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sabato 25 luglio 2026

THE RUBETTES - SUGAR BABY LOVE: UNA CANZONE PAZZESCA

 Quando parte con quel crescendo che, lo giurerei quasi di sicuro, ispirerà David Bowie per Let's Dance ti da già la carica.


Poi esplode con un falsetto che manco i Bee Gees te lo fanno così potente, e nonostante tutto ci provi ad andarci dietro a cantarla perché è irresistibile, ti tira dentro SUGAR BABY LOVE dei Rubettes che sono un gruppo pop e glam rock inglese fondato a Londra nel 1973. 
La band mi era rimasta impressa quando la vidi per la prima volta in tv, anche per il suo look fatto di completi e cappellini bianchi (classiche coppole) con il quale si sono sempre presentati immancabilmente anche ad ogni ospitata televisiva e non.

Tant'è che per un pò avevo pensato di adottarlo anch'io quel cappello. 
Mavalà... idea per fortuna accantonata. 
Ma c'è una storia dietro tutto ciò, perché I Rubettes non sono nati come una band tradizionale, ma come un esperimento in studio, cosa che poi nella discomusic, specie quella italiana, sarà una prassi normale (Kano, Peter Jacques Band, Den Harrow). 
I produttori Wayne Bickerton e Tony Waddington scrissero il brano "Sugar Baby Love" e cercavano dei musicisti per interpretarlo. 
E quell'urlo in falsetto iniziale fu inciso dal session man Paul Da Vinci (nessuna parentela con Sal, anche perché per entrambi si tratta di un nome d'arte fasullo).

Da Vinci (Paul) però era già sotto contratto con una casa discografica che lo voleva per una carriera solista. 
I due produttori allora rimasero con tre dei session men che avevano inciso il disco a cui aggiunsero altri musicisti per formare così una band da portare in tv a promuovere la canzone, ed erano Alan Williams (voce principale e chitarra), Tony Thorpe (chitarra e voce), Mick Clarke (basso), John Richardson (batteria) e Bill Hurd (tastiere). 
In seguito Alan Williams reincise la canzone riuscendo ad arrivare al falsetto di Paul, ma è risaputo che a Top Of The Pops, cantava in playback sulla voce originale registrata da Da Vinci come gli altri mimavano il "bop-shoo-waddy" ripetuto per tutto il brano. 
Come spesso succede dalle mie parti, parlo oggi dei Rubettes perché Tony Thorpe (quello che nella foto in alto è con gli occhiali che pare Elton John), chitarrista principale e co-vocalist storico, è scomparso il 18 luglio 2026 all'età di 80 anni ed era uno dei musicisti che non avevano suonato la registrazione originale, ma "assunto" in seguito. 
Esistono anche due cover in italiano di questa canzone.

La prima la cantava a Canzonissima (quella vera e non la BRUTTA ROBA della Carlucci) il mitico Mino Reitano con il titolo DOLCE ANGELO e bisogna dire che non si è mai tirato indietro il Mino nemmeno quando gli hanno proposto di rifare IN ITALIANO Basket Case dei Green Day (!!!);

la seconda cover si chiama DOLCE AMORE MIO ed era stata incisa da Fiorello, il re del Karaoke in tv, nel suo secondo album, ma la sua versione era stata un pò troppo ritoccata elettronicamente e perdeva tutto, anche perché mancava il famoso "bop-shoo-waddy" che sembra una cavolata, ma cacchio se conta!

Un altro gruppo italiano, LA QUINTA FACCIA, specializzato nel rifare brani internazionali di grande successo, l'aveva invece incisa pari pari in inglese presentandosi con lo stesso white look (coppole escluse) e quell'urlo in falsetto così ugguale ugguale che... miii, lasciatemi il beneficio del dubbio, ma per me era stato preso in qualche modo dal disco originale dei Rubettes.

Poi vedete voi... anzi... sentite! 

giovedì 27 febbraio 2025

SALVO D'ACQUISTO: UN EROE DEL PASSATO

 Su Raiplay c'è la versione più recente, cioè la miniserie con protagonista Beppe Fiorello che, come al solito, alla fine della storia muore (era una gag fatta con suo fratello, ma capita davvero quasi sempre così).


Ma Salvo D'Acquisto era stato anche un film uscito per la gloriosa Cineriz nel 1974 con Massimo Ranieri nella parte del carabiniere ventenne che si offrì per essere giustiziato dai nazisti al posto di 22 persone innocenti accusate di aver ordito un attentato contro le SS dove morirono due soldati tedeschi. 
Film che propone piuttosto fedelmente la vicenda con una buona prestazione attoriale dell'allora giovane cantante che oltre alla musica calcherà spesso anche i palchi dei teatri perché Ranieri il talento ce l'ha di suo e lo ha portato ancora al Festival Di Sanremo con una CANZONE che certamente non ha l'appeal giusto verso il pubblico che adesso fa i grandi numeri, cioè quello intorno ai 20 anni, però secondo il mio gusto è un brano molto bello, intenso, a tratti epico.

Tornando invece al film andrebbe tutto bene se non ci fosse un Enrico Maria Salerno senza freno alcuno che calca un po' troppo la mano nel suo personaggio dell'attivista socialista al punto da diventare irritante. 
Detto ciò, il film è su Prime Video e Salvo torna d'attualità perché Papa Francesco, che non se la sta passando molto bene, ha dichiarato che sarà reso beato.
Cosa che effettivamente non cambia nulla nei suoi riguardi dato che, per il suo gesto, è stato da sempre considerato un eroe immolatosi per salvare 22 vite che non erano suoi amici o parenti, ma solo persone innocenti che rischiavano di essere giustiziate per rappresaglia in quel brutto periodo della storia, ovvero il 1943 in "tempo di guerra" come si suol dire... tempo che purtroppo non è mai passato del tutto. 

giovedì 2 gennaio 2025

FATTI MANDARE A FAR LA NAJA...

 Anno iniziato alla grande con quel buontempone di Angelo dei Ricchi & Poveri e tutti gli altri in playback su Rai1, mentre nel 2005, dopo 143 anni e precisamente il primo gennaio di vent'anni fa, finiva quello che era il servizio militare obbligatorio per il quale ti arrivava la famosa cartolina rosa e ti mandavano da qualche parte lontano da casa a far la guerra per finta.


Lo cantava anche Vasco Rossi in quel PEZZO PAZZESCO che è Per Quello Che Ho Da Fare... Faccio Il Militare, e periodo che per molti, specie i ragazzi del sud, aveva segnato un grande cambiamento nella vita e finito il servizio "mettevano la firma" per rimanere nell'esercito o nei Carabinieri perché perlomeno si aveva la certezza di un lavoro che già allora non era facile trovare.

Sul fatto che poi fosse un lavoro poco pagato rispetto al rischio che i componenti della benemerita devono affrontare ogni giorno, e mi riferisco a vicende come la strage di Capaci o Nassiriya, questo è un altro discorso. 
C'era invece chi non voleva farlo il militare e si inventava difetti fisici inesistenti da esibire alla visita di leva, o tendenze psicolabili, o ancora cercava di farsi passare per omosessuale come in Un Mercoledì Da Leoni,

filmone surfista di John Milius che non c'entra nulla con le Notti Da Leoni che arriveranno più di recente. 
Nemmeno i vip erano immuni da tale consuetudine e quelli più grandicelli ricorderanno Gianni Morandi in tv a cantare con la divisa militare e i capelli corti (infatti ho scelto lui come foto di apertura),

come poi anche Jovanotti negli anni 90, con i due successivamente legati da una grande amicizia. 
Lorenzo aveva anche vinto il famoso Telegatto durante il periodo di leva, perché comunque, grazie alle licenze rimaneva sempre attivo, e questo è il COLLEGAMENTO in video fatto durante il programma di Canale 5 condotto da Lorella Cuccarini e un Red Ronnie ancora nel pieno delle sue facoltà mentali.

Ma anche Adriano Celentano c'è passato per la naja, come pure Fiorello. 
Chi l'aveva scampata invece era stato il mio quasi omonimo Bobby Solo che da sempre ha una malformazione al nervo uditivo destro e, come dicevo prima, nell'esercito non ti prendono se hai qualche difetto.

 
Questo mi accomuna ancora di più con il cantante romano poiché pure io ero stato scartato alla visita di leva per i postumi di un brutto incidente di cui avevo raccontato molto tempo fa in UN POST
E, visto il mio carattere che mi porta ad evitare per quanto possibile scontri fisici, e pure il fisico sminchio tipo Timothee Chalamet che avevo allora, mi sono sempre considerato molto fortunato perché sarei stato sicuramente la vittima preferita dei classici scherzi che si fanno sotto la naja. 
Max Pezzali invece aveva scelto il servizio civile (opzione possibile solo negli anni più recenti) e, come si vede nella SERIE TV, lo ha svolto nella Croce Rossa. 
Questo perché erano tempi molto diversi da quando il servizio militare era stato istituto, e infatti Alberto Fortis in A VOI ROMANI cantava che "non è più tempo di guerre"...

Nel frattempo lo sappiamo che le cose sono molto cambiate... 

domenica 3 marzo 2024

SE LO SPOT È BRUTTO... È BRUTTO

 Alcune volte mi sono soffermato sugli spot televisivi, spesso per la musica che li accompagna, altre volte per la tecnica usata, oppure per il testimonial, ma in genere se ne avevo parlato era per qualcosa che mi aveva colpito in maniera positiva.

Ma qui, come recita l'header lassù in alto, si parla anche di cose inguardabili e in questa categoria rientra il nuovo SPOT di Immobiliare.it (non me ne vogliano i titolari eh) dove Sherlock Holmes e il fido Watson stavolta sono astronauti su Marte alle prese con un abitante del luogo. 
Tuttavia nella sua infinita bruttezza, questo spot è riuscito a far parlare di sé, perciò forse ha funzionato lo stesso? Bah... è il caso proprio di dire "dove siamo andati a finire?". Tirata di orecchie invece sicura per Fiorello che ha detto nel suo programma che Paul Feig è il famoso regista di Ghostbusters, che si, lo è, ma di quello scrauso virato al femminile, mentre il vero regista storico è stato Ivan Reitman. 
E un'altra minchiata sicula (ma non ne sono del tutto sicuro di aver capito bene) riguarda Vincent Price, ovvero l'autore della risata diabolica finale di Thriller, che Rosario avrebbe chiamato Richard, probabilmente a causa di un lapsus con Richard Pryor. 
Verificherò su Raiplay... 

sabato 17 febbraio 2024

C'ERA UNA VOLTA IN AMERICA: QUEI TEMPI IN CUI DE NIRO ANDAVA A LETTO PRESTO

 Il titolo del post, se conoscete un minimo di storia del cinema, è la citazione di una frase famosa di C'Era Una Volta In America, per la regia di Sergio Leone, pronunciata da Noodles, il personaggio interpretato da Robert DeNiro che, se è vero ciò che dice e se tanto mi dà tanto, non seguiva il Festival Di Sanremo nemmeno su Raiplay, forse perché all'epoca non c'era.


Scherzi a parte, il film usciva a New York il 17 febbraio del 1984, ma non era per niente il classico film degli anni 80 come Ritorno Al Futuro o I Goonies, oppure musica e scaldamuscoli, bensì un western di Leone portato negli anni 50 in mezzo ai gangsters con un cast che sostitutiva le classiche facce scolpite dal sole delle praterie con volti se possibile ancora più duri come quelli di DeNiro e James Woods, e già così sulla carta si capiva che quel manipolo di attori non poteva fallire. 
A proposito del cast, prima di Elizabeth McGovern c'erano state altre candidate al ruolo di Deborah, fra le quali persino Romina Power per cui in uno sliding doors nella mia testa per un attimo mi son visto Robert invitato da Amadeus e Fiorello al Festival al posto di Travolta...

E stai serio una buona volta! 
Ma niente non ci riesco. 
Leone per la colonna sonora diede l'incarico al fido Ennio Morricone affiancando alle sue composizioni anche brani di McCartney, Gershwin, Rossini, Porter. 
Dalla sua Mastro Ennio chiamò come collaboratore anche Gheorghe Zamfir, suonatore di flauto di Pan in quel BRANO che viene spesso usato per sottolineare un momento di tensione

(anche da Pino Insegno in Il Mercante In Fiera e dalla Gialappa's quando commentava i rigori nei Mondiali), e musicista del quale ho già parlato per la meravigliosa soundtrack di PICNIC A HANGING ROCK; si può ascoltare nel film anche la fidata vocalist di Morricone, Edda Dall'Orso che aveva già partecipato alle più famose colonne sonore western del Maestro. 
Comunque il film così come era uscito in America non aveva convinto granché a causa di un montaggio che lo aveva accorciato a 139 minuti perdendo per strada molte scene invece importanti e inoltre presentava la storia in ordine perfettamente cronologico, mentre nelle intenzioni di Leone ci sarebbero stati dei flashback, ma al produttore quell'idea non piaceva per cui uscì così. 
Per fortuna prima di farlo arrivare in Europa nel settembre dello stesso anno, Sergio rimise mano al montaggio facendosi un mazzo tanto per rimettere insieme il tutto secondo la sua idea originale e il film raggiunse una lunghezza di 229 minuti, tuttavia ancora comunque minore della versione definitiva che il regista aveva in mente dato che aveva materiale girato per circa 10 ore, ma forse si ricordava che avevano trovato già da ridire a Coppola per la lunghezza che avrebbe dovuto avere APOCALYPSE NOW
Proprio come per il film di Francis Ford infatti è uscita nel 2012 un'ennesima riedizione, prima al cinema e poi in home video, che ha la durata di 259 minuti e include anche altre scene sottotitolate che erano rimaste fuori dalla versione precedente e che danno più chiarezza agli eventi narrati. 
Eventi che poi secondo alcuni sono tutto un sogno nella testa di Noodles sotto l'effetto dell'oppio e teoria che anche il regista aveva in un certo senso avvalorato durante un'intervista riportandoci un po' alle domande esistenziali tipo quelle di Marzullo

se il film è un sogno o il sogno è un film... 

giovedì 15 febbraio 2024

CINQUE DITA DI VIOLENZA: CULT O TRASH?

 Qualche giorno fa Fiorello durante Viva Rai 2 aveva citato un vecchio film prodotto dai fratelli Shaw che era Cinque Dita Di Violenza, ovvero una di quelle pellicole che furoreggiavano nei primi anni 70 quando tutti eravamo convinti che in Cina passassero davvero le giornate a menarsi di brutto.


Film del 1971 vietato ai minori di 14 anni arrivato sulla scia dei successi di Bruce Lee, e ne arrivavano davvero tanti pure molto improbabili, anche con altre numerazioni tipo Le Quattro Dita Della Furia dello stesso anno, oppure citando altre parti anatomiche tipo LA MANO SINISTRA DELLA VIOLENZA
Quelle cinque dita invece erano quelle delle mani del protagonista che si allenava per imparare la tecnica del Palmo D'Acciaio,


mentre il cattivo della situazione aveva un'altra simpaticissima tecnica di combattimento che consisteva nel cavare gli occhi al suo avversario (come si vede nella locandina italiana lassù in alto), ma senza tenere conto della geniale contromossa che lo metterà un pelo in difficoltà. 
Titolo comunque inventato per l'Italia perché l'originale tradotto dal cinese era Il Pugno Numero Uno Nel Mondo, semplificato per la distribuzione internazionale in The Invincible Boxer, con il rischio che in Italia diventasse La Mutanda Invincible (un Capitan Mutanda antesignano).

Quentin Tarantino riprenderà la tecnica del Palmo D'Acciaio in Kill Bill con tanto di EFFETTO SONORO creato da Quincy Jones per la serie tv Ironside e inserito furbescamente nel film cinese che tanto all'epoca, a quanto pare, non si incazzava mai nessuno, oppure forse non trovavi nessuno (nemmeno Quincy) che andasse da sti cinesi maneschi a far valere i propri diritti.

Quindi il Tarantino non ha cominciato lui a rubacchiare idee qua e là... 
Su Prime Video. 

sabato 10 febbraio 2024

LA SETTIMANA SANREMESE VOLGE AL TERMINE

 Ce la stiamo facendo una bella settimana piena di musica o no, grazie al Festival Di Sanremo?


Mah, magari l'aggettivo "bella" poi può essere opinabile, ma tant'è che persino i notiziari non parlano d'altro e quelle notizie brutte che di solito tirano (perché pare che quelle belle non funzionino), per una settimana passano in secondo piano. 
In Rai hanno infatti messo in pausa molti programmi, pure Cattelan per non fargli sprecare degli ospiti, e forse più che delle canzoni che stasera si giocheranno la vittoria con Geolier che pare il superfavorito superando persino una intensissima Angelina Mango, finora si parla degli ospiti come John Travolta finito in una situazione imbarazzante per colpa di Amadeus e Fiorello (e sbertucciato pure da Russell Crowe) per la quale si diceva che sarebbe sparito ogni documento video, ma perlomeno su Raiplay ancora lo si vede, per cui tutto quel bailamme mi puzza di organizzato.

Discorso diverso invece per Giovanni Allevi tornato alla musica proprio all'Ariston dopo una brutta malattia che lo aveva costretto a smettere e momento che ha suscitato anche molta commozione per il tipo di personaggio molto particolare che è il pianista. 
Nota particolare per Antonacci Junior che firma un sacco di canzoni in gara e poi Mengoni, Giorgia, Teresa Mannino, Lorella Cuccarini che coaudiuvano Amadeus (Fiorello appare sempre e non serve citarlo dato che a farlo già ci pensa il world wide web) nel presentare una manifestazione che ogni anno non viene risparmiata dalle critiche come fosse un gioco al massacro, con i più che dicono "ah, tanto non lo guardo", ma poi sanno lo stesso tutto quello che succede oppure criticano a priori sostenendo che era meglio il Festival di "una volta". 
Eccerto, non dico che rap, trap e autotune siano parole che mi facciano gongolare, ma se la musica ora si fa così per la maggiore (e alcuni come Ghali sanno farla anche bene), sarebbe fare gli struzzi e nascondere la testa sotto la sabbia se si portasse in tv un festival della canzone italiana tutto melodia in stile Nilla Pizzi (con tutto il rispetto).

E infatti poco prima che Amadeus prendesse in mano la direzione della manifestazione, avevo espresso palesemente i miei dubbi in un PRECISO POST su quanto tale prodotto potesse rappresentare davvero il momento musicale dell'epoca in cui viviamo, rimanendo piacevolmente sorpreso quando poi ho trovato già dalla prima edizione un rinnovamento, non del tutto radicale, ma già in atto per cambiare le carte in tavola. 
E quindi ora prendiamo tale manifestazione come un compendio di quello che è il panorama musicale di questo periodo brutto che ci ha traghettati direttamente da una pandemia ad una guerra quasi mondiale, senza dimenticare quello che ci riportano i TG con stupri, omicidi, rapine, violenze efferate che manco su Italia 1 all'ora di cena le trovi (perché lì perlomeno sono solo finzione). 
Ecco che quindi il cerchio si chiude e se le edizioni più vintage del Festival le ricordiamo per il bel canto, quelle degli anni 80 per il playback (anche di ospiti come i Queen e Peter Gabriel) e i synth in stile new wave,

(questi sopra erano i Canton... new wave de noantri... chi li ricorda?) e i 90 per il ritorno del live, ma con qualche aiuto delle basi, ed era capitato infatti nel 1995 a Max Pezzali che venisse mandata quella sbagliata durante l'edizione di Pippo Baudo, queste di Amadeus le ricorderemo fra 40 anni per canzoni che appena le riascolteremo faranno pensare a questo periodo che stiamo cercando di superare e spero in fretta. 
Oddio... 
Non è detto che passato questo ci possa essere un futuro migliore però. 
Vuoi vedere che gli scrittori che si immaginavano già negli anni 60 situazioni che allora pensavi impossibili, magari ci avevano già visto lungo? 
Dico solo come esempio che Arancia Meccanica, il libro di Anthony Burgess, usciva nel 1962 e allora aveva il titolo italiano di Un'Arancia Ad Orologeria, traduzione esatta dall'inglese.

Beh quello che si raccontava nel libro, e che Stanley Kubrick aveva portato al cinema nel 1971, allora era considerato come fantascienza, ma se lo prendi in mano oggi quel libro o film, pare un servizio del TG. 
Per cui ben vengano i cantori ultra perfetti come Il Volo, ma non dimentichiamo che c'è anche chi canta per rabbia e magari senza tanta tecnica, ma le cose te le dice in faccia, anche in malo modo, ma te le dice perché vive nel mondo reale e non nella fantasia delle canzoni melodiche perciò canta (o grida) quello che gli ispira il mondo intorno che gira ogni giorno e che fermare non potrai... 
Mai... 

martedì 9 gennaio 2024

PEOPLE FROM CECCHETTO: DICIAMO CHE ALL'INIZIO IO E CLAUDIO ERAVAMO UGUALI

 La prima cosa che ho sentito dire da Claudio Cecchetto nel documentario (un altro trasmesso dalla Rai ed ora su Raiplay) mi ha fatto fare un salto sul divano perché anch'io come lui andavo in discoteca per cercare di cuccare, come tutti, ma poi mi perdevo ad ascoltare il DJ che metteva i dischi, per come li metteva in sequenza, in perfetta battuta come un brano unico.

Poi, vabbè, le cose sono andate in maniera diversa per me e per lui, con me che nel mio piccolo sono passato dietro alla consolle di radio e discoteche, mentre lui ti ha messo su una radio della madonna con personaggi che ancora adesso sono delle vere star, segno che Claudio è stato un vero talent scout come pochi. 
Jovanotti, Amadeus, 883, Gerry Scotti, Sabrina Salerno, Fabio Volo, Fiorello, Dj Francesco (Facchinetti), Leonardo Pieraccioni, sono tutti partiti da lì, dalla sua corte, dalla Deejay's Gang che negli anni 80 spensierati dopo i 70 intellettuali, dettava legge nell'etere radiofonico e poi anche nella televisione con Deejay Television.
Tutti sono lì a raccontare aneddoti, compreso Claudio, su quei "bei tempi", e, se posso dirlo, anche se non ho avuto la stessa fortuna di Cecchetto, posso comunque considerarmi fortunato perché in quel decennio, quello giusto, quello della musica e dei film più belli del mondo io c'ero. 
Diciamo che chi non c'era può solo rosicare.

Anche Linus, a quanto pare rosica anche se lui c'era, ma con Claudio non sono rimasti molto amici per tutta una serie di faccende loro. 
E difatti non viene nominato nemmeno una volta nei 93 minuti del documentario. 
Manco fossero i fratelli Gallagher, eh? 

domenica 8 ottobre 2023

ADDIO A TOMMASINO E...

 Oggi post con un semplice, breve addio che va a Tommaso Accardo, breve pure lui, mancato nel corso di questa settimana ad 84 anni e personaggio meglio conosciuto come Tommasino grazie a Fiorello che lo ha avuto come partner nei suoi SHOW


e negli spot pubblicitari. 
Era apparso anche in Boris e in diversi film come comparsa o poco più, fra cui Mezzo Destro, Mezzo Sinistro - 2 Giocatori Senza Pallone con Gigi & Andrea.

Sempre per quanto riguarda gli illustri sconosciuti, o quasi, ad 80 anni se n'è andato anche Bruno Filippini che fra le altre cose ha avuto l'onore di scrivere una canzone per i primissimi Pooh negli anni 60, 

ma cantante di cui nessuno ricorda l'esistenza se non forse Rita Pavone con la quale ebbe un breve flirt ai tempi di Castrocaro. 
Certo invece è che se avete visto i classici Disney come BIANCANEVE E I SETTE NANI

del 1937 e LA SPADA NELLA ROCCIA, lo avete anche sentito cantare nel ridoppiaggio italiano del 1972 (quello poi utilizzato anche per l'home video) dei rispettivi film con due personaggi, cioè del principe (uno) e del bardo (l'altro) che introduce la storia mentre le pagine del libro si sfogliano, con una piccola curiosità su quest'ultimo poiché il primo doppiaggio era stato affidato a Maria Saccenti, dato che anche la versione originale la cantava una donna.

Proprio di ieri anche la notizia della morte di Luca Goldoni, 95 anni, giornalista e scrittore famoso anche per una serie di libri ironici sui costumi (e malcostumi) italiani.

Addio Tommasino, Luca e Bruno. 

mercoledì 13 settembre 2023

TECHETECHETÈ SHOW CON FIORELLO

 In attesa della nuova edizione di Viva Rai 2, che partirà a novembre e non sarà più in via Asiago per via del disturbo portato ai residenti durante la realizzazione dello show ultra mattiniero, situazione che all'inizio pensavo fosse solo una gag, la Rai lo scorso venerdì con Techetechetè Show ha fatto il botto di ascolti rinfrescando la memoria a tutti su chi è e cosa ha fatto negli anni Fiorello da quando si trova legato alla tv di stato, tralasciando naturalmente il lungo periodo del Karaoke di Mediaset (ne si fa giusto un accenno), anche se era stato proprio quello a creare quel personaggio poi evolutosi come showman vero e proprio.


Un personaggio Fiorello che ha dimostrato ogni volta di catalizzare l'attenzione sia come conduttore che come semplice ospite perché ha quel qualcosa che altri non hanno, un modo di fare come quello della tua vecchia cumpa che teneva banco facendo divertire tutti, e in ogni cumpa ce n'è sempre almeno uno, che però, nonostante il talento, magari non si è mai trovato al posto giusto al momento giusto ed ora vive una vita normale come tutti.

Fiorello invece, per qualche botta di fondello, le coincidenze le ha sempre beccate al momento giusto grazie anche ad una faccia tosta mica da poco, ad un modo di fare semplice e divertente e ad un'aria rassicurante come Leo DiCaprio che convinceva Rose a "fidarsi di lui" sulla prua del Titanic.

Come si sono fidati di lui anche i vari ospiti che hanno popolato i suoi show, da Michael Bublé a Liza Minnelli, convinti certo anche da un lauto compenso offerto dalla produzione senza dubbio, perché Ok Il Duetto È Giusto, ma non era proprio Liza che cantava Money Makes The World Go Round con Joel Grey in Cabaret nella canzone Money Money?

Potrei invece parlare male di tanti altri che si reputano divertenti come lui e invece dopo pochi minuti che stanno in video diventano stucchevoli, ma oggi non lo farò perché son canaglia, si, ma gli accusati lo sanno già da soli che non saranno mai come Rosario (e rosicano). 
P.s. Per chi non l'avesse visto, è disponibile in differita sul menu di RaiPlay. 

sabato 27 maggio 2023

LA DOLCE VENDETTA DI AMANDA LEAR (E ANCHE DI FIORELLO)

 Se seguite il programma mattutino di Fiorello (io lo faccio sempre, ma più comodamente su RaiPlay) avrete notato come, da giornaliero piccolo appuntamento in un ministudio ricavato in un Glass-box, stia diventando sempre di più uno show che ricorda il Karaoke degli anni 90 con la folla assiepata ogni giorno a Roma in via Asiago, sole o pioggia che sia, per stare lì a vedere lo spettacolo dal vivo, che ora ha parecchie parti all'esterno, fra esibizioni canore di ospiti e del padrone di casa condite da balletti ed effetti speciali. 


Durante la diretta capita spesso che Rosario tiri fuori degli stacchetti musicali che vedono protagonista la disco degli anni 70 (in questi giorni però anche Romagna Mia per ovvie ragioni) e fra i vari artisti è stato frequente sentire anche Amanda Lear con le hit Tomorrow e Queen Of Chinatown. 
In tali occasioni il cortocircuito dei miei neuroni mi ha riportato con la mente a quando la successiva sua FOLLOW ME (che era tratta dal secondo album di Amanda, Sweet Revenge)

nel 1978 veniva suonata a tutto volume dalle casse degli autoscontri durante la festa patronale, perciò oggi l'ho ripescata per postarla qui su un blog dove, ormai lo sapete, capita proprio di tutto, perché l'importante è che piaccia. 
E questa canzone a me piace tanto, per il cantato-recitato di Amanda, per i suoni elettronici che arrivano da Monaco Di Baviera dove veniva registrata la maggior parte della disco dell'epoca (di quel periodo di produzione discografica ne avevo parlato QUI), che oltre ai synth utilizzava anche il supporto di vere orchestre, e anche per il contenuto sottilmente diabolico,


perché l'album, con il lato A realizzato come una suite che presentava collegati insieme i brani senza pause (capitava spesso in quel di Monaco di Baviera), era quasi un concept che raccontava di una ragazza che stringeva un patto col diavolo, ma alla fine lei riusciva a spuntarla persino sul satanasso. 
E ancora una volta si dimostrava che le donne (perché Amanda, nonostante la voce e le leggende è donna, sennò parliamo un po' della DeFilippi eh) ne sanno una più del diavolo. 

domenica 18 dicembre 2022

VIVA RAI 2: LA TV PER COMINCIARE BENE LA GIORNATA

 Fiorello è sempre Fiorello ed è tornato in quella sua dimensione che tanto gli è congeniale, quella dell'edicola in tv alle sette e mezza di mattina dal lunedì al venerdì.


Certo orario difficile da seguire quello di Viva Rai 2, ma mentre fai colazione prima di andare al lavoro ci sta, e poi c'è RaiPlay che mette sul menu tutte le puntate che ogni volta presentano qualche ospite speciale. 
Insieme a lui un gruppo di aiutanti, di partners come Fabrizio Biggio, ex dei Soliti Idioti, Mauro Casciari di Radio2, il maestro Cremonesi, collaboratore musicale abituale di Rosario, e una manciata di personaggi che stanno alle spalle, un gruppo sempre più nutrito giorno dopo giorno per commentare le notizie del giorno che più fresche di così... viste anche le temperature che ormai stanno segnando metà penisola. 
Ma è Natale, no? E ben venga anche il freddo e la neve, sennò manca l'atmosfera... 
Certo, anche solo un grado di temperatura nel riscaldamento in più non sarebbe stato male, ma quest'anno è così e sappiamo bene a chi dire... SPASIBA! per tutti i disagi che dobbiamo sopportare.

QUEL CALCIO CHE NON C'È PIÙ

 Lo sapete che non sono un tifoso di calcio, anche perché quel tifo violento che si vede ultimamente non credo possa essere considerato part...