsa solo in un simpatico video di apertura dell'evento insieme all'orsetto Paddington (come anni fa invece si lanciava con il paracadute scortata da 007 Craig), con un ologramma proiettato sul finestrino della carrozza, e poi finalmente domenica in persona con quel suo famoso COMPLETINO green screen.
Apertura di un grande concerto che è stata affidata ai QUEEN di cui, ormai mi sono rassegnato, Adam Lambert è diventato il frontman ufficiale dalle indubbie doti vocali e anche di un certo "peso",
seppure sia del tutto privo di quei toni caldi e sensuali che Freddie emetteva quando apriva bocca ed era grazie a quei toni particolari che sapeva farti innamorare senza distinzioni di sesso.
C'erano Roger Taylor e Brian May a portare avanti il nome della band, nome che comunque preferiscono ancora scrivere Queen + Adam Lambert, mentre John Deacon se ne stava in pantofole a casa sua a seguire il tutto davanti alla tv, come da anni ormai ha scelto di fare.
Concertone che ha messo sul palco persino una rediviva DIANA ROSS a chiudere lo show, mentre prima di lei sono passati, fra gli altri, Alicia Keys, Craig David, Duran Duran e Andrea Bocelli.ELTON JOHN invece è apparso con un video registrato perché la stessa sera stava allo stadio di San Siro per un concerto tutto suo e certi tour de force di suonare in due posti contemporaneamente li faceva solo Phil Collins quando era in salute.
Qui da noi invece Ligabue lo stesso sabato non ha festeggiato la Regina, bensì molti meno anni (30) di onorata carriera personale, e finalmente è riuscito a tornare ancora una volta al Campovolo, evento più volte rimandato causa Covid-19, davanti a più di 100.000 fans.
Perché se Vasco torna in grande stile, Luciano non può essere da meno, ed ha presentato anche il nuovo singolo NON CAMBIEREI QUESTA VITA CON NESSUN'ALTRAche si scrolla di dosso tutto per riprendere lo stile asciutto, ma annaffiato dal Lambrusco, del primo Liga anni 90.
Un po' di musica nuova ogni tanto ci sta anche su queste pagine dove spesso invece si citano ricordi del passato, e devo dire che non è la prima volta che mi perdo in elogi per Elodie, una delle migliori interpreti uscite dal tanto discusso Amici.
La sua nuova BAGNO A MEZZANOTTE è carina, ma un pochino inferiore alle sue produzioni precedenti, però ha di buono quella cosa del ritornello che "acchiappa" con "uno due tre" e, soprattutto, è corredata di un videoclip da farti cadere la mascella.
Harry Styles invece segue il trend del recupero degli anni 80 e, come The Weeknd, sforna AS IT WASche è una simil Take On Me, nel senso che il riff di synth la ricorda parecchio, ed è comunque un pezzo piacevole come tutta la produzione degli anni 80.
Ora però veniamo alle dolenti note, termine quantomai ad uopo parlando di canzoni, perché il nuovo singolo di Vasco Rossi, LA PIOGGIA ALLA DOMENICA, brano già contenuto nel suo ultimo album, ma qui rieditato con Marracash che aggiunge alcune sue "barre",ricorda tanto quella Senza Parole di 30 anni fa, però più bruttina, ma si salva in corner pubblicando il brano con Marra per beneficenza.
In conclusione al post musicale di oggi devo ringraziare uno spot di pesti Barilla che mi ha ripescato Vinicio Capossela con CHE COSS'È L'AMOR,un mambo risalente pure quello ad una trentina di anni fa, ma che tuttora mette la voglia di ballare perché il ritmo latino è irresistibile (eh si, anche il reggaeton, devo dire, ma a piccole dosi) e ricordo anche di averla suonata e cantata anni fa battendo malamente su un cajon insieme ad un mio amico sassofonista così per ridere.
E sfido chiunque a stare fermo quando passa lo spot.
Menzione speciale per il duo La Rappresentante Di Lista che ha organizzato il 5 aprile in Piazza Maggiore a Bologna un concerto benefico per Save The Children dal titolo TOCCA A NOI,al quale hanno partecipato Morandi, Elisa, Diodato, Noemi, Rancore, Zen Circus, Brunori SAS e altri tra cui di nuovo Elodie.
Accesso gratuito limitato nella piazza, la Piazza Grande di Lucio che ci sarebbe stato sicuramente se solo avesse potuto, ma erano stati montati dei maxischermi anche all'esterno, i quali però non sono stati attivati per qualche misterioso motivo.
Un agente segreto 007, ma con il 2 che lo precede, è un agente molto abile, ma rischioso perché passa facilmente dalla parte di chi offre di più.
Sono queste le premesse che introducono un film italianissimo, prodotto dalla storica Titanus (che quando parte quel logo con la musica mi vengono in mente i film che ho visto da piccolo nella vintaggia sala di seconda visione e che se la giocavano con la Cineriz più votata alla commedia) ed ennesimo imitatore della saga bondiana, dove il protagonista, con il carisma di un paracarro, scompare davanti alla bellezza di Margaret Lee, la villainess di turno, fra acconciature e vestiti stravaganti.
Anche le altre presenze femminili che circondano Dick Smart, come ogni buon agente segreto che si rispetti, comunque non scherzano in fatto di acconciature cofanate e mise originali.
Una pellicola questa che risponde alle caratteristiche di tanti altri film basati completamente sull'immagine che sta a coprire una trama inconsistente o sconclusionata come potrebbero benissimo essere i due seguiti di Matrix, ineccepibili dal punto di vista visivo, ma fuffa pura a livello di sceneggiatura.
Ma del quarto capitolo per ora sono ancora curioso.
Nel caso di questo Dick Smart non brilla nemmeno la recitazione salvata in parte da un completo doppiaggio, ma su tutti si fa notare il vero protagonista, cioè il mezzo ipertecnologico del nostro agente che altro non è che una Vespa camuffata
(esposta al museo Piaggio) e che mostra tanti di quei GADGET che l'Aston Martin di Bond se li sogna soltanto.
Peccato solo per la bassa qualità del video, ma è l'unico che ho trovato che presenta una compilation delle prodezze della mitica Vespa.
Tutto sommato si può considerare uno spettacolo,
una sgangherata chicca disponibile su Raiplay.
Ah... Le mele del titolo non c'entrano nulla, ma era solo uno slogan vintage della Piaggio...
E sì... Ok... Anche Vasco c'entra, si, quel Vasco che era ancora quello vero.
Allora... Parliamo del nuovo singolo di Vasco? Meglio di no perché ne parlerei troppo male vista la banalità che traspare dalle frasi straprevedibili contenute in SIAMO QUI,
canzone terzinata quasi come quella Certe Notti del suo acerrimo nemico Ligabue, e molto, troppo simile a I SOLITI, uscita diversi anni fa.
Ecco non volevo parlarne ma l'ho fatto...
In tema di roba brutta anche i Negramaro con ORA TI CANTO IL MARE non si fan mancare nulla con tutti quei saliscendi che ti aggrediscono e, anzi, fan persino venire tanto di quel nervoso che la canzone di Vasco mi pare pure bella.
Madame invece gioca con l'autotune, con la pronuncia e con Sfera Ebbasta in TU MI HAI CAPITO,
e ritorna il concetto che tale effetto elettronico lo preferisco sulla voce femminile piuttosto che su quella maschile, se proprio ci deve essere. Perlomeno qui siamo su un livello un po' più alto delle canzoni precedenti.
Per fortuna Lorde, che non sentivo da molto tempo, rimette a posto tutto il mio cervello con i pochi neuroni funzionanti, grazie ad una canzone di gran delicatezza come MOOD RING, mood che mi riporta a 30 anni fa, fra All Saints e Spice Girls con voci sussurrate senza le diavolerie elettroniche di cui sopra, e tanta melodia.
La palma dell'originalità spetta però a Tutti Fenomeni che, dopo aver riletto i Depeche Mode lo scorso anno con VALORI AGGIUNTI, ritorna con MARINAI, originale nel cantato così come la sua copertina. Brunori Sas ritorna stavolta a fare un featuring per Mobrici e con la sua voce cantautorale alla DeGregori mette un valore aggiunto (non quello di Tutti Fenomeni) a POVERO CUORE.E per finire fa sempre piacere rivedere Rod Stewart che si presenta attorniato da belle figliole anche se ONE MORE TIMEnon è certamente ai livelli dei cavalli di battaglia dei tempi d'oro, ma gli invidio sicuramente la giacca che indossa... e la combriccola (che non è quella del Blasco).
Vasco Rossi batte ogni record e fa uscire il suo nuovo singolo per primo, un minuto dopo la mezzanotte del capodanno.
Non contento di ciò, lo presenta anche in apertura di DANZA CON ME insieme a Roberto Bolle in quello che potrebbe essere benissimo il videoclip ufficiale tutto in piano sequenza... forse, poiché sappiamo bene come ormai sia facile ricreare l'effetto di una ripresa continua... visto fare in film recenti e meno recenti. Tuttavia il vero videoclip è QUESTO:
Praticamente la stessa cosa, ma senza Bolle e piano-sequenza.
Canzone che resta negli standard del cantautore di Zocca senza però aver alcuna caratteristica per diventare un inno come la sua Albachiara. Come dire... faccio un disco per abitudine, tanto poi al concerto si va per cantare tutti in coro "il ritornello di quella canzone" come dicono i Boomdabash... mica questa che tra un anno o due non se la ricorda più nessuno e Vasco non la metterà nemmeno più in scaletta...