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giovedì 15 febbraio 2024

CINQUE DITA DI VIOLENZA: CULT O TRASH?

 Qualche giorno fa Fiorello durante Viva Rai 2 aveva citato un vecchio film prodotto dai fratelli Shaw che era Cinque Dita Di Violenza, ovvero una di quelle pellicole che furoreggiavano nei primi anni 70 quando tutti eravamo convinti che in Cina passassero davvero le giornate a menarsi di brutto.


Film del 1971 vietato ai minori di 14 anni arrivato sulla scia dei successi di Bruce Lee, e ne arrivavano davvero tanti pure molto improbabili, anche con altre numerazioni tipo Le Quattro Dita Della Furia dello stesso anno, oppure citando altre parti anatomiche tipo LA MANO SINISTRA DELLA VIOLENZA. 
Quelle cinque dita invece erano quelle delle mani del protagonista che si allenava per imparare la tecnica del Palmo D'Acciaio,


mentre il cattivo della situazione aveva un'altra simpaticissima tecnica di combattimento che consisteva nel cavare gli occhi al suo avversario (come si vede nella locandina italiana lassù in alto), ma senza tenere conto della geniale contromossa che lo metterà un pelo in difficoltà. 
Titolo comunque inventato per l'Italia perché l'originale tradotto dal cinese era Il Pugno Numero Uno Nel Mondo, semplificato per la distribuzione internazionale in The Invincible Boxer, con il rischio che in Italia diventasse La Mutanda Invincible (un Capitan Mutanda antesignano).

Quentin Tarantino riprenderà la tecnica del Palmo D'Acciaio in Kill Bill con tanto di EFFETTO SONORO creato da Quincy Jones per la serie tv Ironside e inserito furbescamente nel film cinese che tanto all'epoca, a quanto pare, non si incazzava mai nessuno, oppure forse non trovavi nessuno (nemmeno Quincy) che andasse da sti cinesi maneschi a far valere i propri diritti.

Quindi il Tarantino non ha cominciato lui a rubacchiare idee qua e là... 
Su Prime Video. 

lunedì 23 gennaio 2023

EVERYTHING, EVERYWHERE, ALL AT ONCE: FINO ALLA FINE NON SAI COSA STAI VEDENDO, MA VA BENE COSÌ

 Io di film tutti matti ne ho visti, ma qui siamo su un'altro pianeta, anzi, un altro multiverso perché è di ciò che si parla qui durante le due ore e passa.


Che, a proposito del "passa", volano via in un attimo perché qui le trovate sono talmente tante che rimani pure un po' stordito come la protagonista (Michelle Yeoh) proprietaria di una lavanderia quando si ritrova in un altro multiverso

dove se ci fossero (metti caso) degli ultras teppisti intenzionati solo a creare guerriglie urbane, a fermarli ci penserebbe suo marito (Ke Huy Quan, che conosciamo dai tempi di Indiana Jones e i Goonies) che, invece di essere un timido incapace come è nella realtà, in tale universo alternativo è un action man alla Jackie Chan (e un po' di somiglianza c'è anche)

che la coinvolge in un'avventura che definire assurda è poco, se non che tutto l'ambaradan che viene messo in piedi, alla fine aiuterà pure a ricostruire un rapporto che era diventato difficile con la propria famiglia.

Ammetto che più di una volta ho perso il filo logico degli eventi perché in una tale baraonda alla fine devi prendere le cose così come vengono sullo schermo e non soffermarti a pensare perché mai stiano facendo così come qui sotto 



sennò rimani arenato a 10 scene prima e poi davvero non capisci più nulla.
Inutile dire che chi si aspetta un classico fantafilm alla Marvel rimarrà sconcertato come chi lo stava vedendo con me, ma se amate film "strani" come per esempio STO PENSANDO DI FINIRLA QUI, o Swiss Army Man (il primo film dei Daniels, registi di questo bordello) allora qui ci capiamo e posso dire che per me è tempo ben speso.

Completano il cast due nomi carpenteriani, cioè Jamie Lee Curtis più imbruttita che mai e James Hong che, tra l'altro, avevo rivisto anche di recente in SAFE con Jason Statham. 
Per finire posto SASSI, una canzone di Gino Paoli cantata dalla signora della musica italiana Ornella Vanoni (ma potevo anche scegliere Like A Rolling STONE di Dylan), però non voglio spoilerare una delle scene più surreali del film, per cui solo chi l'ha già visto capirà perché il brano sta qui:

Gli altri invece rimarranno giustamente disorientati, ma tanto succede anche vedendo il film che, per fortuna, non si è beccato un titolo italiano, e non oso pensare, conoscendo la fantasia dei distributori, come sarebbe potuto diventare. 

giovedì 19 gennaio 2023

SAFE: COSÌ SEI SICURO DI QUELLO CHE VEDI

 Strana la politica commerciale di Italia 1 che venerdì scorso ti ha mandato in onda un film con Jason Statham risalente ad 11 anni fa come Safe, mentre nel frattempo il nostro amico ne ha realizzati almeno un'altra decina dello stesso genere, senza per forza contare la saga di Fast & Furious.


Ma forse Mediaset temeva l'inizio di THE VOICE SENIOR su Rai 1, che quando è partita la prima edizione non sembrava dovesse andare così bene, e invece è piaciuto e anche stavolta ha riservato delle belle sorprese come il suo solito. 
Ma torniamo al post di oggi per cui riassumo in breve il film: bambina in pericolo, russi, cinesi, poliziotti e politici corrotti e altri poco di buono contro i quali Jason Statham alza le mani e spara senza ritegno, tranne che, ovviamente, con la bambina. 
Il film è tutto qui. 
Di buono ci sono le scene d'azione realizzate con il massimo della fisicità che le rende davvero credibili, altro che ENOLA HOLMES 2 oppure quei film dove vedi chiaramente che aspettano la mossa, mentre per contro c'è che lo si confonde facilmente con tante altre pellicole dove c'è una "bambina in pericolo, russi, cinesi, poliziotti e politici corrotti e altri poco di buono".

L'avevo visto iniziare sulla rete, ma poi ho optato per vederlo più comodamente senza pause pubblicitarie su Prime Video già che era disponibile lì. 
Una particolarità sul blu-ray statunitense è che vi era allegato un codice per vederlo online anche su Ultra Violet,

che non è quello con Milla Jovovich, ma un archivio streaming, così non eri obbligato ad avere sempre il disco con te se ti capitava di volerlo rivedere. Nel 2019 però, con l'attacco in massa delle grosse piattaforme, tale servizio ha chiuso i battenti. 

venerdì 8 aprile 2022

LA MANO SINISTRA DELLA VIOLENZA: OVVERO LA VENDETTA DI UNA FAMOSA CASA CINEMATOGRAFICA CINESE (E UN PO' DI SOPRANO)

 Nei giorni scorsi è mancato ad 80 anni Jimmy Wang Yu, star del cinema cinese (attore, regista e produttore) diventato famoso negli anni 60 per aver interpretato lo spadaccino con un braccio solo in due film arrivati in Italia solo una decina di anni dopo, e poi un personaggio simile nel remake a base di kung-fu negli anni 70 dal titolo tipicamente all'italiana Con Una Mano Ti Rompo Con Due Piedi Ti Spezzo, e che ebbe un successo enorme diventando campione di incassi sotto Pasqua (eh si, siamo in quel periodo). Sulla sua scia sarebbero poi arrivati anche i suoi film precedenti, ma con riscontro molto minore. Quando ho appreso la notizia mi è venuto però un flashback di un film dove, dopo aver perduto un duello, uno spadaccino cinese si amputava volutamente il braccio destro per mantenere la parola data prima della sfida e finiva a lavorare come cameriere, diventando però anche abilissimo nel combattere con il solo braccio sinistro. Però ero sicuro che non si trattasse del film con Jimmy Wang Yu perché troppe cose non tornavano. E infatti, dopo qualche indagine, ho scoperto che il film nella mia memoria è del 1971 e si chiama in italiano La Mano Sinistra Della Violenza,


seguendo quel trend orientale anatomico tipo le famose Cinque Dita Di Violenza mixato però un po' (solo nel titolo eh) con Il Braccio Violento Della Legge (anche questo titolo era inventato perché l'originale era French Connection). 
In Italia però il film cinese era arrivato nel 1973, anzi forse addirittura 1974 nelle sale di provincia di seconda visione, e si portava dietro il divieto ai minori di 14 anni perché c'era parecchio sangue che schizzava ovunque come in un Kill Bill a caso, a causa di arti mozzati a iosa,


ma a volte in quelle piccole sale si riusciva ad entrare lo stesso (mentre se c'era il divieto ai 18 no), ed era stato prodotto come ripicca verso Jimmy che aveva lasciato la casa cinematografica dove aveva realizzato i suoi film di successo, quella dei famosi fratelli Shaw, ed era diventato un vero divo grazie a loro, per passare alla concorrenza. 
Così i fratellini se la legano al dito e scritturano David Chiang al posto di Jimmy... e voilà: ecco il perché di tale similitudine. 
Cosa ci si può aspettare da tali film vintage ormai lo sappiamo bene, cioè violenza esagerata che fa il giro e diventa ridicola, e trama al limite del melodrammatico, ma onestamente non è che i film di Bruce Lee come Dalla Cina Con Furore avessero delle sceneggiature da premio Oscar eh... 
Cioè era il modo di lavorare di quegli anni e al pubblico andava bene così, anzi addirittura per noi italiani pareva che in Cina vivessero davvero in quel modo a menarsi ed affettarsi tutto il giorno, per cui anche nei nostri cinema arrivavano quintali di film (pure scrausi) dove ci si menava di brutto e pure si volava sui tetti delle case e sugli alberi con evoluzioni che le sorelle Wachowski (allora ancora fratelli) si sono annotate per benino e i risultati li abbiamo visti tutti. 
Solite cose quindi, però di buono aveva un doppiaggio italiano di tutto rispetto che ad averne oggi ci sarebbe solo che da leccarsi le dita, con voci come Luciano Melani, Romano Malaspina, Giampiero Albertini e Renato Turi; allora si che si poteva dire che i doppiatori italiani erano i migliori del mondo. 
Da segnalare anche un lutto nella serie tv I Soprano, poiché è mancata a 95 anni anche Rae Allen,

cioè l'attrice che interpretava Quintina Blundetto, la mamma di Steve Buscemi nella finzione. 
Ma alla fine della storia, anche se in questo film di cui ho parlato oggi lui, l'attore cinese, non c'è (e ovviamente nemmeno lei), mando ovviamente un ultimo saluto a Jimmy e a Rae. 

COLOSSAL: UN FILM FATTO PER SORPRENDERE

 Ho un bel problema oggi, perché vorrei parlare di Colossal di Nacho Vigalondo, ma senza spoilerare nulla dato che quello che succede e i mo...