Non sono impazzito, no, e vi spiego subito il perché di questo titolo tutto matto.
Oggi per la musica del sabato diamo l'ultimo saluto a Walt Maddox, 88 anni, che ha fatto parte del gruppo doo-wap The Marcels la cui canzone più famosa è BLUE MOON del 1961 già interpretata in precedenza in versione ballad da nomi come Frank Sinatra e Elvis Presley, ma la versione dei Marcels con quell'intro pazzesco di Fred Johnson che fa "bomp-baba-bomp-ba-bomp-ba-bomp-bomp... vedanga-dang-dang-vadinga-dong-ding..." rimane la più famosa, riportata in auge anche da Meco negli anni 80 per la colonna sonora di Un Lupo Mannaro Americano A Londra. La canzone è anche nel film Grease nella SCENA delle "chiappe di luna" cantata dagli Sha-Na-Na nella versione ballad di cui sopra.
Tornando invece a Walt, in effetti bisogna precisare che entrò nella formazione l'anno successivo all'uscita di Blue Moon in sostituzione di uno degli elementi originali del quintetto che in origine era nato multirazziale, ma qualche volta l'ha comunque cantata live e ne ho la prova video in questo MEDLEY, seppure di qualità pessima preso da qualche VHS.
Dal pop con tendenze prog invece arrivava Christopher North, tastierista
che con i suoi Ambrosia al completo aveva suonato anche nell'album di debutto dell' Alan Parsons Project dal titolo TALES OF MYSTERY AND IMAGINATION, tutto ispirato ai racconti di Edgar Allan Poe.
Come Ambrosia invece probabilmente il loro brano più famoso è questa BIGGER PART OF ME dallo stile raffinato tipico da locali notturni in cui in quel finire degli anni 70 si sono trovate a suonare in precedenza anche altre band come, per fare un esempio molto molto simile, i Player di BABY COME BACK, quel gruppo dove c'era al basso un certo Ron Moss (lo vedete nel video qui sotto) che poi farà sfracelli in Beautiful. Ma smettiamola di divagare e torniamo a Christopher che aveva 75 anni, per concludere con ancora un addio nella musica per Greg Elmore, 79 anni e membro fondatore dei Quicksilver Messenger Service, band che con i Jefferson Airplane e i GRATEFUL DEAD erano in rappresentanza del rock psichedelico di San Francisco.
Piccola curiosità sui Quicksilver è che per un periodo vi ha fatto parte come tastierista anche NICKY HOPKINS che troveremo negli anni 70 come session man in molti dischi italiani.
Paramount+ con il grande successo del SEQUEL DI TOP GUN che viene pure nominato per gli Oscar deve aver pensato che tutto "si può fare!" dato che aveva già realizzato anche The Offer, una stupenda serie sul travagliato backstage de Il Padrino con Miles Teller che rivedremo proprio in MAVERICK e che partecipa anche alla produzione, e nella quale serie ci troviamo (non in questa foto con i protagonisti principali) anche il figlio di Tom Hanks, in pratica quasi un clone del padre.
Qui vengono messi in scena tutti i famosi aneddoti su tale lavorazione, comprese le botte prese davvero da Talia Shire, Al Pacino che non piaceva ad alcuni sul set perché troppo basso secondo loro, Marlon Brando con il gatto, la famosa testa di cavallo, e altre gustose vicende varie intorno al set, come il problema di Frank Sinatra incazzato perché si sentiva citato nel personaggio di Johnny Fontaine, la comunità italiana che voleva bloccare il film e le rivalità fra boss mafiosi; tra l'altro argomento quello della mafia che nella pellicola non viene mai nominato palesemente ed è proprio grazie a tale escamotage che Coppola è riuscito a portare a termine il lavoro.
Apro inoltre una parentesi perché proprio oggi, 23 maggio, è la Giornata della Legalità istituita per dare contro a tutte le forme di mafia ricordando la strage di Capaci in cui perirono i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Sarebbe bello poter pensare che in questo modo certi personaggi degli ambienti mafiosi si sentano intimiditi, ma la realtà purtroppo è dura da cambiare, perciò chiudiamo la parentesi e torniamo alla nostra serie dove il tutto viene messo lì così bene che ti faresti i 10 episodi in una botta sola (cosa che riesce solo alle cinture nere di binge watching).
"Evvai! Abbiamo trovato la gallina dalle uova d'oro" avranno pensato ancora in Paramount sfogliando il catalogo dei loro film e così ti fanno pure un SEQUEL MOLTO BRUTTO di American Gigolò e pure de L'Uomo Che Cadde Sulla Terra (no, questo non l'ho visto perché temo di rimanere deluso, ma alcuni pareri che ho sentito sono positivi).
Ed ora Paramount+ colpisce ancora e riprende in mano un'altro dei suoi film in catalogo per creare una serie tv della quale probabilmente non se ne sentiva la necessità, dato che già il sequel, Grease 2, era stato un emerito fiasco.
Grease - Rise Of The Pink Ladies è un prequel di quel grande successo che è stato Grease e da quel film nasce appunto una vicenda puntata sulle ragazze della Rydell High School, quelle che si distinguevano appunto per il loro outfit rosa.
In particolare delle protagoniste del film ritroviamo Rizzo e Frenchy,
che in Grease erano interpretate da Stockard Channing e Didi Conn (nei riquadri in bianco e nero), ma qui siamo alcuni anni prima degli eventi che invece interesseranno Danny e Sandy. L'atmosfera alla happy days e le canzoni (poco memorabili in realtà) facevano ben sperare e invece uff... come per il sequel di American Gigolò prevale la noia.
Probabilmente anche perché si vuole stirare una storia su 10 episodi mentre un paio d'ore, messe in mano ad un buon montatore, forse erano più che sufficienti.
Ma è la dura legge delle piattaforme, e dal primo maggio anche Attrazione Fatale ha subìto la stessa sorte,
stavolta non con prequel o sequel, ma con un remake ad episodi dove Joshua Jackson prende il posto di Michael Douglas e del quale al momento non so se ho la voglia di saperne di più.
Ah...
Lassù in alto parlavo di Tom Hanks e di suo figlio Colin e di quanto si assomigliano, perciò eccoli a confronto con una foto giovanile di Tom:
Oggi il post sarà un po' più lungo del solito perché lo sapevo che lei era malata da tempo, che lottava contro un cancro, ma la notizia della morte di Olivia Newton John, arrivata ieri sera mentre ascoltavo la radio in cuffia stendendo il bucato, è stata lo stesso una botta fortissima.
Che poi, a ben vedere, Olivia in Italia ha avuto quel momento di fulgore grazie al personaggio di Sandy da lei interpretato in Grease nel 1978, film diretto da Randal Keiser, con lo strascico di Due Come Noi, dove era ancora al fianco di John Travolta, e con in mezzo quel bistrattato XANADU con Michael Beck e Gene Kelly, che però a me piace un sacco perché lo si deve prendere per quello che è, cioè una favoletta magica oppure un lungo videoclip con canzoni una più bella dell'altra grazie anche alla ELECTRIC LIGHT ORCHESTRA di Jeff Lynne che ha realizzato metà della soundtrack, e con MAGIC,cantata da Olivia nel film, che era una di quelle canzoni che in discoteca si mettevano quando partivano i lenti (un' usanza ormai obsoleta, arcaica e pure atavica, lo so), ed è stata utilizzata anche dal sottoscritto come colonna sonora di momenti romantici (ma sono sicuro di non essere il solo ad averne fatto tale uso).
Anche per quanto riguarda la discografia, se si eccettuano le canzoni legate ai film che ha interpretato, in Italia non è mai stata al top delle vendite se non per quella PHYSICAL,canzone simbolo della nascente mania del fitness tutto lycra, fascette per i capelli e scaldamuscoli, canzone ripresa di recente da Doja Cat con una citazione in KISS ME MORE.
Però è accaduto che recitare (e CANTARE) la parte di Sandy
in Grease l'abbia dipinta talmente intensamente nel nostro immaginario collettivo che per tutti Olivia è diventata una star (boom! la sparo grossa) al livello di Barbra Streisand, e le continue repliche del film, con anche gli adattamenti in musical pure in versione italiana con la Cuccarini al suo posto, hanno reso il personaggio di Sandy un'icona che mai nessuno cancellerà dalla memoria.
Di conseguenza anche la sua interprete originale, Olivia, ci è rimasta inevitabilmente nel cuore anche se non la vedevamo in giro da tempo proprio per le sue condizioni di salute che a 73 anni si sono aggravate portandocela via.
C'è poco altro da aggiungere se non che ora Olivia è entrata definitivamente nel mito.
Comunque non è il solo addio di oggi quello ad Olivia, perché il mondo del doppiaggio deve salutare ad 85 anni Carlo Bonomi, voce che (mi ci gioco quello che volete) abbiamo sentito tutti indistintamente anche senza conoscere il suo nome in quanto era sua la risata di Scacciapensieri,
il cartone animato conosciuto anche come Stripy, firmato da Bruno Bozzetto e Guido Manuli, sigla del programma televisivo della tv Svizzera.
Ma non solo.
Oltre quello, Carlo era anche colui che faceva i versi della Linea di Osvaldo Cavandoli nel famoso spot della Lagostina, e, più di recente, tutte le voci della serie animata in plastilina a passo uno di Pingu.
Anche tutti i film di Bruno Bozzetto sul signor Rossi erano stati doppiati da Carlo.
Inoltre, curiosità ancora più curiosa, era lui la voce degli annunci delle stazioni di Milano Centrale e Firenze S.Maria Novella fino al 2008.
Da Magnum P.I. invece abbiamo perduto Roger E.Mosley, ovvero T.C. nella serie con Tom Selleck.
Roger è deceduto ad 83 anni a causa di un incidente d'auto.
Un addio sempre a causa di un'altro incidente stradale, anche ad un attore britannico che, dopo il debutto non eclatante in patria, ha trovato il grande successo in Italia.
Stiamo parlando di John Steiner, 81 anni, che appare in numerosi spaghetti western e poliziotteschi degli anni 60 e 70, in Salon Kitty di Tinto Brass, e pure in Troppo Forte di Verdone
nei panni dell' impresario americano.
In conclusione salutiamo anche un ex attore che era Vito Annicchiarico, cioè il bambino di Roma Città Aperta,
che aveva lasciato il cinema dopo poche pellicole per andare a lavorare per una multinazionale, ma era comunque sempre invitato a presenziare agli eventi riguardanti il capolavoro di Rossellini, film dove però era doppiato da un altro ragazzino (allora) che si chiamava Ferruccio Amendola.