Ho sentito cose che voi umani... Si, cioè, in realtà "ho letto" critiche sulla selezione dei partecipanti al Concertone del Primo Maggio del 2026 definendoli artisti mainstream come infatti sono, ma aggiungendo che non sia quello il loro posto.
È chiaro che tali critiche arrivino principalmente da gente che negli "anni di piombo", quelli difficili anche per la musica live, ha vissuto indossando l'eskimo e che pretende dall'artista sul palco un "impegno" e possibilmente uno schieramento politico ben dichiarato, dimenticando però che l’impegno vero riguarda le motivazioni personali che non devono per forza materializzarsi, in modo sistematico e intellegibile, all'interno di una canzone pop di stampo mainstream.
A battersi per i diritti, secondo alcuni, dovrebbero essere solo i poveri, mentre quelli che, grazie alla musica, hanno "fatto i soldi" dovrebbero starne fuori perché, sempre secondo il ragionamento di cui sopra, se partecipano diventano istantaneamente degli ipocriti o degli opportunisti.
L'ho già detto molte, moltissime altre volte che dal 1990, anno del primo Concerto del Primo Maggio, condotto allora da Carlo Massarini e Ombretta Colli, le cose sono molto cambiate, e non sto certo affermando che sia in meglio, tuttavia dovremmo accettare la possibilità di una via pop all'impegno sociale, non dico con favore, ma almeno con maggior serenità anche se vedere, per fare un esempio, Fulminacci sul palco ti fa domandare chi sia
e poi invece quando attacca la sanremese Stupida Sfortuna fai "aaah, ecco!".
e poi invece quando attacca la sanremese Stupida Sfortuna fai "aaah, ecco!".
È vero che modificare il testo di Bella Ciao! sia stato un passo falso per Delia, ma non notato dal pubblico teen che forse conosce la canzone più per La Casa Di Carta che per il suo reale significato, e che lo "spessore artistico" di molti presenti equivalga a quello della carta velina, eppure sono sempre i ragazzi nel pubblico che quelle canzoni se le cantano tutte perché fanno parte della loro generazione e tutto sommato le conosco anch'io che sono cresciuto con Bennato, Dalla e DeGregori, e pure alcune di queste nuove leve le apprezzo davvero.
Sarà anche l'effetto delle radio che martellano con gli stessi artisti visti venerdì sera, ma non dimentichiamo che il motivo di tali passaggi è che le emittenti sono ormai diventate da tempo dei veicoli promozionali per le majors, mentre i ragazzi legati a etichette indipendenti che si sono esibiti invece nel pomeriggio ben difficilmente li sentirai passare in radio.
In questo caso funziona il passaparola, le piattaforme streaming (Spotify ospita moltissimi nomi nuovi, ma non sempre eclatanti) che sono un concetto indirizzato perlopiù sempre ai ragazzi, cioè quelli che nel mondo del lavoro non ci sono ancora, per cui il vero significato di questo concertone non lo conoscono se non per sentito dire, e manco sanno cosa significhino quelle misteriose sigle CIGL, CISL, UIL, ma piuttosto valutano l'importanza dei like e dei followers, e magari si sono pure chiesti cosa ci facessero là quei vecchietti fiorentini coi capelli grigi (i Litfiba).
Anzi, quelli che aspettavano la band di Pelù e Renzulli erano sicuramente a casa davanti alla tv, mentre i ragazzi del pubblico in piazza San Giovanni avranno invece apprezzato molto di più il DJ set (finto) del pomeriggio.
Anzi, quelli che aspettavano la band di Pelù e Renzulli erano sicuramente a casa davanti alla tv, mentre i ragazzi del pubblico in piazza San Giovanni avranno invece apprezzato molto di più il DJ set (finto) del pomeriggio.
Quello che poi è anche cambiato notevolmente è quel mondo del lavoro dove una volta ci si sentiva "a posto" lavorando da dipendenti di una ditta consolidata, mentre adesso il giovane cerca di essere subito indipendente al grido di "io sono mio e mi gestisco io" (frase famosa anche in un altro contesto) e si apre una partita IVA come libero professionista, con tutti i pro e i contro del caso, per cui anche i classici sindacati dovranno presto prendere coscienza di ciò e adeguarsi ai tempi.
Ecco... curiosando sui social ho letto fin troppi commenti nello stile "ai miei tempi..." e inevitabilmente mi sono figurato l'autore come uno che nel tempo libero sta lì a guardare un cantiere.
E allora ancora una volta dico no e prometto solennemente che io non sarò mai così.
E purtroppo devo aggiungere in coda l'addio a Evaristo Beccalossi, storico calciatore del Brescia, dell'Inter e della Sampdoria che ci ha lasciato stanotte a 69 anni per le complicazioni di un'emorragia cerebrale.
E purtroppo devo aggiungere in coda l'addio a Evaristo Beccalossi, storico calciatore del Brescia, dell'Inter e della Sampdoria che ci ha lasciato stanotte a 69 anni per le complicazioni di un'emorragia cerebrale.
Addio Evaristo.




Nessun commento:
Posta un commento
Non c'è moderazione per i commenti perché sono un'anima candida e mi fido.
Chi spamma invece non è gradito per cui occhio!
Tengo sempre pronto il blaster.