Visualizzazione post con etichetta Rai1. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Rai1. Mostra tutti i post

sabato 9 maggio 2026

STAR IN PASSERELLA E MUSICA DA PAURA

 Il Met Gala, l'appuntamento annuale della moda, finisce sempre in prima pagina e anche lo scorso lunedì c'è passato il meglio e il peggio dello stile mescolato in uno spettacolo che ha regalato i migliori momenti virali


con la modella Heidi Klum trasformata, grazie ad ore di trucco, in una vera e propria statua vivente (abituata a queste "mutazioni" essendo in passato diventata anche la versione orco di Fiona di Shrek) e Katy Perry in un outfit con volto mascherato e mani con sei dita come citazione delle aberrazioni fisiche presenti spesso nelle immagini generate dalla A.I.,

perlomeno quella più a buon mercato che poi, dopo che ti sei abituato a non farne più a meno, ti chiede di pagare cifre spropositate per andare avanti come è già capitato anche ad aziende di una certa importanza. 
Eh si, perché da sempre la grande richiesta fa salire i prezzi (ma per quale concreto motivo poi?). 
Quindi star dello spettacolo e della musica internazionale in passerella lunedì scorso e invece le star del cinema nostrano mercoledì sera sono passate su Rai1 per i David di Donatello presentati da Bianca Balti e un logorroico Flavio Insinna che ha fatto un'introduzione confusionaria che di più non si poteva, rimarcando più volte il fatto di voler essere rapidi per le nuove direttive secondo le quali la prima serata non deve più protrarsi fino ad orari da vampiri, ma allungandosi talmente tanto nei preamboli che pareva non riuscire più a concludere il discorso. 
Discorso lunghissimo anche quello della prima premiata della serata Matilda De Angelis, anzi così farcito di luoghi comuni, retorica e opportunismi che anche lì sembrava non trovare un punto d'arrivo dato che già le 22.00 erano passate perché in apertura c'era stata anche la perfetta esibizione di Annalisa con BANG BANG

seguita da Esibizionista e i licantropi ormai stavano già preparandosi ad uscire. 
Vabbè, vampiri e altri mostri fanno comunque parte del cinema, a volte anche QUELLO ITALIANO, ma anche della musica del nostro sabato che oggi, oltre ad aver citato l'apertura dei David di prima (la canzone nella versione di Nancy Sinatra con quella particolare chitarra in effetto tremolo apriva Kill Bill Vol. 1 di Tarantino), posto qui con gli australiani Tame Impala ft. Jennie (cantante sud coreana) e la loro DRACULA

con tanto di campana a morto che fa sempre una certa atmosfera da film horror, anche se sappiamo bene che quel genere di film non soddisfa molto i gusti di chi assegna gli Oscar e premi simili. 
Ma il premio Oscar alla carriera oggi va sicuramente ai Rolling Stones che nel 2026 stanno per pubblicare un nuovo album Foreign Tongues (dalla copertina bruttissima) e questo IN THE STARS è il secondo singolo che lo anticipa e che arriva giusto per mettere in chiaro come si fa musica vera in questi tempi in cui l'A.I. produce pure quella.

 E hanno più di ottant'anni questi ragazzi! 

venerdì 24 aprile 2026

ESPRIMI UN DESIDERIO: UNA BELLA COPIA

 Su Prime Video c'è Esprimi Un Desiderio che è una commedia italiana diretta da Volfango De Biasi, con Max Angioni, comico e conduttore de Le Iene, Diego Abatantuono e Herbert Ballerina che ogni sera partecipa ad Affari Tuoi su Rai1.


Il film è il remake (usanza piuttosto comune in questi ultimi tempi) della pellicola francese Maison de Retraite (2022), e Max, al suo esordio nel cinema, interpreta Simone, un giovane orfano costretto a scontare una pena per via di un disastro provocato involontariamente nello store dove lavora (ma un video fake rimontato ad arte lo mostra invece sotto altra veste), facendo lavori socialmente utili in una casa di riposo dove stringe un'improbabile amicizia con Ettore,

ex imprenditore vinicolo burbero dal cuore tenero, e altri anziani scatenati, questo però non prima di una iniziale guerra generazionale fatta di crudeli dispetti verso il giovane. 
L'amicizia porterà gli anziani a riscoprire la gioia di vivere e Simone a dare una svolta alla propria esistenza. 
Nel film ambientato in Friuli Venezia Giulia, valorizzando i paesaggi e i borghi locali, ci sono anche Maurizio Micheli, comico dei tempi del Drive-in e presente nella locandina lassù in alto a sinistra, e Nini Salerno ex Gatto Di Vicolo Miracoli nel ruolo di Pino, 

ma, lo dico in tutta sincerità, non lo avevo assolutamente riconosciuto.
Non è certo un film da Oscar, ma è una commedia fatta bene che alterna ironia e momenti più teneri riuscendo a far ridere e anche un pò riflettere sul valore della terza età e sui rapporti generazionali.

martedì 14 aprile 2026

MA CHE MUSICA MAESTRO!

 Titolo del post che cita una famosa SIGLA di Canzonissima, ma quella vera di tanto tempo fa e che (in questo caso nel 1970) era cantata da Raffaella Carrà.


Ora non dico che un programma tv, se ne viene fatta una nuova edizione, deve per forza essere l'esatta fotocopia della versione precedente, ma guardando la rinnovata Canzonissima che va in onda il sabato su Rai 1, dell'originale non rimane nemmeno l'ombra perché di base questa è un'operazione di recupero di un passato, sia ruffianamente quello remoto del programma che teneva il posto d'onore dello show del sabato sera (e che quando venne spostato alla domenica pomeriggio andò a perdere un pò della sua ragione di essere) sia il passato più recente di Milly Carlucci

che conduce esattamente come ha portato avanti Ballando Con Le Stelle (che qualche ragione di esistere ce la può anche avere) e anche quel paio di altri show tremendi imbevuti di trash che è meglio dimenticare. 
Ora, per chi non lo ricordasse, la Canzonissima che andò in onda dal ‘56 al ‘75 aveva di che fregiarsi, a seconda delle edizioni, con appunto Raffaella Carrà che ballava il “Tuca tuca” con Alberto Sordi, con gli autori che erano stati anche Garinei e Giovaninni, con Antonello Falqui oppure Eros Macchi alla regia, con Mina che cantava “Brava”, e c'erano i volti di Delia Scala, Paolo Panelli, Nino Manfredi, Dario Fo e Franca Rame che però venivano censurati, Walter Chiari e il suo Sarchiapone, Loretta Goggi e Pippo Baudo e perfino Topo Gigio, tutti nomi che se ne sono ormai andati eccetto un paio. 
Oggi invece ci sono solo i cantanti, una giuria che spara giudizi, e i retroscena dei partecipanti come sempre nel programma di ballo di Milly, e la comicità invece si riduce a qualche moscia battuta dei presenti qua è là. 
Ma la musica? 
Quella va a pescare fra cover di canzoni d'epoca remota e recente, e qualche cavallo di battaglia dei partecipanti, mentre l'originale Canzonissima portava sempre canzoni nuove che scalavano ogni volta le classifiche. 
Posso capire che manchino le idee, ma a sto punto non è il caso di spacciare per un ritorno in tv di un titolo glorioso, questo programma che invece è come un film di Tarantino, cioè senza gloria e pure un pò bastardo.
In coda, non c'entra nulla, ma aggiungo un simpatico omaggio con una foto rielaborata per la mia cara amica BLOGGER FINLANDESE RITA con la quale di recente abbiamo amabilmente chiacchierato e scherzato su varie cose, tra cui anche Star Trek

(l'ho fatta diventare una splendida vulcaniana), e questo spiega anche la mia nuova scherzosa foto del profilo. 
Lunga vita e prosperità! 

lunedì 13 aprile 2026

RAPITO DA UNA PRETTY WOMAN

 Tempo fa ero rimasto "agganciato" alla tv che in seconda serata mandava in onda il SECONDO BEVERLY HILLS COP, come rapito da quelle immagini e musiche di film fine anni 80.


La stessa cosa mi è capitata di recente con Rai 1 che ha rispolverato Pretty Woman e mi ha confermato quanto fosse forte la Touchstone in quel periodo che, in questo caso, era esattamente il 1990. 
Potrei elencare una marea di titoli Touchstone che hanno fatto il pieno ai botteghini, ma non lo farò, pensando invece a come venivano pensati i film allora, senza tante menate di urtare la sensibilità di qualcuno (il mestiere della Vivian di Julia Roberts è arcinoto e Edward/Richard Gere sarebbe passibile di favoreggiamento alla prostituzione). 
Fatto sta che me lo sono riguardato per intero anche se sapevo ogni battuta a memoria

(giuro, le ho recitate a tratti in sincrono come al ROCKY HORROR PICTURE SHOW e in particolare questa qui sopra della Roberts l'ho anche già usata in un VECCHIO POST) e ammetto che, tra tante risate come per la scena delle lumache o quella con l'esultanza di Vivian alla partita di Polo,


alla fine mi son trovato con gli occhi umidi. 
Perché son canaglia, è vero, ma un film fatto così bene non mi lascia indifferente neanche dopo l'ennesima visione. 
Piccola curiosità sulla famosa locandina lassù in alto dove il volto è di Julia, ma il corpo è di Shelley Michelle, cioè colei che l'ha sostituita anche in alcune scene, non pericolose come quelle di Tom Cruise, ma solo un pochino più piccanti. 
Ma solo pochino poiché il film rimane tutt'altro rispetto alle commedie sexy all'italiana di cui parlavo proprio la SCORSA SETTIMANA

mercoledì 25 febbraio 2026

QUANDO LA RAI NON SI FILAVA IL FESTIVAL

 A DITONELLAPIAGA è stata affidata l'apertura del Festival ed è stata una devastante apertura dato che pareva di sentire gli Underworld, cioè tutto quello che non è un classico brano da Sanremo e forse per questo l'ho già messa tra le mie preferite.


Un Festival questo che rende doverosamente omaggio a parecchi personaggi televisivi e musicali morti più o meno di recente. 
Tutto questo sorretto da un grande impianto scenico che definire faraonico non rende l'idea perché adesso la Rai per il Festival non bada a spese con gente che ci lavora su mesi e mesi prima con uno sbattimento che non ti dico. 
Ma immaginate invece un festival di Sanremo che andava in onda in tv solo con la serata finale (le altre si sentivano alla radio) organizzato in una manciata di giorni, con un presentatore che invece di stare sul palco rimane seduto a un tavolo sotto (Giancarlo Guardabassi aveva problemi a stare tanto in piedi) come si vede in apertura nel video più avanti, con la diretta della serata finale che finisce prima dell'annuncio del vincitore perché non c'erano santi... il tempo a disposizione per la diretta era già abbastanza (altro che i minutaggi spropositati di adesso) e doveva assolutamente andare in onda il telegiornale

(sarà annunciato lì che Peppino Di Capri ha vinto con NON LO FACCIO PIÙ) che chiude la programmazione serale della RAI, allora ancora monopolista. 
Era il 1976 e avevo registrato tutte le canzoni dalla tv con quel Philips K7 mio compagno musicale per lungo tempo, in un'Italia stretta tra sacrifici, crisi e poca movida, tra big in declino e tanti sconosciuti.

C'era un Toto Cutugno già cotonatissimo, ma in gara come leader degli Albatros portando una canzone bruttissima, VOLO AZ 504, che narra di lui che supplica lei incinta che invece se ne va via da lui con l'intenzione di abortire, in pratica una soap-opera. 
Personalmente invece avevo già la mia guilty pleasure in Mara Cubeddu, voce dei Daniel Sentacruz Ensemble che cantavano LINDA BELLA LINDA.

Festival che sul fatto di essere sottotono se la giocava con quello dell'anno precedente di cui ho parlato IERI
Entrambi parevano la sagra paesana citata da Vincenzo De Lucia mentre imitava Laura Pausini.

Poi sono arrivate le tv private e la Rai si è dovuta dare una svegliata per non perdere spettatori, così, anno dopo anno siamo arrivati a quel Festival supermaxi di adesso che personalmente seguo per buona parte il giorno dopo su RaiPlay. 
Magari poteva bastare una onesta via di mezzo? 

domenica 18 gennaio 2026

THE VOICE KIDS: HO I MIEI LIMITI,

 Nonostante abbia scritto sul mio profilo che ho una malsana passione per i Talent, putroppo ultimamente ho constatato che gli stessi stanno diventando "sempre uguali sempre quelli dall'equatore al Polo Nord" come diceva una famosa canzone.


Difatti quest'anno ho saltato molte puntate di X-Factor arrivando direttamente alla finale e stessa cosa al contrario per The Voice Senior dove la finale invece non l'ho vista. Insopportabile in particolare la recente versione The Voice Kids dove i coach si prodigano ancora di più in lodi ai piccoli cantori perché giudicarli male pare brutto e quindi... meglio essere ipocriti? 

martedì 23 dicembre 2025

SANDOKAN 2025: C'È UN PÒ DI 007 IN QUESTA TIGRE DELLA MALESIA

 Il nuovo Sandokan di Rai 1 ha diviso il pubblico con da una parte i nostalgici a tutti i costi che rimpiangono Kabir Bedi,


decretandolo unico e irripetibile nei panni della Tigre Della Malesia, dimenticando però che prima dello sceneggiato diretto da Sergio Sollima di cui avevo parlato a lungo QUI, e che risente in pieno del peso degli anni, c'erano stati già diversi film sempre di produzione italiana con Steve Reeves

e comunque Emilio Salgari nei suoi libri non aveva fatto una descrizione del pirata che fosse pari pari all'attore indiano, anche perché all'epoca dello scritto il Kabir doveva ancora nascere. 
Dall'altra parte ci sono quelli che invece hanno apprezzato il nuovo Sandokan interpretato da Can Yaman di cui invece bisogna parlarne obbligatoriamente con un occhio diverso.

Intanto sulle prime il pirata mi è apparso come un James Bond infiltrato alla festa dove, sotto falsa identità, incontra per la prima volta il villain, ovvero uno dei cliché della spia britannica. 
Non c'era il classico casinò qui, ma una festa dove si ballava.
La nuova storia, anche se comprensiva di Marianna/Perla di Labuan e della classica tigre uccisa al volo grazie agli EFFETTI SPECIALI

(qui però solo ferita e finita subito dopo da Brooke), non segue le vicende già raccontate da Sollima, ma invece sembra più un prequel tutto inventato dei racconti di Salgari (persino Mompracem ancora non la conoscono), con un Sandokan pirata, ma non ancora così dominatore della Malesia da far rabbrividire solo a nominarlo.

Quindi probabilmente a molti non è arrivato il carisma granitico del personaggio che già conoscevano (pure i suoi pirati mettono in discussione gli ordini del capo) proprio perché tutto è ancora in fase di crescita e non è colpa del giovane attore turco che invece fa del suo meglio (magari dovrebbe solo variare un pò le sue pose che sono identiche a come si presentava nella fiction di Canale 5)


seguendo lo script che gli hanno dato con un cast di contorno di tutto rispetto dove abbiamo anche John Hannah da La Mummia. 
Si aggiunga che all'epoca Kabir era doppiato da Pino Locchi, voce di Connery (riecco di nuovo 007), Curtis, Belmondo, Hill, mentre Can ha la voce di Adriano Giannini, bravissimo si, ma di tutt'altro spessore rispetto anche solo al padre Giancarlo. 
E anche questo particolare ha fatto storcere il naso ai nostalgici, ma in fondo è andata anche bene perché potevano dare il doppiaggio in mano a Pino Insegno, per dire... 
Lo Yanez di Preziosi

fa il fenomeno nelle sue scene, ma rimane un pò in disparte rispetto a come si presentava Philippe Leroy e inoltre ha un passato che Salgari non aveva raccontato e lo scopriamo in uno degli 8 flashback che aprono ogni episodio. 
La sigla però è rimasta quella degli Oliver Onions anche se all'inizio solo accennata, ma poi sempre più presente sulle battute finali. 
Appunto, come il classico tema musicale di Bond che ricorre in ogni nuovo film. 
Insomma alla fine anche questo mondo filmico/televisivo è piccolo, ma tutto sommato funziona e personalmente (se ricordate TEMPO FA temevo il peggio) dopo averlo finalmente visto lo ritengo un buon prodotto che utilizza anche location storiche italiane facendoti credere che si tratti del palazzo del Sultano.

E attenzione al giovane Emilio della ciurma... altra grossissima invenzione della sceneggiatura, ma non devo certo dirvi io chi dovrebbe essere... 

giovedì 4 dicembre 2025

LA SQUADRA DI NATALE: EH GIÀ, ORMAI CI SIAMO

 Ok, il Sandokan di Rai1 sta facendo discutere ovunque sui social, ma qui ne parleremo dopo ancora qualche episodio. 


Nel frattempo Tv8 ha cominciato la sua classica rassegna di film natalizi così tutti uguali che sembrano fatti dall' A.I., e così per caso mi è capitato, mentre stavo facendo tutt'altro, La Squadra Di Natale con il ricco vedovo con due figlie a carico che si affezionano di brutto alla bella nuova arrivata a lavorare in famiglia, e come finirà la storia lo si capisce subito. 
Se ve lo siete perso nessun problema perché lo si trova anche su Prime Video nella sezione "robe scrause, ma che fanno poco danno"... Perché a Natale son più buono anch'io... 

lunedì 3 novembre 2025

BULLI E PUPE, MA QUELLO AL CINEMA

 Oggi musical vintage tradotto in film perché il 3 novembre del 1955 usciva nelle sale americane Bulli E Pupe (Guys And Dolls), tratto dall'omonimo musical teatrale.


La versione cinematografica vedeva in scena Marlon Brando, Frank Sinatra e Jean Simmons (ma anche Vivian Blaine seppure il suo nome sia messo in secondo piano nel poster vintage) e aveva anche qualche brano in più rispetto all'edizione teatrale come, per esempio, A WOMAN IN LOVE,


canzone che Adriano Celentano canterà molti anni dopo in un inglese a modo suo dicendo cose tipo "ior ais ar di ais ev a uoman in lov" in una pacchiana VERSIONE TANGO con pure a metà brano un inspiegabile inserimento di ROCK AROUND THE CLOCK e che, dopo averla ascoltata e valutata con tutti i dubbi del caso, mi faceva cambiare frequenza tutte le volte successive quando la passavano alla radio, mentre invece gli estimatori del molleggiato (che magari amano anche gli imbarazzanti JOAN LUI e ADRIAN) dicevano che era bellissima... mah...

In Italia, dove ci sarà anche un programma tv Rai con quel titolo che poi era la versione estiva in prima serata di Non È La Rai condotta da Paolo Bonolis, per vedere il film dovremo aspettare un intero anno dato che arriverà il 9 novembre del 1956 perché all'epoca era così, ma perlomeno ci sarà un ottimo doppiaggio con, per esempio, Emilio Cigoli che farà parlare in italiano il futuro colonnello Kurtz di APOCALYPSE NOW
Personalmente invece ricordo di averlo visto sulla tv ancora in bianco e nero sulla Rai all'interno di una rassegna di film con Frank Sinatra dove tra gli altri titoli c'erano anche Pal Joey e L'Uomo Dal Braccio D'Oro. 
Vecchia Hollywood con sempre un grande fascino. 

mercoledì 27 agosto 2025

TECHETECHETÉ È LA VERA REGINA DELL'ESTATE?

 Poco più di una settimana fa, in occasione della dipartita di PIPPO BAUDO, mi trovavo ad elogiare Techetecheté che ultimamente mi sta dando grosse soddisfazioni, ed ecco che la scorsa settimana arriva una puntata sugli anni 80 della Italo-disco,


periodo al quale sono molto legato perché l'ho trascorso facendo girare i vinili sui piatti Technics in discoteca (no, non dico che suonavo, state tranquilli). 
E quindi aggiungo un ulteriore punto a favore di Rai1 con invece un piccolo appunto a Stefano Zandri (“chi cacchio è?" diranno i più) cioè Den Harrow

il cui nome d'arte era un gioco di parole su "denaro", come lo erano anche i nomi di altri suoi due colleghi degli esordi Joe Yellow e Jock Hattle, sempre facenti parte della scuderia di Turatti & Chierigato. 
Stefano infatti sul suo profilo Facebook dichiara di aver visto quella puntata in tv e di essersi reso conto di quanto fossero horror i look di allora. Beh su questo caro Stefano di cui ho fatto girare parecchi dischi, dissento completamente poiché i look anni 80 sono stati e rimangono assolutamente iconici con nulla da invidiare a quelli dei loro colleghi internazionali come Duran Duran e Spandau Ballet, e te lo dice uno che in quegli anni è uscito per strada sia come paninaro che come new dandy pseudo dark.

Quello che era invece davvero orribile era il balletto che spesso accompagnava le esibizioni finte live come a Discoring e posso citare RAGGIO DI LUNA (produzione italiana, ma cantante francese, al secolo Mandy Ligios) con Comanchero, ma sopratutto in assoluto gli EASY GOING con Baby I Love You, davvero imbarazzanti nonostante quel pezzo mi piacesse un botto.

Tant'è che c'erano anche alcuni, come SAVAGE (Roberto Zanetti noto in seguito come Robyx) per la sua Don't Cry Tonight (non presente nella puntata, ma visto in un ALTRO SPECIAL), che racconta che, dato che non sapeva ballare, per non sembrare ridicolo si inventava pose statiche e mosse con le mani, 

cioè una specie di antenato di POSAMAN
Per Den Harrow e altri suoi colleghi come Spagna (allora ancora immune dalla chirurgia plastica selvaggia), per esempio, invece anche il muoversi sul palco era perfettamente centrato con la canzone che presentavano. 
Che vabbè, nel caso di Stefano è risaputo che non cantasse lui, ma Tom Hooker e Silvio Pozzoli


(no, non è Gigi del duo Gigi & Ross), ma chissenefrega dato che il risultato funzionava (anche con Baltimora e Valerie Dore, per dire) e il produttore tedesco FRANK FARIAN lo aveva capito già bene dagli anni 70 quando cantava in studio al posto di Bobby Farrell dei BONEY M (nelle poche esibizioni live invece era proprio Bobby a cantare, ma in modo molto diverso) e poi in seguito ha messo su i Milli Vanilli con tutti i casini che sono successi.
Bene, per quanto mi riguarda spero che Techetecheté continui a sorprendermi così che va bene. 
Anzi, sulla sua scia intanto ieri sera Raidue ha mandato in onda invece la prima puntata di uno speciale su Discoring,

anche quello molto bello e zeppo di ricordi. 
Naturalmente anche la puntata di Techetecheté è su Raiplay ancora per qualche giorno e consiglio di vederla finché possibile. 

domenica 17 agosto 2025

ADDIO AL RE DELLA TV

 La notizia della sua morte ci ha colti ieri sera, ma già da tempo l'immenso, gigantesco, unico Pippo Baudo non si faceva più vedere in giro perché malato.


Famoso al punto che non devo certo aggiungere qualcosa io (sicuramente lo conoscevano anche su Tatooine), aveva 89 anni e al suo attivo poteva contare, oltre a 13 Festival Di Sanremo (le cui canzoni rimangono tuttora dei classici), svariate trasmissioni televisive soprattutto da prima serata (come casualmente ha deciso di andarsene) che lo avevano fatto diventare senz'altro il re della nostra tv, con il merito si aver scoperto e lanciato le più note soubrette quando ancora quel termine stava a definire una bellezza televisiva che avesse davvero delle qualità per stare in video.
E, a proposito di prima serata, forse qualcosa adesso sta cambiando nelle programmazioni televisive poiché nell'anteprima del nuovo palinsesto di Canale 5 non si parla più di Striscia La Notizia perlomeno collocata dove è stata finora.


Forse finalmente hanno capito che ormai la prima serata è diventata quella tutta uguale ogni sera con Striscia da una parte e i "Pacchi" dall'altra, nonostante si continui a chiamare "fascia preserale"? 
Eh si, perché una volta, ma mica secoli fa cioè ancora quando Pippo stava in tv, la prima serata cominciava con il film o la serie tv o lo show alle 20.40 subito dopo il TG mentre adesso, per lasciare posto a quei due preserali, tutto è traslato quasi alle 22, orario francamente troppo avanti per esser definito "prima serata". 
Quindi qualcuno forse ha pensato se davvero, con tutta la concorrenza delle piattaforme, è ancora il caso di mantenere questo schema. 
E infatti per me non lo è perché per me la prima serata ormai da tempo comincia quando mi pare perché scelgo io cosa guardare che dei "Pacchi" proprio non me ne cale (ne prendo già sulle piattaforme, in effetti) e anche di Striscia specie se porta in video certi conduttori insopportabili presi per chissà quale contratto stipulato. 
Vedremo quindi se nella stagione autunno inverno intanto Trump riuscirà nel suo intento di far cessare almeno la guerra Russia - Ucraina, e se ci saranno davvero dei cambiamenti epocali in tv oppure tutto resterà noiosamente uguale (conflitti compresi che tengono sempre banco nei TG) dato che nel frattempo la prima serata di Rai 1 è Techetechetè (che apprezzo nella nuova versione senza conduttrice inutile), mentre su Canale 5 è, per ogni santo giorno, La Ruota Della Fortuna con Gerry Scotti che comincia a starmi stretto pure lui...
Comunque addio Pippo, tu ci mancherai. 

sabato 22 febbraio 2025

SONO SOLO CANZONETTE - EDOARDO BENNATO: IL FILM CON TANTA A.I., MA USATA BENE

 Me lo sono goduto davvero questo film documentario dal titolo Sono Solo Canzonette - Edoardo Bennato e diretto da Stefano Salvati, uno che con la musica ha sempre avuto molto a che fare in quanto regista di moltissimi videoclip e, purtroppo per lui, anche di quel JOLLY BLU che gode di una pessima fama.


Per questo lo metto oggi nel sabato che di solito dedico alla musica perché infatti nel film se ne sente eccome. 
Qui infatti si racconta il cantautore Edoardo Bennato grazie anche ai contributi tipo di Max Pezzali, Jovanotti, Ligabue, Mogol, Paolo Conte, Dori Ghezzi, Marco Giallini, Carlo Conti, Leonardo Pieraccioni (per il quale ha scritto la colonna sonora di Il Principe E Il Pirata) da una parte, e dall'altra tanti altri, amici, parenti e collaboratori che lo hanno accompagnato durante la sua lunga carriera fin dagli esordi.

Quegli esordi che lo vedevano bambino insieme ai suoi due fratelli Eugenio e Giorgio (che È MANCATO poco più di un anno fa) esibirsi in trio. 
E qui entra in gioco l'A.I. che prende vecchie foto d'epoca come quella qui sopra e le anima come fossero dei filmati con un risultato abbastanza credibile, ma che non inganna troppo. 
Cosa che sopperisce alla mancanza di vero materiale video, e magari sarebbe stato utile anche a Pierluigi Zaia per migliorare quel DOCUMENTARIO SUI ROCKETS, che dopo che lo hai visto ti lascia un senso di incompiuto. 
Anzi prendi esempio da Stefano come si fa un documentario musicale, caro Pier.

Con l'intelligenza artificiale qui vengono ricreati artificialmente anche momenti live del Bennato dei primi anni 70 forse però esagerando un po' con quel pubblico posticcio che sembra uscito da Woodstock, mentre QUESTO SOPRA della durata di un'ora invece è vero, del 1979, preso dalla Tv Svizzera e non utilizzato nel film. 
Anzi qualcuno ha criticato il film proprio perché da nessuna parte c'era un avviso che dicesse che l'A.I. sarebbe intervenuta con un uso così massiccio.
Certo però che se nel 2025 non ti accorgi del trucchetto così evidente allora qualche problema c'è e non sta nel film.


La parte del leone nel racconto la fanno i due più famosi concept album cioè Burattino Senza Fili e Sono Solo Canzonette, tralasciando invece il terzo dell'ideale trilogia È Arrivato Un Bastimento ispirato alla fiaba del Pifferaio Di Hamelin che non fu un flop, ma quasi, e viene appena accennato. 
Vero flop invece era stato NON FARTI CADERE LE BRACCIA, il suo primissimo LP quando venne pubblicato nel 1973 con la famosa copertina del fiammifero,

al punto che il discografico che aveva Edoardo sotto di lui gli disse che forse non era il suo mestiere. 
Parole che il tizio dovette rimangiarsi quando vide poi Bennato riempire gli stadi nel 1980 come solo le rockstar internazionali riuscivano a fare, e di conseguenza anche quel primo disco sarà rivalutato pienamente anche se era ancora un lavoro molto melodico, lontano dalle invettive tipo quelle di MENO MALE CHE ADESSO NON C'È NERONE e Salviamo Il Salvabile.

Dal primo album Edoardo recupererà Un Giorno Credi per rimetterla anche nel suo secondo I Buoni E I Cattivi, temendo di averla perduta visto lo scarso successo di vendite, ma il tempo dirà il contrario. 
Ed è ancora in forma Edoardo dato che l'ho visto in concerto pochi anni fa iniziare lo show sempre con chitarra, tamburello a pedale, armonica e kazoo, per continuare poi con un'ottima band, e posso dire a quelli che hanno detto che a Sanremo era senza voce, che si sbagliano e non lo hanno capito.
Anzi, rimane lui uno dei migliori sulla piazza anche se i suoi dischi nuovi non hanno più quella forza che scaturiva dai solchi di La Torre Di Babele, quello che contiene Cantautore e Venderò (tutti titoli presenti nel live lassù in alto), disco che lui da solo nel 1976 era stato già una vera rivoluzione. 
L'anno dopo sarebbe arrivato l'album su Pinocchio e... Boom! 

CANTA APPRESS' A NUJE Edo, e per noi non sono solo canzonette le tue. 

mercoledì 19 febbraio 2025

FANFAN LA TULIPE: CAPPA E SPADA VINTAGE CON ANCHE OGGI QUALCUNO CHE SE NE VA

 Et voilà, ecco che dal cilindro magico tiro fuori un film che ha più anni di me.


Si tratta di Fanfan La Tulipe del 1952 con Gerard Philipe e Gina Lollobrigida, film di cappa e spada con acrobazie spericolate e tanto divertimento tradotto anche in un fumetto (solo per la Francia) e che, essendo la pellicola in origine in bianco e nero, è stato in anni recenti colorizzato e il risultato non è nemmeno poi così farlocco come spesso è accaduto con tali procedimenti.

Fanfan è un giovane che seduce ragazze e poi fugge per evitare il matrimonio, e proprio durante una di queste fughe finisce per arruolarsi nell'esercito francese con tutta una serie di conseguenze inaspettate che gli cambieranno decisamente la vita. 
Oltre ai due nomi protagonisti è da notare anche la Marchesa di Pompadour (su nella foto colorizzata) interpretata da Genevieve Page, attrice francese di grande bellezza purtroppo mancata di recente all'età di 98 anni.

Genevieve oltre che per un gran numero di film e spettacoli teatrali, è da ricordare anche nel ruolo della tenutaria di bordello in Bella Di Giorno di Bunuel. 
Può sembrare strano, però anche quei vecchi film di cappa e spada, se meritano, possono passare da queste mie parti e in questo caso per noi italiani è importante anche il doppiaggio che vede all'opera nomi come Arnoldo Foà e Gino Cervi, e in particolare Nino Manfredi che dà la voce al protagonista. 
Se invece le cose troppo vintage non sono di vostro gradimento, la stessa storia è raccontata nel film del 2003 Il Tulipano D'Oro

(da non confondere con quello nero di Alain Delon) con Vincent Perez e Penelope Cruz, ma vi avverto che si tratta di un prodotto appena sufficiente, infatti l'originale rimane migliore e lo dimostrano i premi che aveva vinto. 
D'altronde, senza aver nulla contro Perez, già ne Il Corvo 2 l'attore non aveva esattamente brillato vuoi anche per la scomoda eredità di Brandon Lee. 
Dal cinema alla televisione diamo l'addio anche a Vito Molinari,

95 anni e storico regista Rai che ha diretto migliaia (davvero) di show del sabato sera da Scala Reale a Senza Rete, da Un Due Tre con Tognazzi e Vianello agli spettacoli di Erminio Macario, senza dimenticare fra i suoi lavori anche Canzonissima e la quinta edizione del Festival Di Sanremo.
Concludo quindi il post di oggi collegandomi alla musica e riportando anche la notizia della scomparsa di Giorgio Cocilovo, chitarrista italiano che ha suonato in (davvero pure lui) migliaia di canzoni per i più grandi nomi della musica italiana come Ramazzotti, Mina, Bertè, Jovanotti, Martini, Graziani, Ruggeri, Zero

(lunga la collaborazione con Renato), Paoli, De Piscopo, con il quale in particolare ha debuttato negli anni 70 nei primi dischi fusion del batterista napoletano e veramente moltissimi altri, tanto che farei prima a dire con chi NON ha suonato. 
Lo troviamo pure a schitarrare nell'album di Baltimora (anche quello un prodotto italiano) che conteneva Tarzan Boy. 
Giorgio aveva 68 anni. 
Addio Genevieve, Vito e Giorgio. 

mercoledì 12 febbraio 2025

BLACKOUT - LE VERITÀ NASCOSTE (E ALLA FINE NEMMENO RIVELATE DEL TUTTO)

 Ecco tornato Blackout con la seconda stagione terminata appena in tempo la settimana scorsa, che in questa non ce n'è più per nessuno con Sanremo iniziato ieri (si, ne parlerò a breve), e secondo blocco che porta come titolo anche Le Verità Nascoste, quasi come un album delle gloriose Orme, pilastri del prog italiano.


E proprio sulla musica che accompagna le scene devo aprire subito una parentesi perché in parecchi momenti sembra un copia-incolla del bellissimo tema finale di INCEPTION che in fin dei conti ci sta anche bene in questa fiction distopica. 
Distopica poiché racconta di qualcosa accaduto fuori dalla Valle del Vanoi in Trentino dove sono bloccati i nostri protagonisti dalla SCORSA STAGIONE
Qualcosa che sembra apocalittico perlomeno da quello che viene fatto capire a spizzichi e bocconi.

Stavolta arriva pure un elicottero e tutti a fare il trenino peppèpeppèpeppè che finalmente si torna a casa dato che apparentemente i nuovi arrivati dovrebbe soccorrere i sopravvissuti, ma qualcosa o qualcuno impedisce che tale proposito venga portato a termine. 
O magari quelli che sono arrivati non sono veri soccorritori, ma gente in fuga da quel qualcosa aldilà delle montagne, qualcosa di non detto (quelle verità nascoste)? 
Tutto rimane non spiegato del tutto con ancora qualche morte più o meno misteriosa in più che non guasta mai e non impegna, che tanto sono personaggi secondari... tranne uno, ma non aggiungo altro.

Peccato per i tanti momenti "molli" tipici da fiction italiana che allungano il minutaggio senza poi portare granché ai fini della sceneggiatura, e lunga vita ai telecomandi che permettono di alzare il volume durante i bisbigli, e sono tanti. 
Ma pare che al fruitore medio della tv generalista piacciano le cose fatte così e quindi tocca tenercele.
Comunque da come termina l'ultimo episodio, la storia parrebbe bella che finita lì senza dare troppe spiegazioni, come dicono anche gli autori e Luca Barbareschi che produce il tutto. 
Almeno per ora, ma non si sa mai... 

martedì 11 febbraio 2025

LA RAGAZZA DEL MARE, CIOÈ LA DISNEY CHE TI RACCONTA UN'ALTRA STORIA VERA

 Mentre da stasera la tv sarà, come ogni anno, monopolizzata dalla musica sanrenemese, si parla oggi di un film sportivo marinaro disponibile sulla piattaforma della Disney, ovvero La Ragazza Del Mare che ci racconta una vera impresa fatta da Trudy Ederle (Daisy Riley che preferisco di brutto qui piuttosto che in Star Wars), cioè l'attraversamento del Canale della Manica a nuoto.


Come DICEVO qualche giorno fa avendo visto il film molti mesi orsono, qui, nonostante la storia, ripeto vera, sia degli anni 20 per cui un periodo in cui al massimo ballavi il charleston, ad un certo punto ricordavo di aver sentito Sia con la sua Unstoppable, ma poi ho verificato bene nei miei post precedenti ed ho constatato che si trattava di un ALTRO FILM dove c'entrava comunque il nuoto e anzi le canzoni della cantante australiana erano ben due. 
Anche perché il brano della cantante australiana non è incluso nel disco ufficiale della soundtrack quindi... ammetto l'errore e, anzi, non ho nemmeno corretto il post dove dicevo questa cosa, così scripta manent😜. 
Invece ritrovo a sorpresa con gran piacere (e soprattutto con certezza) un ottimo Christopher Eccleston, primo Doctor Who del reboot partito nel 2005, dove qui sta perfettamente in parte nel perfido sabotatore dell'atleta,

anche perché stranamente quasi tutti gli ex Dottori vanno poi a fare in seguito dei ruoli negativi, come anche il buon Tennant spesso e volentieri. 
Sapendo come poi è andata l'impresa forse la storia manca un po' di tensione sul finale, ma rimane un buon film con un messaggio femminista poiché negli anni 20 per le donne tante attività, come anche il nuoto, non erano una cosa così abituale e figuriamoci una tale sfida.

Idea quella natatoria verso cui indirizzare le figlie, nata nella madre di Trudy dopo la notizia di un naufragio in cui perirono tutte le passeggere donne poiché nessuna di loro sapeva nuotare.
Faccio solo notare che la vera Trudy, che oltre ad aver compiuto tale impresa aveva già collezionato alcune medaglie olimpiche, in realtà sarebbe stata un pochino più massiccia nel fisico

se paragonata a Daisy Ridley più delicata in tutto, anche nel viso, ma è un particolare che si può anche perdonare se, come in questo caso, il film funziona. 

domenica 6 ottobre 2024

PACCHI VS. IGNOTI E RADIO CENTENARIA

 Mentre si festeggiano i 100 anni della radiofonia italiana che apriva i battenti proprio il 6 ottobre, ma del 1924, in questo modo: «URI (Unione Radiofonica Italiana). 1-RO: Stazione di Roma. Lunghezza d'onda metri 425. A tutti coloro che sono in ascolto il nostro saluto e il nostro buonasera. Sono le ore 21 del 6 ottobre 1924. Trasmettiamo il concerto di inaugurazione della prima stazione radiofonica italiana per il servizio delle radioaudizioni circolari. Il quartetto composto da Ines Viviani Donarelli, che vi sta parlando, Alberto Magalotti, Amedeo Fortunati e Alessandro Cicognani, eseguirà Haydn dal quartetto "Opera 7", I e II tempo.», la sfida fra Rai 1 con Affari Tuoi, il gioco dei pacchi e la Nove dove Amadeus ha riesumato I Soliti Ignoti con un altro titolo è per ora vinta da Stefano Di Martino che ha preso in mano il gioco ereditato proprio da Amedeo Sebastiani.


Quindi per l'ex dj si tratta di un flop? 
Personalmente io continuo a preferire il gioco dove devi indovinare le identità perché l'altro non l'ho mai trovato così appassionante essendo solo una questione dove conta la fortuna di beccare il pacco giusto. 
Un po'come The Wall con Gerry Scotti dove hai un bel daffare a dire "a destra a sinistra" ad una palla che scende giù senza nessun intervento umano e nel frattempo cerchi di non sentirti un perfetto deficiente. 
Ma pensiamo bene a come funziona la tv per l'utente medio. 
I pacchi seguono il traino del TG1 che continua ad essere seguitissimo, e quell'utente medio è notoriamente pigro perciò lascia la tv sintonizzata su quel canale, mentre la Nove non ha notiziari per cui se vuoi vedere il programma di Amadeus devi andare lì apposta. 
Inoltre su Canale 5 c'è anche Striscia La Notizia che segue a ruota il TG5. 
E ancora, la Rai pubblicizza il gioco ovunque sulle sue reti, mentre la Nove lo fa solo sulla stessa rete e su Real Time che è diventata sempre della Warner Bros., perciò ha molta meno visibilità a meno che tu non sia un assiduo spettatore di quelle due reti e so per certo che non è così, eccezion fatta per Fabio Fazio che, nonostante il trasloco, ha continuato ad avere una fetta di pubblico fedele seppure anche lì più ristretta di prima. 
Di buono c'è che sulla Nove c'è meno ansia da prestazione per lo share, quel maledetto parametro che sulle reti ammiraglie, dove vivono solo per quello, fa protrarre i programmi fino ad orari impossibili. 
Per ora è così e, come cantavano gli Asia, il supergruppo degli anni 80,ONLY TIME WILL TELL

che è sempre un pezzo favoloso da riascoltare o da scoprire se non lo conoscete. 

mercoledì 10 luglio 2024

STORIE DI TELEVISIONE VINTAGE E ATTUALE

 Lo so che nel 2024 può sembrare impossibile, ma tanto tempo fa, in una galassia vicina vicina, la televisione aveva due soli canali fra i quali scegliere per cui non esistevano nemmeno i telecomandi dato che si premeva solo un tastone sul televisore (il quale pesava una cifra, il televisore, non il tastone) per cambiare canale e fra le due reti c'era anche la collaborazione reciproca nel senso che sul canale che stavi guardando appariva un triangolino bianco lampeggiante quando stava per cominciare un programma sull'altro canale, così come promemoria, mentre adesso se non vuoi perdere nulla puoi programmare anche il cambio automatico del canale all'orario di inizio e l'apparecchio che è smart cioè intelligente (mica scemo come quelli di una volta) fa tutto da solo.


È pur vero che ancora più tempo indietro c'era un solo ed unico canale televisivo, ma qui davvero si parla di preistoria e la maggior parte di coloro che stanno leggendo farebbero troppa fatica ad immaginare un mondo così limitato vista la scelta enorme che adesso ci offre il mondo della tv in diretta e sulle piattaforme che sono anche piene di fuffa, per cui anche noi nel frattempo siamo diventati Smart come il mitico MAXWELL di Mel Brooks o il meno conosciuto agente nostrano DICK, e adesso quasi sempre capiamo a fiuto da subito la sóla anche grazie al passaparola sul web. 
Ma quel lontano 10 giugno del 1974 la nostra Rai, che fino ad allora aveva fatto la voce grossa spadroneggiando, forte della sua egemonia dell'etere, sentì scricchiolare il pavimento sotto ai suoi piedi perché per la prima volta venne concesso ad alcune tv estere di estendere il loro segnale anche sul territorio italiano, seppure solo per il nord Italia.



Si trattava di Telemontecarlo, Tv Koper Capodistria e la Tv Svizzera Italiana che presentavano dei palinsesti parecchio diversi da quanto ci aveva abituati la, bacchettona e anche bigotta mamma Rai e infatti addirittura in certi casi c'erano pure film scollacciati e spettacoli sexy notturni. 
Sullo spettacolo sexy possiamo dire che anche la stessa Rai 2 in effetti provó verso la fine degli anni 70 a buttare lì uno show audace come Stryx diretto da Enzo Trapani dove, fra la musica top del momento e comici esordienti e non, ci scappavano anche dei seni scoperti giustificati dal tono stregonesco del programma.
Se ne volete sapere (e vedere) di più, a Stryx avevo dedicato un intero POST DETTAGLIATO molto tempo fa. 
Programma che ebbe però vita breve e c'era da aspettarselo visti i contenuti. 
Tornando a quelle emittenti di cui sopra, quelle già avevano il colore per tutti i programmi (la Rai invece era ancora a livello sperimentale con pochissimi eventi perlopiù sportivi), per cui cominciavano già ad arrivare anche da noi le prime tv a colori Nordmende, Telefunken, Blaupunkt e marchi simili che i negozi di elettrodomestici (non esistevano ancora i centri commerciali) esponevano accese in vetrina in bella mostra fra un lampadario e un frigorifero per tentare i passanti. 
Nel mucchio delle nuove emittenti ci furono anche delle emule private che addirittura le anticiparono grazie alla trasmissione via cavo (quindi non tramite antenna) fra le quali anche TeleBiella con quella GUSTOSA VICENDA GIUDIZIARIA che ho già raccontato qui tempo fa. 
A dimostrazione che quelle emittenti estere erano più avanti della nostra Rai, sta il fatto che la serie tv mia preferita cioè U.F.O. venne trasmessa prima sulla TV Svizzera Italiana con il titolo Minaccia Dallo Spazio e l'anno dopo sulla Rai con il suo titolo originale e un doppiaggio diverso (francamente migliore) dove noi in bianco e nero

vedevamo le ragazze di Base Luna bellissime con quel caschetto di capelli perfetto e scintillante, ma gli svizzeri fortunati già avevano visto che quei capelli erano viola (in realtà parrucche scelte da Sylvia Anderson, co-produttrice con il marito Gerry).

Noi italiani faremo tale scoperta solo quando al cinema usciranno poco tempo dopo dei film di montaggio realizzati con episodi non ancora andati in onda e anche di quelli ne ho parlato con dovizia di particolari QUI
Da allora le cose sono decisamente cambiate, intanto con l'avvento delle tv private non più via cavo, che potevi vedere mettendo quell'antenna aggiuntiva necessaria per captare quelle estere, ma se abitavi in una zona aperta tipo un ultimo piano, e se smanettavi un po' sulle manopole della sintonia UHF riuscivi lo stesso a beccare il segnale, magari non proprio del tutto nitido ma ti bastava per vedere qualcosa perché non era come adesso col digitale che se il segnale è debole vedi solo un mosaico, ed era stato in quel modo da smanettone (non nel senso birichino che pensate voi!!!) che avevo visto quel classico dell'erotismo che è HISTOIRE D'O appunto su una tv privata perché tale film non sarebbe mai andato in onda sulla Rai. 
Leggendo quanto ho scritto dall'inizio del post finora arrivando ai giorni nostri, ci si accorge chiaramente di come sia cambiata la televisione e anzi è di pochi giorni fa anche la scomparsa prematura di colei che fu una delle signorine buonasera della Rai di ultima generazione, MARIA RITA VIAGGI, anche quella una consuetudine che non si usa più dal 2016 in favore di un susseguirsi di programmi meno confidenziale e più asettico/tecnologico. 
In tutto questo discorso di confronti fra ieri e oggi, però non intendo assolutamente sostenere che "si stava meglio prima", poiché per me sono benvenute e lodate le piattaforme dove puoi seguire un programma o un film quando ti pare, anche seduto sul water, se vuoi, ma senza dirlo a Martin Scorsese che ci patisce come una bestia. 

SLAM DUNK: LA FINE

 Era il 17 giugno del 1996 quando veniva pubblicato sulla rivista settimanale Shōnen Jump l'ultimo capitolo del fumetto Slam Dunk di Tak...