Oggi ricorre l'anniversario della messa in onda americana sulla NBC del primo episodio di Star Trek, The Man Trap, che si apriva così: "Giornale di bordo del Capitano, data astrale eccetera eccetera...".
La voce del capitano James Kirk (impersonato da William Shatner) che aggiorna il diario di bordo dell’Enterprise farà da prologo poi a tutti e 29 gli episodi della prima stagione.Era il 1966, ma noi vedremo quella prima stagione solo nel 1979 su TELEMONTECARLO (ora La7).
Accanto a James Tiberius Kirk in questo viaggio attraverso il cosmo, alla ricerca di nuove forme di vita e di civiltà, ci sono tra gli altri il vulcaniano Spock (Leonard Nimoy) e il Dr McCoy (DeForest Kelley).
Prima di questo c’era stato un episodio pilota con un cast totalmente diverso eccetto Nimoy/Spock, rifiutato dalla NBC e che sarà trasmesso soltanto nel 1988.
Come andò quella prima stagione?
Come andò quella prima stagione?
Beh diciamo che la serie non conquistò subito il pubblico americano, tant'è che già alla seconda stagione se ne stava decidendo la chiusura.
Andò diversamente invece oltreoceano dove il telefilm diverrà subito un cult, alimentando la nascita di fanclub, siti, riviste.
Fu così che, a grande richiesta, nacque la terza stagione.
Aveva colpito anche il concetto di filosofia sociale che anticipava il futuro e le nuove tecnologie mostrate nella serie: precursori dei moderni cellulari, dei pc portatili e innovazioni legate al campo medico tipo qualcosa simile a una Tac, e alla vita domestica come le porte scorrevoli, che in realtà sul set erano azionate a mano
come le erano anche le famose portiere ad ali di gabbiano delle avveniristiche auto viste nella successiva serie british U.F.O. che nella finzione pareva si sollevassero elettricamente e invece erano alzate da un operatore che rimaneva fuori inquadratura (con il formato 4:3 era più facile nascondere degli elementi ai lati dello schermo).
E non è un mistero che la stessa NASA prenderà Star Trek come fonte d'ispirazione per i suoi esperimenti, tra cui il primo shuttle spaziale, chiamato in suo onore Enterprise come la nave spaziale della serie.
E non è un mistero che la stessa NASA prenderà Star Trek come fonte d'ispirazione per i suoi esperimenti, tra cui il primo shuttle spaziale, chiamato in suo onore Enterprise come la nave spaziale della serie.
Sul piano sociale invece convivevano con gli americani un alieno, un giapponese e un russo (pare la classica barzelletta, eh?) in un periodo degli anni 60 in cui invece le differenze razziali erano ancora forti.
E poi c'era Uhura, donna di colore, che con Kirk, due anni dopo, sarà protagonista del primo bacio interrazziale della storia delle fiction TV a stelle e strisce.
Insomma alla fine ci ripensarono e la serie, dopo essere stata acquistata dalla Paramount, andrà avanti con nuove generazioni, spin-off, film e remake/reboot.
Insomma alla fine ci ripensarono e la serie, dopo essere stata acquistata dalla Paramount, andrà avanti con nuove generazioni, spin-off, film e remake/reboot.
Tant'è che l'ideatore Gene Roddenberry si vedrà dedicato un asteroide (4659 Roddenberry) e un cratere su Marte.
Eh, che invidia eh?






Nessun commento:
Posta un commento
Non c'è moderazione per i commenti perché sono un'anima candida e mi fido.
Chi spamma invece non è gradito per cui occhio!
Tengo sempre pronto il blaster.