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martedì 23 maggio 2023

SE LA PARAMOUNT FA DELLE OFFERTE CHE NON POTETE RIFIUTARE... MA FORSE A VOLTE È MEGLIO FARLO

 Paramount+ con il grande successo del SEQUEL DI TOP GUN che viene pure nominato per gli Oscar deve aver pensato che tutto "si può fare!" dato che aveva già realizzato anche The Offer, una stupenda serie sul travagliato backstage de Il Padrino con Miles Teller che rivedremo proprio in MAVERICK e che partecipa anche alla produzione, e nella quale serie ci troviamo (non in questa foto con i protagonisti principali) anche il figlio di Tom Hanks, in pratica quasi un clone del padre.


Qui vengono messi in scena tutti i famosi aneddoti su tale lavorazione, comprese le botte prese davvero da Talia Shire, Al Pacino che non piaceva ad alcuni sul set perché troppo basso secondo loro, Marlon Brando con il gatto, la famosa testa di cavallo, e altre gustose vicende varie intorno al set, come il problema di Frank Sinatra incazzato perché si sentiva citato nel personaggio di Johnny Fontaine, la comunità italiana che voleva bloccare il film e le rivalità fra boss mafiosi; tra l'altro argomento quello della mafia che nella pellicola non viene mai nominato palesemente ed è proprio grazie a tale escamotage che Coppola è riuscito a portare a termine il lavoro. 
Apro inoltre una parentesi perché proprio oggi, 23 maggio, è la Giornata della Legalità istituita per dare contro a tutte le forme di mafia ricordando la strage di Capaci in cui perirono i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Sarebbe bello poter pensare che in questo modo certi personaggi degli ambienti mafiosi si sentano intimiditi, ma la realtà purtroppo è dura da cambiare, perciò chiudiamo la parentesi e torniamo alla nostra serie dove il tutto viene messo lì così bene che ti faresti i 10 episodi in una botta sola (cosa che riesce solo alle cinture nere di binge watching). 
"Evvai! Abbiamo trovato la gallina dalle uova d'oro" avranno pensato ancora in Paramount sfogliando il catalogo dei loro film e così ti fanno pure un SEQUEL MOLTO BRUTTO di American Gigolò e pure de L'Uomo Che Cadde Sulla Terra (no, questo non l'ho visto perché temo di rimanere deluso, ma alcuni pareri che ho sentito sono positivi). 
Ed ora Paramount+ colpisce ancora e riprende in mano un'altro dei suoi film in catalogo per creare una serie tv della quale probabilmente non se ne sentiva la necessità, dato che già il sequel, Grease 2, era stato un emerito fiasco.

Grease - Rise Of The Pink Ladies è un prequel di quel grande successo che è stato Grease e da quel film nasce appunto una vicenda puntata sulle ragazze della Rydell High School, quelle che si distinguevano appunto per il loro outfit rosa. 
In particolare delle protagoniste del film ritroviamo Rizzo e Frenchy,

che in Grease erano interpretate da Stockard Channing e Didi Conn (nei riquadri in bianco e nero), ma qui siamo alcuni anni prima degli eventi che invece interesseranno Danny e Sandy. L'atmosfera alla happy days e le canzoni (poco memorabili in realtà) facevano ben sperare e invece uff... come per il sequel di American Gigolò prevale la noia. 
Probabilmente anche perché si vuole stirare una storia su 10 episodi mentre un paio d'ore, messe in mano ad un buon montatore, forse erano più che sufficienti. 
Ma è la dura legge delle piattaforme, e dal primo maggio anche Attrazione Fatale ha subìto la stessa sorte,

stavolta non con prequel o sequel, ma con un remake ad episodi dove Joshua Jackson prende il posto di Michael Douglas e del quale al momento non so se ho la voglia di saperne di più. 
Ah... 
Lassù in alto parlavo di Tom Hanks e di suo figlio Colin e di quanto si assomigliano, perciò eccoli a confronto con una foto giovanile di Tom:

giovedì 8 dicembre 2022

AMERICAN GIGOLÒ E L'UOMO CHE CADDE SULLA TERRA: PER LA SERIE "SEQUEL NON RICHIESTI"

 Il giorno dell'Immacolata probabilmente nessuno leggerà il post perché dalle grandi città c'è stato già da ieri un fuggi fuggi per un super ponte (ma son curioso, ditemi, per andare dove?) che non è quello sullo stretto che forse stavolta diverrà realtà (staremo a vedere), mentre io invece rimango stoicamente saldo al mio posto di pilotaggio per parlare della quasi neonata (per l'Italia) Paramount+, che probabilmente visto come sono andate bene le cose con TOP GUN MAVERICK, ha detto "wow!" e ha deciso di dare un seguito ad alcuni famosi titoli cinematografici, e qui, all'inizio di American Gigolò, quando parte Call Me dei Blondie (che gran pezzo!) con le immagini di Julian Kaye alla guida della sua auto pensi che la serie tv stia prendendo la piega giusta.


Purtroppo non è così. Il sequel di American Gigolò parte poco prima con un primo piano di Julian cioè Jon Bernthal (The Walking Dead, The Punisher) che, a parte il naso da pugile (ma in carcere è anche possibile che glielo abbiano conciato così), può ricordare in effetti un giovane Richard Gere. 
Julian, che tatuato e ancora baffuto in carcere sembra invece un giovane DANNY TREJO,

qui lo vediamo rinchiuso per quell'omicidio che nel film di Paul Schrader invece lo vedeva scagionato grazie all'alibi fornito dalla sua amante, o perlomeno nell'ultima scena sembrava di capire che le cose si risolvessero a suo favore. 
Non ci è dato di sapere come la situazione si sia poi nuovamente ribaltata portandolo dietro le sbarre, ma dopo 15 anni di prigionia il vero colpevole viene trovato e Julian viene rilasciato, con tanti saluti e ci scusi per il disturbo. 
Disturbo che, vedremo attraverso mille flashback, non sarà dato solo dalla detenzione ingiusta, ma anche da un'adolescenza molto complicata che lo segnerà profondamente. 
Quello che però il film di Paul Schrader aveva

era una fotografia degli anni 80 modaiola e patinata (Armani, Mercedes) che qui invece si risolve solo in cupezza e fastidio. 
Per cui se vi aspettate un tuffo in quelle atmosfere conosciute, le vostre aspettative saranno presto disilluse, anche se in alcuni momento Jon pare davvero Richard.

E se una serie tv già nei primi episodi messi disponibili non ti stimola quell'interesse necessario per seguirla nei successivi (8 in tutto), significa che qualcosa non sta funzionando nonostante sulle radio private ne avessero parlato molto bene (eh ma sono gli uffici stampa che lavorano così e fanno dire agli speakers quello che vogliono). 
La serie è un prodotto della Showtime che ha preso in mano anche L'Uomo Che Cadde Sulla Terra, film tratto da un romanzo di Walter Tevis che avevo divorato nell'edizione Urania dopo aver visto la pellicola con allora protagonista un giovane David Bowie nella parte per lui perfetta dell'alieno e che adoro anche nella sua lentezza che era congeniale al mood della vicenda. 
Anche in questo caso si tratta di un sequel che vede un altro essere di altri mondi arrivare sul nostro pianeta, mentre il personaggio che era di Bowie, Thomas Newton ora  invecchiato, viene qui interpretato da Bill Nighy,

che così a vedere in foto ci può anche stare. 
Questa non ho ancora avuto il piacere di vederla, ma, se tanto mi dà tanto, potrei anche evitarla, per cui il da farsi lo valuterò in futuro... 

sabato 28 maggio 2022

TOP GUN: MAVERICK (FRA REALTÀ E FINZIONE)

 Qualcuno si ricorderà che 35 anni fa, il 28 maggio (cioè, guardaunpó... oggi) del lontano 1987, il pilota tedesco, allora diciannovenne, Mathias Rust, forse dopo aver visto un famoso film con Tom Cruise uscito l'anno prima, si fa un baffo della difesa aerea sovietica ed atterra bello bello con un piccolo aeroplano da turismo nel bel mezzo della Piazza Rossa di Mosca in un periodo in cui imperava ancora la guerra fredda. Inutile dire che viene immediatamente incarcerato e verrà rilasciato solo il 3 agosto dell'anno successivo poiché la sua non era stata altro che una bravata per la quale però i russi, che son sempre stati un pelino permalosi, se l'erano presa parecchio per come la loro sicurezza aerea era stata perculata.


Un'avventura degna di Maverick, eh?, il nuovo Top Gun uscito una settimana fa, che inizia esattamente uguale al primo film con l'intro di Harold Faltermeyer e con gli aerei che decollano al ritmo di DANGER ZONE di Kenny Loggins,
e già da lì il cuore comincia a batterti forte rivivendo quei momenti che t'hanno fatto comprare uno Schott da paninaro pure a te da sfoggiare con i jeans griffati e risvoltati in modo che si vedessero bene le Burlington, e con le Timberland allacciate ai piedi (io lo sono stato... sia paninaro che new romantic che dark a seconda dei giorni😉). 
Anche la voce italiana di Tom è invecchiata con lui, ed è sempre Roberto Chevalier come allora (di 11 anni più vecchio dell'attore americano), perché Maverick è ancora lì, lo stesso Maverick e, anche se nel corso della sua lunga carriera Cruise ha avuto altri doppiatori pure più simili a lui (EYES WIDE SHUT, La Guerra Dei Mondi), questa voce è quella che gli collego immediatamente. 
Che poi in occasione di questo nuovo episodio incredibilmente attuale che mostra i Paesi NATO minacciati da un deposito di uranio, e con Val Kilmer realmente malato come lo è anche il suo personaggio, son saltati fuori dei documenti fotografici mica male sul backstage e su quanto modellismo ci fosse nel primo film, mentre noi invece tanto tempo fa (ma non in una galassia lontana lontana...) ce l'eravamo bevuta tutta affascinati dalle evoluzioni dei piloti che credevamo vere (e alcune in parte lo erano, ma solo alcune):









Mica male eh? Sorpresi? Nemmeno tanto, dato che il cinema è finzione e comunque all'epoca, come si può chiaramente vedere, non si usava alcuna CGI. Perciò, si, era tutto finto, ma reale sul set😊. 

C'È STATA UNA PRIMA VOLTA ANCHE PER I SEX PISTOLS

 Il 4 settembre del 1976 gli allora sudditi di Elisabetta II fecero un'esperienza scioccante ascoltando e vedendo per la prima volta in ...