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giovedì 8 ottobre 2026

GOOD FORTUNE: I NUOVI ANGELI (COME IL GRUPPO POP DEGLI ANNI 70)

 Su Prime Video c'è Good Fortune, un film commedia dove Keanu Reeves con barba e hairstyle da JOHN WICK, ma in un rassicurante spolverino bianco, per una volta non semina morte dove passa, ma, anzi, fa la parte di un angelo pieno di buone intenzioni.


L'unico problema è che il suo unico compito sarebbe quello di evitare che la gente muoia guidando con il cellulare in mano, ma lui è leggermente intraprendente, nonché pasticcione, e si prende a cuore le vicende dello sfigatissimo protagonista interpretato da Aziz Ansari, simpatico, ma che dirige pure la pellicola. 
Quindi di sua iniziativa gli scambia la vita con quella di un miliardario con il volto di Seth Rogen per fargli capire che tutto sommato anche da ricchi non è tutto così bello. 
Idea carina quella degli angeli, e già sfruttata altre volte nel cinema quella dello scambio (qualcuno ha pensato a UNA POLTRONA PER DUE?), ma il film è lontano anni luce da Wim Wenders e il suo Il Cielo Sopra Berlino, e diverte molto meno del classico natalizio di John Landis dato che soffre di una regia piatta come non mai e fatica a tenere desta l'attenzione forse perché Aziz è alla sua prima prova dietro la macchina da presa. 
Di buono c'è che la colonna sonora contiene tutte canzoni anni 80,

perfino BOYS di Sabrina Salerno. 
Sui titoli di coda poi arriva giustamente a suggellare il tutto SEND ME AN ANGEL dei Real Life, band new wave australiana nota per questo unico grande successo dal sound tutto synthpop malinconico,

e gruppo che, all'epoca della sua uscita, credevo assolutamente che fossero british come tutti quelli della brit-invasion che andava allora. 
La cosa buffa è che, rivedendo adesso il video dei Real Life, mi sono accorto quanto Gigi Rock,

comico musicista di Zelig, assomigli al frontman della band australiana. 

venerdì 14 agosto 2026

FUNKYTOWN E I SUOI SEGRETI

 Capita spesso di sentire in un film FUNKYTOWN dei Lipps Inc. (vedi La Pazza Storia Del Mondo di Mel Brooks, Shrek 2),


nome della band disco che gioca con la definizione "lip-sync" ovvero il playback e difatti quella che si vede nel video è Cynthia Johnson, la vera vocalist della registrazione originale che invece all'epoca (non chiedetemi perché, non ero io il direttore del marketing) veniva sostituita da Debbie Jenner (nota anche come Doris D.), una cantante ballerina biondina anglo-olandese, nelle performances in tv.

Prassi, quella del volto che non corrispondeva alla vera voce, comunque usata spessissimo nella musica da discoteca dell'epoca, e disco questo uscito nel 1980, ma che mantiene tuttora un groove irresistibile tra synth, voci filtrate e assolo di sax. 
Tutto merito di David Z. che aveva anche prodotto i primi album di Prince & The Revolution dove suo fratello all'epoca suonava la batteria e Cynthia invece, rimanendo nel giro, farà poi parte del progetto parallelo di Prince, The Time. 
David, il cui vero cognome era Rivkin,

in Funkytown aveva anche suonato la chitarra e purtroppo è morto di recente a 78 anni. 
Sempre sua era anche la mano messa nel singolo She Drives Me Crazy dei Fine Young Cannibals, altra grande hit degli anni 80. 
Altro produttore che ci lascia è William Orbit, morto a 69 anni, che era stato produttore di Madonna con “Ray of Light” vincendo tre Grammy,

(qui sopra insieme alla premiazione).
Aveva lavorato anche con Blur e U2, remixando già negli anni 80 anche la famosa If You Love Somebody Set Them Free di Sting nel maxisingolo ad uso di noi dj dell'epoca. 
Ho fatto un salto poi quando ho letto della scomparsa di Bill Armstrong perché sulle prime avevo pensato si parlasse di Billy Ray, leader dei Green Day, mentre invece questo aveva 97 anni ed era un produttore musicale australiano orientato verso il jazz.

Non che sia meno importante, sia chiaro, eh...
Altro sobbalzo l'ho avuto quando ho appreso della morte di Tony Scott, dato che il regista fratello di Ridley era già mancato nel 2012. 
Ma infatti si parlava di uno Scott di 54 anni, rapper e musicista olandese di origine surinamese, morto per complicazioni dovute alla sclerosi multipla.

Unisce la musica con il cinema il nome di Bruno Battisti D'Amario che è stato un chitarrista classico, insegnante e compositore italiano. 
D'Amario, 88 anni, era noto per le sue performances nelle colonne sonore di Ennio Morricone e Nino Rota, e proprio il maestro Morricone diceva di lui che era capace di evocare suoni straordinari con la sua chitarra come, per esempio, nella colonna sonora del film Il buono, il brutto e il cattivo.

Ci siamo così avvicinati al cinema dove è morto ad 80 anni Vincent Pastore, attore italoamericano noto per aver interpretato il personaggio di Salvatore “Big Pussy” Bonpensiero nei Soprano e per aver partecipato a Quei Bravi Ragazzi e Carlito’s Way, tra i più famosi e apprezzati film di gangster di sempre.

Sempre per il cinema è morta a 73 anni Fiorenza Marchegiani che debuttò accanto a Massimo Troisi in RICOMINCIO DA TRE, interpretando il personaggio di Marta.

Nel corso della carriera ha partecipato anche a produzioni televisive di successo come Vivere, Incantesimo ed Elisa Di Rivombrosa. 
Concludiamo gli addii (eh... oggi sono tanti) con lo sport dando l'ultimo saluto all’ex velocista Livio Berruti, che alle Olimpiadi di Roma nel 1960 fu il primo atleta italiano a vincere i 200 metri alle Olimpiadi.

Aveva 87 anni ed è deceduto a causa di una breve malattia. 
Addio David, William, Billy, Tony, Bruno, Vincent, Fiorenza e Livio.

giovedì 30 luglio 2026

TOP OF THE POPS: IT'S STILL NUMBER ONE!

 Esattamente vent'anni fa la celebre trasmissione musicale britannica Top Of The Pops ha chiuso i battenti dopo 42 anni di messa in onda e 2.204 episodi.


Questo a causa del calo costante degli ascolti e della spietata concorrenza di internet e dei canali musicali sempre disponibili 24 ore su 24. 
L'ultima puntata settimanale dello storico show della BBC era stata registrata il 26 luglio 2006 al BBC Television Centre di Londra ed è stata chiusa dal conduttore storico Jimmy Savile (il primo a presentare lo show nel 1964), che ha spento le luci in uno studio vuoto pronunciando la celebre frase: “It's still number one. It's Top of the Pops”.

La classifica finale quel giorno aveva il brano HIPS DON'T LIE di Shakira (feat. Wyclef Jean) al primo posto, mentre  l'ultima band a esibirsi nello studio in una puntata regolare, la settimana precedente, erano stati gli Snow Patrol con CHASING CARS.

La decisione di mettere la parola "fine" a quella che era stata, si può dire, una vera e propria istituzione britannica (secondo me la Regina Elisabetta II era una delle fedeli spettatrici), arrivò dopo un periodo di declino di cui ho accennato sopra che portò anche allo spostamento del programma da BBC One a BBC Two nel 2005. 
Nonostante la chiusura dello show settimanale, la BBC ha continuato a produrre per diversi anni speciali natalizi e repliche d'archivio su BBC Four come fa il nostro Techetecheté. 
Sono stati scritti fior fiore di libri a riguardo e anche realizzati documentari di cui uno del 1981,

quando il programma ha abbracciato il «New Pop» degli anni '80 (quello partito con Video Killed The Radio Star) con una nuova sigla e titoli. 
È un periodo, tuttavia quello del 1981, in cui la Gran Bretagna è divisa tra rivolte, disoccupazione e matrimonio reale, uno stato d'animo catturato nella GHOST TOWN (con quel particolare sound arabeggiante) dei The Specials,

band ska che la esegue in Top of the Pops, per poi sciogliersi subito dopo nel camerino del Television Centre. 
Torneranno nel 1996 anche se non saranno in formazione completa. 
Abbiamo anche avuto la nostra versione italiana omonima di Top Of The Pops che è andata in onda prima su Rai 2 e poi su Italia 1 e ha chiuso definitivamente nel 2011 per ascolti bassi come l'originale e il mancato rinnovo dei diritti. 
Da notare che in Italia, prima di questo programma, guardavamo DISCORING, una produzione tutta italiana che già si ispirava al prodotto britannico, e che dalla fine degli anni 70, ha cavalcato poi tutti gli anni 80 portando in scena gli artisti del momento.

E anche qui, quanti ricordi... Urca! 

mercoledì 22 luglio 2026

CINEMA, PICCIONI, GODZILLA E DURAN DURAN

 Venerdì è morta a 81 anni Brenda Fricker, attrice irlandese nota soprattutto per aver interpretato la “signora dei piccioni” nel film dove appariva anche DONALD TRUMP (non imbucato allora) Mamma, Ho Riperso L’Aereo – Mi Sono Smarrito A New York,


un personaggio che, molto simile, appariva anche nel Mary Poppins originale interpretata da Jane Darwell. 
Ma ricordiamo che in precedenza Brenda aveva anche vinto l’Oscar come miglior attrice non protagonista grazie al regista Jim Sheridan, che nel 1989 le fece interpretare la madre del protagonista di Il Mio Piede Sinistro, quel film che racconta la storia di Christy Brown

(Daniel Day-Lewis qui sopra con lei), uomo con una paralisi cerebrale, ma che riesce a diventare un apprezzato pittore imparando a dipingere con l’unica parte del corpo che riesce a controllare: il piede sinistro, appunto. 
Prima Brenda aveva fatto solo qualche partecipazione in serie tv britanniche e piccoli ruoli secondari al cinema. 
Restando nel mondo del cinema, a 90 se ne va anche Francesco Massaro,

regista, sceneggiatore e soggettista italiano. 
Aveva inziato a lavorare come aiuto regista di Luchino Visconti per IL GATTOPARDO, virando poi sulla classica commedia all'italiana e tra i suoi lavori cinematografici più noti ci sono Al Bar Dello Sport (1983), cult con il neo-novantenne LINO BANFI e Jerry Calà, e Il Lupo E L'Agnello (1980), co-produzione francese con Michel Serrault e Tomas Milian, compreso il suo esordio con Il Generale Dorme In Piedi dove ha diretto Ugo Tognazzi e Mariangela Melato

(si, c'era un pò di nudo femminile, e infatti il film era vietato ai, minori di 14 anni). 
Aveva partecipato come sceneggiatore anche al famoso Sposerò Simon LeBon, il film "paninaro" del 1986 tratto dal libro di Clizia Gurrado uscito in pieno fenomeno Duran Duran (Wild Boys! Wild Boys!).

Ed in chiusura è recentissima la notizia della morte dell'attrice Kaylee Hottle ad appena diciannove anni in un incidente stradale nel Maryland dove non stava guidando lei. 
Sordomuta dalla nascita, vista anche nel recente reboot di Magnum P.I., si era fatta notare nel ruolo di Jia, la ragazzina in grado di comunicare con il linguaggio dei segni con Kong nella recente saga blockbuster di Godzilla Vs. Kong e il successivo sequel.

Addio Brenda, Kaylee e Francesco. 

martedì 14 luglio 2026

JURASSIC PARK PERDE IL SUO PROTAGONISTA STORICO... E PURE LA MUSICA NON È DA MENO

 È un brutto momento sia per la musica, come abbiamo visto nei giorni scorsi (eh, ma anche oggi...), che per il cinema poiché anche l'attore neozelandese Sam Neill è morto improvvisamente ieri all'età di 78 anni, dopo essere guarito dal cancro. 


L'interprete di JURASSIC PARK, quello originale del 1993, era nato in irlanda e aveva annunciato ad aprile di essere guarito, dopo essersi sottoposto a cure per un tumore del sangue al terzo stadio.
Non era stato solo legato ai dinosauri però il Sam poiché lo abbiamo visto anche in Lezioni Di Piano, Caccia A Ottobre Rosso, L'Uomo Bicentenario, Punto Di Non Ritorno (per alcuni un cult, per altri una ciofeca) e Peaky Blinders in tv, giusto per citare alcuni titoli. 
Era tornato, insieme a Jeff Goldblum e Laura Dern, anche nel rinnovato franchise per Jurassic World - Il Dominio nel 2022.
Ancora per la musica se n'è andato a 63 anni Calvin Hayes, tastierista (anche batterista) britannico che ha fatto parte dei Johnny Hates Jazz

(sfido a non ricordarsi di loro appena parte la canzone) i cui più grandi successi nel pop anni Ottanta sono stati SHATTERED DREAMS (con videoclip diretto da David Fincher dove Calvin si vede al piano) e Turn Back the Clock incluse nel loro primo vero album che portava il titolo del secondo singolo, dove Hayes ha suonato anche la batteria e arrivato dopo alcuni lavori iniziali passati inosservati.
Ci lascia anche Kevin Chown, 56 anni,

bassista americano di tutt'altro genere che ha suonato anche nei Chad Smith's Bombastic Meatbats, ovvero il gruppo rock fusion strumentale del batterista dei Red Hot Chili Pepper.
Goodbye Sam,Calvin & Kevin. 

domenica 28 giugno 2026

WHAM! TUTTO IL CONTRARIO DI SPEGNERSI LENTAMENTE

 Il 28 giugno del 1986 era un sabato e penso che molti, specialmente i britannici, se lo ricordino bene quel sabato perché magari erano anche loro in mezzo alla folla oceanica che riempiva lo Stadio di Wembley per assistere al concerto d'addio degli Wham!


L'evento, di cui vi regalo la SPLENDIDA APERTURA dove, su un lungo intro di Everything She Wants, entrano in scena prima uno e poi l'altro Wham!, ha segnato la fine della carriera del celebre duo pop britannico composto da George Michael e Andrew Ridgeley, davanti a 72.000 fan letteralmente in delirio. 
Annunciato a maggio dello stesso anno, lo scioglimento fu voluto fortemente da George Michael, che sentiva il bisogno di comporre musica più matura (i maligni avevano certo pensato alle divisioni delle royalties) ponendo fine all'era scanzonata degli Wham! in braghette e yeyeyè. 
Lo show è stato una compilation dei loro più grandi successi con anche alcune cover come Why di Carly Simon. 
Sono passate Wake Me Up Before You Go-Go e Careless Whisper concludendo con una versione estesa di I'm Your Man con Simon LeBon. 
Anche Elton John ha partecipato duettando sulle note di Candle in the Wind. 
Si è chiusa così quel giorno un'avventura durata appena quattro anni, ma che ha proiettato George Michael e Andrew Ridgeley nell'olimpo delle star mondiali, con oltre 30 milioni di dischi venduti e con un certo margine di successo maggiore per George rispetto ad Andrew. 
Ma quello lo si vedeva già quando erano gli Wham! 
Ah... Non so se può interessare, ma il 28 giugno di 100 anni fa invece nasceva un certo Mel Brooks...

Auguri smodati! 

martedì 23 giugno 2026

GLI ANNI 80 FRANCESI E L'EROTISMO

 C'erano una volta gli anni 80, ma quelli con Lio, Plastic Bertrand, Caroline Loeb e molti altri artisti d'oltralpe che davano il loro contributo in risposta alla british invasion di Duran Duran, SPANDAU BALLET, Depeche Mode e simili.


Anche Guesch Patti (all'anagrafe Patricia Porrasse) si dava parecchio da fare e scalava le classifiche di tutta Europa, quindi anche italiane, con ÉTIENNE, dove, al pari della canzone Kobra di Donatella Rettore, le allusioni non proprio velate alla fellatio nel testo della canzone (qui nel video con traduzione italiana) sono chiarite dal fatto che in francese il nome proprio maschile Étienne,

che tradotto in italiano sarebbe Stefano, è uno dei nomignoli francesi del pene (cosa che allora non sapevo assolutamente), un pò come gli americani lo chiamano Dick e i britannici anche Willy. 
Disquisizioni linguistiche a parte, la cantante, il cui padrino era Bernard Blier (lo ricordiamo come vittima della ghenga di AMICI MIEI), è deceduta un paio di giorni fa ad 80 anni dopo aver fatto qualche piccola apparizione nel mondo del cinema, e ricordiamo anche le sue performances musical-recitative al Festival di Sanremo del 1988 e al Festivalbar dello stesso anno con l'altro singolo LET BE MUST THE QUEEN.

Adieu Guesch Patti. 

martedì 16 giugno 2026

JETHRO TULL: STORIA DI UN BEL PASTICCIO

 Nel 1980, per colpa della casa discografica Chrysalis, l'intesa di una storica band prog andò a ramengo e il gruppo si sciolse all'improvviso.


La band era quella dei Jethro Tull e al loro leader Ian Anderson, secondo una clausola del contratto con la casa, era stato chiesto di realizzare un album solista, magari sullo stile folk. 
Ian si mise al lavoro di buon grado però con la condizione di poter collaborare anche qui con il fido chitarrista Martin Barre con lui dagli inizi dei Jethro Tull, per la precisione dal secondo album Stand Up. 
Per il resto dei musicisti Ian, che nella sua testa voleva anche giustamente adeguarsi ai tempi entranti cioè gli anni 80 che saranno pieni di sintetizzatori (vedi l'evoluzione dei suoi colleghi prog Genesis, per esempio), cercò musicisti nel giro della musica elettronica tra Roxy Music e Frank Zappa, e in breve tirò fuori il disco che riprendeva, riarrangiate, alcuni sue vecchie composizioni mai pubblicate e altre del tutto nuove.

Il disco si sarebbe chiamato semplicemente A, come lui, Anderson, ma con quei suoni moderni suonava come quello di una vera rock band, altro che folk, e lo potete ascoltare qui in VERSIONE ESTESA (con più brani rispetto alla tracklist originale e in effetti è un gran bel disco prog),

per cui ecco che alla Chrysalis viene in mente di pubblicarlo lo stesso a nome Jethro Tull con una copertina che abbandonava gli outfit da folletto per un'immagine ispirata a Incontri Ravvicinati Del Terzo Tipo, causando le ire dei componenti dei veri Jethro Tull che non avevano partecipato alle registrazioni, e quindi mollano definitivamente la band. 
E lo fanno con tutte le ragioni perché la situazione era un pò come se Mick Jagger e Keith Richards avessero fatto uscire un disco a nome Rolling Stones, ma senza Ronnie Wood, Bill Wyman e Charlie Watts all'epoca in cui questi ultimi due erano ancora nella band. 
A nulla servirono le spiegazioni e le scuse di Ian che era fermamente intenzionato a tornare alla formazione di prima per l'album successivo. 
L'intesa si era spezzata (ripeto, non per causa sua) e fra i fuggitivi c'era anche l'allora David Palmer,

(quello con il foulard al collo) tastierista che era entrato ufficialmente come componente nel 1976, ma che anche prima arrangiava i brani per i Jethro Tull. 
David purtroppo è mancato nei giorni scorsi a 88 anni, ma nel frattempo, dopo la morte della moglie, nel 2004 aveva anche cambiato sesso diventando Dee.

Sempre restando nel genere prog è mancato anche Dave Greenslade, 83 anni, pure lui compositore e tastierista inglese

che, oltre ad aver fondato una band che portava il suo cognome, ha fatto prima di tutto parte dei Colosseum, noti soprattutto per il loro secondo album VALENTYNE SUITE, quello con la famosa copertina che raffigura una modella tra due alti candelabri futuristici come si vede nel video allegato (il secondo candelabro sta sul retro della copertina che è una foto intera).

Da tutt'altro genere invece arrivava il rapper Oliver Tree deceduto a soli 32 anni in uno scontro tra elicotteri. 
Oliver aveva uno stile molto ironico anche nel modo di presentarsi con i capelli a scodella, e il suo pezzo più famoso era (ironicamente) questa LIFE GOES ON,

che ha raggiunto una popolarità virale venendo usata anche per meme e video di TikTok. 
Quindi goodbye Dave, Oliver e Dee (o David). 

sabato 18 aprile 2026

GLI ANNI 80 MUSICALI FRA IRLANDA E CANADA

 L'Irlanda e i Clannad erano due cose che finivano spesso per collegarsi l'una con l'altra nei discorsi musicali finché non si sono sciolti nel 2024.


Comunque poi erano sporadicamente tornati in occasione di un paio di eventi speciali di cui uno era stata la celebrazione della serie tv Robin Of Sherwood (in Italia rinominata solo Robin Hood) della quale la band irlandese aveva curato la COLONNA SONORA. 
Purtroppo nei giorni scorsi è mancata Moya Brennan, 73 anni, sorella della nota solista ENYA e voce, nonché arpista, della band che in passato aveva avuto come ospite anche Bono Vox degli U2 in questo MERAVIGLIOSO BRANO

che mi evoca immediatamente freddo e paesaggi nebbiosi.
Dal Canada invece arrivava Alain Lefebvre il cui nome d'arte era Al Gunn, bassista turnista che ha fatto parte dei Men Without Hats fra il 1984 e il 1986, ben noti anche in Italia per la loro hit del 1982 SAFETY DANCE dove però il sound era dominato dai synth, e sono canadesi pure loro come Al, non fatevi ingannare dal videoclip girato invece nelle campagne inglesi.

Versione su disco molto bella che faceva ballare come dei pazzi mentre dal vivo l'esecuzione era decisamente più "disordinata". 
Al era entrato nella band in occasione del LIVE HATS TOUR, un periodo in cui il leader Ivan Doroschuk voleva riportare sul palco e nei dischi un sound più rock con chitarre in evidenza dato che erano nati in origine come band punk, cosa che creò un certo attrito con la casa discografica che invece li aveva messi sotto contratto proprio per il synthpop tipico degli anni 80.

Per finire torniamo in Irlanda e diamo l'addio a Patrick Campbell-Lyons, 82 anni e componente fondatore dei Nirvana, ma quelli nati negli anni 60, non la band grunge di Seattle. 
Questi Nirvana producevano un pop psichedelico/sinfonico e il loro disco di debutto era questo THE STORY OF SIMON SIMOPATH del quale potete ascoltare l'intero lato A. 

Il lato B, su YouTube poi dovrebbe arrivare di conseguenza con i consigli della piattaforma.
Siccome poi questi Nirvana, nati come duo che si circondava di moltissimi turnisti, erano ancora in attività negli anni 90, c'erano state inizialmente delle noie per Kurt Cobain & co. per utilizzare tale nome, ma poi non se ne fece nulla.
Patrick è quello nella foto con la giacca chiara all'epoca del disco. 

Goodbye Moya, Al & Patrick. 

sabato 11 aprile 2026

GEORGIA ON MY MIND...

 Ok, oggi, dopo tanti sabati rivolti a brani piuttosto vintage, diamo uno sguardo (o meglio, un orecchio) alla musica attuale, cioè quella che passa alla radio e sui canali tv dedicati ai videoclip.


Come impatto visivo devo doverosamente aprire con Meek e la sua FABULOUS, in cui la cantante (prima conosciuta come Georgia Meek) si esibisce in tutta una serie di outfit che definire "sopra le righe" non rende l'idea, tanto più che lei è decisamente "curvy" e lo ostenta in maniera più che disinvolta riuscendo anche ad essere sexy. Canzone che in questi giorni non riesco a togliermi dalla testa e che mi ricorda anche molto da vicino lo stile di CHAPPELL ROAN. 
Tutt'altro genere quello di Artie 5ive, 

rapper/trapper italiano che dimostra che con poche frasi ripetute all'infinito ci puoi fare una canzone, ovviamente di quel genere. 
DAVVERODAVVERO non rientra (davvero) tra i miei preferiti, ma non posso non notare che il brano ha qualcosa di ipnotico che lo rende geniale.

Infine ecco un nuovo estratto dal titolo OPALITE dall'ultimo album di Taylor Swift.
Brano questo che nel ritornello, come in un flash, mi ha fatto ricordare HOLD ME NOW degli ottantiani Thompson Twins (e anche altre cose sparse).

Certamente non è plagio, ma l'ispirazione c'è e parecchia, e forse è proprio per questo che anche il video cita gli anni 80, colorati e pieni di grande musica e film indimenticabili. 
E concludo restando negli anni 80 perché ci ha lasciati l'altro ieri Afrika Bambaataa, al secolo Lance Taylor, a 68 anni per un cancro alla prostata. 
DJ, produttore e rapper, probabilmente il brano suo più famoso è RECKLESS insieme agli UB40.

Negli ultimi tempi si erano moltiplicate a suo carico le accuse di molestie sessuali subite da gente del giro musicale in giovane età che, uno dopo l'altro, hanno cominciato a rendere tutto pubblico, ma l'artista ha sempre negato ogni cosa.
Che sia vero o no, comunque addio Afrika (o Lance). 

sabato 14 febbraio 2026

DUE O TRE CANZONI PER SAN VALENTINO

 Quest'anno San Valentino cade di sabato per cui, dato che in genere questo giorno lo dedico alla musica, mi permetto di selezionare qualche canzone a tema partendo da PERFECT di Ed Sheeran, una ballad terzinata che fa subito "ammooree" con gli "occhi a cuore" come nei manga.


Molto più concettuale e personalmente considerata di un livello superiore (ma non solo da me) LA CURA di Franco Battiato dove, dopo un testo che è una dichiarazione di intenti a proteggere e valorizzare la persona amata, arriva l'assolo di David Rhodes a concludere in bellezza una canzone che se la rifai la devi fare così perché è come quella di Ed Sheeran, cioè perfect.

Concludo con un brano dei Frankie Goes To Hollywood che considero una delle più belle canzoni in generale degli anni 80 presa dal doppio capolavoro, creato insieme a Trevor Horn, Welcome To The Pleasure Dome, e naturalmente sto parlando di THE POWER OF LOVE, un inno all'amore dove anche qui si protegge la persona amata, ma da artigli incappucciati e vampiri.

E non ha importanza se sia amore etero o omosessuale, perché basta che sia amore vero. 
Eh si, ce n'è tanto bisogno di amore in un periodo come questo così pieno di tragedie di ogni tipo dove molto spesso sono donne a finire come vittime. 
Sappiate che io voglio bene a tutti voi che state leggendo

e ve lo dimostro ogni giorno con un nuovo post su questo blog che cerca di non prendersi mai troppo sul serio, perché chi lo gestisce (io) in fondo ha ancora l'animo di un bimbo, magari cresciuto, si, ma solo per l'anagrafe. 

domenica 1 febbraio 2026

ADDIO ALLA "MAMMA" DI "KEVIN!!!"

 Nooo dai, non è possibile... Catherine O'Hara è mancata a 71 anni?


Ma sul serio? 
Cioè la mamma di Kevin in Mamma Ho Perso L'Aereo, ma ancora prima in BEETLEJUICE e poi ritrovata anche nei sequel di entrambi? 
E pure nella serie tv THE STUDIO con Seth Rogen? 
Si, purtroppo le cose stanno così dato che una breve malattia se l'è portata via e sicuro ci mancherà tantissimo. 
Ma anche la musica è in lutto perché da alcuni giorni il duo Sly & Robbie non esiste definitivamente più. 
Eh già, perché dopo la dipartita del bassista Robbie Shakespeare nel 2021, anche il batterista Sly Dunbar se n'è andato durante la passata settimana a 73 anni. 
Come duo hanno collaborato nei dischi di moltissimi artisti, da Grace Jones a Bob Dylan, ma anche i nostri Francesco De Gregori e Jovanotti li hanno voluti in sala d'incisione. 
Nati come rappresentanti del reggae nel 1976, hanno poi negli anni 80 cominciato a produrre dischi con il loro nome e penso che molti possano ricordare questa BOOPS THERE SHE GOES.


Goodbye Catherine & Sly. 

lunedì 29 dicembre 2025

LEI, B.B. E DUE NOMI DELLA MUSICA CHE CI LASCIANO

 Grande lutto nel cinema per la morte di Brigitte Bardot,


soprattutto attrice, certo, ma anche cantante e divina ispiratrice di CANZONI per Serge Gainsbourg con il quale ha pure duettato, oltre che in BONNIE & CLYDE di cui allego il videoclip meraviglioso in puro stile cinema,

anche nella riedizione di JE T'AIME MOI NON PLUS uscita nel 1986, ma che era stata registrata da loro due nel 1967, un anno prima di quella ufficiale dove ci sarà Jane Birkin al suo posto.

La B.B. la troviamo anche regolarmente protagonista suo malgrado dei classici TRENINI DI CAPODANNO per colpa del famigerato DISCO SAMBA che sta già lì pronto per girare fra due giorni. 

Lasciata la carriera di attrice diventerà poi salvatrice di animali. 
Quattro mariti e molte relazioni anche complicate hanno costellato la vita di Brigitte, icona di bellezza che aveva raggiunto i 91 anni. 
Così, come chicca che vi butto lì, nella colonna sonora di un suo film del 1967, Io, L'Amore,

David Gilmour cantava due canzoni prima di entrare a far parte dei Pink Floyd l'anno seguente. 
Non ha avuto molta rilevanza mediatica invece (e infatti l'ho saputo solo in questo weekend) la scomparsa di Richard Darbyshire, cantante, chitarrista e autore britannico noto come frontman dei LIVING IN A BOX, una delle band pop della fine degli anni '80.


Questo forse solo perché non erano al livello dei Duran Duran, Depeche Mode, Spandau Ballet o altri che hanno continuato ad esistere dopo quella decade. 
La loro canzone che portava il loro nome però è rimasta nella storia e li abbiamo visti passare anche nello special natalizio di Discoring sulla Rai (in effetti niente di nuovo rispetto alle due puntate già andate in onda in estate se non per gli auguri di Natale inseriti dagli artisti). 
Quindi dicevo notizia passata in sordina poiché Richard è morto infatti lo scorso novembre a Londra all'età di 65 anni. 
Non è stata resa nota la causa del decesso. 
Altro nome della musica che se ne va è quello di Perry Bamonte,

65 anni anche lui, chitarrista e tastierista dei Cure dal 1990, altra band che ha proseguito la carriera dopo i fasti degli anni 80. 
Addio Brigitte, Richard e Perry. 

mercoledì 24 dicembre 2025

ADDIO CHRIS

 È con grande dispiacere che ho accolto la notizia della morte di Chris Rea, cantante e chitarrista inglese che sicuramente tutti ricordiamo per la splendida JOSEPHINE,


che ballavamo in discoteca negli anni 80 nonostante fosse un tempo medio (il remix però aiutava molto noi dj), ed era una di quelle canzoni che non ti stancano mai.
Ma sono da non dimenticare anche una serie di pezzi piu ritmati come I CAN HEAR YOUR HEARTBEAT.

Aveva 74 anni Chris e oggi nella vigilia di Natale direi che "adesso è più normaleadesso è meglio, adesso è giusto, giusto, è giusto" (cit. De André che spero vivamente qualcuno capisca) riproporre anche questa sua (a proposito di "strada", ma non "cattiva") DRIVING HOME FOR CHRISTMAS.

Goodbye Chris. 

venerdì 19 dicembre 2025

BUCK ROGERS HA TERMINATO LA SUA MISSIONE

 Eccoci in vista del weekend con la scomparsa dell'attore Gil Gerard, 82 anni, e noto soprattutto per le due stagioni di Buck Rogers,


(Gil ovviamente è quello senza il berretto) serie tv fantascientifica altamente kitsch dai costumi sfavillanti come in uno show di Lady Gaga. 
Queste sono le sue ultime parole rese pubbliche dalla moglie Janet: 
"La mia vita è stata un viaggio straordinario. Le opportunità che ho avuto, le persone che ho incontrato e l'amore che ho dato e ricevuto hanno reso i miei 82 anni sul pianeta profondamente appaganti. Il mio viaggio mi ha portato dall'Arkansas a New York, a Los Angeles e, infine, a casa mia nel nord della Georgia, con la mia fantastica moglie Janet, con cui sono sposato da 18 anni. È stato un viaggio fantastico, ma inevitabilmente destinato a concludersi come il mio. Non sprecate tempo con qualcosa che non vi emoziona o non vi porta amore. Ci vediamo da qualche parte nel cosmo". 
A riguardo ripropongo anche il LINK al post integrale che avevo dedicato alla serie un pò di tempo fa. 
Per la musica invece a causa di una polmonite ci lascia Anna Rusticano, 71 anni, della quale ricordo molto bene STO CON TE,


un singolo pop anni 80 un pò simile ad Everlasting Love, e il cui testo portava la firma di Valerio Negrini, paroliere ed ex batterista dei Pooh. 
Addio Anna e Gil. 

sabato 25 ottobre 2025

GLI ANNI 80: C'È CHI RIMANE E CHI NO

 Oggi la nostra musica del sabato (ma che capita spesso anche in settimana specie se legata al cinema) arriva in un contesto triste perché devo segnalare la scomparsa di Dave Ball,


ovvero il 50 per cento baffuto dei Soft Cell dove l'altra metà è rappresentata da Marc Almond. 
Dave aveva 66 anni e sicuramente con Marc il loro top lo hanno toccato con la cover di TAINTED LOVE, canzone degli anni 50 cantata in origine da Gloria Jones che i due avevano rivestito di synth e drum machine facendola sembrare un pezzo degli anni 80 a tutti gli effetti

e infatti quel vinile mi faceva riempire immediatamente la pista durante i miei anni 80 da dj.
Cosa che, quando parte questa canzone, succede anche adesso con le nuove generazioni di dj che lavorano sulle consolle alimentate però dagli MP3 (ma qualcuno della vecchia guardia che si ostina ancora a usare i vinili sui giradischi c'è ancora). 
Adesso qualcuno dirà che i suoni somigliano a quelli della cover fatta da Marilyn Manson, e infatti proprio quei suoni erano stati campionati negli anni 90 per realizzare quella versione goth (ma io continuo a preferire quella di Marc & Dave). 
Altra canzone sempre del passato, e che nel maxi singolo dei Soft Cell stava direttamente collegata alla precedente come in un lungo medley con gli stessi suoni ed effetti, era WHERE DID OUR LOVE GO? che invece arriva dal repertorio delle Supremes e viene resa molto scarna nella versione elettronica dei Soft Cell.

Goodbye Dave.

martedì 16 settembre 2025

B. B. KING, UN BLUESMAN NELLA NOTTE

 100 anni fa esatti nasceva Riley B. King, ovvero B. B. King, il re del blues


(da non confondere con l'altro bluesman suo quasi coetaneo Albert King) e il bello è che la sua fama non è solo legata alla musica poiché John Landis, sempre attento al sound, nel 1985 aveva inserito tre brani suoi (di cui uno era la TITLE TRACK) nel film Tutto in Una Notte

con Jeff Godlblum e Michelle Pfeiffer (due che all'epoca erano al massimo del sex appeal) dove si era ritagliato anche una PICCOLA PARTE nel ruolo di uno scagnozzo iraniano, per non parlare delle decine di camei illustri che ci sono nell'intero film. 
In Italia lo avremmo visto il 10 maggio di 40 anni fa e ricordo come fosse oggi che ero andato al cinema dopo il dj-set pomeridiano che avevo fatto in discoteca, si, perché negli anni 80 c'era anche la discoteca alla domenica pomeriggio (ma la z-generation che ne sa?). 
L'uscita negli USA era stata invece il 22 febbraio. 
Fatto sta che la colonna sonora me l'ero comprata perché forse mi era piaciuta più del film stesso che era carino, si, ma dopo The Blues Brothers e Una Poltrona Per Due tutto diventerebbe difficile per chiunque.
Sempre nello stesso anno Landis aveva anche diretto le parti musicali del documentario di Jeffrey Okun, della durata di 27 minuti, dal titolo B. B. King: Into The Night, che conteneva le canzoni incluse nella colonna sonora del film. 
Colonna sonora che, appunto, era per tre brani di competenza di B. B. King e la sua fida Lucille,

la Gibson a cui il musicista aveva dato un nome che in realtà non era quello di una sola chitarra poiché il nome era lo stesso per tutte le Gibson in suo possesso, ma la prima in assoluto, scampata ad un incendio, è quella nera bordata di bianco che si vede nella foto. 
Fra i tre brani in particolare, come dicevo lassù, c'era il singolo che prendeva il nome originale del film Into The Night, canzone scritta da Ira Newborn (quei suoni synth anni 80 sono un suo marchio) come anche MY LUCILLE

(anche qui, come nel video successivo entrambi presi dal documentario che dicevo prima, ci sono camei illustri sul palco sotto la direzione di Landis) e l'arrangiamento del classico IN THE MIDNIGHT HOUR, e pure come tutto il commento sonoro della pellicola.

Il resto del disco conteneva brani di Patti Labelle, Marvin Gaye, The Four Tops e altri ancora (non tutti però li sentivi nel film). 
Quindi magari me lo riguardo se lo trovo su una delle tante piattaforme esistenti, così per verificare se ha retto o meno il passare degli anni. 
Ma probabilmente si, sempre che non lo si confronti con quegli altri due film di cui parlavo prima... 

sabato 6 settembre 2025

NOTTI DI SETTEMBRE DAL GUSTO GOTH... QUASI

 Grazie ad una funzione del mio cellulare che non credevo potesse funzionare davvero, ho ritrovato una canzone che mi girava in testa e che mi portava indietro con la mente agli anni 70.


No, le due tipe bizzarre per ora non c'entrano (ma poco più avanti si), e canzone della quale ricordavo solo che diceva September facendo rima con Remember, come in tanti altri brani che mi uscivano fuori cercando con Google, tipo quello degli Earth Wind & Fire oppure di Neil Diamond o anche i Green Day.


Grazie a quella funzione che non è Shazam e per cui basta canticchiare la melodia della canzone (con un minimo di intonazione, eh), il mio fido e intelligentissimo cellulare (d'altronde "smartphone" significa proprio questo) ha riconosciuto NIGHTS OF SEPTEMBER di Edward Cliff ed ora me la sto riascoltando con grande piacere in questo primo sabato mattina di settembre dopo la sua relativa notte settembrina, appunto come la canzone. 
Chi era Edward Cliff? 
Beh intanto il suo vero nome era Jean Carlo,

un cantante brasiliano non vedente dalla voce simile a Demis Roussos e con una discografia non esattamente nutrita, ma questa canzone, forse l'unica di successo da noi, per me rimane bellissima. 
Parlando invece del 6 settembre, e in particolare quello del 1985, dai cultori del brit pop tale data è ricordata come il giorno in cui nella trasmissione televisiva britannica Bliss TV dove passava il top della new wave di allora, furono ospiti le Strawberry Switchblade

ovvero un duo femminile scozzese (quello della foto in apertura) dal look goth, ma presentandosi nel programma con un sound decisamente pop come dimostra JOLENE, la canzone che eseguirono che era la cover di un famoso successo di Dolly Parton messa anche da Beyoncé nel suo ULTIMO ALBUM. 
Come si può ben vedere dal video (di pessima qualità VHS) preso da quel programma tv, le due belle figliole, pur presentandosi con un look che stava tra Siouxsie e Lene Lovich come tante frequentatrici della discoteca dove mixavo all'epoca e che davano quella giusta nota di colore dark, parevano più che altro una ennesima clonazione di Cyndi Lauper, anche un po' per il balletto eseguito nel video.

Tanto per ascoltare meglio la canzone, metto anche il VIDEOCLIP ORIGINALE rimasterizzato che ha un audio decisamente migliore, pur rimanendo un brano molto leggerino. 
A dirla tutta però il vero unico grande successo delle Strawberry Switchblade (all'inizio aiutate da una collaborazione con Roddy Frame degli Aztec Camera) era stato quello di poco precedente ovvero la ancora più poppissima SINCE YESTERDAY

dove entrambe nel video sembrano anticipare quelle gothic lolita giapponesi che arriveranno negli anni 2000 pure con un paio di film come KAMIKAZE GIRLS e GOTHIC & LOLITA PSYCHO di cui ho già parlato e che consiglio entrambi. 
Eh, ma qui erano appunto quegli anni 80 (che rimangono favolosi per me) che erano fatti così, con quella continua ricerca dell'immagine e infatti nel programma, tra i vari Depeche Mode, Propaganda, Cult eccetera, passavano in particolare con grande riscontro personaggi vacui come i SIGUE SIGUE SPUTNIK,

cioè tutto look e e poca sostanza nonostante fossero una produzione di Giorgio Moroder (notare nel video anche la citazione di ARANCIA MECCANICA). 
E adesso chissà? 
Magari, in particolare la prima canzone del post (ma anche le altre, perché no?) qualche ricordo riesce a rispolverarlo anche a chi sta leggendo come ha fatto con me? 

martedì 2 settembre 2025

LA GUERRA PUÒ FINIRE... BASTA VOLERLO

 Il 2 settembre del 1945, proprio il giorno dopo l'ultimo SHOW RADIOFONICO del Trio Lescano, il Giappone si vede costretto ad alzare bandiera bianca, ridotto allo stremo per le gravi perdite umane e gli ingenti danni provocati dalle bombe atomiche (vi dice niente ENOLA GAY?) di Hiroshima e Nagasaki, e mette fine così alla Seconda Guerra Mondiale,


il più vasto conflitto della storia che in poco più di cinque anni ha provocato la morte di 55 milioni di persone, di cui oltre la metà civili. 
In questa cifra enorme rientrano naturalmente i 6 milioni di ebrei barbaramente assassinati nei campi di concentramento nazisti secondo certe ideologie psicopatiche di creare una razza pura. 
In Europa le armi erano già state deposte il 7 maggio nonostante poi fossero rimaste alcune propaggini tedesche che non volevano darsi per vinte. 
La firma della resa definitiva avviene invece a bordo della corazzata Missouri, ancorata nella baia di Tokyo, dove si ritrovano, intorno alle 8 di mattina di 80 anni fa, il ministro degli Esteri nipponico, Mamoru Shigemitzu, il capo di Stato Maggiore, Yoshijiro Umezu, e il comandante supremo delle forze alleate in Giappone, Douglas MacArthur. 
Nonostante tutto l'orrore che era accaduto prima, la resa non impedirà il formarsi in seguito di un clima da guerra fredda (quello del film WARGAMES) tra Stati Uniti d’America e Unione Sovietica, impegnati ad estendere la propria sfera d’influenza soprattutto in Europa.
Come dire che la lezione non era ancora stata imparata e difatti gli eventi degli ultimi anni lo dimostrano pienamente. 
Ah, ma adesso ci pensa Trump...



mercoledì 27 agosto 2025

TECHETECHETÉ È LA VERA REGINA DELL'ESTATE?

 Poco più di una settimana fa, in occasione della dipartita di PIPPO BAUDO, mi trovavo ad elogiare Techetecheté che ultimamente mi sta dando grosse soddisfazioni, ed ecco che la scorsa settimana arriva una puntata sugli anni 80 della Italo-disco,


periodo al quale sono molto legato perché l'ho trascorso facendo girare i vinili sui piatti Technics in discoteca (no, non dico che suonavo, state tranquilli). 
E quindi aggiungo un ulteriore punto a favore di Rai1 con invece un piccolo appunto a Stefano Zandri (“chi cacchio è?" diranno i più) cioè Den Harrow

il cui nome d'arte era un gioco di parole su "denaro", come lo erano anche i nomi di altri suoi due colleghi degli esordi Joe Yellow e Jock Hattle, sempre facenti parte della scuderia di Turatti & Chierigato. 
Stefano infatti sul suo profilo Facebook dichiara di aver visto quella puntata in tv e di essersi reso conto di quanto fossero horror i look di allora. Beh su questo caro Stefano di cui ho fatto girare parecchi dischi, dissento completamente poiché i look anni 80 sono stati e rimangono assolutamente iconici con nulla da invidiare a quelli dei loro colleghi internazionali come Duran Duran e Spandau Ballet, e te lo dice uno che in quegli anni è uscito per strada sia come paninaro che come new dandy pseudo dark.

Quello che era invece davvero orribile era il balletto che spesso accompagnava le esibizioni finte live come a Discoring e posso citare RAGGIO DI LUNA (produzione italiana, ma cantante francese, al secolo Mandy Ligios) con Comanchero, ma sopratutto in assoluto gli EASY GOING con Baby I Love You, davvero imbarazzanti nonostante quel pezzo mi piacesse un botto.

Tant'è che c'erano anche alcuni, come SAVAGE (Roberto Zanetti noto in seguito come Robyx) per la sua Don't Cry Tonight (non presente nella puntata, ma visto in un ALTRO SPECIAL), che racconta che, dato che non sapeva ballare, per non sembrare ridicolo si inventava pose statiche e mosse con le mani, 

cioè una specie di antenato di POSAMAN. 
Per Den Harrow e altri suoi colleghi come Spagna (allora ancora immune dalla chirurgia plastica selvaggia), per esempio, invece anche il muoversi sul palco era perfettamente centrato con la canzone che presentavano. 
Che vabbè, nel caso di Stefano è risaputo che non cantasse lui, ma Tom Hooker e Silvio Pozzoli


(no, non è Gigi del duo Gigi & Ross), ma chissenefrega dato che il risultato funzionava (anche con Baltimora e Valerie Dore, per dire) e il produttore tedesco FRANK FARIAN lo aveva capito già bene dagli anni 70 quando cantava in studio al posto di Bobby Farrell dei BONEY M (nelle poche esibizioni live invece era proprio Bobby a cantare, ma in modo molto diverso) e poi in seguito ha messo su i Milli Vanilli con tutti i casini che sono successi.
Bene, per quanto mi riguarda spero che Techetecheté continui a sorprendermi così che va bene. 
Anzi, sulla sua scia intanto ieri sera Raidue ha mandato in onda invece la prima puntata di uno speciale su Discoring,

anche quello molto bello e zeppo di ricordi. 
Naturalmente anche la puntata di Techetecheté è su Raiplay ancora per qualche giorno e consiglio di vederla finché possibile. 

ADDIO O CAPITANO, MIO CAPITANO... E AGGIUNGO UN ANNIVERSARIO CINEMATOGRAFICO

 Star Trek, seppure stavolta nella versione Next Generation, è di nuovo in lutto per la scomparsa di Patrick Stewart, attore inglese celebr...