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martedì 1 aprile 2025

OCCHIO ALLO SCHERZO!

 Primo d'aprile e tempo di scherzi (o pesci) più o meno riusciti.


Scherzetti che vengono talvolta fatti anche nella musica piazzando ad una canzone un titolo furbetto che ti ricorda qualcos'altro (ma solo il titolo perché poi il testo parla di tutt'altro) come hanno fatto i Pooh con LASCIA CHE SIA, ovvero la traduzione del Let It Be di beatlesiana memoria,

Claudio Baglioni con A MODO MIO, cioè la traduzione di My Way, il manifesto di Frank Sinatra (ma anche di Sid Vicious) scritta da Paul Anka, e canzone del cantautore romano tratta da E Tu..., bellissimo album arrangiato dal mitico VANGELIS,

i Matia Bazar di SOLO TU che prendono in prestito il titolo (ripeto, sempre e solo il titolo) dai Platters di Only You (più avanti lo faranno anche gli Yazoo comunque),

Antonello Venditti che con SETTEMBRE fa il doppio colpo riprendendo lo stesso titolo di una vecchia canzone di Peppino Gagliardi (chissà chi se lo ricorda?) e un'altra funky dance più recente degli Earth Wind & Fire cioè September,

Eugenio Finardi che per LA FORZA DELL'AMORE mette in mezzo un titolo già usato da Huey Lewis & The News per UN FILM (credo) abbastanza famoso e dai Frankie Goes To Hollywood, su quegli accordi presi da Baba O'Riley degli Who che senti nella sigla di C.S.I. NY,

fino ai Dik Dik che rievocano Help dei Beatles aggiungendo un semplice pronome al verbo così diventa HELP ME, una canzone la cui storia raccontata pare invece Space Oddity di Bowie, ma vista da chi è rimasto a terra.

Scherzetti o furbate che siano, però le canzoni originali citate e quelle con il titolo copiato sono comunque entrambe bellissime, per fortuna.
E gli esempi che ho portato sono ancora pochi, anzi se a chi sta leggendo viene in mente qualcosa, ben venga. 

lunedì 5 agosto 2024

ARRIVA TELEMONTECARLO E NON CE N'È PIÙ PER NESSUNO

 Cinquant'anni fa, il 5 agosto del 1974, il pavimento della Rai scricchiolava sotto ai piedi dei dirigenti perché faceva capolino fra le emittenti televisive che si potevano ricevere in Italia, anche TeleMontecarlo, le cui trasmissioni per noi erano fatte su misura nella nostra lingua, mentre per il popolo d'oltralpe continuavano quelle in francese.


Per noi le trasmissioni di quella che sarà presto abbreviata come TMC cominciarono alle 17.45 con il programma Un Peu D'Amour, D'Amitie Et Beaucoup De Musique condotto da Jocelyn che, siccome di lui fino ad allora ne avevo sentito solo parlare, dal nome pensavo fosse una donna (se fosse stato OGGI, magari con quel nome poteva salire lo stesso sul ring a menare un'atleta donna... per dire) e invece no.

Conduceva con lui l'allora sua moglie Sophie che vediamo insieme durante il programma con ospiti i nostri Matia Bazar. 
L'emittente monegasca andava quindi ad affiancarsi,come già avevo RACCONTATO, alle già presenti Tv Koper Capodistria e RSI, la tv Svizzera dove su questa ricordo in particolare un CONCERTO proprio dei Matia Bazar (guarda chi c'è anche qui) dove, rigorosamente dal vivo, i cinque genovesi davano lustro a tutte le loro capacità, e cacchio se ne avevano da vendere mostrando che suonavano anche progressive. 

Ma tornando oggi in particolare alla nostra TMC, i suoi programmi erano in parte realizzati in loco, e in parte invece in una sede milanese, dopodiché venivano portati in macchina fino nel principato perché allora mica c'erano i mezzi tecnici e internettici di adesso. 
Col tempo le cose cambieranno ed ora quella tv è diventata La7 dove uno dei migliori programmi è Propaganda Live, che Rai 3, lungimirante come sempre, si è lasciata scappare perché all'inizio andava in onda proprio lì con il titolo di Gazebo sempre condotto da Diego "Zoro" Bianchi.

Quei programmi intelligenti che alla dirigenza Rai piacciono poco perché fanno ragionare e infatti li piazza sempre sulla terza rete come cose di poco conto, mentre fa tenere banco a "quei programmi demenziali" come diceva Franco Battiato. 
Teste fatte così... 

domenica 7 luglio 2024

WONKA CHIAMA I MATIA BAZAR, PASSO...

 Oggi è la giornata mondiale del cioccolato, alimento tentatore che si presenta in mille modi gustosi e anzi adesso che fa caldo mi chiedo se non ce lo vogliamo anche fare un bel gelato al cioccolato, dolce un po' salato con Pupo e Malgioglio, mentre la domanda che mi sorgeva spontanea mentre stavo guardando Wonka era invece un'altra, cioè era come una canzone dei Matia Bazar, ovvero "Ma Perché, Ma Perché?".


Cioè davvero era necessario un prequel al romanzo di Roald Dahl che era così già bello fatto e finito corredato da un film con Gene Wilder fornitore di meme in gran spolvero?


Sul remake di Tim Burton potrei parlarne anche poiché secondo me non è un brutto film, ma semplicemente anche quello non era così necessario. 
Mai tanto però come questo Wonka dove Timothee Chalamet (in verità fisicamente credibile come giovane Wilder) arriva in città e trova un pochino duro far valere il proprio diritto ad aprire una sua attività dolciaria dato che c'è già qualcuno lì che fa cartello. 
Ma cantando cantando, anche troppo in verità qualcosa succede... 
Si, succede che, nonostante mi piacciano i musical, mi annoio a morte a vedere sta roba qui nella quale trovo coinvolto pure il maggiordomo di DOWNTON ABBEY che se la canta pure lui. 
Una cosa buona però c'è ed è Hugh Grant che fa l'Oompa Loompa con tanto di balletto anche sui titoli di coda.

sabato 18 maggio 2024

COS'HANNO IN COMUNE YES, NOMADI E MATIA BAZAR?

 Da un po' di tempo il sabato musicale lo sto dedicando alle nuove uscite che, per fortuna, portano spesso ottimi prodotti, ma anche brutture inascoltabili che comunque meritano (anzi "se lo meritano") di essere citate in questo blog dove l'header spiega tutto.


Oggi però torno a dare uno sguardo alle glorie del passato cominciando con gli inglesi Yes, band progressive storica, che continua ad andare avanti nonostante i componenti non siano più quelli di una volta, e non è solo un modo di dire, sia per la morte di Chris Squire ed Alan White, ovvero basso e batteria, che per i vari sostituti come Jon Davison che fa le veci del vocalist Jon Anderson, il quale ha preferito lasciare un gruppo che, appunto, non è più quello con cui è stato per anni e anni, e il tastierista Geoff Downes (ex Buggles già stato con loro ai tempi di Drama) al posto dello storico Rick Wakeman. Insomma gli Yes stanno diventando un po' come la famosa e filosofica Nave Di Teseo alla quale piano piano vengono sostituiti tutti i pezzi creando il dubbio se si possa considerare o no sempre la stessa nave, e l'identica cosa succede ai nostri Nomadi dove l'unico membro originale è rimasto Beppe Carletti, mentre nei liguri Matia Bazar è ormai avvenuta in toto la sostituzione completa di ogni componente. 
Jon Davison ci prova a prendere il posto di Anderson, imitandone il canto angelico, ma il risultato è mediocre, vedi per esempio il loro classico ROUNDABOUT,


tanto che qualche anno fa la sua presenza aveva spinto sui social i fans della band (e mi trovano d'accordo) a chiamarli Maybe invece che Yes... hehe, capita la finezza? 
Comunque Yes o no, durante gli ultimi anni di concerti il pubblico ha notato che in scaletta non c'è più quella hit degli anni 80 che li aveva portati lassù in alto nelle classifiche dove mai erano stati, cioè Owner Of A Lonely Heart. 
La spiegazione in fondo è molto semplice e ci riporta ad un ennesimo periodo in cui la formazione era diversa perché quella canzone faceva parte del disco 90125 dove alla chitarra c'era Trevor Rabin al posto del veterano Steve Howe che, essendo lui fondatore della band fin dagli inizi e ormai unico membro originale, dopo averla SUONATA in passato

(era il 1999 e alle tante tastiere c'era anche Wakeman che pure lui non era presente in quel disco anni 80), preferisce suonare adesso le composizioni sue piuttosto che quelle di un'altro musicista, seppure di talento. Sempre Jon Davison poi, durante un'intervista ha fatto un efficace confronto alimentare fra la musica che fa la band di cui fa parte, con quella della scena trap, rap, hip hop definendo il progressive come un pranzo sontuoso, mentre la musica attuale è paragonabile ad un fast food. 
Su questo, ma solo su questo, il Jon mi trova pienamente d'accordo. 
Per il resto rimango legato alla formazione classica che suonava in questo GOING FOR THE ONE

che è senza dubbio uno dei migliori dischi del gruppo e a cui avevo giustamente dedicato un intero post qualche anno fa, ovvero i primi tempi che bloggavo qui. 

sabato 10 febbraio 2024

LA SETTIMANA SANREMESE VOLGE AL TERMINE

 Ce la stiamo facendo una bella settimana piena di musica o no, grazie al Festival Di Sanremo?


Mah, magari l'aggettivo "bella" poi può essere opinabile, ma tant'è che persino i notiziari non parlano d'altro e quelle notizie brutte che di solito tirano (perché pare che quelle belle non funzionino), per una settimana passano in secondo piano. 
In Rai hanno infatti messo in pausa molti programmi, pure Cattelan per non fargli sprecare degli ospiti, e forse più che delle canzoni che stasera si giocheranno la vittoria con Geolier che pare il superfavorito superando persino una intensissima Angelina Mango, finora si parla degli ospiti come John Travolta finito in una situazione imbarazzante per colpa di Amadeus e Fiorello (e sbertucciato pure da Russell Crowe) per la quale si diceva che sarebbe sparito ogni documento video, ma perlomeno su Raiplay ancora lo si vede, per cui tutto quel bailamme mi puzza di organizzato.

Discorso diverso invece per Giovanni Allevi tornato alla musica proprio all'Ariston dopo una brutta malattia che lo aveva costretto a smettere e momento che ha suscitato anche molta commozione per il tipo di personaggio molto particolare che è il pianista. 
Nota particolare per Antonacci Junior che firma un sacco di canzoni in gara e poi Mengoni, Giorgia, Teresa Mannino, Lorella Cuccarini che coaudiuvano Amadeus (Fiorello appare sempre e non serve citarlo dato che a farlo già ci pensa il world wide web) nel presentare una manifestazione che ogni anno non viene risparmiata dalle critiche come fosse un gioco al massacro, con i più che dicono "ah, tanto non lo guardo", ma poi sanno lo stesso tutto quello che succede oppure criticano a priori sostenendo che era meglio il Festival di "una volta". 
Eccerto, non dico che rap, trap e autotune siano parole che mi facciano gongolare, ma se la musica ora si fa così per la maggiore (e alcuni come Ghali sanno farla anche bene), sarebbe fare gli struzzi e nascondere la testa sotto la sabbia se si portasse in tv un festival della canzone italiana tutto melodia in stile Nilla Pizzi (con tutto il rispetto).

E infatti poco prima che Amadeus prendesse in mano la direzione della manifestazione, avevo espresso palesemente i miei dubbi in un PRECISO POST su quanto tale prodotto potesse rappresentare davvero il momento musicale dell'epoca in cui viviamo, rimanendo piacevolmente sorpreso quando poi ho trovato già dalla prima edizione un rinnovamento, non del tutto radicale, ma già in atto per cambiare le carte in tavola. 
E quindi ora prendiamo tale manifestazione come un compendio di quello che è il panorama musicale di questo periodo brutto che ci ha traghettati direttamente da una pandemia ad una guerra quasi mondiale, senza dimenticare quello che ci riportano i TG con stupri, omicidi, rapine, violenze efferate che manco su Italia 1 all'ora di cena le trovi (perché lì perlomeno sono solo finzione). 
Ecco che quindi il cerchio si chiude e se le edizioni più vintage del Festival le ricordiamo per il bel canto, quelle degli anni 80 per il playback (anche di ospiti come i Queen e Peter Gabriel) e i synth in stile new wave,

(questi sopra erano i Canton... new wave de noantri... chi li ricorda?) e i 90 per il ritorno del live, ma con qualche aiuto delle basi, ed era capitato infatti nel 1995 a Max Pezzali che venisse mandata quella sbagliata durante l'edizione di Pippo Baudo, queste di Amadeus le ricorderemo fra 40 anni per canzoni che appena le riascolteremo faranno pensare a questo periodo che stiamo cercando di superare e spero in fretta. 
Oddio... 
Non è detto che passato questo ci possa essere un futuro migliore però. 
Vuoi vedere che gli scrittori che si immaginavano già negli anni 60 situazioni che allora pensavi impossibili, magari ci avevano già visto lungo? 
Dico solo come esempio che Arancia Meccanica, il libro di Anthony Burgess, usciva nel 1962 e allora aveva il titolo italiano di Un'Arancia Ad Orologeria, traduzione esatta dall'inglese.

Beh quello che si raccontava nel libro, e che Stanley Kubrick aveva portato al cinema nel 1971, allora era considerato come fantascienza, ma se lo prendi in mano oggi quel libro o film, pare un servizio del TG. 
Per cui ben vengano i cantori ultra perfetti come Il Volo, ma non dimentichiamo che c'è anche chi canta per rabbia e magari senza tanta tecnica, ma le cose te le dice in faccia, anche in malo modo, ma te le dice perché vive nel mondo reale e non nella fantasia delle canzoni melodiche perciò canta (o grida) quello che gli ispira il mondo intorno che gira ogni giorno e che fermare non potrai... 
Mai... 

domenica 25 giugno 2023

PASSA EL PASADOR

 Anche oggi molta musica su questo blog; intanto perché è passato di là pure lui, El Pasador, ovvero Paolo Zavallone, il simpatico baffone che era noto per aver composto e cantato le sigle di NON STOP e La Sberla, programmi antenati di Drive-In, con quel suo vocione caratteristico,


che purtroppo è mancato nei giorni scorsi a 91 anni dopo aver pure partecipato come direttore musicale nonché OSPITE (in playback) ad un Festival di Sanremo nel 1978,

cioè quando la Rai mandava in onda solo la serata finale perché l'interesse degli sponsor in quel periodo era pari a zero e però, forse per quel motivo, lo show perlomeno aveva una durata decente. 
Di quell'anno infatti, oltre ai mille problemi tecnici durante la diretta (il budget anche per i tecnici non era altissimo probabilmente), si ricordano solo i vincitori Matia Bazar con ...E DIRSI CIAO

cioè una canzone del gruppo genovese fra le meno amate dal sottoscritto, ma dove apprezzo solo i vocalizzi pinkfloydiani di Antonella (attenzione perché sul video di Sanremo è stata riversata la traccia di studio, ma Antonella anche dal vivo quella sera era pazzesca, giuro),

Rino Gaetano con GIANNA (terzo posto) eseguita con i PANDEMONIUM, e le esordienti Laura Luca con DOMANI DOMANI (con lo stesso montaggio audio dei Matia Bazar) 

ed Anna Oxa dal look punk ideato per lei dall'amico Ivan Cattaneo per presentare quella canzone a dir poco stupenda che è UN'EMOZIONE DA POCO il cui testo porta la firma di Ivano Fossati (secondo posto, ma lo valeva eccome se lo valeva il primo).

Lutto anche per Korea's Got Talent, dove un concorrente del 2011 piazzatosi al secondo posto, Choi Sung-Bong, 33 anni con alle spalle una storia strappalacrime di abbandono ed adozione, è stato trovato morto suicida nel suo appartamento.

Il cantante viene definito dai media che ne hanno dato la notizia della morte, "star del K-pop", ma al programma televisivo si era presentato in veste LIRICA e francamente non così eccezionale secondo me.

Ma naturalmente non sono un critico musicale e nemmeno son coreano, perciò che ne voglio sapere io? 
Comunque addio ad El Pasador e Choi, nomi che si uniscono alle continue notizie di tragedie che riempiono i notiziari, alcune francamente quasi cercate come quella del Titan, imploso a causa della pressione come quando schiacci una lattina di birra (pare in pochi millisecondi) con dentro equipaggio e passeggeri nonostante ci fossero stati mille avvertimenti sulla pericolosità di tale discesa negli abissi per vedere da vicino il relitto del Titanic.

Cose che riescono solo a James Cameron che invece è sceso laggiù una trentina di volte ed è ancora qui per raccontarlo. 

martedì 27 dicembre 2022

ADDII NELLA MUSICA, FRA SKA, MATIA BAZAR, LITFIBA E ALTRO ANCORA

 Gli anni 80 oltre al brit pop e alla ITALO-DISCO sono stati anche gli anni dello Ska con un sacco di band inglesi dal caratteristico look in bianco e nero che suonavano questo genere derivato dal reggae, ma più tirato ritmicamente e pieno di strumenti a fiato.

Terry Hall è stato il cantante di The Specials in quegli anni e poi di recente nella seconda reunion. 
Fra le tante canzoni della band A MESSAGE TO YOU, RUDY, in particolare era stata plagiata 20 anni fa da Federico Stragà per creare L'ASTRONAUTA,
motivetto divertente che (rubacchiando qua e là) contiene anche un po' di Bobby Solo, quello vero, e infatti uscirà poi anche una nuova versione in duetto con i due cantanti perché Bobby è accomodante e gli va bene così. 
Purtroppo però fra facezie varie si parla di addii perché Terry ci ha lasciati pochi giorni fa a 63 anni dopo aver anche fondato i Fun Boy Three (mollando The Specials) e collaborato con le Bananarama e le Go-Go's, e in tale contesto, già che c'era, aveva pure avuto una relazione con la vocalist Belinda Carlisle, per la cui girl-band aveva scritto la hit OUR LIPS ARE SEALED
(quella che pare che dica "assassine") insieme con Jane Wiedlin, la go-go-chitarrista. 
Più di recente era stato anche ospite dei Gorillaz duettando con Damon Albarn. 
E sempre gli anni 80 avevano profondamente mutato i liguri Matia Bazar da gruppo pop con influenze latine a band technoelettronica, con l'uscita del tastierista fondatore Piero Cassano e l'arrivo di Mauro Sabbione, sempre genovese che pareva quasi una versione ringiovanita di Piero, e grazie al suo fondamentale contributo sono nati album come BERLINO PARIGI LONDRA,
promozionato in questo video in playback (ma tanto sulle doti di Antonella nessuno ha dubbi) preso da Disco ring dove viene infatti anche presentato ufficialmente Mauro come nuovo elemento, e Tango con la hit sanremese VACANZE ROMANE,
non figurando però fra gli autori di tutte le canzoni, bensì solo in alcune, a causa di un'antipatica usanza della SIAE di quel periodo che considerava come composizione solo la melodia del brano e non le altre parti come intro, finali e altri passaggi che invece sono comunque parti fondamentali di un pezzo. 
Con l'evolversi del modo di fare musica ovviamente sono cambiate anche le regole perché ora vengono utilizzati campionamenti di brani ovunque ed ognuno degli autori reclama i suoi diritti come era accaduto ai Verve negli anni 90 con BITTER SWEET SYMPHONY e la causa intentata dai Rolling Stones proprio per il sample usato.
Purtroppo anche per Mauro, che è stato anche tastierista nei Litfiba del periodo di El Diablo e dintorni, è stato il tempo dell'addio perché la scorsa settimana ci ha lasciati a 65 anni. 
Sempre la musica perde un importante cantautore e produttore giamaicano, ma trasferitosi a Philadelphia e promotore del tipico sound funky proveniente da tale zona, con arrangiamenti maestosi, ma venati sempre da una nota di malinconia (dev'essere quel La minore...).

Thom Bell è deceduto a 79 anni dopo aver messo la sua firma a servizio degli Spinners, di Dionne Warwick, degli Stylistics con quel pezzo immortale che è YOU MAKE ME FEEL BRAND NEW,
del quale è davvero notevole anche la cover dei Simply Red (ma io quella canzone l'avevo conosciuta su una cassetta di SANTO & JOHNNY che la proponevano con quella loro caratteristica chitarra hawaiana), e pure per Elton John con ARE YOU READY FOR LOVE verso la fine degli anni 70, in quel periodo di "divorzio" da Bernie Taupin.
E ancora c'entra la musica, ma anche di più il cinema con Maria Del Monte, cantante e attrice che aveva accompagnato Mario Merola in tournée negli U.S.A. e in Canada, e poi più di recente abbonata al ruolo di caratterista nei film del filone pertenopeo di Nino D'Angelo, Vincenzo Salemme, Maurizio Casagrande e Alessandro Siani.

Maria se ne va a 77 anni. 
In conclusione non facciamoci mancare nemmeno lo sport per quanto riguarda gli addii, perché nei dintorni di questo Natale è mancato anche Vittorio Adorni ad 85 anni, storico campione del ciclismo degli anni 60 poi diventato anche commentatore televisivo.
Addio Terry, Mauro, Thom, Maria e Vittorio. 
 

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 Il 4 settembre del 1976 gli allora sudditi di Elisabetta II fecero un'esperienza scioccante ascoltando e vedendo per la prima volta in ...