Ho un bel problema oggi, perché vorrei parlare di Colossal di Nacho Vigalondo, ma senza spoilerare nulla dato che quello che succede e i motivi per cui succede devono obbligatoriamente essere scoperti solo guardando il film targato 2016.
Ma ci proverò, e con il numero minimo di immagini da pubblicare, proprio per non togliere nessuna sorpresa (anche se la locandina in effetti...).
Intanto immaginiamo di prendere i classici monster movie alla Godzilla e fonderli con una commedia drammatica indie profondamente intima e psicologica: il risultato è un film brillante, folle (forse la definizione più adeguata) e originale.
La pellicola parte con un breve prologo da una premessa apparentemente assurda accaduta 25 anni prima, e passa rapidamente ad una storia di vita quotidiana e personale.
Il modo in cui queste due parti si collegano è un colpo di genio narrativo che tiene incollati allo schermo e del quale non si può dire altro per non spoilerare.
Ma soprattutto non ci si deve lasciare ingannare dalle apparenze perché il film parte con un ritmo leggero e ironico, per poi trasformarsi in una riflessione potente, profonda e persino cupa su dinamiche relazionali umane, dipendenze (alcolismo) e crescita personale, cambiando mood in modo sorprendente e provocando anche un certo disagio in chi lo guarda, e lo dico perché l'ho provato personalmente.
Anne Hathaway, lo dico e lo confermo, è perfetta nel ruolo di Gloria, una donna caotica e vulnerabile in cui ci si può anche rivedere in parte, se nella vostra vita avete passato anche momenti difficili (e chi non li ha avuti?).
Accanto a lei, c'è Jason Sudeikis in una delle performance più intense, sfaccettate e spiazzanti della sua carriera perché ce lo vediamo cambiare letteralmente dal giorno alla notte davanti ai nostri occhi provocando quel disagio di cui ho accennato prima.
Vigalondo qui usa i cliché del cinema d'azione fantascientifico giapponese (kaiju, mecha) con effetti speciali non per fare del semplice intrattenimento visivo, ma come una "gigantesca" (è il caso di dirlo), brillantissima metafora dei mostri interiori con cui tutti noi lottiamo, chi più chi meno, ed è quel tipo di pellicola che ti fa dire: "Come è venuta in mente una cosa del genere al regista?".
Era da tanto che l'avevo messo in lista su Prime Video, e alla fine me lo sono gustato davvero.


Anne Hathaway 💕
RispondiEliminaBalla, balla, questo non è Patrick Swayze, ma mi piace comunque, e fa ridere, bello mio Bobelix 😊😀😛
https://www.youtube.com/shorts/PkLes62KPuE
Belliissimo! Finché l'intelligenza artificiale si usa così va tutto bene.
EliminaMi fa piacere che apprezzI Anne.