mercoledì 24 marzo 2021

RIVERDALE E TUTTI I SUOI SEGRETI (O QUASI)

 Se ne fa un gran parlare di questa serie arrivata ormai alla quinta stagione e se ne parla nel bene e nel male. Serie teen con omicidio incluso e liceo con i classici personaggi che i detrattori definiscono stereotipati e un po'tanto patinati. Beh da un certo punto di vista è anche vero. Ma bisogna sapere che le radici di Riverdale


nascono molto più indietro di quanto si creda. Tanto per cominciare bisogna tornare al 1969, quando un fantomatico gruppo di nome The Archies incide SUGAR SUGAR,
canzoncina easy-listening che diventerà un successo planetario persino coverizzata in italiano da Lara Saint Paul con il titolo ASCIUGA ASCIUGA
inteso come "asciuga queste mie lacrime" con uno di quei testi imbarazzanti da italian pop anni 70.
I (finti) componenti della band erano Archie, Betty, Veronica, Reggie e Jughead... non suonano familiari questi nomi? Certo che si perché sono esattamente i protagonisti di Riverdale. Ma all'epoca la serie tv non esisteva ancora. Il tutto era soltanto un fumetto per ragazzi

e nelle stessa collana, in una serie tutta dedicata a loro, apparivano anche Josie & The Pussycats,

cioè il trio musicale femminile che in Riverdale, tra le tante canzoni, canta pure quella Sugar Sugar. 
Dato che in America stavano spopolando The Monkees,
altro gruppo inventato solo per creare una serie tv sullo stile dei film beatlesiani con musica ed avventure, ma poi diventato anche vero fenomeno musicale, la premiata ditta Hanna & Barbera coglie la palla al balzo e realizza una serie a cartoni proprio su Josie & The Pussycats sulla falsariga di Scooby Doo e che noi vedremo in tv verso la fine degli anni 70. Per la versione del trio che vediamo in Riverdale ritroviamo in un'occasione speciale anche i costumi di scena leopardati (giusto un po'di fanservice), mentre rimangono sempre presenti le orecchie feline anche mentre il trio fa le prove (trio che si allarga anche a quartetto). Per vedere animati anche Archie & Co. dobbiamo aspettare l'inizio degli anni 2000 quando su Disney Channel arriva proprio la serie su di loro, condita di misteri misteriosi come per i loro cugini, gli amici di Scooby Doo. E mentre per Josie & The Pussycats esiste anche un (mediocre e assolutamente dimenticabile) film live action, per la ghenga di Archie bisognerà attendere fino al 2017 con Riverdale e i suoi misteri e intrallazzi di famiglia così incasinati da far quasi passare in secondo piano la faccenda del morto, e che fanno tanto Twin Peaks anche come locations, dato che è girato in Canada, mentre i panorami aerei che vengono mostrati ogni tanto arrivano da spezzoni presi da Big Little Lies e Gilmore Girls (Una Mamma Per Amica), ma tanto non ci fa caso nessuno dato che ci si concentra sugli addominali di Archie (per le ragazze)

e sulla quantità notevole di gnocca che viene proposta; in particolar modo salta all' occhio (non dite di no, buongustai) Hermione,

cioè la mamma di Veronica, quella Marisol Nichols che così a istinto avrei detto imparentata con la Nichelle Nichols/Uhura di Star Trek

e invece non c'entra. Gli altri personaggi di Riverdale mantengono i caratteri della loro controparte cartoonesca, cioè Archie il rosso, Betty la bionda, Veronica la mora e Jughead con il perenne copricapo a forma di corona, ma qui declinato con uno stile vagamente emo o "weirdo" (per dirla alla Radiohead) e per questo vessato dai bulli della scuola; ma anche il copricapo originale comunque fa la sua comparsa ad un certo punto, come anche tanti altri piccoli particolari disseminati qua e là negli episodi. Qualcuno si è lamentato della fintosità della messinscena, ma da parte mia invece l'ho trovato molto gradevole per la fotografia, i colori e una volta tanto anche il doppiaggio non sembra fatto così a caso (ma specifico che sto parlando della stagione 1, cioè del 2017). Decisamente meno fantasiosa della versione a cartoni dove i nostri amici incontravano villains pazzerelloni, situazioni da fantascienza (per dire... gente che viene trasformata in giganti o manichini di plastica ed esposti in vetrina) e mostri horror, qui si è preferito rimanere sullo stile lynchiano con omicidio e segreti di famiglia, che a parer mio riesce ad intrigare quanto basta per proseguire nella visione. 
Piccola nota triste: la serie segna anche il ritorno di Luke Perry nel ruolo del padre di Archie, ma purtroppo l'ex Dylan di Beverly Hills ci ha lasciati due anni fa a 52 anni a causa di un ictus. 
Nota invece di merito per il commento sonoro che in certi momenti ricorda certe cose di JohnCarpenteriana memoria e anche qualcosa di Stranger Things. 
Nota curiosa in chiusura dato che Betty di cognome fa Cooper e sua madre di nome fa Alice...

Rocknroooll!!! 
Alla fine si può dire che Riverdale è come portare Topolinia e Paperopoli in un'ambientazine reale con tutti i pregi, difetti e difficoltà che un'operazione del genere può comportare. Per me quindi promossa, perlomeno per la prima stagione, se la si prende come un gioco dove trovare tutti i riferimenti alla controparte a fumetti, dai quali arriverà anche Sabrina The Teenage Witch, con fumetti, serie tv e cartoon, nonché il recente remake-reboot che si svolge nello stesso universo. Se invece chiedete di più, forse Riverdale non è la location adatta.

2 commenti:

  1. Io ad un certo punto non ce l'ho fatta più a seguirlo, ogni stagione era un parto per via dei troppi episodi.
    Tra cui molti di essi erano praticamente filler oltre che ripetitivi.

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    Risposte
    1. Sono solo alla prima stagione e, come ho scritto, fin qui tutto bene. Ma anche il glorioso Twin Peaks ricordo che aveva al suo interno molti filler.

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