martedì 16 agosto 2022

ELVIS: UNA VOCE DA MERLUZZO

 Succede spesso che un film abbia nel trailer un certo doppiaggio e poi la pellicola definitiva presenti voci italiane diverse, come nel caso di Elvis, l'ultima fatica di Baz Luhrmann, dove a doppiare Austin Butler è stato assunto a sorpresa (per lui) Maurizio Merluzzo, il quale ha raccontato la vicenda in un video sui social manifestando il suo stupore dopo aver visto e sentito che il trailer invece era già stato doppiato dal collega Jacopo Venturiero.


Grande onore certo quello di doppiare un personaggio come Elvis, però, essendo Maurizio conosciuto in genere per altri tipi di personaggi come lo Shazam di Zachary Levy giocati sui toni brillanti oppure altri nomi del mondo degli anime, quindi sempre un po' gridati secondo lo stile giapponese, gli sono anche arrivate alcune critiche negative poiché qui cambia del tutto il registro per adattarsi alla voce originale di Austin Butler, tenendo un tono così strascicato e cupo, da risultare a volte pure poco comprensibile, al punto che qualcuno lo ha sentito al limite della parodia. 
E invece quanto si è impegnato Maurizio molti non lo sanno, anzi: invece di stare davanti al microfono fisso come in una normale sessione di doppiaggio, ha chiesto espressamente di avere un altro tipo di microfono da tenere in mano in modo da potersi muovere come Austin così che la voce uscisse davvero come una presa diretta e non con quei toni troppo perfetti e finti che purtroppo sentiamo spesso, tipo nelle soap opera. 
Il risultato secondo me si nota parecchio e in realtà pure Austin non è meno cavernoso nel fare Elvis, perché The King, quello vero, in effetti era così e forse il motivo di queste critiche è che ci hanno distratti i vari FILM

da Presley interpretati in passato, dove i più erano francamente ai livelli dei nostri musicarelli ed erano stati doppiati all'epoca da Pino Locchi, cioè la voce di Terence Hill e Tony Curtis (per dirne solo un paio), in maniera del tutto diversa dalla sua vera intonazione. 
Poi com'è il film, che si basa sul punto di vista del Colonnello Parker interpretato da Tom Hanks e che è anche la voce narrante per quasi tutto il tempo, lo giudicherete voi, perché dal mio punto di vista è un buon film di Baz con tutte le acrobazie visive che il regista poteva inventarsi (ho solo temuto un pochino perché era stato incensato parecchio pure questo da Fabio Fazio), anche se magari non è un capolavoro, ma mi rendo conto che molto spesso mi ritrovo a fare il Bastian Contrario e me ne vanto pure 😜. 
E nemmeno mi lamento della durata, anzi ne avrei voluto ancora di più, perché Austin Butler fa davvero un GRAN LAVORO nell' immedesimarsi in Elvis,
rinchiuso dal Colonnello in quella gabbia dorata che sarà per lui Las Vegas, tanto che dimentichi anche che il vero Presley era un pochino più massiccio, tipo un giovane KURT RUSSELL che, nel 1979, pure lui aveva interpretato The King in un lungo film tv (2 ore e 50 min.)

diretto da John Carpenter iniziando così la sua collaborazione con il regista che darà i frutti che tutti conosciamo, mentre il nostro pur bravissimo attore, che nel finale cosi truccato da obeso Luhrmann lo fa sembrare un po' Ciccio Bastardo, ha in realtà un fisico quasi tipo Damiano dei Maneskin. 
Ah a proposito... 
Se vi chiedete dov'era la canzone cantata da loro, è perché non avete lasciato scorrere tutti i titoli di coda per arrivare a conoscere i nomi degli attrezzisti... 
Era proprio l'ultima. 
Comunque il film arriva perfetto quest'anno per ricordare i 45 anni della morte di Elvis che avvenne proprio il 16 agosto. 

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