mercoledì 17 aprile 2019

FLASH GORDON OVVERO QUANDO UNA ROBA BRUTTA DIVENTA CULT

Portare un fumetto al cinema ultimamente è cosa normale con i mezzi attuali (leggi Marvel e DC Comics). Ma in questo caso parliamo dei primi anni 80 e qui son dolori; si perché FLASH GORDON è una roba brutta, ma tanto tanto, con effetti speciali così grossolani visti solo in "perle" come il famigerato Scontri Stellari o Krull. Basta portare ad esempio il pezzentissimo green screen usato per far volare gli uomini falco (all'epoca si chiamava ancora Chromakey). Si salva Ornella Muti che in quel pastrocchio resta sempre un belvedere (non per la recitazione badaben, che è anche quella sotto i minimi storici), Max Von Sydow/Ming (lui si per l'interpretazione) e la soundtrack dei Queen che è un buon disco (certo non un capolavoro, ma buono) dove Brian May firma i brani principali e i colleghi si occupano degli altri commenti musicali. L'album anticipò di molto l'uscita in sala della pellicola creando così l'hype per il capolavoro cinematografico che non arrivò. Ma ad anni di distanza Sam Jones partecipa ancora a convention e firma autografi per aver interpretato Flash, perciò per alcuni è diventato un cult, magari trash, ma lo è.

Nessun commento:

Posta un commento

I MITCHELL CONTRO LE MACCHINE, OVVERO UNA NORMALE FAMIGLIA DI "NON" SUPEREROI

 Occhio con queste intelligenze artificiali sempre più intelligenti, che poi succede come in questo film, surreale, fantasioso, ma sotto sot...