mercoledì 9 ottobre 2019

CARPENTERS - CALLING OCCUPANTS OF INTERPLANETARY CRAFT, CIOÈ L' INNO DEL GIORNO DEL CONTATTO


Tra tanta musica "moderna" propongo oggi un salto nel passato per riscoprire qualcosa che non esiste più.
Era la fine degli anni 70 e nelle ore notturne, sulle onde medie (checcacchio saranno mai ste onde medie???), con un po' di pazienza si riusciva a captare il segnale di Radio Luxembourg, emittente londinese nata come radio pirata in diverse zone itineranti (pare anche su una nave come Radio Veronica One) e poi infine stabilitasi come radio regolare all'indirizzo 38 Hertford Street London W1. La particolarità di ascoltare questa radio in Italia era che si potevano ascoltare in anteprima di qualche mese i dischi che sarebbero poi arrivati anche da noi, come Kate Bush con Wuthering Heights, i Police con So Lonely, oppure le Baccara con Yes Sir I Can Boogie, o ancora gli Who con Who Are You, perché una volta era così, non eravamo nella musica globale dell'epoca di Internet. Fatto sta che in una notte buia e tempestosa del 1977 arriva un disco che, cominciando con la voce di uno speaker radiofonico, e tanto di jingle, sembrava proprio un dj di quella radio che stava ricevendo una telefonata in diretta, e lì per lì, complice anche il segnale un po' disturbato della frequenza, non si capiva bene se era una gag, un spot pubblicitario o cos'altro, perché dall'altra parte rispondeva una voce distorta che diceva "We are observing your Earth and we'd like to make a contact with you". Lo speaker non capiva cosa volesse intendere quella frase e replicava col suo modo molto wowwowwow da radio, ma la voce continuava a ripetere robotica lo stesso messaggio fino a non lasciare più parlare il povero dj. E a quel punto comincia il piano con la voce di Karen Carpenter, del duo easy listening americano Carpenters (il genere alla Barry Manilow per capirci), la cantante più perfetta che sia mai esistita, di una perfezione al limite dello stucchevole, da principessa Disney anni 50, purtroppo scomparsa prematuramente per un male che non perdona. Il titolo è Calling Occupants Of Interplanetary Craft ed è la cover di una canzone uscita l'anno precedente per i Klaatu (nome di un personaggio che gli appassionati di cinema devono conoscere per aver visto Ultimatum Alla Terra di Robert Wise), band che venne scambiata dagli addetti ai lavori per i Beatles riuniti (ma questa è un'altra storia). La canzone, che narra di contatti con alieni pacifici (era il tempo degli incontri ravvicinati di Steven e delle guerre di Lucas) è presente nella soundtrack della famosa serie Mindhunter ed era già bella così, un po' Strawberry Fields con quei tocchi di classe tanto cari a George Martin, ma l' arrangiamento della versione dei Carpenters la presenta ancora di più in pompa magna eseguita addirittura da un' orchestra di 160 elementi, coro compreso che riecheggia identico anche in Easy dei Commodores uscita nello stesso anno (forse non a caso, essendo l'originale dell'anno prima), ed è una delle cose più maestose mai sentite che nemmeno Alan Parson con Music di John Miles era riuscito a fare. Ascoltare per credere, compreso il video del dj in sala trasmissione interpretato dal chitarrista della band che accompagnava i fratelli Carpenters che si esibiscono su un chromakey tipico di quegli anni.

Il brano, come si legge sulla copertina, è stato eletto inno ufficiale per il "giorno del contatto", cioè una di quelle cose tipicamente ammericane che ci credono solo loro, ma ci credono fino in fondo.
Ma un se bel giorno arrivano sti alieni e sono quelli di Mars Attacks! e Independence Day???


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