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giovedì 5 marzo 2026

GIORNALI VERI E DA SERIE TV

 «Pubblico, vogliamo parlarti chiaro. In diciassette anni di regime libero tu hai imparato di molte cose. Oramai non ti lasci gabbare dalle frasi. Sai leggere fra le righe e conosci il valore delle gonfie dichiarazioni e delle declamazioni solenni d’altri tempi. La tua educazione politica è matura».


Si apriva così il primo numero del Corriere Della Sera con queste parole scritte dall'allora direttore Eugenio Torelli Viollier. 
Usciva il 5 marzo del 1876 (vi faccio io subito il conto: erano ben 150 anni fa) composto da soli quattro fogli, ed era "della sera" proprio perché venne distribuito a Milano verso le 21 con i classici strilloni che si vedevano nei film d'epoca. 
Tre redattori e quattro operai formavano il team e nelle quattro pagine trovava posto tra la cronaca, compresa quella milanese, gli spettacoli e la borsa, anche una puntata di un romanzo d'appendice. 
Col passare degli anni e l'ingrandirsi della redazione arriveranno anche gli "spin-off" come La Domenica del Corriere e il Corriere dei Piccoli dove ci sarà il Signor Bonaventura con il suo Milione.

Passato attraverso la censura fascista e il dopoguerra, il quotidiano cambierà anche momentaneamente nome per poi tornare a quello originale, e negli anni sarà la testata che si contenderà il dominio editoriale del milanese con La Repubblica anche nella sua versione web. 
E a proposito di spin-off e giornali dico solo due parole su The Paper (la foto in apertura del post), serie tv americana pseudo spin-off di The Office, con la nostra Sabrina Impacciatore

e che, nonostante sia sempre firmata da Greg Daniels e realizzata con la stessa tecnica di ripresa, pare non avere l'effetto sperato. 
Questo, mi duole dirlo, anche per colpa della nostra attrice che qui rifà un personaggio simile al capufficio interpretato da Steve Carell, ma talmente sopra le righe da diventare irritante,

complice anche un pessimo auto-doppiaggio che già UN'ALTRA VOLTA ho potuto constatare quanto lasciasse a desiderare sempre nel caso di Sabrina.
O forse potrebbe anche essere che a riscaldare sempre la stessa minestra alla fine non la riesci più a mandare giù? 

martedì 24 giugno 2025

I BEATLES ALLA CONQUISTA DELL'ITALIA

 Era il 24 giugno del 1964 e a Milano quel giorno di sessant'anni fa viene ricordato come quello in cui i Beatles si esibirono per la prima volta in Italia al Velodromo Vigorelli.


Altre due città, Genova e Roma, verranno toccate dai quattro di Liverpool con depistaggi creati ad hoc per deviare i fans, tipo i falsi binari di arrivo del treno dato che incredibilmente si spostavano con quel mezzo di trasporto. 
Incredibile magari per oggi, ma già l'anno prima nel film TUTTI PER UNO (A Hard Day's Night) c'era una scena con loro quattro più il nonno di Paul in viaggio sul treno. 
A Gianni Minà spettó il compito di fare 
gli onori di casa e i ragazzi oltre alle interviste fecero, da bravi turisti, anche tutta una serie di scatti con sullo sfondo il Duomo Di Milano.

Due i concerti di poco più di mezz'ora per ogni data, uno al pomeriggio e uno alla sera, con l'apertura affidata ad alcuni artisti in carico alla Carish, casa discografica dell'epoca, fra i quali Peppino Di Capri, Fausto Leali e Maurizio Arcieri futuro KRISMA che all'epoca era con i New Dada, e qualcuno di loro gonfierà pure la cosa dicendo "ho suonato con i Beatles" come se avessero fatto una jam session collettiva. 
Comunque era un altro modo di considerare i concerti già con le due esibizioni giornaliere, con un continuo brulicare di persone dell'entourage intorno al palco, e poi per la breve durata, nonché per i prezzi che partivano da 750 lire fino a 3000 lire per i posti migliori.

Per chi c'è stato, se chiedete in giro, è rimasto comunque un bel ricordo emozionante nella sua mente e anzi so di gente che ne parla come di un fracasso esagerato del pubblico che copriva la musica anche perché i sistemi di amplificazione non erano come quelli attuali che ti rivoltano le budella. 
Tuttavia la stampa, che partiva già con qualche pregiudizio sui "capelloni", tendeva a minimizzare tutto e non si disse molto entusiasta dalle risposte che i Beatles diedero ai giornalisti, come fece lo stesso anche la Rai che non si prese la briga di riprendere l'evento che "tanto di questi qui presto non si ricorderà più nessuno" (ma quante ne sanno certi capoccioni). 
E qui infatti si dovrebbe verificare quanto c'è di vero nel dichiarato dai giornalisti sulla "tiepida accoglienza" del pubblico italiano dato che i numeri di allora dicono il contrario e che tante volte anche adesso si raccontano balle solo per fare il titolo d'effetto come QUELLA VOLTA che pareva che Blanco fosse caduto rovinosamente dal palco e invece...
Se poi, sempre qui, apriamo una parentesi, si potrebbe parlare dei sold out esaltati dalle testate giornalistiche (argomento d'attualità),

ma falsi e che riguardano i concerti recenti dei big, cioè biglietti costosissimi rimasti in realtà invenduti e regalati dal management per riempire lo stadio sennò l'artista fa brutta figura ad esibirsi per poche centinaia di persone. 
Eh..., ma allora qui si finirebbe a parlare male di grossi nomi dove tutto viene abilmente pilotato? 
Possibile? 
Posso dire personalmente di essere stato alla fine degli anni 80 dietro le quinte di una manifestazione musicale dove c'erano alcuni artisti esordienti e un nome mooolto big di punta che però rifiutava di esibirsi se non vedeva il palatenda pieno, e così lui personalmente ha fatto entrare gratis decine e decine di persone alla faccia di chi aveva pagato il biglietto che comunque aveva di suo un costo ancora molto contenuto.

Ma non voglio far nomi perciò chiudo la parentesi, anche perché oggi si parla delle tre date dei Beatles (la foto qui sopra è stata scattata al palasport di Genova ben noto per la pessima acustica essendo circolare) documentate solo su un 45 giri registrato live pare proprio a Milano (e introvabile) per i quattro quasi esordienti che piano piano sarebbero diventati, insieme ai Rolling Stones, dei veri miti della musica, riferimento per ogni artista negli anni a venire. 
E non sono affermazioni mie a vanvera... questa è storia. 

giovedì 12 settembre 2024

OGGI SI SORRIDE UN PO' MENO PERCHÉ LUCA NON C'È PIÙ

 Non sono mai allegro quando sento che qualcuno di famoso o meno famoso se n'è andato, ma stavolta è davvero con grande dispiacere che scrivo della dipartita di Luca Giurato 84 anni, stroncato da un infarto mentre era in vacanza.


Luca era stato giornalista e poi conduttore televisivo per lungo tempo, in particolare di Domenica In e Uno Mattina, periodo durante il quale era diventato letteralmente mitico per i suoi strafalcioni causati da una specie di dislessia che gli faceva anagrammare, modificare involontariamente le parole in tempo reale causando EFFETTI ESILARANTI sfruttati anche dalla Gialappa's in Mai Dire Gol.

E da canaglia quale sono io, mi piace ricordarlo così in maniera leggera (sono sicuro che lui sarebbe d'accordo) perché se ci faceva sorridere, noi non lo facevamo mai mai con cattiveria, anzi posso dire che forse Luca era un po' come lo zio buffo che animava i pranzi in famiglia con la sua simpatia. 
E già ci manca il nostro zio... 
Aggiungo infine anche un saluto a Clio Maria Bittoni, la vedova dell'ex Presidente Giorgio Napolitano, che è mancata nei giorni scorsi ad 89 anni.

Addio Clio e Luca. 

martedì 21 maggio 2024

CINEMA, DISCOTECA E GIORNALISMO IN LUTTO

 Anche oggi purtroppo ci sono degli addii in campi e situazioni molto diverse, partendo, per esempio con Dabney Coleman, 92 anni e attore statunitense noto per pellicole come Dalle 9 Alle 5, Orario Continuato


dove era l'odioso capufficio maschilista e dittatoriale di Dolly Parton, Lily Tomlin e Jane Fonda, e Tootsie dove invece era un detestabile regista che dirigeva la "diva" Dustin Hoffman, alias Dorothy Michaels, alias Michael Dorsey,

cioè ruoli tutt'altro che positivi o perlomeno buonisti, ma spesso anche nelle commedie i personaggi cattivi o comunque poco amabili sono quelli che determinano il successo di un film. 
Porto ad esempio il primo Wonder Woman dove, oltre ad una CGI pessima, sulla quale però potevi anche sorvolare, il villain era assolutamente ridicolo, e non me ne voglia David Thewlis, interprete di Sir Patrick/Ares,

ottimo in Harry Potter E La Camera Dei Segreti, ma qui davvero il suo personaggio faceva crollare tutto il film. 
Altro nome che ci ha lasciati è quello del vocalist Franchino, ovvero Francesco Principato, 71 anni,

molto noto nelle discoteche anni 80 e 90 e precursore di quelli che ti gridano "su le maniiiii" non per rapinarti, ma per farti fare casino in pista. 
Infine si è conclusa a 68 anni con l'inevitabile morte la triste odissea di Franco Di Mare, giornalista Rai inviato spesso in territori di guerra dove supponeva di essere stato esposto ad amianto e uranio impoverito che gli avrebbero causato un male incurabile.

La nota molto triste è che la tv di stato, a suo dire, non l'avrebbe degnato di un giusto riconoscimento per il danno subito, come aveva infatti raccontato da Fabio Fazio sulla Nove, ormai la diretta concorrente della Rai dove vanno a finire tutti quelli che ne scappano o ne sono cacciati. 

venerdì 3 maggio 2024

LIBERI LIBERI SIAMO NOI...

 Grazie a Vasco per il titolo del post dato che oggi è la Giornata Mondiale per la libertà di stampa, cosa che in realtà, anche se dovrebbe, non è così normale in tutto il mondo, anzi...


Su tale tema anche il cinema ci ha lavorato più volte, per esempio con lo splendido Tutti Gli Uomini Del Presidente di Alan J. Pakula con Robert Redford e Dustin Hoffman, dove i due interpretano dei cronisti del Washington Post che mettono allo scoperto nientemeno che lo scandalo Watergate, problemino che nel 1974 porterà alle dimissioni dell'allora presidente Richard Nixon,

e vicenda citata anche da Robert Zemeckis in Forrest Gump. 
Altro film giornalistico più recente è The Post di Steven Spielberg, con Tom Hanks e Meryl Streep, dove, anche loro giornalisti del Washington Post, ma nel 1971, decidono di smascherare le malefatte passate di ben quattro presidenti americani.

Sempre recente come produzione, ma ambientato invece ancora prima nel 1953 è Goodnight And Good Luck diretto da George Clooney che fa anche una parte nel film dove il protagonista è però David Strathairn nella parte di un anchorman della CBS che, durante il suo talk show decide di chiarire certe accuse di filocomunismo che sono state lanciate addosso a muzzo a diverse persone dandone la responsabilità all'allora senatore McCarthy

con tutte le conseguenze possibili quando vai a pestare certi piedi. 
Anche l'Italia non è da meno su questo tema e il regista Marco Bellocchio racconta una vicenda con omicidio a sfondo sessuale e insabbiamenti voluti dai politici in Sbatti Il Mostro In Prima Pagina con Gian Maria Volontè.

Ma se tutto questo riguarda la carta stampata e l'informazione televisiva, certo non dimentichiamo quella libertà di stampa e di espressione che ora deve essere considerata anche sul web, dove anche un blog può fare un certo tipo di informazione, magari senza troppe pretese appunto come qui dalle mie parti, e dove basta un attimo per creare involontariamente una notizia fake, cosa che ogni giorno succede dato ci cascano anche i giornalisti veri che copiano e incollano senza verificare le fonti, e non quelli del cinema di cui ho parlato che invece vanno a scavare a fondo che più a fondo non si può. 
Ma in questo modo abbiamo visto che anche lo stesso attimo può metterti nei guai se magari tocchi un personaggio o un argomento particolare. 
Beh sicuramente in altri Paesi stanno peggio, perciò finché possiamo teniamoci la nostra libertà, vera o presunta che sia. 

domenica 8 ottobre 2023

ADDIO A TOMMASINO E...

 Oggi post con un semplice, breve addio che va a Tommaso Accardo, breve pure lui, mancato nel corso di questa settimana ad 84 anni e personaggio meglio conosciuto come Tommasino grazie a Fiorello che lo ha avuto come partner nei suoi SHOW


e negli spot pubblicitari. 
Era apparso anche in Boris e in diversi film come comparsa o poco più, fra cui Mezzo Destro, Mezzo Sinistro - 2 Giocatori Senza Pallone con Gigi & Andrea.

Sempre per quanto riguarda gli illustri sconosciuti, o quasi, ad 80 anni se n'è andato anche Bruno Filippini che fra le altre cose ha avuto l'onore di scrivere una canzone per i primissimi Pooh negli anni 60, 

ma cantante di cui nessuno ricorda l'esistenza se non forse Rita Pavone con la quale ebbe un breve flirt ai tempi di Castrocaro. 
Certo invece è che se avete visto i classici Disney come BIANCANEVE E I SETTE NANI

del 1937 e LA SPADA NELLA ROCCIA, lo avete anche sentito cantare nel ridoppiaggio italiano del 1972 (quello poi utilizzato anche per l'home video) dei rispettivi film con due personaggi, cioè del principe (uno) e del bardo (l'altro) che introduce la storia mentre le pagine del libro si sfogliano, con una piccola curiosità su quest'ultimo poiché il primo doppiaggio era stato affidato a Maria Saccenti, dato che anche la versione originale la cantava una donna.

Proprio di ieri anche la notizia della morte di Luca Goldoni, 95 anni, giornalista e scrittore famoso anche per una serie di libri ironici sui costumi (e malcostumi) italiani.

Addio Tommasino, Luca e Bruno. 

mercoledì 1 settembre 2021

VA TUTTO BENE... E SI VEDE (IN DIRETTA TV)

 Ha fatto il giro del mondo in pochi istanti l'immagine del giornalista televisivo afghano in "compagnia" dei Talebani armati in diretta TV.


Rassicurante senza ombra di dubbio, del tipo... "Fai come ti diciamo e nessuno si farà male", frase sentita in mille film dove la legge delle armi spianate è quella che devono seguire i protagonisti, come appunto fa l'anchorman in questione. 
Tutto sommato pare davvero tranquillo, cioè io non so se sarei come lui con una simile cumpa, assembrati così come fossero al concerto di SALMO, senza nemmeno le mascherine; e poi si saranno igienizzati le mani e i kalashnikov prima di entrare in studio? 

Ok sto ironizzando, ma questo, se si ricollega alle varie riprese "cinematografiche" di cui avevo parlato in un POST PRECEDENTE, potrebbe anche fare sorgere dei sospetti che possa trattarsi di una messinscena realizzata ad arte, una specie di "messaggio promozionale" come l'acqua minerale che ti appare in bella vista in alcuni programmi TV. 
Di sicuro c'è che l'Afghanistan sta attraversando di nuovo dei cambiamenti (difficile pensare che siano in meglio) in un momento molto delicato in cui a loro forse del Covid-19 non frega poi granché, anzi probabilmente la pandemia è considerata il male minore. 

venerdì 27 agosto 2021

SI AVVICINA IL VENTESIMO ANNIVERSARIO DELL' 11 SETTEMBRE CON TUTTA UNA SERIE DI INQUIETANTI COINCIDENZE

 2001 - 2021, cioè 20 anni esatti da quel settembre in cui i gli estremisti islamici sono saliti all'onore delle cronache con l'attacco al World Trade Center di New York che quel pomeriggio catalizzó l'attenzione mediatica e tutte le reti sospesero ogni programma per informare di quanto stava accadendo.


Evento questo cantato anche dai Pinguini Tattici Nucleari nel loro ultimo singolo SCRIVILE SCEMO
citando la puntata interrotta quel giorno de La Melevisione. 
Attacco più volte messo in dubbio sull'effettiva rivendicazione, sulla dinamica, perché i complottisti ci sono sempre, ma che c'è stato ed ha lasciato una cicatrice enorme non solo nell'America, ma nel mondo intero. 
Un evento invece quello recente della fuga delle truppe americane e dei civili dall'Afghanistan, con il minaccioso ultimatum del 31 agosto, letteralmente un "fuori dalle balle", che ha ricordato anche com'è finita la guerra del Vietnam, e Donald Trump non perde l'occasione per ribadirlo e farsi bello davanti al suo pubblico, o meglio, per la precisione lo ha alle spalle come lo aveva Fiorello al Karaoke,


e puntare il dito contro il suo successore Joe Biden definendolo un incapace e incompetente e addossandogli la colpa per essere arrivati ad una situazione come questa. 
Ancora un'azione da gradasso, quindi, come ci ha abituati quel personaggio che pare ormai una parodia di sé stesso e, a memoria mia, non ricordo di altri ex presidenti che abbiano tenuto un comportamento tale. 
Insomma il Covid-19, che c'è e continua a far vittime, ora passa un pochino in secondo piano per gli americani perché si teme vivamente che l'Isis voglia "festeggiare" il ventesimo anniversario delle Torri Gemelle in qualche modo eclatante, cioè un 11 settembre "col botto" (mi si passi il termine), come hanno già quasi confermato gli attentati terroristici di ieri all'aeroporto di Kabul con i soliti kamikaze che si fanno esplodere felici e contenti. 
Sperando che non sia veramente così,  cioè che non sia un'escalation di terrore, intanto continuiamo a seguire con un pochino di apprensione le notizie sui TG che mostrano servizi sui Talebani armati di tutto punto (da chi, eh? Ditemi che non sembrano passati da Matrix a prendere "Armi... Tante armi...") con riprese stranamente cinematografiche, con quei primi piani alla Sergio Leone e pure i controcampi, mentre gli anchor men & women delle reti TV ogni giorno peggiorano sensibilmente infarcendo sempre di più le frasi di "eee" "aaa" "ooo", manco fosse una canzone di Vasco, e di questa piaga del giornalismo televisivo ne avevo parlato già TEMPO FA, sperando che sparisse o almeno si mitigasse e invece...
Impressioni di (quasi) settembre... 

COLOSSAL: UN FILM FATTO PER SORPRENDERE

 Ho un bel problema oggi, perché vorrei parlare di Colossal di Nacho Vigalondo, ma senza spoilerare nulla dato che quello che succede e i mo...