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domenica 9 ottobre 2022

IL MISTERO DEI GIORNI PERDUTI NEL CALENDARIO GREGORIANO

 Oggi siamo finiti in un giorno che non esiste, perlomeno nel 1582, il che potrebbe sembrare il tema per la sceneggiatura di un nuovo film sui viaggi nel tempo, e invece è una cosa assolutamente vera quella che nel calendario gregoriano, in quell'anno mancano 10 giorni, precisamente dal 5 al 14 ottobre cioè appunto il periodo in cui ci troviamo oggi, non per chissà quale anomalia spazio-temporale, ma semplicemente quello fu un escamotage per riallineare il calendario alle stagioni che invece il calendario Giuliano rispettava. 


Per fare questo viaggio nel futuro di 10 giorni non servì nessuna macchina del tempo (H.G. Wells doveva ancora nascere, come il Dottore pure), ma si richiese invece una più pragmatica "bolla papale" che stabilì tale modifica.

Ehm, no, no, "bolla" non inteso come il simpatico gioco da soffiare (anche se ce lo vedrei benissimo il Pontefice a passare il tempo in questo modo😉), ma come documento ufficiale emesso dalla Santa Sede che determinava tale salto di 10 giorni. 


E a sto punto se te lo diceva la Chiesa che si poteva fare di saltare senza problemi dal 4 al 15 ottobre (non so se qualcuno lo urlò come Gene Wilder), allora liberi tutti. 
Modifica radicale che, chissà, magari con i cambiamenti climatici, prima o potrebbe rendersi di nuovo necessaria perlomeno per ripristinare quelle "mezze stagioni" che, signora mia, non ci sono più, e "si stava meglio quando si stava peggio", e "che tempi!", e via così coi discorsi da ascensore... 

venerdì 9 ottobre 2020

L' UOMO CHE VISSE NEL FUTURO (THE TIME MACHINE)

 Il regista George Pal, che già aveva portato sullo schermo LA GUERRA DEI MONDI di H.G. Wells, sette anni dopo, nel 1960, trasforma in film un altro romanzo dello stesso scrittore: The Time Machine, da noi conosciuto con un titolo che suona come un ossimoro lungimirante, ma sappiamo bene che ci sono stati titoli decisamente peggiori nella storia del cinema tradotto in italiano.


Esiste anche un bruttino remake con Guy Pearce, lo dico per dovere di cronaca, ma per me questa versione vintaggia resta mille volte migliore anche se con il bluray trovi i difetti delle matte-paintings (e sono davvero tanti) e molti effetti speciali sentono il peso del tempo, il che suona anche buffo parlando di un film in cui il protagonista (un granitico Rod Taylor) viaggia appunto nel tempo con una macchina entrata nel mito; la macchina la troviamo infatti anche in un episodio di The Big Bang Theory (ma non è davvero quella originale anche se molto simile) e in altre occasioni cinematografiche e televisive. Un po' come è accaduto per Robby The Robot del PIANETA PROIBITO. Se quella del remake invece giace dimenticata da tutti in qualche magazzino degli studios, un motivo ci sarà...

EVERLASTING LOVE, EUROVISION, LA PANTERA ROSA E CICLISMO

 La famosa canzone Everlasting Love conta moltissime cover, pure una in italiano fatta da I Ricchi E Poveri come singolo di debutto nel 1968...