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venerdì 19 giugno 2026

IL GOBBO DI NOTRE DAME: VICTOR HUGO SECONDO LA DISNEY

 Il 19 giugno del 1996 al Caesars Superdome di New Orleans (allora Louisiana Superdome), trasformato per l'occasione nello spazio più grande mai allestito per una prima cinematografica Disney, si è tenuta la première del film Il gobbo di Notre Dame,


34º Classico Disney, mentre l'uscita ufficiale nelle sale cinematografiche statunitensi avverrà due giorni dopo, il 21 giugno. 
In Italia invece il film è arrivato nelle sale ancora qualche mese dopo, il 6 dicembre 1996, in vista delle festività natalizie come tradizione. 
È una delle opere più mature della Disney che stavolta porta in scena le atmosfere oscure del romanzo di Victor Hugo con qualche piccola modifica (Frollo qui, per non infastidire i religiosi, non è un arcidiacono, ma un giudice), cosa che  è stata una vera e propria sfida essendo pensato comunque come un prodotto per bambini. 
L'evento ha avuto una portata colossale con una parata e uno spettacolo musicale trasmessi in TELEVISIONE su Disney Channel e se allora non lo avete visto, nessun problema perché ve lo recupero io.

Piccola curiosità su Cyndi Lauper che essendo stata contattata per il doppiaggio, aveva pensato che le dessero il personaggio di Esmeralda, mentre poi ha scoperto che la volevano per dare la voce ad un Gargoyle. 
Tuttavia, dopo alcune prove, la cantante non è risultata idonea e quindi il suo ruolo è stato dato ad un'altra doppiatrice, mentre i ruoli dei protagonisti sono stati affidati a Tom Hulce (voce di Quasimodo ed ex Amadeus per Milos Forman) e Demi Moore (voce di Esmeralda e per lei credo non serva aggiungere altro). 
Personaggi protagonisti che per noi invece hanno avuto le voci, sia cantanti che recitanti, di Massimo Ranieri e Mietta (dududú dadadà),

mentre di solito le parti cantate e recitate vengono eseguite da due voci differenti. 
Infatti nella versione originale Demi Moore nel canto viene sostituita da Heidi Mollenhauer, cantante professionista di cabaret, mentre Hulce ha eseguito lui stesso i brani. 
Nel caso di Massimo Ranieri e Mietta invece non c'è stato bisogno di sostituzioni perché sono entrambi due ottimi cantanti e, nel caso di Massimo, siamo davanti ad un artista completo che fa proprio di tutto, anche l'acrobata se serve, e ha 75 anni!!! 

giovedì 27 febbraio 2025

SALVO D'ACQUISTO: UN EROE DEL PASSATO

 Su Raiplay c'è la versione più recente, cioè la miniserie con protagonista Beppe Fiorello che, come al solito, alla fine della storia muore (era una gag fatta con suo fratello, ma capita davvero quasi sempre così).


Ma Salvo D'Acquisto era stato anche un film uscito per la gloriosa Cineriz nel 1974 con Massimo Ranieri nella parte del carabiniere ventenne che si offrì per essere giustiziato dai nazisti al posto di 22 persone innocenti accusate di aver ordito un attentato contro le SS dove morirono due soldati tedeschi. 
Film che propone piuttosto fedelmente la vicenda con una buona prestazione attoriale dell'allora giovane cantante che oltre alla musica calcherà spesso anche i palchi dei teatri perché Ranieri il talento ce l'ha di suo e lo ha portato ancora al Festival Di Sanremo con una CANZONE che certamente non ha l'appeal giusto verso il pubblico che adesso fa i grandi numeri, cioè quello intorno ai 20 anni, però secondo il mio gusto è un brano molto bello, intenso, a tratti epico.

Tornando invece al film andrebbe tutto bene se non ci fosse un Enrico Maria Salerno senza freno alcuno che calca un po' troppo la mano nel suo personaggio dell'attivista socialista al punto da diventare irritante. 
Detto ciò, il film è su Prime Video e Salvo torna d'attualità perché Papa Francesco, che non se la sta passando molto bene, ha dichiarato che sarà reso beato.
Cosa che effettivamente non cambia nulla nei suoi riguardi dato che, per il suo gesto, è stato da sempre considerato un eroe immolatosi per salvare 22 vite che non erano suoi amici o parenti, ma solo persone innocenti che rischiavano di essere giustiziate per rappresaglia in quel brutto periodo della storia, ovvero il 1943 in "tempo di guerra" come si suol dire... tempo che purtroppo non è mai passato del tutto. 

giovedì 9 febbraio 2023

RAPINIAMO IL DUCE: POTEVA ANDARE MEGLIO (E NON PARLO DELLA RAPINA)

 Il post di oggi, anche se parla di cinema, potrebbe essere un'appendice del Festival di Sanremo, poiché il monologo di Roberto Benigni, l'altro ieri in apertura dello show in cui aveva parlato di costituzione e libertà di pensiero, cose che ai tempi di Mussolini non c'erano, mi aveva ricordato di aver visto un paio di mesi fa questo film dove l'idea era buona e il cast pure in Rapiniamo Il Duce, ma forse c'era stato qualche malinteso a livello di promozione,


per cui, sapendo che c'era Maccio Capatonda nel cast, ero convinto fosse una cosa fatta a modo suo, e invece si tratta di un film molto drammatico dove Maccio alleggerisce giusto qualche momento tipo quando arriva alla guida del camioncino che pare l'incipit di NO TIME TO DIE con la scena dell'Aston Martin girata a Matera.

Il film però è bacato da una fintosità continua che lo fa sembrare più una fiction dalle grandi pretese piuttosto che una pellicola come è stata FREAKS OUT (non esente da difetti pure quella, lo ammetto) o Bastardi Senza Gloria alle quali sembra attingere.

E no, Tarantino non è capitato qui così per caso, anzi c'è perché gli intermezzi animati sembrano pure quelli prendere ispirazione da Kill Bill, e infatti sono una trovata carina. 
Come nel film di Mainetti qui c'è Pietro Castellitto, ma stavolta non è biondo platino, anzi in un paio di scene è l'esatto ritratto del padre 40 anni fa.

Non avrà forse lo stesso carisma del genitore, ma il suo lo fa come anche Matilda DeAngelis che alterna il cinema con la musica e della quale c'è in arrivo il 15 febbraio su Netflix La Legge Di Lidia Poet, una nuova serie in sei episodi che pare carina, o perlomeno lei lo è tantissimo in quei costumi vintage. 

E parliamo anche della colonna sonora perché la musica nel film è forse la cosa più azzeccata seppure anacronistica poiché sono tutti brani degli anni 60, più i CCCP, cioè tutti successivi alla caduta del Duce, però nel contesto ci stanno e pure ti salvano anche le scene. 
Musica che si ricollega appunto al Festival di Sanremo poiché ieri sera, oltre ad aver visto riuniti anche gli Articolo 31 con una canzone bella, ma che pare una ballad degli 883 tipo La Dura Legge Del Gol o Nessun Rimpianto, Giorgia con una canzone francamente brutta,

Paola e Chiara mistresses in abiti e corsetti metallici e Levante invece paurosamente imbruttita/androgina,

Massimo Ranieri, ospite nel miniconcerto con Albano e Morandi, ha cantato i suoi successi tra cui Se Bruciasse La Città che apre proprio il film, una canzone con un arrangiamento epico in stile Morricone (Ennio aveva composto altri brani del primo LP del cantante, ma un zampata a mio parere, l'aveva messa anche qui). 
Purtroppo le canzoni non bastano però a fare di questo un film ben riuscito. 

venerdì 4 dicembre 2020

UN GIOVEDÌ SERA PIENO DI MUSICA IN TELEVISIONE... POSSIBILE?

 Capita di rado, ma capita anche che ci sia così tanta musica in tv da avere l'imbarazzo della scelta per cui ricorri al pratico zapping per seguire un po' tutto. Ieri, mentre su Sky andava in onda la semifinale di X-Factor, di cui non parlerò per non spoilerare nulla sulle eliminazioni nel caso qualcuno la veda solo in differita su Tv8,


su Raiplay si poteva vedere Claudio Baglioni che presentava il suo nuovo disco a Radio2 (che ora ha anche il suo canale televisivo), nell' auditorium di Via Asiago, tra racconti e aneddoti di vita vissuta. Mi è sempre piaciuto Claudio fin dall'inizio quando era soprannominato Agonia per il suo modo di porsi non proprio gioviale, ed ho seguito praticamente tutta la sua carriera, compresi i maxiconcerti negli stadi e all' Arena Di Verona, soffrendo anche un po' per certe modifiche agli arrangiamenti dei suoi classiconi, ma tant'è... son cose sue e ne può fare quello che vuole. Poco importa se il nuovo singolo IO NON SONO QUI


assomiglia tanto, ma tanto tanto a Mille Giorni Di Te E Di Me, il suo stile è così e resta Claudio, sempre. Contemporaneamente su Rai3 è iniziato lo show al Sistina di Massimo Ranieri, rimandato di una settimana a causa della scomparsa di DIEGO ARMANDO MARADONA che ha inevitabilmente catalizzato l' attenzione dei media del mondo intero. Certo fa effetto vedere un teatro con le poltrone completamente vuote (e temo che porrebbe essere così anche la prossima edizione del Festival Di Sanremo che Amadeus sta già preparando con le nuove proposte), eccetto una decina di persone, che comunque fanno parte dell' entourage, ad applaudire le prodezze canore di Massimo e i suoi ospiti come Morandi e Sangiorgi. Proprio con Giuliano, Ranieri ha mostrato un po' il fiato corto su Meraviglioso, ma sui suoi pezzi e nel duetto con Gianni si era già distinto alla grande poco prima, confermato da Morandi che lo accusava simpaticamente di "pugnalarlo" facendogli cantare certi passaggi. Con Massimo si passeranno altre tre serate tra ricordi e musica. Se vuoi. E se non vuoi scanala pure o fai binge watching delle tue serie sulle piattaforme streaming, che tanto la scelta sta diventando infinita, per fortuna. Basta solo saper evitare i prodotti pacco e magari la blogosfera può aiutare anche in questa difficile scelta. Perlomeno a me è servito parecchie volte seguire i pareri degli altri bloggers che mi hanno fatto conoscere anche cose di cui ignoravo l'esistenza. Meglio così, no?

L'ULTIMA VOLTA DI JERRY E DEAN

 Correva l'anno 1956 e c'erano Dean Martin e Jerry Lewis che, come coppia comica in ben 17 film, sbancavano ogni volta i botteghini....