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venerdì 2 maggio 2025

LA GATTA SUL TETTO CHE SCOTTA (E DINTORNI)

 La Gatta Sul Tetto Che Scotta, famoso film con Paul Newman ed Elizabeth Taylor,


in origine era stato concepito per essere girato in bianco e nero, ma poi venne scelto il colore dato che c'erano quelle due star dagli occhi così caratteristici: azzurrissimi quelli di Paul e di un raro viola per Liz. 
Fascino indiscusso delle star di un tempo, tant'è che le due versioni per la tv girate successivamente non ebbero lo stesso successo del film diretto da Richard Brooks, nonostante quella del 1976 avesse nel cast, oltre a Robert Wagner e Natalie Wood, quel pezzo da 90 di Sir Laurence Olivier, e quella del 1985 invece fosse interpretata da Tommy Lee Jones e Jessica Lange. Tuttavia quest'ultimo remake manteneva più fedeltà all'opera originale del drammaturgo Tennessee Williams dove si parlava della presunta omosessualità del protagonista maschile (cosa completamente censurata nella versione con Paul Newman). 
Anche Gorgia, presente anche lei ieri al CONCERTONE, ha fatto nel 2004 un omaggio musicale al titolo di questo film con il singolo LA GATTA (SUL TETTO), ma solo al titolo poiché nel videoclip invece appare più come una Catwoman stile Michelle Pfeiffer e viene introdotta da un presentatore molto speciale che i tifosi del calcio dovrebbero conoscere molto bene.

Tornando invece al punto di partenza del post di oggi, questo film capita qui dalle mie parti in questo giorno proprio perché l'opera teatrale originale faceva vincere il premio Pulitzer a Tennessee Williams nel lontano 2 maggio del 1955, riconoscimento tra l'altro già ricevuto in precedenza per Un Tram Che Si Chiama Desiderio che verrà poi trasposto in film con protagonista Marlon Brando, giusto per rimanere in tema di nomi colossali del mondo del cinema. 
Piccola curiosità in chiusura che riguarda quest'ultimo film con Marlon Brando dove ancora il sottotesto omosessuale veniva omesso, è che uno spezzone audio è stato utilizzato da Luciano Ligabue nella breve introduzione del suo terzo singolo MARLON BRANDO È SEMPRE LUI dove si sente l'attore (nel doppiaggio italiano d'epoca) gridare "Hey Stella!!!".

Questo perché il rocker emiliano ha sempre avuto la passione del cinema e lo dimostrerà in seguito con due film, uno bellissimo e L'ALTRO pessimo. 

venerdì 4 ottobre 2024

THE PENGUIN (FORSE È MEGLIO SE È TATTICO NUCLEARE)

 Abbiamo un grosso problema con The Penguin, la nuova serie spinoff di THE BATMAN, il film con Robert Pattinson nella parte dell'uomo pipistrello.


Vale a dire che il Pinguino che vediamo qui non è il Pinguino che dovrebbe essere o che ci si aspetta. 
Da quando Nolan ha preso in mano la saga del Cavaliere Oscuro, c'è stato un continuo cercare di rendere reale tutto quello che circondava l'eroe dark dei fumetti cercando di far dimenticare quella serie tv multicolor degli anni 60 così simile ad un cartone animato di Hanna & Barbera che, in effetti, si distaccava parecchio dall'odierna rappresentazione grafica del vendicatore alato della DC. 

E allora vai con tanto nero, colori cupi, pesantezza, e queste cose già si sentivano nel film dello scorso anno. 
Qui siamo invece arrivati davvero a toccare il top del realismo a tutti i costi e Gotham adesso è una metropoli come tante con criminali come tanti. 
Anzi, Oswald Cobblepot (che si fa chiamare Oz) è uno come tanti perché ha pure un'origine completamente diversa, cioè non è più quel figlio deforme rifiutato dai suoi aristocratici genitori, ma è un gangster sfregiato,

sovrappeso, più simile a Tony Soprano che al personaggio che invece Danny DeVito aveva portato in scena in Batman Returns grazie a Tim Burton che già virava sul dark, ma con tanta fantasia bizzarra (pure fetish, diciamolo), e dove Michael Keaton si divideva la scena con Christopher Walken ed una indimenticabile e insuperabile (come il tonno, ma meglio) Michelle Pfeiffer.

Ecco, il problema è che la serie, se si fosse intitolata in un altro modo, magari poteva anche funzionare, ma se vuoi collegarla a tutti i costi con Batman (che tra l'altro viene nominato di striscio solo due o tre volte) allora non ci siamo. 
Sembra quando, dopo il successo di Alvaro Vitali con il personaggio di Pierino, i distributori tirarono fuori un film che era già lì pronto dove Pierino non c'entrava nulla ma nel titolo misero lo stesso nome di Pierino al personaggio solo perché c'era Alvaro protagonista.

Certo possiamo apprezzare lo sforzo di Colin Farrell sotto il pesante makeup per interpretare un personaggio completamente diverso da com'è lui in realtà, ma anche quella parlata che gli dà (in originale e anche nel doppiaggio di Fabio Boccanera, fratello della Laura che ha prestato spesso la sua voce alla BELLUCCI) contribuisce a distaccare il personaggio dalle intenzioni originali.


Potrei anche apprezzare personalmente il fatto che nel cast c'è Cristin Milioti (l'adoro), ma peccato che questo non basti per cambiare le carte in tavola. 
E a questo punto, con tutto il rispetto per Burton e Nolan, penso che mi sta mancando davvero tanto JOEL SCHUMACHER con i SUOI Batman, che invece quella vintaggia serie tv l'adorava... 

lunedì 12 dicembre 2022

MERCOLEDÌ (ANCHE SE È LUNEDÌ)

 Sarò scemo eh? Dico per il titolo del post. Lo so, non cambio mai. E Tim Burton com'è? È cambiato? No nemmeno Tim è cambiato, ma è solo che dopo essersi divertito a vestire di latex Michelle Pfeiffer e Johnny Depp, e a decapitare Christopher Walken, non si è fatto nemmeno problemi a gonfiare la capoccia di sua moglie (all'epoca) Helena Bonham Carter, perché a Tim in qualche modo riesce sempre di farsi dare carta bianca e alla fine lavora come gli pare, tenendo al fianco il fido Danny Elfman a musicare sul momento ciò che egli traduce in immagini.


E che Burton inoltre finisse prima o poi nel mondo della Famiglia Addams, anche se coadiuvato dal team di Smallville, non dovrebbe essere una cosa così sorprendente, vista le "verve" gotica che ha sempre contraddistinto il nostro bizzarro regista. 
La sorpresa piuttosto è stata vedere la giovane Mercoledì finire in una scuola che ricorda tanto, ma tanto, forse troppo Hogwarts mixata un po' con l'istituto di Charles Xavier per giovani dotati di superpoteri.

Ma in effetti Tim in una situazione del genere ci era già passato qualche anno fa con Miss Peregrine. 
Solo che ora stiamo parlando degli Addams, cioè personaggi culto e freak che, secondo il suo autore, vivono in un mondo di gente normale (che poi sia invece gente più mostruosa di loro, questo è un altro discorso). 
Nella Nevermore Academy (che ha un suo vero e proprio sito di cui posto il LINK) invece sono tutti freak come alla MONSTER HIGH, di cui ho parlato tempo fa sotto Halloween (ma qui, per fortuna va un bel po' meglio), con caratteristiche diverse fra licantropi, sirene, vampiri eccetera, e Mercoledì quindi non è più l'unica weirdo come nei precedenti episodi della Famiglia Addams. 
Amalgamata in tale contesto era inevitabile che la ragazzina in questa versione perdesse un po' della sua originalità e da ribelle goth si trasforma in detective per risolvere un mistero che ha già mietuto diverse vittime nella zona. 
Tim, che dirige quattro episodi su otto (e la differenza secondo me si nota), mette comunque ancora una volta il suo tocco con piccoli particolari disseminati qui e là tipo le divise per la gara di canoa a cui partecipa anche Mercoledì in perfetta tenuta da catwoman ispirata chiaramente a quella del secondo Batman da lui diretto.


E, al contrario di quanto ci si potrebbe aspettare dai funerei Addams, le immagini sono una valanga di luci e colori come in BEETLEJUICE (sempre in particolare negli episodi diretti da Tim) che finalmente mi hanno ristorato dopo la vitaccia che ho fatto per seguire 1899
Piccola, ma fondamentale, ciliegina sulla torta è Christina Ricci che paludata in cotal guisa è dura da riconoscere, ma fa un po' da citazione, da trait d'union con i due film da lei interpretati nel ruolo di Mercoledì.

Lo so che molti sostengono di essere rimasti schifati da questa rilettura degli Addams con Catherine Zeta Jones negli attillati e scollati panni di Morticia (che però, ammettiamolo, è un gran bel vedere)

e la protagonista Jenna Ortega che, se non fosse per Mano che la assiste nelle sue peripezie, potrebbe essere una qualunque teenager emo-goth che adora la filmografia di Tim Burton tipo BEETLEJUICE o La Sposa Cadavere, con la sola differenza che non sbatte mai le palpebre (lo avete notato?), ma, algoritmi a parte, nel prodotto si vede un grande lavoro di modernizzazione per portare in un contesto contemporaneo, fra computer e cellulari, dei personaggi che, se presi come erano stati ideati, forse sarebbero stati fin troppo vintaggi e su quella versione ormai si era già detto praticamente tutto il possibile, fra fumetti, cartoni, serie tv, film con sequel, prequel e remake. 
Un restyling che, come abbiamo visto con Little Nemo e SLUMBERLAND, se viene fatto con un certo criterio funziona molto bene.
(no, il gatto non c'entra, però mi faceva troppo ridere 😂😂😂) 
Per tutto questo ora lo so che mi troverò ancora una volta ad andare controcorrente, però tutto sommato mi sono divertito con questa nuova Mercoledì che ha le visioni, mena come una kickass (con contributo di stuntwoman) e si rilassa suonando i Rolling Stones (e non solo) con il violoncello.
Adesso scusate, ma mi pare che qualcuno abbia... 
"Chiamato?"

martedì 10 maggio 2022

THE BATMAN: INDOVINA INDOVINELLO, CHI HA PAURA DEL PIPISTRELLO?

 Il titolo è The Batman, cioè IL Batman, quello numero uno e sta ad indicare che tutti gli altri son nessuno, che siano di Burton, Schumacher, Nolan o Snyder, e persino quello della serie tv con la calzamaglia grigia e un pochino di pancetta deve stare dietro a questo, perché questo è il IL Batman.


Così almeno pare decretato dall'intenzione di un tale titolo con un nuovo Bruce Wayne che stavolta ha le fattezze di Robert Pattinson, un po' come James Bond che cambia faccia ogni tot film e non ci facciamo più caso. 
IL Batman invece oltre alla faccia ha passato diverse incarnazioni con idee registiche diverse e a volte controverse, come nel caso dei DUE FILM di Joel Schumacher, perculati a più non posso, ma che a me, che son Bastian contrario, però son piaciuti lo stesso (la frase nel titolo del post era proprio una battuta di Jim Carrey). 
Con quest'ultima versione per fortuna ci siamo evitati cose tipo un pessimo Jared Leto Joker, ma chissà se un eventuale seguito potrebbe introdurre LA VERSIONE di Joaquin Phoenix, il quale però si muoveva in una città molto diversa da questa, dato che qui si torna ad una Gotham City decisamente più Goth(am). 
Città con i classici villains che hanno si, maschere e costumi fuori dall'ordinario, che potrebbero però anche essere plausibili in una realtà del 2022 dove tanti matti sono in giro a piede libero (e pure senza maschera). 
IL Batman qui però sta più a fare l'investigatore impegnato com'è a risolvere gli indovinelli che l'Enigmista gli propone (niente tutine verdi coi punti interrogativi però) piuttosto che il supereroe, che comunque tanto lo sappiamo che Bruce Wayne

non ha alcun superpotere se non quello (non da poco) di essere miliardario, il che ti consente tante cose che un tizio qualunque con uno stipendio medio non potrebbe mai permettersi. 
Pattinson da vampiro a pipistrello resta a suo agio nel mood dark specie con il trucco colato,

ma non mi convince del tutto e lo avevo GIÀ DETTO tempo fa, mentre i comprimari villains sono pure ben studiati, con una menzione particolare per Zoe Kravitz, cioè Selina Kyle/Catwoman che in questa versione è più collaboratrice che nemica, felina quanto basta, ma mai e poi mai icona quanto lo è diventata Michelle Pfeiffer.

Funziona? 
Oddio, 3 ore di film non son poche e dato che la soglia dell'attenzione per uno spettatore medio ne dura circa 2, arrivare alla fine non è molto facile (Gerry Scotti direbbe una frase perfetta alla bisogna: "Prenditi tutto il tempo che vuoi"), ma ci si arriva piano piano... 
Ehm... molto piano.

mercoledì 2 dicembre 2020

CAT'S EYE: O - O - O - OCCHI DI GATTO IN LIVE ACTION

 I giapponesi hanno cominciato a realizzare le versioni live action dei famosi anime molto prima che la Disney fosse presa dalla stessa mania (un po' autodistruttiva nel caso del Topo per la verità). Nel caso dei nostri amici orientali le cose sono sempre state un po' altalenanti in quanto certe trasposizioni live action diventavano delle cose talmente trash che morivi dal ridere al solo vedere i personaggi.


E dato che in questi giorni ne avevo parlato dalle parti di MIKI MOZ commentando un suo post, perché non dedicare un post a questo Occhi Di Gatto del 1997 in versione live action? Beh con le tre sorelle gatte ladre le cose sono andate un pochino meglio dato che si è lasciato da parte il voler a tutti i costi replicare le immagini a cartoni animati, lasciando invece spazio ad un nuovo look dei personaggi che, diciamolo chiaramente, devono un sacco all' altra gatta più famosa portata in scena da Michelle Pfeiffer in Batman Returns.

Il look infatti è quello con un po' di gusto da cosplayer fetish, come si vedeva nei bei tempi andati tipo al Lucca Comics, che dà un tocco più personale, anche se è abbastanza improbabile che nella realtà delle ladre adottino un tale abbigliamento per "passare inosservate".



Poi la storia è fondamentalmente quella, per cui si sa cosa ci si deve aspettare, tanto più che il prodotto è stato realizzato per la tv e non per il cinema. E si vede, ma è comunque molto carino da vedere (e molto carine loro, diciamocelo). E... no, la sigla di Cristina D'Avena non c'è...

60 ANNI DI UN ALBUM STORICO: HIGHWAY 61 REVISITED DI BOB DYLAN

 Sabato d'autore oggi poiché cade esattamente il sessantesimo anniversario dello storico disco di Bob Dylan dal titolo Highway 61 Revisi...