domenica 19 aprile 2026

IL MATRIMONIO DEL SECOLO

 In effetti in seguito ce ne saranno altri di matrimoni eclatanti, ma allora, quello che la Metro Goldwyn-Mayer trasmise in diretta il 19 aprile del 1956 sui suoi canali tv,


fu davvero un evento poiché l'attrice hollywoodiana Grace Kelly, che era stata diretta da Hitchcock in La Finestra Sul Cortile e Caccia Al Ladro, diventava moglie del Principe Ranieri III di Monaco. 
La cerimonia mandata in onda era quella religiosa, mentre quella civile si era tenuta il giorno prima.

Grace, bellissima senza alcun dubbio, era già prima di diventare principessa un'icona di stile, e in tempi molto più recenti il cantante libanese Mika l'ha messa come TITOLO della sua canzone più famosa in cui ironizzava sui discografici che impongono agli artisti look e comportamenti.

Cosa che era capitata personalmente a Mika ad inizio carriera e infatti nel testo della canzone si dipinge come un cantante che prova ad ispirarsi prima a Grace e poi a Freddie Mercury per cercare di compiacere quelle famose case discografiche. 
Discorso che già nel 1973 era stato messo in canzone da Enzo Jannacci e Cochi & Renato in CANZONE INTELLIGENTE,

che molti ora conoscono come spot dell'Eurospin, e nella quale dicevano che "la casa discografica vestiva il cantante come un deficiente per sbatterlo sul mercato", ed è da non dimenticare anche IL GATTO E LA VOLPE di Edoardo Bennato

rivolta in particolar modo ai manager che spesso si rivelano avidi e si intascano più denaro dei cantanti da loro protetti. 
Difatti era con questo ARGOMENTO che Freddie Mercury apriva il capolavoro dei Queen del 1975 A Night At The Opera.

Insomma... Storie di tutti i giorni... che mi portano a divagazioni apparentemente senza senso, ma tutto sommato un senso lo dovrebbero avere. 
Perlomeno nella mia testa. 

sabato 18 aprile 2026

GLI ANNI 80 MUSICALI FRA IRLANDA E CANADA

 L'Irlanda e i Clannad erano due cose che finivano spesso per collegarsi l'una con l'altra nei discorsi musicali finché non si sono sciolti nel 2024.


Comunque poi erano sporadicamente tornati in occasione di un paio di eventi speciali di cui uno era stata la celebrazione della serie tv Robin Of Sherwood (in Italia rinominata solo Robin Hood) della quale la band irlandese aveva curato la COLONNA SONORA
Purtroppo nei giorni scorsi è mancata Moya Brennan, 73 anni, sorella della nota solista Enya e voce, nonché arpista, della band che in passato aveva avuto come ospite anche Bono Vox degli U2 in questo MERAVIGLIOSO BRANO.

Dal Canada invece arrivava Alain Lefebvre il cui nome d'arte era Al Gunn, bassista turnista che ha fatto parte dei Men Without Hats fra il 1984 e il 1986, ben noti anche in Italia per la loro hit del 1982 SAFETY DANCE dove però il sound era dominato dai synth, e sono canadesi pure loro come Al, non fatevi ingannare dal videoclip girato invece nelle campagne inglesi.

Versione su disco molto bella che faceva ballare come dei pazzi mentre dal vivo l'esecuzione era decisamente più "disordinata". 
Al era entrato nella band in occasione del LIVE HATS TOUR, un periodo in cui il leader Ivan Doroschuk voleva riportare sul palco e nei dischi un sound più rock con chitarre in evidenza dato che erano nati in origine come band punk, cosa che creò un certo attrito con la casa discografica che invece li aveva messi sotto contratto proprio per il synthpop tipico degli anni 80.

Per finire torniamo in Irlanda e diamo l'addio a Patrick Campbell-Lyons, 82 anni e componente fondatore dei Nirvana, ma quelli nati negli anni 60, non la band grunge di Seattle. 
Questi Nirvana producevano un pop psichedelico/sinfonico e il loro disco di debutto era questo THE STORY OF SIMON SIMOPATH del quale potete ascoltare l'intero lato A. 

Il lato B, su YouTube poi dovrebbe arrivare di conseguenza con i consigli della piattaforma.
Siccome poi questi Nirvana, nati come duo che si circondava di moltissimi turnisti, erano ancora in attività negli anni 90, c'erano state inizialmente delle noie per Kurt Cobain & co. per utilizzare tale nome, ma poi non se ne fece nulla.
Patrick è quello nella foto con la giacca chiara all'epoca del disco. 

Goodbye Moya, Al & Patrick. 

venerdì 17 aprile 2026

THE EQUALIZER (MA A VOLTE È SEMPLICEMENTE IL DESTINO CHE FA DA VENDICATORE)

 Tra le tante saghe cinematografiche, solo di recente ho iniziato a scoprire quella di The Equalizer


grazie ai primi due film diretti da Antoine Fuqua e con Denzel Washington che, nonostante un'età non da ragazzo (all'epoca del primo film era già intorno ai 60 anni, ma forse ne dimostrava anche di più), essendo il suo personaggio un agente della C.I.A. in pensione, mena e spara come se non ci fosse un domani per sistemare certi torti che vede e che proprio non gli vanno giù. 
Torti che non vengono fatti a lui, ma a persone che purtroppo non sono in condizioni di poter controbattere e così serve qualcuno che lo faccia (lui appunto).

Sarebbe bello se davvero ci fosse un personaggio così anche nella realtà e invece ogni giorno si sentono cose che ti fanno salire su un nervoso che non ti dico anche nel fare la coda per qualcosa o nelle più semplici questioni condominiali come i parcheggi e i rumori molesti. 
Ammetto che una volta mi giravano di più le balle, mentre ultimamente ho seguito la filosofia per la quale il tempo molto spesso sistema da solo le cose. 
E devo dire che a volte è successo, e certe persone, che vivono chiaramente male la loro vita da misantropi peggio del famoso Scrooge di Dickens, hanno ricevuto la punizione che meritavano (in genere gravi questioni di salute), forse per la storia del karma che se fai cose cattive poi ti si ritorce contro, o semplicemente perché, coltivando dentro di sé solo cattiveria, il proprio corpo alla fine reagisce così. 
Vivere in armonia è molto meglio. 

giovedì 16 aprile 2026

NOLAN E PLEASENCE: ADDII NEL CINEMA

 Oggi, per non perdere l'abitudine, purtroppo devo segnalare che è morto pochi giorni fa John Nolan, zio di Christopher e Jonathan.


L'attore, come protagonista principale, aveva recitato in Terror, film horror/slasher (ma non ancora nel trend teen) del 1978 e che in Italia era stato distribuito con il titolo Delirium House-La Casa Del Delirio, pellicola che sembrava prendere ispirazione dal SUSPIRIA di Dario Argento, ma forse anche perché la sceneggiatura originale era stata rimaneggiata più volte da persone diverse.

Curiosamente sarà in seguito Dario a rifare in Inferno una scena di morte molto simile ad una contenuta nel film Terror. 
John attualmente aveva 87 anni e in tempi più recenti era noto per aver interpretato uno dei personaggi della serie tv Person Of Interest del nipote Jonathan. 
Ha fatto poi anche un'apparizione in Batman Begins di Christopher. 
Si continua con i cognomi famosi come quello di Angela Pleasence,

figlia di Donald (insieme in una foto di molto tempo fa), anche lei attrice passata come moltissimi per la soap-opera CORONATION STREET, e che se n'è andata ad 84 anni con una carriera, nonostante il cognome, meno di spicco rispetto a quella del padre che invece ricordiamo in moltissime pellicole come anche ...Altrimenti Ci Arrabbiamo, naturalmente l'originale con Spencer & Hill. 
È morto a 95 anni invece Mario Adorf,

attore svizzero che ha recitato in decine di film polizieschi/gialli italiani tra gli anni 60 e 70, come Milano Calibro 9 di Fernando Di Leo e L’Uccello Dalle Piume Di Cristallo di Dario Argento (rieccolo) nel periodo precedente agli horror veri e propri che renderanno il regista romano maestro e mito in quel genere. 
Su queste pagine web Adorf l'avevo già citato fotograficamente tempo fa per un ruolo quasi da cameo in un film commedia italiano piuttosto leggero di Luigi Zampa che era LE DOLCI SIGNORE

(distribuito anche all'estero con il titolo Anyone Can Play), ma lavorò anche seriamente con Luigi Comencini, Antonio Pietrangeli, Dino Risi, Valerio Zurlini, Franco Rossi e Renato Castellani, interpretando sempre personaggi comprimari. 
Da protagonista invece ha recitato in La Mala Ordina, di Fernando Di Leo.

Addio Angela, Mario e John. 

mercoledì 15 aprile 2026

WONDER MAN... NO, NON È IL MARITO DI WONDER WOMAN

 Parallelamente alle produzioni Marvel dedicate ai grossi nomi, ogni tanto arriva qualche serie tv che fa conoscere anche i personaggi meno famosi.


Wonder Man è una di queste serie in cui un attore, per poter interpretare un supereroe storico della sua infanzia, deve nascondere il fatto che lui abbia davvero dei superpoteri. Scoprire questo segreto fa gola a certe persone che mettono al suo fianco un altro attore, Trevor Slattery, interpretato da Ben Kingsley in versione capellone (nella locandina è quello giù in basso) con lo scopo di avere delle prove concrete ed è con questa coppia che la serie prende l'aspetto di un buddy movie sostanzialmente dallo spirito drammatico, ma con Ben, che aveva interpretato il Mandarino nel terzo Iron Man e in Shang-Chi, ci sono dei continui incontri con gente che lo riconosce per quel ruolo e sarà lui a fare spesso la spalla comica della situazione ottimamente doppiato da Stefano De Sando, cioè la voce attuale italiana di De Niro e naturalmente Walter White di Breaking Bad. 
Ci sono anche attori veri che interpretano loro stessi come Joe Pantoliano e Josh Gad e l'unico problema potrebbe essere un finale che non finisce, come succede ormai quasi regolarmente per lasciare aperta la possibilità di una seconda stagione che secondo alcuni haters o leoni da tastiera non dovrà esserci perché è una serie brutta. 
E invece io dico che non è vero che è brutta e anzi la consiglio a tutti. 
Poi comunque è sempre una questione di gusti. 

martedì 14 aprile 2026

MA CHE MUSICA MAESTRO!

 Titolo del post che cita una famosa SIGLA di Canzonissima, ma quella vera di tanto tempo fa e che (in questo caso nel 1970) era cantata da Raffaella Carrà.


Ora non dico che un programma tv, se ne viene fatta una nuova edizione, deve per forza essere l'esatta fotocopia della versione precedente, ma guardando la rinnovata Canzonissima che va in onda il sabato su Rai 1, dell'originale non rimane nemmeno l'ombra perché di base questa è un'operazione di recupero di un passato, sia ruffianamente quello remoto del programma che teneva il posto d'onore dello show del sabato sera (e che quando venne spostato alla domenica pomeriggio andò a perdere un pò della sua ragione di essere) sia il passato più recente di Milly Carlucci

che conduce esattamente come ha portato avanti Ballando Con Le Stelle (che qualche ragione di esistere ce la può anche avere) e anche quel paio di altri show tremendi imbevuti di trash che è meglio dimenticare. 
Ora, per chi non lo ricordasse, la Canzonissima che andò in onda dal ‘56 al ‘75 aveva di che fregiarsi, a seconda delle edizioni, con appunto Raffaella Carrà che ballava il “Tuca tuca” con Alberto Sordi, con gli autori che erano stati anche Garinei e Giovaninni, con Antonello Falqui oppure Eros Macchi alla regia, con Mina che cantava “Brava”, e c'erano i volti di Delia Scala, Paolo Panelli, Nino Manfredi, Dario Fo e Franca Rame che però venivano censurati, Walter Chiari e il suo Sarchiapone, Loretta Goggi e Pippo Baudo e perfino Topo Gigio, tutti nomi che se ne sono ormai andati eccetto un paio. 
Oggi invece ci sono solo i cantanti, una giuria che spara giudizi, e i retroscena dei partecipanti come sempre nel programma di ballo di Milly, e la comicità invece si riduce a qualche moscia battuta dei presenti qua è là. 
Ma la musica? 
Quella va a pescare fra cover di canzoni d'epoca remota e recente, e qualche cavallo di battaglia dei partecipanti, mentre l'originale Canzonissima portava sempre canzoni nuove che scalavano ogni volta le classifiche. 
Posso capire che manchino le idee, ma a sto punto non è il caso di spacciare per un ritorno in tv di un titolo glorioso, questo programma che invece è come un film di Tarantino, cioè senza gloria e pure un pò bastardo.
In coda, non c'entra nulla, ma aggiungo un simpatico omaggio con una foto rielaborata per la mia cara amica BLOGGER FINLANDESE RITA con la quale di recente abbiamo amabilmente chiacchierato e scherzato su varie cose, tra cui anche Star Trek

(l'ho fatta diventare una splendida vulcaniana), e questo spiega anche la mia nuova scherzosa foto del profilo. 
Lunga vita e prosperità! 

lunedì 13 aprile 2026

RAPITO DA UNA PRETTY WOMAN

 Tempo fa ero rimasto "agganciato" alla tv che in seconda serata mandava in onda il SECONDO BEVERLY HILLS COP, come rapito da quelle immagini e musiche di film fine anni 80.


La stessa cosa mi è capitata di recente con Rai 1 che ha rispolverato Pretty Woman e mi ha confermato quanto fosse forte la Touchstone in quel periodo che, in questo caso, era esattamente il 1990. 
Potrei elencare una marea di titoli Touchstone che hanno fatto il pieno ai botteghini, ma non lo farò, pensando invece a come venivano pensati i film allora, senza tante menate di urtare la sensibilità di qualcuno (il mestiere della Vivian di Julia Roberts è arcinoto e Edward/Richard Gere sarebbe passibile di favoreggiamento alla prostituzione). 
Fatto sta che me lo sono riguardato per intero anche se sapevo ogni battuta a memoria

(giuro, le ho recitate a tratti in sincrono come al ROCKY HORROR PICTURE SHOW e in particolare questa qui sopra della Roberts l'ho anche già usata in un VECCHIO POST) e ammetto che, tra tante risate come per la scena delle lumache o quella con l'esultanza di Vivian alla partita di Polo,


alla fine mi son trovato con gli occhi umidi. 
Perché son canaglia, è vero, ma un film fatto così bene non mi lascia indifferente neanche dopo l'ennesima visione. 
Piccola curiosità sulla famosa locandina lassù in alto dove il volto è di Julia, ma il corpo è di Shelley Michelle, cioè colei che l'ha sostituita anche in alcune scene, non pericolose come quelle di Tom Cruise, ma solo un pochino più piccanti. 
Ma solo pochino poiché il film rimane tutt'altro rispetto alle commedie sexy all'italiana di cui parlavo proprio la SCORSA SETTIMANA

IL MATRIMONIO DEL SECOLO

 In effetti in seguito ce ne saranno altri di matrimoni eclatanti, ma allora, quello che la Metro Goldwyn-Mayer trasmise in diretta il 19 ap...