domenica 30 giugno 2019

ROCKETS


Ancora un suggerimento di un lettore del blog (Dave, sempre lui), mi spinge a fare un approfondimento di un POST PRECEDENTE e a raccontare una favola su un gruppo che ha segnato la mia infanzia (ed evidentemente non mi sono ancora ripreso).
C'era una volta, in una notte buia e tempestosa di metà anni 70, il produttore discografico Claude Lemoine che stava lì nel suo candido lettino, rimuginando su un'idea per una nuova band, quando gli capitò sottomano, nonsisaccome, ma probabilmente tramite un raggio vettore, il demo di cinque ragazzi sui 15-20 anni, che suonavano in maniera molto particolare, tirando fuori dagli strumenti dei suoni prettamente spaziali e originali, tenendo conto che non esistevano ancora sequencers e synth digitali, che arriveranno solo negli anni 80, per cui tutto era analogico, ma suonava come se arrivasse dal futuro. Anche i testi (pochi) delle canzoni rispecchiavano quello sguardo verso l'infinito e oltre (come direbbe Buzz) e poi, diciamocelo, anche il cinema era sempre popolato di alieni e storie di altre galassie... e Voilà ecco l'idea: facciamo una vera band di alieni che arrivano dal futuro. 
Presi e ingaggiati, Claude si inventa l'immagine argentata e li rapa a zero

(ma i primi tempi il primo tastierista preferiva esibirsi con un casco), e poi i costumi, le leggende metropolitane (si mormorava tipo della morte di uno dei componenti (quello col casco), invece era solo un semplice cambio di formazione) e realizzano un PRIMO ALBUM di discreto successo

riuscendo ad incuriosire per il modo in cui si presentano in pubblico, ma più che altro, tutto serve come presentazione, come apripista per il successivo superhit ON THE ROAD AGAIN, in cui ci sarà il succitato cambio di formazione fondamentale con l'ingresso del tastierista Fabrice Quagliotti ed una maturazione notevole in fatto di composizioni.

Il produttore italiano Maurizio Cannici capisce la potenzialità dei Rockets, per cui, come un novello Gargamella, ordisce un malefico piano e decide quatto quatto di rapirli (metti che se ne accorga prima Guido Elmi o Michele Torpedine...), sovvertendo anche la regola di Xfiles che vede gli alieni rapire gli umani, e da lì è tutto un crescendo con dischi e concerti sempre più di qualità (Pavarotti non faceva ancora il suo concertone annuale, sennò figurati se non finivano anche lì e magari anche il Lucianone si dipingeva d'argento) e apparizioni in programmi tv come l'ardito Stryx di Enzo Trapani, dove fra poppe al vento ( si, si, su Rai2, da non credere, pura fantascienza), finte streghe, e altri interventi a tema esoterico, interpretavano la parte dei Cosmodiavoli, spaventando le signore mamme di mezza età con le facce allucinate di LeBartz e le sue vocalità filtrate dal vocoder...

Ma se era un bel gioco, purtroppo durò poco, ed ecco arrivare la triste china discendente degli anni 80 in cui l'inspiegabile scelta di cambiare il look, prima abbandonando i costumi spaziali e il makeup argenteo, poi addirittura la svolta verso lo stile pizzi e frizzi new romantic

(che non c'entrava una cippa) modificando anche il nome, si rivelò essere un passo mooolto falso (accaduto identico anche ai Village People più o meno nello stesso periodo... vatti a fidare delle mode...), con un altro cambio di formazione, fino ad una lenta ed inesorabile caduta nell'oblio, dopo la quale i più tornarono ad occupazioni meno stellari, tipo allevare cani o andare a pesca. Per un lungo periodo diversi gruppi di sosia si spacciarono per gli originali, più che altro per soddisfare l'astinenza da Rockets che affliggeva la popolazione tutta. Ma finalmente, un bel giorno, ecco che l'unico componente originale rimasto, interessato a proseguire, l' highlander Fabrice Quagliotti, si ripresenta con ancora una ulteriore nuova formazione e il ritorno al look delle origini, e pure un disco nuovo, ma più che altro si tratta di un'operazione revival per i nostalgici che desiderano ancora vedere cinque matti (che non sono Les Charlots, altro gruppo francese con molti trascorsi cinematografici) dipinti d'argento che suonano su un palco vestiti come Actarus di Goldrake. Ogni riferimento a fatti e persone reali non è casuale, anche se un po' condito con la fantasia. I'm On The Road Agaiiiiiiiin!!!

venerdì 28 giugno 2019

CASO EVANGELION: OTAKU CONTRO NETFLIX 1-0

Aggiornamento doveroso per quanto riguarda il controverso nuovo doppiaggio di NGE: Netflix ha dato retta alle proteste sfociate sul web, e non solo, ed ha eliminato la traccia italiana dallo streaming in attesa di una non ben specificata revisione. Bisogna dire che il caso è molto diverso dalle proteste che sono nate invece per il finale non molto gradito de Il Trono Di Spade: in questo si trattava di un prodotto nuovo, mai trasmesso prima; Evangelion invece è un cult di 20 anni fa e molti conoscono alla perfezione anche le frasi recitate in italiano dai personaggi (con tutte le imprecisioni di traduzione di allora), per cui cambiarlo totalmente è stato quasi un sacrilegio. Era come mettere su un disco di Lucio Dalla e scoprire che escono parole diverse da quelle che conosci, per dire...
Ora attendiamo questa revisione occhediavolosarà.

martedì 25 giugno 2019

NEON GENESIS EVANGELION SU NETFLIX


Sul web sta impazzando una rivolta che è già stata trattata ampiamente in altri blog, per cui non mi soffermerò troppo sui particolari, ma piuttosto sulle impressioni di (mal di) pancia. È da molto che definisco Netflix un contenitore che mette ottimi prodotti in mezzo a tanta fuffa. In questo caso ha fatto anche di peggio: con la proposta in streaming di Neon Genesis Evangelion (senza alcun dubbio il mio anime preferito) ha deciso di farne realizzare un nuovo doppiaggio (spiegatemi la ragione) curato da Gualtiero Cannarsi, che aveva già scritto i dialoghi della prima edizione, e che nel mondo anime vanta una nutrita schiera... di fans??? Tutt'altro. Cannarsi è stato sempre criticato per il lavoro svolto sui film di Miyazaki, nei quali ha realizzato dei dialoghi in un italiano aulico/desueto, ma che al limite in certi contesti riuscivi anche a fartelo piacere. Ma qui no. Evangelion è stato totalmente stravolto nelle definizioni e nei modi di dire, con la scusa di restare più fedele al testo originale e di correggere alcune cose che, secondo Cannarsi, non aveva tradotto bene la prima volta. Non starò a riportare i vari strafalcioni sentiti durante gli episodi, anche perché non tutti conoscono la serie e tutti i particolari ad essa collegati, per cui sarebbe abbastanza inutile, ma porto invece un esempio lampante che può capire chiunque abbia un minimo di cultura cinematografica: che effetto farebbe se un mentecatto malsano di mente provasse a ridoppiare il Guerre Stellari del 1977 e la famigerata Morte Nera diventasse la Stella Della Morte (Death Star in originale), o la nave di "mio cuggino" Han Solo venisse chiamata Falcone Del Millennio e non più Millennium Falcon, eh??? Come vi sentireste? Come minimo straniati. Ecco quello che accade in Evangelion, dove tutto viene cambiato e le tue orecchiette soffrono ogniqualvolta che senti uno di questi nuovi termini che nulla hanno a che fare con la serie anime che ti ha appassionato quando la trasmetteva MTV e hai continuato a seguire anche con i reboot cinematografici. Non parliamo poi dei termini usati dalle varie cariche militari che paiono presi da un romanzo medievale (non dicono fellone, marrano o maramaldo, ma poco ci manca). Insomma uno scempio immondo e non è colpa dei nuovi doppiatori che, poverini, recitano semplicemente quanto gli viene scritto, anche se si sente la mancanza delle voci originali che hai ormai nella testa da 20 anni. Concludo allegando a questo sfogo una esplicativa vignetta di Zerocalcare che ha commentato a modo suo tale scellerata scelta di Netfuff.


sabato 22 giugno 2019

HOW TO TALK TO GIRLS AT PARTIES

In questo periodo è passato il compleanno di Nicole Kidman e molti amici bloggers hanno dedicato alla sempre bellissima almeno un post o hanno commentato con una propria opinione sui film in cui la ex-rossa appare. A sorpresa mi è capitato di trovarla anche in questa pellicola del 2017, che vanta anche un titolo italiano, La Ragazza Del Punk Innamorato, ripreso dal titolo italiano del romanzo da cui è tratto, seppure non mi risulti che sia stata mai distribuita. La storia ambientata nel 1977 è tratta da un racconto di Neil Gaiman (quello di AMERICAN GODS) e racconta di punk (appunto) e alieni in un turbine di immagini, costumi e suoni che non riesci a staccare nemmeno per un attimo, come fosse un lungo videoclip. Nicole non è la protagonista vera e propria (Elle Fanning lo è), ma la sua parte è comunque importante e ben caratterizzata, e diciamocelo che pure in versione punk ha il suo bel perché e sa essere credibile come manager rockettara senza il bisogno di fare le facce brutte come fa, per dire, Rita Pavone per fare la rocker... o la Bertè in minigonna inguinale... no dai, ma che mente contorta la mia!!!uff...
Comunque film prodotto da Netflix, ma non ancora disponibile in italiano sulla piattaforma video.

venerdì 21 giugno 2019

IL FANGO VERDE


Potrebbe nascere una rubrica sui film talmente brutti da fare il giro e che diventano quasi dei cult.
Avrebbe un posto d'onore questo film di fantascemenza americano/giappo con pretese horror ma risultati esilaranti. A cominciare dai modellini utilizzati per gli effetti speciali, così piccoli che nessun metodo di ripresa ti può far credere che siano veri. L'unico pregio della pellicola è che il plot, in realtà, è un po' precursore di Alien. Nel cast la bondiana Luciana Paluzzi e tutta una serie di attori che recitano seriamente credendoci fino in fondo, con risultati ancora più surreali in una pellicola che, nonostante sia un disastro completo, qualcuno della MGM considera un cult. Passatempo da ombrellone: Si può fare il gioco delle differenze tra il poster italiano originale e quello americano rieditato per l'uscita in divdì e raggioblu. Spoilerazzo... la scena shunga illustrata in locandina, in realtà non esiste...😅😅😅

martedì 18 giugno 2019

LA DISCO SPAZIALE DEGLI ANNI 70

Colgo l'occasione fornita da un commento dell' amico Dave, per parlare di quel fenomeno musicale della fine anni 70, cioè la Space Music, i cui alfieri furono senza dubbio i ROCKETS, argentei musicisti francesi dal look curatissimo, con una serie di album a tema spaziale che scalarono le classifiche alla grande.


Tra l'altro Fabrice Quagliotti, l'ultimo rimasto detentore del marchio della band, ha recentemente riportato in tour i Rockets con una formazione totalmente nuova. Da ricordare anche i figliocci "Visitors", altra band prodotta dallo stesso team, ma con poco riscontro di pubblico. 

Anche gli Space, altro gruppo francese, seguirono il trend con Magic Fly, ma il look era decisamente meno accurato.

Sempre francesi gli Space Art con Onyx, anche se il look più che spaziale sembra post Chernobyl.

In seguito, ecco arrivare anche le protagoniste femminili di questa scena spacedisco: la "gnocca spaziale", come si suol dire, la britannica Dee D. Jackson (grazie Dave) con due singoli abbomba, Automatic Lover

e Meteor Man

con relativo album Cosmic Curves,
chiaro riferimento anche alle sue forme, e Sarah Brightman & The Hot Gossip del cui singolo I LOST MY HEART TO A STARSHIP TROOPER

ho già parlato più approfonditamente QUI.
C'è da dire che già PINK FLOYD, Tangerine Dream e Kraftwerk, nonché Jean Michel Jarre e Alan Parsons Project, e nella discomusic Giorgio Moroder, Patrick Cowley, persino Cerrone, hanno trattato temi spazial/fantascientifici, ma in questo post si parla soprattutto di coloro che hanno anche adottato un look consono al genere, creando quell' immagine particolare di esseri provenienti da altri pianeti (come hanno fatto anche i recenti Daft Punk). 

Per quanto riguarda le produzioni minori sempre a tema spaziale, troviamo gli Araxis, sempre francesi, con ARAXIS SPACE SHIP dalla copertina che sembra disegnata da un bambino delle elementari, e i tedeschi/austriaci Ganymed

coi mascheroni di gomma carnevaleschi e i doposci argentati, ma qui stiamo squisitamente debordando sul trash.
Temi spaziali nel testo e nell'abbigliamento per Sheila & B.Devotion con SPACER, ma qui la musica è tutt'altro che elettronica, anzi è un prodotto degli Chic di Rodgers & Edwards e si sente.


Per cui, last but not least, per chiudere in bellezza ecco la vera chicca trash con Patrizia Pellegrino e la sua hit (???) Musica Spaziale
Enjoy!!!

domenica 16 giugno 2019

LE NUOVE USCITE SETTIMANALI AL CINEMA

Mi piacerebbe poter parlare regolarmente delle uscite settimanali come fanno molti altri colleghi bloggers, ma per poco tempo libero, e soprattutto per pigrizia, non sarei in grado di tenere un appuntamento regolare, per cui preferisco postare quando ho il tempo nonché la lucidità per mettere insieme un discorso di senso compiuto. Ma a proposito di uscite settimanali preferisco segnalare i blog di alcuni esimi colleghi che, probabilmente dotati di superpoteri nella migliore tradizione Marvel, riescono a portare avanti un appuntamento regolare.

IL BOLLALMANACCO DI CINEMA
http://bollalmanacco.blogspot.com/?m=1

WHITE RUSSIAN, CINEMA E NON SOLO ALL'ULTIMO SORSO
http://whiterussiancinema.blogspot.com/?m=1

PENSIERI CANNIBALI
http://www.pensiericannibali.com/?m=1

Augurando a tutti un buon divertimento!!!



THE BEATLES - REVOLVER: 60 ANNI FA I RAGAZZI DECIDEVANO CHE ERA IL MOMENTO DI CAMBIARE

 Ricordate che vi avevo dato APPUNTAMENTO  ad agosto per l'anniversario di Revolver dei Beatles? Ed eccoci qua con quel disco che venne...