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lunedì 26 gennaio 2026

SPACE VAMPIRES O LIFEFORCE, STORIA DI UN B-MOVIE PER CASO

 Nel 1986 è passata dalle nostre parti, proprio il 26 gennaio, la Cometa di Halley e il prossimo giro lo farà nel 2061.


Quindi vedrò di tenermi pronto per quella data, ma nel frattempo ricordo che tale cometa era finita l'anno prima nel film di Tobe Hooper che seguiva il grande successo di Poltergeist (che era basato su un soggetto di Spielberg, ma un pò troppo horror per gli standard di Steven), ovvero Space Vampires, il cui titolo originale era Lifeforce, ma stavolta quello nostrano non era tutto matto inventato come tante altre volte poiché era esattamente quello provvisorio usato durante la lavorazione. 
Stava lì nel film questa cometa poiché nella sua coda vi si nascondeva una enorme astronave aliena che una joint-venture britannica e americana decide di andare visitare secondo il vecchio adagio "curiosity killed the cat". 
Difatti sti furboni come souvenir si portano sulla terra a Londra tre umanoidi trovati all'interno dell'astronave, due maschi e una femmina chiusi dentro a bare di cristallo e poi arriva il Principe Azzurro che...

No non è esattamente la storia di Biancaneve, e anzi ben presto i tre si rivelano dei succhiatori di energia vitale che riducono le loro vittime a mummie rinsecchite. 
Al che ti parte un casino a non finire dove i due maschi vengono uccisi, mentre la femmina se ne va bella nuda

(si tratta dell'attrice modella Mathilda May con tutti i suoi perché a posto) in giro per Londra a cercare altre pappe che c'ha sempre un certo languorino che, per dirla come un famoso spot di un pò di tempo fa, non è proprio fame, ma piuttosto voglia di qualcosa di buono.

Taaac! Ricordo sbloccato con Ambrogio e la bella signora in giallo, non nel senso di Jessica Fletcher?
E la "space girl", come viene chiamata (con la "a" perché le cinque con la "i" e le zeppone arriveranno negli anni 90),

lo trova quel qualcosa di buono in uno dei terrestri che l'hanno portata giù, un buongustaio che in italiano ha la voce di Luke Skywalker (Claudio Capone) con il quale scoppia l'amore fino all'epilogo finale spoilerato (pensa te) nella locandina italiana lassù in alto, mentre quella originale era tutt'altra cosa, ma forse graficamente più bruttina.

Non è male come film che potremmo definire fantahorror erotico, ma è finito subito nei B-movie forse perché distribuito dalla Cannon Film che ne produceva a iosa e infatti in tv sarà trasmesso su quei circuiti secondari come Odeon Tv dove i B-movie abbondavano e spesso sono passati anche QUI dalle mie parti. 
B-movie suo malgrado anche a causa di un doppiaggio pessimo dove, per dire, sentiamo pronunciare "Helley" il nome della cometa, e lo potremo vedere in home video distribuito dalla Multivision i cui prodotti era usuale trovare in quei famosi cestoni degli autogrill e supermercati a prezzi irrisori.

A sorpresa invece ci troviamo (non in un cestone) un Patrick Stewart pre-Star Trek e pre-X-Men. 
Anche la musica si è occupata della Cometa di Halley grazie a Irene Grandi che ha presentato la CANZONE con quel titolo, scritta da Francesco Bianconi dei Baustelle, al Festival di Sanremo del 2010.

Ho sproloquiato abbastanza per oggi? 
Credo di si... 

sabato 22 aprile 2023

BLANCO E MINA - UN BRICIOLO DI ALLEGRIA (O ERA ALLERGIA?) E ALTRO CHE PASSA ALLA RADIO

 Per il sabato, che di solito riguarda la musica, oggi si parla di uscite piuttosto attuali e premetto che non ho nulla contro Blanco come persona, nel senso che ormai, passata la tempesta mediatica, mi rendo conto che se sul palco di Sanremo vuoi FARE IL CRETINO, magari consigliato da qualcuno che ti manovra, sei libero di farlo, ma mi urta invece proprio il suo modo di cantare muovendo le labbra il minimo indispensabile (è pigro o ha una paresi?) come fa anche Mahmood (pigro o paresi anche lui?), così ne esce quel suono di voce dalla pronuncia storpiata con pure l'autotune a girare il coltello nella piaga (la piaga dell'autotune appunto).


Poi un bel (brutto) giorno Blanco non me lo trovo che duetta con Mina in UN BRICIOLO DI ALLEGRIA
Ora ferma un attimo perché i casi sono due: o Mina vuole rimanere sempre giovane come se avesse la sindrome de La Morte Ti Fa Bella e perciò si mette in gioco con Blanco di sua spontanea volontà o anche qui ci sono consiglieri esterni che la manovrano nell'ombra e l'anno prossimo mi fa uscire una canzone (chessó?) con Rosa Chemical? 
No, perché la canzone a tratti ha quel sound tipo Acqua E Sale, quella cantata con Celentano, se non fosse che qui pure la voce di Mina viene a tratti sporcata da una fastidiosa distorsione, saturazione "alla moda" (la VOCE di Mina, capite il sacrilegio?) rendendo una vera cacca quella che poteva essere una cosa interessante. 
Ehm... 
Lo so, non ci sono andato molto per il sottile, ma di solito scrivo le prime sensazioni che mi vengono in mente e stavolta sono uscite così di getto... 
Come un attacco di diarrea... 
Ecco.

Per fortuna che alla radio, per quanto riguarda la musica italiana, passano anche altre cose tipo i Boomdabash tamarri come ogni anno alla soglia dell'estate, ma stavolta un po' più soft, quasi romantici con L'UNICA COSA CHE VUOI, eccezionalmente senza nessuna guest vocalist e che però figurati se non ha dentro un pizzico di reggaeton, e poi i Baustelle, da 27 anni sulla breccia (non l'avrei mai detto, giuro) che mi piacciono, ma solo se presi a piccole dosi, e di cui c'è in giro il nuovo album Elvis dal quale avevo già messo in un post precedente MILANO È LA METAFORA DELL'AMORE e allora qui oggi metto l'altro singolo che era uscito a gennaio, ovvero CONTRO IL MONDO,

e infine Francesco Gabbani con la nuova L'ABITUDINE, canzone piacevole dalla melodia che nella mia testa ricorda vagamente due hit anni 90 che erano Life di Des'ree mashuppata con Torn di Natalie Imbruglia,

e un Francesco ultimamente anche conduttore di un programma su Rai 1, programma di cui l'ultima puntata è andata in onda ieri, nonostante i dubbi e l'iniziale intenzione di rimandarla di una settimana a causa del lutto che ha colpito Roberto Vecchioni, che è stato ospite giocoso e sorridente trattandosi di una registrazione risalente ad alcuni giorni precedenti la perdita di Arrigo, il terzogenito del cantautore che infatti è mancato nei giorni scorsi a soli 36 anni e per cui mi sembra opportuno che anche da qui gli arrivino le condoglianze. 
Comunque, per il poco che ho visto, quello di Gabbani, anche se simpatico, non mi è sembrato il massimo come one man show. 
Buon lungo weekend con ponte (se lo fate) a tutti. 

sabato 24 ottobre 2020

FRANCESCO BIANCONI - CERTI UOMINI, OVVERO: ALTRO CHE LE RIME "SOLE, CUORE, AMORE"

 Oggi post da bollino rosso perché si parla di canzoni con contenuti espliciti, come succede nel rap che anche lì mettono il bollone "explicit" sulla copertina del disco. Ma non di rap si tratta, bensì di musica cantautorale nella figura di Francesco Bianconi, leader dei Baustelle. I Baustelle hanno fatto cose interessanti e specialmente nell' ultimo album ci sono alcuni brani il cui arrangiamento con sound elettropop anni 80 ti fa saltare l'impianto stereo (tipo il brano Amanda Lear). Mi piace quella commistione tra il suono della voce di Francesco così DeAndreiano e la musica che sembra uscita da uno dei migliori album di Battiato. Non riesco però ad apprezzare un loro disco nella sua completezza. Ora Francesco Bianconi mette in standby la band e si concede un progetto solista dal titolo Forever e presentato da una canzone dal testo che definire particolare è un eufemismo: CERTI UOMINI, che consiglio di ascoltare con particolare attenzione.


Il brano è il terzo singolo che anticipa l'intero lavoro e parte proprio come se fosse Fabrizio DeAndrè a cantarla facendo una disamina sui vari caratteri maschili finché non arriva quel famigerato ritornello che (la stavo ascoltando su Radio DeeJay in macchina) per poco non mi fa andare a sbattere. In effetti anche con i Baustelle Francesco non ha mai girato molto intorno alle parole, cioè se doveva dire una cosa la diceva. Ma qui è ancora più diretto e disturbante al punto che non te l'aspetti. Non lesina nemmeno critiche verso i colleghi declamando:

"I cantanti ucciderebbero per apparire in un programma in televisione dove i discografici morti della Warner, della Universal e della Sony poi gli pubblicano la canzone" , 

parole sue estratte dal testo. Insomma, io sono canaglia, ma c'è chi mi surclassa di brutto...

SLAM DUNK: LA FINE

 Era il 17 giugno del 1996 quando veniva pubblicato sulla rivista settimanale Shōnen Jump l'ultimo capitolo del fumetto Slam Dunk di Tak...