sabato 31 gennaio 2026

BRUCE GIRA ANCORA PER LE STRADE, MA NON PIÙ A PHILADELPHIA

 Bruce Springsteen è tornato, e non solo nel bel FILM a lui dedicato.


È tornato perché quello che è successo di recente a Minneapolis non gli va giù per niente e quando un rocker come lui deve dire qualcosa, la dice cantando, certo schierandosi così anche politicamente, ma chi l'ha detto che un artista non può farlo? 
E quindi lo scorso sabato Bruce ha scritto questa canzone, le ha dato il titolo di STREETS OF MINNEAPOLIS (quasi come un riferimento ad un suo vecchio brano famosissimo), domenica l'ha registrata è lunedì l'ha pubblicata a tempo di record

in risposta al terrore di Stato che si sta abbattendo su quella città che una volta era conosciuta più che altro per essere il luogo natìo di Prince. 
Nel testo il Boss parla dell'esercito di King Trump, ovvero il corpo di polizia ICE, e non le manda a dire con un mood che pare tornato lo Springsteen di The River, ma con un pò più di Bob Dylan dentro, mostrando sempre una bella grinta nonostante abbia ormai l'età di 76 anni. 
Si, sarò anche una canaglia, ma quello che sta succedendo nel mondo anche per causa di quello lì che porta lo stesso nome di Paperino,

non mi può lasciare indifferente seppure la politica non sia esattamente il mio piatto forte. 
Ma forse a questo punto non si tratta più di di politica, bensì di sopravvivenza contro una piaga che potremmo definire come "delirio di onnipotenza". 
Per questo la canzone, anche se è tutt'altro che allegra e spensierata, l'ho scelta oggi come sola rappresentante della musica del sabato sul mio blog. 

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Tengo sempre pronto il blaster.

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