Sono caduti ieri 10 anni da quando David Bowie se n'è andato il 10 gennaio del 2016 quando ancora non curavo questo blog, e qualcuno poco tempo dopo si era inventato una ultima sua lettera da lasciare ai posteri.
Era scritta male, piena di errori dovuti probabilmente ad una traduzione approssimativa.
"Morirò... So che mancano pochi mesi alla fine della mia esperienza terrena...
Cosa faccio? Mi dispero, mi deprimo, rifiuto l'idea della morte e fingo che la malattia non esista?
Oppure decido di sconfiggere la morte... Lo decido con l'anima, perché solo l'anima e il cuore mi danno l'ispirazione per comporre musica, come ho fatto per 50 anni...
Conto le ore che mi restano e, come mi dicono i medici, posso prevedere, con un certo margine, la data della mia morte. Il lancio del mio ultimo lavoro è fissato per l'8 gennaio 2016, il giorno del mio 69° compleanno.
Lavoro giorno e notte, ho il tempo di comporre, perfezionare, interpretare, registrare in studio e fare video... Lo faccio il più rapidamente possibile, perché non voglio che la mia faccia mostri il segno della morte che, beffarda, sta falciando il mio corpo senza che io possa difendermi...
Ma ti sfido, morte... Al diavolo, se non ti sfido!
Ho sfidato e vinto il mondo dei fan negli anni '70 con l'orgoglio dell'ambiguità... Ho amato uomini e donne, sono stato un uomo, una donna, un alieno e infine un corpo celeste.
Cosa puoi fare tu, morte, contro la mia eternità, il mio genio, la mia follia, la mia creatività, la mia musica che vivrà per sempre?
Sono Lazzaro, strappato dalle cicatrici. Morirò nel corpo, ma vivrò per sempre attraverso la mia musica.
Ho vissuto abbastanza per ricevere gli auguri di buon compleanno. Pensavo di non farcela a vedere il mio album pubblicato... Sono sopravvissuto all'8 gennaio... E tu, mio caro assassino, hai perso!
Pensa solo che, se non avessi bussato alla mia porta, avrei realizzato 24 lavori, magari sarei riuscito a vivere fino a 100 anni, e invece, grazie a te, ne ho realizzati 25!
Sai... Sarò libero come un uccello".
Ecco in breve il ricordo di un artista che ha creato un'epoca, un genere, anzi tanti generi, che ha lasciato il segno in tutti noi e che non potremo mai dimenticare, perlomeno finché anche noi non concluderemo il nostro percorso su questa terra sperando che le nuove generazioni non lascino sgretolare come castelli di sabbia tutto quello che David e molti altri sono riusciti a costruire in tutti questi decenni.

Ho mostrato pochi giorni fa per la prima volta Labyrinth ai miei bambini e sono rimasti a bocca aperta, e a casa nostra Magic Dance è la hit del momento. David Bowie è vivo, eccome se lo è.
RispondiEliminaChe grande film quello!!! Lo adoroo
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