La serie di anime su Goldrake è arrivata in Italia sulla RAI alla fine degli anni 70 ed è stata quella che ha aperto le porte all'invasione dei robottoni giganti dalle armi fantasiose, almeno per me sicuramente che ho cominciato a disegnarne i personaggi un po'ovunque in preda ad un vero e proprio delirio artistico. L'animazione a dir la verità era parecchio scattosa, paragonata agli standard disneyani a cui eravamo abituati, un po'come se mancassero dei fotogrammi, ma all'epoca in Giappone lavoravano così, proprio per una questione di economia sui disegni. E pareva pure un po'improbabile che un colosso meccanico di tali dimensioni potesse stare in piedi con tanta naturalezza. Ma aldilà della tecnica e delle spiegazioni gravitazional-baricentriche, il fatto curioso é che a causa di un famoso e buffo errore dei funzionari della TV di stato, riportato ormai un po' da tutte le parti, la serie ha ricevuto un titolo che non c'entra nulla con l'originale. Sullo scatolone che era arrivato dopo l'acquisto dalla TV francese c'era scritto Atlas Ufo Robot,
ma in RAI non avevano capito che Atlas si riferiva alla guida tv informativa allegata alla serie, per cui è stato preso come titolo completo e in questa forma appare anche sul disco con le famose canzoni di ALBERTELLI - TEMPERA.
Poco male comunque, perché di strafalcioni ben peggiori gli anime ne sono strapieni e noi abbiamo potuto fare il primo passo nel mondo dell'animazione nipponica coi robottoni. Un piccolo passo per l'uomo, un grande passo per i futuri otaku italiani...

