I Beatles, quando ancora suonavano dal vivo, misero piede per la prima volta in Giappone il 29 giugno del 1966.
Il loro tour fu al tempo stesso sia un evento storico che turbolento dato che si esibirono in 5 leggendari concerti al Nippon Budokan di Tokyo, affrontando minacce di morte, polemiche culturali e un livello di sicurezza senza precedenti.
Ma andiamo con ordine da quando la band atterrò all'aeroporto di Haneda alle 3:40 del mattino, dopo un ritardo causato da un tifone, il che sembrava già essere un brutto segno del destino.
Ad accoglierli trovarono una nazione divisa tra fans osannanti e chi invece gli dava contro.
L'arrivo della "Beatlemania" preoccupò a tal punto le autorità che furono mobilitati circa 35.000 agenti di polizia, da una parte per proteggerli e dall'altra per evitare disordini, ma fin qui diciamo che poteva essere tutto normale
Il vero problema fu che i concerti si tennero per la prima volta al Budokan, il tempio sacro (!!!) delle arti marziali costruito per le Olimpiadi del 1964, e questa scelta scatenò l'ira dei tradizionalisti e dei nazionalisti giapponesi, che consideravano l'esibizione di una band rock occidentale in quel luogo una profanazione.
In seguito il Budokan diventerà invece un luogo abituale per i concerti e i Cheap Trick vi registreranno anche un ottimo disco live
come anche i Deep Purple, i Dream Theater e i Blur.
come anche i Deep Purple, i Dream Theater e i Blur.
Ma ai Fab Four era toccato essere i primi a "profanare" quel luogo e quella fu la causa delle numerose minacce di morte ricevute, per cui, anche per preservarli dall'isteria dei fans, i quattro furono quasi costretti agli arresti domiciliari nella Presidential Suite dell'Hotel Hilton di Tokyo senza poter uscire liberamente, così, per passare il tempo in stanza, John, Paul, George e Ringo si dedicarono a dipingere insieme un'opera collettiva
(oggi un dipinto molto famoso) nella quale ho la sensazione di vedere come delle anticipazioni del film YELLOW SUBMARINE, e ad ascoltare i provini del loro prossimo album, Revolver che, manco a dirlo, diventerà un capolavoro.
Il primo storico concerto al Budokan si tenne la sera del 30 giugno 1966 dopo essere stati preceduti sul palco da diversi artisti di supporto giapponesi che ben poco avevano a che fare con il loro genere, ma nessuno del pubblico si comportò come quelli che, non solo in Italia, fanno fare vita grama a chi apre i concerti dei grossi nomi, e ne sanno qualcosa anche gli allora debuttanti Guns N'Roses quando, nel 1988 aprivano le date del tour degli Iron Maiden,
e si prendevano bordate di fischi perché il pubblico voleva subito sul palco la band di Steve Harris.
e si prendevano bordate di fischi perché il pubblico voleva subito sul palco la band di Steve Harris.
Ma torniamo ai Beatles, i cui set al Budokan duravano circa mezz'ora e la loro scaletta consisteva in 11 brani classici tra cui: Rock and Roll Music, Day Tripper, YESTERDAY, PAPERBACK WRITER, I'm Down.
I fans giapponesi erano estremamente appassionati, ma, a differenza del pubblico occidentale (provate, se riuscite, ad ascoltare il live registrato all'Hollywood Bowl), ascoltavano i brani in un silenzio quasi surreale anche tra un pezzo e l'altro, e posso confermare questa caratteristica orientale essendo stato in Giappone in tempi recenti e trovando molta tranquillità e cortesia anche in una metropoli pazzesca come Tokyo dove, sono sicuro, anche Lucio Dalla direbbe che "non ci si perde neanche un bambino".
Mannaggia, freniamo le divagazioni che non è del mio diario di viaggio che devo parlare oggi, bensì dei Beatles che, nonostante le stranezze e le semidisavventure, ricordarono sempre il Giappone con grande affetto, specialmente per il notevole rispetto dimostrato dal pubblico, al contrario delle altre vere disavventure che avrebbero vissuto pochi giorni dopo nelle Filippine.
Questo però ve lo racconto la prossima volta...





Nessun commento:
Posta un commento
Non c'è moderazione per i commenti perché sono un'anima candida e mi fido.
Chi spamma invece non è gradito per cui occhio!
Tengo sempre pronto il blaster.