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sabato 13 settembre 2025

PER VIVERE INSIEME FELICI E CONTENTI, COME NELLE FAVOLE

 Chi non conosce HAPPY TOGETHER dei The Turtles,


magari nella versione italiana dal titolo PER VIVERE INSIEME cantata dai Quelli, ma anche da Jimmy Fontana e qualcun altro ancora? 
Canzone a ritmo di marcetta beatlesiana che convoglia, proprio come dice il titolo, un sentimento di felicità collettiva con quel papapappà ripetuto ad libitum.

E canzone che capita qui dalle mie parti oggi a causa del suo autore, Mark Volman, fondatore degli statunitensi The Turtles (è loro anche la versione originale di Scende La Pioggia di Gianni Morandi) insieme a Howard Kaylan con cui avrà anche un periodo di militanza nel gruppo di Frank Zappa per poi mettere insieme il duo Flo & Eddie.
Mark infatti, che, da tipo bizzarro qual'era, inizialmente aveva chiamato il gruppo The Tyrtles un po' come The Byrds avevano storpiato la traduzione inglese di Uccelli, è mancato nei giorni scorsi a 78 anni,

in quei giorni dominati dalla scomparsa di GIORGIO ARMANI e poco prima anche di EMILIO FEDE, e probabilmente la sua dipartita sarà passata in secondo piano. 
Esattamente come pochi avranno notato anche la scomparsa di Oliviero Malaspina, cantautore e scrittore del pavese noto per la collaborazione con Cristiano De André in molti dei suoi dischi e anche per quell'album mai completato a cui stava lavorando Fabrizio De André poco prima di morire e che avrebbe avuto come tema conduttore la notte.

Oliviero, che aveva 63 anni, poi lo avremmo visto partecipare al concerto commemorativo Faber Amico Fragile insieme a tanti altri nomi della musica italiana (anche Celentano che si era impantanato su La Guerra Di Piero) dove ha eseguito CANZONE DEL PADRE. 
Più recente invece la morte di Rick Davies uno dei due fondatori/voci dei SUPERTRAMP di cui Roger Hodgson era quello dei falsetti, mentre Rick cantava con voce più profonda canzoni come questa GOODBYE STRANGER

(divisa comunque con Roger) dal loro album di più grande successo che è stato Breakfast In America e che ognuno deve avere in casa in qualsiasi forma, ma ci deve essere. 
Rick, 81 anni, era malato di tumore del sangue e per tale motivo era saltata la reunion che avrebbero dovuto fare nel 2015.
Sempre legato alla musica era il produttore irlandese Nicky Ryan

(da non confondere con il regista sempre irlandese Nick), scopritore dei Clannad dai quali arriva Enya che, grazie a lui, inzió a metà degli anni 80 la sua carriera da solista prendendolo come agente e produttore dopo che entrambi conclusero la collaborazione con la band.
Ryan, come si sente qui sotto nella canzone più famosa di Enya, ORINOCO FLOW, 

era un appassionato delle sovrapposizioni vocali con le quali creava atmosfere molto particolari e che richiedevano un enorme lavoro in studio, cioè una cosa che gruppi come i QUEEN conoscevano perfettamente già da tempo (per maggiori chiarimenti ascoltate i loro dischi fino alla svolta baffuta di Mercury). 
Nick aveva 79 Anni. 
Non termina qui la triste lista delle dipartite, ma stavolta non c'entra la musica perché a 78 anni, dopo una lunga malattia degenerativa che non gli premettava più di comunicare, è mancato anche Stefano Benni,

il noto scrittore autore di titoli come La Compagnia Dei Celestini e Bar Sport. 
Quest'ultimo diventerà anche un film con Claudio Bisio, Giuseppe Battiston e molti altri a dar vita ai personaggi del libro. 
E in coda purtroppo anche l'assassinio di Charlie Kirk, 31 anni, attivista influencer conservatore ucciso da un killer 22enne già arrestato.

Addio Charlie, Stefano, Nick, Rick, Oliviero e Mark. 

giovedì 2 gennaio 2025

FATTI MANDARE A FAR LA NAJA...

 Anno iniziato alla grande con quel buontempone di Angelo dei Ricchi & Poveri e tutti gli altri in playback su Rai1, mentre nel 2005, dopo 143 anni e precisamente il primo gennaio di vent'anni fa, finiva quello che era il servizio militare obbligatorio per il quale ti arrivava la famosa cartolina rosa e ti mandavano da qualche parte lontano da casa a far la guerra per finta.


Lo cantava anche Vasco Rossi in quel PEZZO PAZZESCO che è Per Quello Che Ho Da Fare... Faccio Il Militare, e periodo che per molti, specie i ragazzi del sud, aveva segnato un grande cambiamento nella vita e finito il servizio "mettevano la firma" per rimanere nell'esercito o nei Carabinieri perché perlomeno si aveva la certezza di un lavoro che già allora non era facile trovare.

Sul fatto che poi fosse un lavoro poco pagato rispetto al rischio che i componenti della benemerita devono affrontare ogni giorno, e mi riferisco a vicende come la strage di Capaci o Nassiriya, questo è un altro discorso. 
C'era invece chi non voleva farlo il militare e si inventava difetti fisici inesistenti da esibire alla visita di leva, o tendenze psicolabili, o ancora cercava di farsi passare per omosessuale come in Un Mercoledì Da Leoni,

filmone surfista di John Milius che non c'entra nulla con le Notti Da Leoni che arriveranno più di recente. 
Nemmeno i vip erano immuni da tale consuetudine e quelli più grandicelli ricorderanno Gianni Morandi in tv a cantare con la divisa militare e i capelli corti (infatti ho scelto lui come foto di apertura),

come poi anche Jovanotti negli anni 90, con i due successivamente legati da una grande amicizia. 
Lorenzo aveva anche vinto il famoso Telegatto durante il periodo di leva, perché comunque, grazie alle licenze rimaneva sempre attivo, e questo è il COLLEGAMENTO in video fatto durante il programma di Canale 5 condotto da Lorella Cuccarini e un Red Ronnie ancora nel pieno delle sue facoltà mentali.

Ma anche Adriano Celentano c'è passato per la naja, come pure Fiorello. 
Chi l'aveva scampata invece era stato il mio quasi omonimo Bobby Solo che da sempre ha una malformazione al nervo uditivo destro e, come dicevo prima, nell'esercito non ti prendono se hai qualche difetto.

 
Questo mi accomuna ancora di più con il cantante romano poiché pure io ero stato scartato alla visita di leva per i postumi di un brutto incidente di cui avevo raccontato molto tempo fa in UN POST. 
E, visto il mio carattere che mi porta ad evitare per quanto possibile scontri fisici, e pure il fisico sminchio tipo Timothee Chalamet che avevo allora, mi sono sempre considerato molto fortunato perché sarei stato sicuramente la vittima preferita dei classici scherzi che si fanno sotto la naja. 
Max Pezzali invece aveva scelto il servizio civile (opzione possibile solo negli anni più recenti) e, come si vede nella SERIE TV, lo ha svolto nella Croce Rossa. 
Questo perché erano tempi molto diversi da quando il servizio militare era stato istituto, e infatti Alberto Fortis in A VOI ROMANI cantava che "non è più tempo di guerre"...

Nel frattempo lo sappiamo che le cose sono molto cambiate... 

domenica 10 dicembre 2023

UN ALTRO ADDIO NEL CINEMA E NELLA MUSICA

 È di un paio di giorni fa la scomparsa di Ryan O'Neal, 82 anni,


l'interprete di Love Story, con Ali MacGraw e un giovane Tommy Lee Jones, e film candidato agli Oscar. 
Altre sue pellicole famose sono MA PAPÀ TI MANDA SOLA? con Barbra Streisand e film il cui titolo originale era What's Up, Doc?, come la celebre battuta di Bugs Bunny, e PAPER MOON con sua figlia Tatum, ed è inoltre stato protagonista di Barry Lyndon sotto la direzione di Stanley Kubrick. 
Un'altro momento dell'addio, stavolta nella musica, è arrivato nei giorni precedenti, nemmeno troppo a sorpresa dato che da un po' di tempo era malato, e riguarda Jimmy Villotti, 78 anni. 


Jimmy è stato un chitarrista jazz, blues, ma aperto comunque ad ogni genere e difatti lo abbiamo sentito suonare nei dischi di Francesco Guccini, Luca Carboni, Stadio, Dalla, Morandi, Paolo Conte, il quale gli ha pure dedicato JIMMY BALLANDO.


All'inizio della carriera Jimmy (il cui vero nome è Marco) suonava insieme a Claudio Golinelli, che anni dopo diverrà il bassista di Vasco Rossi e della relativa Steve Rogers Band, e "Attila", ovvero Gilberto Rossi, il futuro batterista di Ivan Graziani (e che comunque anche lui suonerà nel primo album del rocker di Zocca), finché diventerà poi negli anni 70 uno stimato session man e produttore. 
Suo infatti è il disco Pesissimo! degli Skiantos, quello che contiene Mammaz e NON SO COSA FARE.

In parallelo ha pubblicato anche lavori a suo nome e fatto concerti con il suo trio. 
Addio Ryan e Jimmy. 

sabato 16 settembre 2023

PER LA MUSICA DEL SABATO, ADDIO AD UN PAROLIERE CHE TUTTI CONOSCONO, PERSINO JOAN BAEZ

 Oggi lutto importante nel mondo della musica perché chiunque, ma dico veramente chiunque in vita sua ha cantato o canticchiato almeno uno dei versi scritti da Franco Migliacci,


paroliere che esordì per Domenico Modugno con Nel Blu Dipinto Di Blu (Volare) e poi per Morandi con una serie di hit scalaclassifiche fra cui anche C'Era Un Ragazzo Che Come Me Amava I Beatles E I Rolling Stones cantata pure da JOAN BAEZ mantenendola in italiano


(è famoso questo video in cui zittisce il pubblico rumoroso). 
È stato quindi anche al servizio di Mina, Fred Bongusto, i Ricchi E Poveri, Eduardo DeCrescenzo, insomma credo che sarebbero da nominare tutti i più famosi interpreti della musica italiana passando anche per gli anime giapponesi come HEIDI, Mazinga e Lupin III, e firmando anche per Ambra Angiolini quella T'APPARTENGO che nella sua semplicità è già passata alla storia; Ambra che poi dallo scorso giovedì è di nuovo fra i 4 giudici di X-Factor fra Fedez, Dargen D'Amico e Morgan che forse è stato confermato dopo tante polemiche per quel FATTACCIO di Selinunte (le audizioni comunque erano già state registrate). 
Franco aveva 92 anni.

Anche la pittura perde un nome importante perché a 91 anni ci ha lasciati Fernando Botero, l'artista colombiano che dipingeva figure molto plus size dallo stile naif. 
Addio Franco e Fernando. 

giovedì 10 agosto 2023

10 AGOSTO: CADONO LE STELLE E ANCHE I CANTANTI

 È un vicendevole ricambio di attenzioni quello fra Gianni Morandi e Jovanotti a causa di due incidenti, avvenuti ai cantanti in momenti diversi, durante e dopo i quali hanno entrambi dimostrato la loro grande amicizia.


Prima Lorenzo è stato vicino a Gianni durante il lungo recupero dopo la grave ustione che aveva riportato alle mani, parte anatomica che, come è noto, copre almeno il 60 per cento della superficie corporea del cantante (scherzo dai!!!), ed ora Morandi a Forlì ha ricambiato la cortesia dopo la brutta caduta in bicicletta avvenuta lo scorso luglio a Santo Domingo e che ha provocato al suo amico una frattura della clavicola e del femore (questo rotto in tre punti), facendogli visita durante la riabilitazione. 
E adesso, come ha fatto Gianni, che anche con le mani fasciate non ha esitato a calcare i palchi dell'Ariston e del JOVA BEACH PARTY, tocca a Jovanotti dimostrare che nulla lo può fermare.

Beh... per ora aiutandosi con le stampelle e, magari stanotte, limitandosi a guardare le stelle cadenti pure lui. 

domenica 19 marzo 2023

AUGURI A TUTTI I PAPÀ

 Weekend tutto dedicato alla musica perché anche oggi arriva una canzone, ma che canzone!


Cioè nel giorno della Festa Del Papà quale pezzo non è più adatto di questa SEI FORTE PAPÀ di Gianni Morandi, papà pure lui, che sarà anche trash, si, parodiata in mille modi, anche riutilizzata da Elio E Le Storie Tese in LA VENDETTA DEL FANTASMA FORMAGGINO,

ma che quel Gianni, che esiste da sempre nel mondo della musica, ha inciso senza farsi troppi problemi tuffandosi in un mondo tipico da Zecchino D'oro? 
Anche al mio papà (che non c'è più da alcuni anni) mando un augurio tramite queste pagine web anche se lui non avrebbe mai capito come funzionano perché era terribilmente tradizionale e le cose le leggeva (a fatica) solo sui giornali oppure le sentiva alla radio e in tv e, forse anche per questo, dal cuore grande e ingenuo come quello di un bambino. 
Auguri a tutti i papà. 

mercoledì 8 febbraio 2023

FESTIVAL DI SANREMO 2023: SI FANNO GIÀ I PRIMI CONTI DEI DANNI

 Oggi sarò breve, nel senso che sarò più breve della durata standard di una serata tipo quella di ieri (4 ore al netto delle interruzioni pubblicitarie) in cui il monologo iniziale di Roberto Benigni, in apertura del Festival di Sanremo in cui ha parlato di costituzione e libertà di pensiero, mi ha fatto un po' tremare perché il comico toscano quando prende la parola è capace di tirarla per ore, mentre per fortuna si è abbastanza contenuto, forse anche perché ad ascoltarlo c'era anche il Presidente Mattarella che ad una certa ora doveva rientrare in albergo perché, ricordiamolo, ha una certa età e di sicuro non ha visto tutta la serata lì all'Ariston, ma magari ha continuato con comodo in camera finché il sonno non l'ha sopraffatto.


Sonno si, perché oltre alla solita lunghezza esagerata dello show, sono state ben poche le canzoni che hanno lasciato il segno, così inframezzate da tante cose come il vestito nude look di Chiara Ferragni (bel viso, occhi stupendi, ma che postura hai ragazza mia?),

ma se ricordate Madame si era già presentata così quando ha cantato Voce due anni fa. 
E poi le "canzoni brutte" di Morandi di cui ne facevo volentieri a meno anche se è stato autoironico, e il ritorno dei Pooh con un miniconcerto che, grazie alla tecnologia includeva anche Stefano D'Orazio, e un po' di fatica per Facchinetti a pompare come il suo solito,

ma lo posso scusare perché ora so perfettamente com'è Roby grazie a Mauro Bertoli, uno dei primi componenti dei Pooh, il quale mi aveva gentilmente spiegato tempo fa che per il suo amico non esiste l'idea di abbassare le tonalità delle canzoni sennò non si diverte a cantarle, e in effetti quando senti certi "vecchi" cantanti che ripropongono i loro successi, ma l'esecuzione ha un qualcosa di "spento" è proprio per il motivo che la canzone è stata "trasportata" uno o due toni sotto l'originale per agevolare l'artista. 
Comunque il tanto osannato Mengoni in full leather outfit mi ha lasciato un po' così così, e stessa cosa dicasi per Elodie dal look dark.

I Cugini Di Campagna, scintillosi come sempre e con un pezzo scritto da La Rappresentante Di Lista mostrano di essersi rinnovati con Nick Luciani che mette da parte il falsetto per un'esecuzione piuttosto "normale". 
Meno normale invece il look di Anna Oxa che ci ha riportati ai tempi del lockdown quando non potevi andare dalla parrucchiera a farti piega e tinta, mentre qualcuno ha pensato pure a Zio Tibia,

e ancor meno normale Blanco che, come ospite, ha presentato L'Isola Delle Rose, il suo nuovo singolo, ma con problemi negli in-ear per cui, non sentendo la sua voce, ha cominciato a prendere a calci la scenografia fatta di fiori che lo circondava, cosa che, ha detto lui, era prevista dalla messinscena, esagerando però quando ha letteralmente buttato all'aria tutto perché tanto non sentiva nulla e "qualcosa doveva pur fare" lasciando il palco completamente devastato.

Beh, la reazione del pubblico ha parlato chiaro sul gradimento di tale spettacolo del vincitore dello scorso anno sommergendolo di fischi e buuh! 
E a proposito mi era venuto in mente Brian Molko dei Placebo che anni fa, sempre a Sanremo, alla fine dell'esibizione aveva spaccato una chitarra e una cassa spia (tanto erano del service, non sue). 
Altro danno di rilievo (sui duemila euro) quello fatto da Salmo sulla Costa Smeralda quando alla fine del brano cantato in collegamento con l'Ariston si è tuffato in piscina col radiomicrofono in mano. 
Non male come inizio dai... 

mercoledì 14 dicembre 2022

I MISTERI DI TWIN PEAKS CONTINUANO

  Dai panorami nebbiosi di Twin Peaks continuano ad arrivare bad news come pochi giorni fa con la scomparsa di AL STROBEL e la scorsa estate quella di JULEE CRUISE.

Stavolta è Angelo Badalamenti a lasciarci ad 85 anni, cioè l'autore delle suggestive e anche inquietanti MUSICHE della famosa serie tv; temi però che possono anche essere considerati parte di quel filone etereo chiamato new age che tanto faceva figo all'inizio degli anni 90, e pane per i programmi di Montecarlo Nights, dove girava un genere musicale in netta contrapposizione con il grunge che imperava allora. 
Ma Angelo è stato responsabile dello score anche di molti altri film firmati da David Lynch (in nero con lui nella foto sotto che risale a quel periodo) tipo Velluto Blu, Cuore Selvaggio, Mulholland Drive, per citarne alcuni.

Ad essere precisi, non solo per Lynch ha lavorato Badalamenti e infatti fra le sue colonne sonore troviamo anche SECRETARY, film molto, molto particolare e non per tutti i palati, già passato su queste pagine web. 
Altro nome della musica, stavolta italiana, anche se è vero che le origini di Angelo erano siciliane, è Roberto Ferri che ci lascia a 75 anni, cantautore con giusto una manciatina di dischi all'attivo,

ma molto più fortunato come autore per parecchi cantanti, da Dori Ghezzi a Toto Cutugno, da Morandi a Celentano, da Iva Zanicchi fino a Noemi, con quel momento top che è stata la vittoria di Tiziana Rivale al Festival di Sanremo del 1983 con SARÀ QUEL CHE SARÀ,
(notare nel video il look tipico anni 80), che dopo, per via della melodia del ritornello, venne sospettata essere un plagio di UP WHERE WE BELONG dal film Ufficiale E Gentiluomo uscito proprio l'anno prima.
Ma era un caso dai, perché era impossibile non avere in testa quella canzone cantata da Joe Cocker e Jennifer Warnes, dato il successo enorme del film con Richard Gere, una di quelle pellicole che vengono ormai citate mille volte nelle parodie, ma anche in maniera più seria nel CINEMA ITALIANO.
Addio quindi ad Angelo e Roberto.

martedì 19 aprile 2022

ENNIO: SE SI PARLA DI UN AMICO BASTA SOLO IL NOME

 Ennio Morricone purtroppo non l'ho mai conosciuto di persona, però ha fatto parte della mia vita come fosse un amico fin da quando nel cortile di casa ascoltavamo dei 45 giri in un mangiadischi di una vicina un bel po' più grande che aveva una discreta collezione di dischi, ed io la invidiavo già enormemente anche se alcuni dei supporti erano senza copertina, per cui soggetti a graffi che su un impianto stereo hi-fi avrebbero prodotto il classico rumore di "frittura", ma che invece in quel riproduttore di plastica non facevano una gran differenza.


Fra tutti quei 45 giri di Patty Pravo, Celentano e Morandi, quello che più mi aveva colpito era solo strumentale con un fischio in bella evidenza che faceva la melodia della canzone.
Dall' etichetta nera sul disco scopro che si chiama semplicemente TITOLI e sull'altro lato c'è Per Un Pugno Di Dollari tratti entrambi dalla colonna sonora di un film western omonimo che non conoscevo ancora, ma a giudicare dalla musica, cavolo, pensavo che doveva essere proprio bello. 
Tale 45 giri era intestato ad Ennio Morricone, nome che mi accompagnerà per anni sottolineando alcuni dei più bei film visti al cinema e in casa, per cui per me Ennio era un amico anche se non ci eravamo mai incontrati. 
Si parla di 500 colonne sonore firmate da Ennio, ma io più modestamente di quei film ne avrò visti per intero poco più della la metà, per cui ho da recuperare un po' di lavoro arretrato. 
Anzi, quasi due anni fa, il giorno della sua SCOMPARSA mi ricordo che ho fatto un post breve poiché in quel periodo mi sentivo di farlo così, proprio per la mia non completa conoscenza della sua opera e infatti tante cose che in realtà avrei voluto scrivere le ho riscoperte in questo film dedicato al musicista firmato da Giuseppe Tornatore, il quale, quando chiese ad Ennio di fargli la colonna sonora del suo Nuovo Cinema Paradiso, sulle prime rifiutò, salvo poi ricredersi dopo aver letto la sceneggiatura. 
Perché Ennio era così e nel 90 per cento dei casi non si sentiva adeguato al lavoro che gli chiedevano di fare, alcune volte anche perché certi registi forzavano la sua creatività proponendogli degli esempi da seguire; esempi che lui accettava anche, ma alla fine il lavoro che ne usciva era sempre suo personale. 
La stessa cosa gli era accaduta molto tempo prima, quando arrangiava le canzoni di musica leggera per la RCA e più di una volta si era scontrato con gli autori per nette divergenze di idee, come con Franco Migliacci per IN GINOCCHIO DA TE di Gianni Morandi,
che Ennio avrebbe voluto più delicata al contrario di Franco che desiderava invece quella pomposità solenne che poi è stata messa nel disco dopo averla fatta rifare da Morricone per ben tre volte, e alla fine Ennio, consegnandogli la partitura, gliel'ha definita davanti a lui una schifezza. 
Andava invece molto orgoglioso di SE TELEFONANDO di Mina per come aveva gestito i tempi e la musica della canzone facendo cadere la battuta sempre sulla nota successiva a quella del giro precedente: cosa apparentemente facile mentre la ascolti, ma inventala te se sei capace.
Insomma Ennio, legato per lungo tempo alle colonne sonore western dei film di Sergio Leone, ha valicato ogni confine geografico e temporale arrivando anche alla nomination per l'Oscar con la colonna sonora di Mission, premio però soffiatogli da Herbie Hancock per Round Midnight e la cosa non gli era andata proprio giù ad Ennio perché il suo lavoro era totalmente originale, mentre la soundtrack di Round Midnight conteneva anche brani jazz non originali. 
Ma Ennio, seppure urtato da tale irregolarità, non ha mica preso a sberle Chevy Chase, Goldie Hawn e Paul Hogan che erano i presentatori quella volta lì, optando invece per una silenziosa uscita dalla sala come era nel suo carattere, tanto si sarebbe preso poi in seguito l'Oscar alla carriera (commosso fino alle lacrime) e quello per The Hateful Eight, colonna sonora con la quale aveva giocato uno dei suoi tiri birboni a Quentin Tarantino che l'aveva contattato per una cosa fischi e chitarre alla Sergio Leone e invece Ennio gli ha fatto una partitura orchestrale a dir poco maestosa che ha conquistato comunque il regista di Kill Bill.
Un carattere che emerge chiaro e bizzarro come quando ti spiega i passaggi di un pezzo mimandoli nell'aria così anche tu li "vedi" come li vede lui, in questo documentario lungo si, ma io lo avrei voluto ancora più lungo, perché già mi manca il mio amico Ennio. 
Su TimVision.

sabato 12 giugno 2021

NUOVE NOVITÀ NUOVISSIME (QUASI TUTTE) NELLA MUSICA

 Ecco guarda un po'che mi sono innamorato di una voce: parliamo della voce un po' particolare di questa cantante, particolare anche perché è pure un'attrice e comunque se sei un attore devi modulare la tua voce un certo modo;


quindi anche inconsciamente probabilmente sei già portato il canto o ad uno pseudo rap. La voce di cui sto parlando è quella di Margherita Vicario che viene martellata in radio con la sua COME VA, 

per fortuna niente a che vedere con quella "E allora come va Come va Come va" di Mahmood cioè Soldi (tra parentesi io Mahmood lo reggo davvero poco, niente di personale eh...). 
Di tutt'altro genere, ma nemmeno troppo, il ritorno alla grande di Gianni Morandi che, dopo la brutta avventura della bruciatura alle mani, si fa scrivere un pezzo da Jovanotti e lo interpreta proprio alla Jovanotti tant'è che riesce quasi difficile riconoscerlo in questa L' ALLEGRIA. 

Ancora più acrobatico il nuovo singolo di Fedez con Achille Lauro dove fa bella mostra di se niente meno che Orietta Berti: il titolo è MILLE. 


Mondi lontanissimi come cantava Franco Battiato, ma che grazie alla musica si incontrano e, a quanto pare, vanno anche molto d'accordo. 
Per finire, esce proprio oggi il nuovo album di Baby K dalla copertina che cita la sci-fi vintaggia della mia SERIE TV PREFERITA rubando però il casco nientemeno che ai Daft Punk.
Enjoy😁. 

COLOSSAL: UN FILM FATTO PER SORPRENDERE

 Ho un bel problema oggi, perché vorrei parlare di Colossal di Nacho Vigalondo, ma senza spoilerare nulla dato che quello che succede e i mo...