martedì 12 maggio 2026

IL DIAVOLO VESTE PRADA 2: VENT'ANNI SONO PUR SEMPRE VENT'ANNI

 Ci dev'essere un'organizzazione di haters preposta a gettare fango su ogni cosa che esce ultimamente, così a priori.


Lo dico perché già in altre occasioni ho letto recensioni negative su produzioni diverse e che poi, per il mio gusto personale, si sono rivelate infondate, e inevitabilmente la storia si è ripetuta anche per Il Diavolo Veste Prada 2, definito sui social come un sequel inutile, fatto con i piedi e soprattutto doppiato male in italiano. 
Ecco, avendo visto il film come avevo promesso, su quest'ultimo punto posso essere anche d'accordo, ma solo per il personaggio di Nigel interpretato da Stanley Tucci al quale Gabriele Lavia

dà, come nel primo film, quella particolare cadenza da macchietta gay figlia dei più classici stereotipi omofobi, cosa che differisce dalla recitazione originale (si, sono andato ad ascoltare per avere una conferma) dove Stanley tiene un tono sofisticato, è vero, ma mai fastidioso o eccessivo. 
Criticata anche la voce di Maria Pia Di Meo su Meryl Streep praticamente da sempre, mentre io l'ho trovata perfettamente coerente con il personaggio di Miranda che ha, come nel film, vent'anni in più sulla schiena e penso sia normale prendere un tono leggermente più affaticato, seppure Meryl sia da applauso già solo con le espressioni che assume in scena quando si trova ad interloquire con qualcuno che non rispecchia la sua approvazione, e succede spessissimo. 
Così, per la cronaca, Maria Pia ha dieci anni esatti in più di Meryl,

tanto per dire era lei che dava la voce italiana ad Audrey Hepburn in Colazione Da Tiffany, e comunque ritrovare le stesse quattro voci italiane di vent'anni fa ci stava anche per Emily Blunt, ma non ricordavo che Anne Hathaway in quel primo film già non fosse doppiata dalla solita Domitilla D'Amico, ma da Connie Bismuto

che, sempre andando a sentire l'audio originale, dà al personaggio di Andy qualcosa in più che invece la recitazione di Anne mantiene spesso ad un livello monocorde. 
Ecco... quello che ho trovato di poco azzeccato in questo sequel è veramente poco, e certamente nel primo episodio c'era il solito effetto sorpresa che qui manca dato che con Miranda in scena già ti aspetti un certo tipo di comportamento cinico verso i suoi interlocutori. 
Sulla trama avevo già dato una piccola ANTICIPAZIONE in occasione dell'uscita nelle sale, ma aggiungo una piccola nota sulla scena che chiude il film e che, per certi versi, mi ha ricordato l'ultimissima inquadratura di Arancia Meccanica in cui si vede Alex DeLarge che torna a fare sesso superando il condizionamento della Cura Ludovico e nel voiceover esclama: "Ero guarito, eccome!".

lunedì 11 maggio 2026

LA COSA: IL RITORNO (MA NON È UN SEQUEL)

 Oltre quarant’anni dopo essere stato accolto freddamente da pubblico e critica, ma solo per una questione di altri alieni concorrenti e rassicuranti in quel periodo (leggi E.T. di Spielberg), LA COSA, capolavoro horror di John Carpenter del 1982, torna con un nuovo documentario-evento di oltre cinque ore dal titolo The Thing Expanded.


Prodotto dallo stesso team che ha realizzato Aliens Expanded su Aliens Scontro Finale e In Search of Darkness che invece fa una panoramica sul cinema horror, questo documentario mostra il dietro le quinte della creazione di uno degli horror (ripeto, dopo essere stato rivalutato) più determinanti e influenti della storia del cinema. 
Diretto da Ian Nathan, esplora la produzione del film, il suo impatto, le difficoltà delle riprese, e in particolare il finale non finale che continua a dividere il pubblico dopo oltre quarant’anni, perché in effetti tutto rimane in sospeso tra i due sopravvissuti che hanno entrambi motivi validi per sospettare l'uno dell’altro e funziona benissimo così. Forse anche per questo motivo non ne è mai stato realizzato un sequel (saggia scelta), ma invece un prequel che termina esattamente dove inizia questo film, ma che utilizzava un pò troppa CGI. 
Ci sono interviste esclusive a John Carpenter, Kurt Russell, Keith David, Guillermo del Toro, Eli Roth, Frank Darabont, Dean Cundey. 
Per correttezza c'è da dire che anche il DVD conteneva già un lungo backstage, ma solo in inglese e senza sottotitoli italiani, e molto più contenuto nella durata, ma ugualmente ampiamente esaustivo specie per quanto riguarda l'incredibile lavoro sugli effetti speciali tutti reali sul set, merito di Rob Bottin



(senza alcuna CGI) e lavoro che in tv, su Italia 1, è stato sempre censurato tagliando via intere sequenze perché veramente poco indicate per chi non sopporta spettacoli sanguinolenti. 
Difatti qualcuno sventurato mi aveva detto di averlo visto in tv e di non averlo trovato così horror. 
Per i fans che hanno effettuato il preordine tramite la piattaforma ufficiale (che non posto perché mica sono un ufficio promozionale,eh...), il Blu-ray sarà disponibile a giugno 2026, una volta completata la produzione. 
A partire dal 7 maggio, il progetto è invece già accessibile per tutti esclusivamente in formato digitale (sempre a pagamento) attraverso il sito ufficiale (si trova con Google) fino al 21 maggio e comprende, oltre al download del documentario The Thing Expanded, anche la colonna sonora ufficiale digitale firmata da Ennio Morricone e un libretto in PDF. 
Ma tutto sommato io sono già a posto così con quello in mio possesso. 

domenica 10 maggio 2026

MAMMA! I POLICE!

 Auguri con il classico omaggio floreale a tutte le mamme,


sempre importanti in ogni giorno dell'anno anche se ormai siamo adulti, e oggi in più lo farò pure nel modo meno banale del mondo mettendo sul piatto una canzone dei Police dal titolo appunto MOTHER, ma non è esattamente la canzone più dolce dell'universo


e, nonostante le apparenze sonore, non lo era nemmeno la sua omonima dei Pink Floyd che avevo postato nella stessa occasione NEL 2021
Inoltre non aspettatevi l'angelica voce di Sting a deliziarvi le orecchie poiché è invece il chitarrista Andy Summers a cantarla nel modo più ruvido possibile tanto da sembrare Tom Waits posseduto da Johnny Rotten. 
In effetti da quel Synchronicity del 1983 pieno di pezzi raffinati che facevano come da anticipazione della successiva carriera solista di Sting, era il brano che allora mi era piaciuto di meno perché lo trovavo completamente fuori posto, ma riascoltandolo adesso (erano almeno 40 anni che non lo sentivo) riesce a provocarmi nuove sensazioni quasi psichedeliche con quel suo inaspettato stile arabeggiante. 
Sicuramente non sarà la stessa cosa per tutti... ma lo sapete che sono pur sempre una canaglia... 

sabato 9 maggio 2026

STAR IN PASSERELLA E MUSICA DA PAURA

 Il Met Gala, l'appuntamento annuale della moda, finisce sempre in prima pagina e anche lo scorso lunedì c'è passato il meglio e il peggio dello stile mescolato in uno spettacolo che ha regalato i migliori momenti virali


con la modella Heidi Klum trasformata, grazie ad ore di trucco, in una vera e propria statua vivente (abituata a queste "mutazioni" essendo in passato diventata anche la versione orco di Fiona di Shrek) e Katy Perry in un outfit con volto mascherato e mani con sei dita come citazione delle aberrazioni fisiche presenti spesso nelle immagini generate dalla A.I.,

perlomeno quella più a buon mercato che poi, dopo che ti sei abituato a non farne più a meno, ti chiede di pagare cifre spropositate per andare avanti come è già capitato anche ad aziende di una certa importanza. 
Eh si, perché da sempre la grande richiesta fa salire i prezzi (ma per quale concreto motivo poi?). 
Quindi star dello spettacolo e della musica internazionale in passerella lunedì scorso e invece le star del cinema nostrano mercoledì sera sono passate su Rai1 per i David di Donatello presentati da Bianca Balti e un logorroico Flavio Insinna che ha fatto un'introduzione confusionaria che di più non si poteva, rimarcando più volte il fatto di voler essere rapidi per le nuove direttive secondo le quali la prima serata non deve più protrarsi fino ad orari da vampiri, ma allungandosi talmente tanto nei preamboli che pareva non riuscire più a concludere il discorso. 
Discorso lunghissimo anche quello della prima premiata della serata Matilda De Angelis, anzi così farcito di luoghi comuni, retorica e opportunismi che anche lì sembrava non trovare un punto d'arrivo dato che già le 22.00 erano passate perché in apertura c'era stata anche la perfetta esibizione di Annalisa con BANG BANG

seguita da Esibizionista e i licantropi ormai stavano già preparandosi ad uscire. 
Vabbè, vampiri e altri mostri fanno comunque parte del cinema, a volte anche QUELLO ITALIANO, ma anche della musica del nostro sabato che oggi, oltre ad aver citato l'apertura dei David di prima (la canzone nella versione di Nancy Sinatra con quella particolare chitarra in effetto tremolo apriva Kill Bill Vol. 1 di Tarantino), posto qui con gli australiani Tame Impala ft. Jennie (cantante sud coreana) e la loro DRACULA

con tanto di campana a morto che fa sempre una certa atmosfera da film horror, anche se sappiamo bene che quel genere di film non soddisfa molto i gusti di chi assegna gli Oscar e premi simili. 
Ma il premio Oscar alla carriera oggi va sicuramente ai Rolling Stones che nel 2026 stanno per pubblicare un nuovo album Foreign Tongues (dalla copertina bruttissima) e questo IN THE STARS è il secondo singolo che lo anticipa e che arriva giusto per mettere in chiaro come si fa musica vera in questi tempi in cui l'A.I. produce pure quella.

 E hanno più di ottant'anni questi ragazzi! 

venerdì 8 maggio 2026

UN PARCO DEI DIVERTIMENTI MOLTO FAMOSO

 Anche se non ci siete mai stati, probabilmente avete già visto il Six Flags Magic Mountain, un parco divertimenti a Valencia (California), dove l'8 maggio del 1976 venne inaugurato il The New Revolution,


ovvero le prime montagne russe in ferro con giro completo verticale. 
Dicevo che lo avrete già visto perché molte volte, il parco è stato set di film con scene ambientate in parchi divertimenti come infatti nel 1977 vi è stata girata una scena del film Rollercoaster - Il Grande Brivido (seconda parte del titolo aggiunta solo per la versione italiana),

a bordo proprio del Revolution. 
Nel 1983 poi è stato il finto parco divertimenti Walley World nel film National Lampoon's Vacation di Harold Ramis, e nel 1987 è stata girata una scena del film Lezioni d'estate (titolo originale Summer School) di Carl Reiner. 
Nel 1991 vi fu girata la SIGLA DI TESTA del telefilm Una Bionda Per Papà (Step By Step)

e nel 1990 appare nella serie televisiva BEVERLY HILLS 90210 con il coaster Viper in corsa, altra montagna russa allora da primato che anche nel 1993 appare nel film Una Vita Al Massimo e poi nel 2000 in una scena del film Space Cowboys per la regia di Clint Eastwood. 
Nel 2008 vi viene girato un episodio della serie televisiva targata Nickelodeon Zoey 101 sul coaster "Goliath", ma nella serie viene chiamato Spin Twister. 
Nel 2017 infine è stata l'ambientazione del video musicale della canzone CHAINED TO THE RHYTHM di Katy Perry. 
E ora ditemi che non l'avete mai visto... 

giovedì 7 maggio 2026

SONY: L'IMPERO DEL SOLE

 Sapevate che la Sony, colosso dell'elettronica moderna e dintorni, in realtà compie oggi i suoi bei 80 anni?


Era infatti il 7 maggio del 1946 quando a Tokyo l'ingegnere Masaru Ibuka e il fisico Akio Morita (nessuna parentela con il Pat di Happy Days e Karate Kid) fondavano la società Tokyo Tsushin Kogyo K.K., che contava all'epoca circa 20 dipendenti. 
Nome però un pochino complicato per un'azienda di quel tipo e mancante di quell'appeal capace di caratterizzare i suoi prodotti per attrarre i clienti. 
Intanto l'acronimo TTK venne bocciato poiché c'era già la compagnia ferroviaria Tokyo Kyuko, chiamata TKK, e inoltre esisteva gia la TDK che, con ancora un acronimo più simile, sarebbe stata pronta per diventare una delle maggiori case produttrici di nastri magnetici

insieme alla stessa Sony, Maxell, Basf e altre case che ci hanno fornito il materiale per scambiarci i nostri brani preferiti molto prima che arrivassero gli Mp3 in un'epoca in cui non ci facevamo tante menate sulla perfezione del suono. 
Comunque il nostro Morita voleva una parola che non esistesse in nessuna lingua, identificabile solo con i suoi prodotti. 
Ed ecco che nel 1955 viene trovato il nome Sony, ufficializzato tre anni dopo e che deriva da un incrocio tra la parola latina sonus, quella inglese sunny, cioè soleggiato come l'impero del film di Steven Spielberg, 

dove era alla sua seconda prova attoriale, dopo un fantasy non andato molto bene, un bimbo che crescendo diventerà il famoso Cristian Bale, e anche nome di un variopinto duo pop musicale,

e l'espressione del gergo giapponese Sonny boys che indica i giovani brillanti, destinati a una rapida carriera, preso così come un buon auspicio. 
Da allora tale marchio (reso spesso lucido metallico quando viene rappresentato), oltre all'elettronica di consumo, si è evoluto in altre branche come il cinema con l'ex TriStar Pictures,

quella del cavallo bianco alato, che passata nelle mani del colosso orientale diventerà Sony Pictures Entertainment (suo è il più recente fenomeno K-POP DEMON HUNTER e già nel 1996 la ditta aveva preso l'Oscar per l'introduzione del SDDS Digital Sound System) e la musica, e a tal proposito ne abbiamo GIÀ PARLATO di come la Sony (Music) sia molto presente anche nel nostro Festival di Sanremo al punto da dividersi la più grossa fetta di artisti con la Warner Music e la Universal. 
Eh... gli affari sono affari... 

mercoledì 6 maggio 2026

RIFLESSIONE SUL CONCERTONE DEL PRIMO MAGGIO(NE)

 Ho sentito cose che voi umani... Si, cioè, in realtà "ho letto" critiche sulla selezione dei partecipanti al Concertone del Primo Maggio del 2026 definendoli artisti mainstream come infatti sono, ma aggiungendo che non sia quello il loro posto.


È chiaro che tali critiche arrivino principalmente da gente che negli "anni di piombo", quelli difficili ANCHE PER LA MUSICA live, ha vissuto indossando l'eskimo e che pretende dall'artista sul palco un "impegno" e possibilmente uno schieramento politico ben dichiarato, dimenticando però che l’impegno vero riguarda le motivazioni personali che non devono per forza materializzarsi, in modo sistematico e intellegibile, all'interno di una canzone pop di stampo mainstream. 
A battersi per i diritti, secondo alcuni, dovrebbero essere solo i poveri, mentre quelli che, grazie alla musica, hanno "fatto i soldi" dovrebbero starne fuori perché, sempre secondo il ragionamento di cui sopra, se partecipano diventano istantaneamente degli ipocriti o degli opportunisti. 
L'ho già detto molte, moltissime altre volte che dal 1990, anno del primo Concerto del Primo Maggio, condotto allora da Carlo Massarini e Ombretta Colli, le cose sono molto cambiate, e non sto certo affermando che sia in meglio, tuttavia dovremmo accettare la possibilità di una via pop all'impegno sociale, non dico con favore, ma almeno con maggior serenità anche se vedere, per fare un esempio, Fulminacci sul palco ti fa domandare chi sia

e poi invece quando attacca la sanremese Stupida Sfortuna fai "aaah, ecco!". 
È vero che modificare il testo di Bella Ciao! sia stato un passo falso per Delia, ma non notato dal pubblico teen che forse conosce la canzone più per La Casa Di Carta che per il suo reale significato, e che lo "spessore artistico" di molti presenti equivalga a quello della carta velina, eppure sono sempre i ragazzi nel pubblico che quelle canzoni se le cantano tutte perché fanno parte della loro generazione e tutto sommato le conosco anch'io che sono cresciuto con Bennato, Dalla e DeGregori, e pure alcune di queste nuove leve le apprezzo davvero. 
Sarà anche l'effetto delle radio che martellano con gli stessi artisti visti venerdì sera, ma non dimentichiamo che il motivo di tali passaggi è che le emittenti sono ormai diventate da tempo dei veicoli promozionali per le majors, mentre i ragazzi legati a etichette indipendenti che si sono esibiti invece nel pomeriggio ben difficilmente li sentirai passare in radio. 
In questo caso funziona il passaparola, le piattaforme streaming (Spotify ospita moltissimi nomi nuovi, ma non sempre eclatanti) che sono un concetto indirizzato perlopiù sempre ai ragazzi, cioè quelli che nel mondo del lavoro non ci sono ancora, per cui il vero significato di questo concertone non lo conoscono se non per sentito dire, e manco sanno cosa significhino quelle misteriose sigle CIGL, CISL, UIL, ma piuttosto valutano l'importanza dei like e dei followers, e magari si sono pure chiesti cosa ci facessero là quei vecchietti fiorentini coi capelli grigi (i Litfiba).

Anzi, quelli che aspettavano la band di Pelù e Renzulli erano sicuramente a casa davanti alla tv, mentre i ragazzi del pubblico in piazza San Giovanni avranno invece apprezzato molto di più il DJ set (finto) del pomeriggio.
Quello che poi è anche cambiato notevolmente è quel mondo del lavoro dove una volta ci si sentiva "a posto" lavorando da dipendenti di una ditta consolidata, mentre adesso il giovane cerca di essere subito indipendente al grido di "io sono mio e mi gestisco io" (frase famosa anche in un altro contesto) e si apre una partita IVA come libero professionista, con tutti i pro e i contro del caso, per cui anche i classici sindacati dovranno presto prendere coscienza di ciò e adeguarsi ai tempi. 
Ecco... curiosando sui social ho letto fin troppi commenti nello stile "ai miei tempi..." e inevitabilmente mi sono figurato l'autore come uno che nel tempo libero sta lì a guardare un cantiere. 
E allora ancora una volta dico no e prometto solennemente che io non sarò mai così.

E purtroppo devo aggiungere in coda l'addio a Evaristo Beccalossi, storico calciatore del Brescia, dell'Inter e della Sampdoria che ci ha lasciato stanotte a 69 anni per le complicazioni di un'emorragia cerebrale. 
Addio Evaristo. 

IL DIAVOLO VESTE PRADA 2: VENT'ANNI SONO PUR SEMPRE VENT'ANNI

 Ci dev'essere un'organizzazione di haters preposta a gettare fango su ogni cosa che esce ultimamente, così a priori. Lo dico perch...