sabato 6 giugno 2020

QUEEN LIVE KILLERS (LIVE SI, MA QUASI)



Primo disco dal vivo della storica band inglese, ma non privo di segreti più o meno noti.
Il più clamoroso è l'inserimento di una parte vocale di studio nell' intro di Don't Stop Me Now, 

intro che invece Freddie non ha quasi mai cantato perché accortosi troppo tardi che era decisamente troppo alta per essere eseguita dal vivo con tipo un'ora di show già sulla schiena.
Per questo ed altri motivi Roger Taylor, batterista della band, non ha mai apprezzato granché il lavoro che è per il cinquanta per cento un "taglia e cuci" di varie registrazioni e in alcuni brani si sentono in maniera più evidente i montaggi fatti, come è riportato con dovizia di particolari su QUESTO SITO.
Ma ciò non toglie che fino a quel disco i Queen del Freddie senza baffi erano ancora la mia band preferita in assoluto, mentre in seguito (precisamente da The Game in poi) li ho apprezzati molto meno.
E comunque non si tratta di un caso isolato in quanto tali lavori di montaggio e di sovraincisioni sono sempre stati fatti anche in pietre miliari della musica come "The Song Remains The Same" dei Led Zeppelin, "Kiss Alive" e "Live And Dangerous" di Thin Lizzy.
Per non parlare dei dischi italiani come "Banana Republic" di Dalla e De Gregori in cui è stato sovrainciso un pubblico da partita di calcio perché nelle registrazioni originali non si sentiva nulla.
Persino il videoconcerto di Beyoncé I Am è un collage di spezzoni da diverse parti del mondo, ma in quel caso ogni spezzone ha la didascalia onesta che indica da dove arriva.
Quindi se si vuole il sound reale del concerto si deve ripiegare sui bootleg che saranno sicuramente più scarsi come qualità, ma più fedeli nella registrazione.

giovedì 4 giugno 2020

C'ERA DUE VOLTE


Titolo italiano di Once Upon A Spy, film tv del 1980 con Ted Danson, Mary Louise Weller e Christopher Lee che fa la parte di (pensa un po') un villain su sedia a rotelle ipertecnologica e che minaccia il mondo con un raggio rimpicciolente

(quindi niente a che vedere con quell' omonimo programma tv con Cicciolina che non rimpiccioliva nulla, anzi semmai, ehm... buongustai delusi, ma c'è su Raiplay,

....e sì, quello nell'angolino è Marco Columbro).
A contrastare il delirio di onnipotenza di Chris vengono mandati Ted e Mary che si ritrovano a loro volta incastrati in un gioco comandato dal cattivone.

Niente di che, ma le scene-gioco mi hanno ricordato da vicino un episodio della mia serie preferita anni 70 (abbiamo tutti le nostre fisse, eh) che era U.F.O. (di cui ho parlato QUI) per la precisione l'episodio "Riflessi Nell' Acqua",

per cui il senso di deja-vu per quegli ambienti, praticamente identici, me l'ha fatto piacere almeno un pochino, come Igor che alla vista del castello (ululì) esclama "Caaasa!".
Doveva essere il pilota di una serie, ma non se ne è fatto più niente.
Da notare il blooper della scena finale dei protagonisti in fuga con una Jeep, con Mary Louise Weller vestita in modo simile, ma visibilmente diverso da com'era un attimo prima nella scena precedente all'interno del covo del villain.
Era uno di quei "cultoni" mandati in onda da Italia 7 o Odeon Tv ed è proprio li che l'ho visto.

mercoledì 3 giugno 2020

SWAMP THING: SAI QUANDO DICONO CHE CHI BEN COMINCIA...?



Finalmente una serie tv che dal primo episodio fa il botto. E lo dico dopo l'esperienza non esattamente esaltante di Tales From The Loop di cui ho parlato QUI.
Con questa invece si parte alla grande e sfido chiunque a non ricordare "La Cosa" di Carpenter vedendo "quella scena".

E poi c'è Jennifer Beals (dico!), Ian Ziering che fa Cassidy (giuro) e c'è pure Adrienne Barbeau, e la regia (solo all'inizio) è di Len Wiseman (Underworld) e jumpscare a valanghe, sangue, squartamenti, body horror di ottima fattura.
Insomma, cosa può andare storto?
Tutto!!!
Dato che, a causa di problemi interni, dopo il primo episodio è stata tolta dalla programmazione finendo solo sulle piattaforme streaming (da noi è su Prime); inoltre sono stati ridotti gli episodi da 13 a 10 e la seconda stagione è stata del tutto annullata.
Forse qualche sentore di cose che non andavano per il verso giusto si sente in alcuni episodi centrali che non hanno per niente la stessa forza dirompente del primo.
E in più, come se non bastasse, alla fine del decimo ti lasciano lì con un cliffhanger...
E poi mi vengono a dire che "chi ben comincia è già a metà dell' opera".
Mah...

SNOWPIERCER


Fino al giorno in cui ho visto Parasite, Bong Joon Ho era per me sconosciuto, salvo poi scoprire in seguito che, senza saperlo, avevo già visto una cosa diretta da lui, cioè Tokyo! e precisamente l'episodio che chiude il film, e che nel 2013 aveva diretto questo Snowpiercer, che però avevo evitato.
Fatto sta che Netflix ha messo sulla piattaforma una nuova serie che è un prequel di tale film per cui mi è venuto da pensare che magari qualcosa di buono c'era.
E infatti ci sono molte buone idee in Snowpiercer che è tratto da una graphic novel e che sfoggia un cast di prim'ordine da Chris Evans a John Hurt, da Tilda Swinton a Ed Harris.
Posso quindi dirmi contento di averlo recuperato e di aver passato quelle due ore senza nemmeno un minimo colpo di sonno (cosa che invece temevo). 
Non sto a raccontare la storia perché ormai sarò l'ultimo spettatore che doveva ancora vederlo, ma dico solo che ogni scena, anche la più oscura, ha qualcosa di particolare che riesce a mantenere l'attenzione alta grazie all' uso intelligente delle luci e delle ombre che invece in certi film ti stanca solo la visione (vogliamo parlare di quell' episodio del Trono Di Spade?).
E sorvolo senza problemi sui panorami finti che si vedono dai finestrini del treno, perché tanto la storia è DENTRO a quel convoglio sferragliante e il resto è solo di contorno.
E quasi quasi, ora vado al recupero anche del resto della filmografia di Bong Joon Ho.

martedì 2 giugno 2020

NEFFA - NELLA LUCE DELLE SEI (FT. DEDA & AL CASTELLANA)




Grazie a quel famoso video del premier Conte che rappa Aspettando Il Sole, 



ho riscoperto un Neffa vintage che, dopo il periodo punk come batterista dei NegAzione, prima ancora di riscoprire il funk e soul della Motown si reinventa rapper molto particolare con un paio di dischi di quel genere ormai diventato quasi definitivamente trap e contaminato dal famigerato autotune (che però se usato con parsimonia riesce ad essere persino piacevole specialmente sulle voci femminili).

Questa arriva dal secondo lavoro che porta il titolo 107 Elementi e consiglio di ascoltarla in orario serale o mattino presto (appunto la luce delle sei) per una resa ottimale.
Se poi non è possibile, va bene anche in un altro momento qualsiasi della giornata.




domenica 31 maggio 2020

IL GREEN SCREEN DI SUA MAESTÀ ALTEZZA REALE



La tecnica del "green screen" é ormai usata ovunque in cinema e tv e consente di posizionare gli attori in scenari inesistenti oppure di rimuovere parti della scena o dell' attore stesso; ricordiamo per esempio Rose McGowan con la gamba amputata e con un mitra piazzato al suo posto in Planet Terror, per citare un film che adoro.

Questo è possibile grazie appunto al "green screen" cioè pannelli o abbigliamento di un colore inesistente nella scena che viene rimosso tramite il computer.
È accaduto che la Regina Elisabetta è apparsa in televisione indossando uno dei suoi completi ai quali ci ha abituati, ma stavolta era esattamente di un verde "green screen" che ha scatenato la fantasia del popolo del web e in breve la sovrana si è ritrovata vestita in maniere ancora più improbabili delle sue.

Dalle più divertenti fino alle più irriverenti.

D'altronde se una si veste con dei colori che starebbero bene alla nonna di Lady Gaga, dovrebbe essere anche pronta ad aspettarsi di tutto, no?

CLINT EASTWOOD COMPIE 90 ANNI


Se guardo indietro nei post devo convenirne che in questo 2020 vedo una gran fila di necrologi, ma ogni tanto si può tirare un sospiro di sollievo in occasione di qualche compleanno che tocca una tappa importante come Fiorello e i suoi 60 anni.
Di maggior consistenza invece il compleanno di oggi.
Auguri infatti ad un colosso del cinema, quel Clint Eastwood più volte scherzato per le sue due espressioni (col sigaro e senza), preso da me anche come paragone per il Mandalorian della Disney, e che sopratutto ha rischiato di essere ricordato come un codardo a causa di Marty McFly che incautamente pensò di farsi chiamare così nel terzo episodio di Ritorno Al Futuro.
Per qualsiasi informazione aggiuntiva sull' attore-regista ritengo che potrebbe essere più esauriente Cassidy.
Qui dalle mie parti gli mando i miei auguri di buon compleanno (90!) a modo mio con questa canzone dei GORILLAZ:


FUMETTI IN TIVVÙ-U-U-UUU

 Vediamo chi si ricorda di Gulp! I Fumetti In Tv, un programma della Rai degli anni 70, che i più fortunati potevano già vedere a colori (i...