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mercoledì 20 maggio 2026

SOSTITUTO FU IL DISCO, MA ANCHE UNA CONDIZIONE PER NECESSITÀ

 Era il 20 maggio del 1969 e "Substitute" (occhio al titolo!) una famosa canzone del gruppo rock inglese The Who, scritta da Pete Townshend, stava andando benissimo nelle classifiche dopo essere stata pubblicata durante il marzo precedente.


Stava infatti al quinto posto nel Regno Unito e fu successivamente inclusa nell'album compilation Meaty Beaty Big And Bouncy del 1971. 
Ma qualcosa proprio quel 20 maggio di sessant'anni fa non andò come doveva andare poiché ad un loro concerto al Ricky-Tick Club di Newbury (notare anche gli altri artisti nominati nelle locandine), il bassista John Entwistle e il batterista Keith Moon, non si erano presentati e mica c'erano già i telefonini che ti mettevi in contatto in ogni situazione a forza di "Allora!!! Dove diavolo sei???”. 
Così il cantante Roger Daltrey e il chitarrista Pete Townshend, messi alle strette, chiesero ai musicisti della band di supporto che li aveva introdotti di prendere il posto dei due assenti che, quando questi ultimi arrivarono in forte ritardo, se la presero a morte per essere stati "sostituiti" come, guarda caso, dice il TITOLO profetico del singolo

e dove nel video si vede Keith Moon che mima malissimo il playback sulla batteria (pare non fosse esattamente "in ordine" quel giorno... e anche altri della sua breve vita), litigando e prendendosi a botte da orbi con gli strumenti come fossero in un film di Bud Spencer & Terence Hill, tanto che Townshend colpì Entwistle in testa con la sua chitarra. 
John e Keith sul momento minacciarono di lasciare la band, ma entro pochi giorni i quattro musicisti si riappacificheranno e continueranno le attività insieme, e meno male anche perché, dovevano ancora arrivare le due opere rock Tommy (1969) e la loro seconda che era Quadrophenia (altro doppio del 1973), ed entrambe saranno anche successivamente portate AL CINEMA
Sarebbe stato un vero peccato non averle avute. 
Vero scioglimento invece dopo 30 anni (francamente li davo già finiti da un pezzo) per i danesi Aqua, quelli di BARBIE GIRL,

che lo hanno comunicato ieri sui social e che dal 2016 si erano già ridotti da quartetto a trio.
Anche questa è musica, seppure molto diversa da quella di The Who, e, lo ammetto, all'epoca mi piaceva un sacco. 

venerdì 3 ottobre 2025

ADDIO AL CINEMA DIPINTO

 Forse potreste rimanere straniati nel vedere questa famosa locandina non esattamente come la ricordavate.


Certo, perché si tratta di Balla Coi Lupi, strapremiato agli Oscar, ma la locandina però riporta il nome di Renato Casaro, ovvero colui che l'aveva disegnata e che è mancato pochi giorni fa ormai prossimo ai 90 anni, come tre anni fa ci aveva lasciati anche ENZO SCIOTTI, altro artista del poster cinematografico perché ai tempi si usava fare così ed era molto meglio di certi brutti photoshop attuali,


prendendo come esempio fra le più brutte locandine (o copertine di dvd/Blu-ray) quella di Furiosa. 
Ecco allora, come avevo fatto per Enzo, una breve galleria di altre sue opere, tutte firmate da Renato che probabilmente aveva una certa predilezione per il western all'italiana, mentre Sciotti, se ricordate, si era indirizzato più verso horror e thriller. 







E dico opere perché di vere e proprie opere artistiche si tratta. 

Addio Renato. 

mercoledì 24 settembre 2025

VA BÈ, NON SEI FATTA MALE... MA NON SEI LA CARDINALE

 Inevitabile, ma pur sempre un colpo al cuore la notizia della scomparsa di Claudia Cardinale, 87 anni e da tempo malata.


Una "grande bellezza" (per dirla alla Sorrentino) del cinema italiano, ma nata a Tunisi, citata anche da Vasco nel titolo del post che magari a qualcuno sarà sembrato strano, e riconosciuta anche a livello internazionale al pari di Gina Lollobrigida e Sofia Loren. 
Anzi, in Francia, dove visse per lungo tempo, era stata addirittura additata sulle riviste come "la rivale di BB" (la Bardot) essendo lei la "CC" (come IBM e HAL, per chi vuol capire...) e di pari bellezza, tant'è che io nel suo viso ho sempre trovato una certa somiglianza anche con Raquel Welch,

con la quale divise la presenza nel film del 1966 Le Fate, ma non nelle stesse scene poiché si trattava di un film ad episodi non correlati tra loro.

Carriera decisamente costellata di titoli di grande successo e grandi nomi che la diressero come Visconti ne IL GATTOPARDO, con il quale, ricordava, sul set c'era un silenzio quasi religioso e non ti era permesso di cambiare una virgola di quello che voleva il regista.. Tutto il contrario di quello che Claudia sperimentó sul set con FEDERICO FELLINI, dove il regista amava ci fosse confusione e improvvisazione, ma, senza farsene accorgere, alla fine tutto andava sempre nella direzione che aveva deciso lui. 
Claudia era già stata qui su queste pagine web in occasione di QUI COMINCIA L'AVVENTURA, un film, voluto dal produttore Franco Cristaldi, suo marito (che la aiutò moltissimo nei momenti di crisi anche per tenere nascosto un figlio avuto molto prima da giovanissima), per creare con MONICA VITTI una coppia alla Spencer & Hill, ma il risultato fu una pellicola poco omogenea che passava dal momento riflessivo a quello pseudo erotico, fino alla zuffa con sganassoni e stuntmen, ma fu un flop nella sua carriera. 
Tuttavia per me ha lo stesso un certo valore affettivo come tante ALTRE TRASHATE di cui ho già avuto modo di parlare. 
Piccola curiosità legale su Claudia che, a sua insaputa si vide apparire nelle foto interne dell'album Blonde On Blonde di Bob Dylan,

ma il cantautore venne immediatamente diffidato dall'utilizzare quella foto dell'attrice, per cui nelle successive ristampe del disco l'artwork interno sarebbe apparso così modificato.

Ovviamente per i collezionisti invece le copie con Claudia hanno un valore immenso. 
Anche il mondo della musica piange la scomparsa ad 88 anni di Sonny Curtis, ex voce dei Crickets

dopo Buddy Holly. 
Band quella dei Crickets che ispiró i Beatles nella scelta del loro nome rimanendo dell'ambito dell'entomologia. 
Sonny, parallelamente alla collaborazione con la band, aveva portato avanti anche una carriera solista più mirata verso lo stile country e la sua canzone più famosa è I Fought The Law che vanta anche le bellissime versioni dei CLASH,

dei Green Day e di Bruce Springsteen molto più energiche dell'originale. 
Qualcuno appassionato di sitcom invece si ricorderà di LOVE IS ALL AROUND, tema del telefilm anni 80 Mary Tyler Moore che andava in onda su Canale 5.

Canzone sempre di Sonny, ma da non confondere con l'omonima dei The Troggs che probabilmente ricordiamo di più grazie alla cover che i WET WET WET fecero negli anni 90 per la colonna sonora del delizioso Quattro Matrimoni E Un Funerale.

Anche la musica italiana ha perso Fausto Amodei, 91 anni, noto per aver composto la canzone Per I Morti Di Reggio Emilia nel lontano 1960 per ricordare le vittime delle stragi avvenute durante il governo Tambroni come racconta MILVA nell'introduzione del VIDEO qui insieme a Fausto che l'accompagna con la chitarra.

Addio Claudia, Sonny e Fausto. 

mercoledì 3 settembre 2025

UCCELLO SCALCIANTE NON SCALCIA PIÙ (E NEMMENO EMILIO)

 Quel bizzarro nome di Uccello Scalciante apparteneva al personaggio di Balla Coi Lupi, lo sciamano dei Sioux, che gli era valso la candidatura all'Oscar, a lui come a Kevin Costner, che invece l'aveva anche vinto per quel film nel 1990.


Sto parlando di Graham Greene, l'attore omonimo dello scrittore inglese, il quale è morto a 73 anni. 
Attore canadese di origine nativa americana, era nato nella riserva delle sei nazioni di Brantford, in Ontario, e aveva iniziato a lavorare in teatro, al cinema e in tv negli anni Ottanta. 
Dopo il successo di Balla Coi Lupi era rimasto legato al ruolo del nativo americano in diversi film storici e western. 
Ovviamente non manca oggi anche l'addio ad Emilio Fede, mancato a 95 anni dopo essere stato giornalista nonché direttore e conduttore del Tg4, e, suo malgrado, anche protagonista del web


con tutti i meme che ha fatto nascere con quel suo atteggiamento un tantino arrogante verso i suoi sottoposti (Paolo Brosio ne sa qualcosa) e, al contrario, al limite del servile verso le alte sfere nell'epoca di Berlusconi (sarò anche canaglia, ma è così), pubblicando anche alcuni libri che se lo fa Bruno Vespa della diretta concorrenza perché non poteva farlo lui?
Addio anche a Joe Bugner, 75 anni e pugile britannico, ma anche attore in un paio di film con Bud Spencer 

(Lo Chiamavano Bulldozer e Uno Sceriffo Extraterrestre) e in uno con la coppia Spencer - Hill al completo, ovvero Io Sto Con Gli Ippopotami, fino al più recente che era Cinderella Man diretto da Ron Howard.
Come pugile Bugner era famoso per essere rimasto in piedi sul ring come Rocky sia contro Mohammed Alì che contro Joe Frazier. 
Addio Emilio, Graham e Joe. 

mercoledì 20 agosto 2025

AMICI MIEI: "CHE COS'È IL GENIO? È FANTASIA, INTUIZIONE, DECISIONE E VELOCITÀ D' ESECUZIONE"

 Nei giorni scorsi sulle testate web si è parlato di Amici Miei,


il capolavoro di Mario Monicelli, come se fossero caduti i suoi 50 anni riportando che fosse uscito il 15 agosto del 1975, ma per molti quella data non tornava poiché, come anche per sottoscritto, la mente andava a collocare il film in un periodo ben più freddo, perfettamente in tema con le immagini che vedevano incapottati i protagonisti.

E infatti nelle sale normali noi lo vedemmo nell'ottobre del 1975, mentre quella ferragostiana era stata un'anteprima dedicata alle sole arene estive che in realtà non erano moltissime. 
Anzi, per dirla tutta, la pellicola era stata ancora prima presentata il luglio precedente al Festival Di Taormina, dove qualcuno, viste certe scene, dialoghi e situazioni dal gusto un po' piccante, pensò di mettere al film un divieto ai minori di 14 anni. 
Cosa che a Monicelli diede fastidio, ma tutto sommato forse portò un po' di pubblicità in più per quella legge che il proibito è sempre più stuzzicante. 
E cosa di cui il film in realtà non aveva alcun bisogno perché ormai a mezzo secolo di distanza (senza divieti adesso) si è decretato che questo rimane uno dei capolavori del cinema italiano, e pellicola che nasce da un soggetto di Pietro Germi, il quale avrebbe anche dovuto dirigere il film, ma le sue condizioni di salute non lo permettevano, così passò la mano a Mario e infatti, se leggete i titoli di testa che passano mentre Philippe Noiret termina la sua nottata di lavoro alle sei del mattino in un'apertura per il momento triste con la voce narrante e doppiante di Renzo Montagnani, si legge "un film di Pietro Germi" e subito dopo "regia di Mario Monicelli" giusto per dare a Cesare (o a Pietro) quel che è di Cesare. 
Le zingarate, le supercazzole, gli schiaffi ai finestrini del treno (amplificati come nei film di Spencer & Hill), l'Italia di un tempo, tutto ciò fa di Amici Miei un capolavoro che, a distanza di anni, lo segui ancora anticipando le battute di Ugo Tognazzi, Adolfo Celi, Philippe Noiret, Gastone Moschin e Duilio Del Prete (sostituito nei sequel da Renzo Montagnani) come se fossi alla proiezione del ROCKY HORROR PICTURE SHOW.

Non parliamo invece dell'orrendo prequel firmato da Neri Parenti, che è meglio...
Una curiosità sul ruolo del conte Mascetti che stava a pennello addosso a TOGNAZZI, ma in realtà in un primo momento era stato proposto a MARCELLO MASTROIANNI che lo rifiutò come fece anche Raimondo Vianello, non per tale personaggio però. 
Insomma un film che è stato un vero colpo di genio e per spiegare cos'è il genio ho riportato nel titolo del post le parole del Perozzi che parla in voice over del Necchi e prese da Amici Miei nella micidiale scena del bimbo sul vasino. 
Si, questo è il genio! 

lunedì 24 marzo 2025

ANORA: CHIAMAMI IENA... NO, SCUSA... ANI

 Mentre nei giorni scorsi le supposizioni sul Santo Padre si facevano strada, ma finalmente Papa Francesco si è mostrato in pubblico fugando ogni dubbio, avevo detto che avrei parlato di Anora, fresco premio Oscar, ed eccolo qui a mostrarsi in pubblico anche il film di Sean Baker.


Principalmente lo si può dividere in tre parti fondamentali in cui nella prima si tromba e ci si "stona" fumando roba come se non ci fosse un domani. 
Nella seconda invece con la protagonista si grida e ci si mena che Bud & Terence levati (ed esce fuori la iena citata nel titolo del post).

Per finire con la terza parte dove sono di scena le lacrime in una storia che molti hanno paragonato a Pretty Woman, ma, fidatevi di una canaglia se vi dico che non è proprio così. 
Sopratutto perché non c'è quella patina pulita e perfetta (anche evidentemente finta) del film con la Roberts e Gere, ma piuttosto molta crudezza in tutte e tre le parti descritte sopra. 
Sicuramente è più realistico questo Anora anche se i tre "inviati speciali" risultano spesso ridicoli per le situazioni che loro stessi vanno a creare cercando di far annullare quel matrimonio fra Anora/Ani (la ragazza non vuole usare il suo vero nome) e Vanja, il ragazzo russo (francamente un po' pirlotto) di famiglia più che benestante che ha noleggiato la ragazza per una settimana e alla fine se l'è sposata a Las Vegas, ma probabilmente non credendoci fino in fondo dato che i matrimoni in quel del Nevada sono quasi sempre fatti così per fare.

Come tutto si risolva non lo racconto, ma un dubbio ce l'ho e ve lo espongo: davvero Anora meritava l'Oscar? 
Dubbio che l'anno scorso era stato sollevato da alcuni per POVERE CREATURE! dove anche lì le esperienze sessuali di Bella Baxter venivano mostrate nude e crude senza troppi veli (anzi forse più palesemente che qui), ma nel caso del film di Yorgos Lanthimos ogni scena diventava un tocco d'arte surreale, certo ritoccata digitalmente, però alla visione il tutto si mostrava come un quadro in movimento, per cui l'avevo apprezzato molto di più (beh, magari poi il regista si è mangiato la credibilità con lo sconclusionato Kind Of Kindness,

ma questa è un'altra storia). 
Comunque concludo dicendo che Anora non è un brutto film, ma di sicuro non piacerà a tutti. 

giovedì 6 febbraio 2025

GEORGE & MILDRED... E QUELLO CHE LI RIGUARDA

 Serie tv vintage e british questa George & Mildred, che è lo spinoff di Un Uomo In Casa, altra serie da non confondere con il remake americano Tre Cuori In Affitto con John Ritter (forse, di primo acchito, i più ricordano quella infatti) e anche qui due coinquiline, una bruna e una BIONDA.


George & Mildred erano i due anziani vicini di casa dei tre giovani conviventi sotto lo stesso tetto che, proprio per tale promiscuità, non erano ben visti dai due senior. 
Tanto fu il successo della sitcom inglese che vennero creati due spinoff, uno su Robin Trip (l'uomo in casa del trio) e l'altro sui due vicini che avevano anche la caratteristica di spostarsi con un sidecar. 
Succede di parlare oggi di queste serie tv poiché è mancato di recente Brian Murphy, ovvero il George di Mildred. 

Brian aveva 92 anni e voglio ricordarlo oggi con le SIGLE ORIGINALI delle serie che lo riguardano anche se nella prima delle DUE SIGLE loro due non compaiono.

Con queste immagini ho la certezza di sbloccare comunque qualche ricordo a parecchie persone. 
Purtroppo esiste anche una SIGLA ITALIANA brutta brutta brutta e dimenticabilissima, dato che è pure totalmente fuori luogo, cantata dal duo Gin & Tonic dove la ruvida voce maschile è quella di Bruno D'Andrea, cioè il cantante di NA-NO-NA-NO (MORK & MINDY, che pure quella era una serie spinoff). 

In quegli anni, per subdole strategie di marketing per vendere dischi, si usava fare così (dubito però che la canzone di George & Mildred abbia venduto qualche copia) ed era successo anche per SPAZIO 1999 nella seconda stagione dove nei titoli di coda si sentiva l'orrenda CANZONCINA (pure questa completamente fuori luogo) degli Oliver Onions,

(qui però nel video l'audio è stato montato sulla sigla di apertura) che poi non era altro che un riciclo di un'altra loro canzone precedente dal titolo MISS ROBOT e presa dalla colonna sonora che avevano composto per Pari E Dispari, uno dei tanti film con Bud & Terence,

mentre nel caso di Mork era andata decisamente meglio e difatti quella canzone tutti la conosciamo a memoria anche se ha pure quella il suo bel gusto trash.

Ma tanto lo sapete che qui, su questo blog il trash capita spesso e volentieri... 

lunedì 30 dicembre 2024

PIEDONE - UNO SBIRRO A NAPOLI

 Per un giorno prendo una pausa dal Natale ormai passato e mi dedico alla nuova serie su Sky dove si cavalca il mito di PIEDONE LO SBIRRO, quello originale di Bud Spencer, ma non si tratta di un remake, bensì di un sequel dove il protagonista è Vincenzo Palmieri (Salvatore Esposito, l'ex Gennaro Savastano di Gomorra) un ragazzo che il vice commissario Rizzo aveva prima tolto dalla strada dov'era un mezzo ladruncolo, per poi formarlo come poliziotto secondo i suoi metodi non sempre ben visti dai superiori.


Cliché questo ripreso poi spesso in malo modo da tanti altri personaggi nel cinema, ma Piedone rimane Piedone. 
Il vero Piedone/Bud lo sentiamo anche parlare in qualche flashback, ma in realtà è la voce di Glauco Onorato che lo doppiava nel film dal quale è stato preso l'audio originale (nei seguiti ci sarà invece la vera voce di Bud), mentre Fabio Balsamo dei The Jackal copre la quota comica che con Spencer invece era sostenuta da Enzo Cannavale. 
Quattro episodi dalla lunghezza quasi di un film ognuno, con la produzione di Giuseppe Pedersoli, cioè il figlio di Bud e con anche Carlo jr., il nipote che appare in uno di questi quattro.

Lo spirito è molto meno da sganassoni rispetto al film originale che prendeva a pesci (surgelati) in faccia i cattivi e che comunque in confronto ai suoi sequel virati più sul comico, aveva già di suo un'aria più seria quasi da poliziottesco vero condito dalle classiche scazzottate realizzate con stessi stuntmen che Bud malmenava nei film in coppia con Terence Hill.

Ecco, proprio quelle botte che magari da un Piedone ci si potevano aspettare invece qui sono molto molto limitate in favore di un aspetto più introverso e mirato ai rapporti umani, come quello che c'è fra Palmieri e la commissario Sonia Ascarelli con la quale il nuovo Piedone è costretto a collaborare. 
Apro una piccola parentesi in tema di botte perché nei giorni scorsi è mancato a 66 anni Rey Misterio Senior,

cioè lo zio dell'altro Rey Misterio che invece ne ha 50.
E, anche se con le botte non c'entra, devo per dovere ricordare che ieri è mancato anche l'ex presidente americano Jimmy Carter, nobel per la pace (ce ne fossero) e pure centenario, 

mentre invece mancava poco al secolo per Charles F. Dolan, fondatore di HBO (rimaniamo quindi in tema televisivo dato che nel post di oggi si parla di un prodotto Sky) e della prima tv via cavo statunitense, deceduto a 98 anni.

 
Chiusa parentesi, nonostante molte scene della serie siano state ridoppiate, la parlata rimane spesso con un accento napoletano stretto che nell'insieme fa perdere qualche parola, ma stranamente si capisce tutto lo stesso. 
E ancora addio a Rey e Jimmy. 

domenica 30 giugno 2024

CINERIZ E TITANUS, DUE GROSSI NOMI DEL CINEMA ITALIANO

 Cineriz e Titanus, questi due nomi di case cinematografiche legati al passato, per me ad un certo punto hanno cominciato ad indicare già in partenza che tipo di film sarebbe stato quello che proiettavano nel cinema che frequentavo perché la prima aveva in catalogo delle gran commedie all'italiana di Pozzetto, Villaggio, Milian, Celentano e molti altri, compresi alcuni titoli di Bud Spencer e Terence Hill (non tutti), con quella marcetta allegra che ti metteva già di buonumore ancora prima di vedere il film.


La seconda invece, che ha il primato di essere stata la prima casa di produzione italiana nata ben 120 anni fa, con quello scudo da peplum e la musica solenne da fiato alle trombe Turchetti, come diceva un famoso personaggio televisivo, presentava quasi sempre film di un certo spessore, con a volte qualche eccezione come con OK CONNERY, ovvero il fratello (veramente fratello) meno fortunato di James Bond di cui ho già parlato tempo fa, che se non si prendeva così seriamente magari funzionava anche, Porgi L'Altra Guancia con Bud & Terence, che della coppia non è fra i miei preferiti, e Fracchia Contro Dracula, un'altra incarnazione del comico genovese. 
Tale differenza di produzioni era anche una regola dei due cinema di seconda visione che c'erano tanti anni fa nel mio paese, dove uno proiettava in maggioranza film della Cineriz e della Disney, mentre quelli della Titanus erano sempre nell'altra sala, per cui forse c'erano proprio degli accordi nella distribuzione, non so, ma quello che so è che da sempre mi sarebbe piaciuto fare quel lavoro di gestore di una sala di proiezione. 
Allora però non avevo ancora notato questa differenza nelle distribuzioni, e infatti ero andato bello bello al cinema a vedere Detenuto In Attesa Di Giudizio

che, anche se non usciva per la Titanus, ma per la Fida Cinematografica, scoprirò invece a mie spese essere un'altra casa "seria". 
Infatti essendo il film con protagonista Alberto Sordi, per la regia di Nanni Loy, io pensavo fosse una delle sue solite commedie, mentre invece era decisamente un film drammatico, difatti veniva proiettato nel cinema legato ai film più seri. 
Da quella volta mi sono reso conto delle fondamentali differenze di marketing fra le case cinematografiche nostrane e anche le sale, e ho cominciato a soppesare meglio quello che andavo a vedere al cinema. 
Più avanti ci penserà Cecchi Gori a monopolizzare la commedia all'italiana con il suo marchio sempre presente, con la Cineriz che chiuderà i battenti nel 1993, mentre la Titanus invece è ancora in attività anche nel campo televisivo delle fiction.

martedì 23 aprile 2024

UN ALTRO "FRATELLO" ALLMAN CHE SE NE VA INSIEME AD UN QUASI TERENCE HILL

 Il southern country rock piange un altro elemento della The Allman Brothers Band poiché nei giorni scorsi è morto ad 80 anni Dickey Betts, chitarrista, voce e co-fondatore del gruppo con i veri fratelli Allman.


Di lui si ricorda in particolare RAMBLIN' MAN scritta e cantata con loro nel 1972, singolo di successo della Allman Brothers Band entrato nella top 10 e ultima canzone con il bassista Berry Oakley scomparso poco dopo nello stesso anno. 
La canzone ha avuto un ruolo importante nella loro discografia perché aveva segnato anche un cambio stilistico nella band che passava da un rock blues jazzato ad un country rock dal gusto pop che si offriva meglio ad un grande pubblico. 
Una curiosità su Ramblin' Man è che era stata scritta ed eseguita in Sol, ma durante il mastering, non si sa se volutamente o per qualche errore tecnico, la traccia è stata accelerata e siccome all'epoca il digitale non esisteva, anche la tonalità del brano si è alzata ed è diventata un La bemolle. 
Tale trucchetto in realtà veniva usato spesso da artisti (anche italiani, certo) per rendere più acute le proprie voci (certe canzoni dei Pooh come QUESTA,per esempio, per quanto senza dubbio bravi siano, mi hanno sempre lasciato qualche dubbio),

il che era efficace il sala di registrazione, ma anche abbastanza inutile perché poi alla resa dei conti live i nodi arrivavano al pettine. 
Nel caso di Dickey comunque il brano dal vivo veniva sempre eseguito nella tonalità di Sol come era stato scritto senza perdere nulla della sua bellezza, anche perché più comodo da suonare sulla chitarra piuttosto che farlo in La bemolle. 
Da ricordare che nella band aveva militato anche il talentuoso pianista Chuck Leavell che di recente avevamo visto al fianco di David Gilmour nel suo RITORNO A POMPEI
Anche il cinema perde un nome in quello di Antonio Cantafora, anche lui ottantenne, ma crotonese, e meglio conosciuto negli anni 70 con lo pseudonimo di Michael Coby in coppia con Paul Smith, e come tale possiamo ricordarlo intento a fare i film di Bud Spencer & Terence Hill TAROCCATI dove erano doppiati entrambi dalle stesse voci degli originali, ovvero Pino Locchi e Glauco Onorato.

Antonio era ovviamente il sosia di Terence Hill, ma in seguito si è dedicato al ruolo di caratterista per registi come F
ellini, Skolimowski, Barreto, Lattuada e Bolognini, e in tempi più recenti ha fatto parte del cast di diverse fiction tv tra cui Elisa di Rivombrosa nel 2003-2004. 
Addio Antonio (Michael) e Dickey. 

lunedì 4 settembre 2023

FIDANZATA IN AFFITTO: GIUSTO PER PASSARE IL TEMPO

 Film leggero senza infamia e senza lode questo Fidanzata In Affitto con una Jennifer Lawrence che prova a spacciarsi per 25enne con lo scopo di avere una macchina dopo che la sua le è stata pignorata, per cui non può più lavorare come autista Uber.


Per avere tale veicolo (che forse ho capito male io, ma mi è parso che venisse chiamato un po' Tesla e un po' Bentley) dovrà svezzare un rampollo molto timido e schivo con tutte le conseguenze del caso. 
Dal trailer montato ad hoc pare una cosa del tipo American Pie, mentre invece alla visione le cose sono un po' diverse, ma comunque si sorride.


Degne di nota la scena alla festa dove tutti si appartano, ma con gli occhi sui cellulari invece di fare "cose", e quella notturna sulla spiaggia dove la Lawrence completamente nuda tira una compilation di sganassoni degni di Bud Spencer & Terence Hill & VanDamme messi insieme, a dei ragazzi che stavano per rubare i vestiti suoi e del bamboccio con cui stava facendo il bagno.


Menzione speciale per il gradito ritorno di Natalie Morales che avevo perso di vista dopo la serie THE MIDDLEMAN, carina perché una sorta di Men In Black e ispirata anche quella ad un fumetto, ma forse non ne era stata compresa l'ironia ed è stata cancellata dopo una sola breve stagione. 
Meno speciale invece Matthew Broderick particolarmente imbalsamato che pare finito sul set per caso come tanti attori ormai fanno, giusto per ricevere un assegno e via.

Eh... Bei tempi (andati) quelli di WARGAMES - GIOCHI DI GUERRA, film diretto da John Badham che il prossimo 28 ottobre compirà 40 anni. 

domenica 2 luglio 2023

IL GATTOPARDO: A QUEI TEMPI NON SI DISCUTEVA ANCORA SE ERA MEGLIO IL LIBRO O IL FILM

 Ci sono dei film vintage che, non te lo aspetteresti mai, ma fanno parte di me ed uno di questi è Il Gattopardo, pellicola che quest'anno compie ben 60 anni essendo del 1963 (precisamente usciva il 28 di marzo), diretto da Luchino Visconti, tratto dall'omonimo romanzo di G. Tomasi di Lampedusa che mi era stato dato da leggere come compito delle vacanze quando andavo alle medie (ecco spiegato il mio legame), ed è considerato, a ragione, uno dei capolavori del cinema italiano ed internazionale.

Il film, che ho poi recuperato in tempi più recenti e di cui è in arrivo un remake di Netflix ad episodi (mah...) con Kim Rossi Stuart, racconta la storia del principe Don Fabrizio Corbera di Salina, un nobile siciliano che vive durante il periodo del Risorgimento italiano, quando il Regno delle Due Sicilie viene soppresso e l'Italia viene unificata.


Don Fabrizio è inizialmente scettico nei confronti dei cambiamenti politici e sociali che stanno avvenendo, ma capisce che è necessario adattarsi ai nuovi tempi e accettare il cambiamento, e da qui arriva la frase famosa del film, cioè "se vogliamo che tutto rimanga com'è bisogna che tutto cambi", ovvero è la fine di un'epoca e la fine della nobiltà siciliana, che viene soppiantata da una nuova classe borghese.

La pellicola ha vinto la Palma d'oro al Festival di Cannes nel 1963 e, come spesso accade, la scelta del cast fu molto controversa poiché Visconti voleva inizialmente l'attore francese Jean Marais (FANTOMAS) per il ruolo del principe Salina, ma la produzione insisteva per avere un attore italiano, e infatti alla fine fu scelto... Burt Lancaster, cioè il terzo che gode fra i due litiganti e che di siciliano non ha nulla, ma il doppiaggio di Corrado Gaipa (che voce mitica) farà il resto.

Anche la scelta di Alain Delon per il ruolo di Tancredi creò polemiche, poiché l'attore, per quanto fosse palesemente bello, non aveva ancora dimostrato le sue capacità recitative e tale situazione a me ricorda come era visto Al Pacino sul set de Il Padrino, vicenda raccontata in THE OFFER.

È un film girato interamente in Sicilia, tra Palermo e Catania anche con parecchie difficoltà logistiche per la produzione, molto costoso per l'epoca, con un budget di 500 milioni di lire e, fra le scene da ricordare, c'è sicuramente quella della festa al palazzo del principe Salina con la splendida Claudia Cardinale, e scena in cui, per realizzarla, Visconti impiegò 150 comparse, 50 ballerini e 20 musicisti, mentre è famoso il cameo (poco più di una comparsata) dell'allora poco conosciuto Mario Girotti che più avanti diventerà Terence Hill.

In chiusura voglio ricordare anche la scomparsa di Alan Arkin a 89 anni, che iniziava la sua carriera cinematografica poco prima dell'uscita di questo film interpretando nel 1968 pure un Ispettore Closeau apocrifo ne L'Infallibile Ispettore Closeau? (a volte scritto senza il punto interrogativo), cioè senza la regia di Blake Edwards e le musiche di Henry Mancini, dopo che Peter Sellers lo aveva già impersonato nel 1963.

Alan dopo molti ruoli comici aveva pure dimostrato di avere anche talento drammatico in pellicole di tutt'altro genere, tornando poi alla ribalta dopo tanto tempo in Edward Mani Di Forbice. 
Personalmente lo ricordo anche in Io E Marley, Little Miss Sunshine, AGENTE SMART CASINO TOTALE e L'INCREDIBILE BURT WONDERSTONE.

Goodbye Alan. 
 

domenica 17 luglio 2022

WANTED (SE BUSCA): NON È MORRICONE, MA LO SEMBRA

 E gira gira il Western (passione che era del mio papà) e Trinità ogni tanto tornano su queste pagine web che partono già con la presentazione del mio profilo avente un occhio di riguardo per Bud & Terence, dato che anche stavolta si parla di un disco molto simile a quel sound ma non c'entrano né ANNIBALE GIANNARELLI, né Alessandro Alessandroni, il fischiatore ufficiale di Ennio Morricone, che è fra gli intervistati in ENNIO, il bel documentario di Tornatore, anche se il titolo è WANTED e si rifà direttamente a quei suoni western che ci presentavano Terence Hill mentre dormiva sulla branda trascinata dal suo quadrupede.

L'intestatario della canzone qui è Doogy Degli Armonium, dove gli Armonium erano il gruppo che accompagnava Pupo nelle sue prime esibizioni e sarà grazie a lui, piccolo, ma powerful, che otterranno un vero contratto con una casa discografica. 
Qui il 45 giri è solo musica e fischio con quell'andamento che ti evoca immediatamente cavalli e panorami del vecchio, selvaggio ovest a stelle e strisce, e l'avrete sentita già sicuramente da qualche parte, mentre personalmente io l'avevo conosciuta su Radio MonteCarlo ai tempi di Awanagana (che tempi!). 
Editata anche all'estero con il titolo Se Busca, ci sta da ascoltare magari spaparanzati sotto il sole rovente di quest'estate, sole come quello del selvaggio ovest, sentendoti così esattamente come Trinità,

finché non riapri gli occhi e ti accorgi che sei soltanto sul lettino della spiaggia. 

giovedì 14 luglio 2022

ADDIO ALL' AUTORE DELLA COLONNA SONORA PIÙ FAMOSA DEL MONDO, E A MR. CONTROMANI

 Se n'è andato il creatore del celeberrimo tema di 007, cioè Monty Norman (che nella foto pare Jack Black), e aveva 94 anni, anche se i più associano la musica di James Bond a John Barry che invece curava il resto della colonna sonora dei film.


Il fatto è che Barry in effetti venne chiamato a lavorare proprio su quel brano ad insaputa del musicista, dopo che Cubby Broccoli glielo commissionó per Licenza Di Uccidere, ma il produttore, non del tutto soddisfatto del risultato finale, lo diede in mano appunto a John Barry per migliorarlo e farlo arrivare alla FORMA DEFINITIVA che tutti conosciamo e abbiamo sentito in ognuno dei 25 film della saga.

Per questo motivo Norman intraprese un'azione legale proprio per far valere i suoi diritti che gli vennero riconosciuti e da allora risultano entrambi come autori del motivo strumentale. 
Monty, il famoso tema, in realtà non l'aveva inventato da zero, ma aveva attinto da una sua vecchia composizione dal mood indiano dal titolo BAD SIGN, GOOD SIGN


che faceva parte di un vecchio musical e ascoltandola si sente al suo interno l'embrione di quella che diventerà una delle colonne sonore più famose del mondo (se non la più famosa in assoluto). 
E con questo, chissà se ho ulteriormente soddisfatto la curiosità di una gentile lettrice e BLOGGER che so essere grande fan di 007?
Un altro addio di cuore va a Tony Binarelli,

illusionista che, oltre a presentare i classici trucchi dei maghi come il collega Silvan, era specializzato con le carte e, proprio per questo, era stato anche controfigura di un sacco di attori, come Terence Hill, quando in una scena li vedevamo seduti ad un tavolo da gioco fare certi giochetti che stupivano i presenti con la camera che inquadrava solo le mani, guadagnandosi appunto il soprannome di Mr. Contromani. 
Aveva 81 anni ed era malato da tempo. 
Goodbye Monty & Tony. 

CON QUELLA FACCIA UN PÒ COSÌ

 Ma sarà un effetto ottico o sono tracce di vita extraterrestre? Questo si domandavano in milioni tra spettatori e lettori di fronte alla f...